Autore: bruno.cover@gmail.com

  • Dati Stampa Gennaio 2016

    I dati dell’Osservatorio Stampa FCP relativi al mese di Gennaio 2016 raffrontati con il corrispettivo 2015.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -2,3%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento positivo sia a fatturato +1,6%  che a spazio +4,7%.

    Le singole tipologie segnano rispettivamente:

    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato +14,7% a fatturato e +31,7% a spazio.

    La pubblicità Commerciale locale +0,5% a fatturato e +0,4% a spazio.

    La tipologia Di Servizio ha segnato -8,3% a fatturato e +17,7% a spazio.

    La tipologia Rubricata ha segnato -12,2% a fatturato e -19,7% a spazio.

    I periodici segnano un calo a fatturato del -14,0% e a spazio del -7,3%.

    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -13,3% e a spazio -2,8%.

    I Mensili hanno percentuali negative a fatturato del -17,8% e spazio -11,5%.

    Le Altre Periodicità registrano -4,7% a fatturato e -12,1% a spazio.

    Tavola 1_Gennaio 2016

  • Gennaio 2016

    I dati di fatturato rilevati dall’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) per il mese di  Gennaio 2016, raffrontati allo stesso periodo del 2015.

    La tabella in allegato: Fatturato per mese per DEVICE/STRUMENTO, evidenzia per il mese di GENNAIO i seguenti dati:

    ·         Web -4,1%

    ·         Mobile +112,3%

    ·         Tablet +55,0%

    ·         Smart TV/Console +135,2%

    TOT. +0,2%

    IL COMMENTO AI DATI DI GENNAIO 2016 DI GIORGIO GALANTIS, PRESIDENTE FCP-ASSOINTERNET:

    “A Gennaio 2016 il fatturato monitorato dall’Osservatorio FCP-Assointernet registra un leggero segno positivo rispetto al 2015, +0,2%. Confermato il trend di crescita del Mobile che beneficia dell’incremento di traffico e servizi su smartphone: nel periodo il fatturato raddoppia rispetto allo scorso anno e raggiunge un’incidenza del 6,7% sul totale, contro il 3,3% del 2015. Il contesto macroeconomico di inizio anno, associato all’onda lunga delle festività natalizie, ha invece influenzato il risultato della componente Web”.

    Dati_Assointernet Gennaio 2016

    Dati_Assointernet Gennaio 2016

    Tavole IX_X_Assointernet Gennaio 2016_perDichiaranti

    Rapporto_Assointernet Gennaio 2016

  • Gennaio 2016 – Quotidiani e Settimanali

    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di gennaio 2016 per le testate a periodicità quotidiana e settimanale.

    ADS Dati mensili stimati gennaio 2016 per quotidiani.xls

    ADS Dati mensili stimati gennaio 2016 per settimanali.xls

  • La pubblicità sulla stampa in calo del 2,3% a gennaio. Quotidiani a +1,6%, settimanali -13,3%, mensili a -17,8%. I nuovi dati Fcp

    Primonline 02/03/2016

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -2,3%. Lo dicono i dati dell’Osservatorio Stampa Fcp relativi al mese di gennaio 2016 raffrontati con il corrispettivo 2015. In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento positivo sia a fatturato +1,6% che a spazio +4,7%.

    Le singole tipologie segnano rispettivamente:
    La tipologia commerciale nazionale ha evidenziato +14,7% a fatturato e +31,7% a spazio.
    La pubblicità commerciale locale +0,5% a fatturato e +0,4% a spazio.
    La tipologia di servizio ha segnato -8,3% a fatturato e +17,7% a spazio.
    La tipologia rubricata ha segnato -12,2% a fatturato e -19,7% a spazio.

    I periodici segnano un calo a fatturato del -14,0% e a spazio del -7,3%.
    I settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -13,3% e a spazio -2,8%.
    I mensili hanno percentuali negative a fatturato del -17,8% e spazio -11,5%.
    Le altre periodicità registrano -4,7% a fatturato e -12,1% a spazio

  • Condé Nast Debutta il nuovo Vogue.it, simbolo di cultura digitale; immagini fulcro del progetto

    DailyNet 23/02/2016

    «Siamo molto soddisfatti oggi. Abbiamo coronato uno sforzo davvero impegnativo. Ora comincia un nuovo capitolo nella storia di Vogue». L’esordio di Barbara Corti non lascia alcun dubbio sull’importanza della giornata di ieri in casa Condé Nast. Il titolo storico del gruppo conosce una nuova dimensione digitale, pronta a ribadirne l’autorevolezza, la modernità e lo stile inimitabile. «Lavorare sul nuovo Vogue.it non ha significato, per noi, solo lo sforzo di portare l’heritage del brand sul digitale – sottolinea Corti -, ma traghettare un media unico come Vogue, da sempre interprete dello Zeitgeist, che contribuisce in primis a consolidare la moda come fonte inesauribile di potente comunicatore culturale e sociale». Nel ruolo di direttore Prodotti Digitali di Condé Nast, Barbara Corti ha seguito da vicino, passo dopo passo, il meticoloso e accurato processo che ha portato al debutto online di ieri. «Da qualche tempo, nella nostra casa editrice, aleggia un clima di particolare tensione creativa, che si potrebbe riassumere nello slogan “quality is our business plan”. Ecco, la qualità l’abbiamo inseguita fino in fondo, ma costruendo, nel contempo, un’opportunità importante da mettere a disposizione dei brand».

    L’importanza delle immagini

    La disamina di Barbara Corti si sofferma su un elemento di particolare rilevanza: le immagini. «Sono la cosa più importante, arrivano dove le parole, spesso, non possono andare – dice a Daily- Net -. Ma la loro importanza, ovviamente, non è fine a sé stessa. Nel quadro della rappresentazione dello spirito del tempo assumono rilevanza di senso. Il frame che viene proposto è un modo di vedere il mondo, l’inquadratura di una visione del mondo. E della moda come media, nella più fedele tradizione interpretativa di Vogue. Quindi, non immagini colte nella loro leggerezza, ma dense di significato, cariche della storia che hanno dietro». Si impongono parole come “rottura”, “trasmissione”, “ispirazione”. «Proviamo a far vedere il mondo che uno non si aspetta – riprende Corti -, valorizzando, appunto, la componente iconografica. Lo abbiamo  atto con grande passione e dedizione, in un tempo anche breve, considerando che l’avvio risale al novembre dell’anno scorso. Poi, dopo la fase iniziale di ideazione siamo partiti unendo tutte le competenze a disposizione, come avviene ormai di consueto. Redazione, commerciale, marketing, interazione: tutte le componenti hanno lavorato fianco a fianco per ottenere un risultato che fosse condivisibile. Oggi tutti “sentono” loro questo prodotto. La velocità con cui ci siamo mossi – dice ancora Barbara Corti – è assicurata dalla grande capacità di integrazione dimostrata durante il lavoro di progettazione».

    Pensieri, ide, cultura

    Proprio su questo aspetto della progettazione si sofferma ulteriormente: «Non si è trattato di elaborare un semplice progetto, ma di condividere pensieri, idee, cultura. E’ emersa la volontà di diffondere un’autentica cultura del digitale che animasse la proposta innovativa di Vogue.it. E’ nato tutto nel corso di un workshop costante, dentro la redazione, con il contributo delle diverse componenti coinvolte. E siamo davvero soddisfatti del risultato. Il sito, oltre alla componente estetica, è davvero “da usare”. E lo sottoporremo, da ora, a un’analisi costante.

    Per così dire, non ci innamoriamo di quello che abbiamo costruito, ma attraverso l’osservazione, le modalità di utilizzo e un continuo monitoraggio, continueremo a stare vicino al prodotto, procedendo nelle necessarie ed eventuali

    variazioni. Possiamo dire che sta iniziando una nuova fase, altrettanto importante e decisiva. E vorrei concludere citando un’ultima componente, davvero essenziale: la fruizione da mobile rimane potente. Anche l’usabilità su smartphone

    si caratterizza per la forza di comunicazione che sa esprimere il nuovo Vogue. it. E questo è un altro traguardo significativo che abbiamo conseguito attraverso questa esperienza di rinnovamento».

    Più spazio alle foto

    «Ho sempre sostenuto l’importanza dell’immagine, perché è un linguaggio universale, una forma democratica

    di comunicazione, che non  necessita traduzione. Prima di ogni spiegazione, e quindi di ogni parola, nulla è più convincente dell’immagine – commenta Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia -. L’immagine ti colpisce  immediatamente, trasmettendoti sensazioni e sentimenti. L’immagine è stata la chiave di volta per parlare al mondo

    e Vogue Italia è diventato il giornale per eccellenza dell’immagine; va da sé,  quindi, che anche il sito segua questo principio, oggi ancora più di prima, attraverso il frame, l’inquadratura delle immagini. E attraverso il maggiore spazio dedicato alla fotografia».

    Segni distintivi

    Nato nel 2010, Vogue.it conta oggi 2,8 milioni di utenti e 46 milioni di pagine viste. E su Facebook supera i 2 milioni di fan. Il segno distintivo del sito, che vuole diventare un nuovo standard d’interazione, è il frame, una cornice rossa che mette in evidenza il contenuto del sito e ne facilita la lettura. Da sempre, infatti, Vogue Italia ha una propria inquadratura sul mondo, anticipando la moda e interpretandola come un media, diffondendo la filosofia della bellezza e

    della comunicazione per immagini. Il frame è la lente per esplorare il nuovo sito che si presenta agli utenti con un look total white che ne favorisce la lettura e ne valorizza i contenuti. Le immagini, da sempre forza distintiva del brand, emergono così in tutta la loro potenzialità e come strumento per interpretare la moda.

    Architettura dei contenuti

    La struttura del sito è stata notevolmente semplificata grazie a un’ottimizzazione del menu. L’architettura

    dei contenuti è stata notevolmente semplificata per rendere la navigazione semplice e intuitiva. Sono stati creati nuovi format per fornire sempre più strumenti espressivi e creativi alla redazione nel raccontare i mille mondi del brand e del suo straordinario heritage. Nove i canali attraverso i quali si snoda il nuovo Vogue.it, nell’ordine: Franca Sozzani, Fashion,

    Talents, Photography, Beauty, News, Archive, L’Uomo Vogue, canale del mensile maschile e Suzy Menkez, International Vogue Editor, con la sua rubrica. Proprio Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, dialoga con i suoi 330mila follower nella sezione “What Do You Think About?” dove, in prima persona, posta riflessioni, provocazioni legate all’attualità, richieste e domande open nel suo stile inconfondibile, lasciando libero spazio alle risposte, alle richieste e all’espressività

    degli utenti. Viene potenziata anche la piattaforma di creazione ed esaltazione della creatività attraverso il canale Talents, che approda nel digitale per valorizzare ancora di più il lavoro di scouting sui talenti. Vogue Talents, nato nel 2009 come supplemento del giornale e poi anche uno dei canali del sito, ha l’obiettivo di dare energia al sistema moda, creando un filo diretto tra stilisti, industria, buyers e negozi, per costruire e supportare la brand awareness dei talenti

    emergenti nei confronti del pubblico di riferimento.

    La community di PhotoVogue

    Attraverso il canale Photography, la community di PhotoVogue, che oggi conta oltre 150 mila fotografi da tutto il mondo, trova la sua migliore espressione guidata dal Photo Editor di Vogue Italia, che da sempre lavora alla ricerca di nuovi talenti e porta al sito eccezionali testimonianze dei grandi fotografi riconosciuti a livello internazionale. Le news

    in tempo reale, gli aggiornamenti quotidiani, le foto e i video degli eventi consentono agli utenti di sentirsi

    protagonisti in prima fila e rendono Vogue.it un prodotto unico nel panorama dei femminili online a livello

    internazionale. Firme di fama internazionale e personalità del mondo della moda contribuiscono a evidenziarne il

    carattere cosmopolita: sono i Vogue Envoys, ambassador del Vogue Lifestyle che condividono con gli utenti il loro

    punto di vista sul fashion system. Vogue Archive viene, inoltre, integrato e maggiormente valorizzato all’interno

    del format editoriale. Il più grande archivio digitale di moda al mondo, inaugurato nel 2013 in occasione del

    cinquantenario di Vogue Italia, ha vinto l’edizione 2015 del prestigioso premio IMA – Interactive Media Award

    “Best in class” nella categoria Fashion/Style.

    Brand audience

    Il nuovo sito consoliderà ulteriormente la brand audience di Vogue.it, che ha registrato una straordinaria partenza a gennaio 2016 con importanti record: 2,8 milioni di utenti e 46 milioni di page viste per il sito, in crescita, rispettivamente,

    del 46% sugli utenti e del 28% sulle pagine viste verso lo stesso mese dell’anno precedente, con una crescente componente video a quota 600 mila video views mensili, che contribuiscono al CNLive! Video Network. La fan base, sempre più ampia e ingaggiata, raggiunge i 4,2 milioni di utenti, con una cresciuta del 40% in un anno e una total

    reach mensile stimata di 34 milioni. I risultati sono confermati anche dal record per singolo Facebook post, raggiunto sempre a gennaio 2016 – oltre 2 milioni di impressions, 48.000 likes e 5.000 share -, confermando, di fatto, il social come

    una delle prime fonti di traffico al sito. La conferma che Vogue.it sia stato ripensato completamente in veste digitale è data anche dall’uniformità degli spazi adv agli standard Iab e dall’aver preso in considerazione le regole

    di viewability.

    Proposizione commerciale

    «Vogue.it cambia anche nella proposizione commerciale ed entra da protagonista nelle logiche digitali premium.

    Sezioni commerciali diverse ospiteranno per affinità di contenuto le campagne dei brand e saranno pianificabili

    a impressions su base settimanale. Sulla homepage rimarrà la possibilità di vendita a giorno per l’esclusività data

    dal posizionamento. Non meno significativi gli spazi nel menu di navigazione e in flow nelle pagine interne del sito che daranno maggiore visibilità ai nostri partner nei progetti speciali» aggiunge Francesca Airoldi, direttore divisione Vogue Italia, Glamour, Vogue Sposa, Vogue Bambini, Vogue Accessory. «In un mercato sempre più alla ricerca di veicolazione

    di contenuto, Vogue.it sposa totalmente i nuovi metodi di distribuzione nativa, unendo qualità produttiva con distribuzione d’eccellenza – conclude Elia Blei- direttore commerciale Digital e Grandi Mercati -. Relativamente alla display abbiamo voluto privilegiare un equilibrio tra impatto visivo, viewability e miglioramento delle performance». <

  • Mercato Per le concessionarie un rischio di tassazione dello 0,1% sulla raccolta che andrà a finanziare l’editoria

    DailyMedia 17/02/2016

    Un nuovo balzello potrebbe abbattersi sui Gruppi editoriali nazionali e locali. Secondo quanto ha anticipato ieri repubblica.it, infatti, tutte le concessionarie pubblicitarie – della televisione, della radio, della stampa quotidiana e periodica, e anche di internet (ma, su questo fronte, naturalmente, bisognerà vedere, nel caso, se saranno coinvolti anche gli operatori con base fiscale estera) – potrebbero dover versare allo Stato lo 0,1% della loro raccolta complessiva (come definito dal Testo Unico delle Imposte del 1986). E i soldi ricavati andrebbero a finanziare il Fondo per l’editoria. Questo prelievo di scopo è stato introdotto da un emendamento della deputata Annalisa Pannarale, di Sel, alla proposta di legge che riforma i contributi pubblici ai giornali. L’emendamento è stato votato anche dal Pd in Commissione Cultura alla Camera. Il provvedimento in esame andrà in aula il 22 febbraio e sarà approvato in prima lettura entro il mese, a meno di imprevisti. Il Fondo per l’editoria è previsto essere finanziato in modi diversi. Le risorse arriveranno dallo Stato, per 100 milioni dal recupero dell’evasione del canone Rai (“ma questa entrata – ha spiegato Annalisa Pannarale – non è affatto certa”) e delle multe che AgCom commina nei suoi provvedimenti. Ora – grazie all’emendamento votato due giorni fa – il Fondo, nel caso, verrà alimentato anche da questo prelievo sulla pubblicità. Già in allarme è Confindustria Radio Tv, che stima un impatto importante per le emittenti televisive e che vuole soprattutto capire se l’emendamento estende il prelievo – come sarebbe giusto, a suo parere – anche ai citati colossi di internet.

  • Concessionarie Sport Network: cinquanta pagine di inserito pubblicitario e overbooking per il primo numero di Ulisse

    DailyMedia 17/02/2016

    Con l’acquisizione di Ulisse, il magazine di Alitalia, la Sport Network si apre definitivamente a un mercatogeneralista, non strettamente legato alle testate della holding Gruppo Amodei. E, secondo quanto fa sapere la concessionaria di testate come Corriere dello Sport e Tuttosport, tra le altre, gli investitori stanno ampiamente premiando il nuovo prodotto. «A poco più di due settimane dalla distribuzione del primo numero, in distribuzione a marzo – commenta Massimo Micheli, vice direttore generale di Sport Network -, le prenotazioni sono già in overbooking. Il prodotto è stato accolto molto bene, e per la concessionaria è un ottimo risultato ». Con un inserito pubblicitario di oltre 50 pagine è stato rispettato l’obiettivo di mantenere un affollamento del 30% su una foliazione di 170 pagine, la Sport Network è già al lavoro sul numero di aprile, dedicato al design in vista del Salone del Mobile di Milano. Secondo quanto risulta a DailyMedia, l’obiettivo di raccolta supera i tre milioni di euro. «Il nuovo Ulisse piace a investitori di medio e alto target. A oggi abbiamo raccolto le adesioni di aziende come Gucci, Tods, Unicredit, Yamamay, Ryder Cup. L’obiettivo è comunque mantenere un orientamento trasversale per rivolgersi a un mercato ampio».

     

  • Sistema 24 Ore: i ricavi del digitale superano quelli derivanti da cartaceo

    DailyNet 10/02/2016

    Anche a dicembre 2015, secondo i dati Ads diffu­si oggi, Il Sole 24 Ore risul­ta il primo quotidiano di­gitale assoluto in Italia e il secondo quotidiano na­zionale per diffusione to­tale carta+digital, dopo il Corriere della Sera e pri­ma di Repubblica, perfor­mance che si confronta con un anno già caratteriz­zato da una grande cresci­ta. Al successo dei dati Ads si aggiunge anche quel­lo del sito del Sole 24 Ore che avviato la formula pay­wall tre anni fa: IlSole24ore.com, primo sito italiano a pagamento, nelle sue ver­sioni web e mobile registra a oggi oltre 36.000 abbona­menti attivi. Nella diffusio­ne totale digitale Il Sole 24 ORE, che fin dalla prima ri­levazione delle copie 2.0 ha conquistato e mantenuto il primo gradino del podio, continua non solo ad affer­mare la leadership a livello nazionale ma anche ad ac­crescere ulteriormente la distanza rispetto agli altri player di mercato, arrivan­do a quota 244.040 copie digitali e registrando un in­cremento pari a +20,8% ri­spetto a novembre 2014, in netta controtendenza ri­spetto ai principali quoti­diani italiani. Sul fronte di­gitale Il Sole 24 Ore è primo anche nelle copie digita­li singole con 72.323 copie (+17,7% vs dicembre 2014). Primato che mantiene da dieci mesi consecutivi. “Ab­biamo scelto tre anni fa di varare un vero e proprio si­stema multimediale carta-web integrato e un sito in formula paywall. Questo si­stema, unico nel panorama nazionale e internaziona­le, ha consentito nel 2015 il sorpasso dei ricavi digi­tali da contenuto informa­tivo sui ricavi da contenuto in versione cartacea” spie­ga il direttore editoriale del Gruppo 24 ORE Roberto Napoletano.

  • Dicembre 2015 – Quotidiani e Settimanali

    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di dicembre 2015 per le testate a periodicità quotidiana e settimanale.

    DMS DICEMBRE 2015 QUOTIDIANI

    DMS DICEMBRE 2015 SETTIMANALI

  • Novembre 2015 – Mensili

    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di novembre 2015 per le testate a mensile.

    DMS NOVEMBRE 2015 MENSILI