Categoria: FCP Assotv

  • Mercato Radio Rai ridefinisce offerta, posizionamento e identity dei suoi 10 canali; crescono gli ascolti e la raccolta, a +16% nel terzo trimestre

    DailyMedia 30/09/2015

    Sotto la guida di Nicola Sinisi come d.g. e Roberto Sergio come vice, Radio Rai ha dato una svolta alla propria offerta, rafforzando i palinsesti delle sue tre reti storiche, iniziando a dare una precisa identità a quelle fruibili via Dab e web fino a poco tempo fa caratterizzate solo dalla numerazione da 4 a 8 e dotandosi anche di nuovi loghi frutto del restyling di quelli precedenti sviluppato dalla struttura di Promozione Immagine della Rai e che sono stati svelati ieri sera nello Studio del Padiglione Italia del broadcaster pubblico appositamente allestito a Expo per trasmettere in diretta programmi legati ai temi dell’Esposizione Universale. In effetti, come ha sottolineato lo stesso Sinisi, gli ascolti delle tre reti storiche sono cresciuti più della media del mezzo e del 14,8% nei 12 mesi terminati a giugno rispetto a quelli precedenti. Considerando anche le due reti di servizio, IsoRadio e GrParlamento, a questo punto, come ha evidenziato Sergio, l’offerta complessiva radiofonica della Rai comprende 10 canali, di cui quelli in Dab e digitale stanno assumendo via via una precisa connotazione verticale, come il 4 e il 5 della filodiffusione, ribattezzati rispettivamente Radio 4 Light e Radio 5 Classica. Il 6, come è stato anticipato una decina di giorni fa al Prix Italia, è diventato Radio 6 Teca (con tutti i programmi e le trasmissioni d’archivio), mentre il 22 ottobre, in occasione del Premio Tenco, partirà Radio 7 Live. Già partita, invece, dal 6 agosto, anche Radio 8 Opera, che ha registrato subito un balzo di ascolti nell’ordine del 70%. La nuova grafica prevede la R maiuscola per tutti i canali e, per i 3 storici, diretti rispettivamente da Flavio Mucciante, Paola Marchesini e Marino Sinibaldi (che si occupa anche dei due della filodiffusione, mentre sono ancora de definire i responsabili dei successivi 3), la separazione tra i numeri e la “o” di Radio.

    L’evento di ieri sera è stato organizzato da Rai Pubblicità (Francesco Barbarani è il direttore dell’area radio e web) e anche sul fronte della raccolta ci sono segnali positivi: settembre si chiude con una crescita del 27% sullo stesso mese dell’anno scorso. Ottobre si presenta già dinamico, e questo fa pensare che il quarto trimestre si possa concludere con risultati positivi. Intanto, la proiezione sul terzo trimestre si aggira intorno al +16% sullo stesso periodo. Dopo un primo semestre in cui ha acquisito oltre 100 nuovi clienti, la concessionaria guidata da Fabrizio Piscopo si rafforza sul settore radiofonico con la costituzione di una squadra di venditori specialisti per i centri media, funzione un tempo svolta dal team dedicato alla tv. Lo annuncia Barbarani, che ha illustrato a DailyMedia le politiche autunnali. Sono confermate le sette aree tematiche su cui si modula l’offerta – peak time, lifestyle, top show & music, élite, drive time, road news e sport – a fianco della quale resta sempre la pianificazione in libera; il tutto arricchito dalle iniziative speciali, tra cui sta avendo un importante sviluppo il product placement. «Stiamo seguendo con convinzione la strada della crossmedialità – commenta Barbarani – intesa come la combinazione di piattaforme diverse, da quelle digitali come podcast o le app, a quelle  tradizionali dell’evento che crea engagement». Radio 2 in particolare unisce gli aspetti dell’intrattenimento e dell’ingaggio, con appuntamenti di grande impatto come il “CaterRaduno”, che quest’anno ha avuto l’affluenza record di 100mila persone, il “Lucca Summer Festival” e, a venire, la “Festa del cinema” di Roma e il “Lucca Comics”. Su  Radio 1 va di scena il campionato di calcio di serie A e B, protagonista di un tutto esaurito in termini di iniziative speciali sulla rete ammiraglia. Durante l’evento di ieri, la concessionaria ha anche presentato una ricerca qualitativa che indaga su 40 programmi radiofonici tra Radio 1, 2 e 3 e sui loro ascoltatori, evidenziandone i caratteri distintivi in termini di valori abbracciati e di comportamenti di consumo, di beni e mediatici. La ricerca si basa sulla “Total single source” di GfK. Sul fronte dei valori, la ricerca parte da una mappatura di circa 90 item che contraddistinguono il posizionamento delle aziende. Per ogni programma, l’indagine è in grado di descrivere il tipo di ascoltatore e ogni suo comportamento di consumo, fino a individuare anche il genere di pubblicità preferita. L’indagine è un’assoluta novità nell’offerta della concessionaria ed esordisce di fatto oggi nel mercato.

  • Mercato Rai: tengono le share, mentre la pubblicità resta negativa nei primi 9 mesi ma può chiudere in pari grazie all’accelerazione di agosto e settembre

    DailyNet 25/09/2015

    Il CdA della Rai ha ascoltato ieri la relazione del d.g., Antonio Campo Dall’Orto, sull’avvio della stagione televisiva autunnale, che vede la Rai confermare la sua leadership, in un contesto competitivo in forte evoluzione, sia in prime time (con il 37,9 % di share, con la perdita però di circa un punto causa confronto con i Mondiali di calcio 2014)) sia nell’intera giornata (con il 36,5% di share, stabile). Inoltre, il d.g. ha illustrato l’andamento dei dati economici dell’azienda, in cui è stato evidenziato che la raccolta è in crescita. Il riferimento alla pubblicità dovrebbe essere relativo all’andamento di agosto, che pare sia stato in aumento a due cifre rispetto allo stesso mese del 2014, e a quello di settembre, per il quale se ne sta delineando uno vicino al +20%. Il saldo dei primi 9 mesi resterà ancora negativo ma, se il trend continuasse, la concessionaria guidata da Fabrizio Piscopo potrebbe arrivare a un pareggio a fine anno, recuperando la forte negatività dei primi mesi e annullando il mancato introito aggiuntivo, di circa 30 milioni di euro, generato dai citati Mondiali di calcio. A perimetro omogeneo, quindi, il saldo 2015 potrebbe anche essere positivo di alcuni punti. In merito ai canali specializzati, il d.g. ha inoltre illustrato ai consiglieri i termini dell’accordo che hanno portato Rai4 ad essere visibile sul Sky al canale 104, raddoppiando la performance di ascolti nelle famiglie abbonate alla piattaforma. Il CdA non ha poi fatto nuove nomine, se non quelle di Guido Nori (in qualità di presidente), Luca Luparia e Gianfranco Cariola (in qualità di direttore internal auditing) come componenti dell’organismo di vigilanza, che avrà il compito di controllare il funzionamento e l’osservanza del “Modello di organizzazione gestione e controllo” e di curarne l’aggiornamento.

  • Mercato La stagione di Sky punta sulla multicanalità; la concessionaria diventa Sky Media e valorizza l’offerta

    DailyMedia 16/09/2015

    E’ Sky Media il nuovo nome di Sky Pubblicità. Lo ha rivelato ieri, mostrandone anche il relativo nuovo logo, il direttore della concessionaria, Daniele Ottier, durante la presentazione dei palinsesti della piattaforma satellitare. Era quindi giusta l’anticipazione di due giorni fa di DailyMedia relativa al fatto che la struttura avrebbe assunto una nuova denominazione più consona alla vocazione sempre più multimediale di Sky, tra pay tv, reti sul digitale terrestre in chiaro, il mobile con SkyGo (di cui sono stati presentati nuovi formati pubblicitari) e l’OTT di Sky Online. In particolare, ha spiegato Ottier, la concessionaria valorizzerà i risultati dello sport, dove Sky non è più nano share sui micro target ma è in grado di fare grandi audience (v. il Moto GP a Misano). L’offerta sport e calcio assicura frequenza (per il numero di eventi in settimana) e capillarità (grazie anche alla Serie B) con nuovi formati soprattutto su tablet e pc, Stesso discorso per XFactor e l’On Demand, forte di 1,7 milioni di abbonati e che genera il 10% della raccolta legata alle serie tv. Durante gli upfront che si sono tenuti al Teatro degli Arcimboldi, a Milano, sono state inoltre illustrate anche le nuove iniziative di programmazione per il canale 8, vale a dire MTV – di cui Sky Media cura la raccolta dal 13 settembre – che, dal 19 settembre, ospiterà in differita le partite della Nazionale italiana ai Mondiali di rugby. In effetti, con una stagione ricca di esclusive, prime tv e produzioni originali, il broadcaster di cui è a.d. Andrea Zappia si conferma come la prima media company in Italia, soprattutto grazie all’offerta di intrattenimento, sport e cinema. Su quest’ultimo fronte, Sky schiera 12 canali, tutti in alta definizione, oltre 2.000 film all’anno e oltre 300 prime visioni, registrando una tra le più alte percentuali di penetrazione nel parco abbonati nel panorama mondiale delle pay con oltre il 70%. Per dare la cifra dell’offerta-cinema di Sky, il 65% dei nuovi film usciti dalle sale nel 2014 è in onda solo su Sky Cinema. Il prodotto italiano continua a essere l’asse portante. Dal 2011 a oggi, inoltre, Sky Cinema ha creato ben 17 canali tematici temporanei, che ottengono ascolti di gran lunga superiori alla media dei canali, con una crescita degli ascolti fino al 500%. Altri canali arriveranno nei prossimi mesi, a partire da Sky Cinema 007 (dal 9 ottobre), il ritorno di Sky Cinema Star Wars e, a dicembre, di Sky Cinema Christmas. Non mancheranno ovviamente titoli internazionali attesi, come L’amore bugiardo – Gone Girl, Exodus – Dei e re, Selma, The Imitation Game, Whiplash e Birdman. Rappresentati anche i generi d’animazione e per la famiglia: dalla prima tv di Big Hero 6 (dal 21 settembre), a I pinguini di Madagascar, Cenerentola e Notte al museo. Il 25 del mese ci sarà I bambini sanno, di Walter Veltroni, mentre il 30 ottobre, in occasione della chiusura dell’Expo 2015 che si terrà il giorno successivo, su Sky Cinema Cult arriva Milano 2015. Lo sport offre in particolare il meglio del calcio, per un totale di oltre 2.000 partite live, di cui quasi 1.800 in esclusiva. E oltre 4.500 ore di sport mondiale, iniziando dal rugby per finire con la F1. Con l’avvio del campionato di Serie A, gli ascolti dei canali Sport e Calcio hanno registrato lo share più alto di sempre. Record per domenica 23 agosto, con il 5,7% nelle 24 ore e secondo miglior share mai registrato per domenica 30 agosto con il 5,49%, sempre nelle 24 ore. Per lo sport targato Fox, dai top player della Premier League inglese ai talenti della Bundesliga tedesca fino alla Liga spagnola. Senza dimenticare Eredivisie e FA Cup. Per quanto riguarda l’intrattenimento, Sky Uno presenta 8 produzioni originali in onda per 10 mesi. Da X Factor, la cui nuova stagione ha debuttato giovedì scorso segnando 3 record (miglior esordio di sempre con 1.525.000 spettatori medi, miglior permanenza di sempre al 78%, e traffico raddoppiato sui social media rispetto alla prima puntata del 2014) a Master Chef (con Antonino Cannavacciuolo quarto giurato), Italia’s Got Talent, E poi C’è  Cattelan e, tra le novità del 2016, Top Gear. La stagione vedrà nascere inoltre un nuovo progetto firmato Claudio Bisio, una comedy challenge che vedrà protagonisti i comici del futuro. Novità per X Factor, la conduzione di Aurora Ramazzotti per X Factor Daily, la striscia quotidiana in day time da ottobre. Italia’s Got Talent conferma la giuria, mentre in conduzione ci sarà Lodovica Comello, la star di Violetta. L’appuntamento non sarà solo più in prime time: Lucilla Agosti e Rocco Tanica condurranno infatti la nuova striscia quotidiana in day time. A condurre Top Gear saranno invece Guido Meda – a capo della redazione Motori e vice direttore di Sky Sport – e Joe Bastianich, a cui si unirà un terzo conduttore. La terza stagione di Junior Masterchef riparte con l’arrivo in giuria dello chef Gennaro Esposito. Torna anche Alessandro Borghese con 4 Ristoranti. Su Sky Atlantic, Texas Rising è già partito, mentre il 29 settembre arriva l’atteso seguito di Les Revenants, che sarà seguito da The Leftovers e Aquarius. Il 13 novembre debutta The Last Panthers e, poi, arriva anche Deutschland 83. Prima produzione originale Sky a debuttare su Sky Atlantic HD è In Treatment 2, dal 23 novembre, mentre a dicembre sarà la volta della seconda stagione di Fargo. Inaugurano il 2016 Vinyl, la nuova serie di Mick Jagger e Martin Scorsese, Corrado Guzzanti con Dov’è Mario, e Rectify. Dal 6 ottobre su FoxLife arriva Il contadino cerca moglie, presentata da Simona Ventura. Sky Arte HD con 7 Meraviglie continuerà a svelare nella nuova edizione in onda a giugno, storia e particolari inediti dei monumenti italiani più celebri. E a fine settembre arriva l’ultimo appuntamento con Ligastory – Aspettando Campovolo. Dal 29 settembre debutta la serie Muro, che accosterà a 8 città italiane l’esperienza dei più importanti artisti della Street Art. Non mancherà un grande progetto musicale in collaborazione con Sky Uno su Franco Battiato. Su Sky TG24 non mancheranno gli speciali e le cover story: oltre a tenere alta l’attenzione sui temi già trattati con i cicli d’inchiesta “Pubblico spreco”, “Dissesto doloso” e “Le mani sul Paese”, saranno affrontati nuovi argomenti come l’abusivismo e il futuro dell’euro. Parte anche “Cronache di Frontiera”, narrazione in presa diretta, senza alcuna intermediazione, della vita nel quartiere di Tor Bella Monaca. Confermata infine anche la nuova edizione de “L’Intervista” di Maria Latella.

  • ProgrammaticAdv Rai, accordo con Rubicon Project per la vendita automatizzata dell’adv

    DailyNet 11/09/2015

    Una delle più antiche concessionarie nazionali ha abbracciato la tecnologia più avanzata sul mercato dell’adv. Considerata sotto questa luce, la collaborazione tra Rai e Rubicon Project ha una risonanza storica. Da ieri, gli inventari Rai di alta qualità di tutti i portali mobili Rai.tv e Rai.it, così come le offerte di app, sono a disposizione degli inserzionisti italiani tramite la piattaforma di Rubicon Project. Gli spazi adv di tutti i siti saranno assegnati attraverso l’automated advertising. Fabrizio Piscopo, amministratore delegato di Rai Pubblicità, ha dichiarato: “Crediamo fermamente nel potere dell’automazione della pubblicità e la scelta di collaborare con Rubicon Project lo dimostra chiaramente. L’automazione della pubblicità non solo rende più efficiente il processo di acquisto e vendita, ma assicura anche una maggiore efficacia. Ciò significa che il nostro pubblico in tutto il paese sarà esposto a messaggi più pertinenti basati sui suoi interessi con nuove soluzioni native. L’automazione sta liberando il comparto nel suo complesso e, ora, le agenzie di media sono in grado di offrire agli inserzionisti un livello di servizio superiore, mentre le agenzie creative stanno sviluppando contenuti più mirati. Attendiamo con ansia i risultati di questa collaborazione perché andrà a beneficio di tutti gli operatori del settore”. «Abbiamo sancito un pezzo della storia della comunicazione in Italia, perchè stiamo portando una delle più antiche concessionarie nazionali di spazi pubblicitari in programmatico, ed è soprattutto un’azienda statale. Con tutto quello che questo status comporta. In Rai hanno un approccio programmatico molto razionale, lo vivono come un ulteriore fonte di remunerazione rispetto al loro reparto vendita, con cui non entreremo in competizione. L’accordo ci impegna nella vendita degli spazi display e mobile in modalità programmatic. Per quanto riguarda il video, hanno preferito continuare a utilizzare logiche di direct sale. Questa collaborazione rafforza il nostro piazzamento premium e valorizza le sue inventory di qualità», ha commentato a DailyNet Sara Buluggiu, country manager per l’Italia e sales director per il Sud Europa di Rubicon Project. L’incontro nella sede milanese di Rubicon Project è stata un’occasione per intervistare anche Jay Stevens, general manager di Rubicon Project. Recentemente avete fondato Pangaea Alliance. L’accordo con la Rai, che mette a disposizione deivostri clienti inventory di qualità, può essere il primo passo per replicare quel modello anche nel nostro paese? Stevens: «Pangaea è una cooperazione tra editori premium. La differenza tra Pangaea e le altre cooperative è la condivisione dei dati tra i vari attori. Non dico che in Italia non sia possibile un’organizzazione del genere, ma sicuramente ci vorrà del tempo prima che i publisher abbraccino questa logica. Proprio lunedì scorso abbiamo lanciato un progetto del genere in Argentina che raccoglie Clarín, La Nación, Perfil, Infobae y Telefe, e le sue pubblicazioni associate, e Radio Mitre. Si chiama Rpa Media Place. Ma in Italia c’è già qualcosa di simile: Gold5». Negli Stati Uniti, il 42% della spesa pubblicitaria è destinata al programmatic. A che punto è l’Europa? Stevens: «L’Uk, il mercato più sviluppato del Vecchio Continente in questo settore, si sta avvicinando a quei livelli. Anche la Francia possiede una grande sensibilità verso questa tecnologia. L’Italia è maturata molto in fretta, i publisher e i buyer sono stati molto bravi a sviluppare modi di utilizzare il programmatic trading. Negli Stati Uniti il programmatic assorbe grandi fette del budget adv, ma è basato sulle performance. In Italia e Francia, invece, ho visto molti tentativi per sfruttarlo anche in altre maniere, ad esempio per le campagne branding». Rubicon Project ha da poco annunciato la crescita del programmatic direct (+160%) e del programmatic mobile (+200%). Saranno questi i trend dell’immediato futuro? Stevens: «La crescita del mobile è ormai un dato di fatto, e Orders è stato importante per lo sviluppo di questo canale. Ha aggiunto una grande efficienza al buying process. Il programmatic, con il fiore all’occhiello del mobile, confermerà la sua ascesa anche nel 2016. Ho visto degli studi che comparano la crescita mobile nel Q1 e Q2 di quest’anno: il risultato è molto positivo. Le mie previsioni sono su questa falsariga, anche perché gli utenti spendono sempre più tempo sui device mobile e i marketer hanno compreso questa tendenza e, d’accordo con questa, stanno allocando i budget sul mezzo. La settimana scorsa abbiamo abilitato la possibilità di gestire con la nostra piattaforma anche preroll e midroll. Adesso, raccogliamo la domanda di display, video e mobile su un singolo marketplace dove i publisher possono offrire le loro inventory».

  • Cairo Communication: nei primi 6 mesi ricavi consolidati per 133 mln di euro (-6,5%). Raccolta adv La7 e La7d a 74,2 mln (-10%)

    ADVExpress 31/8/2015

    Nel periodo in esame sono stati confermati buoni risultati diffusionali, con ricavi diffusionali in crescita ad Euro 35,2 milioni (Euro 34,8 milioni nel primo semestre 2014). Con riferimento ai settimanali, il Gruppo con oltre 1,7 milioni di copie 2 medie vendute nei cinque mesi gennaio-maggio 2015 si conferma il primo editore per copie di settimanali vendute in edicola, con una quota di mercato di oltre il 25%.

    Il Consiglio di Amministrazione della Cairo Communication, ha esaminato ed approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2015.

    Nel primo semestre 2015, i ricavi lordi consolidati sono stati pari a circa Euro 133 milioni (Euro 142,2 milioni nel 2014).

    Il margine operativo lordo (EBITDA) e il risultato operativo (EBIT) consolidati sono stati pari a rispettivamente Euro 8,1 milioni ed Euro 4,5 milioni (rispettivamente Euro 16 milioni ed Euro 14 milioni nel primo semestre 2014).

    Il risultato netto di pertinenza del Gruppo è stato pari a circa Euro 5,5 milioni (Euro 14,5 milioni nel primo semestre 2014).

    In particolare:

    – per il settore editoriale periodici, il margine operativo lordo (EBITDA) e il risultato operativo (EBIT) sono stati pari a rispettivamente Euro 7,7 milioni ed Euro 7,2 milioni (rispettivamente Euro 6,3 milioni ed Euro 5,7 milioni nel primo semestre 2014).

    Nel periodo in esame sono stati confermati ottimi risultati diffusionali, con ricavi diffusionali in crescita ad Euro 35,2 milioni (Euro 34,8 milioni nel primo semestre 2014).

    Con riferimento ai settimanali, il Gruppo con oltre 1,7 milioni di copie 2 medie vendute nei cinque mesi gennaio-maggio 2015 si conferma il primo editore per copie di settimanali vendute in edicola, con una quota di mercato di oltre il 25%;

    – per il settore editoriale televisivo (La7), il Gruppo ha continuato ad impegnarsi con l’obiettivo di consolidare i risultati degli interventi di razionalizzazione e riduzione dei costi realizzati nel 2013 e 2014. Per effetto dell’andamento dei ricavi pubblicitari, il margine operativo lordo (EBITDA) ed il risultato operativo (EBIT) sono stati negativi e pari a rispettivamente circa Euro -1,5 milioni ed Euro -4,3 milioni.

    Il risultato operativo (EBIT) ha beneficiato in bilancio consolidato di minori ammortamenti per Euro 6,1 milioni per effetto delle svalutazioni delle attività materiali e immateriali effettuate nel 2013 nell’ambito della allocazione del prezzo di acquisto della partecipazione in La7. Nel primo semestre 2014 il margine operativo lordo (EBITDA) ed il risultato operativo (EBIT) erano stati rispettivamente circa Euro 4,9 milioni e Euro 4 milioni ed il risultato operativo (EBIT) aveva beneficiato in bilancio consolidato di minori ammortamenti per Euro 12,4 milioni.

    Si ricorda che nello stesso semestre del 2013 – quando La7 non era inclusa per l’intero periodo nell’area di consolidamento del Gruppo Cairo Communication – la perdita a livello di margine operativo lordo di La7 era stata di Euro 28,7 milioni;

    – per il settore concessionarie, il margine operativo lordo (EBITDA) e il risultato operativo (EBIT) sono stati pari a rispettivamente Euro 1,9 milioni ed Euro 1,6 milioni (rispettivamente Euro 4,8 milioni ed Euro 4,2 milioni nel periodo analogo del 2014).

    Nel primo semestre 2015 la raccolta pubblicitaria lorda sui canali La7 e La7d è stata pari a complessivi Euro 74,2 milioni (Euro 82,4 milioni nel 2014).

    La posizione finanziaria netta consolidata al 30 giugno 2015 risulta positiva per circa Euro 111,1 milioni (circa Euro 124,1 milioni al 31 dicembre 2014).

    Al 30 giugno 2015 la posizione finanziaria netta di La7 è pari a Euro 108,5 milioni (Euro 106,5 milioni al 31 dicembre 2014).

    Nel seguito del 2015, il Gruppo Cairo Communication continuerà:

    – a perseguire lo sviluppo dei suoi tradizionali settori di attività (editoria periodica e raccolta pubblicitaria) per i quali, nonostante il contesto economico e competitivo, in considerazione della qualità delle testate edite e dei mezzi in concessione, considera realizzabile l’obiettivo di continuare a conseguire risultati gestionali positivi;

    – ad impegnarsi con l’obiettivo di consolidare i risultati degli interventi di razionalizzazione e riduzione dei costi del settore editoriale televisivo realizzati nel 2013 e 2014.

    L’evoluzione della situazione generale dell’economia potrebbe condizionare il pieno raggiungimento di questi obiettivi.

  • Class Editori: nel 1° sem. i ricavi ammontano a 38,87 mln. A parità di perimetro, ricavi pubblicitari a +2,8%

    ADVExpress 31/8/2015

    Nello specifico: brillante risultato per la raccolta sulla Moving TV che cresce a doppia cifra (+19,6%). Positivo e in controtendenza rispetto al mercato il trend dei periodici (+2,4%); in crescita tutti i canali televisivi che, al netto dell’uscita di Class TV 27, segnano complessivamente un +9,1%. A non parità di perimetro, la riduzione è poco sopra l’8%. I ricavi relativi alla vendita di informazione finanziaria, effettuati tramite le controllate e-Class e PMF News Editori, nel periodo in esame hanno registrato un incremento delle vendite di servizi alle banche e le news di agenzia di circa il 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Il Consiglio di Amministrazione di Class Editori SpA ha approvato i risultati consolidati relativi ai primi sei mesi dell’anno. (Nella foto Paolo Panerai, vp e Ad) .

    I ricavi totali dei primi sei mesi del 2015 sono stati pari a 38,87 milioni di euro rispetto ai 40,85 milioni del corrispondente periodo del 2014 (-4,8%). La riduzione è dovuta principalmente al fatto che i ricavi del primo semestre 2014 includevano sia i ricavi del canale Class TV in onda sulla frequenza LCN 27 del digitale terrestre, ceduto nel corso del mese di dicembre 2014, sia i ricavi dell’iniziativa editoriale relativa ai 25 anni della testata MF. A perimetro omogeneo e al netto di operazioni speciali, che quest’anno sono previste nel secondo semestre, il totale ricavi del 2015 mostra un incremento di +0,40 milioni di euro rispetto al 2014.

    I costi operativi ammontano a 41,23 milioni di euro, contro i 45,06 milioni di euro al 30 giugno 2014, con una riduzione dell’8,5%. Il decremento delle spese operative consegue ad azioni di contenimento e risparmio intraprese nel corso del 2014, oltre ai minori costi determinati dall’uscita dal perimetro del canale Class TV.

    Il margine operativo lordo (Ebitda) migliora del 44%, cioè di circa 1,85 milioni di euro: nel primo semestre del 2015 è pari a – 2,36 milioni di euro contro i -4,21 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.

    Il risultato ante imposte migliora di circa 2,21 milioni di euro (+21,7%) rispetto al primo semestre 2014: ammonta a -8,00 milioni di euro contro un risultato netto di -10,21 milioni di euro dell’anno precedente.

    Il risultato netto complessivo dopo gli interessi di terzi e le imposte è pari a -7,79 milioni di euro (rispetto ad un risultato netto di -8,67 milioni di euro del primo semestre 2014). Il risultato netto complessivo del primo semestre 2014 includeva un effetto positivo pari a 3,31 milioni di euro relativo alle imposte anticipate su perdite fiscali IRES accantonate al 30 giugno 2014, prudenzialmente non accantonate al 30 giugno 2015: Quindi il risultato migliora di oltre 3 milioni di euro.

    La posizione finanziaria netta della Casa editrice presenta alla data del 30 giugno 2015 un indebitamento netto pari a 62,7 milioni di euro, leggermente inferiore ai 63,2 milioni al 31 dicembre 2014.

    Principali eventi economico-finanziari del semestre

    I dati di Nielsen relativi al mercato della pubblicità in Italia nel primo semestre del 2015 evidenziano un calo complessivo del -2,8% rispetto al primo semestre 2014. Nel dettaglio, la TV chiude a -3% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente; la stampa subisce un ennesimo calo dall’inizio della crisi nel 2007; con un -8% per i quotidiani e un -3,4% per i periodici; il calo di Internet, relativamente al perimetro display e video, è pari al -3,1%. Buoni i segnali dal mondo dell’Out of Home: Outdoor + 4,2%, transit + 9,4% e Out of Home Tv in ripresa (-4,9%).

    I ricavi pubblicitari della Casa editrice, a parità di perimetro e di eventi non ricorrenti nel periodo, sono aumentati del +2,8%, con un brillante risultato sulla Moving TV che cresce a doppia cifra (+19,6%). Positivo e in controtendenza rispetto al mercato il trend dei periodici (+2,4%); in crescita tutti i canali televisivi che, al netto dell’uscita di Class TV 27, segnano complessivamente un +9,1%. A non parità di perimetro, la riduzione è poco sopra l’8%.

    I ricavi relativi alla vendita di informazione finanziaria, effettuati tramite le controllate e-Class e PMF News Editori, nel periodo in esame hanno registrato un incremento delle vendite di servizi alle banche e le news di agenzia di circa il 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita è stata trainata in particolare dall’incremento dei volumi di vendita dei contenuti di informazione finanziaria attraverso la soluzione MF Pro sviluppata dalle controllate della Casa Editrice.

    Nel corso del primo semestre 2015 i dati di traffico sui siti web della Casa editrice hanno registrato una significativa crescita soprattutto sui dispositivi mobili grazie al successo riscontrato dal sito di Milano Finanza (www.milanofinanza.it) sviluppato con design in grado di adattarsi a ogni genere di dispositivo, ottimizzandone la fruizione dei contenuti.

    I dati di traffico giornaliero dei siti della Casa editrice nel primo semestre 2015, misurato in termini di pagine viste su pc e dispositivi mobili, mostrano una crescita del +14%, attestandosi a 862 mila pagine contro le 756 mila del primo semestre 2014, con un picco di 1,02 milioni a marzo 2015. Stabili gli utenti unici giornalieri, 114 mila, con un picco a marzo 2015 quando sono arrivati a 133 mila (fonte AudiWeb).

    Leggermente superiore la crescita del traffico mensile: 26,5 milioni di pagine viste contro 22,8 milioni del primo semestre 2014, +16% (pc + dispositivi mobili, fonte AudiWeb), con un picco a marzo dove le pagine viste sono state ben 31,7 milioni. Sempre su base mensile, gli utenti unici (pc + dispositivi mobili) si sono mantenuti stabili rispetto al primo semestre 2014: 1,26 milioni medi nel 2015 contro 1,27 milioni nel 2014, con un picco a marzo 2015 a 1,37 milioni.

    Il numero di lettori che seguono in tempo reale le notizie dei siti attraverso Twitter ha superato le 85 mila unità per MF-Milano Finanza e le 28 mila unità per la collegata Italia Oggi. Entrambi i quotidiani sono leggibili in formato digitale su tutte le piattaforme tablet e personal computer presenti sul mercato.

    Per ciò che concerne le diffusioni cartacee e digitali delle testate, Milano Finanza ha registrato nel semestre una diffusione media di circa 73 mila copie (70 mila la media del 2014), Class di 43 mila copie (62 mila la media del 2014), Capital di 44 mila copie (62 mila la media del 2014).

    Tra gli eventi del primo semestre 2015 sono da segnalare:

    – da metà marzo Class Editori è il singolo maggiore socio di WeToBusiness, il veicolo operativo in Italia di WeChat, il più popolare strumento cinese (e non solo) di comunicazione nonché social network, e-commerce, video, musica e Crm (customer relationship management), che consente di gestire dall’Italia il rapporto con clienti potenziali in Cina seguendone il profilo. Con oltre 1 miliardo di utenti registrati, controllato dal quarto gruppo mondiale di Internet (Tencent, 10 miliardi di dollari di fatturato, una delle tre società cinesi che hanno ottenuto la licenza per creare una Banca on line), WeChat garantisce la privacy (a differenza di Whatsapp) e in Italia sono già state scaricate 8 milioni di applicazioni, 1,3 milioni delle quali regolarmente attive. Oltre alla partecipazione al capitale di WeToBusiness, Class Editori vende due servizi essenziali rivolti alle aziende italiane: il primo è un account per chi vuole essere visibile sul mercato cinese dall’Italia o dalla Cina, ora anche senza avere una legal entity in Cina, con inclusi servizi di traduzione e formazione; il secondo è la piattaforma Eccellenza Italia, per le aziende italiane che vogliono vendere prodotti e servizi ai cinesi che vengono o sono in Italia. La presenza diretta di WeChat in Italia non solo per l’Expo, pone il paese, anche grazie alla partnership con Class, come trampolino per lo sviluppo della piattaforma in Europa;

    – nei primi tre mesi dell’anno sono state realizzate tre edizioni (a Milano, Monza e per la prima volta a Napoli) del Salone dello Studente, la manifestazione di punta della Casa editrice nel settore della informazione diretta al mondo dei giovani, con un’affluenza complessiva per le tre manifestazioni superiore ai 70 mila studenti;

    – In occasione del Salone del Mobile, a metà aprile, è stata lanciata la nuova edizione del mensile Case & Country, con un’ottima accoglienza da parte dei lettori e degli inserzionisti pubblicitari;

    – è in fase di test un nuovo sito di informazione economico finanziaria progettato in collaborazione con Skytg24 nell’ambito dell’accordo di partnership con il canale televisivo del gruppo Sky Italia in seguito alla vendita al leader della tv satellitare del canale 27 del digitale terrestre;

    – con l’avvio dell’Expo, dal primo maggio è operativo l’account WeChat denominato Eccellenza Italia Expo, di cui sopra, con il quale la Casa editrice intende informare i turisti cinesi in visita a Milano e in Italia dei maggiori eventi, dei migliori alberghi, dei migliori ristoranti, delle migliori boutique, dei migliori servizi; allo stesso tempo sono state avviate numerose iniziative (newsletter, speciali ed eventi) calibrati sui contenuti dell’Expo e che si stanno svolgendo nei sei mesi di durata dell’Esposizione Universale. Insieme a Laureate, la più grande università al mondo, presente in 29 paesi con 86 facoltà, è stato lanciato il premio Class Expo Pavillion Heritage Award, per premiare il paese e le aziende che lasceranno la migliore eredità alle generazioni future di tutta l’umanità sul tema dell’Expo, Nutrire il pianeta, energia per la vita.

    – nei primi giorni del mese di maggio 2015, è stata costituita la società Embrace.it Srl, di cui Class Editori possiede il 50%, allo scopo di aumentare la penetrazione della Casa editrice nel settore dell’informazione digitale in lingua estera destinata al turismo straniero nelle maggiori città italiane, con particolare attenzione per quello proveniente dalla Cina ma anche all’universo della lingua inglese. Embrace.it Srl è il frutto della collaborazione con la società Ipso Facto Synergy. Il primo passo è la promozione, lo sviluppo e la diffusione dell’applicazione per smartphone e tablet denominata China to Italy già operativa da oltre un anno e apportata nella società dai soci fondatori. Successivamente si
    concentreranno gli sforzi su altri mercati internazionali.

    Principali eventi successivi al 30 giugno 2015

    Nel mese di luglio Class Editori ha avviato, attraverso la controllata CCeC specializzata nell’e-commerce, la spedizione dei primi prodotti alimentari italiani destinati alla piattaforma cinese CCIG Mall, con la quale la Casa editrice ha il rapporto di main supplier per il settore food e di main agent per fashion, accessori e design. La prima spedizione ha il valore di circa 1 milione di euro e fa parte di un ordine contrattualizzato di 10 milioni di euro per i prossimi mesi. L’impegno di minimo garantito di 10 milioni all’anno da parte di CCIG Mall vale anche per i prossimi quattro anni.

    Entra così nel vivo l’attività di CCeC, la società di cui è socio il gruppo Cremonini presente nel Consiglio di amministrazione con Augusto Cremonini (amministratore delegato di IF&B, la società di Modena specializzata nell’export di prodotti alimentari italiani). Augusto Cremonini è uno dei due consiglieri delegati di CCeC (l’altro è Emilio Adinolfi, finora CFO di Class Editori). La collaborazione fra Class Editori e il Gruppo Cremonini consente di offrire il meglio del food italiano alla piattaforma promossa da Bank of China, China
    Telecom, China Union Pay e CCPIT, l’agenzia governativa cinese per lo sviluppo del commercio internazionale.

    La piattaforma CCIG Mall, controllata da madame Guo Hong, fondatrice del gruppo tecnologico Century, rientra nel programma del governo cinese di sviluppare i consumi interni per sostenere lo sviluppo dell’economia e soddisfare le esigenze di accrescere il livello di qualità della vita della nuova classe media, ormai composta da alcune centinaia di milioni di cinesi. Per questo, accanto alla piattaforma BtoB sta per essere lanciata la piattaforma BtoC, su un decoder che Century ha realizzato con China Telecom e che è già
    attivo per oltre 100 milioni di utenti.

    Sempre nel mese di luglio, Class Editori ha anche concluso attraverso WeClass e la partecipazione in WetoBusiness, il veicolo italiano di WeChat, i primi contratti con le aziende italiane che vogliono mostrarsi in Cina attraverso la piattaforma descritta sopra. Grazie all’operatività di WeChat e di CCIG Mall, Class Editori può sviluppare un sistema di proiezione in Cina su tutte le tipologie di canali e-commerce.

    Evoluzione prevedibile della gestione

    Nonostante un leggero calo del fatturato rispetto al primo semestre 2014 ma in leggero incremento a perimetro con Class TV esclusa, la Casa editrice ha ridotto sensibilmente le perdite operative rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie anche alle azioni di riduzione dei costi già implementate e alle quali seguiranno nel corso dell’anno ulteriori misure riguardanti tutti i settori, incluso il costo del lavoro. A ciò va aggiunta la scelta di investire in maniera consistente nei settori del futuro, come il digitale, l’e-commerce, piattaforme straordinarie come WeChat e CCIG Mall.

    Nonostante le incertezze che ancora caratterizzano il mercato pubblicitario, la Casa Editrice ha pianificato per la seconda parte dell’anno iniziative editoriali i cui ricavi, dovrebbero permettere di recuperare e superare nel corso dell’anno i livelli di fatturato dell’anno precedente quando il perimetro era più ampio.

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Bilanci Mediaset: primo semestre in utile e stabile nei ricavi; la raccolta pubblicitaria è in calo dello 0,8%

    DailyNet 31/07/2015

    Mediaset chiude il primo semestre 2015 con ricavi netti per 1.721,1 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 1.724,8 milioni dell’anno scorso. Il bilancio è stato approvato ieri dal consiglio di amministrazione presieduto da Fedele Confalonieri. Migliora invece l’Ebit, che si attesta sui 137,5 milioni di euro contro i 109,5 milioni del precedente esercizio. L’utile netto è a quota 24,3 milioni di euro, in controtendenza rispetto al rosso per 20,5 milioni di euro registrato nel 2014. In Italia, il fatturato è pari a 1.243,7 milioni di euro contro i 1.257,4 milioni di euro del primo semestre 2014. La raccolta pubblicitaria, in un mercato che in Italia cala, è a quota 1.011 milioni di euro con un calo dell’0,8% rispetto ai primi sei mesi 2014. Nel secondo trimestre 2015, tuttavia, i ricavi pubblicitari lordi in Italia hanno sostanzialmente eguagliato i ricavi dell’analogo periodo 2014 (-0,1%) a conferma della progressiva normalizzazione in atto rispetto alla serie negativa dei trimestri precedenti. A luglio e agosto, segnala Matteo Cardani vice direttore generale e marketing Publitalia, le performance sono positive e si concretizzano su una modesta crescita a una cifra. «Combinando le previsioni di Nielsen per il mercato in crescita nel 2015 e il fatto che Mediaset ha guadagnato l’1,3% di quota di mercato, nonché la ricchezza dell’offerta superiore ai principali competitor free e pay, pensiamo in positivo per la fine dell’anno».

    Intanto, Mediaset si conferma leader negli ascolti sul target commerciale. Nei primi sei mesi 2015 le reti Mediaset confermano una netta leadership sul target commerciale sia in Italia sia in Spagna. In Italia, Mediaset è leader sul pubblico 15-64 anni con il 37,2% di share in prima serata (+ 2,7% rispetto al primo semestre 2014) e il 35,5% nelle 24 ore. Canale 5 è la rete italiana più vista nel target commerciale sia in prima serata con il 18,2% (+9,7% rispetto allo stesso periodo 2014) sia nelle 24 ore (16,8%). Tornando ai risultati finanziari, l’Ebit in Italia si attesta sui 27 milioni di euro, contro i 29,4 del 2014. L’indebitamento finanziario netto si è ridotto ulteriormente, passando dagli 861,3 milioni di euro del 31 dicembre 2014 ai 628,2 milioni di euro del 30 giugno 2015. Il miglioramento è avvenuto per effetto della generazione di cassa caratteristica (free cash flow) pari a 283,1 milioni di euro a cui si somma l’incasso di 100 milioni di euro derivante dalla cessione a Telefonica della quota dell’11,1% di Mediaset Premium perfezionata nel mese di gennaio. In Spagna i ricavi netti complessivi si attestato sui 478,5 milioni di euro rispetto ai 468,0 milioni del 2014, con la pubblicità a quota 473,2 milioni di euro rispetto ai 446,5 milioni dell’esercizio precedente. L’Ebit è a quota 111 milioni rispetto agli 80,1 milioni del precedente esercizio. Mediaset España mantiene la leadership assoluta delle audience nelle 24 ore con il 31,4% di share. Telecinco si conferma rete spagnola più vista sia nel totale giornata (15,0%) sia in prima serata (15,6%). Il CdA ha inoltre autorizzato la società controllata R.T.I. S.p.A. a perfezionare l’operazione di acquisizione di una percentuale pari all’80% del capitale sociale della Monradio S.r.l., società interamente controllata da Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., a cui fa capo l’emittente radiofonica R101. L’operazione sarà finalizzata entro il 20 settembre 2015. Per i prossimi mesi, in un contesto economico internazionale ancora instabile, anche se in grado al momento di assorbire i possibili impatti negativi connessi alla crisi greca, le stime dei principali osservatori confermano per l’Italia una aspettativa di crescita del Pil 2015 inferiore all’1%. Risulta quindi ancora difficile formulare previsioni circa l’evoluzione annua del mercato pubblicitario italiano, comunque in progressiva stabilizzazione. In Spagna, a fronte di una ripresa economica più solida, dovrebbe proseguire il trend di raccolta pubblicitaria registrato da Mediaset España nella prima parte dell’anno. I risultati comunque dipenderanno anche dall’andamento degli abbonamenti Mediaset Premium nei prossimi mesi dell’anno grazie alla nuova offerta lanciata lo scroso 1° luglio e focalizzata sull’esclusiva triennale della Champions League a partire dalla prossima stagione.

  • Sky: in Italia fatturato in calo senza la Champions (2,95 mld) ma clienti stabili (4,7 mln). 212 mln la raccolta. Per Sky plc ricavi a +5%

    ADVExpress 29/7/2015

    Da quando Sky Italia, guidata da Andrea Zappia, è consolidata nel gruppo, da novembre 2014, ha generato profitti per 25 milioni di sterline. La raccolta pubblicitaria è di 212 milioni di euro mentre gli abbonamenti valgono 1,845 milioni di sterline. L’opzione Sky Go ha raggiunto 2,4 milioni di case, pari al 50% degli abbonati. A livello globale, nel 2015 l’utile operativo della company che comprende BSkyB, Sky Deutschland e Sky Italia, ha sfiorato i 2 mld di euro. I ricavi sfiorano i 16 mld.
    Sky, la capogruppo inglese parte di News Corp che comprende BSkyB, Sky Deutschland e Sky Italia, ha realizzato, nell’esercizio chiuso al 30 giugno scorso, un utile netto di 1,96 miliardi di sterline, (circa 2,75 miliardi di euro) rispetto agli 865 milioni di sterline dell’anno precedente. L’utile lordo, pari a 1,51 miliardi di sterline (2 mld di euro) cresce del 48% rispetto al precedente e tiene conto dei risultati di Sky Italia e Sky Deutschland acquisite dalla capogruppo nel novembre scorso. (Nella foto Jeremy Darroch, Amministratore Delegato di Sky).

    L’esercizio ha beneficiato, inoltre, di oltre 800 milioni di sterline da attività dismesse. Tra queste, la cessione di una quota di Sky Bet per circa 600 milioni.

    I ricavi hanno segnato +5% raggiungendo gli 11,283 miliardi di sterline (quasi 16 mld di euro). L’utile operativo è cresciuto del 18% sfiorando i 2 mld di euro ( 1,4 miliardi di sterline).

    A favorire questi risultati i 973mila nuovi clienti (+45% annuo) superando quota 21 milioni.

    Nel quarto trimestre, il numero degli utenti si è attestato a 158.000.

    L’azienda ha confermato per il 2015 il dividendo a 32,8 pence mettendo a segno un rialzo del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

    “Gli ultimi 12 mesi sono stati un periodo eccezionale di crescita per Sky”, ha dichiarato l’amministratore delegato Jeremy Darroch.

    In Italia il fatturato di Sky, guidata da Andrea Zappia (foto 2), è sceso a 2,086 miliardi di sterline, (2,95 miliardi di euro) in calo di poco più del 2% da 2,140 milioni di sterline soprattutto in seguito all’assenza, quest’anno, degli introiti derivanti dalla Champions League i cui diritti sono passati a Mediase Premium. La raccolta è calata del 3,6% a quota 212 mln. Gli abbonamenti valgono 1,845 milioni di sterline.
    Da quando Sky Italia è consolidata nel gruppo, novembre 2014, ha generato profitti per 25 milioni di sterline.
    Il ricavo medio per abbonato è stabile a 43 euro, rispetto ai 34 della Germania, e alle 47 sterline di Uk e Irlanda. Gli abbonati restano 4,725 milioni con 387.000 nuovi clienti per i servizi integrativi a pagamento
    In diminuzione gli abbandoni, pari al 9,6% degli abbonati, un dato in calo rispetto al 10,3% di un anno fa. Sky Go ha aggiunto 2,4 milioni di case, pari al 50% degli abbonati.

    Nel Regno Unito e in Irlanda le revenue sono cresciute del 6% a quota 7,8 mld di sterline e i profitti sono saliti del 12% (1,3 mld). La crescita dei clienti continua da 11 anni ed ha superato i 12 milioni di abbonati.

    Record anche in Germania e Austria con +9% dei ricavi a quota 1,3 mld di sterline rispetto a 1,2 mld del 2014 e +81% dei profitti. Gli abbonati sono aumentati di 467.000 unità.

  • Giuseppe Pasciucco è il nuovo presidente di Rai Pubblicità. Piscopo confermato Ad

    ADVExpress 1/4/2015

    La nomina è stata decisa dal CdA della Rai, riunitosi ieri sotto la presidenza di Anna Maria Tarantola. Il manager che in precedenza guidava l’area pianificazione e controllo di gestione Rai sotto la direzione finanza e pianificazione diretta da Camillo Rossotto, sostituisce Lorenza Lei. Istituita la vicedirezione di Rai Musica. Entra nel CdA di Rai Pubblicità Paola Marchesini, direttore di Radio2.
    Giuseppe Pasciucco, è il nuovo presidente di Rai Pubblicità. La nomina è stata decisa dal CdA della Rai, riunitosi ieri sotto la presidenza di Anna Maria Tarantola.
    Il manager che in precedenza guidava l’area pianificazione e controllo di gestione Rai sotto la direzione finanza e pianificazione diretta da Camillo Rossotto, sostituisce Lorenza Lei.

    Fabrizio Piscopo, è stato confermato nel ruolo di amministratore delegato, così come risultano confermati i consiglieri Giancarlo Leone, direttore di Rai1, e Andrea Vianello, direttore di Rai3.

    Entra nel CdA di Rai Pubblicità Paola Marchesini, direttore di Radio2, al posto di Angelo Teodoli, direttore di Rai2.

    E’ stata inoltre istituita la vicedirezione di Rai Musica con l’obiettivo di coordinare le attività in materia di musica colta e approvato il trasferimento delle competenze sull’Orchestra Sinfonica nazionale della Rai all’interno della direzione Rai Cultura.

    La ratifica delle nomine è prevista nel primo CdA della concessionaria.

  • Bilanci Mediaset: nel 2014 i ricavi tengono e cala la raccolta, atteso recupero dell’adv nell’arco dell’anno

    DailyMedia 25/03/2015

    Il gruppo Mediaset ha chiuso l’esercizio 2014 con una tenuta rispetto ai ricavi netti complessivi, che si attestano a quota 3.414,4 milioni di euro rispetto ai 3.414,7 milioni dell’anno precedente. Merito della Spagna, in crescita a quota 932,1 milioni di euro rispetto agli 826,8 milioni del 2013, mentre l’Italia scende a 2.483,4 milioni di euro dai 2.588,5 milioni dell’anno prima. Anche la raccolta pubblicitaria cresce in Spagna, passando da 802,2 milioni di euro lordi (dato 2013) a 889,2 milioni di euro dell’anno scorso. Invece, in Italia, la  raccolta pubblicitaria cala del3,8% e si è chiusa a 1.982,4 milioni di euro contro i 2.061,5 milioni del 2013. Per il 2015, però, le stime dei centri media segnalano un recupero, da parte di Mediaset, tra il 2% e il 4%. Intanto il general manager di Publitalia Luigi Colombo, dopo il difficile gennaio a -4,7%, segnala un febbraio ancora in negativo, ma in ripresa, e un marzo in linea con quello dell’anno scorso. «Quest’anno – spiega – non ci sono i Mondiali di calcio come nel 2015» al netto dei quali il decremento registrato nel 2014 si riduce di parecchio e quindi il contraccolpo per Mediaset dovrebbe essere positivo.  Da aprile – continua Colombo – intravvediamo opportunità buone fino ad agosto». L’andamento della raccolta è comunque progressivamente migliorato nel corso dell’esercizio, registrando nell’ultimo trimestre una riduzione contenuta dell’1,3%. La quota di mercato Mediaset del 2014 è stata pari al 33,6% in leggera crescita rispetto al 2010 (33,5%), ultimo anno di mercato pubblicitario in espansione. I dati di bilancio segnalano un ebit positivo per 248,8 milioni di euro rispetto ai 246,3 milioni del precedente esercizio. In Italia, l’ebit positivo per 104,4 milioni di euro rispetto ai 176,1 milioni del 2013, così come in Spagna il dato è pari a 144,8 milioni di euro, positivo rispetto ai 70,2 milioni dello scorso esercizio. Il risultato netto consolidato ammonta a 23,7 milioni di euro, in netta crescita rispetto agli 8,9 milioni di euro del 2013. L’indebitamento finanziario netto per effetto  delle efficaci azioni di contenimento della spesa si è ridotto per il quarto anno consecutivo passando dai 1.459,0 milioni di euro del 2013 agli 861,3 milioni di euro del 2014. E’ il livello di indebitamento più basso raggiunto negli ultimi sette anni. Tra le principali evidenze dell’esercizio, si segnala la conclusione del piano triennale di efficienza, con risultati superiori all’obiettivo fissato a 450 milioni. I risparmi effettuati sulle  attività tv hanno raggiunto i 631,2 milioni di euro «e non credo che ci siano altri costi da tagliare, ne andrebbe della sopravvivenza stessa dell’azienda » ha detto il cfo Marco Giordani. Durante il 2014 Mediaset Premium è diventata una spa cui sono state conferite le attività tv a pagamento, partecipata da Telefonica per l’11,11%, la cui situazione patrimoniale al 30 settembre segnala un totale delle attività di oltre 2 miliardi di euro e un risultato netto per l’unico mese di operatività (dicembre 2014) pari a 8,7 milioni di euro. Durante il 2014 le audience sono migliorate, in Italia, Mediaset è leader sul target commerciale con il 36,1% di share in prima serata e il 34,7% nelle 24 ore. Canale 5 è cresciuta di 0,4 punti nelle 24 ore sul pubblico complessivo ed è stata la rete italiana più vista nel target commerciale sia in prima serata (17%) sia nelle 24 ore (16,1%). In Spagna, le reti televisive Mediaset España mantengono la leadership assoluta nelle 24 ore con il 30,7% di share. Telecinco si conferma rete spagnola più vista nel totale giornata (14,5%) e in prima serata (15,2%). Nel corso dell’esercizio sono stati effettuati investimenti in diritti sportivi e nuove tecnologie distributive.  Sport Mediaset si è aggiudicata la Champions League in esclusiva assoluta e per il triennio 2015-16/2016-17/2017-18 il massimo torneo di calcio europeo andrà in onda solo su Mediaset Premium e non sarà più visibile sulla pay tv satellitare. Un’esclusiva che nell’esercizio 2015, anche a seguito del rinnovo triennale dei diritti tv del Campionato di calcio di Serie A, potrà creare le condizioni per una modifica degli equilibri di mercato. L’offerta di contenuti in streaming online “Infinity” ha esordito con 8 milioni di visitatori unici al sito Infinitytv. it e 330mila utenti effettivi che hanno visualizzato in 12 mesi oltre 5 milioni di contenuti pay (film e serie tv). Nel 2014 Mediaset ha rafforzato la leadership dei video free visti sul web: 1.224.000.000 nei 12 mesi dell’esercizio, pari a una media di 3,3 milioni di video visti ogni singolo giorno (+62%). In area cinematografica, nel 2014 il film di Paolo Sorrentino “La Grande Bellezza” ha ricevuto l’Oscar come Miglior film straniero. Per i prossimi mesi dell’anno, come già detto sopra, ci si attende un miglioramento della dinamica pubblicitaria anche se, comunque, l’andamento della raccolta nella restante parte dell’esercizio resta al momento ancora difficilmente prevedibile. In Spagna, dove la ripresa economica  è nettamente più consolidata, il trend dell’advertising dei primi due mesi dell’anno è stato invece positivo e dovrebbe proseguire anche nel corso dei prossimi, favorendo per la controllata Mediaset España il raggiungimento di importanti livelli di redditività e una contribuzione positiva ai risultati economici consolidati del Gruppo. Obiettivi raggiungibili anche per effetto del miglioramento del risultato delle partecipazioni a seguito della cessione della quota in Digital Plus avvenuta nel 2014 e della riduzione dal 30% al 28% dell’aliquota fiscale spagnola.