Autore: bruno.cover@gmail.com

  • Febbraio 2016

    I dati dell’Osservatorio Stampa FCP relativi al periodo Gennaio- Febbraio 2016 raffrontati con i corrispettivi 2015.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -2,5%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo a fatturato -1,9%  e positivo a spazio +3,1%.

    Le singole tipologie segnano rispettivamente:

    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato +4,8% a fatturato e +17,9% a spazio.

    La pubblicità Commerciale locale -1,6% a fatturato e +1,0% a spazio.

    La tipologia Di Servizio ha segnato -6,5% a fatturato e +9,4% a spazio.

    La tipologia Rubricata ha segnato -14,2% a fatturato e -20,0% a spazio.

    I periodici segnano un calo a fatturato del -4,0% e un aumento a spazio del +1,9%.

    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -4,4% e positivo a spazio +6,5%.

    I Mensili hanno percentuali negative sia a fatturato -4,0%  che a spazio -1,9%.

    Le Altre Periodicità registrano -0,3% a fatturato e -9,8% a spazio.

    Tavola 1_Febbraio 2016

    Tavole quotidiani_Febbraio 2016

    Tavole periodici_Febbraio 2016

    GRUPPI PERIODICI_Febbraio 2016

    Rapporto_Febbraio 2016

  • Mercato Triboo Media: nel 2015 la pubblicità a +11,6%; ricavi a +17,5% a 33,2 milioni di euro

    DailyNet 1/04/2016

    La matricola non è più tale ma è diventata gran­de. E, infatti, nel 2015 Tri­boo Media consolida il proprio giro d’affari ar­rivando a generare rica­vi netti per 33,2 milio­ni di euro, in aumento del 17,5% sui 28,2 milio­ni dell’esercizio prece­dente. “Nel corso dell’an­no, i ricavi hanno seguito una dinamica particolar­mente favorevole gra­zie alla crescita dei risul­tati ottenuta sia a livello organico sia tramite le acquisizioni. La cresci­ta dei ricavi per vendi­ta di pubblicità è stata dell’11,6%, in un merca­to dell’advertising digita­le che in Italia, secondo le stime di FCP, è rimasto sostanzialmente costan­te rispetto all’anno scor­so (-0,7%). La crescente sinergia tra editoria, in­novazione e ricerca tec­nologica, rafforzata dal­le recenti acquisizioni, conferma la qualità delle scelte strategiche e di svi­luppo del Gruppo”, spie­ga una nota.

    Utile a 2,9 milioni ed Ebitda a 6,6 milioni di euro

    Nell’esercizio 2015, il ri­sultato netto consolidato si attesta a 2,9 milioni di euro (+50,4% rispetto ai 1,9 milioni del 2014), con una marginalità sui ricavi che sale dal 6,3% all’8,9%. Il margine operativo lor­do consolidato (EBITDA) si attesta a 6,6 milioni di euro, con un incremento del 35,9% rispetto ai 4,85 milioni di euro al 31 di­cembre 2014. La posizio­ne finanziaria netta con­solidata al 31 dicembre 2015 è positiva per 9,4 milioni di euro (12,63 mi­lioni di euro nel 2014), già al netto delle acquisizioni effettuate per 6,64 milio­ni di euro e della distribu­zione dei dividendi rela­tivi all’esercizio 2014 per 1,99 milioni di euro.

    Le acquisizioni nel corso del 2015

    Nel corso dell’esercizio 2015 Triboo Media ha proseguito il suo percor­so di crescita per linee esterne, portando a ter­mine l’acquisizione degli asset editoriali di studen­tville.it per 0,3 milioni di euro, acquisendo il 100% del capitale sociale di Brown Editore S.p.A., per un controvalore di 3,75 milioni di euro, e le attività in Italia di Prime Real Time BV, la prima piattaforma indipenden­te di real time bidding basata su audience ita­liana, per un controvalo­re di 2,7 milioni di euro.

    Rafforzamento del management

    A margine del CdA, Giu­lio Corno, fondatore e amministratore delegato del Gruppo ha dichiarato: “Il 2015 è stato un ottimo anno per Triboo Media; al di là dei risultati eco­nomici, caratterizzati da crescite double digit sia a livello di ricavi (+17%) sia di utile netto (+50%), ci siamo rafforzati a livel­lo manageriale con l’en­trata nel team di Cristina Pianura, amministratrice delegata di Prime Real Time, di Shahram Baha­dori, nuovo chief inno­vation officer e di An­drea Paleni, nuovo Chief Technical Officer dell’asa Advertising, che si uni­scono a Francesco Riz­zardi, ceo dell’asa Adver­tising ed Enrico Ballerini, ceo dell’asa Editoriale. Questo team di persone, professionale ed energe­tico, nel 2016 ci permet­terà di cogliere le oppor­tunità di mercato legate alla crescita nell’utilizzo del canale mobile, alla creatività interattiva e all’esplosione dei forma­ti native. In questo ambi­to sono in corso contatti e negoziazioni finalizza­ti alla realizzazione di ac­cordi con partner tecno­logici internazionali. Nella nostra visione – continua Corno – la pub­blicità sul web diventerà un servizio sempre più personalizzato e offrirà esperienze di fruizione sempre più coinvolgen­ti. Si tratta di un percor­so, già ampiamente in atto, in cui la sinergia tra tecnologia, creatività e capacità di raggiungere il target in modo mirato sarà una chiave di inter­pretazione irrinunciabi­le per continuare a com­petere. La nostra sfida è quella di giocare un ruo­lo di innovatori in questo scenario di riferimento in rapida evoluzione”.

    Convocazione dell’Assemblea ordinariae documentazione

    Il Consiglio di Ammini­strazione ha deliberato di convocare l’assemblea ordinaria degli azionisti per il prossimo 27 apri­le, per deliberare sull’ap­provazione del bilancio di esercizio e consolida­to al 31 dicembre 2015. Il Consiglio di Ammini­strazione ha delegato il proprio presidente per la convocazione dell’As­semblea dei Soci secon­do i termini di legge. L’avviso di convocazio­ne verrà pubblicato sul sito www.triboomedia.it e sulle testate giornalisti­che previste da Statuto.

    Dividendo

    Il Consiglio di Ammini­strazione ha, infine, de­liberato di proporre all’Assemblea la distri­buzione di un dividendo unitario ordinario, al lor­do delle ritenute di leg­ge, pari a 0,12750 euro per azione, per un totale di 2.030.628,75 di euro, con data stacco cedola il 2 maggio, data di regi­strazione (“record date”) il 3 maggio e data di pa­gamento dividendo il 4 maggio 2016.

  • Fcp-Assointernet: a febbraio pubblicità online a 36,193 milioni, +4,1%

    DailyNet 31/03/2016

    A febbraio la pubblicità online torna a crescere in modo abbastanza deciso. Lo certifica Fcp-Assointer­net, secondo cui, rispetto all’omolgo mese dell’an­no scorso, il giro d’affa­ri è aumentato del 4,1% a 36,193 milioni di euro. Nel dettaglio il Web è calato dell’1,7% a 32,493 milioni mentre il Mobile ha cono­sciuto una crescita di poco superiore al 200% a quota 2,759 milioni. Un dato sicu­ramente incoraggiante che però segnala ancora il pre­dominio dei colossi hi tech come Google e Facebook, sul fronte della raccolta mo­bile, anche se la quota del mezzo sugli investimenti online passa al 7,6%. Trend positivi anche per Tablet, +39,5% a 342mila euro, e Smart Tv/Console, +117,8% a 148mila euro. Nei due mesi la raccolta totale è ar­rivata a quota 62,391 milio­ni di euro, un risultato in in­cremento del 2,2% sul pari periodo del 2015. “Dopo il risultato sostanzialmen­te flat di gennaio, il fattura­to del mezzo internet mo­nitorato dall’Osservatorio FCP-Assointernet registra a febbraio una decisa cresci­ta facendo segnare +4,1%. Coerente con quello de­gli ultimi mesi l’andamen­to dei diversi device: fles­sione contenuta del Web e progresso consistente del Mobile che triplica il pro­prio fatturato rispetto allo scorso anno incidendo per il 7,6% sul fatturato totale del mese contro il 2,6% del 2015. Anche il dato del fat­turato progressivo è in ter­reno leggermente positi­vo a +2,2%”, ha dichiarato il presidente di Fcp-Assoin­ternet Giorgio Galantis.

  • AOL lancia due nuovi formati pubblicitari video

    DailyNet 31/03/2016

    AOL, a dimostrazione dell’interesse che ha dimostrato nei confronti del comparto video da cinque anni a questa parte investendo circa un miliar­do di dollari, ha lanciato sul mercato due nuovi formati pubblicitari video che da un lato garantiranno molta più visibilità agli inserzionisti mentre dall’altro avranno un interfaccia più user friendly a beneficio dei consuma­tori. Dunque, viewable e user friendly sono i concetti chiave che la socie­tà ha messo sul tavolo a completamento dell’offerta ONE by AOL: Publi­shers, piattaforma lanciata poco tempo fa per far sì che gli editori possano approcciarsi all’intricato mercato dei business media in modo più agevo­le e con soluzioni su misura. Il primo dei due formati, Out-stream palyer, fa si che il video parta quando almeno metà dello stesso è visibile sullo schermo e l’annuncio, che si espande durante la riproduzione, potrà es­sere messo in pausa ogni qualvolta la visibilità scenda al di sotto del 50%. SlideView, invece, è il secondo format targato AOL che permette ai video player in line degli editori di apparire al lato dello schermo in un modo che consente agli utenti di esplorare una pagina senza contenuti che intralci­no la loro experience. In questo modo AOL garantisce una visibilità di cir­ca il 90%, proprio perché i contenuti video andranno ad adattarsi automa­ticamente accanto ai contenuti.

  • Hearst: al via il rollout del CMS proprietario, per scalare l’offerta native

    DailyNet 22/03/2016

    In questi giorni Hearst è giunta al roll out globale di Media OS, il suo CMS pro­prietario nuovo di zecca, svi­luppato tra le sedi di New York e Londra. «Si tratta di un CMS proprietario unico per tutte le nostre properties a li­vello globale, stiamo parlan­do di oltre 250 siti in tutto il mondo», spiega a DailyNet Biagio Stasi, chief digital offi­cer di Hearst Magazines Ita­lia. «Nel nostro Paese, la novi­tà è stata introdotta da poco tempo sul sito di Cosmopoli­tan, e da pochi giorni è parti­ta anche su Gioia. Quindi sarà la volta di Elle e delle altre te­state del gruppo». «Grazie al nuovo strumento, Media OS, sarà molto più facile gestire e controllare l’efficacia di un articolo, potendo monitorar­ne le performance attraverso confronti tra i nostri brand su scala locale e internaziona­le», prosegue Stasi. In prati­ca Media Os si trasformerà in un indicatore di gradimento indispensabile per i giornali­sti, che potranno in questo modo monitorare in manie­ra costante il consenso dei lettori. E sarà anche uno stru­mento indispensabile per gli spender. «Anche i nostri in­serzionisti possono servirse­ne a fini nativi: perché met­tiamo a loro disposizione un sistema avanzato, che per­mette un’approfondita atti­vità di analisi qualitativa del dato per conoscere la no­stra audience, legata tradi­zionalmente a temi come il fashion, il lusso, ma anche il design; insomma, un pub­blico di qualità, spesso dif­ficile da raggiungere», sot­tolinea Biagio Stasi. Il lancio di questa novità riguarda 84 mercati e alcuni test conclu­si con successo negli Sta­ti Uniti.

    Nativesemi-industrialeconil nuovoCMS

    Puntare sul native è una scel­ta abbastanza naturale per un editore come Hearst, spe­cialmente in un momento storico come quello attua­le, in cui l’industry si sta con­frontando con temi come la viewability e l’ad blocking. «In questo senso abbia­mo costruito degli ambien­ti “Shared spaces”, all’interno dei quali il contenuto si co­niuga con gli annunci degli inserzionisti. Con il nuovo CMS riusciamo a scalare la nostra proposta nativa con una soluzione semi-indu­striale, che speriamo possa portare benefici importan­ti a noi, ai clienti e ai letto­ri». Benefici che in Usa, dopo l’introduzione nel mercato di questo strumento, sono già arrivati: l’editore ha affer­mato che le revenue digitali sono aumentate del 35% e i visitatori unici di circa il 50%.Oltre al native, Hearst sta puntando molto sul pro­grammatic: «Lavoriamo con un rtb centralizzato a New York e collaboriamo con le DMP Lotame e Proximic (di proprietà di comScore, ndr)», prosegue Stasi.
    Hero Adv, il formato principe dell’offerta targata Hearst Hearst sta puntando forte su Hero Adv. «Un formato“device neutral”, che grazie alla tecnologia HTML5, non si ridimensiona a seconda del device: la soluzione presenta diversi riquadri spacchettati che si ricompongono in funzione delle esigenze del cliente. Hero Adv offre differenti opportunità: link all’ecommerce, video, social buttons, claim », spiega Stasi. Native, occorre innescare un circolo virtuoso tra i vari attori Stasi, poi, ha voluto sottolineare alcuni limiti, certamente risolvibili, del native nel nostro Paese. «Non critico il mercato, ma sul native siamo in leggero ritardo sia sul fronte consumer sia su quello produttivo. In Usa gli utenti tendono ad apprezzare maggiormente i contenuti in cui viene indicato che un articolo è sponsorizzato, perché l’intera filiera si impegna a restituire un prodotto di valore reale per il consumatore. C’è una grande attenzione alla qualità di uno sponsored post e anche sulle attività di post-analisi, che sono più ampie e articolate: perché non si fermano al mero numero di lettori colpiti, ma indagano anche sulle reazioni e i comportamenti degli stessi. Per un motivo molto semplice: perché per fare un native di qualità, è necessario uno sforzo da parte di editori, utenti e inserzionisti, che porti a un livello superiore il contenuto. In pratica, va innescato un circolo virtuoso».

    L’andamento dei primi mesi dell’anno

    Nonostante una situazione macroeconomica incerta e un mercato digitale che fatica a ritrovare la vitalità dei suoi albori Stasi conclude dicendo: «Il primo trimestre è andato molto bene. In effetti siamo in grande fermento sia per la Milano Fashion Week prima, che per il Salone del Mobile, in arrivo tra pochi giorni». A febbraio il traffico totale siti (Elle, Marie Claire, Cosmopolitan, Gioia, Elle Decor) è salito del 92% sul pari mese del 2015 (fonte Google  Analythics Premium ). Fatturato consolidato a marzo 2016 +30% vs. 2015

  • Commenti Moviemedia esprime perplessità sui dati Nielsen relativi al cinema, richiesto confronto con l’istituto di ricerca e il mercato

    DailyMedia 17/03/2016

    Moviemedia contesta i dati Nielsen. Relativa­mente agli andamenti dei fatturati pubblicitari del mese di gennaio 2016, la concessiona­ria afferma che il -8% attribuito al cinema non sia corretto. Se Mo­viemedia, che rappresenta il 40% del mercato della pubblicità al ci­nema, a gennaio cresce del 25%, «significa che qualcosa non va» afferma Fabrizio Menichella, pre­sidente della concessionaria. Per­plessità che aumenta se la con­cessionaria si confronta con i risultati del 2015, chiuso a +18% a fronte di un consuntivo Nielsen a -4%. «Noi – dice Menichella – co­munichiamo a Nielsen i nostri fat­turati. Non sappiamo cosa faccia­no le altre aziende monitorate, ci chiediamo se i dati comunicati dalle altre tre concessionarie sia­no omologhi e congruenti. Per questo vorremmo un confronto sul tema con Nielsen e con gli al­tri attori del nostro mercato». Per Moviemedia l’anomalia ci deve essere per forza, dato che le con­cessionarie monitorate da Niel­sen – Rai Pubblicità, UCI e Prs per The Space – sono le stesse che fanno parte di Audimovie, con le quali i contatti sono stretti, così come con tutta la filiera del mer­cato. Secondo quanto comunica Moviemedia in una nota, il cine­ma è in crescita continua già dal­lo scorso anno. Le presenze, nei primi 2 mesi del 2016, aumenta­no del 32%, dopo un 2015 chiuso a una media del +9%, e questo dà la spinta anche agli investimenti, in aumento a doppia cifra. «An­diamo incontro a un danno di im­magine serio sia per la nostra so­cietà, sia per il mercato» continua Menichella. A fronte dell’incer­tezza su questo punto, e in atte­sa dell’apertura del tavolo di con­fronto, la Moviemedia ha deciso di interrompere temporaneamente la fornitura di dati a Nielsen “fino a quando non verranno chiarite le modalità di analisi e reperimen­to degli stessi, nei confronti di tut­te le altre concessionarie, che evi­dentemente non sono omologhi e congruenti con il dato reale del­la raccolta pubblicitaria del setto­re”. A questo proposito, la Nielsen fa sapere di aver fissato un incon­tro con FCP che avrà luogo a bre­ve, e in quella sede verranno chia­riti e fugati eventuali dubbi.

  • Mercato Cairo Communication: bene la raccolta nel primo trimestre; le attese: +4% per la tv e +15% per i periodici

    DailyMedia 15/03/2016

    Il CdA di Cairo Communi­cation ha approvato ieri il bilancio consolidato del 2015, che conferma i dati già riportati nel resoconto interme­dio di gestione al 31 dicembre approvato il 12 febbraio scorso e di cui DailyMedia ha relaziona­to il 15 dello stesso mese. Negli scorsi dodici mesi, quindi, il grup­po guidato da Urbano Cairo ha continuato a conseguire risultati molto positivi nel settore dell’edi­toria periodica e ha perseguito il consolidamento dei risultati de­gli interventi di razionalizzazio­ne dei costi del settore editoria­le televisivo (La7), implementati nel 2013/2014: i ricavi consolida­ti lordi sono stati pari a 260 milio­ni di euro (277,6 milioni nel 2014); il margine operativo lordo (Ebit­da) e il risultato operativo (Ebit) consolidati sono stati pari a 17,6 milioni e 9,3 milioni di euro (era­no, rispettivamente, a quota 28,2 e 23 milioni nel 2014); il risulta­to netto consolidato è stato pari a 11,1 milioni di euro (23,8 nel 2014); Ebitda ed Ebit del setto­re periodici sono stati pari a 14,6 e 13,5 milioni di euro (+6,1% e +7,7% rispetto al 2014); il settore televisivo (La7) ha conseguito un Ebitda positivo di circa 1,6 milio­ni di euro. L’andamento della rac­colta nel primo trimestre 2016 è positivo: sulla base del portafo­glio ordini acquisito alla data del 14 marzo 2016, per la pubblici­tà trasmessa e da trasmettere sui canali La7 e La7d nel primo tri­mestre 2016, pari a circa 35,8 mi­lioni di euro, i ricavi conseguiti nel trimestre analogo dell’eser­cizio 2015 (35,2 milioni di euro) sono stati superati, con la previ­sione di conseguire nel trimestre una crescita di circa il 4%. Sempre nel primo trimestre 2016, inoltre, sulla base del portafoglio ordini finora acquisito, pari a 5,1 milio­ni, la raccolta sulle testate perio­diche del Gruppo mostra un an­damento molto positivo, con un incremento di circa il 15% rispet­to ai ricavi conseguiti nel trime­stre analogo dell’esercizio 2015 (4,4 milioni). Nel 2016, il Grup­po Cairo Communication con­tinuerà a perseguire lo sviluppo dei suoi tradizionali settori di at­tività, per il settore editoriale an­che continuando nella strategia di crescita con il lancio di nuove testate; “per tali settori – recita la nota emessa ieri – nonostante il contesto economico e competi­tivo, in considerazione della qua­lità delle testate edite e dei mezzi in concessione, considera realiz­zabile l’obiettivo di continuare a conseguire risultati gestionali po­sitivi”; e continuerà, inoltre, a im­pegnarsi con l’obiettivo di con­solidare i risultati degli interventi realizzati nel 2013-2015 di razio­nalizzazione e riduzione dei costi del settore editoriale televisivo, per il quale si prevede il conse­guimento, anche quest’anno, di un Ebitda positivo.

  • Editoria Caltagirone Editore, ricavi 2015a 163 milioni, margine operativo lordo positivo. Bene il digitale

    DailyMedia 14/03/2016

    Il consiglio di amministra­zione del gruppo Caltagi­rone Editore, presieduto da Francesco Gaetano Caltagiro­ne, ha esaminato e approvato ve­nerdì scorso il progetto di bilan­cio relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2015. I risultati evi­denziano un lieve miglioramen­to delle principali voci del conto economico quale conseguen­za del rallentamento della fles­sione dei ricavi, efficacemente compensata, però, dalla ridu­zione dei costi. I ricavi operati­vi si sono attestati a 163 milioni di euro, in diminuzione del 4,2% rispetto al corrispondente dato del 2014 (170,1 milioni di euro). In particolare, i ricavi diffusiona­li si sono ridotti dell’8,2%, in li­nea con il dato medio del setto­re (-8,1% secondo gli ultimi dati Ads). Le vendite di abbonamenti e copie multimediali delle testa­te del gruppo, in linea con l’anno precedente, hanno ancora un’in­cidenza marginale sui ricavi diffu­sionali complessivi e i dati relativi non risultano ancora rilevanti. Per quanto riguarda, invece, i siti web del network Caltagirone Editore hanno registrato un incremento del 35% degli utenti unici medi mensili che sono, a oggi, qua­si 36 milioni. In particolare, Leg­go ha registrato un incremento del 53%, il Corriere Adria­tico del 49%, il Messaggero del 45%, il Quotidiano di Puglia del 41%, il Mattino del 33% e il Gaz­zettino del 23%. I ricavi pubblici­tari del gruppo hanno registrato una lieve flessione, pari allo 0,3%, e beneficiano del contributo del­la raccolta pubblicitaria locale per alcune edizioni dei quotidia­ni Rcs, avviata a partire dal mese di marzo. La raccolta pubblicita­ria sui quotidiani cartacei ha re­gistrato un calo del 6,1%, legger­mente inferiore al dato medio del mercato, a quota -6,6% secondo i dati dell’Osservatorio Fcp. Conti­nua, intanto, la crescita della rac­colta pubblicitaria sui siti inter­net del gruppo che ha registrato un incremento del 9,6%, in forte controtendenza rispetto al mer­cato, attestato a -0,7% secondo i dati forniti dall’Osservatorio Fcp Assointernet).

    Contrazione dei costi

    Il margine operativo lordo è stato positivo per 3,1 milioni euro (era positivo per 76 mila euro al 31 di­cembre 2014) per effetto della contrazione dei costi. In partico­lare, il costo del lavoro, compren­sivo di oneri non strutturali pari a 2,6 milioni di euro legati ai pia­ni di riorganizzazione posti in es­sere da alcune società del grup­po, ha registrato una riduzione del 6,3% quale conseguenza del­le ristrutturazioni aziendali av­viate nei precedenti esercizi. Il risultato operativo è stato nega­tivo per 27,9 milioni di euro (era sempre negativo, per 37,2 milio­ni di euro, al 31 dicembre 2014) e comprende le svalutazioni di im­mobilizzazioni immateriali a vita indefinita per complessivi 22 mi­lioni di euro (25,5 milioni di euro nel 2014) determinate sulla base dei risultati dell’impairment test, gli ammortamenti e accantona­menti per rischi per ulteriori 7,2 milioni di euro e la svalutazio­ne di crediti per circa 1,8 milio­ni di euro. Il risultato della ge­stione finanziaria è stato positivo per 8,7 milioni di euro (positivo per 1,4 milioni di euro anche al 31 dicembre 2014) e compren­de principalmente i dividen­di ricevuti su azioni quotate e la plusvalenza registrata nella ces­sione di azioni quotate. E anco­ra, il risultato netto di gruppo è stato negativo per 20,1 milioni di euro (negativo per 37,2 milio­ni di euro anche al 31 dicembre 2014), mentre la posizione finan­ziaria netta è diminuita di 3,2 mi­lioni di euro rispetto al dato al 31 dicembre 2014 (126,2 milioni di euro) per effetto principalmen­te del fabbisogno finanziario le­gato ai piani di riorganizzazione aziendale al netto degli incassi per dividendi. Inoltre, Il patrimo­nio netto consolidato di grup­po è passato da 586,5 milioni di euro al 31 dicembre 2014 a 559,9 milioni di euro al 31 dicembre 2015; la variazione negativa è at­tribuibile alla perdita dell’eserci­zio e all’effetto della valutazione al fair value delle partecipazioni azionarie detenute dal gruppo. Infine, al 31 dicembre 2015 l’or­ganico complessivo compren­deva 801 dipendenti: erano 843 al 31 dicembre 2014, mentre lo stesso CdA ha deliberato di pro­porre all’assemblea di non pro­cedere alla distribuzione di alcun dividendo.

    Evoluzione prevedibiledella gestione

    Il settore, nella valutazione dell’organismo direttivo, resta caratterizzato da una forte incer­tezza che non permette di for­mulare previsioni puntuali per il breve periodo. Alla luce di ciò e in considerazione della signi­ficativa riduzione, nel corso de­gli anni, dei fatturati di tutte le aziende editoriali del gruppo, a seguito di un’accurata analisi or­ganizzativa svolta con l’ausilio di consulenti esterni, è emersa la necessità di ristrutturare il grup­po per aree “funzionali”, superan­do l’organizzazione per aziende strutturalmente autonome or­mai insostenibile. In tale prospet­tiva, le assemblee delle controlla­te Il Messaggero SpA, Il Mattino SpA e Il Gazzettino SpA hanno deliberato progetti di scissione per aree omogenee in specifi­che aziende. Sono attualmen­te in corso gli adempimenti pre­visti dalle norme in vigore per operazioni di questa tipologia. Ci si aspetta, dunque, che la nuova organizzazione, una volta portata a regime, possa contribuire posi­tivamente all’efficienza e all’equi­librio economico del gruppo. E quest’ultimo prosegue, inoltre, nelle iniziative di valorizzazione delle versioni multimediali e di miglioramento delle attività in­ternet e in tale contesto, nei pri­mi mesi del 2016, le testate Leg­go e Il Mattino hanno aderito alla piattaforma Instant Articles di Fa­cebook, che permette di integra­re contenuti editoriali e multime­diali sui dispositivi mobili.

  • Concessionarie La raccolta locale milanese cartacea e online di Leggo a Rcs Communication Solutions

    Dailynet 14/03/2016

    Nuove sinergie in vista tra Piemme e Rcs Com­munication Solutions: secondo quanto risulta a DailyNet, infatti, la con­cessionaria di Via Rizzo­li ha preso in gestione la raccolta locale di Milano di Leggo e del corrispet­tivo sito internet. Piem­me, la sigla di riferimen­to di Caltagirone Editore cui fa capo la testata free press, continuerà a occu­parsi della pubblicità na­zionale e locale roma­na, sia sul fronte cartaceo sia su quello online. Que­sta nuova collaborazio­ne rinsalda il legame tra le due strutture: da un anno Piemme raccoglie per Rcs il Corriere del Mezzogiorno, il Corriere Veneto e Corriere Roma. Secondo i dati Audiweb, a gennaio Leggo.it ha to­talizzato 167.877 utenti unici, con una prevalen­za di visite da desktop, per 767mila pagine viste.

  • Dati Radio Gennaio 2016

    L’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di Gennaio 2016.

    I dati evidenziano una diminuzione del fatturato pubblicitario della pubblicità nazionale radiofonica pari al -3,4% nel mese di Gennaio 2016 rispetto al corrispettivo 2015. Tale dato corrisponde ad un fatturato totale di  € 19.154.000,00.

    Qui di seguito vi inviamo il commento di Paolo Salvaderi, Presidente FCP-Assoradio:

    “Dopo un 2015 che ha chiuso con un incremento di fatturato pari a +8,8% la flessione di questo inizio anno  appare quasi fisiologica. Il delta percentuale a gennaio è -3,4%. Stiamo comunque parlando del mese che dopo agosto ha l’incidenza minore sul totale anno, 6,2% nel 2015. Altre variabili hanno inoltre inciso sull’andamento del mercato pubblicitario in generale. Penso alle prolungate festività di dicembre e alle turbolenze dei mercati finanziari. Nel 2016 per il mezzo l’obiettivo è consolidare l’importante risultato raggiunto lo scorso anno e il posizionamento conquistato dalla Radio nel media mix degli investitori”.