Categoria: FCP Assointernet

  • Dati Osservatorio FCP-Assointernet Aprile 2018

    Dati Osservatorio FCP-Assointernet Aprile 2018

    L’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati per il periodo Gennaio – Aprile 2018, raffrontati allo stesso periodo del 2017.

    Osservatorio FCP-Assointernet – Aprile 2018
    Il commento del Presidente FCP-Assointernet Giorgio Galantis

    “Il risultato fortemente positivo degli investimenti su “Smartphone” al +40,1%, e la sostanziale tenuta della componente “Desktop/Tablet”, hanno determinato nel mese di Aprile una crescita complessiva dei volumi di fatturato pubblicitario monitorati dall’Osservatorio FCP-Assointernet del +6,9% rispetto al 2017. Si tratta del terzo mese consecutivo nell’anno in territorio positivo.
    Tale risultato consente di registrare un dato progressivo nei primi quattro mesi del +3,8%, a circa 144 milioni di euro, in un contesto complessivo che rimane di difficile lettura”.

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  • Eventi Publisher Day: a Milano emerge la necessità di puntare sulla trasparenza e fare sistema

    DailyNet 01/06/2018

    Si è tenuto ieri a Milano il Publisher Day, storico evento dell’industry digitale organizzato da 4w MarketPlace. L’appunta-mento ha raccolto esponenti del mondo editoria-le e delle concessionarie mettendoli a confronto con i rappresentanti dei centri media. “La risposta incontra la domanda”, questo il titolo dell’incontro moderato dal Marketing Manager di 4w Marketplace, Massimo Pattano, con protagonisti Ugo Benini, Chief Digital Officer di Zenith, Umberto Bottesini, Chief Programmatic & Data Officer di Dentsu Aegis Network, e Davide Costantino, Head of Affiperf – Programmatic, Havas Media Group. Il confronto è sta-to aperto e partecipato e ha visto affrontare i gran-di temi del digitale, come brand safety, GDPR, OTT e viewability. «Oggi i giganti hi tech hanno abbracciato il digitale a 360 gradi – ha esordito Benini -. Non si tratta solo di piattaforme dove si pianifica, ma dov’è possibile compiere diverse attività, tra cui, per esempio, l’ecommerce». Quindi Bottesini ha parlato di GDPR, rispondendo a una provocatoria domanda di Pattano sul ruolo di Google nella definizione concreta della normativa entrata in vigore lo scorso 25 maggio: «Si tratta di un tema più ampio rispetto al solo digital advertising e, spesso, i clienti hanno bisogno d’idee più chiare», ha detto. Big G ha da tempo adotta-to un modello di consenso esplicito, mentre publisher, SSP e attori dell’ad tech, per poter sfruttare DoubleClick for Publishers – che poi vale circa il 50% del mercato – devono dimostrare di aver-lo abbracciato anch’essi. «Stiamo andando in una direzione di ulteriore concentrazione, occorre fare sistema». Perché Google, negli anni, ha raccolto attorno a sé tantissimi editori, creando un sistema senza che gli stessi publisher ne fossero totalmente consapevoli.
    Davide Costantino ha affrontato la questione delle consultancy. Un tema caldissimo dopo che settimana scorsa è stata annunciata la nascita di Accenture Interactive Programmatic Services, la nuova unità della multinazionale per il programmatic ad buying. «Dobbiamo esse-re noi più bravi – ha spiegato -, garantendo la necessaria trasparenza non solo ai clienti, ma a tutta la filiera». Quindi la discussione si è spostata sulla brand safety, un problema che riguarda soprattutto le grandi piattaforme alimentate dagli User Generated Content e, a intervenire, è stato ancora una volta Benini: «Si sta cercando di rendere tecnologico un concetto che è, in realtà, personale» e connesso alla specifica visione delle aziende. Benini sostiene che, nono-stante ci sia stato un ampio dibattito a riguardo, gli investimenti pubblicitari sulle grandi piatta-forme non hanno subito battute d’arresto. «Il 2017 è stato un anno record per il fatturato di Facebook e anche YouTube continua ad attrar-re investimenti». Il manager ha fatto il paragone con il dieselgate che ha coinvolto Volkswagen: tutti lo hanno condannato ma in pochi mesi la casa tedesca ha rubato lo scettro di primo pro-duttore mondiale a Toyota. Infine, Benini ha vo-luto portare l’attenzione sulla brand safety su base keyword, che rischia di penalizzare gli edi-tori premium, in un contesto assolutamente safe, solo perché degli articoli contengono parole sensibili. Anche Bottesini si è unito al coro, evidenziando la necessità di educare i clienti. Garantire elevati livelli di viewability rappresenta un costo importante per un editore, spesso non premiato adeguatamente da chi investe. E, in mancanza di un unico giudice e di diverse metodologie, le misurazioni restituite dai principali operatori tendono a dare ri-sultati dissimili. «Occorre arrivare a uno standard unico», ha specificato Davide Costantino. In questo senso è emerso il bisogno di educare i clienti, non solo per quanto concerne la viewability, ma anche in materia di concentrazione. E per essere un’alternativa valida agli OTT l’unica strada è quella di correre insieme, consorziarsi. «Perché i publisher producono il dato, ma affinché questo sia significativo deve essere a volume», ha dichiarato Bottesini. Costantino ha aggiunto che «serve anche fare formazione in campo programmatic», un settore molto tecnico e in continua evoluzione. Infine, Benini ha sottolineato il tema della giusta remunerazione degli editori premium, un concetto assai caro a tutto il mercato. Al termine dei lavori, Massimo Pattano ha fatto un bilancio con DailyNet: «Credo che siano emerse con forza due chiavi di lettura». La prima è che anche l’ala del media buying si è accorta che lo strapotere degli OTT non paga, «perché è sterile e rende tutto più complicato». Una situazione che ha anche ricadute nella relazione con il cliente. «Per questo si è discusso della possibilità di creare un consorzio, che, a mio avviso, dovrebbe lavorare sia sul fronte degli spazi sia su quello dei dati». Ai publisher il compito e l’impegno di concretizzare questa aggregazione, garantire la qualità e la gestione oculata degli spazi, in una logica di piena trasparenza. «Perché se c’è un editore disonesto a farne la spesa è tutta la filiera». La seconda chiave di lettura è che l’ecosistema della pubblicità digitale «è diventato davvero complesso – spiega Pattano -. Dobbiamo trovare la ricetta giusta per arrivare a una semplificazione e il cambiamento deve partire dagli edito-ri stessi». Infine, in merito all’evento Pattano si è detto soddisfatto perché «4w ha fatto un ri-torno alle origini, occupandosi nuovamente in modo ampio e articolato della domanda».

  • Mercato “Libro Bianco sulla comunicazione digitale”: ecco la seconda edizione, Brand Safety e Policy in primo piano

    DailyMedia 30/05/2018

    A circa undici mesi dalla presentazione ufficiale le associazioni che hanno lavorato al “Libro Bianco sulla comunicazione digitale”(AssoCom, FCP-Assointernet, Fedoweb, Fieg, Iab Italia, Netcomm, Unicom, Upa) rilasciano la seconda edizione con i primi importanti aggiornamenti, relativi in particola-re al capitolo “Brand Safety e Brand Policy”. Aggiornati, inoltre, i dati sugli investimenti pubblicitari nel capitolo “Trasparenza su investimenti pubblicitari” e ampliata la lista delle società di adverification nel capitolo “Viewability”. Lo si legge in una nota diramata nella giornata di ieri. “Brand Safety e Brand Policy”Il capitolo “Brand Safety e Brand Policy” è stato ulteriormente articolato e approfondito, a fronte dell’importanza sempre crescente che il tema sta assumendo per l’intera industry del digitale. L’obiettivo è proporre norme condivise di comporta-mento fra domanda e offerta in merito all’applicazione di Brand Safety e Brand Policy, affinché la loro attuazione non generi riduzione di valore per l’intera filiera e non sia limitante per l’efficacia delle campagne. Si riparte dal-le definizioni: Brand Safety è la messa a disposizione per i brand di contesti di comunicazione in linea con la legge; Brand Policy di contesti in linea con le policy specifiche del brand scelte e indicate per ogni campagna di comunicazione. Ad Verification e keywordIl capitolo approfondisce, inoltre, la parte sulle meccaniche di utilizzo degli strumenti di Ad Verification per il monito-raggio del rispetto della Brand Policy dei singoli contenuti e l’eventuale attività di blocco dell’erogazione degli annunci, distinguendo tra due diversi e possibili macro-ambiti di acquisto che il mercato offre: in blind e in transparent. Al corretto utilizzo delle keyword nel processo della Brand Policy è dedicata particolare attenzione. Evidenziati i rischi connessi ad una semplicistica applicazione di quanto attualmente vigente nell’acquisto della search advertising e/o negli acquisti in modalità blind, ovvero utilizzo di liste lunghissime di keyword non semanticamente correlate con i contenuti ma in stringente logica di matching. La Brand Policy basata solo su keyword senza una base semantica aumenta il rischio di bloccare l’erogazione della campagna anche in contesti di comunicazione qualificati. In tal senso vengo-no proposti alcuni semplici accorgimenti operativi da seguire per migliorare l’attuale rendi-mento delle campagne basa-te su keyword. Consapevole utilizzo del Passback, la tecno-logia che consente di monetizzare le chiamate che l’adserver della concessionaria passa a una piattaforma di terze par-ti e che la stessa non trasforma in impression in quanto non ha o blocca, nel caso di utilizzo di sistemi di Ad Verification, gli annunci da pubblicare. Passback il cui utilizzo va distinto tra ambito programmatico e acquisto in modalità diretta o programmatic guaranteed. Un incontro per l’industry. Le associazioni stanno, infine, programmando un incontro destinato a coinvolgere l’intera industry per illustrare i nuovi contenuti e fornire quelle competenze specifiche che permettano una corretta applicazione delle regole di Brand Safety e Brand Policy.

    FCP - icona per file ACROBAT PDF Scarica la Seconda Edizione del “Libro Bianco sulla Comunicazione Digitale”

  • Mercato smartclip e Discovery Italia insieme per la distribuzione di campagne specifiche addressable tv

    DailyMedia 23/05/2018
    Smartclip, la piattaforma internazionale specializzata in addressable tv e proprietaria della SSP video multipiattaforma SmartX Platform, annuncia la partnership con Discovery Italia, leader nell’intrattenimento di qualità, per la distribuzione di campagne addressable tv su cinque canali del gruppo: Nove, Real Time, DMAX, Giallo e Motor Trend. Targeting mirato La collaborazione vede le due società unite per offrire ai brand la possibilità di raggiungere la propria audience in maniera mirata e targettizzata grazie alle caratteristiche distributive tipiche dell’addressable tv che unisce il potenziale della tv lineare con le possibilità di targeting mirato del mondo digitale facendo leva su tutti i vantaggi offerti dal digital. Addressable tv L’addressable tv, infatti, permette di mostrare pubblicità gestita tramite un ad server durante la fruizione di un contenuto tradizionale su un canale del digitale terrestre, beneficiando di delivery 1 to 1, gestione dei limiti di frequenza, targettizzazione geografica, per interesse, per contenuti. Il protocollo a supporto dell’addressable tv più diffuso è l’HbbTV (Hybrid broadcast broadband TV) – in Italia presente da giugno 2017 e su cui smartclip Italia è attiva da settembre – che permette di portare le tecnologie tipiche del mondo digital sulla programmazione lineare. Enorme cambiamento “L’addressable tv rappresenta un enorme cambiamento nella pianificazione delle campagne televisive. Grazie a questa modalità, che permette di mostrare annunci specifici, diversi da utente a utente e in tempo reale all’interno delle programmazioni televisive lineari, i brand hanno la possibilità di raggiungere la propria target audience in maniera mirata e precisa”, dichiara Luca Di Cesare, Managing Director Italia di smartclip. “Per smartclip l’addressable tv è un asset importante sul quale puntiamo e su cui abbiamo iniziato a focalizzarci già da qualche anno, abbiamo dovuto attendere un po’ prima che fossero disponibili in Italia le tv con la tecnologia necessaria, ma il riscontro che stiamo ricevendo da parte dei clienti dimostra che stiamo percorrendo la giusta direzione, e la partnership con Discovery rappresenta un’ulteriore conferma”. Attenti all’innovazione “Discovery Media è da sempre attenta all’innovazione e lo è ancor di più quando si tratta di valorizzare gli investimenti dei propri clienti, intercettando specifici target attraverso ogni modalità all’avanguardia”, sottolinea Alessandro Renzi, Ad Sales Marketing Development Director Discovery Media. “La partnership con smartclip va esattamente in questa direzione e ci consentirà di raggiungere maggiore efficienza nello sviluppo di piani di comunicazione per i brand. Insieme a smartclip ci posizioneremo tra i player più sensibili e attenti in tema di adressable tv, una realtà che sta diventando sempre più rilevante e che rappresenterà il futuro con cui tutti i broadcaster saranno presto chiamati a misurarsi”. Completa e flessibile Completa e flessibile, la piattaforma addressable tv di smartclip dimostra l’impegno della società nel settore: apre, infatti, nuove opportunità pubblicitarie e di revenue per il mercato della pubblicità televisiva ed è in grado di coprire l’intero processo logistico degli annunci, dall’integrazione alla distribuzione, fornendo ai clienti una soluzione innovativa per gestire al meglio qualsiasi campagna su addressable tv, tra cui automazione del flusso di lavoro, controllo e misurazione dei dati, nonché reporting e analisi approfondita. Total Video smartclip e SpotX a febbraio hanno unito le loro attività commerciali creando, per broadcaster e aziende media di tutto il mondo, la proposta Total Video: un’offerta che fa leva sulla tecnologia per la gestione e la monetizzazione dell’advertising. Le aziende stanno lavorando insieme per lo sviluppo di soluzioni di distribuzione dei messaggi pubblicitari, tra cui l’addressable tv e nuove tecnologie per gli Ott, e stanno sostenendo clienti e partner a prepararsi per la nuova legislazione europea sui dati, GDPR. Mercato smartclip e Discovery Italia insieme per la distribuzione di campagne specifiche addressable tv La proposta renderà possibile pianificare cinque canali del Gruppo: Nove, Real Time, DMAX, Giallo e Motor Trend

  • Media Sport Network ai Mondiali di Russia con i nuovi siti internet di Corriere dello Sport e Tuttosport

    DailyNet 23/05/2018
    Il Mondiale di Calcio in Russia è alle porte e, nonostante la mancanza della nazionale azzurra, l’Italia è pronta a seguire l’evento con grande passione. Lo sono i tifosi, senz’altro un po’ delusi, e lo sono soprattutto i giornali e i media tricolori. È il caso di Sport Network, la concessionaria del Gruppo Amodei, che è pronta a scendere in campo insieme al suo pubblico di lettori per raccontare la manifestazione in scena da giovedì 14 giugno al 15 luglio. Con tante novità: a partire dalle nuove release desktop dei siti internet di Corriere dello Sport e di Tuttosport, come raccontano a DailyNet Sergio Abate, Chief Digital Officer, e Carlo Pasquazi, Direttore Digital Advertising di Sport Network. Partiamo dal restyling dei siti… Sergio Abate: Si tratta di una normale operazione per il nostro Gruppo, che a cadenza biennale completa il restyling delle versioni online di Corriere dello Sport e di Tuttosport, il cui direttore editoriale è Ivan Zazzaroni. Il processo di rivisitazione viene avviato nel secondo semestre dell’anno dispari per concludersi a ridosso del grande evento calcistico estivo, in questo caso i Mondiali di Calcio in Russia. Per noi rappresenta un grande plus da proporre a clienti e partner interessati a legarsi ai nostri brand editoriali, perché così hanno a disposizione un sito più moderno e in linea con gli ultimi trend digitali. L’operazione di restyling, curata internamente dal mio team, si riferisce soprattutto alla user experience del consumatore con l’obiettivo di rendere la navigazione più semplice e veloce. Un circolo virtuoso che arricchisce il percorso dell’utente con contenuti testuali, immagini e video correlati e innesca un meccanismo di coinvolgimento e fidelizzazione che nei primi mesi dell’anno ha generato una media di 250 milioni di pagine viste per entrambe le testate (fonte Analytics, ndr). Il tutto in una logica di costante approfondimento della notizia. In termini numerici ci attendiamo dei risultati tangibili per la fine dell’anno, anche se chiaramente la stagione estiva è molto attiva sul fronte sportivo, anche al di là dei Mondiali. E in questo caso parlo di calciomercato, ma anche motori e altre discipline. Cosa cambia, invece, a livello pubblicitario? Carlo Pasquazi: Fondamentalmente i formati pubblicitari sono rimasti gli stessi, sia lato piattaforma, sia per quanto riguarda la vendita diretta. Con l’aggiunta di alcuni formati native, più impattanti e perfettamente inseriti nel contesto editoriale, pensati per aumentare la performance e rispondere ai principali KPI richiesti dal mercato, su tutti la viewability, che in questo caso arriva al 100%. Dal punto di vista dei formati più classici, ossia riconducibili al segmento display, ci siamo adeguati agli standard della Coalition for Better Ads, escludendo alcuni Rich Media e ottimizzando il tutto sempre in direzione di soddisfazione dei KPI. Il progetto di restyling è stato accolto con grande interesse da sponsor di settore merceologici: hanno sposato l’iniziativa ben cinque brand delle aree automotive, media/editoria ed entertainment. Ci terrei, poi, a sottolineare un ulteriore elemento: la nuova veste del sito desktop è molto importante perché è da questo canale che ancora passa la gran parte degli investimenti dei nostri clienti. Ed è importante poter disporre degli strumenti più aggiornati e in linea con le richieste dei nostri utenti. Parliamo dei Mondiali di calcio, come vi siete attrezzati per l’evento? Sergio Abate: Abbiamo avviato una serie di importanti iniziative editoriali, su tutte vorrei evidenziare la produzione di format video direttamente dalla sede di Roma con i nostri giornalisti. Si tratta di prodotti di commento che puntano sulla qualità e sull’analisi approfondita. Il video è al centro dei nostri investimenti già da qualche anno ma il Mondiale ci dà un’ulteriore occasione per sfruttare questa forma di comunicazione, molto cara agli utenti e altrettanto agli inserzionisti. Carlo Pasquazi: Devo dire che quando l’Italia non si è qualificata alla manifestazione di Russia è stato uno scossone. Ma il Mondiale c’è ed è l’evento sportivo più importante dell’anno. Sicuramente ci sarà grande seguito sui nostri mezzi, prevediamo aumento di traffico e, in generale, un grande grande coinvolgimento del pubblico. Per quel che riguarda l’offerta commerciale, abbiamo creato prodotti per tutte le tipologie di clienti e per tutte le tasche: si va dai pacchetti premium, riservati ai main partner che hanno sponsorizzazioni importanti, ai pacchetti che chiamiamo contestuali, ossia legati a contenuti editoriali che trattano varie tematiche – come food e finanza – molto appetibili per aziende non direttamente coinvolte con i Mondiali, con l’obietti vo di attrarre sponsor di varia estrazione, fino ai custom project legati in particolare a due concorsi che abbiamo varato, ai social e a un innovativo progetto chatbot. Nonostante l’Italia non partecipi al torneo c’è un buon fermento da parte dei clienti e dei centri media. Per questo vediamo l’evento come una grande opportunità e in tantissimi si sono già rivolti a noi, dall’automotive al tech, dalle banche al largo consumo, fino al beverage. A proposito di social, come utilizzate il canale? Sergio Abate: Siamo molto attivi tanto da aver creato all’interno dell’area Publishing della concessionaria una vera e propria funzione Social che collabora a stretto contatto con la redazione digitale. Oltre alla normale veicolazione dei contenuti, puntiamo molto su short content che vanno a promozionare i nostri siti, portando traffico. Facebook e Instagram sono importanti veicoli di traffico, soprattutto il primo, anche dopo il recente cambio d’algoritmo che ci ha portati a rivedere la nostra strategia in una logica di mix tra post organici e contenuti paid. Quello che osserviamo è un trend di crescita costante, che ci auguriamo prosegua anche nei prossimi mesi. Da poco avete lanciato una soluzione promozionale dedicata ai chatbot, può descrivercela in dettaglio? Carlo Pasquazi: BannerBot è stata lanciata a marzo grazie alla partnership con HeJ!, società leader in Italia nell’intelligenza artificiale per il conversational advertising. L’obiettivo di formati pubblicitari con chatbot integrato è quello di stimolare gli utenti ad aprire un dialogo costante e duraturo con le aziende al fine di favorire una relazione diretta. BannerBot ci permette di cavalcare un trend importante e creare per i nostri clienti dei progetti con l’obiettivo di ingaggiare il più possibile i consumatori, creando un dialogo diretto azienda/ utente, attraverso un semplice click. Sicuramente la soluzione, che rientra nel campo dei progetti speciali, richiede parecchia semina e per avere continuità c’è bisogno di tempo: occorre spiegarla bene a clienti e centri media, inquadrandola e tarandola su esigenze specifiche. Siamo in una fase di evangelizzazione, consci del grande valore che BannerBot può portare al mercato. Vorrei affrontare con voi il tema degli esports, un settore ancora poco sviluppato, ma dalle enormi potenzialità. E di grande interesse… Sergio Abate: Abbiamo lanciato un canale dedicato agli esports all’interno dei siti di Corriere dello Sport e di Tuttosport e abbiamo in concessione il sito Esporters.it. Siamo attivi su questo fronte da gennaio e stiamo registrando buoni livelli di traffico e di coinvolgimento. In particolare perché così riusciamo a raggiungere il target dei nativi digitali, altrimenti molto difficile da colpire. Abbiamo grande ottimismo per il futuro. Carlo Pasquazi: Mi ricollego a quanto detto da Sergio: per noi l’esports è un settore davvero importante. Sotto il profilo pubblicitario lo stiamo esplorando e siamo in contatto con altre realtà editoriali per allargare ulteriormente il network e avere un’offerta sempre più competitiva. Con grande attenzione alla qualità. Infine, qual è l’andamento in questi primi mesi dell’anno? Carlo Pasquazi: Siamo in linea con gli obiettivi digital che ci eravamo posti. Sicuramente ci aspettiamo un buon risultato sul Mondiale, e speriamo di chiudere positivamente, com’è accaduto negli ultimi quattro anni, dove ci siamo difesi abbastanza bene e abbiamo segnato una crescita importante della raccolta. La campagna a supporto A supporto del rilascio dei nuovi siti è prevista un’importante campagna stampa e digital sui quotidiani Corriere dello Sport – Stadio e Tuttosport e relativi siti, news sui siti e una campagna social sulle pagine Facebook e Instagram. La creatività è stata realizzata da Ninetynine, l’agenzia di comunicazione che da quattro anni segue i brand Corriere dello Sport – Stadio e Tuttosport.

  • Appuntamenti LinkedIn e WebAds festeggiano 10 anni di partnership all’insegna del content marketing

    Ritrovarsi dopo 10 anni è sempre un bel problema. È un periodo abbastanza lungo da rendere imprevedibile ogni aspettativa, è impossibile dire chi ci si troverà davanti, o meglio se l’incontro rivelerà che la persona è completamente cambiata o è rimasta come prima. WebAds e LinkedIn Marketing Solutions, i 10 anni, li hanno passati fianco a fianco, sono cambiati insieme in risposta ai cambiamenti del contesto, del mercato in cui operano. Si sono evoluti insieme, al punto da organizzare il primo evento sul territorio in cui anche LinkedIn ha parlato in un microfono. Del social network professionale è cambiata l’interfaccia, si è espansa la user base, la proprietà (è stato acquisito da Microsoft) e si sono modificati i formati adv. Senza contare le innumerevoli introduzioni tecniche. Insomma si è trasformato in un ambiente particolarmente adatto ad azioni di content marketing b2b e b2c ed è proprio questo il tema che ha indagato il workshop “Come creare una strategia di Content Marketing efficace su LinkedIn”, organizzato da WebAds.
    Una partnership lunga dieci anni WebAds è nata nei Paesi Bassi nel 1997, ma è arrivata in Italia solo nel 2003. Facebook non esisteva ancora, e nemmeno l’iPhone. Una volta insediatasi anche in UK (2006), la società ha deciso di iniziare l’avventura con LinkedIn Marketing Solutions, «che abbiamo accompagnato in un percorso di crescita importante. La partnership è iniziata nel 2009, ma solo nel 2010 è stata introdotta la versione in italiano della piattaforma. Dopo un trimestre, i membri sul territorio erano 1 milione. Sono cresciuti anno dopo anno, raddoppiando l’anno successivo e continuando a questo ritmo fino a raggiungere gli attuali 12 milioni di utenti italiani», commenta Constantijn Vereecken, Managing Director di WebAds. Inoltre LinkedIn ha aperto la porta a una serie di feature, come le skills acquisite, che semplificano la comprensione della tipologia dei contenuti più interessanti per ognuno degli utenti. La piattaforma si va configurando sempre più come un territorio adatto al content marketing. I 6 marketing trend del 2018 1) L’advertising sta perdendo di efficacia, «al punto che solo il 3% dei buyer se ne dicono affetti», spiega Fredrik Borestrom, Agency Development Partner di LinkedIn. Il primo trend è semplice: «partire chiedendosi a chi ci si rivolge». La mentalità customer centric, ormai sempre più importante per l’esperienza di marca, è guidata dal dato, e più si riesce a personalizzare l’esperienza, più diventa efficace il marketing. 2) La seconda tendenza riguarda una falsa assunzione: «essere first to market non importa, quello che conta è essere first to mind». E nel caso non si riesca ad essere l’associazione principale con una categoria, allora «resta da inventarsi una nuova categoria. Nonostante la prima traversata dell’Oceano Atlantico in aereo fosse stata fatta da Lindbergh, Earheart è diventata molto famosa in quanto prima donna a compiere la stessa impresa», commenta. 3) L’originalità, poi, è un’ossessione ingiustificata. «Il nuovo non è per forza quello che vende, ad esempio solo 1 campagna search su 5 su Google ha ottenuto performance migliori della precedente. L’insegnamento è: più che puntare sull’originale è meglio investire nel MAYA (most advanced yet acceptable)». Che nel b2b si traduce nell’investire in un franchise familiare. 4) L’investimento sui media si sta spostando verso le audience sottovalutate. È proprio investendo su queste che si crea il vero valore: spesa minore, guadagni maggiori. «Gli individual contributor ad esempio sono un’audience sottostimata. Sono raggiunti dal 24% delle impression e rappresentano il 55% degli acquirenti del settore tech. Nell’arco di tre anni, questi diventeranno tech manager, e quello sarà il momento in cui diventeranno delle vere risorse in termini di revenue», aggiunge. Espandere l’orizzonte di investimento oggi, significa intercettare i c suite domani. 5) Il ripensamento del lifetime value dei contenuti è un altro dei trend elencati. «Si parla molto di real time marketing, ma potrebbe non essere così utile come si crede. Sì, è intrigante, ma non è replicabile e non porta al ROI. Le company più lungimiranti come Netflix stanno puntando forte su contenuti “all-time”, come serie tv. Il miglior giudice del successo di un contenuto è il tempo, è giusto continuare ad investire se qualcosa ha già funzionato. Significa che funzionerà per altrettanto tempo», spiega ancora Borestrom. 6) «Il fatto che un prodotto sia fortemente pubblicizzato – senza entrare nel merito del messaggio creativo – è un’evidenza per il consumatore che il prodotto sia di alta qualità». È per questo che Apple compra sempre le inventory più costose: «La tua qualità è rappresentata lo spazio che occupa la tua pubblicità». I marketer oggi stanno facendo una corsa allo spazio meno costoso, ovvero corrono nella direzione opposta al trend. Trend alla mano, cosa fare? «Costruite personas dinamiche utilizzando dati di prima parte; cercate di essere first to mind tra i potenziali acquirenti dei vostri prodotti; sviluppate franchise familiari; raggiungete segmenti sottovalutati; tracciate “lifetime content value” per migliorare il ROI; raggiungete le audience in contesti premium», conclude. Gli strumenti di LinkedIn La suite pubblicitaria di LinkedIn è in costante espansione. Già nel 2017 sono stati introdotti formati che hanno dato alla piattaforma un maggiore impatto sulla delivery del valore sugli obiettivi di marketing, sulla dimostrazione del ROI (con analytics e insight più puntuali) e sulla precisione del targeting. Tra le ultime release ci sono i Leads Gen Form per Sponsored InMail, «che permettono di raccogliere più interazioni dalle ads auto-compilando il form legato alla partecipazione a un’attività, come ad esempio il test drive». Novità della fine del Q1 sono invece le Video Ads, «che possono essere native video o sponsored video». A queste «stiamo aggiungendo una nuova metrica che distingue le views audio-on da quelle audio-off, e introdurremo in futuro la possibilità di caricare video verticali (in formati simili alle Stories) e quadrati», rivela Bruna Gil, Partner Manager EMEA di LinkedIn. Nello spazio di due settimane saranno lanciate poi «le Carousel Ads. In un primo momento potranno essere composte solo da immagini, con un massimo di 10 in sequenza, ma poi ci sarà la possibilità di utilizzare video». Entro la fine della prossima settimana debutterà sul mercato il “3rd party impression tracking”, «che grazie all’integrazione di DoubleClick Campaign Manager integrerà fonti dati esterne per una misurazione migliore di views e click». Per la seconda metà dell’anno invece saranno disponibili le “Lookalike audience”, che permettono di espandere le audience grazie ai dati di Matched Audience, spiega ancora Gil.

  • Mercato Triboo esce da friendz: ceduto alla startup il 20% del capitale per circa 3 mln di euro

    DailyNet 22/05/2018

    Chiusura in rialzo a Milano per Triboo, dopo l’annuncio della cessione a Friendz della sua partecipazione, pari al 20,32% del capitale complessivo della startup che ha sviluppato una piattaforma in grado di attivare una community targettizzata di oltre 200.000 utenti disposti a pro-muovere attività social per conto delle aziende, generando condivisione del brand e coinvolgimento dei consuma-tori. Lo si legge in una nota: il valore dell’operazione è di 2,95 milioni di euro, di cui 1,8 milioni verranno corrisposti entro il 30 giugno, men-tre 1,15 milioni saranno corrisposti in sette rate mensili di pari importo con scadenza dell’ultimo pagamento il 31 dicembre 2018. L’operazione ha generato per il Gruppo guidato da Giulio Corno, un ritorno, in meno di due anni, pari a 7,5 volte l’investimento iniziale. Friendz ha portato a termine nel mese di marzo una Initial Coin Offering (“ICO”) di successo che le ha permesso di raccogliere i fondi necessari per una espansione internazionale della propria piattaforma. Da poco la società ha accolto Elia Blei come General Manager Sales & Development. La futura collaborazione commerciale tra Triboo e Friendz consentirà al Gruppo quotato sul mercato AIM di propor-re ai propri clienti l’applicazione e la possibilità di pianificare attività media sulla community

  • Rilevazioni I dati FCP-Assointernet: marzo chiude a +1,7%, primi tre mesi a +2,5% per oltre 104 milioni

    DailyNet 3/05/2018

    Ancora un segno positivo per la pubblicità online a marzo. Secondo quanto segnala l’Osservatorio FCP-Assointernet, infatti, il settore ha chiuso a +1,7%, portando il cumulato dei primi tre mesi a +2,5% per un totale di 104,2 milioni di euro. Marzo, invece, vale 42,2 milioni di euro: nel mese l’area Desktop/Tablet ha registrato una contrazione del 3,2%, quella Smartphone è cresciuta del 20,7%, mentre Smart Tv/Console è incrementata del 147%. Ecco il commento del Presidente FCP-Assointernet Giorgio Galantis, affidato a una nota: “L’Osservatorio FCP-Assointernet fotografa per il primo quarter un quadro positivo. A marzo, mese significativo che pesa sul totale anno poco meno del 10%, il fatturato ammonta a circa 42,5 milioni, in crescita del +1,7% rispetto al mese omologo 2017. Il primo trimestre si chiude quindi con un dato progressivo di 104,2 milioni, in aumento del +2,5%. Driver della crescita è la componente Smartphone che incrementa il proprio fatturato del +22,2%. In un contesto di generale incertezza e limitata visibilità sugli investimenti delle aziende, tale risultato è particolarmente apprezzabile. Ci aspettiamo che il mercato possa sempre più riconoscere il valore e la qualità dei prodotti editoriali che complessivamente le 25 concessionarie associate a FCP-Assointernet sono in grado di offrire agli investitori pubblicitari e ai loro centri media: campagne veicolate in contesti editoriali safe con contenuti di qualità, proposti con estrema trasparenza”.

  • Dati Osservatorio FCP-Assointernet Marzo 2018

    Dati Osservatorio FCP-Assointernet Marzo 2018

    L’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati per il periodo Gennaio – Marzo 2018, raffrontati allo stesso periodo del 2017.

    Osservatorio FCP-Assointernet – Marzo 2018
    Il commento del Presidente FCP-Assointernet Giorgio Galantis

    “L’Osservatorio FCP-Assointernet fotografa per il primo quarter un quadro positivo. A Marzo, mese significativo che pesa sul totale anno poco meno del 10%, il fatturato ammonta a circa 42,5 milioni, in crescita del +1,7% rispetto al mese omologo 2017. Il primo trimestre si chiude quindi con un dato progressivo di 104,2 milioni, in aumento del +2,5%. Driver della crescita è la componente Smartphone che incrementa il proprio fatturato del +22,2%. In un contesto di generale incertezza e limitata visibilità sugli investimenti delle aziende, tale risultato è particolarmente apprezzabile. Ci aspettiamo che il mercato possa sempre più riconoscere il valore e la qualità dei prodotti editoriali che complessivamente le 25 concessionarie associate a FCP-Assointernet sono in grado di offrire agli investitori pubblicitari e ai loro Centri Media: campagne veicolate in contesti editoriali “safe” con contenuti di qualità, proposti con estrema trasparenza”.

    FCP - icona per file EXCEL XLSX Dati Osservatorio FCP-Assointernet Marzo 2018

  • Rilevazioni FCP-Assointernet: grazie al +7% di febbraio i primi due mesi si chiudono a +2,6%

    DailyNet 5/04/2018

    Dopo un gennaio in flessione, a febbraio la pubblicità digitale torna a guadagnare terreno, secondo quanto comunicato dall’Osservatorio FCP-Assointernet nella giornata di ieri. A febbraio, infatti, il web ha registrato un progresso del 7% a oltre 35 milioni di euro con il segmento Desktop in contrazione dell’1,7%, quello Smartphone a +20,3%, mentre Smart Tv/Console segna un +8%. Il progressivo dei primi due mesi è del +2,6%, per un totale di 61,45 milioni di euro. Il presidente di FCP-Assointernet, Giorgio Galantis, ha commentato in una nota: “Il secondo mese dell’anno vede crescere nel suo complesso il fatturato delle concessionarie aderenti all’Osservatorio FCP-Assointernet, giunto ad oltre 35 milioni di euro. Febbraio registra, infatti, un sensibile incremento verso il 2017, +7%, e porta il dato progressivo a +2,6%. Il report mostra i fatturati sul mese di tutti i device in crescita. Particolarmente significativa la componente Smartphone che registra un +20,3% di incremento sul mese ed un dato progressivo al +21,5%, e la cui incidenza sul totale passa a febbraio dal 19,6% del 2017 al 22,1%”.