Categoria: FCP Assointernet

  • Mercato Il portafoglio di Mediamond Digital si arricchisce con Coming Soon

    DailyNet 30/07/2014

    Nuovo ingresso nel network di Mediamond Digital. La concessionaria, infatti, accoglie con effetto immediato Coming Soon, la cui missione editoriale è aggiornare sui nuovi film e consigliare agli utenti cosa andare a vedere al cinema. Schede film (oltre 50mila), trailer, geolocalizzazione e ticketing sono i principali contenuti e servizi che il sistema Coming Soon offre agli appassionati di cinema, sia attraverso il sito (www.comingsoon.it) sia tramite l’applicazione per smartphone e tablet. Applicazione che, con oltre 2 milioni di download sulle diverse piattaforme mobili, è oggi la più utilizzata nella sua categoria in Italia. Ma Coming Soon non è solo una piattaformautility: è un vero e proprio magazine, con news in anteprima, interviste esclusive e grandi reportage dai festival internazionali del cinema, anche grazie alla rete di corrispondenti a Londra, New York e Parigi. «Coming Soon va ad allargare il portfolio digitale di Mediamond nel segmento dell’intrattenimento di qualità, all’interno del quale Coming Soon può crescere in perfetta sinergia con i brand già presenti. In particolare questa sinergia sarà visibile su TGCOM 24, all’interno del quale Coming Soon andrà a collocarsi come canale vero e proprio, quindi con le news e i trailer dei film e il tool trova- cinema. Formati video e mobile sono gli asset più interessanti, ma siamo già al lavoro per studiare progetti speciali e nativi», ha affermato Davide Mondo, a.d. di Mediamond Digital. Coming Soon continuerà a mantenere il rapporto diretto con le case di produzione cinematografica e con tutto il comparto legato al settore. « Ma il cinema – in quanto patrimonio di tutti – offre spunti per ogni settore merceologico. gni film infatti è una storia a sé, che racchiude molte opportunità di altre storie: un canale attraverso cui comunicare, in modo originale e diretto, a un pubblico specifico», puntualizza Davide Mondo a questo proposito. Piena soddisfazione anche per Paolo Cialfi, consigliere delegato di Anicaflash: «Tra le tante opportunità che offriva il mercato abbiamo scelto con convinzione Mediamond per farci rappresentare sul mercato pubblicitario, una struttura al vertice che siamo certi riuscirà a farci crescere e a supportare il programma di sviluppo del nostro sito. Siamo particolarmente orgogliosi di essere entrati a far parte di un ecosistema così esteso e siamo sicuri che in futuro sarà possibile dare luogo a interessanti sinergie con molti siti del network. Il profondo restyling di comingsoon.it, concluso a fine gennaio, e la collaborazione con TGCOM 24 ci permetteranno di offrire news che vanno oltre il mondo dell’entertainment e di arricchire ulteriormente la user experience dei nostri utenti.

  • Mercato A giugno la pubblicità online torna a sorridere: +10%

    DailyNet 29/07/2014

    Pubblichiamo i dati di fatturato della pubblicità online rilasciati nella giornata di ieri dall’Osservatorio FCP-Assointernet per il periodo gennaio-giugno 2014, raffrontati allo stesso periodo del 2013. A giugno, complici anche i Mondiali, l’online advertising torna a crescere a due cifre (+10%), un dato che permette di chiudere il semestre in positivo (+0,1%). Di seguito gli andamenti dei singoli mezzi nel mese di giugno: web +8,8%, mobile +42,2%, tablet +61,8%, smart tv/ console -29,3%. «L’ottimo risultato del mese di giugno consente di chiudere il primo semestre 2014, di fatto, in segno positivo. Oltre al mobile anche il web, grazie verosimilmente al mese dei Mondiali di calcio, esprime un’importante crescita», ha affermato Roberto Zanaboni, presdidente di FCP-Assointernet.

     

  • Mercato A giugno la pubblicità online torna a sorridere: +10%

    DailyNet 29/07/2014

    Pubblichiamo i dati di fatturato della pubblicità online rilasciati nella giornata di ieri dall’Osservatorio FCP-Assointernet per il periodo gennaio-giugno 2014, raffrontati allo stesso periodo del 2013. A giugno, complici anche i Mondiali, l’online advertising torna a crescere a due cifre (+10%), un dato che permette di chiudere il semestre in positivo (+0,1%). Di seguito gli andamenti dei singoli mezzi nel mese di giugno: web +8,8%, mobile +42,2%, tablet +61,8%, smart tv/ console -29,3%. «L’ottimo risultato del mese di giugno consente di chiudere il primo semestre 2014, di fatto, in segno positivo. Oltre al mobile anche il web, grazie verosimilmente al mese dei Mondiali di calcio, esprime un’importante crescita», ha affermato Roberto Zanaboni, presdidente di FCP-Assointernet.

     

  • Mercato – Target di pregio valorizzati grazie a Gold 5

    DailyNet 24/07/2014

    Ha una forte carica innovativa Gold 5, la nuova mega concessionaria per il video display advertising nata dall’incontro di cinque realtà protagoniste del panorama media e advertising dell’internet italiano. Specialmente in termini di parametri di vendita della pubblicità online: la sigla, infatti, punta su un’offerta focalizzata sul target piuttosto che sui siti. E in attesa di fine anno, quando gli ingranaggi della struttura – formata in rigoroso ordine alfabetico da Banzai, Italiaonline, Manzoni, Mediamond e Rcs – saranno definitivamente avviati, cerchiamo di scoprire qualcosa in più con l’amministratore delegato di Gold 5 Andrea Santagata, che è anche amministratore delegato di Banzai Media. Dopo le indiscrezioni l’ufficialità. Ma com’è nata l’idea di da r vita a Gold 5? «Devo dire in modo abbastanza casuale. Capita spesso che i vari gruppi web si incontrino e i temi del video e del programmatic sono stati avvertiti come di primaria importanza. Sicuramente non c’era un piano predeterminato ma il dialogo tra diversi soggetti ha portato alla nascita di Gold 5». Anche perché un’offerta congiunta presenta molteplici vantaggi. «Naturalmente. Sono convinto che dia maggiore forza agli editori e alle concessionarie che vi hanno aderito senza però replicare né cannibalizzare l’attività che già conducono e che non rientra nelle competenze di Gold 5». Maggiore forza perché? «Perché Gold5 consentirà di offrire campagne pubblicitarie con parametri di copertura e frequenza paragonabile a quella televisiva e di declinarle sia su audience generiche sia su audience specifiche. In particolare su target di pregio. Proprio la capacità di raggiungere target ad alto valore, attraverso la segmentazione dei siti in concessione a Gold 5, è uno dei maggiori punti di forza della neonata sigla. Insomma, possiamo contare su reach davvero importanti e su target di qualità». Caratteristiche che vi differenziano da i competitor. «Sarebbe stato poco intelligente lanciare un prodotto simile ad altri già esistenti. Oltre che per i motivi già citati, diciamo che ci differenziamo dai competitor anche per l’ambiente in cui l’advertising viene proposta: sono tutti siti internet con top brand e dalla grande qualità editoriale. Un fattore che a volte chi fa pubblicità tende a sottovalutare». Come pensi si comporteranno gli investitori nei confronti di Gold 5? «Essendo una soluzione che va a stimolare e in qualche modo anche a rafforzare il mercato, credo che gli inserzionisti riconosceranno presto l’efficacia di Gold 5, specialmente in virtù dell’unicità della sua offerta». Per adesso abbiamo discusso di Gold 5 in positivo; quali potrebbero essere invece i limiti della struttura? «Beh, sicuramente il fatto che opera su un ristretto numero di formati. E poi che non si può pianificare uno specifico sito». E come si comporteranno le concessionarie che hanno dato vita a Gold 5? «Innanzitutto le singole concessionarie offrono un maggior numero di prodotti advertising, compresi i progetti speciali. Gold 5 non si sostituisce in alcun modo ad esse. E poi offrono differenti modalità di pianificazione». Vi siete dati obiettivi di fatturato? «Vogliamo diventare l’attore di riferimento del video dispaly advertising in Italia crescendo insieme allo sviluppo del comparto video»

  • Mercato Nasce l’asse Berlusconi-De Benedetti, al via i lavori della neo concessionaria Gold 5

    DailyNet 21/07/2014

    Alla fine è successo: la possibile, nonché chiacchieratissima Partnership tra i due esponenti di spicco dell’imprenditoria italiana degli ultimi quarant’anni, ovvero Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti è oggi una realtà. Si chiama Gold 5, è una concessionaria con obiettivi digitali e raccoglie l’esperienza, oltre che dei due massimi protagonisti, di manager dai percorsi professionali ormai storici. La neonata struttura è specializzata nell’offerta di soluzioni di video display advertising ed è stata costituita con quote paritetiche dalle seguenti società: A. Manzoni & C S.p.A., Banzai Media Srl, italiaonline S.p.A., Mediamond S.p.A. e Rcs MediaGroup S.p.A. Gold 5 commercializzerà, in via non esclusiva, una porzione dei bacini di pubblicità digitale di ciascuno dei soci e offrirà al mercato degli investitori prodotti studiati per comunicare efficacemente ai più importanti target pubblicitari, con formati di video advertising quali Masthead e 300×250 video. Secondo una ricerca di eMarketer del marzo di quest’anno, negli Stati Uniti il mercato del video display advertising rappresenta circa il 12% del digital advertising spending complessivo, con un valore di 5,9 miliardi di dollari. Sempre secondo eMarketer, nel 2014 il valore del mercato italiano della pubblicità video online dovrebbe superare i 200 milioni di dollari, con una crescita per i prossimi anni di oltre il 20% annuo. Secondo FCP, già nel 2013, questo mercato valeva circa 90 milioni di euro, non conteggiando i player internazionali che non aderiscono alla rilevazione. L’obiettivo di Gold 5 è quello di diventare l’attore di riferimento in questo importante segmento, proponendo soluzioni pubblicitarie sull’insieme delle migliori realtà digitali italiane. Tramite Gold 5 i big spender pubblicitari potranno pianificare campagne video cross su tutti i siti degli editori aderenti, ottimizzando gli obiettivi di copertura e frequenza delle proprie campagne e raggiungendo valori di reach unici per il mercato digitale italiano su tutti i più importanti target di pianificazione. Gli investitori usufruiranno di soluzioni predefinite e ottimizzate per raggiungere i target di specifico interesse, senza scegliere i singoli siti web su cui pianificare, la cui commercializzazione rimarrà di esclusiva competenza delle concessionarie pubblicitarie dei soci. Per un’efficace commercializzazione dei propri prodotti, Gold 5 si avvarrà sia dei canali e delle modalità di vendita tradizionali, sia di una piattaforma tecnologica in grado di cogliere le rilevanti opportunità di business del “programmatic advertising”. Al pari di analoghe iniziative già lanciate da importanti editori in altri paesi europei, come La Place Media e Audience Square in Francia, AdAudience in Germania e Aunia in Spagna, Gold 5 vuole rappresentare un acceleratore della crescita del mercato digitale, aprendo e stimolando la concorrenza, confrontandosi sul campo dell’efficienza e dell’efficacia delle soluzioni offerte ai big spender pubblicitari. Il consiglio di amministrazione di Gold 5, che prevede un sistema a rotazione annuale dei vertici tra le cinque aziende che la costituiscono, è composto da Davide Mondo (presidente), Andrea Santagata (a.d.) e dagli amministratori Gabriele Comuzzo, Gabriele Mirra e Roberto Zanaboni. E’ prevista, inoltre, la costituzione di un comitato strategico, con il ruolo di advisory board per il supporto nella definizione delle linee guida di sviluppo della società, di cui faranno parte alcuni fra i più importanti nomi del mercato pubblicitario e media nazionale: Paolo Ainio (numero uno di Banzai), Antonio Converti (a.d. di Italiaonline), Massimo Ghedini (a.d. di A. Manzoni & C.), Stefano Sala (amministratore delegato di Publitalia 80), Raimondo Zanaboni (direttore generale Pubblicità di Rcs MediaGroup). E attualmente si prevede che la commercializzazione delle prime soluzioni pubblicitarie possa avvenire già entro la fine del 2014.

     

  • Piscopo (Rai Pubblicità): ‘Gold 5? Nessun contatto. Per noi tempo di nuovi progetti per l’area web, forti del ritorno sulle properties Rai dei video su youtube’

    ADVExpress 18/7/2014

    Desta sorpresa che nel ristretto club di concessionarie che hanno costituito la nuova realtà dell’adv online (leggi news) non entri la concessionaria Rai con il suo portfolio di mezzi. Contattato da ADVexpress Fabrizio Piscopo, ad Rai Pubblicità, precisa che non c’è stata alcuna richiesta di contatto da parte nella nuova società e annuncia, insieme a Francesco Barbarani, importanti progetti di sviluppo per l’area web della concessionaria, che beneficerà della raccolta relativa ai contenuti video Rai prima su youtube e ora trasmessi su rai.it. rai.tv e rainews.it.

    Di oggi l’ufficializzazione della notizia, già riportata da ADVexpress alcuni giorni fa (leggi news), della nascita di Gold 5, nuova concessionaria pubblicitaria specializzata nell’offerta di soluzioni di video display advertising costituita con quote paritetiche dalle società A. Manzoni & C, Banzai Media, Italiaonline, Mediamond e RCS MediaGroup (leggi news).

    Desta sorpresa che in questo ristretto club non entri Rai Pubblicità con il suo portfolio di mezzi. Raggiunto al telefono Fabrizio Piscopo (foto 1), ad della concessionaria, ha spiegato ad ADVexpress: “Non c’è stato alcun contatto tra la nostra concessionaria e questa nuova realtà. Credo comunque che un’iniziativa come questa, frutto di sinergie tra grandi gruppi, crei una sana competizione che fa bene al mercato. Per quanto riguarda il digitale, ora Rai Pubblicità è concentrata sullo sviluppo dell’area web al suo interno e certamente beneficerà dell’accordo chiuso con youtube che prevede il ritorno sulle piattaforme online Rai dei video in precedenza forniti a youtube”. Rai Pubblicità, dunque, gestirà ora anche la raccolta dei filmati che dal servizio video on demand tornano nel mondo Rai.

    Ricordiamo che in qualità direttore area web e radio ha recentemente fatto il suo ingresso in Rai Pubblicità Francesco Barbarani (foto 2), prima head of .fox, che ad ADVexpress anticipa brevemente le direttive di sviluppo dell’area web della concessionaria.

    “Punteremo sempre di più sulla ricchezza dei nostri contenuti e sull’offerta multipiattaforma, che si estenderà maggiormente sui device e sul mobile. Dall’autunno verranno annunciate le prime novità. La prima riguarda il ritorno sulle nostre properties, da rai.it a rai.tv e rainews.it dei contenuti video Rai prima diffusi su youtube con le dirette positive conseguenze sulla gestione della raccolta”.

     

     

     

  • Il programmatic per snellire la vendita della pubblicità

    Dailynet 21/07/2014

    La pubblicità evolve in modalità impensabili fino a solo qualche anno fa. E sul fronte internet la componente tecnologica è sempre più rilevante e centrale. Non solo: rappresenta anche un fattore abilitante, in grado di apportare sostanziali miglioramenti al settore. In questo contesto abbiamo assistito negli ultimi anni al fiorire del programmatic buying, ovvero la vendita della pubblicità web in modo automatico, senza l’intermediazione dell’uomo. Marketplace che fanno incontrare l’offerta degli editori con la domanda degli inserzionisti, mettendo in moto un circolo virtuoso che dà nuova linfa al mercato. «Sicuramente l’advertising online tende verso il programmatic – afferma Ivan Lodi, direttore marketing di Banzai -. Tuttavia non bisogna sottovalutare l’importanza della creatività e lo scopo principale della pubblicità: vendere prodotti e servizi. Solo così il programmatic può rappresentare una grande spinta al mercato».

    Programmatic: tutti ne parlano ma è davvero un’opportunità?

    «Direi proprio di sì. Sono anni ormai che sentiamo la parola programmatic e pian piano ci stiamo attrezzando anche noi italiani. Resta da capire meglio quali siano le vie migliori per gestire questa attività e comprenderne l’impatto. Per

    esempio, gli advertiser hanno adesso strumenti come i dati, che nel passato non possedevano e che possono sfruttare a loro vantaggio. Ma solo se sono capaci di interpretarli».

    Il mercato però fatica ancora ad affermarsi.

    «È vero: basta pensare che in Usa il 25- 30% dei budget online è programmatic. In Italia si scende al 2,5%. Il che può essere visto come una grande potenzialità. In ogni caso bisogna intendere il programmatic come una modalità che facilita e rende più efficiente il processo di buying».

    E il video programmatic?

    «Beh, gli italiani amano il video: siamo proporzionalmente il Paese che investe più nel video, probabilmente anche a causa del forte legame che abbiamo con il piccolo schermo. È un comparto destinato a crescere. E lo farà di pari passo con il programmatic».

    Come Banzai avete già approntato un’offerta in questo senso?

    «Sì. Banzai chiude private deal sulla propria inventory video. Una inventory che in generale non è ancora così sviluppata come quella display, ma che è molto ricercata dagli spender. E questo è uno dei suoi principali punti di forza».

    Com’è possibile migliorare l’attività di video programmatic? Quali consigli fornite ai vostri interlocutori?

    «Penso che chi opera nel settore deve avere ben chiaro che il programmatic è un processo che snellisce l’acquisizione e la vendita della pubblicità, facendo risparmiare in termini di costi e dando visibilità a chi magari non possiede una forza commerciale. Però è necessario tenere bene a mente quelli che sono gli obiettivi dell’advertising, ovvero la vendita di un prodotto o di un servizio. Per farlo occorre una creatività forte ed efficace in un contesto editoriale in cui possa essere colta».

    Una cosa ancor più vera nel caso del video.

    «Sì, i video devono stimolare la volontà di fruizione da parte degli utenti. Ed è qui che ritorna il discorso della creatività: deve essere messa al posto giusto nel momento giusto, in modo tale da rendere davvero efficiente l’acquisto in programmatic. Affinché ciò sia possibile, però, serve che tutti gli attori del comparto pubblicità online si sforzino per risolverne le criticità ed esaltarne le positività».

    Misurabilità e advertising online. Anche di questi due fattori se ne parla spesso, qual è il suo giudizio?

    «Uno dei cavalli di battaglia del mondo web è la sua facile misurabilità, specialmente se rapportato ad altri media. Un grande punto di forza che permette di capire l’impatto delle proprie attività di comunicazione per correggerle nel caso occorresse».

    Però…

    «Però anche qui non bisogna perdere di vista gli obiettivi: la misurazione è al servizio dell’advertising online, non viceversa. Vediamo di ricordarcelo».

     

  • Bilanci Yahoo: fatturato a 1,08 miliardi di dollari nel secondo trimestre

    DailyNet 17/07/2014

    Yahoo ha pubblicato i risultati finanziari relativi al secondo trimestre dell’anno e cominciano a venire i primi dubbi sulla gestione dell’amministratore delegato Marissa Mayer, che non è ancora riuscito ad attrarre a dovere gli investitori pubblicitari. A mitigare la scarsa prestazione di Sunnyvale, la notizia che dovrà vendere un numero minore di azioni di Alibaba, quando il colosso ecommerce sbarcherà a Wall Street. Vediamo un po’ l’andamento di Yahoo nel secondo trimestre: il fatturato è in calo del 4% a 1,08 miliardi di dollari (1,04 esclusi costi per acquisire traffico web) mentre i profitti raggiungono quota 272,557 milioni di dollari, in discesa del 19% rispetto all’omologo periodo del 2013. Il business generato dalle inserzioni pubblicitarie ha visto un -7% a 394 milioni di dollari, mentre quello derivante dalle ricerche internet è salito del 6%. Marissa Mayer ha sottolineato la delusione per questi risultati, rimarcando tuttavia le performance positive di alcune attività, come il mobile, i progetti native, il social e il video.

  • Editoria Brasile 2014, la Gazzetta dello Sport è campione del mondo

    DailyNet 16/07/2014

    Mondiale che passione, che ricordi, che gioie e che dolori. Sensazioni che si riverberano anche a distanza di tempo. E cosa fa solitamente il tifoso italiano durante un simile lasso di tempo? Si alza e si legge la Gazzetta, sia sul pc/tablet, sia prendendo la via più classica dell’edicola; e magari, durante il tragitto, comincia a riabbeverarsi alla fonte Rosea digitando ansiosamente sul proprio smartphone. Insomma, la Gazzetta è  ovunque. Poi però vengono difcrefusi i dati del mese mondiale e anche in quel di Via Solferino lo stupore diventa padrone assoluto. Leggiamoli allora questi numeri: nel periodo 12 giugno – 14 luglio, si sono registrati un totale di 20,6 milioni di browser unici, 486,3 milioni di pagine viste, 26,8 milioni di video visti. Mezzo miliardo di page view profumano di trionfo ma anche di vertigini. Allora vediamo come si è risvegliato da simile sbornia Francesco Carione, responsabile del sistema Gazzetta. Si dice che non vi aspettaste un simile successo . Eppure stiamo parlando del Mondiale. «Il primato può apparire scontato, perché di fatto ci vede sul gradino più alto del podio per l’ennesima volta. La cosa sorprendente è rappresentata dai distacchi inflitti alla concorrenza e, soprattutto, in che situazione siano maturati: la nostra Nazionale che viene fatta fuori subito; la mancanza di diritti video che ci ha costretti a inventare un contro palinsesto. La concorrenza è agguerrita, ma noi abbiamo un nome e una grande professionalità evidenziata dai 16 cronisti inviati in terra brasiliana e da una redazione focalizzata sull’evento. E anche in edicola le cose sono andate alla grande». Un successo che, si spera, abbia avuto dei riscontri positivi anche sul fronte pubblicitario. «Non si possono fare certo raffronti con quello che accadeva durante lo stesso periodo nel 2013, vista la portata globale di una simile manifestazione. E allora, mettiamo a confronto i risultati del precedente Mondiale: rispetto al 2010, l’offerta complessiva della Gazzetta ha totalizzato un +6%, risultato di grande valore, soprattutto se pensiamo come tutto sia andato a rotoli rispetto solo a un quadriennio orsono. A crescere maggiormente è stato il web. Ma anche la carta si è difesa. Oggi non te la puoi cavare con la classica tabellare, devi far funzionare la creatività, impostare le collaborazioni con gli investitori in maniera differente. Tra gli esempi, citerei il “Rompi Pallone” con Gene Gnocchi, in cui Conad e Parmigiano Reggiano prendevano parte alla trama dei vari sketches, oppure le rivisitazioni dei vecchi mondiali con Fructis; e ancora, le statistiche con l’ausilio di Mediaworld, le vendite dei pupazzetti con le fattezze dei giocatori in partnership con IP». Momenti memorabili? «Il 25 giugno, all’indomani della debacle azzurra, il sito ha registrato il suo record assoluto, con 2.169.181 browser unici (fonte Audiweb Report), e la community ha partecipato al dibattito sul sito con 7.889 commenti. Il 9 luglio, dopo l’epocale Brasile-Germania, le pagine viste hanno sfiorato i 27 milioni. La disfatta brasiliana ha rappresentato un grande momento a livello contenutistico, anche su carta e su Gazzetta Gold grazie a delle Gallery fotografiche che definirei quasi poetiche». Il Mondiale però è finito e ora occorre pensare a come mantenere simili posizioni. «Abbiamo appoggiato l’idea di una rifondazione del nostro calcio, maggiormente impostata sui giovani; abbiamo così aperto un’inchiesta sul tema che andrà avanti anche nei prossimi mesi e l’abbiamo affidata alla leva più giovane della nostra redazione. E poi adesso è tempo di mercato, di rivincite, di proclami, di attesa della nuova stagione. Noi continueremo a essere la bussola del movimento». Cosa vi aspettate in termini numerici da qui alla fine dell’anno? «Ci attendiamo una crescita del 20% sulle page view, un raddoppio sul fronte video e una buona resa pubblicitaria, ma in questo caso dipende anche dal mercato. Da febbraio, dal lancio del nuovo sito, abbiamo cominciato a studiare nuovi format e continueremo a farlo. Nel mentre ci siamo resi conto che un terzo dell’utenza digitale si muove su mobile (dal 12 giugno al 14 luglio sono stati 6,2 milioni, il 30% del totale, i visitatori che hanno navigato in mobilità nel sito di Gazzetta; le page views da smartphone sono state 65,7 milioni), ambito in cui dobbiamo crescere dal punto di vista pubblicitario. Le aziende attendono prima i numeri, non si fidano completamente ».<

  • Editoria Oggi.it, la nuova release è da record: 56 milioni di page view a giugno

    DailyNet 15/07/2014

    Chi non cambia idea non è poi così intelligente; lo si dice in giro da un po’ di tempo. Eppure mutare prospettiva, anche non radicalmente, non è così facile, soprattutto quando ti porti appresso una tradizione sulla quale i tuoi affezionati sostenitori hanno imparato a riconoscersi. Se poi i tifosi sono quelli di Oggi, storica testata Rcs occorre procedere con i classici piedi di piombo. Anche quando il cambio di marcia va a toccare il sito ufficiale. Ma dalle parti di Rcs non ci hanno pensato più di due volte, hanno chiamato i tipi di Liquid, struttura impegnata quotidianamente nella costruzione di esperienze digitali, e insieme hanno ridisegnato l’immagine della casa web di Oggi. Magari i presupposti non erano per forza di cose alla “vediamo come e se funziona”, però i risultati sono andati senz’altro oltre le più rosee aspettative. A confermarcelo è lo stesso Umberto Brindani, proprio lui, il direttore che ci racconta cosa sia cambiato da un mese a questa parte.

    Era il 12 giugno e Oggi.it cambiava pelle: siete sodisfatti dei primi risultati? «Al principio temevamo che la nuova release potesse disorientare l’utente, confonderlo, tenerlo distante, invece abbiamo registrato un +30% di traffico. Giugno ha fatto registrare addirittura il record, con 56 milioni di page view complessive, 2,5 milioni di media al giorno, con il picco di mercoledì scorso, 3 milioni di pagine viste e 200.000 browser unici (tutti dati censuari, ndr)».

    Avrà trovato delle spiegazioni per questa affermazione “senza se e senz a ma”? «Credo che il sito rinnovato sia efficace dal punto di vista grafico, ricco, friendly, eppure mai confuso. Ma non si è trattato solo di una svolta grafico-estetica, anche i contenuti hanno goduto di migliorie non da poco: al netto di tematiche legate al Gossip e alle Celebrity sempre presenti e assai frequentate, abbiamo aggiunto la Cronaca e introdotto una serie di canali di interesse femminile, Famiglia, Cucina, Fashion e Salute».

    La lettrice diviene quindi preponderante anche a livello digitale? «Direi di sì e, anzi, il restyling ha di fatto avvicinato il sito alla dimensione classica del giornale cartaceo. Ora bisogna fare un passo ulteriore, ovvero catturare un 10% di target pubblicitario femminile che ci manca rispetto all’esperienza cartacea; il 60% degli utenti digitali è donna, ma in edicola si arriva al 70%».

    A proposito di pubblicità, quali sono i settori che investono maggiormente sul sito internet? «Sempre gli stessi, in linea con il nostro lettorato: Largo Consumo prima di tutto, poi Cosmetica e Fashion». Giugno ha rappresentato un ottimo trampolino di lancio, però adeso arriva l’estate, quelle delle spiagge e degli ombrelloni e lì l’esperienza cartacea la fa ancora da padrona, o no ? «E’ vero, ma l’apparizione di tablet e smartphone ha un po’ scompaginato una realtà assodata. Tenendo presente che sul sito il nostro target di riferimento è più giovane, Oggi.it ha un lettorato che per il 40% si affida al mobile, il 25% del quale attraverso lo smartphone e il 15% su tablet».

    Il restyling è anche frutto di qualche fonte ispirativa? «Abbiamo studiato molto il mercato straniero e i siti di testate prestigiose, quali People, Build, Paris Match e altri ancora. Come accade con simili esempi prestigiosi, anche Oggi.it è un grande sito figliato a una grande testata popolare».

    Da quanti giornalisti è composta la redazione e in che modo si muove lungo l’intera giornata? «Sono in 10, guidati con maestria da Roberto Beccaria. Ci si focalizza sui video, sulle gallery, poi sui testi. Per ora vengono seguite le novità appartenenti ai vari campi tematici che contraddistinguono il sito».