Categoria: News

  • Mercato Nasce l’asse Berlusconi-De Benedetti, al via i lavori della neo concessionaria Gold 5

    DailyNet 21/07/2014

    Alla fine è successo: la possibile, nonché chiacchieratissima Partnership tra i due esponenti di spicco dell’imprenditoria italiana degli ultimi quarant’anni, ovvero Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti è oggi una realtà. Si chiama Gold 5, è una concessionaria con obiettivi digitali e raccoglie l’esperienza, oltre che dei due massimi protagonisti, di manager dai percorsi professionali ormai storici. La neonata struttura è specializzata nell’offerta di soluzioni di video display advertising ed è stata costituita con quote paritetiche dalle seguenti società: A. Manzoni & C S.p.A., Banzai Media Srl, italiaonline S.p.A., Mediamond S.p.A. e Rcs MediaGroup S.p.A. Gold 5 commercializzerà, in via non esclusiva, una porzione dei bacini di pubblicità digitale di ciascuno dei soci e offrirà al mercato degli investitori prodotti studiati per comunicare efficacemente ai più importanti target pubblicitari, con formati di video advertising quali Masthead e 300×250 video. Secondo una ricerca di eMarketer del marzo di quest’anno, negli Stati Uniti il mercato del video display advertising rappresenta circa il 12% del digital advertising spending complessivo, con un valore di 5,9 miliardi di dollari. Sempre secondo eMarketer, nel 2014 il valore del mercato italiano della pubblicità video online dovrebbe superare i 200 milioni di dollari, con una crescita per i prossimi anni di oltre il 20% annuo. Secondo FCP, già nel 2013, questo mercato valeva circa 90 milioni di euro, non conteggiando i player internazionali che non aderiscono alla rilevazione. L’obiettivo di Gold 5 è quello di diventare l’attore di riferimento in questo importante segmento, proponendo soluzioni pubblicitarie sull’insieme delle migliori realtà digitali italiane. Tramite Gold 5 i big spender pubblicitari potranno pianificare campagne video cross su tutti i siti degli editori aderenti, ottimizzando gli obiettivi di copertura e frequenza delle proprie campagne e raggiungendo valori di reach unici per il mercato digitale italiano su tutti i più importanti target di pianificazione. Gli investitori usufruiranno di soluzioni predefinite e ottimizzate per raggiungere i target di specifico interesse, senza scegliere i singoli siti web su cui pianificare, la cui commercializzazione rimarrà di esclusiva competenza delle concessionarie pubblicitarie dei soci. Per un’efficace commercializzazione dei propri prodotti, Gold 5 si avvarrà sia dei canali e delle modalità di vendita tradizionali, sia di una piattaforma tecnologica in grado di cogliere le rilevanti opportunità di business del “programmatic advertising”. Al pari di analoghe iniziative già lanciate da importanti editori in altri paesi europei, come La Place Media e Audience Square in Francia, AdAudience in Germania e Aunia in Spagna, Gold 5 vuole rappresentare un acceleratore della crescita del mercato digitale, aprendo e stimolando la concorrenza, confrontandosi sul campo dell’efficienza e dell’efficacia delle soluzioni offerte ai big spender pubblicitari. Il consiglio di amministrazione di Gold 5, che prevede un sistema a rotazione annuale dei vertici tra le cinque aziende che la costituiscono, è composto da Davide Mondo (presidente), Andrea Santagata (a.d.) e dagli amministratori Gabriele Comuzzo, Gabriele Mirra e Roberto Zanaboni. E’ prevista, inoltre, la costituzione di un comitato strategico, con il ruolo di advisory board per il supporto nella definizione delle linee guida di sviluppo della società, di cui faranno parte alcuni fra i più importanti nomi del mercato pubblicitario e media nazionale: Paolo Ainio (numero uno di Banzai), Antonio Converti (a.d. di Italiaonline), Massimo Ghedini (a.d. di A. Manzoni & C.), Stefano Sala (amministratore delegato di Publitalia 80), Raimondo Zanaboni (direttore generale Pubblicità di Rcs MediaGroup). E attualmente si prevede che la commercializzazione delle prime soluzioni pubblicitarie possa avvenire già entro la fine del 2014.

     

  • Piscopo (Rai Pubblicità): ‘Gold 5? Nessun contatto. Per noi tempo di nuovi progetti per l’area web, forti del ritorno sulle properties Rai dei video su youtube’

    ADVExpress 18/7/2014

    Desta sorpresa che nel ristretto club di concessionarie che hanno costituito la nuova realtà dell’adv online (leggi news) non entri la concessionaria Rai con il suo portfolio di mezzi. Contattato da ADVexpress Fabrizio Piscopo, ad Rai Pubblicità, precisa che non c’è stata alcuna richiesta di contatto da parte nella nuova società e annuncia, insieme a Francesco Barbarani, importanti progetti di sviluppo per l’area web della concessionaria, che beneficerà della raccolta relativa ai contenuti video Rai prima su youtube e ora trasmessi su rai.it. rai.tv e rainews.it.

    Di oggi l’ufficializzazione della notizia, già riportata da ADVexpress alcuni giorni fa (leggi news), della nascita di Gold 5, nuova concessionaria pubblicitaria specializzata nell’offerta di soluzioni di video display advertising costituita con quote paritetiche dalle società A. Manzoni & C, Banzai Media, Italiaonline, Mediamond e RCS MediaGroup (leggi news).

    Desta sorpresa che in questo ristretto club non entri Rai Pubblicità con il suo portfolio di mezzi. Raggiunto al telefono Fabrizio Piscopo (foto 1), ad della concessionaria, ha spiegato ad ADVexpress: “Non c’è stato alcun contatto tra la nostra concessionaria e questa nuova realtà. Credo comunque che un’iniziativa come questa, frutto di sinergie tra grandi gruppi, crei una sana competizione che fa bene al mercato. Per quanto riguarda il digitale, ora Rai Pubblicità è concentrata sullo sviluppo dell’area web al suo interno e certamente beneficerà dell’accordo chiuso con youtube che prevede il ritorno sulle piattaforme online Rai dei video in precedenza forniti a youtube”. Rai Pubblicità, dunque, gestirà ora anche la raccolta dei filmati che dal servizio video on demand tornano nel mondo Rai.

    Ricordiamo che in qualità direttore area web e radio ha recentemente fatto il suo ingresso in Rai Pubblicità Francesco Barbarani (foto 2), prima head of .fox, che ad ADVexpress anticipa brevemente le direttive di sviluppo dell’area web della concessionaria.

    “Punteremo sempre di più sulla ricchezza dei nostri contenuti e sull’offerta multipiattaforma, che si estenderà maggiormente sui device e sul mobile. Dall’autunno verranno annunciate le prime novità. La prima riguarda il ritorno sulle nostre properties, da rai.it a rai.tv e rainews.it dei contenuti video Rai prima diffusi su youtube con le dirette positive conseguenze sulla gestione della raccolta”.

     

     

     

  • Il programmatic per snellire la vendita della pubblicità

    Dailynet 21/07/2014

    La pubblicità evolve in modalità impensabili fino a solo qualche anno fa. E sul fronte internet la componente tecnologica è sempre più rilevante e centrale. Non solo: rappresenta anche un fattore abilitante, in grado di apportare sostanziali miglioramenti al settore. In questo contesto abbiamo assistito negli ultimi anni al fiorire del programmatic buying, ovvero la vendita della pubblicità web in modo automatico, senza l’intermediazione dell’uomo. Marketplace che fanno incontrare l’offerta degli editori con la domanda degli inserzionisti, mettendo in moto un circolo virtuoso che dà nuova linfa al mercato. «Sicuramente l’advertising online tende verso il programmatic – afferma Ivan Lodi, direttore marketing di Banzai -. Tuttavia non bisogna sottovalutare l’importanza della creatività e lo scopo principale della pubblicità: vendere prodotti e servizi. Solo così il programmatic può rappresentare una grande spinta al mercato».

    Programmatic: tutti ne parlano ma è davvero un’opportunità?

    «Direi proprio di sì. Sono anni ormai che sentiamo la parola programmatic e pian piano ci stiamo attrezzando anche noi italiani. Resta da capire meglio quali siano le vie migliori per gestire questa attività e comprenderne l’impatto. Per

    esempio, gli advertiser hanno adesso strumenti come i dati, che nel passato non possedevano e che possono sfruttare a loro vantaggio. Ma solo se sono capaci di interpretarli».

    Il mercato però fatica ancora ad affermarsi.

    «È vero: basta pensare che in Usa il 25- 30% dei budget online è programmatic. In Italia si scende al 2,5%. Il che può essere visto come una grande potenzialità. In ogni caso bisogna intendere il programmatic come una modalità che facilita e rende più efficiente il processo di buying».

    E il video programmatic?

    «Beh, gli italiani amano il video: siamo proporzionalmente il Paese che investe più nel video, probabilmente anche a causa del forte legame che abbiamo con il piccolo schermo. È un comparto destinato a crescere. E lo farà di pari passo con il programmatic».

    Come Banzai avete già approntato un’offerta in questo senso?

    «Sì. Banzai chiude private deal sulla propria inventory video. Una inventory che in generale non è ancora così sviluppata come quella display, ma che è molto ricercata dagli spender. E questo è uno dei suoi principali punti di forza».

    Com’è possibile migliorare l’attività di video programmatic? Quali consigli fornite ai vostri interlocutori?

    «Penso che chi opera nel settore deve avere ben chiaro che il programmatic è un processo che snellisce l’acquisizione e la vendita della pubblicità, facendo risparmiare in termini di costi e dando visibilità a chi magari non possiede una forza commerciale. Però è necessario tenere bene a mente quelli che sono gli obiettivi dell’advertising, ovvero la vendita di un prodotto o di un servizio. Per farlo occorre una creatività forte ed efficace in un contesto editoriale in cui possa essere colta».

    Una cosa ancor più vera nel caso del video.

    «Sì, i video devono stimolare la volontà di fruizione da parte degli utenti. Ed è qui che ritorna il discorso della creatività: deve essere messa al posto giusto nel momento giusto, in modo tale da rendere davvero efficiente l’acquisto in programmatic. Affinché ciò sia possibile, però, serve che tutti gli attori del comparto pubblicità online si sforzino per risolverne le criticità ed esaltarne le positività».

    Misurabilità e advertising online. Anche di questi due fattori se ne parla spesso, qual è il suo giudizio?

    «Uno dei cavalli di battaglia del mondo web è la sua facile misurabilità, specialmente se rapportato ad altri media. Un grande punto di forza che permette di capire l’impatto delle proprie attività di comunicazione per correggerle nel caso occorresse».

    Però…

    «Però anche qui non bisogna perdere di vista gli obiettivi: la misurazione è al servizio dell’advertising online, non viceversa. Vediamo di ricordarcelo».

     

  • Industry Marcella Bergamini in Class Editori con funzioni di supporto marketing, in particolare per i canali tv indoor e outdoor

    DailyMedia 18/07/2014

    Dopo essersi costruita una lunga esperienza nell’area del planning e del buying sul fronte aziendale che, per altro, continua, restando consulente per le strategie media e i progetti integrati di Mellin (mentre fino a giugno 2013 è stata per 15 anni direttore media di Gruppo Danone), Marcella Bergamini salta anche sulla barricata editoriale, diventando consulente di Class Editori, per il quale si occupa di supporto marketing alle direzioni per la proposizione e creazione di nuovi piani di comunicazione, in particolare per i canali televisivi indoor e outdoor. Collaborerà quindi anche con Class Pubblicità, di cui è presidente Angelo Sajeva (che è anche consigliere per le strategie e lo sviluppo della casa editrice), dove non opera più Domenico Ioppolo – che era cmo del gruppo e, quindi, anche della sua struttura per la raccolta – e che, invece, è diventato nelle scorse settimane coo della unit Eventi e Conferenze e del Salone dello Studente, l’evento itinerante di orientamento universitario, formativo e professionale post-diploma e postlaurea organizzato sempre dal gruppo.

     

  • Editoria How to spend it: il 12 settembre la prima uscita; di 120.000 copie la diffusione prevista; FCB Milan vince la gara per il lancio pubblicitario

    DailyMedia 18/07/2014

    Il Sole 24 Ore sta perfezionando le strategie di marketing per il lancio dell’edizione italiana di How to spend it, il supplemento del lusso del Financial Times che verrà proposto ogni primo venerdì del mese allegato al quotidiano con sovrapprezzo che, salvo cambiamenti, sarà di 50 centesimi. Il primo numero del mensile la cui curatela è stata affidata a Nicoletta Polla-Mattiot uscirà in realtà il 12 settembre, mentre il calendario delle successive pubblicazioni nell’arco del 2014 prevede le successive il 3 ottobre, il 7 novembre e il 5 dicembre: tra queste due date c’è inoltre quella del 21 novembre, con il primo degli speciali già annunciati e che verranno replicati anche nel 2015. La foliazione massima sarà di 128 pagine, e della raccolta se ne sta già occupando System, che pone in vendita gli spazi della testata ipotizzandone una diffusione media a regime di 120.000 copie. La campagna di lancio sarà multimediale e l’incarico per la creatività è stato affidato a FCB Milan al termine di una gara nella quale la sigla di cui Franco Ricchiuti è presidente e suo fratello Diego e.v.p. & chief growth officer ha superato altre due agenzie. How To Spend It intende proporsi come il piacere di scrivere la propria storia attraverso i propri gusti, raccontando quella del lusso Made in Italy, fatto di eccellenza artigianale e imprenditoriale con immagini, pezzi autoriali e il contributo di firme eccellenti del racconto fotografico e giornalistico culturale, con interventi di autori che si interrogano su come e che cosa vogliono e chiedono concretamente al loro tempo. Un “giornale-esperienza”, insomma, a partire dal grande formato e dalla carta di alta grammatura, che valorizzerà e completerà il “sistema moda” del Sole 24 Ore con un magazine patinato che integrerà contenuti originali prodotti dal Sole 24 Ore stesso per il pubblico italiano e altri tradotti dall’edizione inglese (comprese le rubriche tradizionali e le pagine di moda), proponendosi come un prodotto unico per il nostro mercato, che racconterà e selezionerà il meglio del lusso, del lifestyle e dei piaceri. La versione italiana (che arriverà a 13 uscite complessive entro l’agosto del 2015 e che verrà proposta anche nella versione digitale), viene lanciata nel momento in cui How to spend it celebra 20 anni quale standard di eccellenza globale in tema di lifestyle, anniversario che sarà caratterizzato da una serie di eventi e servizi speciali nel corso dell’anno.

  • Tv Rai Pubblicità: per la programmazione autunnale, confermate le tariffe 2013; allo studio formati per temi e settori; a fine settembre torna “Carosello”

    DailyMedia 17/07/2014

    Dopo la presentazione avvenuta a fine giugno, Rai e Rai Pubblicità hanno messo a punto nel dettaglio l’offerta editoriale e commerciale dei palinsesti autunnali, per l’esattezza per il periodo che va da dal 7 settembre 2014 al 3 gennaio 2015. Come già anticipato dal suo a.d., Fabrizio Piscopo, i listini presentano la novità di essere estesi appunto fino ai primi giorni del prossimo anno (e quindi non più con un’offerta fino a metà dicembre e le successive strenne), con una conferma del posizionamento di prezzo sia a livello di tariffe sia del costo per grp’s. Nelle 17 settimane di programmazione, ognuno dei 5 periodi, con relative tariffe, restano quindi uguali agli stessi del 2013. Il primo va dal 7 al 27 settembre, il secondo dal 28 settembre al 29 novembre, il terzo dal 30 novembre al 13 dicembre, il quarto dal 14 al 20 dicembre e, infine, l’ultimo, dal 21 dicembre al 3 gennaio. Confermata anche la modalità di vendita degli eventi speciali: su Rai1, la fiction del giovedì “Che Dio ci aiuti 3” dall’11 settembre al 13 novembre, e “Tale e quale show” (che è stato il programma del suo genere più performante in assoluto nello scorso autunno), che sempre Carlo Conti condurrà dal 12 settembre e, quindi, al venerdì, fino al 28 novembre; su Rai2, “Pechino Express” al lunedì dall’8 settembre al 10 novembre, condotto da Costantino della Gherardesca; “Made in Sud”, già promosso in prime time l’anno scorso, previsto al martedì dal 16 settembre all’11 novembre; sempre in quella giornata, dal 18 novembre al 16 dicembre, il nuovo talent itinerante “Il più grande pasticciere”, condotto da Caterina Balivo; e “Boss in incognito” al lunedì sempre con Costantino della Gherardesca. Gli speciali sport includono le gare di F 1 e la Nazionale con 6 partite di cui 4 per le qualificazioni agli Europei di Francia 2016. Sempre sul fronte commerciale, “Carosello” ripartirà a fine settembre, incorniciato da una nuova serie della short-com “Genitori, istruzioni per l’uso” che ha contribuito al successo della sua nuova formula, mentre per quanto riguarda l’offerta generica, sono stati ridisegnati i moduli HP in una logica di maggior flessibilità ed efficienza, suddivisi ora tra le 3 reti generaliste e le tematiche e con calendari che coinvolgono solo il prime time o anche il day time. Infine, è stata uniformata al resto del mercato la valutazione del 20”, portandola dal 90 all’80% del prezzo del 30”. Allo studio ci sono anche formati speciali per temi (news, quiz, sport, ecc.) e per settori, come il già annunciato Modulo Ipo dedicato alle società che si quotano. Un apposito listino ha anche il second screen, che è già a regime. La programmazione ricalca quella dell’analoga, scorsa, stagione, per quanto riguarda Rai1, con la fiction alla domenica (“Il restauratore 2”) oltre a quella già citata del giovedì con Elena Sofia Ricci, alle quali si aggiungeranno: “Cuore matto” con Gigi Proietti, “La narcotici” con Stefano Dionisi, “Un’altra vita “ con Vanessa Incontrada, e “Questo nostro amore 2” con Neri Marcorè e Anna Valle. L’intrattenimento prevede anche “Sogno e son desto bis” con Massimo Ranieri e, dal 4 ottobre fino al 6 dicembre, sempre al sabato, “Ballando con le stelle” condotto da Milly Carlucci, mentre dal 20 dicembre riparte “Così lontani così vicini”. In seconda serata c’è la conferma della riduzione di “Porta a porta”, che torna dall’8 settembre ma lascia spazio, al giovedì, fino al 30 ottobre, a “Petrolio”. Il prime time di Rai2 è fatto come sempre molto di telefilm, con novità seriali tipo “The blacklist”, mentre per quanto riguarda Rai3, da notare il passaggio di conduzione di “Kilimangiaro” da Licia Colò a Camila Raznovich, e la chiusura anticipata per Fabio Fazio alla domenica alle 21.45 rispetto alle 22.30, per lasciare più spazio a “Presa diretta”. C’è poi il problema di “Ballarò”, con la nuova presentatrice che potrebbe essere scelta tra quelle di “Millenium”, con una preferenza per Mia Ceran, ma c’è in corsa anche Gerardo Greco, che faceva “Agorà”.

  • Bilanci Yahoo: fatturato a 1,08 miliardi di dollari nel secondo trimestre

    DailyNet 17/07/2014

    Yahoo ha pubblicato i risultati finanziari relativi al secondo trimestre dell’anno e cominciano a venire i primi dubbi sulla gestione dell’amministratore delegato Marissa Mayer, che non è ancora riuscito ad attrarre a dovere gli investitori pubblicitari. A mitigare la scarsa prestazione di Sunnyvale, la notizia che dovrà vendere un numero minore di azioni di Alibaba, quando il colosso ecommerce sbarcherà a Wall Street. Vediamo un po’ l’andamento di Yahoo nel secondo trimestre: il fatturato è in calo del 4% a 1,08 miliardi di dollari (1,04 esclusi costi per acquisire traffico web) mentre i profitti raggiungono quota 272,557 milioni di dollari, in discesa del 19% rispetto all’omologo periodo del 2013. Il business generato dalle inserzioni pubblicitarie ha visto un -7% a 394 milioni di dollari, mentre quello derivante dalle ricerche internet è salito del 6%. Marissa Mayer ha sottolineato la delusione per questi risultati, rimarcando tuttavia le performance positive di alcune attività, come il mobile, i progetti native, il social e il video.

  • Relazioni Agcom: Sky resta regina dei ricavi televisivi nel 2013, la Rai sorpassa Mediaset.

    DailyMedia 16/07/2014

    Anno orribile per il 2013 per il settore delle comunicazioni italiano (tlc, radio e tv, editoria e internet, servizi postali), con un calo del 9 per cento dei ricavi sul 2012 a quota 56,1 miliardi di euro. Male anche il settore internet, a -2,5 per cento (vanno meglio le tv a pagamento). A fare il punto sul comparto è la relazione annuale Agcom 2014, presentata ieri a Roma alla Camera dal presidente Angelo Cardani. Guardando le singole voci, l’editoria, quotidiana e periodica, ha perso nel 2013 quasi 700 milioni di ricavi. I quotidiani passano da 2,5 miliardi del 2012 a 2,3 miliardi del 2013, i periodici da 2,8 miliardi a 2,3 miliardi. Il fatturato dei quotidiani è sceso del 7%, quello dei periodici il 17,2%. Cifre ormai lontane dai 3,1 miliardi del 2009: nel 2012 restano stabili i ricavi da vendita di copie (-0,48% a quota 1 miliardo 162 milioni), ma a pesare è il calo della pubblicità (-13,17% a quota 983 milioni). I ricavi da collaterali perdono il 16,53%, ora a quota 107 milioni. Per quanto riguarda i periodici, dal 2010 è andato in fumo oltre un miliardo di ricavi (da 3,4 miliardi a 2,3 miliardi). L’anno scorso i ricavi da vendita di copie sono scesi del 13% (1,6 miliardi a 1,4 miliardi), la pubblicità del 24,1% (da 1 miliardo a 766 milioni), i collaterali del 21,3% (da 167 a 131 milioni). Anno negativo quindi anche per la pubblicità considerata nel suo complesso: il calo dei ricavi complessivi rispetto all’anno precedente è stato del 10,9%, passando da 8,3 miliardi a 7,4 miliardi. Crollano periodici (-24,1%) e quotidiani (-13,2%), ma vanno male anche tv (-10,1%) e cinema (-7%). La radio perde il 6,4%. Scende per il primo anno anche internet (-2,5%). Analizzando le posizioni degli operatori, segnala l’Agcom, Sky resta regina dei ricavi tv in Italia nel 2013, la Rai perde meno dei concorrenti ed è ora seconda, sorpassando Mediaset. Lo scorso anno il gruppo 21st Century Fox/Sky Italia ha rastrellato 2,6 miliardi (-3,5% rispetto al 2012), la Rai 2,3 miliardi (-1,6%), Mediaset 2,2 miliardi (-8,2%). A pesare sui ricavi Mediaset è la pubblicità scesa a quota 1 miliardo 730 milioni da 1 miliardo e 966 milioni del 2012, mentre è cresciuta l’offerta a pagamento da 520 milioni a 550 milioni. La Rai ha visto invece crescere leggermente le risorse legate al canone da 1 miliardo 647 milioni a 1 miliardo 654 milioni e scendere quelle della pubblicità da 683 milioni a 632 milioni. Sky registra un calo delle entrate da pay (da 2 miliardi 435 milioni a 2 miliardi 395 milioni) e della pubblicità (da 265 milioni a 210 milioni). Seguono a grande distanza Cairo Communication, proprietario di La7, a quota 136 milioni, e Discovery a quota 125 milioni. Per quanto riguarda le quote di mercato della tv gratuita, la Rai sale al 49,4%, mentre Mediaset scende al 35,1%. Nella tv a pagamento, invece, Sky Italia detiene il 77,8% del mercato e Mediaset il 19,1%. Gli ascolti di Rai e Mediaset – emerge ancora dalla Relazione – vedono sempre più ridursi il distacco dalla quota di ascolti degli altri operatori tv considerati nel loro insieme. Par condicio e stato dell’arte delle tlc Cardani interviene anche sulla legge per la par condicio, che «denuncia sempre maggiori ed evidenti criticità applicative, specie nei periodi elettorali, rispetto alle quali è certamente auspicabile un nuovo intervento  del legislatore che possa coniugare la irrinunciabile esigenza di assicurare una efficace tutela del pluralismo informativo, con l’evoluzione del panorama mediatico e politico». Cardani ha ricor dato che «l’Autorità, alla fine del 2013, ha avviato un processo di revisione della disciplina attuativa della legge medesima per il periodo non elettorale al fine di tenere conto dei cambiamenti intervenuti nelle modalità di fruizione del mezzo radiotelevisivo e nei format dei programmi». Il presidente Agcom ha quindi sottolineato che «la comunicazione politica, genere sul quale il legislatore del 2000 aveva costruito il baricentro della par condicio, rappresenta in effetti un veicolo di informazione ormai superato: i dati di ascolto evidenziano una scarsa attenzione del pubblico verso questa tipologia di programmi. Di contro – ha proseguito – è cresciuta l’attenzione per i telegiornali e per i programmi di approfondimento che, prendendo le mosse da fatti di attualità, sono realizzati con format nuovi che attraggono l’interesse del pubblico per il tipo di confronto proposto. I compiti di vigilanza di cui l’Autorità è investita – ha aggiunto Cardani – sono divenuti, inoltre, via via più complessi in ragione, da un lato, dell’evoluzione delle modalità di fruizione del contenuto radiotelevisivo, e dall’altro, della incontrollabile frammentazione partitica, ben lontana dal bipolarismo che aveva ispirato la disciplina del 2000. Il mutamento di scenario cui ho fatto cenno – ha concluso – richiede una profonda riflessione del legislatore, volta ad adeguare l’impianto normativo al nuovo quadro mediatico e politico di riferimento. In questo senso, procederemo  quanto prima ad inviare una segnalazione al Governo evidenziando gli specifici profili di criticità della disciplina vigente ». Significativo infine il calo anche per le telecomunicazioni, a -8,79%. Fa peggio la rete mobile (- 11,2%), a picco il traffico voce. Il solo mezzo in territorio positivo il il mobile internet: le sim che hanno navigato sono  salite a 32,7 milioni (primo trimestre 2014), contro i 31,3 milioni dell’anno scorso. La quota di mercato di Telecom Italia è calata sulla rete fissa per la prima volta sotto il 50 per cento (al 49%). Bene anche il calo dei prezzi delle telecomunicazioni, scesi di 44 punti percentuali negli ultimi 15 anni. «L’Italia mostra segnali di debolezza nello sviluppo e penetrazione di reti digitali di nuova generazione e di accesso ai servizi più innovativi », ha detto il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, sottolineando che «sebbene nell’ultimo anno si sia parzialmente ridotto il divario digitale dell’Italia rispetto alla media europea, molti sforzi restano da compiere e in questo comune obiettivo l’Autorità continua a fare la sua parte».

  • Incarichi BioNike sceglie Factory 27 di Condé Nast per il rilancio in comunicazione

    DailyNet 16/07/2014

    Il brand di cosmesi Bio-Nike sceglie Factory 27 di Condé Nast per il rilancio in comunicazione. Factory27, advertising and branded content solutions, nata nel 2012 come agenzia interna di Edizioni Condé Nast, è guidata da Gabriele Carusi con la direzione creativa di Cristina Baccelli. L’obiettivo della struttura è creare progetti integrati di comunicazione che sfruttano diversi touch point: website, app, video content, live performance, social media marketing. Dal primo luglio, con la composizione di un team dedicato, Factory 27 si occupa della comunicazione di BioNike, realizzando campagne advertising e progetti di comunicazione online, offline e punto vendita. «Il marchio BioNike, a 50 anni dalla sua nascita ha conquistato una riconosciuta leadership nelle vendite di dermocosmesi in farmacia, ha quindi deciso di voltare pagina nella comunicazione di marca e di prodotto. L’obiettivo è esprimere in modo ancor più forte e distintivo i valori di sicurezza e innovazione che contraddistinguono da sempre la sua filosofia e ne hanno plasmato il successo. Nella ricerca del partner creativo giusto, BioNike si è trovata subito in sintonia con Factory27, che ha saputo interpretare il connubio scienza e glamour con efficacia, chiarezza e raffinatezza», così Lorella Coppo, direttore marketing di BioNike. «BioNike rappresenta una tappa importante nello sviluppo di Factory 27, un’agenzia giovane e in continua crescita che fino a oggi ha lavorato prevalentemente sullo sviluppo di contenuti multipiattaforma. Come Factory 27, anche BioNike è da sempre alla ricerca di innovazione anche nel modo di comunicare, e oggi, siamo orgogliosi di inaugurare insieme un nuovo percorso», afferma Gabriele Carusi, direttore di Factory 27.

  • Editoria Brasile 2014, la Gazzetta dello Sport è campione del mondo

    DailyNet 16/07/2014

    Mondiale che passione, che ricordi, che gioie e che dolori. Sensazioni che si riverberano anche a distanza di tempo. E cosa fa solitamente il tifoso italiano durante un simile lasso di tempo? Si alza e si legge la Gazzetta, sia sul pc/tablet, sia prendendo la via più classica dell’edicola; e magari, durante il tragitto, comincia a riabbeverarsi alla fonte Rosea digitando ansiosamente sul proprio smartphone. Insomma, la Gazzetta è  ovunque. Poi però vengono difcrefusi i dati del mese mondiale e anche in quel di Via Solferino lo stupore diventa padrone assoluto. Leggiamoli allora questi numeri: nel periodo 12 giugno – 14 luglio, si sono registrati un totale di 20,6 milioni di browser unici, 486,3 milioni di pagine viste, 26,8 milioni di video visti. Mezzo miliardo di page view profumano di trionfo ma anche di vertigini. Allora vediamo come si è risvegliato da simile sbornia Francesco Carione, responsabile del sistema Gazzetta. Si dice che non vi aspettaste un simile successo . Eppure stiamo parlando del Mondiale. «Il primato può apparire scontato, perché di fatto ci vede sul gradino più alto del podio per l’ennesima volta. La cosa sorprendente è rappresentata dai distacchi inflitti alla concorrenza e, soprattutto, in che situazione siano maturati: la nostra Nazionale che viene fatta fuori subito; la mancanza di diritti video che ci ha costretti a inventare un contro palinsesto. La concorrenza è agguerrita, ma noi abbiamo un nome e una grande professionalità evidenziata dai 16 cronisti inviati in terra brasiliana e da una redazione focalizzata sull’evento. E anche in edicola le cose sono andate alla grande». Un successo che, si spera, abbia avuto dei riscontri positivi anche sul fronte pubblicitario. «Non si possono fare certo raffronti con quello che accadeva durante lo stesso periodo nel 2013, vista la portata globale di una simile manifestazione. E allora, mettiamo a confronto i risultati del precedente Mondiale: rispetto al 2010, l’offerta complessiva della Gazzetta ha totalizzato un +6%, risultato di grande valore, soprattutto se pensiamo come tutto sia andato a rotoli rispetto solo a un quadriennio orsono. A crescere maggiormente è stato il web. Ma anche la carta si è difesa. Oggi non te la puoi cavare con la classica tabellare, devi far funzionare la creatività, impostare le collaborazioni con gli investitori in maniera differente. Tra gli esempi, citerei il “Rompi Pallone” con Gene Gnocchi, in cui Conad e Parmigiano Reggiano prendevano parte alla trama dei vari sketches, oppure le rivisitazioni dei vecchi mondiali con Fructis; e ancora, le statistiche con l’ausilio di Mediaworld, le vendite dei pupazzetti con le fattezze dei giocatori in partnership con IP». Momenti memorabili? «Il 25 giugno, all’indomani della debacle azzurra, il sito ha registrato il suo record assoluto, con 2.169.181 browser unici (fonte Audiweb Report), e la community ha partecipato al dibattito sul sito con 7.889 commenti. Il 9 luglio, dopo l’epocale Brasile-Germania, le pagine viste hanno sfiorato i 27 milioni. La disfatta brasiliana ha rappresentato un grande momento a livello contenutistico, anche su carta e su Gazzetta Gold grazie a delle Gallery fotografiche che definirei quasi poetiche». Il Mondiale però è finito e ora occorre pensare a come mantenere simili posizioni. «Abbiamo appoggiato l’idea di una rifondazione del nostro calcio, maggiormente impostata sui giovani; abbiamo così aperto un’inchiesta sul tema che andrà avanti anche nei prossimi mesi e l’abbiamo affidata alla leva più giovane della nostra redazione. E poi adesso è tempo di mercato, di rivincite, di proclami, di attesa della nuova stagione. Noi continueremo a essere la bussola del movimento». Cosa vi aspettate in termini numerici da qui alla fine dell’anno? «Ci attendiamo una crescita del 20% sulle page view, un raddoppio sul fronte video e una buona resa pubblicitaria, ma in questo caso dipende anche dal mercato. Da febbraio, dal lancio del nuovo sito, abbiamo cominciato a studiare nuovi format e continueremo a farlo. Nel mentre ci siamo resi conto che un terzo dell’utenza digitale si muove su mobile (dal 12 giugno al 14 luglio sono stati 6,2 milioni, il 30% del totale, i visitatori che hanno navigato in mobilità nel sito di Gazzetta; le page views da smartphone sono state 65,7 milioni), ambito in cui dobbiamo crescere dal punto di vista pubblicitario. Le aziende attendono prima i numeri, non si fidano completamente ».<