Categoria: News

  • Editoria Italiaonline: record mensile con 17,9 milioni di utenti a settembre

    [fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” overlay_color=”” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” padding_top=”” padding_bottom=”” padding_left=”” padding_right=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” center_content=”no” last=”no” min_height=”” hover_type=”none” link=””][fusion_text]

    DailyNet 17/11/2017

    Sono 4,8 milioni gli utenti unici in media al giorno che hanno navigato dai vari device i siti di Italiaonline, che consolida la sua posizione di prima internet company italiana, come riportano i dati Audiweb di settembre 2017. Rispetto allo stesso mese nel 2016, la crescita degli utenti unici sul giorno medio è pari al 9%. Altrettanto significativa la quantità di utenti giornalieri da mobile, pari a oltre 2,5 milioni, con una crescita del 12% rispetto a settembre 2016. A questi numeri si aggiunge l’ulteriore dato da primato sul tempo speso medio al giorno sulle properties Italiaonline, che è pari a 12 minuti, con un incremento del 10% in un anno. Inoltre, la rilevazione Audiweb di settembre registra per Italiaonline una media di 17,9 milioni di utenti unici al mese, di cui 10,8 da mobile: per il gruppo, è il miglior risultato mensile in un anno e mezzo. Costante evoluzione “Siamo saldamente i primi in Italia perché tutti i nostri siti sono in costante evoluzione per offrire il meglio agli utilizzatori e agli inserzionisti: questi dati premiano il nostro lavoro quotidiano – ha dichiarato Andrea Chiapponi, chief commercial officer Large Account Italiaonline -. Inoltre, l’elevato tempo speso è il miglior rilevatore della qualità delle nostre properties: continueremo pertanto a offrire contenuti utili e di servizio preservando la brand safety, che è per noi una forma di trasparenza sia nei confronti degli inserzionisti che degli utenti finali”.

    [/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

  • Editoria Triboo Media: primo publisher partner IAS in Italia

    [fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” overlay_color=”” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” padding_top=”” padding_bottom=”” padding_left=”” padding_right=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” center_content=”no” last=”no” min_height=”” hover_type=”none” link=””][fusion_text]

    DailyNet 15/11/2017

    Il 60% delle pianificazioni gestite da Triboo Media è monitorato lato cliente sulla viewability, un concetto questo, insieme alla brand safetey, che si conferma oggi sempre più importante nella ricerca di qualità nell’advertising online. Per rispondere, quindi, in maniera seria e determinata alle attuali richieste di mercato, Triboo Media ha avviato una partnership con Integral Ad Science (IAS) al fine di monitorare in toto la sua offerta in termini di viewability, brand safety e ad fraud sia per la display che il video e diventando così la prima realtà in assoluto in Italia, ad aver scelto di essere certificata interamente da una terza parte quale IAS, società specializzata nella misurazione della media quality riconosciuta a livello globale. Garanzie di qualità Dopo un’iniziale fase di test, i risultati raggiunti e consolidati per il mese di agosto hanno restituito performance superiori ai benchmark del mercato italiano, ma soprattutto sono diventati una cartina di tornasole per continue ottimizzazioni e miglioramenti anche tecnici relativi all’inventory. Tutti gli editori in concessione sono dunque parte di questo update che conferisce garanzie di qualità e robusti risultati alle campagna monitorate. La partnership rafforza la rinnovata strategia di rilancio di Triboo Media basata su garanzie di qualità e di valore aggiunto per i propri clienti. “Siamo entusiasti di unire le forze con Triboo Media per monitorare la loro inventory in termini di brand safety, ad fraud e viewabilbity”, afferma Roberto Bigotti, senior sale manager Italia presso Integral Ad Science. “Questa partnership rafforza la confidenza per i clienti di Triboo che i loro brand sono protetti e allo stesso tempo viewable”.

    [/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

  • Mercato Osservatorio Branded Entertainment: entrano anche Cairo Pubblicità e brandstories

    [fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” overlay_color=”” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” padding_top=”” padding_bottom=”” padding_left=”” padding_right=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” center_content=”no” last=”no” min_height=”” hover_type=”none” link=””][fusion_text]

    DailyMedia 15/11/2017

    OBE – Osservatorio Branded Entertainment, l’associazione che studia e promuove la diffusione sul mercato italiano del branded entertainment come leva strategica per la comunicazione integrata di marca, raccogliendo intorno a sé i principali player della filiera del BE, annuncia l’ingresso tra i propri associati brandstories e Cairo Pubblicità. Cairo Pubblicità Fondata nel 1996 da Urbano Cairo, Cairo Pubblicità è stata la prima società del Gruppo Cairo Communication a essere costituita e si è affermata in breve tempo tra i big player delle concessionarie italiane. “Come Cairo Pubblicità siamo da sempre attenti alle evoluzioni del mercato della comunicazione, motivo per il quale crediamo fortemente che il branded content ed entertainment costituiscano un elemento fondamentale all’interno di uno scenario televisivo in continuo cambiamento – dichiara Alessandro Valentini, Direttore Brand Integration Cairo Pubblicità – Crediamo che le attività branded, come nuova forma di comunicazione, siano una leva molto importante nel consolidare le relazioni con i clienti, poiché offrono l’opportunità di creare insieme contenuti inediti, focalizzati sul brand e contestualizzati all’interno di reti autorevoli come La7 e La7D”. brandstories Agenzia specializzata in content marketing e branded entertainment, brandstories fa della narrazione d’impresa il proprio core business, affiancando i clienti nelle loro strategie e nell’ideazione e realizzazione di progetti di storytelling e branded entertainment, per tv, web, social e radio. “Oggigiorno i brand hanno più possibilità rispetto al passato di esplorare diverse forme di comunicazione – dichiara Shahin Javidi, ceo di brandstories –. Non sono più costretti ad associare il proprio messaggio a contenuti creati da altri, ma possono prendere parte alla narrazione e creare loro stessi contenuti di intrattenimento e informazione per il proprio pubblico. Questo aspetto, apparentemente semplice, sta invece determinando una profonda trasformazione nell’industria della comunicazione: per i player, per le dinamiche e per i modelli di business. In un momento come questo, il ruolo di OBE è determinante per far incontrare e interagire soggetti che, a diverso titolo, prendono parte a questa trasformazione, e per costruire metriche e metodi condivisi di misurazione dei risultati. Per questo, come brandstories siamo molto lieti di entrare a far parte di OBE. Una realtà come la nostra, nata per occuparsi esclusivamente di brand storytelling e branded entertainment, non può che beneficiare di questo confronto”.

    [/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

  • Mercato Senza Mondiali perde anche l’Italia degli investimenti, l’1% dello spending per UPA e per Publicis Media, lo 0,5% per GroupM

    [fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” overlay_color=”” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” padding_top=”” padding_bottom=”” padding_left=”” padding_right=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” center_content=”no” last=”no” min_height=”” hover_type=”none” link=””][fusion_text]

    DailyNet 15/11/2017

    La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Russia 2018 avrà di sicuro un pesante impatto negativo anche sul fronte degli investimenti, in marketing in generale e in comunicazione classica in particolare: lo stesso ma, all’opposto, in sottrazione, rispetto a quello in positivo che veniva incorporato nei primi forecast sul trend dello spending pubblicitario per il prossimo anno già disponibili. E, così, Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di UPA, che aveva detto solo pochi giorni fa che la presenza della nostra nazionale di calcio al torneo “valeva” un 1% degli investimenti, spiega ora a DailyMedia che l’esclusione da questo campionato ci costerà una cifra tra i 70 e i 100 milioni di euro di mancato incremento. Sassoli – che, nell’occasione, conferma sempre il suo +1,8% per quest’anno – resta comunque confidente che anche i prossimi 12 mesi si chiudano in positivo ma, inevitabilmente, con un tasso di crescita ridotto rispetto a una stima che, per altro, non ha ancora quantificato, in attesa dei riscontri della survey interna sulle intenzioni di spesa da parte delle aziende nel 2018 che UPA completerà il prossimo mese. Broadcaster penalizzati «Faremo specifiche valutazioni sugli ascolti dei gironi dei precedenti mondiali in cui ha giocato l’Italia e di quelli in cui non c’era – anticipa – ma, di sicuro, almeno 20 dei 100 milioni citati e, cioè, quelli investiti dagli sponsor del torneo, non ci saranno. Ma, purtroppo, ci aspettiamo un meccanismo “depressivo” più generale che potrebbe impattare sugli ascolti e sui conseguenti investimenti: non dimentichiamo che, di fatto, il calcio è un fatto collettivo e che su 32 picchi di ascolto negli ultimi due anni, 31 sono stati legati ad altrettante partite. I broadcaster saranno ovviamente quelli più penalizzati, e dovranno ripensare i loro palinsesti estivi: magari sarà anche un’opportunità di rilancio». Gli editori televisivi risparmieranno sui diritti – valutazioni indicano nell’ordine del 50% rispetto agli ultimi pacchetti – ma, al momento, non è dato sapere quali parteciperanno all’asta, con la novità di un interessamento, mai smentito, da parte anche di Mediaset, interessata a eventi free di grandi ascolti, come testimonia anche l’attuale gestione della Champions. Per altro, va capito se sempre Mediaset sia poi interessata anche per i diritti pay. In ogni caso, comunque, potrebbe quindi esserci una certa gara al rilancio con la Rai che, comunque, per motivi di “salute pubblica”, difficilmente si può immaginare non sia della partita. La Rai (la cui concessionaria avrebbe potuto puntare a un’ottantina di milioni se l’Italia fosse scesa in campo almeno nelle 3 partite iniziali) aveva beneficiato di una raccolta aggiuntiva, 3 anni fa, di 67 milioni che nel 2018 potrebbe scendere a 40. Per Sky era stata di una trentina di milioni, cifra che – se mai la piattaforma pay decidesse di stare in gioco – appunto, più o meno, si dimezzerebbe. A fronte di un obiettivo, sempre con l’Italia presente, che si poteva stimare di oltre 40. Continuità di pianificazione Un po’ meno pessimisti di Sassoli sulle conseguenze della nostra eliminazione dal torneo sono GroupM e Publicis Media, appositamente interpellati sempre dal nostro giornale. Il primo ha fornito proprio qualche giorno fa un forecast sul 2018 di crescita degli investimenti del 2,7% che, ora
    sarà rivisto. «Una prima stima ci porta a ritenere che l’impatto negativo dell’uscita dell’Italia ai Mondiali si aggiri intorno allo 0,5- 0,6% degli investimenti adv, stima fatta a caldo che verrà rivista una volta affinata la valutazione – spiega Norina Buscone, vp Research GroupM Italy -. In ogni caso, nel bene e nel male, abbiamo valutato che l’incidenza sullo spending totale che, ricordiamo, nel 2017 si dovrebbe attestare intorno a 7,7 miliardi di euro, pari al +0,4% sul 2016, non dovrebbe andare oltre i decimali indicati. Certo, eventi come questi portano anche altri investimenti aggiuntivi e incrementali che non ci saranno ma, sostanzialmente, gli spender che intendono comunicare lo faranno comunque seguendo una normale programmazione, magari senza una concentrazione delle pianificazioni tra metà giugno e metà luglio del 2018. Inoltre, non dimentichiamo che, comunque, ci sono anche partite di grande appeal pur senza gli azzurri in campo. Anche la stampa sportiva sarà penalizzata ma, semmai, potrebbe essere più danneggiata l’area degli eventi e delle sponsorizzazioni pensati ad hoc per il torneo». La raccolta incrementale perde 80 milioni Sostanzialmente analoga l’analisi di Publicis Media, che valuta in circa 0,9 punti percentuali la perdita di investimenti causata dalla nostra mancata qualificazione al torneo. «Le nostre stime più aggiornate – spiega Marco Robbiati, responsabile ricerche del Gruppo – indicano per il 2017 una chiusura al +0,7%, per un totale di 8,4 miliardi di euro, con un +2,1% per il 2018, intorno a 8,7 miliardi. Previsioni che, ora, ridimensioneremo al +1,2%. Le nostre stime di raccolta aggiuntiva dei Mondiali erano di 125 milioni di euro che, ora, scendono a 45. Mancheranno gli investimenti specifici di alcuni sponsor e aziende che tradizionalmente legano le loro opportunità di business a eventi di questo tipo, per esempio catene di elettrodomestici e produttori di apparecchi televisivi. Ma, anche per noi, in sostanza, non si prefigura una situazione apocalittica».

    [/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

  • Sono 9,2 milioni i biglietti staccati nei cinema a Ottobre

    Sono 9.204.453 i biglietti staccati nelle sale cinematografiche italiane durante il decimo ciclo di programmazione del 2017 (28 Settembre-1° Novembre). Lo segnalano i nuovi dati Audimovie sulle presenze cinematografiche nel mese di Ottobre. Considerando i dati complessivi dell’anno, i biglietti staccati al 1° Novembre salgono così a 75.583.140. ‘It’ il film più visto seguito da ‘Blade Runner 2049′ e ‘Thor: Ragnarok’.

    FCP - icona per file EXCEL XLSX Consulta i dati completi

     

  • Ascolti TER: dopo tanta attesa pubblicati i dati relativi al primo semestre del 2017; RTL 102.5 si conferma: è sempre primo network nazionale

    [fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” overlay_color=”” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” padding_top=”” padding_bottom=”” padding_left=”” padding_right=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” center_content=”no” last=”no” min_height=”” hover_type=”none” link=””][fusion_text]

    DailyMedia 10/11/2017

    Superato l’empasse degli ascolti radiofonici con la pubblicazione dei dati della ricerca TER – Tavolo Editori Radio dopo i vari ritardi dovuti a discrepanze tra i risultati prodotti dai due istituti di ricerca coinvolti nell’indagine: GfK e Ipsos. Come già detto più volte, i dati pubblicati riguardano una rilevazione semestrale che va dal 4 maggio al 9 ottobre 2017. Il primo trimestre dell’indagine è stato cancellato. Un ultimo “giallo” avrebbe coinvolto Radio 24, che avrebbe a sua volta riscontrato incongruenze nei propri risultati, e richiesto a TER di non pubblicarli. Ma evidentemente i dubbi sono stati superati se in serata, ieri, i dati del semestre – anomalo, perché rappresentato dal secondo e terzo trimestre di rilevazione – sono stati pubblicati sul sito di TER completi, con la rilevazione relativa all’emittente del Sole 24 Ore. Premessa importante a questa ricerca, la non comparabilità con le precedenti GfK Radio Monitor, seppur realizzate con metodo CATI. In cima alla classifica dei network nazionali nel giorno medio c’è sempre RTL 102.5, con 8.483.000 ascoltatori. La novità di questa rilevazione è l’ingresso di Radio Freccia, sempre del gruppo che fa capo a Lorenzo Suraci, che esordisce con 667.000 ascoltatori. Al secondo posto, a una certa distanza da RTL 102.5, c’è RDS, con 5.701.000 ascoltatori, seguita da Radio Italia a quota 5.257.000 e Radio Deejay con 5.232.000. Il Gruppo GEDI totalizza 1.644.000 ascoltatori con Radio Capital e 1.750.000 con m2o. Radio Mediaset raggiunge 4.952.000 ascoltatori con Radio 105, 2.075.000 con R101 e 2.754.000 con Virgin Radio. Radio Monte Carlo è a quota 1.400.000. Rai Radio fa 3.930.000 con Radio1, 2.699.000 con Radio2, 1.385.000 con Radio3. Radio 24 si attesta a quota 2.144.000 ascoltatori. Radio Kiss Kiss ha 2.424.000 ascoltatori.

    [/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

  • Mercato Rai Pubblicità festeggia RaiPlay e la sua offerta digital che chiude il 2017 positivamente

    [fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” overlay_color=”” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” padding_top=”” padding_bottom=”” padding_left=”” padding_right=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” center_content=”no” last=”no” min_height=”” hover_type=”none” link=””][fusion_text]

    DailyNet 10/11/2017

    A un anno dal lancio di RaiPlay, Rai Pubblicità ha deciso di dedicare una serata evento all’offerta digital della concessionaria. E per farlo ha scelto gli spettacolari studi di Che tempo che fa in via Mecenate a Milano. A fare gli onori di casa, sono stati Francesco Barbarani, direttore Radio & Web di Rai Pubblicità e Gian Paolo Tagliavia, chief digital officer Rai, intervistati da Matteo Caccia. Protagonisti, quindi nella prima parte della serata, sono stati i numeri e i progetti che Rai Pubblicità ha in serbo per RaiPlay. «Il fatturato digital del mese di ottobre ha visto un incremento del 54% sullo stesso mese dell’anno scorso», ha spiegato a margine dell’evento Barbarani. «Solo il Video in ottobre ha realizzato un +40%. A dirla tutta il confronto è con un mese in cui le attività di RaiPlay erano appena iniziate, ma veniamo comunque da mesi di crescita continua. Per esempio in settembre abbiamo messo a segno un +24%. Complessivamente il periodo gennaio ottobre ha totalizzato yoy un +2% e questo anche in assenza dei grandi eventi sportivi estivi tipici degli anni pari. Per quanto riguarda la fine dell’anno, a novembre fino a oggi abbiamo già registrato il +20%, con l’80% di saturazione degli spazi. I clienti, infatti, tendono sempre più a prenotare con un anticipo medio di 15 giorni. La chiusura d’anno sarà quindi senza dubbio in territorio positivo». The Line – A New Advertising Zone Rai è da sempre “the line”, la tv lineare che con i suoi programmi da 60 anni scandisce la vita di tutti gli italiani. In un mondo sempre più interconnesso, è fondamentale che questi contenuti possano arrivare ovunque, su qualunque piattaforma e in qualsiasi momento. RaiPlay è oggi per Rai una nuova frontiera di sviluppo, la linea di confine tra l’offline e l’online, un diverso orizzonte dell’advertising. L’offerta digital di Rai Pubblicità rappresenta, infatti, una zona di sintesi tra il branding e la performance capace di avvicinare il consumatore e di instaurare una relazione forte e duratura, fondata su emozioni e valori positivi. Il contenuto editoriale di qualità proposto su RaiPlay è il primo asset per creare questa relazione. Le persone si riconoscono nei valori trasmessi, si sentono coinvolte e vivono emozioni che s’imprimono come un ricordo e che incentivano al ritorno. A questo si aggiunge il contesto, il secondo asset fondamentale per preservare e rafforzare questa relazione. Recenti ricerche di neuromarketing evidenziano chiaramente che gli spot video inseriti in contesti di contenuti premium acquistano una maggiore autorevolezza e rilevanza. «Il contenuto premium di RaiPlay, che ci posiziona come leader tra i siti dei broadcaster in Italia con 1 ora e 21 minuti medi di tempo speso su base mensile da parte dei nostri utenti (dati Audiweb) unito al basso affollamento pubblicitario e alla qualità della user experience, ha portato a kpi importanti e sopra benchmark. Siamo passati da due spot non skippabili a uno skippabile al 15”. Le nostre campagne hanno il 90% di viewability, il 73% di vtr medio, l’11-12% di click-through rate. Rai Pubblicità offre ai clienti l’opportunità di incrementare la memorabilità dei loro spot», afferma Barbarani. «Il 70% dei primi 50 clienti di Rai Pubblicità ha scelto il digital e i top clienti aumentano il fatturato digitale del 38%. Il nostro prodotto va raccontato e spiegato – prosegue Barbarani -. Per questo riteniamo che il programmatic non sia tra i nostri driver fondamentali. Insieme al nostro partner Rubicon Project vendiamo la Display in modalità programmatica, ma è il Video, che vendiamo direttamente, il nostro core business». L’offerta digital di Rai Pubblicità si organizza per target e aree d’interesse, «ma i clienti ci chiedono sempre più percorsi personalizzati e guidati dal contenuto, legandosi a programmi come Pechino Express, l’Ispettore Coliandro, Stasera CasaMika, Il collegio. Hanno capito che il contenuto di qualità produce valore». L’offerta digital si dispiega in tutte le sue molteplici potenzialità. Due anni fa, per esempio, Rai Pubblicità ha rafforzato la sua divisione dedicata alle iniziative speciali, che quest’anno cresce a tripla cifra. RaiPlay Radio L’evento dedicato a RaiPlay è stato il momento per parlare anche di ascolto radiofonico digitale, sempre nell’ottica di un presidio crossmediale per non perdere mai l’attenzione dell’ascoltatore. Ne ha parlato Tagliavia: «RaiPlay rappresenta uno degli elementi fondamentali della trasformazione di Rai in media company digitale e il lavoro di sviluppo continua, sempre con l’obiettivo di esaltare la ricchezza dei contenuti del servizio pubblico. Per questo entro dicembre vedrà la luce RaiPlay Radio, la nostra nuova offerta digitale dedicata al mondo di Radio Rai, con nuove modalità di interazione e fruizione dei canali radiofonici generalisti e dei nuovi canali digitali lanciati in giugno. Anche in questo caso l’obiettivo è di integrare fruizione lineare e non lineare, dirette e archivio, in modo da proporre una esperienza semplice, ma ricca e articolata grazie alla qualità dei nostri prodotti”, conclude il chief digital officer Rai.

    [/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

  • Bilanci Mondadori: nei primi nove mesi, ricavi in lieve calo e la raccolta lorda a +13%, grazie a Banzai Media

    [fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” overlay_color=”” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” padding_top=”” padding_bottom=”” padding_left=”” padding_right=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” center_content=”no” last=”no” min_height=”” hover_type=”none” link=””][fusion_text]

    DailyNet 10/11/2017

    Mondadori chiude i primi nove mesi dell’anno con un lieve calo dei ricavi, pari all’1,1%, ebitda in crescita del 12,9% e risultato netto positivo per 31,2 milioni di euro. Ieri il CdA della casa editrice di cui sono presidente Marina Berlusconi e amministratore delegato Ernesto Mauri ha approvato il bilancio al 30 settembre 2017, che tiene conto di Rizzoli Libri dal 1° gennaio 2017, non consolidata nel primo trimestre 2016, e delle attività di Banzai Media consolidate già nel giugno del 2016 con effetti contabili da inizio anno. I risultati economici Il fatturato netto consolidato nel periodo si attesta a 924,7 milioni contro i 935,3 dei primi nove mesi 2016. L’ebitda è in crescita del 12,9%, e passa dai 70,3 milioni del 30 settembre 2016 ai 79,3 dell’esercizio in corso. In crescita anche il risultato netto, per 13,3 milioni, e si attesta a quota 31,2. Nell’ipotesi del consolidamento di Rizzoli Libri e Banzai Media a partire dal 1° gennaio 2016, i ricavi pro forma sarebbero intorno a 1.280 milioni, con ebitda adjusted di circa 100 milioni. Nei primi nove mesi del 2017 il Gruppo ha confermato per il quarto esercizio consecutivo il miglioramento operativo, registrando un incremento dell’ebitda adjusted di circa il 9%. Nonostante il mercato dei periodici abbia registrato andamenti inferiori alle attese, l’efficiente gestione operativa e l’implementazione di azioni di riduzione costi ne hanno mitigato gli effetti negativi. Il calo dei fatturati è stato generato anche dalla mirata riduzione dei ricavi del prodotto consumer electronics in area retail. Nell’area libri, i ricavi sono cresciuti dell’8,4%, per la performance positiva delle aree trade ed educational, amplificata dal diverso periodo di consolidamento di Rizzoli Libri. Escludendo il primo trimestre 2017 dal consolidamento di Rizzoli, l’ebitda adjusted cresce all’8,6% (a 82,7 milioni da 76,1 del pari periodo 2016), in particolare nelle aree libri (da 58,7 a 68,1 milioni senza il primo trimestre di Rizzoli Libri) e Periodici Italia (+24%), con un’incidenza percentuale sui ricavi in crescita dall’8,1% al 9,1%. Includendo il risultato di Rizzoli Libri dal 1° gennaio, l’ebitda adjusted risulta pari a 75,2 milioni per effetto del contributo negativo nel primo trimestre, pari a -7,5, milioni, riconducibile alla stagionalità del business education che accoglie nel primo trimestre i costi dell’attività promozionale necessaria a sostenere la campagna adozionale. Il margine operativo lordo consolidato risulta in miglioramento del 12,9% (da 70,3 a 79,3 milioni), per effetto del contributo positivo di plusvalenze derivanti dalle cessioni
    Mediamond utilizzerà i prodotti audio di AdsWizz per la vendita diretta e in programmatic degli spazi pubblicitari delle web radio e dei podcast in portafoglio. Ad annunciarlo è una nota diffusa dalla concessionaria, in cui viene sottolineato come tale collaborazione apra la strada alle prime campagne audio in Italia attraverso MAX (Mediamond Audio Exchange), andando a migliorare in modo significativo la compravendita del digital audio sul nostro mercato. Secondo il Censis oggi il 37% degli italiani ascolta musica online (oltre il 50% di questi ha tra i 14 e i 29 anni). In questo contesto la radio si sta trasformando sviluppando nuovi contenuti tramite app e podcast e il digital audio diviene così un canale di comunicazione molto efficace per raggiungere l’audience di riferimento. “La scelta di della suite di AdsWizz è parte della strategia di Mediamond di sviluppare e guidare il mercato audio italiano – ha spiegato l’a.d. della concessionaria Davide Mondo in una nota -. Siamo felici di poter implementare appieno il programmatic audio per completare la nostra offerta esistente”. La suite AdsWizz Mediamond è ora operativa con i seguenti prodotti di AdsWizz:  Audioserve, la soluzione di ad serving con cui gestire e ottimizzare le campagne.  AudioMax, l’header bidder server side per connettere e gestire le fonti di domanda in programmatic.  AudioMetrix, la piattaforma di audience analytics Saas, che fornisce precise e accurate misurazioni. Inoltre, Mediamond rappresenterà nel nostro Paese l’AdWave Marketplace di AdsWizz, aprendo il suo inventario a tutte le fonti di domanda. “Siamo entusiasti di collaborare con Mediamond – ha aggiunto Alexis van de Wyer, ceo di AdsWizz -. Sono il partner ideale per lo sviluppo del digital audio market in Italia. Guardiamo avanti per lavorare insieme al fine di aumentare l’awareness con gli advertiser e dimostrare come il digital audio possa consegnare in modo efficace il giusto messaggio a consumatori ingaggiati”. di alcuni asset nel secondo trimestre dell’esercizio. Il risultato operativo consolidato al 30 settembre è pari a 55,1 milioni, in crescita del 14,9% circa rispetto al 30 settembre 2016 e include ammortamenti e svalutazioni per 24 milioni di euro, in incremento di circa 2 milioni di euro dei primi nove mesi del 2016. Il risultato consolidato prima delle imposte è positivo per 44,9 milioni e include oneri finanziari per 10,2, in contrazione rispetto all’esercizio precedente (12,7). Al 30 settembre 2017 il personale dipendente del Gruppo risulta composto da 3.053 unità, in calo dell’8,3% rispetto a settembre 2016, per effetto della cessione delle attività logistiche avvenuta a maggio, nonché della prosecuzione delle attività di ristrutturazione ed efficientamento . Le aree di business Nei primi nove mesi, il Gruppo ha confermato la propria leadership nel mercato periodici Italia, incrementando la propria quota al 31,8% in un contesto di mercato ancora in contrazione sul fronte delle diffusioni. In linea con la strategia di selettivo sviluppo del portafoglio prodotti, sono state lanciate due nuove testate, Giallo Zafferano e SPY, che continuano ad avere un positivo riscontro da parte del pubblico. Con un’audience di 15,8 milioni di utenti unici/mese, Mondadori si conferma il primo editore tradizionale italiano leader anche nel settore digitale. Nello stesso periodo di riferimento, ComScore ha rilevato un’audience per i brand del Gruppo pari a 21,9 milioni di utenti unici/mese. I ricavi dell’area si sono attestati a 216,2 milioni, in calo del 7,9% rispetto ai 234,8 del pari periodo 2016, anche per la significativa contrazione delle vendite congiunte. In particolare, i ricavi diffusionali (edicola + abbonamenti) hanno registrato un calo (-5,1%) inferiore rispetto all’andamento del mercato di riferimento (-11,9%). I ricavi pubblicitari (print + web) risultano in crescita dell’1,4%. La raccolta lorda sui brand Mondadori in Italia, che fa capo a Mediamond, per effetto del consolidamento delle attività di Banzai Media, ha registrato un incremento del 13%, portando l’incidenza dei ricavi digitali sul totale al 28%. La raccolta print in Italia, a parità di testate, evidenzia un andamento (-4,1%) migliore rispetto al relativo trend del mercato di riferimento (-7% ad agosto); la raccolta digital ha conseguito una crescita pari al 2% (su base pro-forma). I ricavi derivanti dai prodotti collaterali risultano in significativa contrazione (-29,4%), in linea con il trend del mercato. L’attività di distribuzione e ricavi verso terzi ha registrato un calo più contenuto (-2,1%) rispetto ai mercati di riferimento. L’Ebitda adjusted della Periodici Italia ha registrato un miglioramento del 23,9%, passando da 6,9 a 8,5 milioni, per effetto principalmente del contributo positivo delle attività digitali, derivante dall’integrazione dei team e dei prodotti dell’ex Banzai Media. Le attività print hanno registrato una lieve contrazione, quasi compensando il calo derivante dal trend dei mercati con continue azioni di ottimizzazione dei processi e contenimento dei costi redazionali e di struttura. Il margine operativo lordo dell’area risulta in ulteriore miglioramento, attestandosi a 8,2 milioni, in crescita rispetto ai 5,3 del 2016. Mondadori France registra un calo dell’8% nei ricavi, passando da 239,4 milioni dei primi nove mesi del 2016 ai 220,1 del 2017. In particolare, i ricavi diffusionali, circa il 75% del totale, calano del 5%, meglio del mercato di riferimento (-7%) per effetto della migliore performance del canale abbonamenti. Arriva Dr. Good! A settembre è stata lanciata la nuova rivista Dr. Good!, bimestrale di salute dedicato al mondo femminile, che ha riscontrato risultati positivi a livello pubblicitario e diffusionale (oltre 100mila copie). I ricavi derivanti dalla vendita di copie digitali hanno registrato un significativo incremento rispetto al 2016, per l’avvio di collaborazioni con alcuni operatori del settore tlc relative all’offerta alla loro base abbonati dei brand di Mondadori France. I ricavi pubblicitari hanno registrato complessivamente un calo del 18,5% rispetto al pari periodo del 2016: l’advertising print, che rappresenta più dell’85% del totale ricavi pubblicitari, è sostanzialmente in linea (-12,9%) con il mercato di riferimento (-11,4%), mentre la performance sul canale digitale è stata influenzata dall’internalizzazione delle attività di raccolta relativa al segmento mobile/ video, che ha determinato una temporanea contrazione dei ricavi (-23%) in un mercato in calo dell’8% ad agosto. Mondadori France si è confermato secondo operatore del mercato pubblicitario della stampa periodica, con una market share del 10,7%. L’audience digitale (web, mobile & tablet) di Mondadori France ha raggiunto un totale di 11,2 milioni di utenti unici, in calo del 4% circa rispetto al dato medio del medesimo periodo del 2016. Risultati del terzo trimestre Il terzo trimestre 2017 e il terzo trimestre 2016 risultano omogenei relativamente al perimetro di consolidamento della Rizzoli Libri e delle attività di Banzai Media. I ricavi consolidati si sono attestati a 371,8 milioni, sostanzialmente in linea rispetto al pari trimestre dell’esercizio precedente. Tale performance è stata conseguita prevalentemente per effetto della pubblicazione, nell’area Libri dal mese di settembre, dei best-seller di Ken Follett (“La colonna di fuoco”) e di Dan Brown (“Origin”). Anche l’area Retail ha registrato ricavi in crescita rispetto all’esercizio precedente. I ricavi dei periodici sia in Italia sia in Francia hanno proseguito il trend di contrazione dei trimestri precedenti. Il risultato netto consolidato è positivo per circa 27 milioni (+24,1%). Evoluzione della gestione Alla luce dell’andamento dei mercati e della gestione del Gruppo nei primi nove mesi, il Gruppo stima per l’esercizio 2017 – rispetto al 2016 pro-forma – ricavi in lieve contrazione, Ebitda adjusted in crescita “high-single digit”, con conseguente miglioramento della redditività percentuale, e un significativo incremento dell’utile netto, pari a circa il 30%.

    [/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

  • L’intervento: Finalmente è l’anno del mobile

    [fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” overlay_color=”” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” padding_top=”” padding_bottom=”” padding_left=”” padding_right=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” center_content=”no” last=”no” min_height=”” hover_type=”none” link=””][fusion_text]

    DailyNet 9/11/2017

    Questa volta per davvero, non stiamo scherzando. È che fino ad oggi, noi del digital advertising, l’abbiamo forse guardato da una prospettiva sbagliata, non siamo riusciti a dargli il giusto valore oppure, addirittura, non l’abbiamo considerato affatto, pensando che fosse ad esclusivo appannaggio di social e search. Oggi però siamo davvero nell’anno, o meglio, negli anni del mobile. Comprendere il mezzo È una questione di comprensione del mezzo, del suo utilizzo e delle sue potenzialità. Da anni ci chiediamo come mai un oggetto come lo smartphone, che riveste un ruolo così importante nella quotidianità di ognuno di noi, non sia nella hit parade degli investimenti pubblicitari e ricopra invece sempre un ruolo di “caratterista” in un film senza sceneggiatura. Lo teniamo costantemente con noi, ci sta vicino anche mentre dormiamo, non possiamo dimenticarlo a casa senza che questo ci provochi un attacco di panico, è un oggetto dal quale non ci separiamo mai, protetto da impronte digitali e password, che accompagna una gran parte delle nostre attività durante la giornata. Sempre connessi Un giorno, in un convegno a New York, tra tante elucubrazioni sui trend e gli sviluppi dell’innovazione, un ragionamento in particolare mi ha colpito per la sua semplicità: gli investitori continuano a pensare che la comunicazione di brand debba essere declinata su superfici estese e relegano al mobile esclusivamente ciò che ha come obiettivo la cosiddetta performance. Ma l’utilizzo che facciamo quotidianamente dello smartphone ci ha ormai insegnato che la sua forza sta nell’essere una utility: se mi annoio guardo i social, se mi devo spostare uso le app di mobilità (a Milano Enjoy, Atm, Ofo, …), se devo mangiare guardo le recensioni (TripAdvisor, …) e via di questo passo. Il telefono mi viene costantemente in aiuto per qualsiasi esigenza, sul telefono conservo foto, musica, documenti e quant’altro. Ma non solo: posso essere sempre connesso. Questo è un aspetto talmente forte nella vita di noi tutti che il timore di non essere costantemente “connessi”, per qualcuno, si trasforma addirittura in una vera e propria patologia (la nomofobia). Utilità Dunque, questa sua peculiarità è ciò che dobbiamo imparare a sfruttare meglio dal punto di vista pubblicitario. La parola chiave è “utilità” e riuscire a proporre qualcosa di utile porta senza dubbio al successo della propria comunicazione mobile. Ma ad oggi sono ancora davvero pochi gli investitori che hanno realizzato proposte specifiche per questo device, la comunicazione su mobile continua ad essere la versione in dimensione ridotta di quella su desktop. Penso ad esempio a video verticali girati ad-hoc, non certo a quei software che eliminano le porzioni laterali dell’immagine. Oppure a video girati appositamente secondo i criteri di fruizione da mobile, a form con domande veloci che si possano compilare con una mano mentre si cammina, ecc. L’adv pensato per lo smartphone è evidentemente un po’ in ritardo ed è decisamente ora di accelerare i tempi perché tutto corre velocemente e, ad esempio, la realtà aumentata e i video 360 introdurranno rapidamente nuovi concetti di product placement che avranno bisogno di una comunicazione adeguata. Persone oltre latecnologia 4w MarketPlace ha sempre seguito un percorso di naturale evoluzione nei confronti del mobile. Fermo restando che il fattore “utilità” nella comunicazione su mobile fa la vera differenza in termini di performance, abbiamo gestito il mobile al pari degli schermi di maggiore dimensione, quindi mettendo in campo tutte le nostre competenze per l’ottimizzazione delle campagne. Per alcune properties, lo smartphone si è addirittura rivelato il device che sviluppa il maggior numero di pagine viste. Di fianco alla tecnologia ci sono persone competenti che la governano, account dedicati ed esperti che lavorano in collaborazione con i nostri clienti per aiutarli a raggiungere i propri obiettivi, su desktop come su mobile.

    [/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

  • Media Radio Mediaset: crescita a due cifre per la raccolta pubblicitaria, nel 2018 torna Virgin Tv

    [fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” overlay_color=”” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” padding_top=”” padding_bottom=”” padding_left=”” padding_right=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” center_content=”no” last=”no” min_height=”” hover_type=”none” link=””][fusion_text]

    DailyMedia 8/11/2017

    Radio Mediaset chiude i primi dieci mesi del 2017 con andamenti pubblicitari che si attestano su una crescita a doppia cifra tra il 10% e il 12%. Lo ha detto Paolo Salvaderi, amministratore delegato del polo radiofonico del Biscione, ieri a margine della conferenza stampa di presentazione dell’evento di Capodanno che vedrà coinvolte Radio 105, R101, Radio Subasio e Canale 5. «Il mercato ha fatto un exploit a settembre, e anche ottobre e novembre sono molto positivi. A meno di sorprese il comparto radiofonico dovrebbe chiudere l’anno con una crescita intorno al 5% rispetto all’anno scorso». «Noi stiamo andando bene, raddoppiamo l’andamento del mercato e cresciamo a doppia cifra, tra il 10% e il 12% – continua l’a.d. di Radio Mediaset -. Possiamo già dire che abbiamo centrato con due anni di anticipo obiettivi fissati dal piano industriale presentato all’inizio 2017». Oggi i dati TER agli editori Oggi la TER – Tavolo Editori Radio dovrebbe rendere noti agli editori i risultati della ricerca sugli ascolti, relativi al terzo trimestre 2017 e al semestre, quest’ultimo anomalo perché tiene conto delle rilevazioni del secondo e del terzo trimestre realizzate nel periodo che va all’incirca da inizio maggio alla prima metà dello scorso ottobre. La rilevazione del primo trimestre 2017 è stata cancellata per problemi metodologici intercorsi durante la rilevazione. «Sono dati che non possono essere in alcun modo confrontati con quelli dell’anno scorso (della ricerca GfK Radio Monitor, ndr). Anche i dati del terzo trimestre devono ancora essere presi in visione dagli editori, e validati prima di essere resi noti. Comunque, anche prima di averli ricevuti, siamo ottimisti rispetto agli ascolti, la percezione è buona, grazie anche alle sinergie che abbiamo messo in campo e ai talenti che abbiamo coinvolto, come Antonello Piroso (a Virgin Radio, ndr), Nicola Porro e Diletta Leotta (a Radio 105, ndr)». Verso il lancio di Virgin Tv Sull’onda di questi successi, Radio Mediaset è al lavoro per il lancio di Virgin Tv, un progetto già nato con Finelco e poi naufragato. La nuova Virgin Tv dovrebbe vedere la luce all’inizio del secondo semestre 2018 sul canale 157 del digitale terrestre: «Sarà una cosa molto diversa da quanto già c’è sul mercato. Abbiamo scelto Virgin per lo sbarco televisivo in quanto è un brand internazionale e di grande respiro per i contenuti di cui disponiamo». Consolidamento dell’offerta Nei prossimi mesi Radio Mediaset si dedicherà al consolidamento dell’offerta, escludendo la possibilità di altre acquisizioni e sicuramente non di minoranza. No quindi all’acquisizione del 12,30% di Radio Kiss Kiss attualmente sul mercato, sebbene le disposizioni Antitrust che hanno vincolato l’operazione con Finelco non escludano il possesso di quote di minoranza di network nazionali. «Siamo interessati solo a posizioni di controllo, non crediamo alle operazioni relative al 10% che si sono viste in questi giorni. Abbiamo ottemperato alle disposizioni dell’Authority relativamente alla raccolta pubblicitaria di Radio Italia e Radio Kiss Kiss (in uscita dalla concessionaria Mediamond a fine anno, ndr) – spiega Salvaderi -, e ora ci concentriamo sul consolidamento di Radio Subasio». Radio Subasio L’emittente umbra si integra nell’offerta di Radio Mediaset con il suo format incentrato sulla musica italiana, «un target consistente che abbiamo perso con l’uscita di Radio Italia dal perimetro della concessionaria. Ora abbiamo acceso una frequenza anche a Milano per sfruttarne l’utenza importante e il potenziale pubblicitario», mentre R101 si rivolge a un pubblico più femminile con un format di flusso e musica internazionale, Virgin agli appassionati di rock e Radio 105 a un pubblico ampio e variegato. Il Capodanno Mediaset “Capodanno in musica” è il primo evento realizzato nell’ambito dell’accordo triennale tra Radio Mediaset e la Unipol Arena di Casalecchio di Reno, Bologna. Il 31 dicembre per accompagnare il pubblico nel 2018 si riuniranno 25 artisti italiani per una festa che sarà mandata in onda, in diretta, contemporaneamente da Canale 5, Radio 105, R101 e Radio Subasio. Presenta Federica Panicucci, coadiuvata da Ylenia e Daniele Battaglia (Radio 105), Chiara Tortorella e Alessandro Sansone (R101) Katia Giuliani e Roberto Gentile (Radio Subasio).

    [/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]