Categoria: News

  • Condè Nast Punta sulla profilazione dell’utente con il nuovo Glamour.it e le aziende del beauty

    DailyMedia 18/03/2015

    Il sistema beauty della Condé Nast si arricchisce di un altro prodotto con il lancio di Glamour.it, una vera e propria piattaforma di raccolta dati e profilazione degli utenti che viene lanciata oggi con la collaborazione dei principali player dell’industria della bellezza. L’iniziativa nasce dal confronto diretto con tutti i più grandi marchi di questo settore, per individuarne necessità, modus operandi e obiettivi in un mercato molto complesso, profondamente influenzato dall’utilizzo dei mezzi digitali per formare opinioni sui prodotti e influenzare gli acquisti. Le aziende del beauty sono infatti partner del progetto con una pari quota associativa. Si parte con L’Oréal prodotti professionali, L’Oréal Luxe Italia (Helena Rubinstein), Estée Lauder, Shiseido, Ales Group e LVMH (con Dior). L’obiettivo è di raggiungere un panel di 20 investitori.  Questa offerta si affianca in maniera complementare a quella del cartaceo, molto sbilanciato sul fashion. Il mensile diretto da Cristina Lucchini sta generando risultati molto significativi proprio dall’ingresso del direttore, e sul fronte della raccolta pubblicitaria tradizionale registra una crescita a due cifre ed è la testata del settore che cresce di più. Glamour.it è il primo sistema italiano dedicato interamente al beauty che ne racconta tutti gli aspetti in maniera del tutto trasparente, dove i marchi sono chiaramente visibili e protagonisti dello storytelling  che, però, è garantito dalla redazione di Glamour o direttamente o attraverso i contributo di 250 “socialize” selezionate in tutta Italia. Allo stesso tempo, e con sistemi coinvolgenti come il gamification, gli utenti rilasciano informazioni che restano di proprietà esclusiva della Condé Nast. La profilazione influenza la performance della piattaforma, che sulla base dei gusti e delle attitudini dichiarate degli utenti, ovviamente registrati, adatta e modella la propria offerta informativa. «Questo progetto – spiega Fedele Usai, Deputy managing Direct Condé Nast – mette per la prima volta intorno allo stesso tavolo le aziende del settore bellezza allo scopo di instaurare un dialogo tra brand e utenti in maniera chiara e trasparente, dove le  aziende sono sponsor dichiarati dei contenuti. Allo stesso tempo è il primo osservatorio italiano sulla bellezza. Per quanto riguarda le informazioni sugli utenti, sono nostre e per nessuna ragione le diamo alle aziende: non facciamo come Facebook». L’obiettivo è anche essere «lì dove le audience sono,  che è poi il dovere di ogni editore» che vuole salvaguardare il proprio business, ha sottolineato Usai. Il nuovo Glamour.it parte già con una base di 700mila utenti unici, generati in una settimana di versione beta. L’obiettivo è di raggiungere quota 1,2 milioni a fine mese,  all’interno di un sistema beauty Condé Nast che vale 2,5 milioni di utenti unici (tra VanityFair.it, Vogue.it e CNLive. it), con quasi 30 milioni di pagine viste. Complessivamente, il gruppo vanta 20 milioni di utenti unici, di cui 9 sono generati da Vanity Fair e 4,5 da Wired. Proprio per il suo modello di business, su Glamour.it non c’è pubblicità display, ma native advertising che si basa sui contenuti forniti dalle stesse aziende, tra ricerche, nuovi prodotti da provare, altri contributi. Ovviamente non può mancare la parte video, distribuita direttamente su Glamour.it e su CNLive! attraverso un canale dedicato. Tra i vari primati di questo progetto c’è quello di essere distribuito su cinque schermi, dal 100 pollici all’iWatch passando per pc, tablet e smartphone, in un’ottica mobile first. Il lancio è affidato a una campagna sviluppato internamente dalla Factory  27, e pianificata su stampa, radio e web. Il progetto è stato curato dal team che risponde a Marco Formento, Senior VP Digital di Condé Nast, mentre lo sviluppo commerciale fa capo a Romano Ruosi, Senior VP Advertising &  Branded Solutions dell’azienda.

  • Dada cede Moqu a Italiaonline per 5 mln di euro

    ADVExpress 16/3/2015
    Il gruppo Moqu, attivo nel business del Performance Advertising, ha registrato nell’esercizio 2014 ricavi per circa €8,5 milioni in calo del -42% rispetto ai risultati dell’esercizio precedente. Nei primi 2 mesi dell’esercizio 2015 il gruppo Moqu ha registrato ricavi per circa €1,2 milioni, in diminuzione del -12% vs il pari periodo del 2014. Il gruppo Moqu occupa attualmente circa 20 risorse, basate a Firenze e a Dublino.

    DADA S.p.A.  annuncia che è stato sottoscritto un contratto vincolante con Italiaonline S.p.A. (“Italiaonline”) avente ad oggetto la cessione della partecipazione totalitaria da essa detenuta in Moqu Adv S.r.l . (“Moqu”).

    L’operazione si inserisce nell’ambito della già annunciata strategia di focalizzazione del Gruppo Dada sul core-business dei servizi digitali per le PMI, e mira a rafforzare ulteriormente il ruolo di Dada quale primario operatore a livello Europeo nel business della registrazione di nomi a domini, servizi di hosting e server e strumenti avanzati di comunicazione, nonché della protezione e valorizzazione del brand in Rete.

    L’accordo, in sintesi, prevede l’acquisizione da parte di Italiaonline di una partecipazione del 100% del capitale di Moqu, che detiene a sua volta una partecipazione del 100% in Moqu Adv Ireland Ltd (“Moqu Ireland” e insieme a Moqu, il “gruppo Moqu”) per un corrispettivo in contanti pari a € 5 milioni interamente saldati al closing, oltre ad una parte variabile di prezzo (“earn-out”) di massimo € 1 milione da riconoscersi sulla base dei risultati del gruppo Moqu nel 2015. Il prezzo è stato determinato sulla base di una posizione finanziaria netta consolidata di Moqu alla data del perfezionamento dell’operazione (“closing”) in sostanziale pareggio.

    La data di closing, non essendo previste condizioni sospensive o risolutive all’esecuzione del contratto, è stata fissata per il 23 marzo 2015, con un’eventuale successiva compensazione tra le parti per tenere conto della posizione finanziaria definitiva del gruppo Moqu al 31 Marzo 2015. L’eventuale earn-out sarà riconosciuto in proporzione all’effettivo conseguimento da parte del gruppo Moqu nell’esercizio 2015 di un fatturato consolidato compreso nel range € 6-8 milioni e verrà saldato entro il 30 aprile 2016.

    Il gruppo Moqu, attivo nel business del Performance Advertising, ha registrato nell’esercizio 2014 ricavi per circa €8,5 milioni e un Ebitda di circa €0,6 milioni – in calo rispettivamente del 42% e del 65% rispetto ai risultati dell’esercizio precedente – e un Ebit di circa €50 mila (-97%). Nei primi 2 mesi dell’esercizio 2015 il gruppo Moqu ha registrato ricavi per circa €1,2 milioni, in diminuzione del 12% vs il pari periodo del 2014. Il gruppo Moqu occupa attualmente circa 20 risorse, basate a Firenze e a Dublino.

    Italiaonline si è impegnata, tra l’altro, a valorizzare le competenze professionali e l’esperienza dei dipendenti del gruppo Moqu e non sono previsti tagli occupazionali. Il Gruppo Dada continuerà inoltre a fornire a Moqu, a condizioni di mercato, taluni servizi di tipo IT e corporate fino al 31 dicembre 2015, ed anche successivamente in caso di accordo tra le parti.

    L’operazione genererà un impatto positivo sulla posizione finanziaria netta consolidata del gruppo Dada in misura sostanzialmente pari all’importo dei corrispettivi netti incassati, che saranno destinati in parte alla riduzione dell’indebitamento, in parte al finanziamento di futuri progetti di crescita. Si ricorda che il valore di libro del gruppo Moqu nel bilancio consolidato di Dada al 31 dicembre 2014 era pari a circa €90 mila.

    Essendo Italiaonline parte correlata di Dada ai sensi del regolamento Consob 17221 del 12 marzo 2010, in quanto entrambe controllate dallo stesso socio, Libero Acquisition Sarl, la negoziazione, approvazione e sottoscrizione dell’accordo sono avvenute nel rispetto di detto regolamento e della procedura per le operazioni con parti correlate approvata e vigente in Dada. Il Consiglio di Amministrazione della società ha assunto le proprie deliberazioni, tra l’altro, con il parere favorevole del Comitato per le operazioni con parti correlate che ha riconosciuto l’interesse della società alla operazione e la convenienza e correttezza sostanziale delle relative condizioni. Trattandosi di un’operazione di maggiore rilevanza ai sensi della predetta procedura, il relativo documento informativo di cui all’art. 5 del regolamento Consob verrà pubblicato a termini di legge.

    Qualsiasi ulteriore sviluppo dell’operazione sopra descritta sarà comunicato in conformità alla normativa applicabile.

  • RCS MediaGroup Scott Jovane: “La possibile cessione di Rcs Libri opportunità per focalizzarci su informazione e sport”; ipotesi Maurizio Costa per la presidenza

    DailyMedia 16/03/2015

    Non poche questioni calde coinvolgono in queste settimane RCS MediaGroup: la possibile cessione delle attività Libri  in primis. Su questo tema, che dopo le polemiche delle scorse settimane continua a tenere banco, è intervenuto  nuovamente l’a.d. Pietro Scott Jovane in un’intervista al Sole 24 Ore di venerdì. Il manager ha dichiarato che questa “opzione genera l’opportunità di focalizzarci sulle due grandi aree in cui siamo leader e cioè l’informazione e lo sport”, e “collateralmente, l’incasso ci permetterebbe di ridurre l’indebitamento”. In particolare, l’a.d. ha illustrato al  quotidiano finanziario il progetto di sviluppo nell’area sport – si tratta di linee strategiche di sviluppo futuro, non è ancora un vero e proprio piano approvato dal board -, un’area che genera “350 milioni di ricavi, con un margine ebitda del 14%”. In particolare, ad oggi il Gruppo opera nello sport business con contenuti editoriali, servizi collaterali come il merchandising e la vendita di biglietti ed eventi, con ciclismo e corse. “Mettiamo insieme le tre attività sotto un’unica organizzazione, guardiamo agli sport europei dove l’audience è globale – calcio, Formula 1, motociclismo, ciclismo, corsa e tennis – e, con l’eventuale incasso di un giusto prezzo per la Libri, superiamo i confini di Italia e Spagna per allargarci ad altri tre Paesi europei, tre sudamericani e altri cinque emergenti, con un’offerta che parta dai contenuti su piattaforme digitali, innesti servizi e attivi gli eventi sul territorio”. Il ceo di RCS MG ha poi escluso la necessità di un aumento di capitale anche se non verrà ceduta la divisione Libri. “Non avremo bisogno di ricapitalizzare anche se non saranno ceduti i Libri”, ha precisato. Quanto al prossimo direttore del Corriere della Sera, Scott Jovane si è limitato a dire che “lo deciderà il board sulla base di una rosa di candidati, anche interni, che questo consiglio sta selezionando e che proporremo nelle prossime settimane”. Alla domanda su cosa si aspetta per fine mese, quando dovranno essere depositate le liste per il rinnovo del CdA, “da manager, con la mia squadra, ci focalizziamo sulla gestione dell’azienda – ha risposto – e su quello saremo valutati”. Scott Jovane si gioca la conferma come amministratore delegato di RCS forte dell’appoggio di FCA, primo azionista del gruppo editoriale con il 16,7%. Indiscrezione forte è anche quella che compare su Repubblica di venerdì, in un articolo di Giovanni Pons, dove si legge tra l’altro che “il principale azionista, la Fiat, ha intenzione di presentare una lista che prevede la conferma di Pietro Scott Jovane alla guida operativa e un presidente che nelle ultime ore sembra sia stato individuato in Maurizio Costa, ex a.d. Mondadori e presidente Fieg. Ma non tutti gli altri azionisti RCS sono concordi nel rinnovare la fiducia all’a.d. e sono in corso colloqui per presentare una lista alternativa”.

  • Cairo Communication: nel 2014 ricavi a 277,6 mln, utili in crescita, per La7 e La7d raccolta in calo a 152,9 mln

    ADV Express 13/3/2015

    Il Gruppo è riuscito a conseguire anche nel 2014 un margine operativo lordo (EBITDA) positivo pari a circa 9 milioni di euro. Con riferimento al settore editoriale televisivo (La7), il Gruppo ha perseguito il consolidamento dei risultati degli interventi di razionalizzazione e riduzione dei costi implementati nel 2013. Con riferimento ai settimanali, il Gruppo con oltre 1,8 milioni di copie medie vendute nei dodici mesi gennaio-dicembre 2014 si conferma il primo editore per copie di settimanali vendute in edicola, con una quota di mercato di oltre il 25%.

    Il Consiglio di Amministrazione della Cairo Communication, riunitosi oggi, 13 marzo, ha esaminato ed approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2014.

    Il bilancio consolidato 2014 conferma sostanzialmente i risultati già riportati nel resoconto intermedio di gestione al 31 dicembre 2014 approvato il 13 febbraio 2015.

    Nel 2014, il Gruppo Cairo Communication, pur operando in un contesto economico generale e dei mercati di riferimento (pubblicità ed editoria) ancora caratterizzato da forte incertezza, ha:
    – consolidato i risultati degli interventi di razionalizzazione dei costi del settore editoriale televisivo (La7) implementati negli otto mesi di attività del 2013, riuscendo a conseguire anche nel 2014 un margine operativo lordo (EBITDA) positivo pari a circa 9 milioni di euro, mentre nei dodici mesi gennaio-dicembre 2013 (quando La7 nei primi quattro mesi non era ancora inclusa nell’area di consolidamento del Gruppo Cairo Communication) la perdita a livello di margine operativo lordo era stata di 25,4 milioni di euro;
    – consolidato i risultati di ‘F’, ‘Settimanale Nuovo’ e ‘Settimanale Giallo’, confermato gli elevati livelli diffusionali delle altre testate pubblicate e perseguito il miglioramento dei livelli di efficienza raggiunti nel contenimento dei costi del settore editoriale periodici (produzione, editoriali e di distribuzione);
    – mantenuto l’elevato livello dei ricavi pubblicitari, tenuto conto del generale andamento del mercato;
    – conseguito nei suoi settori tradizionali (editoria periodici e concessionaria di pubblicità) risultati comunque fortemente positivi, nonostante la situazione economica e finanziaria generale e l’andamento dei mercati di riferimento, in particolare nel settore editoriale periodici, che ha conseguito un margine operativo lordo (EBITDA) ed un risultato operativo (EBIT) in crescita dell’11,2% e del 13,1% rispetto al 2013 a 13,8 milioni di euro e 12,5 milioni di euro;
    – partecipato con la società controllata Cairo Network alla procedura indetta dal Ministero dello Sviluppo Economico per l’assegnazione dei diritti d’uso di frequenze in banda televisiva per sistemi di radiodiffusione digitale terrestre, presentando la propria offerta vincolante ed aggiudicandosi i diritti d’uso – per la durata di 20 anni – di un lotto di frequenze (Mux).

    Per una migliore comprensione dei dati esposti ai fini comparativi, si ricorda che il conto economico del 2013 includeva i risultati di La7, entrata nell’area di consolidamento del Gruppo a partire dal 1 maggio 2013, per i soli otto mesi maggio-dicembre 2013.

    Nel 2014, i ricavi lordi consolidati sono stati pari a circa 277,6 milioni di euro (284,7 milioni nel 2013). Il consolidamento di La7 per tutti i dodici mesi (rispetto agli otto mesi maggio-dicembre 2013 inclusi nell’esercizio precedente) non ha comportato una variazione significativa dei ricavi in quanto oltre il 90% dei ricavi di La7 è riconducibile alla raccolta pubblicitaria effettuata da Cairo Communication in forza del contratto di concessione pubblicitaria già in essere prima della acquisizione.

    Il margine operativo lordo (EBITDA) ed il risultato operativo (EBIT) consolidati sono stati pari a circa 28,2 milioni di euro e 23 milioni di euro, in crescita del 5,6% e del 8,9% rispetto agli analoghi risultati della gestione corrente del 2013 (rispettivamente 26,7 milioni e 21,1 milioni). Il risultato netto consolidato, pari a circa 23,8 milioni, è in forte crescita di circa il 24,9% rispetto a quello della gestione corrente del 2013 (19 milioni). Nel 2013 il risultato netto (74,2 milioni) includeva per 55,1 milioni netti i proventi e oneri non ricorrenti associati alla acquisizione di La7.

    In particolare,
    – con riferimento al settore editoriale televisivo (La7), il Gruppo ha perseguito il consolidamento dei risultati degli interventi di razionalizzazione e riduzione dei costi implementati nel 2013. Il margine operativo lordo (EBITDA) e il risultato operativo (EBIT) sono stati rispettivamente circa 9 milioni di euro e 6,2 milioni di euro. Al 31 dicembre 2014 la posizione finanziaria netta di La7 è pari a 106,5 milioni e la variazione rispetto al 31 dicembre 2013 (115,8 milioni) è principalmente riconducibile alla dinamica del capitale circolante netto ed agli investimenti per l’acquisto di diritti televisivi. Il risultato operativo (EBIT) ha beneficiato in bilancio consolidato di minori ammortamenti per 18,2 milioni per effetto delle svalutazioni delle attività materiali e immateriali effettuate nel 2013 nell’ambito della allocazione del prezzo di acquisto della partecipazione. Nei dodici mesi
    gennaio-dicembre 2013 – quando La7 non era ancora inclusa per l’intero periodo nell’area di consolidamento del Gruppo Cairo Communication – la perdita a livello di margine operativo lordo era stata pari a circa 25,4 milioni. Nel 2014 lo share medio del canale La7 è stato pari al 3,25% nel totale giorno e al 3,84% in prime time (ovvero la fascia oraria 20,30-23,30), con un target di ascolti altamente qualitativo. Lo share di La7d si è confermato allo 0,5%;

    – con riferimento al settore editoriale periodici, il margine operativo lordo (EBITDA) e il risultato operativo (EBIT) sono stati pari a 13,8 milioni e 12,5 milioni di euro, in crescita dell’11,2% e del 13,1% rispetto agli analoghi risultati del 2013 (rispettivamente 12,4 milioni e 11,1 milioni). Nel periodo in esame sono stati confermati ottimi risultati diffusionali, con ricavi per 73,4 milioni (74,8 milioni nel 2013). Con riferimento ai settimanali, il Gruppo con oltre 1,8 milioni di copie medie vendute nei dodici mesi gennaio-dicembre 2014 si conferma il primo editore per copie di settimanali vendute in edicola, con una quota di mercato di oltre il 25%;

    – con riferimento al settore concessionarie, il margine operativo lordo (EBITDA) e il risultato operativo (EBIT) sono stati pari a rispettivamente 5,2 milioni e 4 milioni (rispettivamente 10,6 milioni e 8 milioni nel 2013). Nel 2014 la raccolta pubblicitaria lorda sui canali La7 e La7d è stata pari a complessivi 152,9 milioni (157,5 milioni nel 2013).

    La posizione finanziaria netta consolidata al 31 dicembre 2014 risulta positiva per circa 124 milioni (circa 172,9 milioni al 31 dicembre 2013).

    Nel 2015 il Gruppo Cairo Communication continuerà a
    – perseguire lo sviluppo dei suoi tradizionali settori di attività (editoria periodica e raccolta pubblicitaria) per i quali, nonostante il contesto economico e competitivo, in considerazione della qualità delle testate edite e dei mezzi in concessione, considera realizzabile l’obiettivo di continuare a conseguire risultati gestionali positivi;
    – impegnarsi con l’obiettivo di consolidare i risultati degli interventi di razionalizzazione e riduzione dei costi del settore editoriale televisivo realizzati nel 2013 e 2014.

  • Bilanci Mondadori: ricavi netti a -7,7% nel 2014, ma i conti migliorano; raccolta male nel primo bimestre, meglio a marzo. Ernesto Mauri: «Su R101 riflettiamo»

    DailyMedia 13/03/2015

    Mondadori chiude il 2014 con ricavi netti consolidati a quota 1.177,5 milioni di euro, in riduzione del 7,7% rispetto ai 1.275,8 milioni del 2013. A perimetro omogeneo, considerando il conferimento delle attività di raccolta pubblicitaria a Mediamond, avvenuto nel gennaio 2014, il calo dei ricavi consolidati è pari al 4,6%. Il risultato netto consolidato è positivo per 0,6 milioni rispetto a una perdita di 185,4 milioni del 2013. La posizione finanziaria netta del Gruppo di cui è a.d. Ernesto Mauri al 31 dicembre 2014 ha mostrato un sensibile miglioramento, attestandosi a -291,8 milioni rispetto ai -363,2 milioni del 2013. Guardando al futuro, Mondadori stima per l’esercizio in corso un margine operativo lordo in significativa crescita a livello operativo, così come per la posizione finanziaria netta. Parallelamente, proseguiranno le attività volte alla dismissione degli asset non core. Guardando al triennio 2015-2017, l’editrice stima un incremento medio annuo dei ricavi tra lo 0,5% e l’1,5% e un miglioramento più che proporzionale della redditività (crescita media  annuale tra il 10% e il 15%). L’Area Periodici Italia ha proseguito nel trend del primo semestre, riportando un andamento migliore rispetto al settore di riferimento per diffusioni e pubblicità. Mondadori si è confermata leader di mercato con una quota, a valore, pari al 31,3%. L’Area ha registrato nell’esercizio 2014 ricavi complessivi per 297 milioni, in calo dell’8,9% rispetto ai 326,1 milioni del 2013 (-7,6% a portafoglio omogeneo). In particolare, i ricavi diffusionali (edicola + abbonamenti) sono diminuiti del 7,2% (-5% a portafoglio omogeneo); per quanto riguarda il solo canale edicola, è stato registrato un andamento migliore del mercato di riferimento, in flessione dell’8,2%; i ricavi pubblicitari print hanno registrato un calo del 5,4% ma, al netto delle testate chiuse e cedute, la contrazione si limita al 3,4% (rispetto al -6,5% del mercato; fonte Nielsen);  considerando la positiva performance registrata sul digitale (+4,1%), la raccolta dei brand Mondadori (print + web) passa da 79,6 milioni a 76,9 milioni, in diminuzione del 4,7% (-2,8% a perimetro omogeneo); i ricavi derivanti dalle vendite congiunte, pur in calo del 24,3%, hanno evidenziato un incremento della redditività percentuale principalmente per effetto della strategia di razionalizzazione e  selezione delle iniziative più profittevoli; i ricavi derivanti dalla raccolta sui siti Mondadori sono risultati in crescita del 4,1% rispetto al 2013, per effetto delle performance registrate in particolare da Grazia.it (+43,7%), a fronte di un mercato di riferimento che ha segnato un +2,1% rispetto all’esercizio precedente (fonte Nielsen). Il margine operativo lordo dei Periodici Italia risulta in sensibile miglioramento nel 2014, nonostante la flessione dei ricavi, passando da un risultato negativo di 20,6 milioni a +3,1 milioni. Le attività di Mondadori International Business hanno registrato un aumento dei ricavi del 4,1%. Per quanto riguarda il trend pubblicitario del 2015, Mauri ha anticipato che il primo bimestre si è chiuso in negativo rispetto allo stesso periodo 2014, mentre marzo sta segnando un’inversione di tendenza in territorio positivo. Il riassetto delle testate è stato completato, quindi altre chiusure non sono all’ordine del giorno, e le diffusioni stanno andando un po’ meglio dell’ultima parte del 2014; c’è, invece, la volontà di valorizzare sempre di più i brand come sistemi integrati: non a caso, ad esempio, il nuovo sito di Sorrisi e Canzoni Tv è seguito in toto dalla redazione print, mentre Donna Moderna, tra un mese, “firmerà” una trasmissione su La5. Né c’è alcuna intenzione di cedere il 50% della joint con Gruner+Jahr per il nostro mercato, anche se quest’ultimo editore vorrebbe vendere la sua quota. L’Area Radio,  pur risentendo di un andamento negativo della raccolta, ha riportato ricavi complessivi per 11,7 milioni, in crescita del 3,3% rispetto agli 11,3 del 2014 per effetto dell’avvio a giugno di R101 Tv. L’ebitda però è negativo per il 2,3%. «Sul futuro dell’emittente stiamo riflettendo – ha detto l’a.d. -: non siamo in una situazione di leadership e vedremo se riusciamo a far crescere gli ascolti». Ma l’impressione è che il mezzo non sia più ritenuto core. I ricavi complessivi delle attività puramente digitali, volte a una più ampia valorizzazione dei contenuti editoriali del Gruppo, sono risultati in crescita del 13% rispetto al 2013, per un peso totale pari al 4,3% dei ricavi totali del Gruppo (3,9% nel 2013). Ma l’obiettivo, anche tramite acquisizioni, è di arrivare a un’incidenza di oltre il 10%. I ricavi di Mondadori France si sono attestati a 340,9 milioni, in calo del 3,7% rispetto ai 353,9 milioni del 2013; a portafoglio omogeneo, considerando la cessione di Le Film Français avvenuta a fine 2013, il calo si attesterebbe al 2,8%. Nell’esercizio 2014, l’area Retail ha registrato ricavi per 211,2 milioni, in riduzione  del 6,1% rispetto ai 225 milioni di euro dell’anno precedente. Nell’area Libri, il Gruppo ha confermato la leadership in Italia con una quota del 26,5% del mercato trade. Nel mercato degli  colastici, Mondadori Education, con una quota adddizionale pari al 13%, in linea con quella del 2013, ha confermato la terza posizione nel mercato. Nel 2014 i ricavi dell’area si sono attestati a 336,6 milioni, in crescita dello 0,7%, il margine operativo lordo è risultato di 45,1 milioni, in flessione del 2,4%. E su questo fronte, naturalmente, bisognerà aspettare non oltre il 29 maggio per sapere se RCS MG accetterà l’offerta vincolante per RCS Libri, con la cui acquisizione, il Gruppo di Segrate salirebbe al 38,5% del mercato.

     

  • Mercato A gennaio la raccolta di Sky vola al +12,6%; calano Rai, Mediaset e La7

    DailyMedia 13/03/2015

    L’ingresso nel 2015 non è stato dolce per la televisione italiana sul fronte pubblicitario. Dopo aver chiuso il 2014 con un risultato sostanzialmente in linea con l’anno precedente (-0,5% per una raccolta pari a 3,5 miliardi di euro), il piccolo schermo, con poco più di 275 milioni di euro, ha perso a gennaio il 4.8% della spesa pubblicitaria rispetto allo stesso mese del 2014. L’operatore più importante in termini di volumi, Mediaset, contiene le perdite al -4,7%, mentre la Rai lascia sul campo il 12,1% degli investimenti pubblicitari (per un totale di quasi 53 milioni). Segno positivo per Sky Italia, che cresce del 12,6% e sfiora i 27 milioni di euro. Per la galassia La7 il calo è stato nell’ordine del 13%, con un fatturato di quasi 11 milioni di euro. Bene Mtv Italia, in aumento del 18% ad oltre 5 milioni di euro, e Discovery (area kids) con una crescita dell’8,9% e un fatturato di 1,5 milioni di euro. Fanalino di coda Deejay Tv, in calo del 14,9% con un fatturato di quasi 600.000 euro. Il dato si riferisce alla gestione Gruppo Espresso-Manzoni, dal momento che dal 23 gennaio scorso il canale è entrato nel gruppo Discovery che l’ha acquistato per 17 milioni di euro.

  • Mercato A gennaio la raccolta di Sky vola al +12,6%; calano Rai, Mediaset e La7

    DailyMedia 13/03/2015

    L’ingresso nel 2015 non è stato dolce per la televisione italiana sul fronte pubblicitario. Dopo aver chiuso il 2014 con un risultato sostanzialmente in linea con l’anno precedente (-0,5% per una raccolta pari a 3,5 miliardi di euro), il piccolo schermo, con poco più di 275 milioni di euro, ha perso a gennaio il 4.8% della spesa pubblicitaria rispetto allo stesso mese del 2014. L’operatore più importante in termini di volumi, Mediaset, contiene le perdite al -4,7%, mentre la Rai lascia sul campo il 12,1% degli investimenti pubblicitari (per un totale di quasi 53 milioni). Segno positivo per Sky Italia, che cresce del 12,6% e sfiora i 27 milioni di euro. Per la galassia La7 il calo è stato nell’ordine del 13%, con un fatturato di quasi 11 milioni di euro. Bene Mtv Italia, in aumento del 18% ad oltre 5 milioni di euro, e Discovery (area kids) con una crescita dell’8,9% e un fatturato di 1,5 milioni di euro. Fanalino di coda Deejay Tv, in calo del 14,9% con un fatturato di quasi 600.000 euro. Il dato si riferisce alla gestione Gruppo Espresso-Manzoni, dal momento che dal 23 gennaio scorso il canale è entrato nel gruppo Discovery che l’ha acquistato per 17 milioni di euro.

  • Lorenzo Montagna festeggia i 20 anni di Yahoo: «Guida e integrazione nel complesso mercato dell’adv online»

    DailyMedia 13/03/2015

    Ha da poco compiuto vent’anni e ieri sera ha festeggiato a Milano in grande stile con un partyal Lime, special guest il Trio Medusa. Stiamo parlando di Yahoo. La società di servizi internet è nata, infatti, il 2 marzo 1995 dall’iniziativa di Jerry Yang e David Filo, due studenti dell’Università di Stanford, che l’avevano chiamata originariamente Guida Jerry e David per il World Wide Web.  DailyNet ha intervistato Lorenzo Montagna che da 10 anni è alla guida di Yahoo in Italia. Può tracciare un bilancio di questi primi 20 ani di Yahoo, magari  focalizzandosi sulle parole chiave ch e ne hanno costituito lo sviluppo? Le parole chiave sono “guida” e “integrazione”. Se torniamo indietro di 20 anni, internet quasi non esisteva e Yahoo nasceva proprio come guida al world wide web. Oggi dopo vent’anni ci proponiamo ancora di essere una guida aggiornata nei device e nei contenuti. Una cosa su cui abbiamo lavorato tanto in questi anni è, inoltre, l’integrazione. Sono in azienda dalla metà di questo cammino, in cui non abbiamo mai smesso di integrare in un’unica azienda diverse realtà e tipologie di business. Quando sono entrato io abbiamo ultimato l’acquisizione di Overture integrando una società separata di search. E’ stata la prima fusione di due diverse modalità di business e da allora è un continuum. Abbiamo attraversato la fase del direct response, assistendo allo spostamento del mercato verso tecnologia e click. E poi all’altra importante evoluzione del mondo mobile. La nostra è un’azienda che cambia continuamente e lo si vede anche dai professionisti che cerchiamo: siamo partiti con venditori di pubblicità classica per passare poi a laureati in statistica per le campagne a performance.

    Oggi, quindi, che cos’è Yahoo per il mercato italiano della comunicazione digitale ?

    Nel mercato gli operatori sono molti e noi non abbiamo la presunzione di essere necessari. Di fatto, però, siamo il partner che può offrire tutte le soluzioni, operando come unico punto di riferimento per le aziende su display, search, programmatic, video, mobile – dove abbiamo concentrato buona parte degli investimenti – e social. Su quest’ultima in Italia siamo ancora agli inizi, ma con Flickr e Tumblr sarà una delle aree dove ci concentreremo di più nel prossimo futuro.

    Qual è il peso di Yahoo nell’internet audience italiana ?

    Lo sforzo che abbiamo fatto sul mobile da quando Marissa Mayer è il nostro amministratore delegato, al di là dei premi riconosciuti da Apple alle nostre app, è stato premiato dai dati Audiweb. Siamo ampiamente il primo operatore con una total audience di 3,8 milioni di utenti al giorno, di cui 1,4 milioni da pc e 2,5 da mobile. Il secondo dopo di noi ha meno della metà degli utenti.

    E quali sono i vostri obietti vi per quest’anno?

    Ovviamente l’azienda ci chiede di crescere. Abbiamo avuto un gennaio lento nella ripartenza e un febbraio ottimo. I clienti hanno iniziato l’anno chiedendoci un approccio più strategico al mezzo, con pianificazioni su base annua. Credo che sia un segnale dovuto al calo dei listini e delle audience televisive nel 2014. In Italia la crescita degli altri mezzi dipende dal decremento della tv. Un altro fattore che ci fa ben sperare per il 2015 è che importanti aziende italiane per la prima volta hanno pianificato investimenti strategici verso l’estero. E uno dei nostri asset fondamentali è proprio l’internazionalità. Un buon segnale ci arriva anche dal mondo del lusso che sta iniziando ad approcciarsi al web in un modo più convinto. Prima d’ora il comparto ha investito solo in siti di grande appeal, ma in pianificazioni marginali.

    Può riassumere il perché un investitore italiano dovrebbe scegliere Yahoo per le proprie pianificazioni online?

    Come dicevo, abbiamo un’audience molto ampia e offriamo tutte le soluzioni di cui un utente  ubblicitario può avere bisogno. In un mondo molto complicato con tanti operatori specialistici, Yahoo consente di lavorare su larga scala con tecnologie proprietarie, in trasparenza e mantenendo la privacy. Offriamo pubblicità display premium, display in programmatic, video search e native, per monetizzare il mondo del mobile. L’80% del traffico su mobile è, infatti, sviluppato su app,  dove non c’è spazio per i formati invasivi, ma per adv in stream, targetizzata, contestuale, annegata nel contenuto. Soprattutto per noi è importante non generare situazioni di affollamento: su Yahoo non troverete mai più di una pubblicità ogni sette blocchi di informazione. Prima di rilasciare un prodotto nuovo, lo sottoponiamo a test di gradimento sull’utenza. Il native cambia a seconda del device e dell’applicazione su cui viene pianificato: nelle news sarà foto e testo, nelle mail solo testo, nel meteo foto con una piccola descrizione. Da ottobre vendiamo questi formati che sono stati da subito molto apprezzati dai clienti per efficienza di click e conversioni e dagli utenti che li percepiscono come non invasivi. In generale, i nostri clienti si possono dividere in due categorie: quelli che usano il mezzo in modo strategico, con pianificazioni premium, social e video, come largo consumo, automotive e tlc; e finanza, travel e servizi, più focalizzati  sulle conversioni, con il programmatic. Abbiamo costituito due aree commerciali per seguire entrambi i segmenti  di mercato. Da poco sono entrate in azienda due nuove figure provenienti  dal largo consumo e dalle agenzie per aiutarci nella sfida di rendere il caotico e complesso mercato degli investimenti online più semplice, veloce ed efficace.

  • Lorenzo Montagna festeggia i 20 anni di Yahoo: «Guida e integrazione nel complesso mercato dell’adv online»

    DailyMedia 13/03/2015

    Ha da poco compiuto vent’anni e ieri sera ha festeggiato a Milano in grande stile con un partyal Lime, special guest il Trio Medusa. Stiamo parlando di Yahoo. La società di servizi internet è nata, infatti, il 2 marzo 1995 dall’iniziativa di Jerry Yang e David Filo, due studenti dell’Università di Stanford, che l’avevano chiamata originariamente Guida Jerry e David per il World Wide Web.  DailyNet ha intervistato Lorenzo Montagna che da 10 anni è alla guida di Yahoo in Italia. Può tracciare un bilancio di questi primi 20 ani di Yahoo, magari  focalizzandosi sulle parole chiave ch e ne hanno costituito lo sviluppo? Le parole chiave sono “guida” e “integrazione”. Se torniamo indietro di 20 anni, internet quasi non esisteva e Yahoo nasceva proprio come guida al world wide web. Oggi dopo vent’anni ci proponiamo ancora di essere una guida aggiornata nei device e nei contenuti. Una cosa su cui abbiamo lavorato tanto in questi anni è, inoltre, l’integrazione. Sono in azienda dalla metà di questo cammino, in cui non abbiamo mai smesso di integrare in un’unica azienda diverse realtà e tipologie di business. Quando sono entrato io abbiamo ultimato l’acquisizione di Overture integrando una società separata di search. E’ stata la prima fusione di due diverse modalità di business e da allora è un continuum. Abbiamo attraversato la fase del direct response, assistendo allo spostamento del mercato verso tecnologia e click. E poi all’altra importante evoluzione del mondo mobile. La nostra è un’azienda che cambia continuamente e lo si vede anche dai professionisti che cerchiamo: siamo partiti con venditori di pubblicità classica per passare poi a laureati in statistica per le campagne a performance.

    Oggi, quindi, che cos’è Yahoo per il mercato italiano della comunicazione digitale ?

    Nel mercato gli operatori sono molti e noi non abbiamo la presunzione di essere necessari. Di fatto, però, siamo il partner che può offrire tutte le soluzioni, operando come unico punto di riferimento per le aziende su display, search, programmatic, video, mobile – dove abbiamo concentrato buona parte degli investimenti – e social. Su quest’ultima in Italia siamo ancora agli inizi, ma con Flickr e Tumblr sarà una delle aree dove ci concentreremo di più nel prossimo futuro.

    Qual è il peso di Yahoo nell’internet audience italiana ?

    Lo sforzo che abbiamo fatto sul mobile da quando Marissa Mayer è il nostro amministratore delegato, al di là dei premi riconosciuti da Apple alle nostre app, è stato premiato dai dati Audiweb. Siamo ampiamente il primo operatore con una total audience di 3,8 milioni di utenti al giorno, di cui 1,4 milioni da pc e 2,5 da mobile. Il secondo dopo di noi ha meno della metà degli utenti.

    E quali sono i vostri obietti vi per quest’anno?

    Ovviamente l’azienda ci chiede di crescere. Abbiamo avuto un gennaio lento nella ripartenza e un febbraio ottimo. I clienti hanno iniziato l’anno chiedendoci un approccio più strategico al mezzo, con pianificazioni su base annua. Credo che sia un segnale dovuto al calo dei listini e delle audience televisive nel 2014. In Italia la crescita degli altri mezzi dipende dal decremento della tv. Un altro fattore che ci fa ben sperare per il 2015 è che importanti aziende italiane per la prima volta hanno pianificato investimenti strategici verso l’estero. E uno dei nostri asset fondamentali è proprio l’internazionalità. Un buon segnale ci arriva anche dal mondo del lusso che sta iniziando ad approcciarsi al web in un modo più convinto. Prima d’ora il comparto ha investito solo in siti di grande appeal, ma in pianificazioni marginali.

    Può riassumere il perché un investitore italiano dovrebbe scegliere Yahoo per le proprie pianificazioni online?

    Come dicevo, abbiamo un’audience molto ampia e offriamo tutte le soluzioni di cui un utente  ubblicitario può avere bisogno. In un mondo molto complicato con tanti operatori specialistici, Yahoo consente di lavorare su larga scala con tecnologie proprietarie, in trasparenza e mantenendo la privacy. Offriamo pubblicità display premium, display in programmatic, video search e native, per monetizzare il mondo del mobile. L’80% del traffico su mobile è, infatti, sviluppato su app,  dove non c’è spazio per i formati invasivi, ma per adv in stream, targetizzata, contestuale, annegata nel contenuto. Soprattutto per noi è importante non generare situazioni di affollamento: su Yahoo non troverete mai più di una pubblicità ogni sette blocchi di informazione. Prima di rilasciare un prodotto nuovo, lo sottoponiamo a test di gradimento sull’utenza. Il native cambia a seconda del device e dell’applicazione su cui viene pianificato: nelle news sarà foto e testo, nelle mail solo testo, nel meteo foto con una piccola descrizione. Da ottobre vendiamo questi formati che sono stati da subito molto apprezzati dai clienti per efficienza di click e conversioni e dagli utenti che li percepiscono come non invasivi. In generale, i nostri clienti si possono dividere in due categorie: quelli che usano il mezzo in modo strategico, con pianificazioni premium, social e video, come largo consumo, automotive e tlc; e finanza, travel e servizi, più focalizzati  sulle conversioni, con il programmatic. Abbiamo costituito due aree commerciali per seguire entrambi i segmenti  di mercato. Da poco sono entrate in azienda due nuove figure provenienti  dal largo consumo e dalle agenzie per aiutarci nella sfida di rendere il caotico e complesso mercato degli investimenti online più semplice, veloce ed efficace.

  • Bilanci RCS MediaGroup: nel 2014 la raccolta pubblicitaria si attesta a +3,2% ma l’Italia perde il 6,3%

    DailyMedia 12/03/2015

    Nel 2014 RCS MediaGroup perde qualcosa in termini di ricavi consolidati ma cresce nella raccolta pubblicitaria, soprattutto per merito del mercato spagnolo che complessivamente è cresciuto del 5% rispetto al 2013, con la stampa quotidiana a +9,3%, la periodica a +2,2% e il web a +12,7%. La società guidata dall’amministratore delegato Pietro Scott Jovane ha chiuso l’esercizio a quota 1279,4 milioni di euro, in calo del 2,6% per via della cessione o sospensione di alcune testate periodiche no-core, nonché all’effetto delle cessioni di società e rami d’azienda, mentre i fatturati pubblicitari aumentano  del 3,2% e si attestano a quota 491,2 milioni di euro. Va bene la  Spagna, si diceva, mentre in Italia la raccolta pubblicitaria è pari a 219,5 milioni di euro, in calo del 6,3% rispetto all’anno precedente. Per quest’anno Scott Jovane si attende un calo complessivo tra l’8% e il 9% dell’adv stampa italiano, e per quanto riguarda RCS «non prevediamo di fare meglio». Nel dettaglio, il bilancio di Gruppo segnala che i ricavi da digital, oltre 160 milioni, rappresentano il 12,6% del totale, +8,7% rispetto al 2013. I ricavi diffusionali ammontano a 658,5 milioni di euro (-4,2% a perimetro omogeneo rispetto al 2013), registrando un calo dell’8,5% attribuibile principalmente all’attuazione del piano di cessioni e all’andamento delle diffusioni sul mercato spagnolo.

    L’adv complessivo cresce di 15,1 milioni raggiungendo i 491,2 milioni di euro, con un trend migliore del mercato sia in Italia, sia in Spagna (+9,9 milioni di euro). Nel quarto trimestre 2014 i ricavi pubblicitari di Gruppo crescono dell’8,5%. I ricavi editoriali diversi presentano un incremento netto di 11,6 milioni, principalmente riconducibile al moltiplicarsi degli eventi sportivi, tra cui il Dubai Tour e la Final Four di Eurolega di basket, nonché a maggiori ricavi legati al Giro d’Italia. Le azioni di efficienza sui costi hanno generato benefici per 72 milioni di euro superando ampiamente gli obiettivi iniziali fissati per il 2014 tra i di 50 e 60 milioni. L’ebitda pre oneri e proventi non ricorrenti è positivo per 70,1 milioni di euro, migliorando di 43 milioni per l’andamento positivo delle principali aree di business. Continuano gli investimenti del Gruppo in immobilizzazioni materiali e immateriali, che nel corso dell’anno sono circa 66 milioni di euro, oltre la metà dei quali investiti principalmente in area digitale, in particolare per le nuove versioni dei principali siti del gruppo, tra cui corriere. it e gazzetta.it, e per la realizzazione del nuovo formato del Corriere della Sera. Il risultato netto dell’esercizio è negativo  per 110,8 milioni di euro, contro i -218,5 milioni nel 2013, evidenziando un miglioramento di circa 108 milioni di euro rispetto all’anno precedente. La posizione finanziaria netta nel quarto trimestre si riduce di 32,8 milioni di euro, chiudendo l’anno a -482,5 milioni (-474,3 milioni al 31 dicembre 2013), performando meglio rispetto al target previsto per il 2014 e confermando l’obiettivo di riduzione del debito a fine 2015. L’organico puntuale al 31 dicembre 2014 è pari a  3.940 risorse registrando un calo di 13 unità rispetto al 2013. Per quanto riguarda il mercato italiano (area Media Italia) i ricavi si attestano a 531,9 milioni di euro (-4,5% rispetto al 2013): i ricavi digitali rappresentano il 13,8% dei ricavi complessivi dell’area.

    Escludendo dal perimetro 2013 le testate periodiche cedute, la flessione si attesta a 9,4 milioni (-1,7%), per la contrazione della raccolta pubblicitaria e delle vendite in edicola. I ricavi editoriali sono pari a 287,8 milioni di euro, praticamente in linea a perimetro omogeneo rispetto all’anno precedente (-0,2%). In particolare i ricavi editoriali del Sistema Corriere e del Sistema Gazzetta evidenziano un trend in crescita rispetto al 2013, sostenuti dal positivo effetto dell’aumento del prezzo di copertina e dal buon andamento di opere collaterali. L’adv online raggiunge circa il 21,5% dei ricavi pubblicitari dell’area. I ricavi editoriali diversi ammontano a 24,6 milioni, in lieve aumento rispetto al 2013. Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport confermano la posizione di leadership diffusionale nei settori di riferimento, la prima attestandosi a 461mila copie medie diffuse (-5,5%) con 126mila copie digitali, in crescita del 24,8% rispetto al 2013. La Gazzetta dello Sport diffonde 276mila copie medie (-1,4%), mentre le copie digitali sono pari a 54mila, in crescita del 31,7%. I siti corriere.it e gazzetta.it vantano 45,6 milioni di browser unici medi mensili non duplicati (+14% rispetto al 2013) e le edizioni digitali dei due quotidiani hanno superato i 180mila abbonamenti attivi, con una crescita del 27% rispetto al 2013. Nel 2014 sono state scaricate complessivamente 2,9 milioni di edizioni digitali, in crescita del 37,9% rispetto al 2013 (fonte interna). Per quanto riguarda le versioni mobile dei due siti, nel 2014 Corriere Mobile ha registrato 6,9 milioni di browser unici (+126,2% rispetto al 2013) e anche Gazzetta Mobile ha raggiunto nel 2014, 4,9 milioni di browser unici (+128,7% rispetto al 2013) (Fonte: Adobe SiteCatalyst). Continua  la crescita dei siti web del Sistema Verticali. L’ebitda del 2014, positivo per 60,1 milioni di euro, migliora di 81,1 milioni rispetto ai -21 milioni del pari periodo 2013. L’area Media Spagna registra ricavi per 358,1 milioni di euro rispetto ai 371,7 milioni del pari periodo 2013, con il digital al 14,1% del complessivo, con una crescita del 14,9% rispetto al pari periodo 2013. I ricavi pubblicitari  sono pari a 156,7 milioni, segnando un incremento del 6,6% rispetto al 2013. Buon andamento anche della raccolta sui mezzi on-line, che si attesta al 25% dei ricavi pubblicitari complessivi netti. I ricavi editoriali dell’esercizio 2014 raggiungono i 158 milioni, in decremento di 21,5 milioni per una generale flessione delle diffusioni e per minori ricavi dei prodotti collaterali, in parte compensati dall’area digitale. I ricavi diversi, pari a 43,4 milioni, presentano un decremento rispetto al 2013 di 1,8 milioni dovuto principalmente ai ricavi dell’area Tv, parzialmente compensato dal positivo andamento dei ricavi dell’area digitale e dagli eventi sportivi.

    L’area Libri si attesta a 222,6 milioni di euro, in riduzione di 28,5 milioni  (-11,4%) rispetto all’esercizio 2013; a perimetro omogeneo, la flessione dei ricavi si riduce a 4,5 milioni (-2%), evidenziando un incremento significativo dei ricavi digitali (+32%). Per l’anno 2015 RCS prevede per l’anno 2015, nel complesso ed a perimetro omogeneo, ricavi consolidati in lieve crescita rispetto al 2014, anche per effetto di iniziative specifiche, tra le quali lo sviluppo previsto nei servizi B2B di consumer engagement complementari alla pubblicità e lo sviluppo di eventi sportivi a livello internazionale, nonché il lancio del canale digitale terrestre GazzettaTV. Sono previsti inoltre in contenuta crescita i ricavi pubblicitari per la ripresa del mercato in Spagna, mentre i ricavi diffusionali – pur con volumi in calo – potranno essere parzialmente compensati grazie a prezzi in aumento. I ricavi dell’area Libri sono complessivamente attesi in lieve crescita, principalmente per effetto della componente digitale. Per quanto riguarda le efficienze, anche per il 2015 si prevede di proseguire nelle azioni di efficienza per raggiungere i 220 milioni al termine del piano triennale di sviluppo. L’azienda prevede un ebitda consolidato in crescita fino al raggiungimento di una marginalità (ante oneri non ricorrenti) pari a circa il 9% sui ricavi del 2015, sempre che non si verifichi, in particolare in Italia, una ulteriore e significativa contrazione del mercato pubblicitario rispetto alla flessione comunque già prevista per il 2015. A seguito di oltre due anni di riequilibrio della struttura finanziaria del Gruppo e focalizzazione sui core business, il Gruppo RCS ha individuato alcune aree di potenziale sviluppo per le quali dispone di significative competenze ed esperienza. Oltre ad un significativo rafforzamento della sua forte presenza nel settore News il Gruppo dispone di forti e radicate competenze anche nel settore Sport, che evidenzia un grande potenziale di crescita internazionale ed eccellenti prospettive di sviluppo attraverso i brand leader La Gazzetta dello Sport, Marca, RCS Sport e Last Lap. Grazie allo sviluppo di questi due core business, unitamente al rafforzamento dell’offerta di soluzioni B2B di comunicazione integrata, RCS punta ad un diverso mix di ricavi per una reddittività sostenibile e ad una profittabilità in linea con quella dei migliori operatori internazionali del settore (oggi al 15%), traguardando un nuovo modello di efficienza operativa.