Categoria: News

  • Nielsen: crescono gli articoli in promozione ma calano i volumi del largo consumo

    AdvExpress 19 aprile 2013

    I volumi delle vendite a valore nella grande distribuzione sono in calo nnonostante cresca il numero di articoli offerti in promozione (+0,4). L’esigenza di risparmio inizia a manifestarsi anche attraverso tagli di quantità sui beni di largo consumo e le promozioni non sono più sufficienti ad arginare l’ondata di difficoltà che si è abbattuta sulle famiglie. Le scelte messe in atto dai consumatori risultano razionali: il 30%: compra di meno in assoluto, mentre il 54% compra limitandosi all’essenziale e taglia il superfluo. La domanda di convenienza è molto forte (l’82% dei consumatori dichiara di fare un grande sforzo per comprare i prodotti al prezzo più basso) ma si intercettano i primi segnali di stanchezza (sono in calo di 3 punti percentuali coloro che cercano attivamente prodotti in promozione). Una strada per recuperare efficacia è il miglioramento della qualità della promozione comunicata attraverso i volantini. È questo il messaggio emerso dal convegno “Promozioni efficaci? Le nuove frontiere del volantino” promosso da Nielsen e dall’Università degli Studi di Parma, svoltosi stamane a Parma presso Cinecity the space – Parma Campus. Durante l’incontro è stato messo in risalto come nel corso di un decennio sia cambiata radicalmente l’offerta promozionale, crescendo sia in termini di pressione (+ 9 punti) che di profondità dello sconto (più che quintuplicati i tagli di prezzo superiori al 40%). C’è da chiedersi anche se tutte le promozioni siano percepite come tali da parte dei consumatori, che sembrano preferire sempre più quelle legate agli sconti (82%) rispetto a quelle legate alle quantità di articoli acquistati (10%).  La differenziazione non è una necessità solo per la distribuzione ma anche per l’industria, dal momento che oggi le promozioni stanno diminuendo il livello di fedeltà dei clienti verso le insegne: il 38% cambia negozio per ricercare la promozione migliore (+2 vs 2011) e il 13% compra in promo solo le marche gradite (-2 punti rispetto al 2011). Ad oggi il 50% delle aziende del largo consumo ha ridotto gli investimenti in comunicazione e aumentato le promozioni, e solo l’8% ha investito di più in comunicazione e ridotto le promozioni.

  • Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria: 873 casi nel 2012

    DailyMedia 19 aprile 2013

    L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, l’organismo di controllo della comunicazione commerciale, cui aderiscono imprese utenti di pubblicità, agenzie di pubblicità e mezzi, ha chiuso l’esercizio 2012, 47esimo anno di attività, superando quota 22.000 interventi conclusi dalla sua costituzione nel 1966. L’apertura dell’Anno IAP 2013, svoltasi ieri a Milano, ha avuto inizio con un dibattito dal titolo “Dialogo tra le Istituzioni”, ovvero uno scambio di autorevoli opinioni su alcuni dei temi più rilevanti del mondo della comunicazione commerciale tra il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, prof. Giovanni Pitruzzella, e il presidente dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, prof. Giorgio Floridia. Coordinatore, il consulente aziendale dott. Federico Unnia. Giovanni Pitruzzella ha affermato che, posta la necessità di un intervento di natura pubblica nel controllo della comunicazione commerciale, bisogna perseverare nella collaborazione tra Agcom e IAP, seppure nella differenziazione dei ruoli e delle competenze, in modo tale che i pareri dello IAP siano presi in considerazione approfondita nel processo decisionale dell’Antitrust; così come un altro profilo di collaborazione è quello della diffusione della cultura della trasparenza e della correttezza nel rapporto tra imprese e consumatori, mirando a sviluppare un’azione comune formativa tra IAP e Agcom, verso i consumatori e verso gli operatori. Giorgio Floridia ha concordato su questa linea di collaborazione tra le due Istituzioni posto che entrambe hanno l’obiettivo di favorire il funzionamento del mercato, evitando quelle distorsioni, quale può essere l’ingannevolezza di un messaggio pubblicitario. Ha aggiunto che alcune norme dell’Autodisciplina hanno una loro specificità in quanto volte a tutelare non solo il consumatore, ma anche il cittadino dalla pubblicità offensiva, influendo così sulla qualità della comunicazione, elevandola. Passando all’analisi dei dati sull’attività, nel 2012 il Comitato di Controllo ha trattato 873 casi, di cui 651 risolti in via breve (al termine di uno scambio di corrispondenza tra Comitato e azienda, prevenendo così il sorgere stesso del contenzioso); ha emesso 91 ingiunzioni di desistenza ed inoltrato 20 istanze al Giurì. Da segnalare inoltre i 111 pareri rilasciati dal Comitato di Controllo prima della diffusione del messaggio (furono 902 nel 2011), dato che conferma il significativo lavoro preventivo svolto dal Comitato, il cui effetto è una ragionevole certezza della correttezza del messaggio, anche di fronte ad altri organismi di controllo. Per quanto riguarda il Giurì, nel 2012 ha emesso 51 pronunce, di cui 20 su istanza del Comitato di Controllo e 31 su istanza di parte. Il 2012 ha registrato inoltre la conferma di alcuni dati che rendono l’esperienza autodisciplinare italiana unica nel suo genere anche se confrontata con le autodiscipline pubblicitarie europee. Il 74% dei casi trattati dal Giurì è stato risolto tra gli 8 e i 12 giorni liberi lavorativi, il 17,4% tra 13 e 16 giorni e solo l’8,6% dei casi ha richiesto oltre 16 giorni. Si tratta di parametri di efficienza del sistema: l’effettività, cioè il fatto che i provvedimenti assunti vengano rispettati dalle parti sanzionate, e la celerità degli interventi. Punti di forza essenziali per ogni sistema di giustizia, ma che nel caso di un’Autodisciplina che si basa sul consenso diventano addirittura vitali.

  • Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria: 873 casi nel 2012

    DailyMedia 19 aprile 2013

    L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, l’organismo di controllo della comunicazione commerciale, cui aderiscono imprese utenti di pubblicità, agenzie di pubblicità e mezzi, ha chiuso l’esercizio 2012, 47esimo anno di attività, superando quota 22.000 interventi conclusi dalla sua costituzione nel 1966. L’apertura dell’Anno IAP 2013, svoltasi ieri a Milano, ha avuto inizio con un dibattito dal titolo “Dialogo tra le Istituzioni”, ovvero uno scambio di autorevoli opinioni su alcuni dei temi più rilevanti del mondo della comunicazione commerciale tra il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, prof. Giovanni Pitruzzella, e il presidente dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, prof. Giorgio Floridia. Coordinatore, il consulente aziendale dott. Federico Unnia. Giovanni Pitruzzella ha affermato che, posta la necessità di un intervento di natura pubblica nel controllo della comunicazione commerciale, bisogna perseverare nella collaborazione tra Agcom e IAP, seppure nella differenziazione dei ruoli e delle competenze, in modo tale che i pareri dello IAP siano presi in considerazione approfondita nel processo decisionale dell’Antitrust; così come un altro profilo di collaborazione è quello della diffusione della cultura della trasparenza e della correttezza nel rapporto tra imprese e consumatori, mirando a sviluppare un’azione comune formativa tra IAP e Agcom, verso i consumatori e verso gli operatori. Giorgio Floridia ha concordato su questa linea di collaborazione tra le due Istituzioni posto che entrambe hanno l’obiettivo di favorire il funzionamento del mercato, evitando quelle distorsioni, quale può essere l’ingannevolezza di un messaggio pubblicitario. Ha aggiunto che alcune norme dell’Autodisciplina hanno una loro specificità in quanto volte a tutelare non solo il consumatore, ma anche il cittadino dalla pubblicità offensiva, influendo così sulla qualità della comunicazione, elevandola. Passando all’analisi dei dati sull’attività, nel 2012 il Comitato di Controllo ha trattato 873 casi, di cui 651 risolti in via breve (al termine di uno scambio di corrispondenza tra Comitato e azienda, prevenendo così il sorgere stesso del contenzioso); ha emesso 91 ingiunzioni di desistenza ed inoltrato 20 istanze al Giurì. Da segnalare inoltre i 111 pareri rilasciati dal Comitato di Controllo prima della diffusione del messaggio (furono 902 nel 2011), dato che conferma il significativo lavoro preventivo svolto dal Comitato, il cui effetto è una ragionevole certezza della correttezza del messaggio, anche di fronte ad altri organismi di controllo. Per quanto riguarda il Giurì, nel 2012 ha emesso 51 pronunce, di cui 20 su istanza del Comitato di Controllo e 31 su istanza di parte. Il 2012 ha registrato inoltre la conferma di alcuni dati che rendono l’esperienza autodisciplinare italiana unica nel suo genere anche se confrontata con le autodiscipline pubblicitarie europee. Il 74% dei casi trattati dal Giurì è stato risolto tra gli 8 e i 12 giorni liberi lavorativi, il 17,4% tra 13 e 16 giorni e solo l’8,6% dei casi ha richiesto oltre 16 giorni. Si tratta di parametri di efficienza del sistema: l’effettività, cioè il fatto che i provvedimenti assunti vengano rispettati dalle parti sanzionate, e la celerità degli interventi. Punti di forza essenziali per ogni sistema di giustizia, ma che nel caso di un’Autodisciplina che si basa sul consenso diventano addirittura vitali.

  • Si chiude oggi il Salone dello Studente organizzato da Class Editori

    DailyMedia 19 aprile 2013

    Ha preso il via ieri, e si concluderà oggi, l’edizione fiorentina del Salone dello Studente che rappresenta dal 1990, anno della fondazione, la più significativa manifestazione di settore in Italia dedicata all’orientamento pre e post universitario. Sono circa 15mila gli studenti attesi alla due giorni fiorentina, che miscela la presenza di alcune delle più prestigiose Università private e statali. Al Salone è possibile incontrare psicologi dell’orientamento, Stato Maggiore della Difesa, esperti nella preparazione dei test di ammissione alle facoltà… La manifestazione ha carattere nazionale e, attraverso l’organizzazione di più eventi, copre l’intero territorio italiano: dopo la tappa di Milano (che si è tenuta il 19- 20 Marzo) e quella che si tiene alla Stazione Leopolda, il Salone aprirà i battenti a Bari (dal 16 al 18 ottobre), Roma (dal 13 al 15 novembre) e Pescara (4 e 5 dicembre). Oltre 350 gli espositori coinvolti in 20.000 mq di allestimento complessivo. All’edizione fiorentina del Salone partecipano il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e lo Stato Maggiore della Difesa. L’evento è organizzato in collaborazione con la Commissione Europea e ItaliaLavoro. Partner l’Associazione Italiana Psicologi. Media partner è Radio 105.

  • Si chiude oggi il Salone dello Studente organizzato da Class Editori

    DailyMedia 19 aprile 2013

    Ha preso il via ieri, e si concluderà oggi, l’edizione fiorentina del Salone dello Studente che rappresenta dal 1990, anno della fondazione, la più significativa manifestazione di settore in Italia dedicata all’orientamento pre e post universitario. Sono circa 15mila gli studenti attesi alla due giorni fiorentina, che miscela la presenza di alcune delle più prestigiose Università private e statali. Al Salone è possibile incontrare psicologi dell’orientamento, Stato Maggiore della Difesa, esperti nella preparazione dei test di ammissione alle facoltà… La manifestazione ha carattere nazionale e, attraverso l’organizzazione di più eventi, copre l’intero territorio italiano: dopo la tappa di Milano (che si è tenuta il 19- 20 Marzo) e quella che si tiene alla Stazione Leopolda, il Salone aprirà i battenti a Bari (dal 16 al 18 ottobre), Roma (dal 13 al 15 novembre) e Pescara (4 e 5 dicembre). Oltre 350 gli espositori coinvolti in 20.000 mq di allestimento complessivo. All’edizione fiorentina del Salone partecipano il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e lo Stato Maggiore della Difesa. L’evento è organizzato in collaborazione con la Commissione Europea e ItaliaLavoro. Partner l’Associazione Italiana Psicologi. Media partner è Radio 105.

  • Assocom: Wpp lascia libertà di scelta alle sue agenzie

    DailyMedia 19 aprile 2013

    Dopo l’uscita di Leo Burnett e  DDB (che pare abbia formalizzato le proprie dimissioni ieri), i due presidenti ad interim di Assocom, Enrico Gasperini e Peter Grosser, unitamente ai componenti della commissione governance, hanno convocato la stampa per martedì prossimo per fare il punto sulla difficile situazione. Lo spettro, chiaramente, è che i lavori di riforma dello statuto e di definizione delle priorità da affrontare vengano segnati da altre defezioni pesanti prima ancora di arrivare alle nuove elezioni di fine anno, cui Assocom potrebbe però arrivare in una situazione di forte debolezza se a settembre comunque arrivassero le dimissioni delle agenzie che in ogni caso manifesteranno la loro intenzione di non farne più parte nel 2014. Wpp si è orientata nella direzione di lasciare libertà di scelta alle proprie strutture, anche se una decisione collegiale verrà presa prossimamente. La scelta del gruppo di cui è country manager per l’Italia l’ex presidente di Assocom Massimo Costa sarà il passaggio cruciale per le sorti dell’associazione. L’idea di un club delle grandi internazionali esteso ad Armando Testa è stata lanciata da Marco Fanfani, a.d. e group country manager di TBWA\Italia, che specifica che si tratta di un’ipotesi che potrebbe essere rilanciata proprio se Assocom non raggiungesse gli obiettivi per i quali avrebbe un senso a suo giudizio continuare a farne parte. Posizione in sostanza condivisa anche da Daniele Tranchini, ceo di Publicis e di Republic e membro del Consiglio Direttivo in quanto presidente di AssAP Servizi, che aveva già espresso di fatto da tempo le sue perplessità sull’associazione decidendo di far uscire Publicis e di farci restare Republic, in modo da monitorare ma dare anche un contributo fattivo alle attività di Assocom. In definitiva, anche Tranchini pensa che sarebbe meglio non cadere nel vizio italiano delle divisioni, anche se, poi, quella di un altro eventuale organismo potrebbe restare per forza di cose l’unica via percorribile.

  • Nielsen: il mercato pubblicitario perde il 16,5% dei budget

    DailyMedia 19 aprile 2013

    Peggiora a febbraio la tendenza del mercato pubblicitario, che nel solo mese registra un calo del 17,7% rispetto al febbraio 2012 e allo scorso gennaio, che si era chiuso a -15,3%. Il primo bimestre dell’anno quindi si attesta su una riduzione complessiva degli investimenti del 16,5% in confronto allo stesso periodo 2012. Crolla del 21% la spesa dei primi dieci utenti pubblicitari, contro un -10,8% dello scorso mese. Nel primo bimestre quasi tutti i mezzi registrano trend negativi. Anche internet, pur chiudendo con un saldo positivo, si ferma al 5% perché a febbraio l’incremento è stato solo dell’1,5%, contro il 9% del mese precedente. Male i quotidiani a -26,1%, i periodici si attestano a -21,6%, migliorando il -25,1% di gennaio. La tv è stabile a -16,1% sia nel mese, sia nel bimestre, mentre è il mezzo radio a subire un vero e proprio tracollo: dal -2,2% di gennaio al -27,7% di febbraio, il bimestre si chiude a -17,3%. Va bene l’outdoor, statico e dinamico, a +4,4%, che risente ancora dei benefici da campagna elettorale, mentre va male il direct, -19% . I principali settori merceologici disinvestono da tv, radio e soprattutto stampa, per spostare budget su internet. L’alimentare per esempio scende complessivamente del 15,3%, riducendo la presenza sulla radio del 50% e aumentandola sul web, che però nel mix di settore pesa ancora solo per il 2,4%, mentre la tv è ancora al 90%. Crollo delle auto dal -13,3% di gennaio al -25,7% di febbraio: cala la presenza sulla stampa soprattutto che perde il 53,7% delle campagne del settore. In compenso, si vedono più investimenti al cinema. Le tlc, in calo complessivo del 17,1%, fuggono dalla stampa (-79,4% i quotidiani, -61% i periodici) mentre cresce la presenza su radio (+11%) e in esterna (+47%). La lista dei dieci top spender resta pressoché invariata. Ci sono solo due novità, nell’area auto e nell’alimentare.

  • L’Espresso: ricavi in calo del 16,3%. Utile di 2 milioni

    DailyMedia 19 aprile 2013

    Il Gruppo L’Espresso chiude il primo trimestre con un utile netto pari a 2 milioni di euro. L’indebitamento scende a 83,5 milioni da 108,1 milioni, mentre i ricavi consolidati calano dell’11,8% a 182,1 milioni. Il risultato netto del Gruppo nei primi tre mesi dello scorso anno era stato pari a 10,1 milioni. Nel primo trimestre i ricavi netti consolidati del Gruppo ammontano a 182,1 milioni, in calo dell’11,8% rispetto al primo trimestre 2012. In particolare, i ricavi diffusionali sono pari a 62,4 milioni (-6,9%), i ricavi pubblicitari a 101,2 milioni (-16,3%), quelli dei prodotti opzionali ammontano a 10,5 milioni (-14,3%) e quelli diversi sono pari a 8 milioni (+25%). Per quanto riguarda i ricavi pubblicitari, la stampa registra il decremento più significativo (-24,2%), le radio del 18,2%, mentre è positiva la raccolta su internet (+7%). Il margine operativo lordo consolidato è pari a 16,7 milioni, rispetto ai 29,6 milioni del primo trimestre 2012. La posizione finanziaria netta consolidata migliora dai -108,1 milioni di fine 2012 ai -83 milioni del 31 marzo 2013. Il CdA del Gruppo ha deliberato l’adeguamento dello Statuto sociale alla disciplina sulla parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle quotate. Nel corso dell’assemblea il presidente Carlo De Benedetti ha annunciato che entro l’anno alcuni contenuti aggiuntivi al sito di Repubblica saranno offerti a pagamento, mentre il sito generale resterà gratuito.

  • Caltagirone Editore: la raccolta in calo del 20/25% nel primo trimestre

    DailyMedia 18 aprile 2013

    Caltagirone Editore chiude il 2012 con “un bilancio molto negativo, una perdita molto consistente”, ha detto ieri il presidente Francesco Gaetano Caltagirone all’assemblea degli azionisti. Con la crisi economica che nel Paese non allenta la morsa, per il gruppo “il flusso della pubblicità non solo continua a restare negativo ma si aggrava di giorno in giorno”, con il primo trimestre 2013 che secondo primi dati provvisori si preannuncia in calo, “intorno al 20/25% rispetto all’anno scorso. Febbraio è stato il mese peggiore. A marzo la situazione è stata meno terribile, come ad aprile per fortuna. Sull’immobiliare a Napoli non ci sono più le inserzioni. Anche la pubblicità istituzionale è calata molto. Per contenere i costi – ha proseguito il presidente – abbiamo ristrutturato il personale e stiamo continuando a tagliare i costi dove è possibile”, ma “tutto quello che abbiamo recuperato” con la ristrutturazione del personale, i tagli e la modifica del perimetro di gruppo che a regime favorirà “un risparmio di 12 milioni di euro”, “si azzera se la pubblicità va così male”. Resta quindi alto anche l’impatto sui conti: i risultati 2012 “non sono numeri provvisori”, avverte Caltagirone, e anche per il primo trimestre di quest’anno si preannuncia un “andamento fortemente negativo”. Un segnale positivo per il gruppo arriva dalla reazione all’aumento dei prezzi dei quotidiani, a febbraio: “Normalmente un aumento del prezzo determina una caduta forte delle vendite”, ma in questo caso è stata “molto meno di quanto ci si aspettava”. Così, il passaggio “avrà sul bilancio un effetto positivo”. “Il sistema dovrà capire – ha avvertito Caltagirone – che i giornali come sono adesso hanno un costo insostenibile se non è retto dalla pubblicità”, e con la crisi “sono prodotti più ricchi di quanto viene pagato con il flusso dei ricavi pubblicitari. Noi abbiamo però grandi riserve liquide e possiamo dunque resistere”

  • ANES elegge il nuovo consiglio e apre ai pure digital

    DailyMedia18 aprile 2013

    Armando Garosci (Editoriale Largo Consumo), Marco Levi (Reed Business Information), Giuseppe Reali (Edizioni L’Informatore Agrario), Claudio Rossi (Faenza Scientifics), Paolo Sciacca (Sanitanova) sono i componenti del nuovo consiglio direttivo di ANES, Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata, eletto martedì dalla giunta associativa per il biennio 2013-2014. I nuovi consiglieri affiancheranno il neo-presidente Antonio Greco (Fiera Milano Media) e i vice presidenti Ivo Alfonso Nardella (Tecniche Nuove) e Roberto Pissimiglia (Edizioni ESAV), scelti dall’assemblea generale lo scorso 22 marzo. La giunta ha anche deliberato la creazione di una nuova sezione dell’associazione dedicata agli editori online. Si tratta di ANES Digital A cui potranno iscriversi, oltre ai soci ANES, gli editori digitali specializzati. Saranno inoltre costituiti gruppi d’acquisto e network per la valorizzazione dell’inventory dei soci. ANES Digital offrirà inoltre ai propri soci l’esclusivo servizio di certificazione CSST Web Auditing. Nata a Milano nel 1995, ANES è un’associazione nazionale di categoria, aderente al sistema Confindustriale, che rappresenta in Italia l’editoria tecnica, professionale e specializzata, su supporto sia cartaceo sia multimediale. Ad ANES aderiscono 236 aziende con 849 testate suddivise in 32 comparti merceologici, che raggiungono, con 200.000.000 di copie annue, più di 8 milioni di lettori.