Categoria: FCP Assointernet

  • Strategie Yahoo chiude portali internet e applicazioni non strategiche o già coperte

    DailyNet 7/07/2014

    Pulizie di primavera-estate. Largo alle scope, anche perché gli stracci volano e fanno anche male. Yahoo riassetta senza pietà e chiude alcuni portali e applicazioni non strategici, oppure integrati in altri servizi di punta. Tra i prodotti su cui si è messa la classica croce ci sono Shine, sito femminile di lifestyle, Xobni, l’app per la gestione dei contatti acquistata un anno fa, Yahoo Voices, sito editoriale e un motore di ricerca focalizzato sulle persone. Entro la fine di luglio cesseranople Search, il motore di ricerca per le persone, visto che la stessa cosa si può fare utilizzando Yahoo Search; poi toccherà a Xobni, perché i suoi elementi per la gestione della rubrica sono stati integrati in Yahoo Mail. Entro fine mese sarà eliminata anche la barra di Yahoo per il browser di Google Chrome. Il portale di Lifestyle Shine viene sacrificato perché il settore è ben coperto da Yahoo Beauty e Yahoo Travel. Via pure Yahoo Voices e Contributor Network. no di esistere. L’obiettivo, crive su Tumblr il senior vice president Jay Rossiter, è quello di focalizzare l’attenzione sui prodotti di punta e per far questo bisogna chiudere ‘’quelli meno popolari o già integrati nelle esperienze Yahoo’’. Una strategia avviata già l’anno scorso. I prossimi a chiudere saranno People earch, il motore di ricerca per le persone, visto che la stessa cosa si può fare utilizzando Yahoo Search; poi toccherà a Xobni, perché i suoi elementi per la gestione della rubrica sono stati integrati in Yahoo Mail. Entro fine mese sarà eliminata anche la barra di Yahoo per il browser di Google Chrome. Il portale di Lifestyle Shine viene sacrificato perché il settore è ben coperto da Yahoo Beauty e Yahoo Travel. Via pure Yahoo Voices e Contributor Network.

  • Editoria Condé Nast Digital, sono numeri bollenti: dopo i restyling accessi triplicati

    DailyNet 4/07/2014

    Dalle parti di Condé Nast Digital hanno dovuto accendere i condizionatori un po’ prima del solito; “colpa” delle emozioni causate dalla crescita del network fatta registrare a giugno: audience complessiva di 13,4 milioni di utenti mese censuario, triplicata rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Uno dei segreti risiede nel percorso di restyling completo di tutte le property digitali avviato e portato avanti nel corso degli ultimi 12 mesi. Ultimo in ordine di tempo il nuovo sito di GQItalia.it, online dalla fine di maggio. Il sito, infatti, chiude il mese con 1 milione di utenti censuari grazie alla ricca copertura dell’evento dei Mondiali 2014, registrando quasi un raddoppio rispetto all’inizio del 2014. E le buone notizie abbracciano anche gli altri brand Condé Nast: Vanity Fair, a seguito del progetto nato esattamente un anno fa, a giugno batte il proprio record storico raggiungendo 6,4 milioni di utenti unici censuari (quadruplicando la propria audience pre-rilancio); Wired segue il trend positivo post-rilascio di dicembre 2013 con il record di 3,3 milioni utenti censuari (triplicando la propria audience rispetto a giugno 2013); Vogue fa registrare 1,7 milioni (+50% rispetto a giugno 2013). In continua e incessante crescita anche la risposta per CN LIVE! – la piattaforma video online dallo scorso marzo – che raggiunge durante il mese di giugno gli 800 mila utenti unici censuari. Per l’occasione abbiamo chiesto lumi alla prima protagonista di questi refresh di successo, Barbara Corti, digital creative director del Gruppo, parte fondamentale della struttura guidata da Marco Formento, senior vice president digital. Con lei abbiamo passato in rassegna le varie testate nella loro versione digital, tra innovazioni, scelte ardite e novità prossimo venture. GQItalia, la faccia nascosta di sport e moda. E, occhio alle ragazze! Quale è stata la base su cui edifica re il nuovo si to di GQ? «Per GQItalia abbiamo da subito adottato un approccio “costruiamo un prodotto che ancora non c’è”; la scelta più appropriata all’interno di un mercato decisamente saturo in fatto di tematiche legate a sport e moda. Non siamo insomma partiti con l’intenzione di realizzare un sito companion, bensì un’evoluzione dell’esperienza cartacea. Chiaramente ci sono dei punti di contatto, si parte da una base comune, ma poi prendiamo un altro sentiero e raccontiamo storie differenti». Il direttore, non più tardi di un mese fa, aveva citato come esempio calzante per descrivere l’esperienza digitale di GQItalia i nuoviba r di N.Y., dotati di luce soffusa e un’atmosfera che invita ala chiacchiera. «Esatto: da qui siamo partiti con il riposizionamento web di GQItalia, focalizzandoci sull’elemento sportivo, ben accompagnato dai numeri cui abbiamo aggiunto una componente editoriale capace di rielaborare le cifre, tra approfondimenti e, magari, anche un po’ di sana provocazione. Il tutto è stato poi completato con format particolari che inducono alla conversazione. E un simile approccio sportivo sembra aver catturato l’attenzione, non solo in Italia, visto che persino il sito del NYT ha iniziato a cavalcare la stessa idea». Si suppone che, nonostante il repentino success o, il sito viva una costante situazione di work in progres.  «E’ così, la ricerca del nuovo step è sempre presente. Lavoriamo su dati qualitativi, studiamo il comportamento dell’utente. Per questo abbiamo istituito un meeting settimanale, che chiamiamo scherzosamente “immersione nel fango”. Ed è così che abbiamo scoperto da cosa sia attirato l’utente: Sport, Selezione Underground, Fashion». E le ragazze? «Sempre presenti e, anzi, sarà una tematica che prossimamente conoscerà ulteriori sorprese e novità». Sarano le uniche? «No. Una imminente sarà l’applicazione Daily, ovvero un app native, scaricabile sia in formato Android sia in iOs, che consentirà di avere il meglio del sito, a una determinata ora, con tanto di formati video sempre più apprezzati; cinque news al giorno, tutte molto leggere e accessibile. Un progetto a cui dobbiamo ancora trovare il nome». A proposito di orari di fruizione, siete a conoscenza di quando il singolo lettore preferisca abbeverarsi alla fonte della singola testa digitale? «GQItalia attualmente risente dell’influenza del mondiale di calcio, quindi l’accesso avviene in momenti della giornata che definirei “sportivi”. Vanity Fair viene visitato maggiormente in orario di pranzo, così come Wired. Per Vogue la sera e la notte portano consiglio». Su GQItalia ci sono dei format pubblicitari particolari? «Sì, inediti e native. Citerei il Digital Spread che si affianca ai formati standard come gli Skin; una sorta di pagina doppia, che permette una visione della pagina in lungo, uno scrolling verticale cui l’utente medio si è progressivamente abituato». Vanity Fair, celebrity a km zero ma Dove risiede il segreto del success o riscosso da Vani ty Fair? «Nel fatto che ti racconta la storia delle celebrity ma senza spiarle dal buco della serratura, entrando invece direttamente a casa loro, con l’autorevolezza delle nostre firme. In più, come accade anche con gli altri siti, si riscontra da parte nostra chiarezza e purezza nel trattamento dei singoli dati, del traffico; un qualcosa che ha portato Fedele Usai, deputy managing director di Condé Nast Italia, a vederci come costruttori di siti a km zero». Anche in questo caso, soprattutto perché la ripartenza digital di Vani ty fai r risale a un anno fa ,ci sono delle novità in ballo? «La prima che mi viene in mente è piuttosto singolare: un link che mette in contatto immediato l’utente con la redazione e  fa capire su cosa si stia lavorando al momento, avendo come punto di partenza gli autori piuttosto che le categorie. Forbes fa una cosa simile e si spinge anche oltre, visto che controlla anche quanto performi il singolo cronista. A breve lanceremo gli Emotional Tagging, che permetteranno di scrutare anche tutto quello che è un fair, curiosità nascoste. In canna ci sono poi altre due iniziative: una è legata al gaming e l’altra metterà in risalto l’aspetto social». Vogue, linea ai giovani talenti Anche Vogue.it è stato lanciato da quasi un anno, sul finire dell’estate; il sospetto è che il suo lettorato sia più elitario e molto conservativo quando si tratta di parteggiare per l’aspetto cartaceo. «Ma i risultati alla fine raccontano un’altra storia. Il sito doveva aprirsi a nuove strade e l’introduzione della sezione Photo Vogue in questo caso ha aiutato; la sua riprogettazione e il costante aggiornamento devono divenire un asset fondamentale della realtà Vogue. Ed è vero che inizialmente la sua esperienza digitale si basava molto su quello che appariva in edicola, ma oggi lanci e iniziative a supporto dei giovani talenti hanno ridisegnato la storia del sito. Al punto che Vogue.it è il più visto tra tutti i siti della testata sparsi nel mondo. Questo anche grazie al costante aggiornamento, con circa 500 articoli costruiti mensilmente». Anche qui ci sono delle news in arrivo? «Il lancio di un Daily: avverrà a settembre e in questo caso il nome lo abbiamo già trovato, “Vogue Now”». Wired, innovazione prima di tutto Con Wired, partito lo scorso dicembre, avete triplicato gli accessi ; il sospetto che la Next Fest abbia contribuito  è forte. «Non è solo un sospetto, è la realtà. A ciò abbiamo aggiunto un grosso lavoro di interazione tra le redazioni. Poi son venute fuori anche delle curiosità, come l’inserimento degli Sticker, divenuti un trend utile a evidenziare i temi trattati. Talmente popolari che alla fine sono usciti dal formato digitale per divenire fisici: ne sono stati stampati circa 50.000 proprio durante la Next Fest, evento che è stato trasmesso in streaming e che ora è visionabile dal nostro archivio». Nuovi arrivi? «Lanceremo il Wired Index interattivo, Indice di Innovazione, l’aggregazione di dati decisa dalla redazione, tra economia e sentiment; se ne ricaverà un numero attraverso cui si potrà valutare proprio l’indice di innovazione. E poi, stiamo entrando in periodo Expo, evento che copriremo in vari modi». Cn Live, micro è bello A marzo avete lancia to un brand che non esisteva: Cn Live e la cosa ha funzionato. «Questo perché può vantare una redazione dedicata, partnership e contenuti originali. Ed è responsive. Su Cn Live, che oggi conta 8 mln di video-views, abbiamo deciso di appoggiare l’arte del micro video, tutt’altro che amatoriale, che rappresenta il futuro, anche perché è cambiata l’approccio fruitivo dell’utente medio: ci sono dei tempi morti, dei tempi segmentati che non si possono non considerare». Quali sono le tematiche preferiti dall ’utente di Cn Live? «Le news soprattutto, i filmati da tre minuti e l’area delle celebrità».<

     

     

  • Siti Banzai: +60% di audience giornaliera grazie alle performance dei device mobile

    DailyNet 4/07/2014

    Cresce il ruolo di internet nella nostra vita quotidiana, spinto dalla grande diffusione e dal grande affetto nei confronti di questi dispositivi. Secondo Audiweb Mobile sono infatti quasi 20 milioni gli italiani che giornalmente accedono a internet, anche più volte al giorno, da pc, smartphone e tablet, restando complessivamente connessi per quasi 2 ore. Questo fenomeno premia e rafforza gli editori digitali. In particolare Banzai Media, l’internet company italiana leader nell’editoria verticale, grazie a testate come Giallozafferano, Pianeta Donna, Studenti.it, riscontra una prepotente crescita dell’audience proprio in virtù del mobile, facendo registrare complessivamente quasi 3 milioni di u.u. giornalieri, con un incremento del 60% rispetto alla sola audience da pc (dati Audiweb). Le donne sembrano essere le lettrici che più amano il mobile. I siti web femminili di Banzai Media (PianetaDonna, Pianeta- Mamma, My-personaltrainer, GialloZafferano) sono, infatti, quelli con la crescita maggiore, con oltre 1,1 mln di utenti al giorno, pari a +89% rispetto ai dati solo desktop. «Per quanto riguarda Banzai Media siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti. I lettori stanno premiando il nostro costante impegno per fornirgli servizi sempre migliori anche in mobilità. In particolare la leadership in termini di Total Audience nel segmento dei femminili è un asset unico su cui far leva per continuare nel nostro percorso di crescita », ha commentato Andrea Santagata, amministratore delegato di banzai Media.

  • Editoria CN Live! (Condé Nast) sbarca su WeChat

    DailyNet 3/07/2014

    Condé Nast e WeChat annunciano il lancio dell’account ufficiale sull’app di messaggistica istantanea di CN Live!, la piattaforma video Condé Nast interamente dedicata al mondo dell’intrattenimento e del lifestyle, che conta oggi 8 milioni di video views. Tramite il nuovo account su WeChat, tutti gli appassionati di CN Live! avranno la possibilità di avere periodicamente sul proprio smartphone una selezione dei migliori video della piattaforma.

     

  • FCP-Assointernet: a maggio investimenti sul web a -0,1%. Mobile a +29,2%

    ADVExpress 3/7/2014

    Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio FCP-Assointernet, nel mese la raccolta sul web ha segnato -1,1%, gli investimenti su tablet si sono attestati a -32,5% e quelli su Smart Tv a -0,2%. Il presidente Roberto Zanaboni ha commentato: “Il mese di maggio si chiude, di fatto, con un sostanziale pareggio che ritengo positivo in virtù del fatto che si confronta con il mese a valore assoluto più alto dell’intero semestre 2013. Prosegue la crescita rilevante degli investimenti su mobile che conferma l’apprezzamento del device in continua evoluzione di audience”.

    L’Osservatorio FCP-Assointernet ha diffuso i dati di fatturato relativi al periodo gennaio-maggio 2014, raffrontati allo stesso periodo del 2013.

    La tabella in allegato, Fatturato per mese per Device/Strumento, evidenzia per il mese di maggio 2014 i seguenti dati:

    • Web -1,1%

    • Mobile +29,2%

    • Tablet -32,5%

    • Smart TV/Console -0,2%

    TOT. -0,1%

    Il Presidente FCP-Assointernet Roberto Zanaboni (nella foto) ha dichiarato: “Il mese di maggio si chiude, di fatto, con un sostanziale pareggio che ritengo positivo in virtù del fatto che si confronta con il mese a valore assoluto più alto dell’intero semestre 2013. Prosegue la crescita rilevante degli investimenti su mobile che conferma l’apprezzamento del device in continua evoluzione di audience”.

     

     

  • Editoria La rivoluzione digitale del Sole 24 Ore: seconda fase

    DailyNet 02/07/2014

    Attualmente è il primo quotidiano digitale italiano, con oltre 180 mila copie medie diffuse secondo i dati Ads di aprile 2014. E inizia la seconda fase del suo piano digitale, varando tra luglio e settembre otto nuovi quotidiani digitali verticali disponibili su tablet, pc e smartphone. Per Il Sole 24 Ore la prima novità sulla rampa di lancio è il Quotidiano del lavoro: un nuovo servizio di aggiornamento online sulle tematiche, appunto, del lavoro realizzato dalla redazione di Norme e Tributi del Sole 24 Ore e dagli esperti di Guida al Lavoro, arricchito dagli strumenti operativi del Sistema Frizzera. L’home page del Quotidiano del Lavoro offrirà ogni mattina, a partire dalle 6:00, le notizie indispensabili per i professionisti, le analisi dei commentatori del Sole 24 Ore sui temi d’attualità, l’accesso a tutte le fonti del gruppo in materia lavoristica; e poi la rubrica “Il quesito del giorno”, che ogni mattina presenta la risposta a un caso pratico d’attualità tratto dell’“Esperto risponde” e una sezione dedicata alla formazione del professionista con video e moduli didattici multimediali. Inoltre, una newsletter quotidiana alle 7:00 del mattino con la panoramica sui titoli e contenuti del giorno e una rassegna settimanale delle sentenze più recenti della Cassazione in materia di lavoro e previdenza, ciascuna con massima, nota e testo integrale. Il Quotidiano del Lavoro andrà a completare l’offerta di abbonamento Business Class Lavoro che presenta in un unico strumento l’accesso privilegiato a tutti i contenuti del Gruppo 24 Ore in ambito di lavoro e previdenza, dal Sole 24 Ore a Guida al Lavoro, dal Quotidiano del lavoro alle banche dati, fino ai servizi online dedicati. Tutto su scuola e finanza Scuola24 è invece l’edizione digitale dedicata alla scuola, l’università, la ricerca e la formazione che offre ogni giorno il quadro aggiornato di tutte le principali novità nel vasto mondo che ruota attorno all’istruzione, all’innovazione e alla formazione del capitale umano. I contenuti di Scuola24, realizzati da un team di giornalisti ed editorialisti del Sole 24 Ore e arricchiti da commenti di esperti del settore, saranno navigabili attraverso tre macroaree di interesse: Scuola e Its, Università e Ricerca, Formazione professionale e In azienda. L’altra grande novità in partenza è la versione rinnovata e arricchita di Finanza24, il servizio online che mette a disposizione all’interno di un unico prodotto multimediale il meglio della produzione informativa dedicata al mercato azionario italiano: notizie e commenti sui titoli di Piazza Affari realizzati dagli esperti del Sole 24 Ore, del supplemento settimanale Plus24 e dell’agenzia di stampa Radiocor. Con la nuova release si potranno consultare le quotazioni dei titoli, i bilanci e le analisi dell’Ufficio Studi del Sole 24 Ore. L’offerta sarà integrata anche con focus sugli appuntamenti centrali della giornata di Borsa. Attenzione particolare sarà mostrata ai market mover, ai rumor di mercato, ai report delle principali banche d’affari, senza tralasciare approfondimenti e dossier sui temi caldi del listino. Finanza24 si arricchirà inoltre, a breve, di due nuovi prodotti digitali: Assicurazioni24 e ConsulenteFinanziario24. Per quanto riguarda Assicurazioni24 è uno strumento di informazione e di lavoro che si rivolge all’intero mondo assicurativo: i 50 mila dipendenti e manager delle compagnie italiane, i 250 mila agenti professionisti, gli oltre mille broker assicurativi e un vasto indotto di attuari, risk manager, periti assicurativi, avvocati e liquidatori. Una comunità di professionisti che nel rigore della testata troverà tutte le notizie e le informazioni finanziarie, le novità normative, la giurisprudenza e riferimenti regolamentari, i bilanci annuali e trimestrali riclassificati di tutte le assicurazioni quotate, nonché osservatori dinamici sull’andamento del comparto e una prospettiva internazionale di monitoraggio delle assicurazioni, con approfondimenti giornalistici e ricerche delle case di investimenti. Assicurazioni24 offrirà anche resoconti dettagliati sulle iniziative delle autorità di controllo e ampi servizi su tutte le attività associative. Il giornale digitale seguirà gli assicuratori con un’agenda aggiornata degli avvenimenti previsti e con servizi informativi sulle nomine di amministratori e su tutte le attività di reclutamento. Sguardo rivolto al mondo della consulenza ConsulenteFinanziario24 si rivolge, invece, al grande mondo della consulenza finanziaria con un portale suddiviso in quattro sezioni. La prima offrirà strumenti e approfondimenti che hanno l’obiettivo di aiutare il professionista a gestire la sua attività: l’agenda con scadenze e appuntamenti, la rubrica dedicata ai giri di poltrone e alle offerte di lavoro, le schede operative su temi connessi all’esercizio della professione, sviluppate con un taglio pratico e di immediata consultazione, il database con leggi, pronunciamenti, sentenze, prassi, interpretazioni e circolari inerenti la professione. La seconda sezione metterà a disposizione del consulente dati, analisi e tools per la gestione del cliente. Le sottosezioni dedicate a investimenti, finanziamenti e previdenza sono articolate per approfondire le tematiche dei diversi strumenti finanziari con aggiornamenti in tempo reale, serie storiche, tabelle, analisi e commenti che aiuteranno il consulente finanziario ad avere costantemente una panoramica sui mercati. La sezione formazione consentirà di organizzare corsi interattivi che permettono al consulente di acquisire crediti formativi. La quarta sezione sarà caratterizzata dal flusso di notizie che offrirà una finestra sull’attualità e permetterà di avere subito in primo piano un approfondimento sui temi specifici collegati alla notizia. Una sorta di dossier organizzati, parole chiave della professione, aggiornati anche con gli sviluppi normativi e regolamentari. Non solo leggi e regolamenti approvati, ma anche interrogazioni e interpellanze parlamentari su banche, finanza, imprese e fisco. A settembre sarà la volta dei nuovi quotidiani digitali Salute e Sanità, Energia e Ambiente, Agricoltura e Agroalimentare, Enti Locali e PA, e dell’atteso debutto di Italy24: il giornale digitale completamente in inglese per gli stranieri interessati a investire in Italia. Italy24 sarà il primo quotidiano digitale in lingua inglese sull’Italia distribuito su scala internazionale e dedicato ai decision-makers del mondo della finanza, dell’economia, della politica, interessati a notizie aggiornate e approfondimenti sugli sviluppi politici, economici, finanziari, legislativi, sociali e culturali in Italia. I contenuti di Italy24, quotidiano digitale della business community internazionale interessata ad investire in Italia, saranno realizzati da giornalisti bilingue, editorialisti, esperti e collaboratori del Sole 24 Ore e con i contributi di professionisti italiani che lavorano all’estero presso organismi e istituzioni internazionali. 

  • Aziende Lumata Group, mobilità come stile di vita

    Dailynet 01/07/2014

    Muoviti, la fortuna non aspetta: un monito, un consiglio, fate voi; l’importante che non si tratti di fredda cronaca, in quel caso sareste veramente nei guai. Che il mobile non rappresenti più il futuro ma la stretta attualità ormai l’hanno capito in tantissimi, peccato che la maggior parte di questi non abiti e operi in Italia. E allora tocca assistere a strette di mano e gesti di assenso riguardo l’argomento, salvo poi scoprire che, alla prova dei fatti, si è nuovamente fatto affidamento sull’”immobility”. Ed è a questo punto che subentra, veloce come un furetto, l’ennesimo detto: chi non risica non rosica. Un po’ quello che stanno facendo dalle parti di Lumata Group che alla mobilità hanno creduto sin dal principio, e sono passati circa 15 anni. Ecco cosa è successo nel mentre, direttamente dalle parole Filippo Arroni, head of advertising. Qual è il giudizio sul mercato del mobile advertising? Quali le criticità e quali i punti di forza? «Il mobile è indubbiamente uno dei media più potenti in circolazione. A determinare la sua ascesa ci ha pensato l’avanzamento dell’oggetto chiamato smartphone. Entro fine anno ci saranno maggiori accessi web in mobilità rispetto a quelli da desktop. Non si tratta di una sparata, di una previsione esagerata, ma della normale evoluzione della storia: il mobile mi offre la possibilità di fruire di tutto quello che mi serve ovunque mi trovi; è chiaro che la cosa determini una sorta di premio, ovvero il suo progressivo prevalere. Se volessimo unire due punti di vista, filosofico e tecnico, allora si potrebbe avanzare questo disegno: il mobile sarà il media più diffuso nel futuro più prossimo per il target alto spendente. Tenendo conto che chi possiede uno smartphone ha anche una carta di credito, i conti tornano tutti per poterne decretare il successo. E poi è un media altamente profilabile: su dieci milioni di navigatori mensili, il 70% appartiene al tipico target adv, 25-54 anni. Di contro, se vogliamo trovare qualche zona d’ombra, stiamo parlando di un canale complesso, non tutti hanno l’esperienza per poterlo domare. Noi facciamo questo mestiere da 15 anni, un lasso di tempo in cui ci siamo occupati solo di mobile, anticipando di fatto tutti i trend. Riteniamo di essere unici a livello europeo. E non siamo neanche così soddisfatti del mercato visto in chiave originale: la crescita del mobile nel 2013 è stata del 129%, peccato rappresenti solo il 10% del budget digitale. Insomma, se osserviamo da un lato gli investimenti e dall’altro la reale fruizione la differenza appare abissale». Chi oppone resistenza? «La scarsa educazione alla materia, quindi la poca conoscenza ed esperienza. Spesso le aziende non vengono consigliate in maniera appropriata e chi gestisce gli spazi si affida ancora a mezzi obsoleti. Le potenzialità sono enormi, ma la realtà dei fatti mi porta a non simpatizzare per i dati dello scorso anno e per i nuovi forecast». Se dovese trovare un modo per descrivere Lumata che parole userebbe? «Abbiamo due anime: la prima riguarda la Performance, attraverso cui gestiamo, per fare un esempio prestigioso, Buongiorno.it con cui lavoriamo da anni, sviluppando e ottimizzando campagne dal sapore unico; la seconda si riferisce al Brand, che ci porta a lavorare con le grandi aziende; in questo caso non rifiutiamo certo le tabellari classiche provenienti dai centri media, ma siamo sempre focalizzati oltre la solita campagna tattica. Una case history importante è quella di Waze, applicazione per navigazione, con milioni di fruitori, acquisita da Google per 1,2 miliardi di dollari. Waze propone alla singola azienda di posizionare i punti vendita sulle mappe. E così con loro abbiamo chiuso un accordo con Esso che ha mappato 4.000 punti vendita su Waze; e noi curiamo la concessione italiana. E ancora: lavoriamo con editori vari, tra questi anche Mtv, di cui abbiamo la concessione esclusiva per il mobile in Italia. Sviluppiamo anche progetti di native». Cosa vi riserva il futuro? «Operare in maniera sempre più stretta con le compagnie di telecomunicazioni. A tal proposito stiamo sviluppando campagne su mobile display con profilazioni socio demografiche, il che offre la possibilità della certificazione del dato sicuro. Un’offerta dirompente che permetterà di manovrare i budget in maniera differente». Può quantifica re la vostra crescita nell’ultimo semestre? «Nel mese di aprile abbiamo raggiunto un ragguardevole +52%».

  • Mediamond Digital I dati del mobile per riconoscere un’audience finora ignorata

    Dailynet 01/07/2014

    «Gli operatori sono consapevoli delle potenzialità del mobile, ma ancora si rivolgono a questo mezzo con cauto entusiasmo». Così Davide Mondo, amministratore delegato di Mediamond Digital, commenta l’opportunità di educare il mercato sulle potenzialità del mobile, in occasione dello Iab Seminar di oggi dedicato proprio a Mobile Marketing & Advertising. «Proprio di questo – aggiunge – abbiamo tenuto conto nel lavorare alle nostre proposte commerciali mobile, dando così vita a un’offerta importante per numeri, modulare per target e in grado di creare forti sinergie con altri mezzi. Rispetto ai numeri si parla di più di 15 milioni di download delle nostre app, utilizzate settimanalmente da oltre 3,5 milioni di utenti». Qual è dunque il suo giudizio sul mercato del mobile advertising? «I segnali che ci arrivano dai dati di consumo sono assolutamente confortanti. La risposta del mercato non è ancora allineata, ma siamo convinti che tale momentaneo disallineamento sia in gran parte dovuto alla non disponibilità dei dati di audience. A breve, però, Audiweb colmerà questa lacuna grazie alla ricerca mobile: avremo finalmente i dati di consumo di tutta la navigazione da mobile, sia su tablet sia su smartphone; solo allora ci renderemo conto di quanta audience è stata ignorata fino a oggi. Oltre alla copertura aggiuntiva, la grande potenzialità dello strumento è legata al suo utilizzo individuale e alla prossimità con le call to action che ognuno di noi si trova a portata di mano». Ci può racconta re una case history legata a una vostra attività mobile? In alcuni casi il nostro ruolo di concessionaria risiede nel facilitare la co-creazione di contenuti da parte dei nostri clienti, supportati dall’expertise o dalla curation dei brand editoriali. è questo il caso di Chanteclair, un prodotto dedicato alle mamme con bambini 0-3 anni. Insieme a Nostrofiglio.it abbiamo infatti lanciato un’app-gioco sponsorizzata, che, grazie anche al supporto editoriale, è stata a lungo nella top 5 della sua categoria. In altri casi abbiamo studiato operazioni di gamification, un tipo di attività in perfetta sintonia con il mobile. Alcune nostre app vanno nativamente in questa direzione, proponendo aree gaming personalizzabili dagli sponsor. Con Tim e Mediaset Connect, per esempio, abbiamo lavorato a un progetto che, partendo dal contesto delle partite di Champions League, aggiungesse un contenuto ludico pertinente. Un bell’engagement per gli utenti. Presenterete qualche novità nei prossimi mesi? Continueremo ad averne. Abbiamo da poco lanciato l’app di TG5, costruita intorno ai tanti contenuti video, anche streaming, prodotti dalla testata giornalistica. Un’applicazione che è anche user-welcoming, un’app cioè che invita gli utenti a partecipare attivamente alla produzione di notizie, sia con i sondaggi di opinione, ripresi e commentati in tv durante i TG5, ma soprattutto con l’invio di propri contenuti-notizie, e la possibilità, come già succede, che vengano trasmessi in tv. Come sono andati questi primi sei mesi dell’anno? Questo è un anno molto complicato che vede tutti i mezzi soffrire, comparto digitale compreso. Noi in realtà, nonostante il mercato in contrazione, siamo riusciti a crescere bene grazie alla spinta della videostrategy e al grande lavoro progettuale sulle testate verticali, che ci premiano in termini di attenzione ed engagement verso i clienti.

     

  • Mediamond Digital I dati del mobile per riconoscere un’audience finora ignorata

    Dailynet 01/07/2014

    «Gli operatori sono consapevoli delle potenzialità del mobile, ma ancora si rivolgono a questo mezzo con cauto entusiasmo». Così Davide Mondo, amministratore delegato di Mediamond Digital, commenta l’opportunità di educare il mercato sulle potenzialità del mobile, in occasione dello Iab Seminar di oggi dedicato proprio a Mobile Marketing & Advertising. «Proprio di questo – aggiunge – abbiamo tenuto conto nel lavorare alle nostre proposte commerciali mobile, dando così vita a un’offerta importante per numeri, modulare per target e in grado di creare forti sinergie con altri mezzi. Rispetto ai numeri si parla di più di 15 milioni di download delle nostre app, utilizzate settimanalmente da oltre 3,5 milioni di utenti». Qual è dunque il suo giudizio sul mercato del mobile advertising? «I segnali che ci arrivano dai dati di consumo sono assolutamente confortanti. La risposta del mercato non è ancora allineata, ma siamo convinti che tale momentaneo disallineamento sia in gran parte dovuto alla non disponibilità dei dati di audience. A breve, però, Audiweb colmerà questa lacuna grazie alla ricerca mobile: avremo finalmente i dati di consumo di tutta la navigazione da mobile, sia su tablet sia su smartphone; solo allora ci renderemo conto di quanta audience è stata ignorata fino a oggi. Oltre alla copertura aggiuntiva, la grande potenzialità dello strumento è legata al suo utilizzo individuale e alla prossimità con le call to action che ognuno di noi si trova a portata di mano». Ci può racconta re una case history legata a una vostra attività mobile? In alcuni casi il nostro ruolo di concessionaria risiede nel facilitare la co-creazione di contenuti da parte dei nostri clienti, supportati dall’expertise o dalla curation dei brand editoriali. è questo il caso di Chanteclair, un prodotto dedicato alle mamme con bambini 0-3 anni. Insieme a Nostrofiglio.it abbiamo infatti lanciato un’app-gioco sponsorizzata, che, grazie anche al supporto editoriale, è stata a lungo nella top 5 della sua categoria. In altri casi abbiamo studiato operazioni di gamification, un tipo di attività in perfetta sintonia con il mobile. Alcune nostre app vanno nativamente in questa direzione, proponendo aree gaming personalizzabili dagli sponsor. Con Tim e Mediaset Connect, per esempio, abbiamo lavorato a un progetto che, partendo dal contesto delle partite di Champions League, aggiungesse un contenuto ludico pertinente. Un bell’engagement per gli utenti. Presenterete qualche novità nei prossimi mesi? Continueremo ad averne. Abbiamo da poco lanciato l’app di TG5, costruita intorno ai tanti contenuti video, anche streaming, prodotti dalla testata giornalistica. Un’applicazione che è anche user-welcoming, un’app cioè che invita gli utenti a partecipare attivamente alla produzione di notizie, sia con i sondaggi di opinione, ripresi e commentati in tv durante i TG5, ma soprattutto con l’invio di propri contenuti-notizie, e la possibilità, come già succede, che vengano trasmessi in tv. Come sono andati questi primi sei mesi dell’anno? Questo è un anno molto complicato che vede tutti i mezzi soffrire, comparto digitale compreso. Noi in realtà, nonostante il mercato in contrazione, siamo riusciti a crescere bene grazie alla spinta della videostrategy e al grande lavoro progettuale sulle testate verticali, che ci premiano in termini di attenzione ed engagement verso i clienti.

     

  • Company Yahoo Italy cammina su tragitti sempre più mobile e ambiziosi

    DailyNet 30/06/2014

    Dai che ce la facciamo! Certo, non è solo una questione di maniche da rimboccarsi, bensì di mentalità da cambiare. Ma insomma, sul fronte mobile non saremo ancora a livelli di eccellenza, gli stessi sui quali si baloccano in Nord America, ma qualcosa sta cambiando sul serio. Le aziende ci credono sempre di più, i dati Fcp confortano non poco. Magari non sarà ancora arrivato il momento dei brindisi, ma un aperitivo ce lo si può concedere, magari domani allo IAB Seminar di scena Milano. Yahoo i calici tricolori li sta preparando da tempo e per non perdersi il momento sarà presente all’appuntamento come sponsor. Davide Corcione, head of agency per l’Italia, ci spiega i motivi di questa partnership nonché quelli dietro la fiducia riposta dall’azienda sul mobile. Yahoo vuol dire sempre più mobile? «Il mobile è un settore chiave per quel che ci riguarda. Da diverso tempo, infatti, stiamo assistendo a uno spostamento dell’utenza dal desktop ai device mobili. Negli Stati Uniti l’utenza mobile ha ormai raggiunto lo stesso livello di quella da desktop. Per Yahoo, quindi, il mobile è ormai un mezzo strategico. Il nostro ceo Marissa Mayer ha concentrato molti investimenti proprio sul mobile, soprattutto sull’aspetto di prodotto con nuove app di qualità. Con la nuova versione di Yahoo Meteo, per esempio, abbiamo vinto l’anno scorso l’Apple Design Awards, mentre quest’anno il prestigioso riconoscimento è andato a Yahoo News Digest per iPhone e iPod touch. La nuova app che presenta ogni giorno una selezione delle migliori news dal mondo, disponibile anche in Italia, è basata sulla tecnologia di Summly, la start up che l’enfant prodige Nick D’Aloisio, ha venduto l’anno scorso a Yahoo. Il mobile è il posto dove Yahoo deve e vuole essere, ecco perché abbiamo deciso di sponsorizzare lo IAB  Seminar dedicato a Mobile Marketing & Advertising. Sarà l’occasione per fare il punto sulla nostra offerta in termini di app e per iniziare a parlare di monetizzazione». In Ita lia cominciano ad aparire numeri confortanti sul mobile adv? Su cosa bisognerebe focalizzarsi? «Continuiamo a ripetercelo: “sarà l’anno del mobile?”. I dati Fcp ci dicono che il comparto ha registrato un +17% nel periodo gennaio – aprile 2014. E questo risultato, a fronte di una crescita sui dati flat è importante, anche se il suo valore è ancora poco rispetto al totale degli investimenti online. Lo scenario in cui ci stiamo muovendo vede un’utenza molto più preparata rispetto alle aziende. A un uso sempre più spinto del mobile fa fronte una situazione aziendale, in cui molte realtà non hanno ancora nemmeno un m-site. La criticità di questo mercato consiste nel fatto che diversamente dagli utenti, le aziende non hanno ancora colto pienamente le opportunità del mobile. Le offerte adv sono ancora limitate e i player hanno ancora problemi di monetizzazione. Qui si apre la sfida per noi di Yahoo: dobbiamo convincere le aziende ad avere il coraggio di investire e i publisher a fornire formati pubblicitari significativi sul mobile, fornendo soluzioni ad hoc per il mezzo». Avete un progetto mobile a cui siete affezionati ? «In occasione del lancio di The Red Italian Edition, una versione del drink energetico Red Bull appositamente studiata per il nostro Paese, Yahoo Italia ha sviluppato, in collaborazione con il centro media Initiative, una soluzione mobile basata sulla geolocalizzazione. L’obiettivo principale era di portare i consumatori a provare il nuovo prodotto direttamente presso i rivenditori autorizzati. In particolare, il mobile soddisfa al meglio l’esigenza dei brand di creare un trait d’union tra online e offiline e, come in questo specifico caso, di portare un target tipicamente digital alla prova del prodotto presso il punto vendita. La campagna, live per due settimane, sfruttava come veicolo un banner espandibile 300×50 geotargettizzato. Su tap venivano così indicati all’utente i 5 locali più vicini dove poter gustare The Red, visualizzabili sotto forma di elenco o mappa. Yahoo ha offerto a Red Bull una soluzione mobile chiavi in mano tagliata sul brief e sui goal del cliente. Questa prevedeva il caricamento di un database di locali in cui gli utenti avrebbero potuto provare la nuova referenza e il successivo match e geolocalizzazione all’interno delle mappe, il tutto su piattaforma Yahoo. La campagna di Red Bull ha generato un tasso di espansione dello 0,43%. Fra questi utenti, il 94% ha proseguito l’interazione con il brand per scoprire l’iniziativa e individuare i locali più vicini all’interno delle mappe. Punti di forza della campagna sono stati anche la sua misurabilità e tracciabilità». Novità in vista ? «Aggiorniamo le nostre applicazioni quasi quotidianamente. Abbiamo avuto il restyling di Yahoo Finance e quello di Yahoo Sport in occasione dei mondiali. Ora siamo focalizzati su come monetizzare il mobile. Il recente lancio del servizio di Stream Ads, che consente agli inserzionisti di pianificare  pubblicità in-stream in un formato veramente nativo, punta proprio a questo. I risultati che stiamo ottenendo negli Usa lato mobile sono davvero straordinari. La pubblicità non solo si lega bene ai contenuti, ma si adatta esattamente al singolo schermo. Lo abbiamo appena presentato in Italia ed è subito piaciuto molto ai clienti. I primi sei mesi hanno fotografato dei miglioramenti concreti? «Sul fronte mobile, non abbiamo ancora visto miglioramenti decisivi, ma questo vuol dire che c’è ancora tanto spazio di crescita. Possiamo ancora dare molto ai nostri advertiser. I volumi stanno aumentando, ma è molto importante anche la pubblicazione di dati certi sul settore. Quando i dati Audiweb si sposteranno su mobile capiremo il suo peso reale e questo darà una vera spinta al mercato».