Categoria: News

  • Ads Diffusioni digitali: a marzo Il Sole 24 Ore guida la classifica quotidiani; Io Donna primo fra i settimanali

    DailyNet del 09/05/2014

    Ads ha pubblicato i dati relativi alle diffusioni digitali dei quotidiani e dei periodici italiani relative al mese di marzo 2014 per quanto riguarda le testate quotidiane e i settimanali, e al mese di febbraio 2013 per quanto attiene ai periodici a cadenza mensile; il tutto confrontato con il mese precedente e anche con lo stesso mese dello scorso anno. Ecco, di seguito, il ranking relativo ai primi titoli in relazione alle diffusioni di carattere digitale. Le vendite digitali dei primi dieci quotidiani italiani: 1. Il Sole 24 Ore 170.334; 2. Corriere della Sera 94.856; 3. La Repubblica 60.249; 4. Italia Oggi 18.382; 5. La Gazzetta dello Sport – Lunedì 18.300; 6. La Gazzetta dello Sport 17.512; 7. La Stampa 13.290; 7. Il Fatto Quotidiano 12.588; 8. L’Unione Sarda 7.977; 10. Il Messaggero 6.408. La top ten digitale dei settimanali: 1. Io Donna 95.228; 2. D La Repubblica delle Donne 60.209; 3. Il Venerdì di Repubblica 57.797; 4. Vanity Fair 45.604; 5. Sorrisi e Canzoni Tv 31.769; 6. Milano Finanza 22.860; 7. Gioia 18.062; 8. Sport Week 17.780; 9. Gente 17.671; 10. Viversani e Belli 10.418. I primi mensili per diffusioni digitali: 1. Focus 104.569; 2. Quattroruote 53.203; 3. Focus Junior 47.462; 4. Starbene 45.332; 5. Elle 41.944; Hearst Home 39.366; Marie Claire 31.581; Cucina Moderna 25.173; 9. Sale & Pepe 25.173; 10. Insieme 20.964. La performance de Il Sole 24 Ore Il Sole 24 Ore conferma la leadership di primo quotidiano digitale italiano con 170,334 copie medie diffuse (+3.2% rispetto a febbraio 2014; +182% rispetto a marzo 2013, staccando di gran lunga il Corriere e la Repubblica, che vanno a completare il podio di questa graduatoria. Un successo che dura da più di un anno: Il Sole 24 Ore si è infatti posizionato al primo posto della classifica delle copie digitali fin dalla prima rilevazione effettuata da AD S a gennaio 2013 e ha mantenuto e accresciuto la distanza rispetto agli altri quotidiani. Grazie proprio al successo sul fronte digitale, Il Sole 24 Ore si conferma – anche a marzo 2013 con 362,377 copie medie – terzo quotidiano nazionale per livello diffusionale cartaceo+digitale, subito dopo R epubblica a quota 367,339 copie e Corriere della Sera primo con 455,254 copie. In particolare, nella diffusione totale carta+digitale I l Sole 24 Ore, in controtendenza rispetto agli altri principali quotidiani, mostra segno positivo sia nel confronto mese su mese (pari a +0,6% rispetto a febbraio 2014) sia nel confronto su base annua, dove registra un incremento del 25,2% rispetto a marzo 2013. Una performance non casuale ma figlia di una strategia ben precisa come spiega a DailyNet Anna Matteo, Direttore marketing e Product Development del Sole 24 Ore: «La chiave del nostro successo – racconta la manager – è dare al cliente/lettore la possibilità di scegliere e fruire i nostri contenuti dove vuole e quando vuole. La nostra offerta è davvero molto ampia e diversificata e sul digitale è stata organizzata in modo da raggiungere con prodotti mirati i lettori a cui da sempre ci rivolgiamo (imprenditori, manager, avvocati, commercialisti, operatori finanziari, consulenti del lavoro, ecc) con l’eccellenza dei nostri contenuti e la forza del nostro brand. Per arrivarci abbiamo studiato ogni singolo prodotto e come integrarlo in un’offerta sinergica su tutte le piattaforme, a partire dalla carta fino a tutti i device digitali. Un lavoro che ha visto importanti investimenti in tecnologia e un’evoluzione dell’organizzazione attraverso un’unica direzione editoriale, che coordina l’insieme dei prodotti giornalistici del Gruppo, un unico marketing e un’unica direzione di vendita».

     

  • Ads Diffusioni digitali: a marzo Il Sole 24 Ore guida la classifica quotidiani; Io Donna primo fra i settimanali

    DailyNet del 09/05/2014

    Ads ha pubblicato i dati relativi alle diffusioni digitali dei quotidiani e dei periodici italiani relative al mese di marzo 2014 per quanto riguarda le testate quotidiane e i settimanali, e al mese di febbraio 2013 per quanto attiene ai periodici a cadenza mensile; il tutto confrontato con il mese precedente e anche con lo stesso mese dello scorso anno. Ecco, di seguito, il ranking relativo ai primi titoli in relazione alle diffusioni di carattere digitale. Le vendite digitali dei primi dieci quotidiani italiani: 1. Il Sole 24 Ore 170.334; 2. Corriere della Sera 94.856; 3. La Repubblica 60.249; 4. Italia Oggi 18.382; 5. La Gazzetta dello Sport – Lunedì 18.300; 6. La Gazzetta dello Sport 17.512; 7. La Stampa 13.290; 7. Il Fatto Quotidiano 12.588; 8. L’Unione Sarda 7.977; 10. Il Messaggero 6.408. La top ten digitale dei settimanali: 1. Io Donna 95.228; 2. D La Repubblica delle Donne 60.209; 3. Il Venerdì di Repubblica 57.797; 4. Vanity Fair 45.604; 5. Sorrisi e Canzoni Tv 31.769; 6. Milano Finanza 22.860; 7. Gioia 18.062; 8. Sport Week 17.780; 9. Gente 17.671; 10. Viversani e Belli 10.418. I primi mensili per diffusioni digitali: 1. Focus 104.569; 2. Quattroruote 53.203; 3. Focus Junior 47.462; 4. Starbene 45.332; 5. Elle 41.944; Hearst Home 39.366; Marie Claire 31.581; Cucina Moderna 25.173; 9. Sale & Pepe 25.173; 10. Insieme 20.964. La performance de Il Sole 24 Ore Il Sole 24 Ore conferma la leadership di primo quotidiano digitale italiano con 170,334 copie medie diffuse (+3.2% rispetto a febbraio 2014; +182% rispetto a marzo 2013, staccando di gran lunga il Corriere e la Repubblica, che vanno a completare il podio di questa graduatoria. Un successo che dura da più di un anno: Il Sole 24 Ore si è infatti posizionato al primo posto della classifica delle copie digitali fin dalla prima rilevazione effettuata da AD S a gennaio 2013 e ha mantenuto e accresciuto la distanza rispetto agli altri quotidiani. Grazie proprio al successo sul fronte digitale, Il Sole 24 Ore si conferma – anche a marzo 2013 con 362,377 copie medie – terzo quotidiano nazionale per livello diffusionale cartaceo+digitale, subito dopo R epubblica a quota 367,339 copie e Corriere della Sera primo con 455,254 copie. In particolare, nella diffusione totale carta+digitale I l Sole 24 Ore, in controtendenza rispetto agli altri principali quotidiani, mostra segno positivo sia nel confronto mese su mese (pari a +0,6% rispetto a febbraio 2014) sia nel confronto su base annua, dove registra un incremento del 25,2% rispetto a marzo 2013. Una performance non casuale ma figlia di una strategia ben precisa come spiega a DailyNet Anna Matteo, Direttore marketing e Product Development del Sole 24 Ore: «La chiave del nostro successo – racconta la manager – è dare al cliente/lettore la possibilità di scegliere e fruire i nostri contenuti dove vuole e quando vuole. La nostra offerta è davvero molto ampia e diversificata e sul digitale è stata organizzata in modo da raggiungere con prodotti mirati i lettori a cui da sempre ci rivolgiamo (imprenditori, manager, avvocati, commercialisti, operatori finanziari, consulenti del lavoro, ecc) con l’eccellenza dei nostri contenuti e la forza del nostro brand. Per arrivarci abbiamo studiato ogni singolo prodotto e come integrarlo in un’offerta sinergica su tutte le piattaforme, a partire dalla carta fino a tutti i device digitali. Un lavoro che ha visto importanti investimenti in tecnologia e un’evoluzione dell’organizzazione attraverso un’unica direzione editoriale, che coordina l’insieme dei prodotti giornalistici del Gruppo, un unico marketing e un’unica direzione di vendita».

     

  • Bilanci – Caltagirone Editore: nel primo trimestre la raccolta è a -9,9%, ma il trend è in miglioramento

    DailyMedia del 09/05/2014

    I risultati del primo trimestre del gruppo Caltagirone Editore “evidenziano un rallentamento del trend negativo effetto della crisi che, ormai da 6 anni, affligge il settore ed in particolare il mercato pubblicitario”. E, indica la società, “confermano peraltro l’efficacia delle politiche di controllo e riduzione dei costi messe in atto nel corso degli esercizi precedenti e delle ristrutturazioni aziendali realizzate, nonché il trend di crescita costante delle attività su internet, sia in termini di audience che in termini di contributo al fatturato complessivo”. I ricavi si attestano a 40,1 milioni, in calo del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2013, “per effetto della contrazione dei ricavi diffusionali (-4,2%) e dei ricavi pubblicitari (-9,9%)”. Il risultato ante imposte del gruppo è negativo per 4,7 milioni (era stato negativo per 4,9 milioni euro nei primi tre mesi del 2013). I ricavi da vendita dei quotidiani continuano a risentire della crisi del mercato dei quotidiani, che, nel mese di marzo, ha registrato una flessione delle vendite di copie cartacee e digitali dell’8% rispetto allo stesso mese del 2013. E’ invece positivo, seppur ancora trascurabile, l’andamento delle vendite di abbonamenti e copie multimediali che ha registrato un +79,1% nel mese di marzo rispetto al corrispondente periodo del 2013. Sempre nel mese di febbraio i siti internet del Gruppo hanno raggiunto i 600 mila utenti unici giornalieri con ottime performance individuali, sempre in termini di utenti unici giornalieri: Il Messaggero +23,4%, Il Mattino +42,3%, Il Gazzettino +8,4% e Corriere Adriatico +100,8%. In forza di tali risultati il Gruppo è oggi il terzo operatore di informazione digitale italiano. L’andamento dei ricavi pubblicitari del Gruppo, che nel trimestre ha registrato un -9,9%, riflette, seppur con un risultato migliore della media del settore, la generale flessione del mercato della pubblicità sui quotidiani in Italia che nei primi tre mesi dell’anno ha registrato un -14,9%. In controtendenza la raccolta pubblicitaria sui siti internet del Gruppo che registra un incremento del 104,3% rispetto al corrispondente periodo del 2013 con volumi in crescita che hanno raggiunto ormai circa il 10% del fatturato pubblicitario complessivo del Gruppo. Da segnalare anche la buona performance nel trimestre della raccolta del quotidiano gratuito Leggo che, grazie al contributo della raccolta su internet, registra un incremento complessivo del 4,3% rispetto al primo trimestre 2013.

     

  • Stampa – Da lunedì Metro rinnova il lay out grafico e aggiorna il taglio editoriale

    DailyMedia del 09/05/2014

    Retsyling per il quotidiano gratuito Metro. A partire da lunedì prossimo, 12 Maggio, la testata edita da NME, New Media Enterpirse, la società che a capo a Mario Farina, sbarcherà nelle metropolitane e nelle aere di trasporto urbano di Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna e Firenze con un nuovo lay out grafico ed un taglio editoriale aggiornato. Il lay out, disegnato da Al Trivino, è già stato adottato per le alter edizioni estere del network. Ora tocca all’Italia. E a settembre sarà la volta del rilancio del sito web. Lunedì la tiratura sarà la solita, 810 mila copie, mentre sul fronte della comunicazione il lancio verte su due progetti, uno rivolto al B2B, l’altro al mercato consumer. La presentazione del nuovo lay out grafico si sta svolgendo in questi giorni presso le centrali media con l’operazione “Colazione con metro” un’evento “a sorpresa” organizzato da Metro in collaborazione con la concessionaria Manzoni. E’ poi prevista una campagna on air su tv, stampa e radio. Lo spot nasce da un contest su Facebook lanciato da Standouter (un lettore di Metro ha ridisegnato la prima pagina del nuovo lay out di Metro), mentre la creatività per stampa e radio, caratterizzata dal pay off “ Metro sempre un passo avanti”, porta la firma di Elica Produzioni. “Il mondo cambia rapidamente, e Metro si rinnova andando incontro al gusto ed alle necessità dei propri lettori, il mondo digitale ha ridisegnato il modo di comunicare e noi non abbiamo perso l’occasione per rinnovarci. Metro si conferma come media ideale, per le aziende che vogliono arrivare con il loro prodotti ad un target giovane, attivo, metropolitano che è sempre in movimento, come noi”, dichiara Colette Morin, responsabile marketing del quotidiano in Italia. “Le notizie più importanti i lettori le hanno già ricevute dai telefoni, dalla tv e dal web. Ogni giorno siamo sommersi da tonnellate di short news. Un giornale, il nostro pensato per essere letto in 20 minuti può e deve cambiare offerta, puntando su Fatti e Storie in target. Metro vuole essere un menù originale di fatti e storie di attualità, ideale per chi non ha ore di tempo da trascorrere su un quotidiano tradizionale. Un’offerta speriamo sorprendente e interessante di notizie lavorate e ordinate secondo una gerarchia nuova e diversa. Con un Dna preciso fatto di temi e interessi: Giovani, lavoro, scuola, servizi, mobilità, tendenze, ambiente, famiglia, lifestyle, buone notizie, non solo calcio”, dichiara Giampaolo Roidi, direttore responsabile di Metro in Italia.

     

  • Editoria RCS MediaGroup: per l’a.d. Jovane il business cartaceo è importante, ma il futuro punta sul digitale

    DailyMedia del 09/05/2014

    L’edizione cartacea del Corriere della Sera è importante, ma il gruppo deve «guardare al futuro, che è nel digitale». Lo ha detto ieri l’amministratore delegato di RCS Media Group, Pietro Scott Jovane nel corso dell’assemblea degli azionisti, riunitasi a Milano per approvare il bilancio 2013. Il sito del quotidiano nel mese di aprile avrebbe registrato una crescita del 3% sul fronte browser e del 4% nelle pagine viste rispetto allo stesso mese l’anno scorso. Inoltre, Corriere.it avrebbe di recente registrato punte di audience che «ci hanno portato ad essere il primo sito di informazione in Italia». Dopo le proteste che hanno seguito la fase di lancio della nuova versione di Corriere.it «il sito ha recuperato i livelli della fase pre-lancio e li ha superati e in questi abbiamo superato per la prima volta nella nostra storia quello di Repubblica ». «La nostra attenzione al cartaceo è costante, come testimonia anche l’iniziativa “Italia volta pagina” che verrà presentata il 12 maggio – ha detto ancora l’a.d. -. Siamo però di fronte a un trend diffusionale di mercato che ci impone di trovare altre fonti di monetizzazione e guardare con attenzione al mondo del digitale, nonostante siamo consapevoli che la parte più importante dei nostri ricavi è nel cartaceo». Sollecitato sugli andamenti della raccolta pubblicitaria ad aprile, Jovane ha detto: «Mese pieno di ponti rispetto all’anno scorso, non può essere considerato rappresentativo. Guardiamo più a maggio e giugno». I dati sulla trimestrale sarannno resi noti mercoledì prossimo. Per quanto riguarda l’introduzione del modello pay per le news online e del formato tabloid del Corriere della Sera, i tempi non sono stati ancora stabiliti, ma entrambe le cose dovrebbero verificarsi entro l’anno. L’a.d. ha confermato l’obiettivo relativo alle cessioni fissato a 250 milioni di euro entro fino 2014, già realizzato per 154 milioni. Nel piano ci sarebbero «le radio Finelco, la parte delle tivù in Spagna e altri asset». Sollecitato da Andrea Garibaldi, membro del cdr del Corriere della Sera, sulle voci che danno il direttore Ferruccio de Bortoli in uscita l’a.d. ha poi detto: «La nomina e la revoca del direttore del Corriere della Sera sono di esclusiva competenza del CdA e tale tema non è mai stato posto in discussione nell’ambito del consiglio». E ancora, ai giornalisti che gli hanno chiesto se fosse vero che de Bortoli ha già fatto gli scatoloni, ha risposto: «Non mi risulta». «C’è ancora molto da fare, sui conti e sul business, ma esco da questa assemblea confortato. L’economia è in ripresa e questo ci conforta. Siamo in un settore complesso e in trasformazione, che però ha delle opportunità: ci auguriamo di coglierle» ha dichiarato a sua volta il presidente Angelo Provasoli a margine dell’assemblea. La principale evidenza che emerge è la trasformazione dell’azienda in una società «sempre più di mercato, e questo farà bene a tutti gli azionisti », in quanto il riassetto che prevede la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie «farà aumentare ulteriormente il flottante fino a oltre il 30%» mettendo al sicuro la quotazione rispetto al livello del flottante pari al 7% del 2013. L’assemblea ha anche approvato le modifiche alla governance effettive con il prossimo rinnovo del CdA, che prevedono l’assegnazione dei due terzi del consiglio stesso alla lista di maggioranza e un terzo alle minoranze. Gli è stato chiesto se si prospetti una lotta tra azionisti. «Non credo – ha detto -. Dipende anche dalla qualità del consiglio, ma non ci saranno lotte. Sono convinto che le liste porteranno consiglieri di qualità». L’assemblea si è svolta alla presenza, in proprio e per delega, di 60 azionisti con il 66,14% del capitale. Il bilancio 2013 è stato approvato a maggioranza, con il 59,07% del capitale a favore, contrari il 3,69%, astenuti azionisti con il 3,39%. Nella compagine societaria di RCS risulta diminuita la quota di Mediobanca, pari all’8,756% rispetto al 9,93% della precedente dichiarazione in Consob. Scesa anche Intesa Sanpaolo, al 5,12% rispetto al 6,54% al quale figurava in Consob, nonché la quota della famiglia Pesenti, tramite Efiparind, al 3,378% (era al 3,824%). Invariate le quote Fiat al 20,552% e di Diego Della Valle all’8,995%, Gruppo Unipol con il 5,651%, Pirelli con il 5,445%, Invesco al 4,515%, Cairo al 3,669% e gli eredi Rotelli al 3,37%. E’ emerso inoltre un nuovo socio rilevante, il fondo Neptune Investments, con il 2,159% del capitale. L’assemblea ha anche nominato in consiglio Teresa Cremisi e ha confermato nel board Attilio Guarneri, già cooptato in sostituzione dello scomparso Giuseppe Rotelli.

     

  • DN, più trasparenza farebbe bene al mercato

    ADVExpress del 7/5/2014

    Questo ciò che è emerso da un coinvolgente e partecipato confronto, in occasione del primo Benchmark Day italiano promosso da Ebiquity a Milano, su un tema noto alle aziende ma relativamente al quale preferirebbero maggiore trasparenza per la costruzione di un modello condiviso basato su comportamenti etici e virtuosi. Anche l’Italia ha avuto il suo Benchmark Day. Promosso nel nostro Paese dalla società di media auditing Ebiquity, l’evento nasce con l’obiettivo di riunire attorno allo stesso tavolo tutti gli attori del mondo dei media e farli confrontare su un argomento di stretta attualità e rilevanza. Tra i partner dell’evento Absolut, ADVexpress e Centoeventi. Parola d’ordine dell’edizione italiana: Trasparenza. “E’ inspiegabile come nonostante i fee riconosciuti dalle aziende alle agenzie media siano in costante diminuzione, i profitti di queste ultime siano in costante aumento”: l’88% del campione di investitori pubblicitari intervistati lo scorso anno dalla World Federation of Advertisers (cui anche UPA aderisce) si diceva d’accordo con tale affermazione. Ed è da questo punto che è partito Nick Manning, presidente di Ebiquity International, che ha aperto il pomeriggio di lavori facendo il punto sul tema della Trasparenza, oggi più che mai ‘scottante’ a livello mondiale. E secondo il Transparency Index elaborato proprio da Ebiquity per la WFA, quello italiano, pur non essendo uno dei peggiori (sul podio sono Cina, Messico e Brasile) è in ogni caso il mercato considerato meno trasparente fra quelli europei. “In uno scenario sempre più complesso e frammentato – ha spiegato Manning -, in cui si moltiplicano i device, i canali, i tool di ricerca e gli stessi partner di comunicazione, le aziende hanno bisogno di ritrovare il filo logico e il senso di quanto sta accadendo per riuscire a ottimizzare i propri investimenti. E oltre che le aziende, questo scenario mette sotto pressione le stesse agenzie, che devono fornire quotidianamente nuovi e più adeguati servizi”. Il passaggio che ancora va fatto, ha dichiarato Manning, è dunque che i clienti riconoscano il valore e l’impegno crescenti dei centri media, accettando di remunerarli in modo corretto. E dall’altro che i centri media diventino totalmente trasparenti nei loro rapporti con le aziende. E questo nell’interesse dell’intera industry. I Dn al centro del dibattito. All’intervento di Manning è seguita una tavola rotonda moderata dal presidente di ADC Group, Salvatore Sagone, di fronte a una platea composta dal ghota del media nazionale, cui hanno partecipato Paolo Maggi, Head of strategic media planning UniCredit Group, Marco Muraglia, Chariman Starcom Mediavest e Arcangelo Di Nieri, Ceo Ebiquity Italy. Concentrandosi sul mercato italiano, il tema della trasparenza ha immediatamente assunto le vesti dei Diritti di negoziazione (Dn). Date le premesse, non poteva che nascerne un dibattito acceso e fortemente partecipato da parte del pubblico di addetti ai lavori che ha colto la palla al balzo per affrontare l’annosa questione con la giusta vivacità perchè ne uscissero interessanti spunti di riflessione volti alla costruzione di un modello più etico e virtuoso. UniCredit ad esempio sta andando verso la direzione che, a detta dei più, sembrerebbe la più corretta. Spiega Paolo Maggi, : “L’intelligence appartiene al centro media, motivo per cui è giusto riconoscergli una fee adeguata al servizio corrisposto. Questo abbiamo definito in fase contrattuale con Mediacom, che provvederà a restituirci gli ‘sconti’ ricevuti dalle concessionarie. La nostra è una scelta di valore, più rischiosa ma etica e in grado di ridare all’industry del media il suo ruolo consulenziale.” (Guarda su ADVexpressTV la video intervista a Paolo Maggi). Per Marco Muraglia, i DN oggi non sono più un tema scottante come 10 anni fa ma “una realtà economica nota che rappresenta una conversazione a due con tre soggetti in campo. Starà poi agli accordi tra cliente e agenzia media definirne la gestione. Per me in Italia oggi è mediamente un argomento molto trasparente quello dei DN. La confusione è creata forse più dal fatto che non esistono regole condivise” “I DN esistono in molti paesi, con nomi diversi e gestioni che determinano differenti gradi di trasparenza” continua Maggi e precisa ai microfoni di ADVexpress Tv (guarda l’intervista video): “In Italia purtroppo è ancora dominante, lato aziende, il principio dell’economicità ripetto a quello del valore. Questo ha prodotto una riduzione ai minimi storici delle fee riconosciute al centro media” Il vero problema nasce proprio dall’erosione graduale della remunerazione del centro media da parte del cliente, che negli ultimi anni ha raggiunto livelli talmente bassi da non essere sostenibile per la sopravvivenza degli stessi. Ecco che a fronte di un pacchetto di servizi non adeguatamente remunerati, i DN rappresentano una forma di remunerazione aggiuntiva che rende sostenibile il modello di business del centro media che, anche in tempi di crisi, riesce così a produrre profittevoli conti economici. Da leva competitiva a elemento di remunerazione: per quali ragioni? Come sottolinea dalla platea il Direttore Generale Pubblicità di RCS MediaGroup Raimondo Zanaboni: “I DN sono nati come leva competitiva utilizzata da qualche player per emergere e percepiti come premi di volume. Con la diffusione del fenomeno oggi tutti li riconoscono ai centri media, diventando una remunerazione vera e propria. Così non è più chiaro. Quale la logica secondo la quale una concessionaria dovrebbe remunerare un centro media a fronte di nessun corrispettivo?. Sono completamente d’accordo sul fatto che il servizio offerto ai clienti dai centri media necessiti di una giusta ed equa remunerazione. Ma se questo non accade non è certo compito delle concessionarie compensare con i DN per sanare i conti economici dei centri media a scapito di quelli degli editori pesantemente gravati da questi costi.”  “Costi a volte molto diversi tra i vari mezzi e anche all’interno dello stesso mezzo tra concessionarie diverse” sottolinea Flavio Biondi, presidente IGPDecaux, e continua: “Questa diversità rischia di produrre naturali influenze sulle pianificazioni dei centri media.Ecco perchè già anni fa invocavo l’intervento del legislatore per regolamentare i DN a tutela soprattutto  di chi vende, mentre oggi credo che sia il mercato stesso a doversi autoregolamentare. Ma le regole ci devono essere.” Sulle regole concorda Marco Girelli, Ceo di Omnicom Media Group, che sposa la soluzione portata avanti da UniCredit, “remunerarci in maniera corretta rispetto al servizio offerto penso sia la via migliore per trovarci tutti d’accordo sul fatto di darci regole severe e uguali per tutti per generare un modello virtuoso e condiviso dal mercato relativamente ai DN”. D’accordo con Girelli e Muraglia, Roberto Binaghi, Chairman&Ceo di Mindshare, interviene però ricordando che al pari dei DN, molti altri ambiti devono essere ‘aggiustati’. Tra questi anche quello dei data pool degli auditor. “E’ sempre più difficile oggi che i centri media speculino sui DN. Siamo giudicati dagli auditor che verificano che compriamo al meglio per i nostri clienti.” E sul fronte delle aziende interviene Marcella Bergamini, Integrated Communications, Online & Offline Media Solutions and Buying Advisory Mellin – Danone Nutricia, con un ‘mea culpa’ anche da parte dei clienti stessi che, oltre a pretendere la giusta trasparenza dai centri media, dovrebbero imparare maggiormente a riconoscere il valore dei mezzi che comprano. Solo così si potranno portare avanti pianificazioni in coerenza con gli obiettivi fissati. Chiarita dunque la direzione migliore da intraprendere per ottenere maggiore trasparenza e una gestione più etica dei DN, per Maggi è ora il momento per concentrarsi sui Data: “Chiedo alle agenzie di aiutarmi a costruire delle esperienze sui dati generati dalle campagne. Conoscere le audience è la cosa più importante in un mercato frammentato come è quello dei mezzi oggi.”

     

     

  • Monrif: per l’adv online nasce ‘Glocal News’, nuova piattaforma di informazione locale

    ADVExpress del 7/5/2014

    Sono oltre 19 milioni gli utenti mensili della nuova piattaforma pubblicitaria di informazione online nata dall’unione dei brand storici QN, Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno con Lettera43 Local, emergente progetto nazionale di informazione cittadina, grazie all’accordo quadro stipulato con ANSO. Il progetto pubblicitario Glocal News nasce grazie agli accordi fra Monrif Net e News 3.0, che prevedono la concessione in esclusiva a Spe della raccolta pubblicitaria nazionale sui siti affiliati a Lettera43 Local, e PressComm, la concessionaria del network facente capo ad ANSO.

    Sono oltre 19 milioni gli utenti mensili di ‘Glocal News’, la nuova piattaforma pubblicitaria di informazione online nata dall’unione dei brand storici QN, Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno con Lettera43 Local, emergente progetto nazionale di informazione cittadina, grazie all’accordo quadro stipulato con ANSO (Associazione Nazionale Stampa Online).

    Glocal news raggruppa ben 141 siti di news, con una reach estremamente capillare e rilevante in termini assoluti (19.140.000 utenti unici/mese – fonte ShinyStat febbraio 2014). Il progetto coniuga tre livelli informativi: l’informazione nazionale di QN, l’informazione territoriale de Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e quella cittadina di Lettera 43 Local. Le tre componenti informative operano sinergicamente, sia per massimizzare l’efficacia di una campagna nazionale ad elevata copertura sia per il raggiungimento di obiettivi comunicativi focalizzati in aree territoriali ben definite.

    La formula editoriale di Glocal News si basa su un’informazione tempestiva e coinvolgente, che mette in risalto il forte legame territoriale esistente tra i siti cittadini e gli utenti e che vanta inoltre una rilevante ricchezza di contenuti, con oltre 3.000 notizie prodotte giornalmente sull’intera piattaforma.

    Glocal News vanta un’audience fortemente focalizzata nelle fasce di maggiore rilevanza per il planning (70,6% di utenti nella fascia 25-54 anni) e caratterizzata da un profilo altamente qualitativo (82,5% di utenti Laureati o con Diploma Superiore), come rilevano i dati Audiweb (febbraio 2014).

    Fabrizio Tomei, Direttore Business Unit Digital di SPE, precisa: “Gli inserzionisti potranno così raggiungere un pubblico numeroso e stratificato, distribuito su tutto il territorio nazionale, eterogeneo per dieta mediatica e interessi – dalla cronaca estera all’informazione cittadina – ma in linea, per variabili socio-demografiche, con i siti di news italiani”.

    Al pubblico di QN si aggiunge quindi un’audience nuova, fortemente radicata nel territorio cittadino, esposta con poca frequenza a campagne di respiro nazionale e per questo più ricettiva.

    La natura qualificata del target e la stretta relazione esistente fra le singole testate di news e la rispettiva audience, si traduce in un potenziale comunicativo di grande rilievo per le diverse tipologie di messaggio pubblicitario, sia utilizzando formati più tradizionali sia sviluppando iniziative speciali multimediali e/o costruendo attività in grado di raggiungere obiettivi di comunicazione tattici (ad esempio, coperture qualificate di aree particolari, aperture di nuovi punti di vendita).

    Il progetto pubblicitario Glocal News nasce grazie agli accordi fra Monrif Net e News 3.0, che prevedono la concessione in esclusiva a Spe (concessionaria del Gruppo Monrif) della raccolta pubblicitaria nazionale sui siti affiliati a Lettera43 Local, e PressComm, la concessionaria del network facente capo ad ANSO.

    “Il futuro dell’online è il locale – spiega Nicola Amelio, vicepresidente ANSO – in quanto l’informazione e, di conseguenza l’impatto pubblicitario dei grandi inserzionisti, saranno sempre più geo-localizzati”.

     

     

  • FCP: a gennaio-marzo 2014 la pubblicità sulla stampa cala del 14,4%

    ADVExpress del 8/5/2014

    I quotidiani nel loro complesso registrano -14,9% a fatturato e -9,2% a spazio. I periodici segnano un calo a fatturato del -13,3% e a spazio -10,0%. I Settimanali registrano -13,5% a fatturato e -12,8% a a spazio . IMensili hanno percentuali negative a fatturato del -14,2% e spazio -14,6%.

    L’Osservatorio Stampa FCP ha reso noto i dati relativi al periodo gennaio-marzo 2014 raffrontati allo stesso periodo del 2013.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -14,4%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano -14,9% a fatturato e -9,2% a spazio.

    Le singole tipologie segnano rispettivamente:

    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -20,4% a fatturato e -7,5% a spazio.

    La pubblicità Commerciale locale -14,8% a fatturato e -9,9% a spazio.

    La tipologia Di Servizio ha segnato -3,6% a fatturato e +1,7% a spazio.

    La tipologia Rubricata ha segnato -11,9% a fatturato e -14,8% a spazio.

    I periodici segnano un calo a fatturato del -13,3% e a spazio -10,0%.

    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -13,5% e a spazio -12,8%.

    I Mensili hanno percentuali negative a fatturato del -14,2% e spazio -14,6%.

    Le Altre Periodicità registrano -4,2% a fatturato e +38,1% a spazio.

     

     

  • Radio RTL 102.5: 2013 chiuso in pareggio, trend positivo del fatturato nei primi mesi del 2014

    DailyMedia del 7/05/2014

    Vanno bene le cose n casa RTL 102.5, in un mercato pubblicitario con un segno positivo nel primo bimestre (+7,5%) anche la radio di Lorenzo e Virgilio Suraci è in crescita. A fronte di un 2013 chiuso in pareggio, le proiezioni per la concessionaria Open Space sono ottimiste, ma con prudenza: «Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno il nostro fatturato è positivo, ma al momento non si possono fare proiezioni per la fine dell’anno – commenta Virgilio Suraci, amministratore unico i Open Space -. Grazie ai tanti eventi che seguiremo, come gli Internazionali BNL ’Italia di tennis o i Mondiali di calcio, speriamo di chiudere con un risultato positivo ma preferiamo non fare previsioni certe». Come nel 2010, RTL 102.5 ha acquistato dalla FIFA i diritti in esclusiva per i Mondiali e anche in questa occasione la Gialappa’s è protagonista delle radiocronache in diretta delle partite. «La nostra redazione sarà in prima linea nel seguire tutta la manifestazione – spiega Lorenzo Suraci, presidente di RTL 102.5 – innanzitutto con il nostro inviato in Brasile Paolo Pacchioni, e poi con finestre di aggiornamento e speciali durante tutta la giornata nei notiziari e nei programmi. Anche in questo caso RTL 102.5 dà ai propri ascoltatori la possibilità di seguire da vicino un evento così importante, anche per tutti i tifosi italiani all’estero che potranno seguirci attraverso il web». In vista dell’evento, RTL 102.5 ha avviato una nuova pianificazione per tutto il mese di maggio che riprende la creatività per RTL 102.5 della DLV BBDO, approfondita con un focus sui Mondiali e pianificata dal mese di maggio. Durante la stagione estiva proseguono le partnership con i grandi eventi musicali, e le dirette dei concerti di artisti come Biagio Antonacci, Emma Marrone e Alessandra Amoroso. RTL 102.5 seguirà anche il tour di Ligabue, con una formula particolare: in occasione di ogni data, la radio realizzerà un programma di un’ora, in diretta dalle 7 alle 8, in cui proporrà una selezione musicale firmata dal musicista di Correggio. Per il presidente Suraci i dati di mercato sono un «buon segnale, siamo in ripresa e moderatamente sereni per il futuro. Il mercato della pubblicità radiofonica è positivo perché commercialmente più appetibile, e perché la radio è un mezzo molto dinamico e forte. Per il futuro auguriamoci di tenere questo trend». Rtl 102.5 è regolarmente in cima alla classifica degli ascolti dei network nazionali. Il 2013 si è chiuso con una media giornaliera d’ascolto di 6.930.000, in crescita del 3,5% sull’anno precedente (dati Eurisko Radiomonitor). «Cerchiamo di adeguarci ai cambiamenti sia tecnologici, sia dei bisogni degli ascoltatori. Evidentemente la nostra linea editoriale, tra la musica molto apprezzata dal pubblico, un’informazione equilibrata in diretta 24 ore su 24, e la partnership con i più grandi eventi, continua a premiarci ». Suraci è storicamente in prima linea per la promozione della radiofonia digitale, e tra gli editori che finanziano la campagna a sostegno della DigitalRadio, firmata dallo Studio Marani: «Un impegno che coinvolge al momento esclusivamente le emittenti commerciali – conclude -: la Rai non si è ancora vista».

     

  • Mercato Hearst Magazines Italia: preannuncia una raccolta in linea nei primi 5 mesi e festeggia il trend positivo del nuovo Cosmopolitan

    DailyMedia del 7/05/2014

    Il discreto avvio della raccolta anche nel mese di maggio permette a Marco Cancelliere, direttore Divisione Pubblicità di Hearst Magazines Italia, di poter anticipare che l’andamento del gruppo su questo fronte nei primi 5 mesi dell’anno confermerà il trend in linea con lo stesso periodo del 2013 del primo quadrimestre. Il manager del gruppo guidato da Giacomo Moletto ha fornito questo dato ieri, in occasione della presentazione dei risultati ottenuti da Cosmopolitan a un anno dall’insediamento alla sua direzione di Francesca Delogu. Sempre Cancelliere ha aggiunto inoltre che le aspettative per luglio sono buone, con la possibilità di arrivare in pari all’autunno e crescere nell’ultima parte dell’anno, chiudendo quindi con un segno positivo, soprattutto se si consoliderà l’intenzione da parte delle griffe di moda e bellezza, che rappresentano l’80% della pubblicità del gruppo, di tornare a investire in Italia. Il trend in controtendenza di questa prima parte dell’anno è dovuto soprattutto a GIOIA! (che a fine maggio presenterà un’altra beauty issue e altre due analoghe in autunno) e alla tenuta di Elle – che beneficerà di un nuovo progetto in autunno – Marie Claire, che nel numero di ottobre, per la Fashion Week, avrà un nuovo allegato Accessori, e appunto Cosmopolitan (pur con qualche sofferenza sul fronte dei cosmetici, che si stanno rivolgendo in questa fase maggiormente a un target più adulto rispetto a quello delle giovani donne che sono il core di questo mensile). Buono l’andamento anche di Elle Decor e Marie Claire Maison, mentre sono sempre in flessione i famigliari (Gente e Famiglia Cristiana) e i maschili (Riders e Rolling Stone che, per altro, ha sospeso le pubblicazioni in aprile uscendo dal portafoglio della concessionaria e di Quadratum a favore di Luciano Bernardini de Pace, che lo rilancerà a settembre con raccolta affidata a una sua struttura interna). Alla buona performance della concessionaria contribuisce sempre di più la raccolta digitale, che ha ormai superato il 10% di quella complessiva: e per Cosmopolitan, questa percentuale è del 20%, soprattutto grazie ai progetti speciali, che generano più della metà del fatturato pubblicitario web della testata. In autunno poi le cose dovrebbero ulteriormente migliorare grazie al lancio del nuovo sito (che seguirà quello di Marie Claire, previsto per l’estate). Per quanto riguarda ancora Cosmopolitan, Francesca Delogu ne ha mostrato l’attenta scelta in termini di contenuti, immagini e impaginazione che ne stanno onsolidando un posizionamento molto preciso e gradito dalle lettrici, con riscontri decisament positivi anche sul fronte digitale dove a marzo – come ha spiegato il publisher Enrico Maria Torboli – gli utenti unici sono stati circa 600.000 (+15%) e le pagine viste oltre 5 milioni (+19%), con fortissime crescite anche delle fruizioni mobile. Le Facebook fans sono 200.000 (+190% sempre marzo 2014 su marzo 2013). La diffusione media è stata l’anno scorso di oltre 155.000 copie, sempre in crescita da ottobre e anche a gennaio 2014. Le 508.000 lettrici certificate (e coinvolte anche in una numerosa serie di eventi molto graditi anche dagli inserzionisti, ne sono previsti 8 solo questo mese) hanno infine parametri socio- economici elevati, al pari della capacità di spesa. i lettori complessivi sono 586.000.