Categoria: FCP Assotv

  • Poltrone FCP-AssoTv elegge il nuovo presidente: è Matteo Cardani. Diffusi i risultati dell’indagine Egta sul mezzo

    DailyMedia 28/02/2018

    L’ assemblea di FCP-AssoTv si è riunita martedì scorso, presieduta dal presidente di FCP, Massimo Martellini, per nominare il nuovo presidente della struttura. È stato eletto per acclamazione Matteo Cardani, general manager marketing di Publitalia. Eletto consigliere Giuliano Cipriani, direttore generale di Discovery Media. Entrambi entrano a fare parte del Consiglio Federale FCP. Il presidente Martellini ha augurato loro buon lavoro e ringraziato Luigi Colombo, presidente FCP-AssoTv uscente, per l’eccezionale lavoro svolto. L’assemblea è stata l’occasione per fare il punto sull’indagine promossa da Egta in occasione del “World Television Day 2017”, una survey internazionale sul mezzo televisivo. Egta è l’associazione, con sede a Bruxelles, che rappresenta gli interessi delle concessionarie televisive e radiofoniche nel mondo e a cui FCP-AssoTv è associata dal 2017. L’indagine è stata affidata all’istituto canadese Riwi e ha coinvolto cinquanta nazioni suddivise fra Europa, Africa, Nord e Sud America, Asia, Pacifico e Medio Oriente, tra cui l’Italia. Agli oltre cinquantamila rispondenti sono state poste sette domande chiuse, con l’obiettivo di indagare, in un’epoca di multiscreen e multimedialità, il ruolo che attualmente gioca la televisione rispetto agli altri mezzi, soprattutto quelli digitali, in tema di affidabilità dei contenuti, editoriali e pubblicitari, di esperienza di visione, affezione, emozione, socialità, fino ad arrivare alla credibilità della pubblicità trasmessa. Esperienza di visione Ciò che l’indagine, in particolare, rileva è l’importanza che, rispetto agli altri mezzi, la televisione conserva in Italia se paragonata al resto d’Europa e del mondo, sotto vari punti di vista. A cominciare dall’esperienza di visione, che vede preferito il mezzo televisivo (51% dei rispondenti italiani rispetto al 45% dell’Europa e al 40% del resto del mondo). Un ruolo di primo piano lo gioca anche nel “word of mouth”: allo spettatore piace parlare dei programmi (primo mezzo con il 20%) e soprattutto degli spot visti in televisione (primo mezzo con il 23%), dove trova la pubblicità in cui maggiormente riporre fiducia e conseguente orientamento per gli acquisti. Una fiducia che viene confermata dalla domanda su quali forme di video lo spettatore ritenga di avere più probabilità di trovare contenuti affidabili in termini di argomento, narrazione, stile e contenuto (primo mezzo col 33%). In sintesi, la televisione in Italia mantiene un ruolo preminente, anche a fronte di un panorama media negli ultimi anni profondamente mutato e tutt’ora in evoluzione.

  • FCP-ASSOTV: ELETTI IL NUOVO PRESIDENTE E CONSIGLIERE E DIFFUSI I RISULTATI DELL’INDAGINE EGTA SUL MEZZO TELEVISIVO

    L’Assemblea FCP-Assotv si è riunita martedì 27 Febbraio, presieduta dal Presidente FCP Massimo Martellini, per nominare il nuovo Presidente FCP-Assotv. È stato eletto per acclamazione Matteo Cardani, General Manager Marketing di Publitalia ’80. Eletto consigliere Giuliano Cipriani, Direttore Generale di Discovery Media. Entrambi entrano a fare parte del Consiglio Federale FCP. Il Presidente Martellini ha augurato loro buon lavoro e ringraziato Luigi Colombo, Presidente FCP-Assotv uscente, per l’eccezionale lavoro svolto.
    L’Assemblea è stata l’occasione per fare il punto sull’indagine promossa da Egta in occasione del “World Television Day 2017”, una survey internazionale sul mezzo televisivo. Egta è l’associazione, con sede a Bruxelles, che rappresenta gli interessi delle Concessionarie televisive e radiofoniche nel mondo e a cui FCP-Assotv è associata dal 2017. L’indagine è stata affidata all’istituto canadese Riwi, ha coinvolto cinquanta nazioni suddivise fra Europa, Africa, Nord e Sud America, Asia, Pacifico e Medio Oriente, tra cui l’Italia. Agli oltre cinquantamila rispondenti sono state poste sette domande chiuse, con l’obiettivo di indagare, in un’epoca di multiscreen e multimedialità, il ruolo che attualmente gioca la televisione rispetto agli altri mezzi, soprattutto quelli digitali, in tema di affidabilità dei contenuti, editoriali e pubblicitari, di esperienza di visione, di affezione, di emozione, di socialità, fino ad arrivare alla credibilità della pubblicità trasmessa.
    Ciò che l’indagine in particolare rileva è l’importanza che, rispetto agli altri mezzi, la televisione conserva in Italia se paragonata al resto d’Europa e del mondo, sotto vari punti di vista. A cominciare dall’esperienza di visione, che vede preferito il mezzo televisivo (51% dei rispondenti italiani vs il 45% dell’Europa ed il 40% del resto del mondo). Un ruolo di primo piano lo gioca anche nel “word of mouth”: allo spettatore piace parlare dei programmi (primo mezzo col 20%) e soprattutto degli spot visti in televisione (primo mezzo col 23%), dove trova la pubblicità in cui maggiormente riporre fiducia e conseguente orientamento per gli acquisti. Una fiducia che viene confermata dalla domanda su quali forme di video lo spettatore ritenga di avere più probabilità di trovare contenuti affidabili in termini di argomento, narrazione, stile e contenuto (primo mezzo col 33%). In sintesi, la televisione in Italia mantiene un ruolo preminente anche a fronte di un panorama media negli ultimi anni profondamente mutato e tutt’ora in evoluzione.

  • Media Discovery Italia chiude il 2017 con advertising in crescita del 10% e si conferma terzo editore tv per share

    DailyMedia 12/01/2018

    Discovery Italia chiude il 2017 con una crescita del 10% della raccolta pubblicitaria sull’anno, e si conferma terzo editore nazionale per share. Il gruppo televisivo ha consolidato una media di ascolto del 7,1% sul target individui, e al 9,3% sul target commerciale. Discovery Media, la concessionaria del gruppo Discovery Italia guidata da Giuliano Cipriani, nel 2016 aveva registrato ricavi per oltre 200 milioni di euro e supera quindi i 220 milioni. Tutte le property del gruppo sono in crescita, dai canali in chiaro ai canali pay, a cui si aggiungono il servizio on demand Dplay e le pagine social. Nel dettaglio, lo share sul target individui è aumentato del 4% rispetto 2016, e quello sul target commerciale del 5%. Rimanendo sulla piattaforma in chiaro, Nove si attesta su una media dell’1,6% in prima serata, dove cresce del 59% rispetto all’anno scorso. “Fratelli di Crozza” su Nove, e “Bake off” su Real Time, sono le punte di diamante della programmazione autunnale, che hanno fatto crescere il portfolio all’8,5% in prime time e al 10,6% sul target commerciale. Sempre bene il rugby su DMAX, che con l’incontro Italia-Galles del torneo Six Nations ha raggiunto quasi 900mila spettatori e generato uno share del 4,7%. Sul fronte pay, Eurosport cresce del 36% grazie ai buoni risultati ottenuti dai grandi eventi di tennis come Australian Open, Roland Garros, Us Open, e da quelli di ciclismo, vale a dire Giro d’Italia, Tour de France, e Vuelta. Intanto, Discovery Channel si conferma leader dell’area 400 di Sky. Passando alle property digitali, la piattaforma over the top Dplay sfiora i 2 milioni di utenti unici al mese, migliorando le performance del 2016 del 57%, con oltre 335 milioni di video visti sulle pagine Facebook dell’intero portfolio. In una nota il general manager di Discovery Italia, Alessandro Araimo, commenta: “Il 2017 è stato ancora una volta un anno da record per Discovery ma i nostri sforzi sono già proiettati al 2018 iniziato con l’ottimo esordio di ‘O Mare Mio, la produzione originale che vede protagonista Antonino Cannavacciuolo e che conferma la nostra crescita anche in prima serata. Ma sono tante le sorprese che attendono il nostro pubblico nei prossimi mesi, dal ritorno a febbraio di Maurizio Crozza, all’arrivo in prima serata di Serena Rossi con “Da qui a un anno” passando per i volti più amati del gruppo. Senza dimenticare ovviamente che fra meno di un mese accenderemo su Eurosport la fiaccola olimpica, pronti a offrire un’edizione dei Giochi Invernali mai vista prima”.

  • Mercato Rai Pubblicità: raggiunti i 25 milioni di euro di raccolta pubblicitaria per il Festival di Sanremo

    DailyMedia 10/01/2018
    La raccolta pubblicitaria della 68ª edizione del Festival di Sanremo, al via il prossimo 10 febbraio, ha quasi raggiunto il livello conseguito nel 2017 a poco meno di un mese dall’inizio, superando il budget necessario per organizzare la kermesse canora. Lo ha detto il direttore di Rai1, Angelo Teodoli, ieri alla conferenza di presentazione della squadra che condurrà il Festival. A fianco del direttore artistico Claudio Baglioni non ci saranno vallette ma autentiche star: Michelle Hunziker, alla sua seconda prova – la prima nel 2007 con Pippo Baudo – e la novità Pierfrancesco Favino. «Dal punto di vista dei conti siamo assolutamente in linea – ha detto Teodoli -. Al momento la raccolta ammonta a 25 milioni di euro, rispetto ai 26 dell’anno scorso, mentre i costi raggiungono i 16 milioni e 400mila euro». L’andamento della raccolta pubblicitaria anticipa il target 2018: «L’anno scorso è stato l’anno dei record – spiega Giancarlo Cani, direttore commerciale di Rai Pubblicità – sia per quanto riguarda la pubblicità, sia rispetto agli ascolti. Quest’anno abbiamo conseguito un risultato importante con molto anticipo, e abbiamo ancora tempo per riempire il 20% circa di spazio ancora libero». Potenzialmente, si tratta di un 8% circa a valore in più rispetto all’attuale ricavo, «comunque, se ribadissimo il risultato dell’anno scorso sarebbe un grande successo» commenta Cani. Dopo il “festival dei record” 2017, su cui avevano investito 114 aziende, la concessionaria si aspettava un’accoglienza più tiepida: «Invece il mercato ha risposto con grande entusiasmo, decisamente al di sopra delle aspettative, e c’è ancora del lavoro da fare, mancano più di due settimane all’evento» dice Cani. L’ultimo Sanremo targato Carlo Conti, con Maria De Filippi alla co-conduzione, ha generato un’audience media di 10.850.000, con share al 50,6%. Sono 39,6 milioni (67,5%) gli italiani che hanno visto almeno un minuto di Festival. Per quest’anno il direttore di rete Teodoli ipotizza un “prudente” 40% medio. «Si tratta di medie importanti, soprattutto se consideriamo che una serata di Festival inizia intorno alle 21 per finire dopo la mezzanotte, un lasso di tempo molto ampio durante il quale, però, il pubblico tiene», commenta Cani. Per il secondo anno consecutivo lo sponsor ufficiale unico sarà TIM, che conferma iniziative come il premio TimMusic e la Tim Data Room per l’analisi dei trend delle serate di Festival. Torna anche Suzuki in qualità di partner automobilistico. Dopo l’uscita dell’amministratore delegato Fabrizio Piscopo, la concessionaria Rai è guidata dal presidente Antonio Marano il quale ha recentemente varato una riorganizzazione della struttura che vede, appunto Giancarlo Cani alla direzione commerciale, e Roberta Lucca alla direzione marketing commerciale. Maura Gaggeri è direttore della pianificazione e gestione pubblicitaria, mentre il direttore risorse umane e organizzazione è Alberto Allegranza e il direttore eventi e comunicazione è Marina Ceravolo. Il direttore generale Luciano Flussi coordina la direzione amministrazione finanza e controllo, affidata a Fabio Belli; la direzione acquisti, immobiliare e servizi generali, di cui è responsabile Susanna De Vito; direzione information technology, responsabile Manlio Bevilacqua; direzione legale societario e segreteria C.d.A., responsabile Laura Paschetto.

  • Mercato UPA rivede le stime 2017 al +1%, Sassoli anticipa un analogo trend per il 2018 e “lancia” le celebrazioni per i 70 anni dell’associazione

    DailyMedia 20/12/2017

    In dirittura d’arrivo della fine dell’anno e in base ai dati consolidati relativi ai primi 10 mesi, il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi rivede le stime di UPA sulla chiusura degli investimenti per il 2018, ritoccandole al 1+% (circa) rispetto al precedente +1,8%. E, in questa intervista esclusiva a DailyMedia, spiega questa revisione come frutto non di una causa precisa e prevalente, ma come il combinato disposto di tanti fattori che stanno generando un “momento di sospensione” che caratterizza il sistema-Paese, dalla politica al clima di fiducia, dal sentiment e relativi comportamenti d’acquisto dei consumatori a quelli delle aziende, dalle tensioni all’interno del mercato dei mezzi alle conseguenze anche concrete della non partecipazione della nostra Nazionale ai Mondiali di calcio 2018. «Con search e social – spiega Sassoli – il periodo gennaio-ottobre si è chiuso al -0,4% e al -3,1% senza le stime Nielsen relative a Google e Facebook. Novembre e dicembre evidenzieranno un risultato migliore, ma settembre e ottobre sono stati sotto le aspettative, e la survey interna che abbiamo appena concluso ci ha portati a rivedere il tasso di crescita atteso. Non ci sono motivi precisi, ma sta di fatto che, mentre crescono settori come l’auto e il farma-cura della persona, ci sono tagli, tra gli altri, da parte di alimentare – che è il comparto leader per investimenti -, grande distribuzione e tlc, queste ultime probabilmente perché le riduzioni dei margini hanno conseguenze sui budget di comunicazione. L’altra evidenza del nostro citato e consueto monitoraggio tra le aziende associate è che c’è una riduzione dei budget da parte dei big spender, con una tenuta delle medie imprese e una crescita delle piccole. Un comportamento che proseguirà anche nel 2018, per il quale pure ora stimiamo una chiusura sempre dell’1%». Attendismo degli investitori Dopo un 2017 “modesto” rispetto al 2016 (che chiuse al +3,5%), analoga prospettiva si delinea quindi anche per il prossimo anno. «Sicuramente, purtroppo, l’assioma “anno pari – anno ricco” non ci sarà e anche per UPA, come per le aziende, la “visibilità” temporale è ridottissima -continua Sassoli -. La tornata elettorale che ci attende, come da tradizione, deprime gli investimenti e, in più, c’è la prospettiva di una sostanziale incapacità o impossibilità da parte delle forze politiche di dar forma a un Governo, con il rischio che si debba anche tornare a votare pochi mesi dopo, determinando una situazione di stallo che si congiungerà con quella della mancata partecipazione dell’Italia ai campionati di Russia. Si assisterà quindi al paradosso dell’essere in presenza di un’economia che sta dando buoni risultati da una parte e di un atteggiamento attendista da parte degli investitori, con scatti e frenate dettati da umori e mode contingenti che generano un quadro instabile». Tensione nella industry Il clima di crescente tensione “politica” si sta pesantemente trasferendo anche sulla industry dei mezzi, con Mediaset che ha ripreso ad attaccare la Rai, e non solo a parole, visto che un suo esposto sulle politiche commerciali, ritenute scorrette, di quest’ultima, era all’ordine del giorno anche del Consiglio AgCom di ieri. Sassoli non entra nel merito, ma si limita a ricordare il progetto di riforma della tv pubblica già lanciato da parte di UPA che, alla base, proprio per la sua natura, quest’ultima auspica che sia sganciata dalla politica. «Il modello che ci immaginiamo – ribadisce il presidente – è quello della BBC, affidata a una Fondazione, con possibilità di ridurne l’affollamento o di eliminare del tutto la pubblicità da uno dei tre canali generalisti, a fronte dei maggiori proventi derivanti alla Rai dal canone in bolletta. Finora, delle nostre raccomandazioni, è stata accolta solo quest’ultima, ma la nostra è una proposta complessiva, mentre il focus del contendere, adesso, è solo su un aspetto. UPA, su questo, non commenta, anche perché rappresenta piccoli, medi e grandi investitori. Certo, è intuibile che un affollamento più basso, in generale, favorisca questi ultimi, ma del resto è anche vero che il contesto in cui operano gli spender è molto cambiato rispetto a quello in cui sono partite le tv commerciali, e anche piccoli investitori hanno molti più canali, non solo in senso televisivo, per le loro campagne. Quel che conta, alla fine, è il costo per grp, e ogni azienda fa le sue scelte in base agli obiettivi che si pone». Bene la fusione AssoCom-Unicom Venendo infine al mondo associativo, Sassoli conferma il progresso del lavoro in corso con AssoCom e Unicom per la stesura del “Libro Bianco” sulle gare e – sollecitato di commentare l’annunciato progetto di fusione tra queste ultime due – ne approfitta per affermare che, personalmente e come UPA, è un processo visto positivamente, come tutte le fusioni che rafforzano il mondo associativo. L’ultima “chicca” riguarda l’anticipazione del titolo del prossimo incontro dell’associazione degli utenti con il mercato, che si terrà il 4 luglio sempre al Teatro Strehler e che si intitolerà “UPA Settanta”: l’associazione venne fondata infatti nel 1948, e Sassoli vuole celebrare l’anniversario rievocando quello che è successo in questi decenni come base per guardare al futuro e alle nuove sfide che attendono l’industry della comunicazione.

  • Mercato Rai Pubblicità, nuova organizzazione in cui crescono le competenze del presidente Antonio Marano

    DailyMedia 04/12/2017

    Rai Pubblicità ha varato un nuovo assetto organizzativo caratterizzato da un rafforzamento delle sinergie con l’editore e dall’introduzione di nuovi ruoli strategici di business. Nell’ottica di una sempre più stretta collaborazione con l’editore, il presidente Antonio Marano, per lunghi anni vice direttore generale della Rai, darà avvio alla nuove funzioni di Marketing Editoriale e di sviluppo dei progetti di Product Placement e Branded Content. All’amministratore delegato Fabrizio Piscopo rispondono le nuova Direzione Commerciale, affidata a Giancarlo Cani, e la Direzione Marketing Commerciale, affidata a Roberta Lucca. Rispondono, inoltre, all’amministratore delegato il direttore della Pianificazione e Gestione Pubblicitaria Maura Gaggeri, il direttore Risorse Umane e Organizzazione Alberto Allegranza e il direttore Eventi e Comunicazione Marina Ceravolo. Al direttore generale Luciano Flussi, che risponde all’amministratore delegato, riportano le seguenti direzioni: Amministrazione Finanza e Controllo, responsabile Fabio Belli, Acquisti, Immobiliare e Servizi Generali, responsabile Susanna De Vito, Information Technology, responsabile Manlio Bevilacqua, Legale Societario e Segreteria C.d.A., responsabile Laura Paschetto. Si conclude il rapporto di collaborazione con la cco Sabrina Biasio, che Rai Pubblicità ringrazia per il lavoro svolto.

  • Concessionarie Publitalia: advertising interattivo anche sui canali lineari per gli spettatori con una Smart Tv

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    DailyNet 23/11/2017

    La pubblicità sulle reti Mediaset diventa interattiva per gli spettatori in possesso di una Smart TV. Publitalia ha infatti lanciato “ADD+PLUS”, una nuova offerta di prodotti pensati per le Smart TV e disponibili su Canale 5, Italia 1, Rete 4 e tutti i canali tematici del Gruppo televisivo di Cologno Monzese. In questo modo, la concessionaria estende alla tv lineare la modalità addressable lanciata l’anno scorso per l’offerta on demand di Premium Play. Stefano Sala, amministratore delegato della concessionaria, commenta: «Siamo molto soddisfatti del successo di mercato di questi nostri formati innovativi che rispondono perfettamente alla crescente richiesta di nuove soluzioni di comunicazione da parte di clienti e agenzie. Soluzioni che tengono conto dei cambiamenti del consumatore e delle nuove modalità di fruizione e interazione con contenuti sia editoriali che pubblicitari. Gli ottimi risultati di queste campagne confermano la nostra visione rispetto a un nuovo ambiente televisivo che non solo mantiene il suo ruolo centrale nelle pianificazioni ma continua ad evolvere offrendo nuovi servizi e opportunità». Come funziona “ADD+PLUS” Gli spot tabellari sulle reti in chiaro possono essere potenziati con la sovraimpressione di un overlay interattivo – “ADD+OVER” – da attivare con il telecomando attraverso il tasto “ok” per entrare in un minisito televisivo brandizzato dal marchio pubblicizzato dallo spot, che mette a disposizione del telespettatore informazioni supplementari, come filmati di approfondimento, immagini e promozioni. Il formato “ADD+INSIDE” permette ulteriore visibilità attraverso una cornice creativa che appare all’interno del contenuto editoriale su tutte le reti Mediaset, in diversi momenti della giornata, dando accesso al minisito. Questo formato in particolare offre opportunità anche a clienti nuovi per la televisione, che possono pianificare le grandi reti generaliste e le reti tematiche, beneficiando dei contenuti premium e dell’ampia copertura garantita dai canali del Gruppo Mediaset. Con contenuti di qualità e distintivi, il minisito televisivo arricchisce la comunicazione del brand e rende rilevante l’esperienza dello spettatore. L’efficacia grazie alla profilazione La conoscenza del comportamento di consumo delle famiglie equipaggiate con un televisore connesso e della loro distribuzione geografica, permette ai formati “ADD+PLUS” di essere pianificati secondo numerosi criteri di profilazione così da soddisfare qualsiasi obiettivo di marketing. “ADD+OVER e ADD+INSIDE” sono già stati sperimentati con successo da numerosi brand appartenenti ai principali settori merceologici, tra cui automobili, largo consumo, intrattenimento, ristorazione, turismo e viaggi, servizi online ed e-commerce. Le campagne, on air dallo scorso luglio, hanno generato oltre 37 milioni di view e restituito ottime evidenze in termini di engagement dell’utente. Wolksvagen primo cliente Grazie alla capacità di diversificazione del messaggio pubblicitario per segmenti di audience specifici, Volkswagen è stato il primo cliente a sperimentare – all’interno della stessa campagna televisiva nazionale – la comunicazione di due modelli di auto distinti come Golf e Golf TGI, diversificando la creatività ed erogando la medesima campagna a segmenti di target diversi in modalità addressable: il messaggio giusto al targetgiusto all’interno della stessa campagna TV. Commenta il direttore marketing della casa automobilistica tedesca, Fabio Di Giuseppe: «Chiediamo continuamente al mercato soluzioni innovative che rispondano alla necessità di andare oltre i consueti schemi, alla ricerca di nuove opportunità di engagement che valorizzino, in modo sempre più efficace, la nostra comunicazione. La scelta di adottare per primi i nuovi formati sviluppati da Publitalia ci ha permesso di ridisegnare la relazione con il target televisivo, grazie a una più profonda segmentazione della fruizione dei contenuti. La possibilità di geo-targetizzare, ad esempio, ha realizzato l’obiettivo di esporre due differenti creatività ad altrettanti target nel corso dello stesso flight». Una era destinata ai consumatori delle regioni in cui è molto diffusa l’alimentazione a metano (Golf VII TGI); l’altra, con lo spot “Gesture Control” di Golf VII, a tutti gli altri. «Nelle prossime settimane torneremo on air per la terza volta con un flight dedicato alle alimentazioni alternative della Nuova Polo, a benzina/diesel o metano. Continueremo a misurare i risultati e a valutarli in attesa di raccogliere la prossima sfida. Un passo importante che ci ha visti ancora una volta anticipare i tempi, interpretando al meglio le esigenze degli utenti in un mercato affollato ed altamente competitivo».

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  • Media RCS: cresce la raccolta in Italia, per il Mondiali 2018 previsti ricavi advertising a 5/6 milioni di euro

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    DailyNet 22/11/2017

    Dopo la crescita del 10% sull’anno precedente realizzata a settembre, anche nei mesi di ottobre e novembre la raccolta pubblicitaria di RCS MediaGroup in Italia ha registrato andamenti positivi. Lo ha detto il presidente e amministratore delegato Urbano Cairo, che è intervenuto ieri al convegno “Huddle” organizzato da Mindshare. In ottobre i ricavi advertising sono cresciuti del 4% rispetto al 2016, a novembre del 7%. «Confermiamo l’obiettivo di chiudere il 2017 con un ebitda a 140 milioni, sebbene molto sfidante, grazie agli andamenti di RCS Italia migliori rispetto al budget e nonostante una Spagna che, anche per le questioni catalane, ha subito un rallentamento. Credo però che dalla Spagna arriveranno soddisfazioni». Proprio per rafforzare le attività spagnole, dall’Italia sono arrivati in Unidad Editorial tre nuovi manager: da RCS Nicola Speroni e Stefania Bedogni, con la carica di direttore generale rispettivamente nelle aree business e corporate; da Cairo Pubblicità Claudio Borsani con una direzione in ambito pubblicitario. In vista di un Mondiale 2018 senza Nazionale italiana «noi continueremo comunque a dare ampia copertura – commenta Cairo – e se nel 2014 RCS aveva ricavato 7 milioni di euro in pubblicità legata ai Mondiali, l’anno prossimo prevediamo tra i 5 e i 6 milioni di euro». Cairo segnala anche il buon andamento dell’online «grazie alle attività legate ai video, ai verticali tematici tra cucina, moda e motori, e all’attenzione ai costi». Il sito del Corriere della Sera vanta 49 milioni di utenti unici al mese, gazzetta.it 30 milioni. Per quanto riguarda le attività televisive, il nuovo palinsesto di La7 è andato a pieno regime in questo mese di novembre, con la partenza in prima serata di “Non è l’Arena” di Massimo Giletti, che all’esordio ha sfiorato il 9% di share e con la seconda puntata ha fatto il 6,3%. «La7 insieme a La7d registra uno share medio del 3,8%. In prime time ci avviciniamo al 5%, con La7 al 4,5% circa». Per quanto riguarda la raccolta «il terzo trimestre è andato in pareggio, attendiamo il quarto, comunque riscontriamo un interesse importante».

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  • Mercato Osservatorio Branded Entertainment: entrano anche Cairo Pubblicità e brandstories

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    DailyMedia 15/11/2017

    OBE – Osservatorio Branded Entertainment, l’associazione che studia e promuove la diffusione sul mercato italiano del branded entertainment come leva strategica per la comunicazione integrata di marca, raccogliendo intorno a sé i principali player della filiera del BE, annuncia l’ingresso tra i propri associati brandstories e Cairo Pubblicità. Cairo Pubblicità Fondata nel 1996 da Urbano Cairo, Cairo Pubblicità è stata la prima società del Gruppo Cairo Communication a essere costituita e si è affermata in breve tempo tra i big player delle concessionarie italiane. “Come Cairo Pubblicità siamo da sempre attenti alle evoluzioni del mercato della comunicazione, motivo per il quale crediamo fortemente che il branded content ed entertainment costituiscano un elemento fondamentale all’interno di uno scenario televisivo in continuo cambiamento – dichiara Alessandro Valentini, Direttore Brand Integration Cairo Pubblicità – Crediamo che le attività branded, come nuova forma di comunicazione, siano una leva molto importante nel consolidare le relazioni con i clienti, poiché offrono l’opportunità di creare insieme contenuti inediti, focalizzati sul brand e contestualizzati all’interno di reti autorevoli come La7 e La7D”. brandstories Agenzia specializzata in content marketing e branded entertainment, brandstories fa della narrazione d’impresa il proprio core business, affiancando i clienti nelle loro strategie e nell’ideazione e realizzazione di progetti di storytelling e branded entertainment, per tv, web, social e radio. “Oggigiorno i brand hanno più possibilità rispetto al passato di esplorare diverse forme di comunicazione – dichiara Shahin Javidi, ceo di brandstories –. Non sono più costretti ad associare il proprio messaggio a contenuti creati da altri, ma possono prendere parte alla narrazione e creare loro stessi contenuti di intrattenimento e informazione per il proprio pubblico. Questo aspetto, apparentemente semplice, sta invece determinando una profonda trasformazione nell’industria della comunicazione: per i player, per le dinamiche e per i modelli di business. In un momento come questo, il ruolo di OBE è determinante per far incontrare e interagire soggetti che, a diverso titolo, prendono parte a questa trasformazione, e per costruire metriche e metodi condivisi di misurazione dei risultati. Per questo, come brandstories siamo molto lieti di entrare a far parte di OBE. Una realtà come la nostra, nata per occuparsi esclusivamente di brand storytelling e branded entertainment, non può che beneficiare di questo confronto”.

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  • Mercato Senza Mondiali perde anche l’Italia degli investimenti, l’1% dello spending per UPA e per Publicis Media, lo 0,5% per GroupM

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    DailyNet 15/11/2017

    La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Russia 2018 avrà di sicuro un pesante impatto negativo anche sul fronte degli investimenti, in marketing in generale e in comunicazione classica in particolare: lo stesso ma, all’opposto, in sottrazione, rispetto a quello in positivo che veniva incorporato nei primi forecast sul trend dello spending pubblicitario per il prossimo anno già disponibili. E, così, Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di UPA, che aveva detto solo pochi giorni fa che la presenza della nostra nazionale di calcio al torneo “valeva” un 1% degli investimenti, spiega ora a DailyMedia che l’esclusione da questo campionato ci costerà una cifra tra i 70 e i 100 milioni di euro di mancato incremento. Sassoli – che, nell’occasione, conferma sempre il suo +1,8% per quest’anno – resta comunque confidente che anche i prossimi 12 mesi si chiudano in positivo ma, inevitabilmente, con un tasso di crescita ridotto rispetto a una stima che, per altro, non ha ancora quantificato, in attesa dei riscontri della survey interna sulle intenzioni di spesa da parte delle aziende nel 2018 che UPA completerà il prossimo mese. Broadcaster penalizzati «Faremo specifiche valutazioni sugli ascolti dei gironi dei precedenti mondiali in cui ha giocato l’Italia e di quelli in cui non c’era – anticipa – ma, di sicuro, almeno 20 dei 100 milioni citati e, cioè, quelli investiti dagli sponsor del torneo, non ci saranno. Ma, purtroppo, ci aspettiamo un meccanismo “depressivo” più generale che potrebbe impattare sugli ascolti e sui conseguenti investimenti: non dimentichiamo che, di fatto, il calcio è un fatto collettivo e che su 32 picchi di ascolto negli ultimi due anni, 31 sono stati legati ad altrettante partite. I broadcaster saranno ovviamente quelli più penalizzati, e dovranno ripensare i loro palinsesti estivi: magari sarà anche un’opportunità di rilancio». Gli editori televisivi risparmieranno sui diritti – valutazioni indicano nell’ordine del 50% rispetto agli ultimi pacchetti – ma, al momento, non è dato sapere quali parteciperanno all’asta, con la novità di un interessamento, mai smentito, da parte anche di Mediaset, interessata a eventi free di grandi ascolti, come testimonia anche l’attuale gestione della Champions. Per altro, va capito se sempre Mediaset sia poi interessata anche per i diritti pay. In ogni caso, comunque, potrebbe quindi esserci una certa gara al rilancio con la Rai che, comunque, per motivi di “salute pubblica”, difficilmente si può immaginare non sia della partita. La Rai (la cui concessionaria avrebbe potuto puntare a un’ottantina di milioni se l’Italia fosse scesa in campo almeno nelle 3 partite iniziali) aveva beneficiato di una raccolta aggiuntiva, 3 anni fa, di 67 milioni che nel 2018 potrebbe scendere a 40. Per Sky era stata di una trentina di milioni, cifra che – se mai la piattaforma pay decidesse di stare in gioco – appunto, più o meno, si dimezzerebbe. A fronte di un obiettivo, sempre con l’Italia presente, che si poteva stimare di oltre 40. Continuità di pianificazione Un po’ meno pessimisti di Sassoli sulle conseguenze della nostra eliminazione dal torneo sono GroupM e Publicis Media, appositamente interpellati sempre dal nostro giornale. Il primo ha fornito proprio qualche giorno fa un forecast sul 2018 di crescita degli investimenti del 2,7% che, ora
    sarà rivisto. «Una prima stima ci porta a ritenere che l’impatto negativo dell’uscita dell’Italia ai Mondiali si aggiri intorno allo 0,5- 0,6% degli investimenti adv, stima fatta a caldo che verrà rivista una volta affinata la valutazione – spiega Norina Buscone, vp Research GroupM Italy -. In ogni caso, nel bene e nel male, abbiamo valutato che l’incidenza sullo spending totale che, ricordiamo, nel 2017 si dovrebbe attestare intorno a 7,7 miliardi di euro, pari al +0,4% sul 2016, non dovrebbe andare oltre i decimali indicati. Certo, eventi come questi portano anche altri investimenti aggiuntivi e incrementali che non ci saranno ma, sostanzialmente, gli spender che intendono comunicare lo faranno comunque seguendo una normale programmazione, magari senza una concentrazione delle pianificazioni tra metà giugno e metà luglio del 2018. Inoltre, non dimentichiamo che, comunque, ci sono anche partite di grande appeal pur senza gli azzurri in campo. Anche la stampa sportiva sarà penalizzata ma, semmai, potrebbe essere più danneggiata l’area degli eventi e delle sponsorizzazioni pensati ad hoc per il torneo». La raccolta incrementale perde 80 milioni Sostanzialmente analoga l’analisi di Publicis Media, che valuta in circa 0,9 punti percentuali la perdita di investimenti causata dalla nostra mancata qualificazione al torneo. «Le nostre stime più aggiornate – spiega Marco Robbiati, responsabile ricerche del Gruppo – indicano per il 2017 una chiusura al +0,7%, per un totale di 8,4 miliardi di euro, con un +2,1% per il 2018, intorno a 8,7 miliardi. Previsioni che, ora, ridimensioneremo al +1,2%. Le nostre stime di raccolta aggiuntiva dei Mondiali erano di 125 milioni di euro che, ora, scendono a 45. Mancheranno gli investimenti specifici di alcuni sponsor e aziende che tradizionalmente legano le loro opportunità di business a eventi di questo tipo, per esempio catene di elettrodomestici e produttori di apparecchi televisivi. Ma, anche per noi, in sostanza, non si prefigura una situazione apocalittica».

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