Autore: FCP

  • Seat PG Italia prepara la sua nuova campagna istituzionale

    DailyMedia 5 luglio 2013

    Seat Pagine Gialle Italia sta preparando una nuova campagna istituzionale per il prossimo autunno. Il concordato permette al gruppo di proseguire in modo ordinario le proprie attività, tra le quali, in coerenza con il piano industriale, c’è anche quella della comunicazione che è ritenuta una leva strategica per lo sviluppo del business, tant’è che il budget di quest’anno sarà in aumento rispetto a quello di 14 milioni di euro del 2012, pianificati da Media Italia. Per definire l’agenzia che svilupperà la campagna, che sarà “importante” e multimediale, la società di cui è responsabile marketing services Paolo Portioli ha indetto una gara a 6 che coinvolge stv DDB, 1861united, Simonetti Studio, un team interno di Seat PG Italia, Saatchi&Saatchi e Young&Rubicam. I primi 4 sono già con tempi e modalità diversi attivi sul cliente: la prima è quella che lavora per il 12.40 e l’892424, la seconda è quella che firma la campagna televisiva di Glamoo, il sito di shopping online con cui sempre Seat PG Italia ha definito una partnership. Simonetti Studio è la sigla torinese con cui il gruppo opera da tempo, specie sul fronte corporate, per ribadire che, pur in un contesto particolarmente complesso, Seat PG Italia è e rimane una realtà industriale forte e solida. L’approvazione e il lancio della nuova campagna potrebbero portare a un cambiamento di pesi nel media mix, nel quale il web ha ormai raggiunto una quota del 40% rispetto allo spending complessivo. Seat PG Italia è la local internet company che offre alle imprese un supporto a 360° per promuovere la propria attività su internet, attraverso un network di agenzie (i WebPoint) presenti su tutto il territorio. I servizi di web marketing di Seat PG Italia spaziano dalla costruzione e gestione di website e mobile site alla creazione di contenuti multimediali, dalle attività inerenti la visibilità nel web ai servizi di e-commerce e web marketing, dalla gestione della presenza sui social network al couponing. Strumenti che si affiancano a quelli “tradizionali” cartacei e telefonici. Seat PG Italia offre, inoltre, ai consumatori, un ecosistema composto di strumenti multimediali, mobile e cartacei, per trovare facilmente e velocemente aziende, istituzioni, persone e servizi, anche in mobilità.

  • A Viacom il 100% di MTV Italia

    DailyMedia 5 luglio 2013

    MTV Italia è di proprietà della società statunitense Viacom. Telecom Italia Media ha ceduto ieri il 51% del capitale di MTV Italia a Viacom International Media Networks (VIMN), società del Gruppo Viacom. Dopo la vendita del network LA7 a Urbano Cairo, Telecom Italia pone un altro importante tassello nella politica di uscita da del business televisivo con immediati risultati sul bilancio. L’operazione MTV avrà infatti un impatto sui risultati del Gruppo Telecom Italia Media per il 2013, sia in termini di miglioramento della redditività sia di riduzione dell’indebitamento netto. Telecom Italia Media focalizzerà il proprio business sulle attività di broadcasting. I principali termini dell’accordo prevedono il riconoscimento a Telecom Italia Media di un corrispettivo pari a 10 milioni di euro sottoposto ad un aggiustamento alla data del closing. Nell’ambito dell’accordo, Telecom Italia Media si è impegnata a rinunciare, al perfezionamento dell’operazione, ai crediti finanziari vantati al 30 giugno nei confronti di MTV Italia, pari a circa 9,7 milioni di euro. Le parti hanno infine concordato il rinnovo, per una durata pluriennale, del rapporto di fornitura di capacità trasmissiva e servizi da TIMB a MTV Italia. Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro il mese di settembre 2013. Per quanto riguarda il Gruppo Viacom, al termine dell’operazione la società, che già detiene una quota del 49% del capitale di MTV Italia, assumerà il controllo editoriale e operativo di tutte le attività di MTV Italia, il sito www. mtv.it e la concessionaria MTV Pubblicità. Grazie all’operazione, la società accrescerà il suo portfoglio all’interno del mercato italiano arrivando ad un totale di 7 canali televisivi compresi Nickelodeon, Nick Jr e Comedy Central. A guidare Viacom in Italia è Raffaelle Annechino, in qualità di vice presidente esecutivo e managing director di Viacom International Media Networks (VIMN) per il Sud Europa, Middle East e Africa e quindi anche per l’Italia. La sede italiana di VIMN è a Milano, mentre L’headquarter del Sud Europa, Africa e Middle East è a Madrid dove opera Raffaele Annechino. L’amministrato delegato di MTV Italia è invece Gian Paolo Tagliavia, mentre a guidare MTV Pubblicità è Ivan Ranza.

  • Sportnetwork: primi sei mesi migliori della media dei mercati di riferimento

    DailyMeda 4 luglio 2013

    Per Sportnetwork il punto di riferimento è ancora il rimbalzo tecnico sull’ultima parte del 2012 per invertire la tendenza e portare a casa un secondo semestre che migliori il trend registrato fino a oggi. La concessionaria dei quotidiani Tuttosport e il Corriere dello Sport, e delle testate della Conti Editore, registra un trend stabile nella periodica «grazie alla buona risposta ottenuta dal rilancio di AM – spiega Massimo Martellini, amministratore delegato di Sportnetwork – e al fatto che abbiamo già scontato il ritardo del settore negli anni scorsi», per non parlare ovviamente della crisi del mercato automobilistico. La stampa sportiva paga quest’anno anche la mancanza di eventi sportivi di rilievo come gli Europei di calcio e le Olimpiadi dell’anno scorso: «Ma la Confederations Cup ha fatto buoni risultati sul web, che registra andamenti in linea con il mercato». Complessivamente, nel primo semestre la concessionaria registra un trend negativo, ma di qualche punto migliore della media dei mercati di riferimento.

  • RDS: conferma l’interesse alla quota Finelco controllata da RCS

    DailyMedia 4 luglio 2013

    RDS conferma il suo interesse per la quota di Finelco detenuta da RCS Media Group. Il patron dell’emittente, Eduardo Montefusco ha spiegato che il gruppo è in attesa dell’avvio delle procedure di vendita della partecipazione di RCS nel gruppo radiofonico che fa capo alla famiglia Hazan e che gestisce le emittenti Radio 105, Radio Montecarlo e Virgin Radio Italy.

  • Mondadori: migliorano i trend tra maggio e luglio, ma pareggio e crescita sono lontani

    DailyMedia del 4 luglio 2013

    Il mercato dei media punta sul preannunciato e molto atteso rimbalzo tecnico rispetto ai risultati disastrosi del mercato a fine 2012. E’ l’obiettivo anche di Mondadori Pubblicità che nel frattempo tira il fiato grazie ai buoni risultati in termini di diffusioni e raccolta del “trittico” di femminili – Grazia, Donna Moderna, Tu Style – oggetto di rilancio un mese fa. Anche dopo la conclusione della campagna pubblicitaria, la diffusione complessiva delle tre testate si conferma a quota 750mila copie. Intanto l’amministratore delegato Angelo Sajeva conferma che nei primi cinque mesi del 2013 il trend di raccolta complessivo migliora di tre punti percentuali la media di mercato (-26%), attestandosi sul -23%, anche grazie a un maggio che rispetto allo stesso mese 2012 è migliore di ben sette punti (-19%). Ancora non si vede la parità, ne il segno positivo, ma resta una crescita del 15% a spazi e volumi sui femminili, a parità di prezzi. L’editore ha provveduto alla razionalizzazione del portafoglio testate, nonché al contenimento dei costi, realizzando economie.

  • Mediaset: da settembre parte il nuovo format ll21; primi 6 mesi a circa -16%, a luglio crescita del 3%

    DailyMedia 4 luglio 2013

    E’ di carattere commerciale e non editoriale la vera novità dei palinsesti autunnali Mediaset, presentati martedì a Cologno. A settembre, in concomitanza con la nuova stagione di Striscia la notizia, partirà il nuovo formato pubblicitario da un minuto, che sarà collocato alle nove di sera e mandato in onda contemporaneamente su sette reti del gruppo: le tre generaliste più La5, Iris, Top Crime e Mediaset Extra, con esclusione di Italia 1 e Iris nei week end. E’ un “top break” che per collocazione oraria, tra accesse e prima serata dovrebbe generare un ascolto di 10 milioni di persone, e ovvia mente costare di conseguenza. Parrebbe la risposta del Biscione alle iniziative di Rai Pubblicità, a partire da Carosello Reloaded, ma il vice presidente Pier Silvio Berlusconi nega: «E’ un progetto che avevamo da qualche anno, non eravamo riusciti a mettere insieme tutti i pezzi», che aggiunge: «All21 avrà un prezzo da Striscia la notizia», che in questo modo Mediaset dà una mano a Publitalia in uno scenario critico per gli investimenti pubblicitari, ma che fa intravedere qualche segnale positivo: «Per la prima volta da 24 mesi – annuncia Berlusconi – a luglio la raccolta registra un segno più, con crescita del 3%». La pay tv di Mediaset viaggia a un tasso di crescita costante di due cifre (nel primo trimestre +10,2%) ed è stata integrata completamente nelle attività di Mediaset. Sono confermati gli obiettivi di cost saving a 450 milioni l’anno, senza diminuire l’occupazione a parte le ottimizzazioni. Il palinsesto dell’autunno sarà caratterizzato da entertainment, fiction originale e informazione, quest’ultima specialmente su Rete 4, il canale dedicato all’approfondimento che sempre dall’anno prossimo dovrebbe raddoppiare i prime time e avere un nuovo daytime. Confermato in prossimità del Natale il lancio del nuovo servizio on demand Infinity che metterà a disposizione un nutrito catalogo di film visibili su tutti device. La tv generalista è il core business, a cui si affiancano le tv tematiche, tra l’altro l’unico mezzo tv in crescita pubblicitaria, per parlare ai singoli target: Iris è la prima nel prime time, Top Crime dopo solo un mese dal lancio è già vicina all’1% di share. Il web vale 10 milioni di utenti, 200 milioni di pagine viste e circa 8 milioni di video visti. Nei primi quattro mesi di quest’anno è cresciuto del 52% sul fronte pubblicitario. Obiettivo, a questo proposito, raggiungere un fatturato di 100 milioni di euro. Con internet, Premium Play e Infinity il mercato one to one è adeguatamente servito. Il gruppo è inoltre sempre in attesa degli esiti della causa da 500 milioni di euro fatta a YouTube a tutela dei suoi contenuti.

  • I centri media: il problema è il giusto compenso

    DailyMedia 4 luglio 2013

    Le reazioni dei centri media alla proposta del presidente di Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi, relativa all’eliminazione dei diritti di negoziazione, sono quelle di Massimo Beduschi, ceo di Groupm: “Noi non siamo per l’abolizione dei d.n., ma per una loro condivisione.” Marco Muraglia, ceo di Starcom MediaVest Group, aggiunge: «Non abbiamo alcun problema con i nostri clienti sulla questione. E, comunque, si tratta di un rapporto tra privati, regolato come tale». Mentre Marco Girelli, ceo di OMG, commenta: «La proposta di Sassoli di per sè può anche essere condivisa, ma a condizione che i clienti siano pronti a rivedere davvero i fee che ci riconoscono: tanto più nell’attuale scenario che vede una frammentazione dei mezzi e, quindi, una complicazione nella gestione dei piani media che comporta costi crescenti per le nostre strutture. Noi abbiamo già un rapporto trasparente e condiviso con i clienti, quello che ci deve essere riconosciuto è il ruolo di consulenza che esercitiamo, perchè è su questo parametro che si deve definire una corretta politica di remunerazione per le nostre strutture».

  • Upa: tax credit e banda larga per rilanciare un mercato

    DailyMedia 4 luglio 2013

    E’ stato come nelle aspettative un taglio decisamente propositivo quello che il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi ha voluto dare all’assemblea Upa che ha registrato il tutto esaurito ieri al Teatro Strehler. Del resto, il tema dell’incontro, “L’urgenza di un progetto”, indicato e invocato come irrinunciabile per uscire dalla stasi socioeconomica in cui langue il Paese da troppi mesi, implicava proposte concrete, alcune delle quali, anche se in parte già note, hanno destato stupore e suscitato polemiche. La prima proposta consiste in un tax credit per gli investimenti pubblicitari incrementali, fino a un tetto del 10% per recuperare gli investimenti persi negli ultimi anni (3 miliardi, dal 2007). La seconda proposta riguarda la banda larga. La terza proposta, definita “provocatoria”, consiste nello spostare rapidamente le deleghe sul turismo e sui beni culturali al Ministero dello Sviluppo Economico. «Tutti i musei italiani, infatti, incassano meno del solo Louvre. Con l’attuale modello di gestione che, come mostrano gli episodi di Pompei e del Colosseo, si sta confermando scandalosa, è come se avessimo trasformato il nostro “petrolio”, arte e cultura, in un costo per la collettività. E rischiamo di perdere gli sponsor a causa di normative troppo vischiose». La quarta proposta è la riforma della Rai, anche per evitare al Paese una nuova vicenda Alitalia: debiti per la collettività, incerti ricavi per chissà chi. La quinta proposta è quella di una virata culturale sul ruolo della donna nella pubblicità, argomento di cui ha parlato nel suo intervento anche Annamaria Testa. La sesta proposta riguarda la formazione dei comunicatori di domani e «Negli ultimi 15 anni il nostro Paese ha perso circa 2 milioni di giovani qualificati, forse qualcosa non funziona, e occorre riflettere su quali saranno le competenze dei professionisti della comunicazione 3.0. Purtroppo, al momento, abbiamo una pletora di facoltà che sfornano illusioni e offrono professionalità non sempre interessanti per un mercato già saturo». Sempre Sassoli ha inoltre proposto anche un’attenzione specifica alle ricerche che misurano le audience dei media, auspicando che queste evolvano di pari passo all’evoluzione dei media. «Servono più bussole e meno mappe, strumenti più efficaci, che possono coinvolgere anche i big data, per capire i comportamenti dei consumatori. Le “audi” sono un sistema valido, Auditel è in fase di continuo aggiornamento, mentre, in parallelo, su un piano più strategico, stiamo lavorando sulla single source.

  • Il progetto di Upa guarda anche al mezzo internet

    DailyNet 4 luglio 2013

    «Stiamo vivendo il più inutile dei momenti, quello della sospensione perenne». Lorenzo Sassoli de Bianchi ha inaugurato ieri l’Assemblea annuale organizzata e promossa dall’Associazione che presiede e che rappresenta un riferimento per le imprese che investono in pubblicità. Platea di oltre 600 persone tra imprenditori che investono in pubblicità ed esponenti di rilievo della comunicazione. L’urgenza di un progetto, per uscire dalla stasi socioeconomica in cui langue il Paese da troppi mesi, è stato il tema dominante dell’incontro. Nella sua relazione, il presidente Sassoli ha dunque lanciato alcune proposte per un progetto-Paese di ripresa e sviluppo targato Upa. «L’attesa – dice – sarà finita quando gli specchi saranno chiusi e le finestre saranno aperte: quando cioè ognuno smetterà di guardare solo al proprio interesse. Così si aprono nuove possibilità per tutti». Sei i punti che compongono il progetto. Il primo consiste in un tax credit per gli investimenti pubblicitari incrementali, fino a un tetto del 10% per recuperare i budget persi negli ultimi anni (3 miliardi, dal 2007). «La ripresa degli investimenti in pubblicità – spiega Sassoli – metterebbe al riparo tutta l’editoria italiana da una crisi senza precedenti che rischia di minare la stessa garanzia democratica. E inoltre è auspicabile perché la ripresa della comunicazione pubblicitaria sta alla ripresa dei consumi così come quest’ultima sta alla ripresa della crescita economica». La seconda proposta riguarda la banda larga. Reti telematiche lentissime rendono 400 mila aziende, anche quelle più avanzate, meno competitive, tagliate fuori dal mercato globale.  Il punto tre prevede lo spostamento rapido delle deleghe sul Turismo e Beni culturali al Ministero dello Sviluppo economico, valorizzando il patrimonio proprio dell’Italia in una risorsa. Il disegno tracciato dall’ente associativo, prevede una veloce e urgente riforma della Rai, con una rete generalista senza pubblicità, sostenuta economicamente da un canone reso obbligatorio dal pagamento nella bolletta elettrica, che permetterebbe al Paese di continuare ad avere un servizio pubblico e alla Rai di difendere le proprie professionalità. Promuovere una virata culturale sul ruolo della donna nella pubblicità e puntare sulla formazione dei comunicatori di domani. L’intervento del presidente di Upa prosegue con la necessità di porre un’attenzione specifica alle ricerche che oggi misurano le audience dei media, auspicando che queste evolvano di pari passo allo sviluppo eccezionale dei mezzi di cui oggi facciamo esperienza.

  • Dati Radio Maggio 2013

    L’Osservatorio FCP-Assoradio ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del periodo gennaio-maggio 2013 raffrontati allo stesso periodo del 2012.

    I dati evidenziano un calo di fatturato della pubblicità nazionale radiofonica pari al – 14,6%, con un fatturato  totale di euro 124.755.000,00.