Categoria: FCP Assointernet

  • Rilevazioni FCP-Assointernet: si chiude in positivo il 2017 della pubblicità online, +1,7% anche senza l’apporto degli OTT

    DailyMedia 06/02/2018

    Si è chiuso in positivo, anche senza l’apporto di Facebook e Google, il 2017 della pubblicità digitale in Italia, come confermano i dati rilasciati ieri da FCPAssointernet. In dettaglio, l’anno scorso l’organizzazione ha rilevato un incremento dell’1,7% del giro d’affari delle concessionarie per una raccolta totale di 456,17 milioni di euro, un discreto aumento rispetto ai 448,48 milioni del 2016. In crescita, l’anno scorso, i segmenti Mobile (+58,5%) e Tablet (+76,3%), mentre viaggiano in territorio negativo Web (-5,3%) e Smart Tv/Console(-19,8%). Per quanto riguarda il mese di dicembre, FCP-Assointernet segnala una crescita del 7%, con Web a +1,9%, Mobile oltre il 41%, Tablet a +81,4% e Smart Tv/Console in contrazione di circa l’80%. Complessivamente dicembre ha di poco superato i 54 milioni. Il commento del presidente FCP-Assointernet Giorgio Galantis “A dicembre, il mese di maggior peso sul totale anno, il fatturato rilevato dall’Osservatorio FCP-Assointernet incrementa del +7,0% portando la chiusura del 2017 a +1,7% sul 2016. Il terzo e quarto quarter registrano una crescita rispettivamente del +7,6% e del +3,7%. Numeri positivi realizzati in un panorama, quello della pubblicità sul web, sempre più complesso in cui i KPI qualitativi e quantitativi sono diventati la vera discriminante nella scelta dei contesti di comunicazione a disposizione delle aziende. Per questo è da rimarcare, da parte delle concessionarie FCPAssointernet, insieme alle altre associazioni di categoria, lo sforzo di condivisione di metriche, linee guida, standard, in un’ottica di massima trasparenza. Sforzi che auspichiamo siano maggiormente premiati dal mercato nel 2018, in relazione ad altri operatori che nell’anno appena trascorso si sono contraddistinti per problemi legati a fake news, contenuti non safe e/o inappropriati, metriche di misurazione non aperte a terze parti. Va inoltre sottolineato che lo sviluppo di alcune tecnologie oggi a disposizione sul mercato per la misurazione di alcuni KPI non è ancora così “solido” e affidabile, con un rilevante impatto operativo ed economico sulle Concessionarie e sugli Editori. La trasparenza e l’affidabilità rappresentano giustamente un importante valore per gli advertiser e le loro agenzie. L’impegno delle concessionarie FCP da tempo è quello di rendere disponibili ambiti editoriali safe e caratterizzati da contenuti con elevati standard qualitativi. Tale impegno proseguirà anche nel 2018, così come la collaborazione con le altre associazioni che rappresentano l’industry, per fornire metriche misurate in modo sempre più affidabile e che possano orientare gli investimenti verso editori e concessionarie capaci di offrire contesti appropriati, affidabili e sicuri”, commenta Giorgio Galantis, presidente di FCP-Assointernet.

  • Dati Osservatorio FCP-Assointernet Dicembre 2017

    Dati Osservatorio FCP-Assointernet Dicembre 2017

    L’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati per il periodo Gennaio-Dicembre 2017, raffrontati allo stesso periodo del 2016.

    La tabella in allegato: Fatturato per mese per DEVICE/STRUMENTO, evidenzia per il mese di DICEMBRE 2017 i seguenti dati:

    • Web +1,9%
    • Mobile +41,5%
    • Tablet +81,8%
    • Smart TV/Console -80,4%
    TOT. +7,0%

    Osservatorio FCP-Assointernet – Dicembre 2017
    Il commento del Presidente FCP-Assointernet Giorgio Galantis
    “A Dicembre, il mese di maggior peso sul totale anno, il fatturato rilevato dall’Osservatorio FCP-Assointernet incrementa del +7,0% portando la chiusura del 2017 a +1,7% sul 2016. Il terzo e quarto quarter registrano una crescita rispettivamente del +7,6% e del +3,7%. Numeri positivi realizzati in un panorama, quello della pubblicità sul web, sempre più complesso in cui i KPI qualitativi e quantitativi sono diventati la vera discriminante nella scelta dei contesti di comunicazione a disposizione delle aziende. Per questo è da rimarcare, da parte delle Concessionarie FCP-Assointernet, insieme alle altre Associazioni di categoria, lo sforzo di condivisione di metriche, linee guida, standard, in un’ottica di massima trasparenza. Sforzi che auspichiamo siano maggiormente premiati dal mercato nel 2018, in relazione ad altri operatori che nell’anno appena trascorso si sono contraddistinti per problemi legati a fake news, contenuti non safe e/o inappropriati, metriche di misurazione non aperte a terze parti. Va inoltre sottolineato che lo sviluppo di alcune tecnologie oggi a disposizione sul mercato per la misurazione di alcuni KPI non è ancora così “solido” e affidabile, con un rilevante impatto operativo ed economico sulle Concessionarie e sugli Editori. La trasparenza e l’affidabilità rappresentano giustamente un importante valore per gli advertiser e le loro agenzie. L’impegno delle Concessionarie FCP da tempo è quello di rendere disponibili ambiti editoriali safe e caratterizzati da contenuti con elevati standard qualitativi. Tale impegno proseguirà anche nel 2018, così come la collaborazione con le altre Associazioni che rappresentano l’industry, per fornire metriche misurate in modo sempre più affidabile e che possano orientare gli investimenti verso Editori e Concessionarie capaci di offrire contesti appropriati, affidabili e sicuri”.

    FCP - icona per file EXCEL XLSX Tav. 1 Dati FCP-Assointernet Dicembre 2017

  • Mercato Il network WebSystem24 è brand safe per il 98,1%: la politica commerciale digitale è all’insegna della qualità certificata da IAS

    DailyNet 26/01/2018

    Da febbraio 2018 System24, la concessionaria di pubblicità del Gruppo 24 Ore, si doterà di una nuova politica commerciale digitale all’insegna della qualità, con l’obiettivo di creare valore per gli inserzionisti nel rispetto degli utenti e lo fa interpretando ed anticipando limitazioni e tendenze del mercato. Brand safety Nell’ultimo anno, infatti, insieme al contrasto delle fake news è aumentata l’attenzione delle aziende per la «brand safety», ovvero all’esposizione del proprio marchio su siti con contenuti inappropriati o di notizie false, e per la verifica dell’effettiva visualizzazione della pubblicità e diverse associazioni come Upa in collaborazione anche con Fedoweb e Fcp AssoInternet hanno pubblicato manuali sulla trasparenza relativa alla filiera tecnologica, alla gestione dei dati e ad un più consapevole utilizzo di internet dal punto di vista pubblicitario. L’adverification di IAS In questo contesto System24 ha deciso di rispondere alle nuove esigenze del mercato gestendo al meglio i kpi’s qualitativi dei propri siti: brand safety, viewability, adfraud e affollamento in pagina. Certificati grazie alla tecnologia di ad verification delle campagne e dell’inventory da parte di IAS (Integral Ad Science) – partner con il più alto numero di certificazioni del Media Rating Council. “Siamo convinti che noi editori, per primi, dobbiamo da un lato evitare di erogare troppi formati pubblicitari e formati troppo invasivi per permettere la migliore fruizione dei contenuti agli utenti e dall’altro dobbiamo contestualmente verificare e garantire elevati standard per i principali kpi in modo da assicurare il pieno ritorno alle campagne pubblicitarie dei clienti. La nostra è una chiara scelta editoriale e commerciale, di rispetto per i lettori e di creazione di valore per i clienti”, spiega Massimo Pietro Colombo, direttore gene rale commerciale del Gruppo 24 Ore e direttore generale della concessionaria System24. Brand safe per il 98,1% Dalle auto analisi eseguite da System24 nel mese di dicembre 2017 sull’insieme dei siti del proprio network con il software IAS, emerge che il network WebSystem24 è brand safe per il 98,1%, superando di più di due punti percentuali il benchmark del mercato italiano. Focus sui kpivideo Per quanto riguarda la viewability, “abbiamo lavorato su tutti i formati, apportando modifiche al posizionamento in pagina, rendendo ad esempio sticky l’mpu sul Sole24Ore.com (inizialmente sull’home page e a seguire su tutte le pagine del sito). Stiamo ottimizzando ulteriormente l’area dei pre-roll. Grande sarà la focalizzazione nella misurazione dei kpi’s dell’area video da cui ci attendiamo un ulteriore forte incremento della domanda ma le cui regole d’ingaggio dovranno tenere conto dell’elevato valore che rappresentano per tutti gli editori in termini di investimento”, aggiunge Luca Paglicci, direttore digital marketing & advertising del Gruppo 24 Ore, che continua: “Abbiamo poi misurato la quantità e la tipologia delle posizioni pubblicitarie dei nostri siti, decidendo di eliminare overlay e formati che coprono significativamente il contenuto alla lettura da parte dell’utente. Abbiamo inoltre ridotto le posizioni in pagina, es. i 3 formati Ticker, Leaderboard e Masthead insisteranno sulla stessa posizione (erogato uno solo per impression), diminuendo così l’affollamento e aumentando quindi anche l’efficacia delle campagne in termini di attenzionalità.” Grazie a questi interventi, nel momento in cui a metà febbraio Chrome rilascerà la versione del suo adblocker, che bloccherà i formati adv invasivi, il network WebSystem24 sarà compliance e “immune”. Il bollino di qualità “Con le azioni di ottimizzazione che abbiamo messo in campo ci siamo autodisciplinati, certificandoci anche IAS: abbiamo sottoposto il 100% dell’inventory display e video a IAS, per metterci dalla parte di chi pianifica ed essere conformi ai kpi’s giustamente richiesti oggi dal mercato”, afferma Colombo. “A conferma del nostro impegno per la qualità e per la trasparenza ci sottoponiamo alla misurazione da parte di una società terza che garantisce l’alto livello oggettivo di brand safety del nostro network”. Per rendere evidente tutto questo, a partire da fine febbraio 2018, i 18 siti del network WebSystem24 riporteranno il logo IAS, un bollino di qualità che garantisce che le pagine sono sottoposte a certificazione dei Kpi’s.

  • Mercato Oath: nell’ultimo trimestre del 2017 ricavi a 2,2 miliardi, a +10% sul quarter precedente

    DailyNet 24/01/2018

    Verizon ha rilasciato ieri i risultati trimestrali al 31 dicembre non centrando le attese sugli utili, ma superandole per quanto riguarda i ricavi. L’azienda ha anche detto che beneficerà della nuova riforma sulle tasse voluta dall’amministrazione Trump ed entrata in vigore quest’anno. Particolarmente interessante la porzione del comunicato dedicata al media business della società, ossia quello riconducibile alle attività di Oath, la sigla nata dopo la fusione tra AOL e Yahoo. Nell’ultimo trimestre del 2017 il giro d’affari di Oath è stato pari a 2,2 miliardi di dollari, in rialzo del 10% circa rispetto al quarter precedente. La società si attende una tendenza stagionale nelle performance del primo trimestre dell’anno, un periodo solitamente più debole in confronto a quello più florido delle vacanze di Natale.

  • Mercato Oath: nell’ultimo trimestre del 2017 ricavi a 2,2 miliardi, a +10% sul quarter precedente

    DailyNet 24/01/2018

    Verizon ha rilasciato ieri i risultati trimestrali al 31 dicembre non centrando le attese sugli utili, ma superandole per quanto riguarda i ricavi. L’azienda ha anche detto che beneficerà della nuova riforma sulle tasse voluta dall’amministrazione Trump ed entrata in vigore quest’anno. Particolarmente interessante la porzione del comunicato dedicata al media business della società, ossia quello riconducibile alle attività di Oath, la sigla nata dopo la fusione tra AOL e Yahoo. Nell’ultimo trimestre del 2017 il giro d’affari di Oath è stato pari a 2,2 miliardi di dollari, in rialzo del 10% circa rispetto al quarter precedente. La società si attende una tendenza stagionale nelle performance del primo trimestre dell’anno, un periodo solitamente più debole in confronto a quello più florido delle vacanze di Natale.

  • Dati Osservatorio FCP-Assointernet Novembre 2017

    Dati Osservatorio FCP-Assointernet Novembre 2017

    L’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) per il periodo Gennaio-Novembre 2017, raffrontati allo stesso periodo del 2016.

    La tabella in allegato: Fatturato per mese per DEVICE/STRUMENTO, evidenzia per il mese di NOVEMBRE 2017 i seguenti dati:

    • Web -4,7%
    • Mobile +55,0%
    • Tablet +74,4%
    • Smart TV/Console -87,2%
    TOT. +1,5%

    Osservatorio FCP-Assointernet – Novembre 2017
    Il commento del Presidente FCP-Assointernet Giorgio Galantis
    “Per il quarto mese consecutivo, il risultato del web monitorato dall’Osservatorio FCP-Assointernet segna un risultato positivo: +1,5% a Novembre”. Crescita che porta il progressivo Gennaio-Novembre a +1,0% sul 2016.
    Sarà importante verificare come si chiuderà l’anno, tenendo conto che nel 2016 il mese di Dicembre aveva registrato il dato di fatturato più alto con oltre 50 milioni di euro”.

    FCP - icona per file EXCEL XLSXTav. 1 Dati FCP-Assointernet Novembre 2017

  • Mercato UPA rivede le stime 2017 al +1%, Sassoli anticipa un analogo trend per il 2018 e “lancia” le celebrazioni per i 70 anni dell’associazione

    DailyMedia 20/12/2017

    In dirittura d’arrivo della fine dell’anno e in base ai dati consolidati relativi ai primi 10 mesi, il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi rivede le stime di UPA sulla chiusura degli investimenti per il 2018, ritoccandole al 1+% (circa) rispetto al precedente +1,8%. E, in questa intervista esclusiva a DailyMedia, spiega questa revisione come frutto non di una causa precisa e prevalente, ma come il combinato disposto di tanti fattori che stanno generando un “momento di sospensione” che caratterizza il sistema-Paese, dalla politica al clima di fiducia, dal sentiment e relativi comportamenti d’acquisto dei consumatori a quelli delle aziende, dalle tensioni all’interno del mercato dei mezzi alle conseguenze anche concrete della non partecipazione della nostra Nazionale ai Mondiali di calcio 2018. «Con search e social – spiega Sassoli – il periodo gennaio-ottobre si è chiuso al -0,4% e al -3,1% senza le stime Nielsen relative a Google e Facebook. Novembre e dicembre evidenzieranno un risultato migliore, ma settembre e ottobre sono stati sotto le aspettative, e la survey interna che abbiamo appena concluso ci ha portati a rivedere il tasso di crescita atteso. Non ci sono motivi precisi, ma sta di fatto che, mentre crescono settori come l’auto e il farma-cura della persona, ci sono tagli, tra gli altri, da parte di alimentare – che è il comparto leader per investimenti -, grande distribuzione e tlc, queste ultime probabilmente perché le riduzioni dei margini hanno conseguenze sui budget di comunicazione. L’altra evidenza del nostro citato e consueto monitoraggio tra le aziende associate è che c’è una riduzione dei budget da parte dei big spender, con una tenuta delle medie imprese e una crescita delle piccole. Un comportamento che proseguirà anche nel 2018, per il quale pure ora stimiamo una chiusura sempre dell’1%». Attendismo degli investitori Dopo un 2017 “modesto” rispetto al 2016 (che chiuse al +3,5%), analoga prospettiva si delinea quindi anche per il prossimo anno. «Sicuramente, purtroppo, l’assioma “anno pari – anno ricco” non ci sarà e anche per UPA, come per le aziende, la “visibilità” temporale è ridottissima -continua Sassoli -. La tornata elettorale che ci attende, come da tradizione, deprime gli investimenti e, in più, c’è la prospettiva di una sostanziale incapacità o impossibilità da parte delle forze politiche di dar forma a un Governo, con il rischio che si debba anche tornare a votare pochi mesi dopo, determinando una situazione di stallo che si congiungerà con quella della mancata partecipazione dell’Italia ai campionati di Russia. Si assisterà quindi al paradosso dell’essere in presenza di un’economia che sta dando buoni risultati da una parte e di un atteggiamento attendista da parte degli investitori, con scatti e frenate dettati da umori e mode contingenti che generano un quadro instabile». Tensione nella industry Il clima di crescente tensione “politica” si sta pesantemente trasferendo anche sulla industry dei mezzi, con Mediaset che ha ripreso ad attaccare la Rai, e non solo a parole, visto che un suo esposto sulle politiche commerciali, ritenute scorrette, di quest’ultima, era all’ordine del giorno anche del Consiglio AgCom di ieri. Sassoli non entra nel merito, ma si limita a ricordare il progetto di riforma della tv pubblica già lanciato da parte di UPA che, alla base, proprio per la sua natura, quest’ultima auspica che sia sganciata dalla politica. «Il modello che ci immaginiamo – ribadisce il presidente – è quello della BBC, affidata a una Fondazione, con possibilità di ridurne l’affollamento o di eliminare del tutto la pubblicità da uno dei tre canali generalisti, a fronte dei maggiori proventi derivanti alla Rai dal canone in bolletta. Finora, delle nostre raccomandazioni, è stata accolta solo quest’ultima, ma la nostra è una proposta complessiva, mentre il focus del contendere, adesso, è solo su un aspetto. UPA, su questo, non commenta, anche perché rappresenta piccoli, medi e grandi investitori. Certo, è intuibile che un affollamento più basso, in generale, favorisca questi ultimi, ma del resto è anche vero che il contesto in cui operano gli spender è molto cambiato rispetto a quello in cui sono partite le tv commerciali, e anche piccoli investitori hanno molti più canali, non solo in senso televisivo, per le loro campagne. Quel che conta, alla fine, è il costo per grp, e ogni azienda fa le sue scelte in base agli obiettivi che si pone». Bene la fusione AssoCom-Unicom Venendo infine al mondo associativo, Sassoli conferma il progresso del lavoro in corso con AssoCom e Unicom per la stesura del “Libro Bianco” sulle gare e – sollecitato di commentare l’annunciato progetto di fusione tra queste ultime due – ne approfitta per affermare che, personalmente e come UPA, è un processo visto positivamente, come tutte le fusioni che rafforzano il mondo associativo. L’ultima “chicca” riguarda l’anticipazione del titolo del prossimo incontro dell’associazione degli utenti con il mercato, che si terrà il 4 luglio sempre al Teatro Strehler e che si intitolerà “UPA Settanta”: l’associazione venne fondata infatti nel 1948, e Sassoli vuole celebrare l’anniversario rievocando quello che è successo in questi decenni come base per guardare al futuro e alle nuove sfide che attendono l’industry della comunicazione.

  • Associazioni La pubblicità nei podcast sta diventando sempre più misurabile. Ecco le nuove linee guida a cura di IAB

    DailyNet 20/12/2017

    Il Tech Lab IAB ha aggiornato le sue linee guida per la misurazione nei Podcast delineando definizioni e best practice per misurare la portata del pubblico e i download. Le linee guida originali, pubblicate a settembre, si concentravano sulla definizione della consegna degli annunci e su come conteggiarla in modo coerente. Industria da 220 milioni Le metriche degli annunci Podcast sono sempre più necessarie, in quanto, si prevede che l’industria degli show audio supererà i 220 milioni di dollari di ricavi pubblicitari quest’anno, secondo IAB e PricewaterhouseCoopers. La misurazione nei podcast è limitata dal fatto che gli utenti tendenzialmente scaricano il contenuto e lo ascoltano offline. Anche quando qualcuno ascolta un podcast mentre lo sta scaricando, il file viene progressivamente scaricato anziché essere trasmesso in streaming dal vivo sul dispositivo. Senza un collegamento online, gli editori possono avere una conoscenza coerente del coinvolgimento o delle abitudini dell’ascoltatore dopo il download. Importanza delle guideline Le linee guida di IAB aiutano gli editori a rendere meno stringenti i limiti del download, impostando un processo standard per analizzare i log del server, che può fornire informazioni sul dispositivo che ha scaricato uno show e, per gli show scaricati durante l’ascolto, fino a che punto siano stati scaricati. Steve Mulder, senior director di NPR e copresidente del gruppo di lavoro per la messa a punto delle linee guida, “avere degli standard industriali è importante anche per portare la conversazione a un livello più alto e credibile anche a livello di partnership e sponsorizzazioni del media che si pone sullo stesso piano degli altri”. Secondo IAB, gli editori dovrebbero iniziare la misurazione filtrando i download provenienti da indirizzi IP duplicati o fraudolenti, le richieste che precaricano su un player o una pagina e i contenuti scaricati di lunghezza inferiore a un minuto. Gli editori possono quindi contare ascoltatori unici, download e consegna di annunci pubblicitari che appaiono sul log in base alle richieste del server. Misurazioni player-based Ma la misurazione basata su log non può rivelare se l’episodio sia stato effettivamente eseguito da un umano. Queste informazioni appartengono al player, come l’app iTunes di Apple o piattaforme come Stitcher e TuneIn, dove gli ascoltatori accedono e consumano i podcast. “La fase successiva della misurazione dei podcast è basata sul player”, ha dichiarato Mulder. “Possiamo essere molto più raffinati su ciò che sta accadendo in quell’ambiente di ascolto”. I player non hanno fornito dati approfonditi sul comportamento di ascolto fino ad ora, ma la cosa si sta sbloccando, a partire da Apple, ad esempio, che si è aperta a fornire i dati aggregati agli editori. Per il futuro Ma, per ora, solo Apple fornirà i dati ascolto sulle proprie piattaforme. “Centinaia di altre app presenti sul mercato dovranno adottare una soluzione standard prima che la misurazione basata sul player diventi la norma. Fino a quel momento, la misurazione basata su log rimarrà critica”, continua Mulder. Tuttavia, prima di diventare la norma di settore, le linee guida IAB per la misurazione basata su log richiedono un’ adozione generalizzata.

  • Mercato AGCOM annuncia il via del tavolo sulla disinformazione online

    DailyNet 05/12/2017

    Istituire una sede istituzionale di confronto finalizzata a favorire forme di autoregolamentazione delle piattaforme digitali e lo scambio di buone prassi per l’individuazione ed il contrasto dei fenomeni di disinformazione online nonché a misurarne e valutarne gli effetti. Questo l’obiettivo del tavolo tecnico “per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali” promosso dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), la cui riunione di insediamento si è tenuta oggi presso la sede di Roma di Agcom. All’incontro erano presenti Google, Facebook e Wikipedia e rappresentanti dei principali gruppi editoriali di stampa e radiotelevisivi e delle rispettive associazioni di categoria, spiega una nota del Garante. Libertà d’informazione e d’espressione I lavori del Tavolo – istituito con la delibera n.423/17/CONS – fanno seguito alle iniziative avviate a livello europeo e internazionale e si svolgono in coerenza con le finalità di garanzia della libertà di informazione ed espressione perseguite dall’Autorità nonché con l’attenzione sempre dimostrata dall’Autorità stessa al tema dell’uso corretto e responsabile della rete. In particolare, partendo dalle esperienze di fact-checking e da altre iniziative avviate da editori di stampa e radiotelevisivi con i social network in alcuni Paesi europei, il Tavolo avvierà la prima fase operativa nel periodo che precede l’avvio della campagna elettorale per le elezioni politiche. Il Tavolo avrà tra i suoi obiettivi anche quello di individuare, nel rispetto della libertà d’espressione, gli strumenti di auto-regolamentazione più efficaci allo scopo di prevenire e contrastare strategie di disinformazione volte a minare la creazione di un dibattito libero e consapevole nella Rete, anche con riferimento a temi che tipicamente sono oggetto di confronto politico-elettorale. In quest’ottica, la partecipazione dei media tradizionali costituirà un prezioso contributo ai lavori. L’Autorità coinvolgerà successivamente esperti e rappresentanti del mondo accademico e della ricerca scientifica allo scopo di approfondire i temi connessi ai fenomeni della disinformazione online anche sui consumi e marchi, specie nel settore alimentare, sui temi sanitari e sul gioco d’azzardo, che saranno oggetto di appositi tavoli tematici. Facebook “La lotta contro la disinformazione è una priorità per Facebook e il tema è ancora più importante durante le elezioni. Le persone vogliono trovare su Facebook informazioni corrette ed è quello che vogliamo anche noi. Il lavoro del tavolo tecnico istituito da Agcom consentirà di chiarire e rafforzare ulteriormente le procedure che consentono ai partiti politici e alle autorità competenti di segnalarci rapidamente attività o contenuti in violazione della legge italiana o degli standard della comunità di Facebook. Sarà anche un’occasione importante per discutere di eventuali iniziative comuni per sensibilizzare i cittadini italiani sul tema delle notizie false”. Google “In linea con la nostra missione, di rendere le informazioni accessibili ed utili per gli utenti, nei mesi scorsi abbiamo intensificato i nostri sforzi per evitare la diffusione di contenuti offensivi o fuorvianti – spiega Google -. Lo abbiamo fatto migliorando i nostri metodi di valutazione, aggiornando i nostri algoritmi per far emergere contenuti più autorevoli o ancora rendendo disponibile l’etichetta fact check sia sul motore di ricerca sia su Google News per rendere riconoscibili gli articoli che si occupano di verificare i fatti di una notizia. In una logica più ampia, attraverso la nostra Digital News Initiative (DNI), lavoriamo con le organizzazioni del mondo dell’editoria per portare innovazione nel mondo dell’informazione di qualità. Partecipiamo quindi con piacere a questo tavolo di lavoro. Crediamo che la collaborazione tra industry e le istituzioni rappresenti il modo migliore per garantire agli utenti informazioni di qualità online”. La Fieg Dal canto suo la Fieg esprime “apprezzamento per l’iniziativa promossa dall’Agcom che, nell’istituire il tavolo di contrasto alla disinformazione sulle piattaforme digitali, lo ha significativamente denominato ‘per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione’. La disinformazione si combatte promuovendo la produzione di una informazione corretta e plurale, ossigeno vitale per la società civile. L’informazione di qualità, basata sull’attività professionale dei giornalisti e degli editori, costituisce il primo argine contro la falsa informazione. La raccolta, la verifica, la contestualizzazione e la diffusione delle notizie secondo le regole del giornalismo, con standard qualitativi elevati e certificati, rappresentano armi formidabili contro bufale e fake news”. I soggetti che hanno aderito al tavolo di lavoro agcom Google Italy, Facebook Italy, Fondazione Wikimedia Italia, Federazione Italiana Editori Giornali, Confindustria Radio Televisioni, Aeranti-Corallo, Web Radio Associate, Associazione Nazionale Editoria di Settore, Associazione Nazionale Stampa Online, RAI, RTI Mediaset, La7, Sky Italia, Ciaopeople, Pagella Politica, AGI, Adnkronos, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Unione Cattolica Stampa Italia, Utenti Pubblicità Associati, Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, Associazione Aziende di Comunicazione, IAB Italia, Netcomm, Guardia di Finanza – Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria.

  • Dati FCP-Assointernet: ottobre a +1,7%; nei nove mesi il progresso è dello 0,9%

    DailyNet 30/11/2017

    A Ottobre il giro d’affari della pubblicità digitale, per il segmento monitorato dal periodico Osservatorio FCP-Assointernet, risulta in crescita dell’1,7%, a 44,23 milioni di euro. Una performance ancora positiva, dunque, che permette al cumulato dei primi nove mesi di mettere a segno il +0,9%, e di totalizzare 354,3 milioni di euro. Per quanto riguarda i mezzi rilevati da FCP-Assointernet, il Web mostra un calo pari al 5,6%; il Mobile chiude a +62,3%; i Tablet a +97,4% e le Smart Tv/Console perdono il 53,2%. Giorgio Galantis, presidente di FCP-Assointernet, ha dichiarato: “Dopo la crescita consistente registrata nel terzo quarter 2017, chiuso con un +7% rispetto al periodo omologo dell’anno precedente, il fatturato web segna un incremento anche in ottobre, tra i mesi più rilevanti per volume di investimenti sul mezzo. La crescita nel perimetro monitorato da FCP-Assointernet è, infatti del +1,7% e porta il dato progressivo dei dieci mesi a quota +0,9% sul 2016”.