Autore: bruno.cover@gmail.com

  • Marzo 2016

    I dati dell’Osservatorio Stampa FCP relativi al periodo Gennaio- Marzo 2016 raffrontati con i corrispettivi 2015.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -4,4%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo a fatturato -4,6%  e positivo a spazio +0,8%.

    Le singole tipologie segnano rispettivamente:

    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -1,6% a fatturato e +11,7% a spazio.

    La pubblicità Commerciale locale -3,3% a fatturato e -0,9% a spazio.

    La tipologia Di Servizio ha segnato -7,4% a fatturato e +5,3% a spazio.

    La tipologia Rubricata ha segnato -14,0% a fatturato e -19,0% a spazio.

    I periodici segnano un calo a fatturato del -3,9% e un aumento a spazio del +4,0%.

    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -1,8% e positivo a spazio +10,4%.

    I Mensili hanno percentuali negative sia a fatturato -4,3%  che a spazio +0,6%.

    Le Altre Periodicità registrano -20,3% a fatturato e -19,9% a spazio.

    Tavola 1_Marzo 2016

    Tavole quotidiani_Marzo 2016

    Tavole periodici_Marzo 2016

    GRUPPI PERIODICI_Marzo 2016

    Rapporto_Marzo 2016

  • Radio RDS entra in Elite. Segno positivo per la raccolta pubblicitaria nel primo trimestre 2016

    DailyMedia 29/04/2016

    Radio Dimensione Suo­no guarda al futuro e allo sviluppo delle pro­prie attività con l’ingresso in Eli­te, la piattaforma internazionale di servizi che supporta le azien­de nei progetti di crescita. Le azioni di Elite si esplicitano nel favorire il processo di cambia­mento culturale e organizzati­vo delle aziende con l’obiettivo di facilitarne l’internazionalizza­zione, migliorare i rapporti con il sistema bancario e imprendi­toriale, e in ultima analisi avvici­narle ai mercati di capitali e alla quotazione in Borsa. Per quan­to riguarda RDS, si tratta in pri­mo luogo di ricevere una sorta di certificazione sulla virtuosità della gestione e dei bilanci, da offrire come garanzia in primo luogo agli investitori pubblici­tari. Per la quotazione, si vedrà, non è un obiettivo a breve. Lo fa sapere l’editore dell’emitten­te romana, Massimiliano Mon­tefusco, attraverso il suo porta­voce. Intanto, rispetto ai risultati della raccolta nei primi tre mesi del 2016, l’emittente segna­la un andamento positivo, con un mese di febbraio in crescita a doppia cifra.

  • Editoria RCS MediaGroup: la raccolta di aprile in linea con lo stesso mese del 2015, il paywall del Corriere della Sera oltre i 30 mila membri

    DailyMedia 29/04/2016

    All’assemblea dei soci riunitasi ieri per l’approvazione del bilancio 2015, il management di RCS MediaGroup ha consegnato anche dati che evidenziano nel primo trimestre di quest’anno andamenti migliori di quelli previsti all’avvio del piano industriale. Lo ha detto presidente Maurizio Costa, che ha aggiunto: «Ci aspettiamo che il mercato giudichi la società in base alla coerenza e all’affidabilità delle azioni intraprese nell’attuazione del piano», sgombrando il campo da pregiudizi su quanto accaduto in precedenza, e tenendo presente che il nuovo corso è partito da pochi mesi. Nei primi tre mesi del 2016, a fronte di ricavi in calo dell’11%, la raccolta pubblicitaria presenta un saldo positivo dell’1,1% e si attesta a quota 97,4 milioni di euro. Per quanto riguarda il primo semestre, l’amministratore delegato Laura Cioli conferma che «per ora, siamo in linea con il piano» ma per indicazioni più puntuali rimanda al consiglio di amministrazione dell’11 maggio. Intanto, è in grado di anticipare che la raccolta pubblicitaria di aprile è in linea con quella dell’anno scorso. Per quanto riguarda le azioni di cui ha parlato Costa, il management ha evidenziato come siano state raggiunte delle efficienze sui costi che permettono di superare l’obiettivo annuale di 40/45 milioni netti. Il paywall del Corriere della Sera «sta andando bene» ha detto Cioli, e ha superato i 30 mila membri. Sul fronte Gazzetta, alla chiusura della tv è corrisposto il lancio di un nuovo progetto editoriale sul web, i cui video registrano «ottimi risultati di audience». Nel mese di aprile è stata lanciata la app Gazzetta Gold, mentre prosegue lo sviluppo del circuito GazzaNet. È stata definita una nuova struttura organizzativa semplificata e razionalizzata, con l’integrazione di Italia e Spagna. Per quanto riguarda Veo Tv è stato firmato il contratto per il secondo canale e questo favorisce la dismissione dell’attività. Infine, RCS Sport ha incrementato la propria offerta di eventi running di massa. Sull’altro fronte caldo su cui è impegnata l’azienda, ossia la Ops presentata da Urbano Cairo, il presidente Costa ha dichiarato che dopo una telefonata di cortesia successiva al comunicato in cui l’editore di La7 annunciava l’offerta non ci sono stati più contatti. «Abbiamo la massima fiducia in tutte le banche finanziatrici, che continueranno a condurre la negoziazione (sul debito, ndr) già delineata senza interferenze» ha aggiunto Costa. Il debito di RCS con le banche, pari a 423,6 milioni, è così suddiviso: 162,4 milioni fanno capo a Intesa, 108 milioni a Ubi, 54,5 milioni a Unicredit, 40,6 milioni a Bnl, 40,6 milioni verso Banca Popolare di Milano, 17,6 milioni verso Mediobanca. Il prospetto dovrebbe essere stato presentato ieri alla Consob (vedere dichiarazioni di Urbano Cairo sul DailyMedia del 28 aprile) e dall’eventuale parere positivo del prospetto – che arriverebbe in 15 giorni – il consiglio di amministrazione di RCS ne avrà cinque di tempo per esprimere la propria fairness opinion. Non ci sono al momento progetti di aggregazione con altri gruppi editoriali, in quanto RCS si sta concentrando sul consolidamento del piano industriale, senza escludere però che in futuro l’eventualità si possa presentare.

  • Mercato C’è il via libera dell’Antitrust all’operazione Mediaset-Finelco, ma senza la raccolta pubblicitaria delle emittenti Radio Italia e Radio Kiss Kiss

    DailyMedia 18/04/2016

    Via libera dell’Antitrust all’acquisi­zione del Gruppo Finelco da parte di Mediaset, ma a condizione che rilasci la concessione pubblicitaria di Radio Italia e Radio Kiss Kiss alla scadenza dei contratti con queste emittenti. Inoltre, la società televisi­va, che effettua l’operazione tramite la controllata RTI, non potrà acquisi­re nuove radio o nuove concessioni fino al 2020. Si confermano le ipote­si già circolate sulle limitazioni che il Garante della Concorrenza avreb­be posto all’operazione, che getta le basi per una forte concentrazio­ne di mercato nelle mani di Media­mond. Infatti, l’istruttoria condotta dall’Antitrust ha accertato che l’ac­quisizione avrebbe dato vita a un sistema composto dalle radio che attualmente fanno capo alla con­cessionaria, vale a dire Radio 101, Radio Montecarlo, Radio 105, Vir­gin Radio, Radio Italia, Radio Kiss Kiss, Radio Subasio e Radio Norba, con una leadership incontrastata sulla popolazione individui 15-64. Una posizione, quindi, con effetti “pregiudizievoli” relativi al “posizio­namento di Mediaset nel contiguo mercato della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo”. L’Antitrust ha stabilito, quindi, che Mediamond non possa rinnovare l’accordo per la raccolta pubblicitaria con Radio Italia, in scadenza alla fine dell’an­no, e con Radio Kiss Kiss, che termi­nerà alla fine del 2017. Le due radio, secondo i dati del primo semestre 2015, raggiungono uno share del 13,6% nel giorno medio, mentre sul target femminile sono al 18,3% e al 14,5% sui giovani dai 15 ai 34 anni. Infine, raccolta pubblicitaria televi­siva e radiofonica non possono es­sere effettuate dalla stessa socie­tà, ma devono essere divise in due concessionarie diverse.

  • AOL, un 2016 tutto all’attacco Dopo aver integrato la tecnologia Microsoft, è la volta di Millennial Media. Trimestre in crescita

    DailyNet 18/04/2016

    «Abbiamo completa­to l’integrazione a livello tecnologico con Micro­soft e stiamo registrando i primi importanti risulta­ti». Così a DailyNet Chri­stina Lundari, managing director di AOL per l’Ita­lia, incontrata allo Iab Se­minar di giovedì scorso. «Il prossimo step – ha ag­giunto – riguarda Millen­nial Media (società ac­quisita l’anno scorso da AOL, ndr)».

    L’integrazione con i millenni al media

    Il mobile, si sa, è uno de­gli asset su cui AOL sta concentrando i suoi in­vestimenti in quest’am­bito. «A breve integre­remo la DSP mobile di Millennial Media all’in­terno della piattaforma ONE by AOL, con l’obiet­tivo di facilitare la vita ai nostri clienti. ONE è una piattaforma aperta, in forte contrapposizio­ne ai walled garden, che sono più esclusivi. Con­testualmente si defini­ranno e completeranno le sinergie con il team commerciale di Millen­nial Media, a capo del quale c’è Marino Cipol­letta». Intanto è in arri­vo per l’estate la com­patibilità del video a 360 gradi nell’ecosistema in-app, grazie alla tecnolo­gia Millennial Media.

    Aol lavora per portare Italia le properties editoriali

    «In questi primi tre mesi il business di AOL è in­crementato, anche gra­zie all’apporto degli as­set di Microsoft: non posso dare numeri ma il trend è sicuramente po­sitivo. Stiamo anche la­vorando per portare le properties editoriali di AOL in italiano e con­temporaneamente ab­biamo iniziato un dialo­go con alcuni publisher per aprire ad accordi sul tema della raccolta pub­blicitaria. Infine, stiamo stringendo partnership per acquisire dati per la nostra piattaforma», ha concluso Lundari.