Categoria: News

  • Dati FCP-Assogotv Dicembre 2018

    L’Osservatorio FCP-Assogotv (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mezzo GO TV, periodo Dicembre 2018.

    Dicembre 2018: i dati evidenziano per il mese Dicembre 2018 un fatturato totale di € 3.121.000,00.
    Tale dato corrisponde ad un incremento del fatturato pubblicitario del mezzo GO TV pari a +37,9% nel mese di Dicembre 2018 rispetto al corrispettivo 2017.

    Gennaio-Dicembre 2018: i dati evidenziano per il periodo Gennaio-Dicembre 2018 un fatturato totale di € 20.947.000,00.
    Tale dato corrisponde ad un incremento del fatturato pubblicitario del mezzo GO TV pari a +16,1 % nel periodo Gennaio-Dicembre 2018 rispetto al corrispettivo 2017.

    Qui di seguito vi inviamo il commento di Angelo Sajeva, Presidente FCP-Assogotv:
    “Dicembre è mese record del 2018 per la GO TV con il superamento dei tre milioni di Euro e una crescita vicina al +38%; si completa così lo straordinario 2018 della GO TV che per il secondo anno consecutivo cresce a doppia cifra, con continuità mese dopo mese e andando a conquistare nuovi clienti e sempre più ampi spazi nelle pianificazioni televisive; oltre cento nuovi clienti e il 20% dei clienti che pianifica più di dieci settimane in un anno, a conferma del progressivo utilizzo in continuity della GO TV per sviluppare copertura incrementale a costi efficienti. La GO TV ha anche chiaramente mostrato i propri contributi sui target più difficili e più costosi in TV, in primis i giovani 18-34, il target che passa più tempo fuori casa ma anche il target degli adulti di fascia alta e medio alta / target business su cui fare reach incrementali a costi efficienti. La GO TV ha raggiunto l’obiettivo ambizioso dichiarato ad inizio anno: superare la soglia dei venti milioni di euro. Ne abbiamo fatturati quasi ventuno! La GO TV è mezzo moderno e sempre più rilevante nel panorama italiano e si conferma nuovamente sul podio dei top performer. Allo straordinario risultato raggiunto ha contribuito molto il processo di innovazione tecnologica nel quale tutti e tre gli attori stanno investendo tempo e risorse: nel 2018 è stato introdotto il nuovo modello di acquisto Data Driven che nel primo anno ha già fatto registrare performance importanti, permettendoci non solo di portare a bordo nuovi brand nativi digitali, ma soprattutto di avere gli investimenti di big spender con strategie full digital. Abbiamo conquistato tutti i settori merceologici e siamo impegnati quest’anno nel consolidare i risultati raggiunti”.

     

  • Media FCP-Associnema indaga sul potenziale adv del mezzo, la raccolta del comparto a +10% nel 2018

    Daily Media 1/02/2019

    Il 2019 sarà un anno importante per la industry cinematografica italiana, grazie all’accordo stretto dalle associazioni di settore e i principali produttori cinematografici americani per la distribuzione in Italia di titoli di forte impatto anche nei mesi esti-vi. L’accordo, di durata triennale, mira a destagionalizzare l’andamento delle presenze nelle sale – influenzate dalla presenza o dall’assenza di “blockbuster” come Checco Zalone – , e a rendere omogeneo il flusso dei ricavi. Da fine aprile ad agosto arriveranno titoli quali “The Avengers”, “Toy Story”, “Aladdin”, “Superman”, “Re Leone”, tanto per citarne alcuni; e major come Disney, Universal, Warner, Fox sono coinvolte nell’operazione annunciata alle “Giornate professionali del cinema” di Sorrento lo scorso novembre. Il tam tam pubblicitario rivolto al pubblico del cine-ma è già partito con lo spot voluto dalle associazioni di distributori ed esercenti che rac-conta le prossime uscite, in onda nelle sale in questi giorni. «Il 2019 si preannuncia un anno di svolta per il settore cinema in Italia. L’offerta è ricca tra titoli stranieri e produzioni lo-cali che si rivolge a tutti i target» commenta Fabio Poli, presidente di FCP-Associnema, la associazione che riunisce le tre concessionarie di settore: Movie Media, Rai Cinema e DCA. Gli investimenti pubblicitari sul mezzo rappresentano solo lo 0,3% del mercato dell’advertising in Italia, nonostante presenze per oltre 86 milioni totalizzate l’anno scorso, secondo i dati circolati giorni fa. La previsione di FCP-Associnema sulla chiusura 2018 si aggira su un fatturato di 20 milioni di euro circa, con una crescita a doppia cifra intorno al 10% rispetto al 2017. Numeri piccoli, lega-ti alla stagionalità poiché circa il 35% dei ricavi sarebbe generato nel periodo delle festività natalizie. L’anno scorso, inoltre, ricavi e presenze sono stati influenzati sia dalle elezioni politiche, sia dai Mondiali, che hanno tenuto le major lontane dalla piazza italiana. «Ora hanno deciso di investire nel nostro Paese con una programmazione di tre anni», dice Poli e in una situazione così promettente le tre concessionarie vogliono rafforzare il posizionamento del mezzo cinema nelle pianificazioni pubblicitarie, soprattutto in ottica di . «Il tema è: il pubblico cinematografico quale valore ha? Secondo la nostra opinione il cinema è ancora molto sottostimato. Con questa indagine abbiamo esplorato le potenzialità del mezzo sul fronte pubblicitario, con un occhio all’Europa, e fornire al merca-to strumenti di pianificazione che ci permettano di colmare il gap con altri Paesi» afferma Poli. La prima delle iniziative rivolte al mercato da FCP-Associnema – che rappresenta la quasi totalità del mercato con 438 strutture, 2.400 sale e l’84% degli spettatori (fonte Au-dimovie) – in questo senso è la ricerca Kantar Millward Brown presentata ieri a Milano, che indaga sull’impatto esercitato sugli spettatori dalle campagne viste al cinema in termini di ricordo, rilevanza, propensione all’acquisto. «E’ una ricerca confortante – conclude Poli – perché dimostra che il cinema genera un for-te impatto, sollecita il ricordo, contribuisce a creare il valore della marca, e fa vendere». Il cinema fa vendere Kantar Millward Brown ha condotto la ricerca a partire dal proprio database cross media analizzando 347 campagne in tutta Europa, di cui il 10% realizzate in Italia. La prima evidenza riguarda la memorabilità sul singolo contatto: il cinema raggiunge una media del 2,1%, percentuale di impatto sulla singola persona contattata depurata dall’effetto copertura del canale, superiore ai mezzi offline (media 1,5%) dove la tv, con un investimento di oltre sei volte superiore, riesce a generare un impatto del 2,4%, mentre la media online è del 0,9%. Raggiunge, dunque, audience predisposte a raccogliere messaggi pubblici-tari grazie alla sua capacità di entrare in con-tatto con le persone nel momento e nell’ambiente giusto. Il secondo dato da sottolineare è la capacità nel mantenere chiaro e ben de-finito il posizionamento di marca: media cinema 1,1%; canali offline 1,0%; canali online 0,5%. Anche in questo caso, la tv genera l’1,4%. Sul fronte della rilevanza emotiva, ossia la capacità di arrivare al “cuore” delle persone il cinema raggiunge l’1,2% rispetto contro lo 0,8% dell’offline e allo 0,4% dell’on-line (0,4%). Il dato più rilevante ai fini della ricerca però è la predisposizione alla marca: il cine-ma, più di ogni altro mezzo, è infatti in grado di incrementare la propensione all’acquisto con un 3% rispetto alla media dei canali offline (1,3%) e online (0,9%), soprattutto se pianificato in un media-mix integrato con mezzi a più larga copertura. I risultati della ricerca confermano infatti una serie di tesi a favore del mezzo. Dichiara Roberto Rossi, Head of Media and Digital di Kantar Millward Brown: “Il Cinema offre alle marche la possibilità di raggiungere audience più predisposte a vive-re esperienze ed emozioni veicolate dalle sto-rie narrate nelle pubblicità. Questo rende il Cinema uno strumento assolutamente unico e particolarmente efficiente in un contesto me-dia in cui è sempre più difficile raggiungere lo spazio mentale del consumatore”.

  • Dati Osservatorio Stampa FCP Dicembre 2018

    Dati Osservatorio Stampa FCP Dicembre 2018

    L’Osservatorio Stampa FCP ha raccolto i dati relativi al periodo Gennaio-Dicembre 2018 raffrontato con il corrispettivo 2017.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -7,0%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo a fatturato -6,3% e positivo a spazio +1,0%.
    Le singole tipologie segnano rispettivamente:
    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -4,9% a fatturato e +4,3 % a spazio.
    La pubblicità Commerciale locale -4,1% a fatturato e +1,3% a spazio.
    La tipologia Legale ha segnato -18,6% a fatturato e -13,7% a spazio.
    La tipologia Finanziaria ha segnato -5,6% a fatturato e +5,8% a spazio
    La tipologia Classified ha segnato -5,4% a fatturato e -14,7% a spazio.

    I periodici segnano un calo sia a fatturato del -8,3% che a spazio del -4,2%.
    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -7,0% e a spazio del -2,4%.
    I Mensili segnano un calo a fatturato -8,0% e a spazio -4,7 %.
    Le Altre Periodicità registrano -33,7% a fatturato e -22,0% a spazio.

    FCP - icona per file ACROBAT PDFOsservatorio Stampa FCP- Dicembre 2018

     

  • Dati FCP-Assointernet: nel 2018 giro d’affari in crescita del 4,3% a 478,4 milioni di euro

    DailyMedia 31/01/2019

    Nel 2018 la pubblicità online ha chiuso con un progresso del 4,3% per un totale di 478,4 milioni di euro. E, forse per la prima volta, il mobile ha acquisito una quota rilevante nel settore, a oltre il 25% del totale. Cala la componente legata al desktop, in contrazione del 2,5%. Per quanto riguarda dicembre, il mese si è confermato come quello capace di generare il maggior giro d’affari, seppur in leggero decremento a 54,6 milioni (-0,3%). Giorgio Galantis, Presidente di FCP-Assointernet ha affidato a un comunicato il suo commento: “Il fatturato del web monitorato dall’Osservatorio FCP-Assointernet risulta a chiusura d’anno pari a 478,4 milioni, in crescita del +4,3%, circa 20 milioni di incremento verso il 2017. Dicembre si conferma per volume il mese più importante ed eguaglia di fatto l’anno precedente. Da sottolineare il fatturato della componente Smartphone che da un’incidenza sul totale del 20,2% nel 2017, passa al 25,3% nel 2018, superando i 121 milioni di euro. Si chiude un anno in cui le concessionarie FCP-Assointernet hanno continuato a lavorare su diverse componenti dell’offerta per garantire un prodotto sempre più rispondente ai driver qualitativi del mercato: brand safety, ad fraud e trasparenza in primis, attraverso un dialogo aperto con gli spender e le loro agenzie, così come con le associazioni aderenti al Libro Bianco, con la convinzione che l’ulteriore sviluppo del nostro mercato passi attraverso la qualità dei prodotti editoriali che le concessionarie FCP sono oggi in grado di proporre. Anche sul tema delle misurazioni, le concessionarie aderenti hanno svolto un ruolo fondamentale teso al miglioramento delle tecnologie oggi a disposizione sul mercato. Tale impegno proseguirà anche nel 2019, con l’auspicio che il perimetro di FCP-Assointernet, composto da 23 concessionarie, possa essere un riferimento ancora più rilevante per le scelte di investimento delle aziende e dei loro centri media”.

  • Mercato FCP-Assoradio: investimenti pubblicitari a +7,9% in dicembre, confermato il +5,5% nel 2018

    Daily Media 31/01/2019

    La radio mantiene le promesse e chiude il 2018 con fatturati pubblicitari in crescita complessiva del 5,5% sul 2017. La stima di FCP-Assoradio conferma l’anticipazione fatta dal presidente Fausto Amorese durante il convegno “RadioCompass” dello scorso 23 gennaio (vedere DailyMedia del 24 gennaio 2019, ndr). La crescita è anche più sostenuta nel solo mese di dicembre, durante il quale i ricavi complessivi da pubblicità sul mezzo radiofonico hanno raggiunto i 31.236.000 euro con un incremento del 7,9% rispetto allo stesso mese dell’anno prima. “Per il mezzo radio il 2018 è stato un anno particolarmente positivo, sotto il profilo dei numeri e delle iniziative rivolte al mercato – commenta Amorese -. I dati diffusi dall’Osservatorio FCP-Assoradio mostrano un mezzo in salute, che incrementa il proprio fatturato per il quarto anno consecutivo. Una performance superiore alla media del mercato. I plus che l’hanno determinata sono stati ottimamente illustrati dalla campagna “La radio rende” e in particolare dall’evento RadioCompass appena concluso, con oltre 500 partecipanti a Milano e quasi 200 a Roma, organizzato da FCP-Assoradio in partnership con Mindshare. La radio è un media “ecumenico”, leader nella reach sul target commerciale, che orienta le scelte dei decision maker e con una raccolta pubblicitaria in costante aumento, destinata anche in futuro a rivestire un ruolo da protagonista in contesti sempre più connessi e in mobilità”.

  • Dati Osservatorio FCP-Assoradio Dicembre 2018

    Dati Osservatorio FCP-Assoradio Dicembre 2018

    L’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di Dicembre 2018.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo Radio registra nel mese di Dicembre 2018 un dato pari a +7,9 rispetto al corrispettivo 2017. Tale dato corrisponde ad un fatturato totale di € 31.236.000,00.

    Osservatorio FCP-Assoradio – Dicembre 2018

    Il commento del Presidente FCP-Assoradio Fausto Amorese
    “Per il mezzo Radio il 2018 è stato un anno particolarmente positivo, sotto il profilo dei numeri e delle iniziative rivolte al mercato. I dati diffusi dall’Osservatorio FCP-Assoradio mostrano un mezzo in salute, che incrementa il proprio fatturato per il quarto anno consecutivo: +7,9% a Dicembre, +5,5% il progressivo Gennaio-Dicembre. Una performance superiore alla media del mercato. I plus che l’hanno determinata sono stati ottimamente illustrati dalla campagna la Radiorende e in particolare dall’evento RadioCompass appena concluso, con oltre 500 partecipanti a Milano e quasi 200 a Roma, organizzato da FCP-Assoradio in partnership con Mindshare. La Radio è un media “ecumenico”, leader nella reach sul target commerciale, che orienta le scelte dei decision maker e con una raccolta pubblicitaria in costante aumento, destinata anche in futuro a rivestire un ruolo da protagonista in contesti sempre più connessi e in mobilità”.

  • Dati Osservatorio FCP-Assointernet Dicembre 2018

    Dati Osservatorio FCP-Assointernet Dicembre 2018

    L’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati per il periodo Gennaio – Dicembre 2018, raffrontati allo stesso periodo del 2017.

    Osservatorio FCP-Assointernet – Dicembre 2018
    Il commento del Presidente FCP-Assointernet Giorgio Galantis

    “Il fatturato del web monitorato dall’Osservatorio FCP-Assointernet risulta a chiusura d’anno pari a 478,4 milioni, in crescita del +4,3%, circa 20 milioni di incremento verso il 2017. Dicembre si conferma per volume il mese più importante ed eguaglia di fatto l’anno precedente. Da sottolineare il fatturato della componente Smartphone che da un’incidenza sul totale del 20,2% nel 2017, passa al 25,3% nel 2018, superando i 121 Milioni di Euro. Si chiude un anno in cui le Concessionarie FCP-Assointernet hanno continuato a lavorare su diverse componenti dell’offerta per garantire un prodotto sempre più rispondente ai driver qualitativi del mercato: brand safety, ad fraud e trasparenza in primis, attraverso un dialogo aperto con gli spender e le loro agenzie, così come con le Associazioni aderenti al Libro Bianco, con la convinzione che l’ulteriore sviluppo del nostro mercato passi attraverso la qualità dei prodotti editoriali che le Concessionarie FCP sono oggi in grado di proporre. Anche sul tema delle misurazioni, le Concessionarie aderenti hanno svolto un ruolo fondamentale teso al miglioramento delle tecnologie oggi a disposizione sul mercato. Tale impegno proseguirà anche nel 2019, con l’auspicio che il perimetro di FCP-Assointernet, composto da 23 concessionarie, possa essere un riferimento ancora più rilevante per le scelte di investimento delle aziende e dei loro centri media”.

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  • Mercato DCA chiude il 2018 con i ricavi in crescita del 20%, le attività fuori schermo “volano” a +250%

    Daily Media 29/01/2019

    Crescita a doppia cifra superiore al mercato, con l’obiettivo di replicare sia nelle sale sia fuori: Digital Cinema Advertising, concessionaria di pubblicità fondata dai circuiti cinematografici The Space Cinemas e UCI Cinemas, ha chiuso il 2018 con un incremento dei ricavi da advertising pari al 20% sul 2017, contro il +13,3% registrato dal settore nei primi undici mesi dell’anno, secondo Nielsen. L’esercizio 2018 è il primo anno di gestione piena da parte di DCA, operativa sul mercato da metà 2017 sotto la guida del direttore generale Giuseppe Oliva, e si confronta con un risultato complessivo dell’anno precedente frutto della somma delle diverse performance realizzate dai circuiti separatamente e insieme. Nell’ultimo trimestre dell’anno, che da solo vale il 50% dell’esercizio, ottobre e novembre hanno fatto rispettivamente il +29% e il +64%, mentre dicembre molto lento ha pareggiato il risultato 2017. Nel 2019 la concessionaria vuole realizzare una crescita complessiva ancora a doppia cifra. Contribuisce in maniera importante anche il fatturato per le attività fuori schermo, ossia progetti di intrattenimento realizzati nei cinema in co-marketing con le aziende clienti che oggi pesano per il 15/18% sul fatturato complessivo e che nell’ultimo anno sono cresciute del 250%. Pubblico giovane e alto spendente L’offerta di DCA conta su un circuito complessivo di 86 cinema per 861 schermi, che nel 2018 hanno totalizzato 32 milioni di presenze (fonte Cinetel). «In questo primo anno completo di lavoro il mercato ha reagito molto bene, sia per la qualità sia per la quantità dell’offerta. I nostri cinema registrano una frequenza media di cinque volte al mese e una reach netta del 60%» spiega Oliva. La concessionaria ha acquisito molti nuovi clienti, sia aziende che pianificavano con altri, sia aziende che non investivano sul cinema: «Ma l’approccio al mezzo è ancora un po’ antiquato, soprattutto perché non tiene conto delle differenze tra sale, in termini di dimensioni, programmazione, target e presenze; così l’investitore rischia di sottovalutarne alcune e sovrastimarne altre, investendo in maniera non ottimale e inefficiente». Da parte sua DCA garantisce quote di pubblico elevate: 47% in Lombardia, 38% in Lazio, 43% in Emilia Romagna, 54% in Veneto, 81% in Sardegna, 51% in Campania, e un target di 18-45enni «giovane, digitalizzato, disposto a spendere per un biglietto di ingresso più costoso e che apprezza tutte le altre forme di intrattenimento che trova nel cinema. Inoltre i nostri multiplex sono luoghi ideali per la famiglia che vi trascorre più tempo». Le sale UCI o The Space richiamano un pubblico attivo, «mentre i cinema più piccoli attirano un pubblico di prossimità, più adulto, che spesso va dai 45 anni in su». Tra le carte vincenti di DCA ci sono anche la posizione “Superspot” subito prima dell’inizio del film, senza trailer in mezzo, e palinsesti pubblicitari uniformi in tutte le sale grazie al fatto che i circuiti gestiti sono solo due mentre gli altri concessionari lavorano con cinema tutti diversi. Le novità 2019 Grazie all’arrivo nelle sale di titoli importanti e di una estate senza precedenti DCA stima una rilevante crescita nelle presenze: «La nostra forza è anche poter tenere i blockbuster in programmazione più a lungo che nelle altre sale» spiega Oliva. «Stimiamo che il 2019 sia un anno molto ricco per il cinema. Avremo grandi numeri anche in estate per la prima volta visto che, grazie ad un accordo con le principali distribuzioni, tra giugno e agosto saranno lanciati molti titoli importanti». DCA sta anche lavorando allo sviluppo dell’area di EOOS (engagement out of screen) con otto progetti già in preparazione e in settori diversi come Kids, Gaming, Horror. Inoltre, è in programma lo sviluppo di una piattaforma CRM integrata con i due network cinematografici per una uteriore profilazione degli spettatori. E’ in progetto anche l’ampliamento del team con l’ingresso di nuove figure in aree sia tradizionali sia di innovation, nonché è in fase di valutazione di realizzare una commercial committee europea per sviluppare clienti e progetti di cross country adv. DCA è l’unica società italiana ad offrire tale opportunità nella industry del cinema. Sul fronte tecnologico, in arrivo un nuovo sistema di controllo dei palinsesti pubblicitari che permetterà di gestire in maniera dinamica le playlist delle campagne così da passare dalle pianificazioni settimanali a quelle giornaliere. Il che permetterà, tra l’altro, di offrire ai clienti pianificazioni molto mirate sia sui titoli, giorni della settimana e orari. Questa sistema, una volta a regime, sarà integrato con le casse dei cinema per poter incrociare dati e fare statistiche in tempo reale.

  • Mercato Hearst: per la raccolta, dopo il calo contenuto del 2018, c’è un +9% per la stampa nel primo bimestre, grazie a Elle weekly ed Esquire. A fine anno l’esordio digital di Harper’s Bazaar

    DailyMedia 29/01/2019

    Si è chiusa con una contrazione tra il 5 e il 6% la raccolta 2018 di Hearst Italia, così come spiega a DailyMedia Marco Cancelliere, Direttore Generale Advertising del Gruppo di cui è A.D. Giacomo Moletto (che dovrebbe aver registrato, invece, un trend stabile dei ricavi intorni agli 85 milioni di euro). Un risultato, frutto del -8% della parte stampa e del +5% di quella digitale, del quale lo stesso Cancelliere dà una valutazione positiva perché migliore del trend di mercato, che ha avuto un andamento decisamente difficile nel secondo semestre e, in particolare, anche per la stampa, nell’ultimo bimestre. A inizio novembre, per contro, c’è stato, contestualmente alla chiusura di Gioia!, l’esordio di Elle Italia in versione settimanale che, fin da subito, ha dato e sta continuando a fornire brillanti riscontri a editore e concessionaria: tra dicembre 2018 e gennaio 2019, la raccolta pubblicitaria di Elle settimanale è al +10% rispetto a quella di Gioia! più Elle mensile di un anno fa, nello stesso periodo di riferimento, evidente dimostrazione di un prezzo-pagina superiore rispetto alla versione mensile del weeky di cui Maria Elena Viola è Direttore Responsabile e Antonella Antonelli Creative Director. Brand internazionali «Questo – specifica Cancelliere -, grazie al posizionamento di prezzo che abbiamo adottato e al fatto che, ai clienti già del mensile, che hanno tutti confermato la loro presenza anche sul settimanale, se ne sono aggiunti di nuovi che, prima, non c’erano neppure su Gioia! Ma, in questo, beneficiamo anche del valore aggiunto che viene riconosciuto ai brand internazionali su cui sta puntando l’editore, come dimostra anche il lancio, avvenuto con successo, di Esquire su carta dopo il consolidamento della precedente versione digitale». Di questo nuovo periodico è uscito il secondo numero questo mese e il prossimo è atteso per marzo: la versione cartacea sta andando molto bene e l’aspettativa di Cancelliere è che la raccolta dei 6 numeri che usciranno quest’anno possa superare, a valore, quella del digitale che pure ha avuto un buon andamento nel 2018 e continua ad averlo in questa prima parte del 2019. La strategia seguita per Esquire verrà replicata anche con Harper’s Bazaar, con il lancio in versione digitale tra la fine di questo e l’inizio del prossimo anno, cui seguirà quella cartacea, orientativamente un anno dopo. Oltre che il già citato motivo del vantaggio di lavorare su brand internazionali, Cancelliere sottolinea anche quello di potersi concentrare, nella vendita degli spazi, su un numero concentrato di testate (tra l’altro, va ricordato anche che, sempre a partire da quest’anno, la struttura Advertising di Hearst Italia non seguirà più le testate del Gruppo Editoriale San Paolo). E a proposito di Harper’s Bazaar, c’è anche da dire che, poiché si rivolgerà all’alto di gamma, beneficerà del fatto che si tratta di un segmento anticiclico, con potenzialità di raccolta, quindi, continuative. Digital e progetti speciali Intanto, però, per la concessionaria, quest’anno, il focus sarà anche su digital e progetti speciali, che sono quelli già cresciuti di più nel 2018, con un incremento complessivo del 13%. Sul totale del fatturato della concessionaria, il digital e i progetti speciali hanno inciso, rispettivamente, sempre lo scorso anno, per il 16 e l’11%, con il resto generato dalla raccolta cartacea e dal display digitale (che, però, come per tutto il mercato, è in contrazione). La raccolta relativa alla sola stampa cresce del 9% nei primi due mesi di quest’anno grazie ad Esquire e a Elle settimanale, ma sarebbe comunque in territorio positivo anche senza il loro contributo. Cancelliere conferma anche l’obiettivo di un raddoppio della raccolta di Elle weekly rispetto a quella di Elle mensile del 2018, mentre la sorpresa, parlando sempre di questa testata, sta nell’andamento del digitale, dove il settimanale, già dopo le prime settimane di lancio, ha già recuperato più della metà del traffico di Gioia! Sull’online, tra l’altro, le prospettive editoriali di crescita di Hearst Italia, ma non solo, sono ora affidate a Massimo Russo, il cui arrivo, come anticipato da DailyMedia dello scorso 14 dicembre, è diventato operativo proprio da ieri, con il ruolo di Chief Digital Officer Western Europe, e che, a diretto riporto di Moletto, che è Ceo anche per l’area Western Europe, sarà responsabile delle divisioni digital pure di Spagna e Olanda. Concludendo con le altre testate del Gruppo, c’è da registrare il buon posizionamento di Marie Claire, per il quale si vedranno con il numero di marzo incentrato sulla “Settimana della Moda” anche i riscontri sul settore generati come opportunità dal passaggio di periodicità di Elle. A seguire, poi, scenderanno in campo, anche con tutta la consueta messe di eventi e iniziative che li caratterizza durante la “Design Week”, Marie Claire Maison ed Elle Decor. Infine, un’altra sorpresa positiva viene da Cosmopolitan, che non vira affatto sulla sola edizione digitale, visto che nella versione cartacea sta tenendo, anche se in calo, mentre il “sistema” del brand ha contenuto l’anno scorso la contrazione al 3%, con un incremento, per contro, a doppia cifra del digitale.
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