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  • FCP-Assoquotidiani comunica con Lorenzo Marini Group in difesa della normativa sulla trasparenza

    DailyMedia 31 luglio 2013

    Per la prima volta FCP-Assoquotidiani, l’Associazione della Federazione Concessionarie Pubblicità, promuove una campagna di comunicazione collettiva. Lo scopo è duplice, tattico e strategico. Nell’ambito della nuova normativa che conferma l’obbligo di pubblicità dei bandi di gara sui giornali, FCP Assoquotidiani vuole affermare il valore sociale e l’impatto economico che derivano dall’informazione e dalla trasparenza. In generale, con la campagna si sostiene anche il comparto della pubblicità stessa, sottolineandone l’importanza di diffusione, certificazione e supporto all’economia. Ad occuparsi della campagna dal punto di vista creativo è l’agenzia Lorenzo Marini Group, a cui FCP-Assoquotidiani ha affidato l’incarico. Il presidente della FCP Massimo Martellini ha appoggiato l’iniziativa auspicando una sensibilizzazione della pubblica amministrazione al fine di recuperare il valore della stampa nella comunicazione a livello nazionale e territoriale anche nel rapporto con le istituzioni. L’agenzia e FCP-Assoquotidiani sono già al lavoro per un’imminente campagna dei valori e, come afferma il presidente FCP-Assoquotidiani, Massimo Malfetti, “date le polemiche che hanno accompagnato il tema della Legge Anticorruzione, ci aspettiamo un messaggio che ribadisca il concetto della necessità di trasparenza della pubblica amministrazione”. Secondo Billy Frateschi, direttore di FCP, “il concetto creativo è così originale e il tono di voce così importante che volevamo un connubio tra forza strategica e eleganza esecutiva. Visti i precedenti dell’agenzia di Lorenzo Marini su campagne corporate e istituzionali a mezzo quotidiano, ci sembrava naturale scegliere un team italiano e indipendente ad alto livello creativo”. La campagna stampa vede già al lavoro il team dell’agenzia Lorenzo Marini Group sotto la direzione creativa di Nicoletta Cocchi e si prevedono già le prime uscite nel prossimo mese.

  • Osservatorio Stampa FCP: raccolta sul mezzo a -24,4% nel primo semestre ’13

    DailyMedia 31 luglio 2013

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa registra nel primo semestre del 2013 in generale un calo del 24,4%. A dirlo è l’Osservatorio Stampa FCP, che ha reso pubblici ieri i dati relativi al periodo gennaio – giugno dell’anno in corso raffrontati allo stesso periodo del 2012. In particolare, i quotidiani a pagamento registrano nel loro complesso -23,3% a fatturato e -13,1% a spazio. L’andamento è confermato dai dati relativi alle singole tipologie: la tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -30,8% a fatturato e -21,3% a spazio; la tipologia Di Servizio ha segnato -9,7% a fatturato e -3,2% a spazio; la tipologia Rubricata ha segnato un calo a fatturato del 14,2% e a spazio del 10,4%; la pubblicità Commerciale locale ha ottenuto -20,0% a fatturato e -11,6% a spazio. I quotidiani Free Press nel totale hanno segnato -35,0% a fatturato e -28,1% a spazio. Analizzando le singole tipologie della stampa quotidiana Free Press, la Commerciale Nazionale registra a fatturato -44,4% e a spazio -35,8%; la tipologia Di Servizio registra un andamento positivo sia a fatturato (+48,6%) che a spazio (+132,9%); la Commerciale Locale segna un calo sia a fatturato (-29,4%) che a spazio (-27,0%). I periodici segnano un calo a fatturato (-26,1%) e a spazio (-21,3%). I settimanali registrano un andamento negativo sia a fatturato (-27,0%) che a spazio (-18,6%). I mensili hanno percentuali negative sia a fatturato (-26,3%) che a spazio (-25,6%). Le Altre Periodicità registrano un calo a fatturato dell’8,7% e a spazio dell’11,6%

  • I periodici della Disney passano alla Panini: in vista accordo di 6 anni; la raccolta verso Manzoni

    DailyMedia 31 luglio 2013

    La Panini di Modena, il gruppo conosciuto in tutto il mondo per le figurine dei calciatori, ha siglato un accordo preliminare per rilevare Disney Publishing, la divisione periodici della Disney, che pubblica Topolino e molte altre riviste per bambini, come Bambi, Winnie the Pooh, Art Attack e Witch. Secondo quanto reso noto ieri dall’Ansa, che ha interpellato al riguardo i rappresentanti sindacali delle due aziende, l’operazione interessa 22 dipendenti della Disney Publishing, metà dei quali giornalisti e metà poligrafici, pari a circa un decimo dell’organico totale della Disney Italia. Panini avrebbe concordato una licenza di 6 anni per la pubblicazione dei periodici, subordinando l’operazione alla possibilità di trasferire le attività nella sede di Modena. I sindacati hanno avuto alcuni incontri con la Disney a partire dallo scorso 17 giugno e un incontro con il capo del personale della Panini lo scorso 26 luglio, che avrebbe confermato l’intenzione di trasferire i dipendenti da Milano a Modena. Un cambio di sede non gradito ai dipendenti di Topolino, che (come riporta una nota sindacale diffusa sempre ieri a seguito di una serie di incontri tra la Rsu, il Cdr, la Slc-Cgil e l’Associazione Lombarda dei giornalisti prima con la Disney e, più recentemente, con la Panini) hanno deciso di scioperare fin da subito contro gesto di protesta contro i trasferimenti. Per quanto riguarda Disney Publishing, è attesa nelle prossime settimane l’ufficializzazione dell’accordo raggiunto con la Manzoni, la concessionaria del Gruppo Espresso, per la gestione della raccolta dei mezzi stampa e web (le tv Disney rimarranno invece a Sky Pubblicità, che oggi si occupa anche di stampa e web). Attualmente Panini Comics pubblica, e ne cura internamente la raccolta, varie testate su licenza, in particolare di Marvel come Spider Man, Avengers, I Fantastici Quattro e X Men, manga giapponesi come Naruto e fumetti italiani come Ratman. L’esercizio 2012 di Panini, secondo quanto riportato sul sito del gruppo, si è chiuso con vendite per 637 milioni di euro in 110 Paesi. Nei giorni scorsi è uscita la notizia di un interessamento al gruppo, accreditato di un margine operativo lordo nell’ordine dei 100 milioni, da parte di alcuni grandi fondi di private equity come Clessidra, Carlyle e Axa.

  • Mondadori chiude il primo semestre in rosso; per la concessionaria calo del 20%

    DailyMedia 31 luglio 2013

    La recessione pesa su Mondadori. L’editrice archivia il primo semestre con una perdita di 27,1 milioni (lo scorso anno era in utile per 7,5 milioni) mentre il fatturato è sceso del 9,4% a 612,3 milioni. Intanto va avanti il piano di taglio costi con l’obiettivo di risparmi fino a 100 milioni al 2015, di cui è già stato individuato un valore di circa 76 milioni. Da segnalare che al 30 giugno i dipendenti sono 3.574, in calo di 129 unità (-3,5%) rispetto a fine anno. Il fatturato del gruppo risulta pari a 612,3 milioni, in contrazione del 9,4% con conseguente riduzione del margine operativo, in linea comunque con le previsioni di budget. Il differenziale rispetto allo scorso esercizio deriva anche dalla presenza, nel 2012, di elementi positivi non ricorrenti per 8,2 milioni, mentre nel 2013 gli elementi non ricorrenti sono risultati negativi per 19,5 milioni. Mondadori Pubblicità ha chiuso il primo semestre 2013 con una raccolta complessiva di 76,8 milioni, in calo del 20% rispetto ai 96 milioni dello stesso periodo del 2012. I magazine Mondadori hanno registrato una flessione a perimetro omogeneo del 21,9%, con un andamento significativamente migliore di quello del mercato, anche grazie al rilancio in contemporanea dei tre magazine femminili, Grazia, Donna Moderna e TuStyle, e alle iniziative sulle testate di cucina e arredamento. Considerando invece i periodici non più presenti in portafoglio, il dato si attesta al -29,3%. Per quanto riguarda la raccolta sulla radio, il primo semestre del 2013 si è chiuso con un dato in crescita del 17,6%, grazie soprattutto all’acquisizione in concessione, a partire dal 15 aprile, dell’emittente Radio Italia Solo Musica Italiana. I ricavi generati dalla raccolta pubblicitaria di R101, che risente in particolare della flessione dei principali settori merceologici di riferimento, tra cui soprattutto l’auto, si attestano al termine del primo semestre 2013 a 6,8 milioni, in flessione del 10,5% rispetto ai 7,6 milioni di euro del primo semestre 2012. Sul mezzo internet Mediamond ha ottenuto performance migliori del mercato in costante rallentamento, con un +19,9% rispetto al 2012. Da segnalare i risultati di Grazia.it (+42%) e Videomediaset (+40%). L’area Periodici Italia ha registrato nel periodo ricavi per 177,9 milioni, in calo del 15,2% rispetto ai 209,9 milioni del primo semestre 2012. La parte più rilevante di questo andamento è da attribuire ai magazine (-16,2%), solo in parte compensato dalla crescita dei ricavi dei siti internet (+9,3%) e del licensing delle attività internazionali (+14%). Per quanto riguarda i magazine, il calo è pari al -13,4%, a perimetro omogeneo, ossia al netto degli effetti dovuti alla trasformazione di Flair in allegato di Panorama e alla cessazione della pubblicazione di Panorama Economy. I ricavi diffusionali hanno registrato una riduzione del 13,1%. Buona la performance progressiva a giugno dei tre settimanali femminili rilanciati: rispetto all’ultimo numero prima del rilancio, Grazia ha registrato un incremento delle copie del 22,1%, Donna Moderna ha segnato un +25,6% e Tu- Style un +39,5% (fonte interna: progressivo aprile-giugno). A luglio è attesa una diffusione complessiva per settimana di oltre 1.150.000 copie medie dei tre magazine femminili e del settimanale Chi. Il mercato delle vendite congiunte nei primi cinque mesi del 2013 ha presentato una forte

     

    contrazione (-18,3% a valore, fonte interna); in tale contesto Mondadori registra un andamento migliore, con una flessione del 10,7%. Con riferimento all’intero esercizio, per la società

    il margine operativo lordo sarà inferiore al 2012, tenuto conto di elementi non ricorrenti positivi presenti nel 2012 e di maggiori oneri di ristrutturazione nell’esercizio corrente.

  • «Più trasparenza per una corretta interpretazione delle audience»

    DailyNet 29 luglio 2013

    Sulla questione dei dati aggregati dei siti rilevati da Audiweb, la posizione di Upa è chiara e si può sintetizzare con “trasparenza”. Perché se pure i planner hanno a disposizione i nastri di pianificazione, in cui i dati di audience sono distinti effettivamente per singolo sito, non tutti utilizzano questo strumento per le loro scelte di planning, limitandosi a una lettura dei cosiddetti “macro-dati”, che sono appunto aggregaticin base ad accordi commerciali tra i siti.  Un’esigenza di trasparenza sollevata dal mondo degli investitori, ma che pure in Audiweb ha trovato un largo consenso. La questione è complessa e condivisa, e per questo un gruppo di lavoro del Comitato Tecnico, di cui fa parte la stessa Maggioni, è all’opera per definire un modus operandi che renda più “trasparente” il monitoraggio delle audience dei siti.

  • Il “nodo” dei dati aggregati all’esame di Audiweb

    DailyNet 29 luglio 2013

    Il tema dei criteri di esposizione e pubblicazione dei dati di traffico dei siti web è, insieme alla nuova ricerca sul mobile, il tema centrale dell’agenda di Audiweb, il cui CdA si è riunito giovedì, ma al momento nessuna decisione ufficiale a riguardo è stata presa. Non è quindi confermato quanto scritto lo scorso mercoledì da Ilfattoquotidiano.it, secondo cui nuove regole per la rilevazione dei siti web finalizzate in arrivo “a fine mese”, accompagnate dal vincolo per gli editori di mettersi in regola con le nuove disposizioni entro quattro mesi. A smentire le notizie riportate dal quotidiano diretto da Peter Gomez è il presidente di Audiweb Enrico Gasperini, che conferma comunque come il tema sia «Molto sentito » dall’organismo preposto al monitoraggio dei siti internet – partecipato da Fedoweb (50%), Upa (25%) e Assocom attraverso Assap Servizi (25%) -, che infatti da diversi mesi ha attivato un gruppo di lavoro preposto a studiare il problema, di cui fanno parte tra gli altri Simona Zanette, Giovanna Maggioni ed Elserino Piol e che proprio in occasione della riunione del CdA di giovedì ha presentato una serie di proposte a riguardo. Il tema in oggetto è quello che riguarda la “trasparenza” delle attuali divulgazioni dei dati di traffico: gli attuali criteri in vigore consentono infatti agli editori l’accorpamento sotto lo stesso “brand Audiweb” di siti con url e proprietari diversi in base ad accordi commerciali di cessione traffico – i cosiddetti “Tal” – che finiscono a volte per “gonfiare” in maniera considerevole i dati attribuibili a una testata online che può quindi apparire molto più grande di ciò che effettivamente è agli occhi di chi legge le classifiche e, si è sostenuto, anche di chi acquista spazi pubblicitari. L’obiettivo, ha specificato Gasperini, è quello di arrivare a formalizzare possibili decisioni in merito in tempi relativamente brevi, comunque entro quest’anno, anche se al momento non è possibile fissare date certe, anche visto l’altro grande tema in agenda per l’organismo: il lancio della nuova ricerca sulle audience mobile, i cui primi primi dati parziali potrebbero essere rilasciati già a settembre per arrivare, anche qui probabilmente entro la fine dell’anno, a una totale integrazione in Audiweb Database del mobile (smartphone e tablet). Criteri di divulgazione e nuova ricerca: c’è molta carne al fuoco nell’autunno di Audiweb, che vedrà impegnato in particolare il Comitato Tecnico dell’organismo, di cui proprio giovedì è stato designato il nuovo coordinatore: si tratta del direttore marketing di Mediamond Alberto Todeschini, che ha sostituito nel ruolo Fabio Bin, il cui incarico è decaduto in seguito al passaggio da Rcs Mediagroup, di cui era head of digital advertising mktg, in Hearst Magazines come digital business & editorial development.

  • Il “nodo” dei dati aggregati all’esame di Audiweb

    DailyNet 29 luglio 2013

    Il tema dei criteri di esposizione e pubblicazione dei dati di traffico dei siti web è, insieme alla nuova ricerca sul mobile, il tema centrale dell’agenda di Audiweb, il cui CdA si è riunito giovedì, ma al momento nessuna decisione ufficiale a riguardo è stata presa. Non è quindi confermato quanto scritto lo scorso mercoledì da Ilfattoquotidiano.it, secondo cui nuove regole per la rilevazione dei siti web finalizzate in arrivo “a fine mese”, accompagnate dal vincolo per gli editori di mettersi in regola con le nuove disposizioni entro quattro mesi. A smentire le notizie riportate dal quotidiano diretto da Peter Gomez è il presidente di Audiweb Enrico Gasperini, che conferma comunque come il tema sia «Molto sentito » dall’organismo preposto al monitoraggio dei siti internet – partecipato da Fedoweb (50%), Upa (25%) e Assocom attraverso Assap Servizi (25%) -, che infatti da diversi mesi ha attivato un gruppo di lavoro preposto a studiare il problema, di cui fanno parte tra gli altri Simona Zanette, Giovanna Maggioni ed Elserino Piol e che proprio in occasione della riunione del CdA di giovedì ha presentato una serie di proposte a riguardo. Il tema in oggetto è quello che riguarda la “trasparenza” delle attuali divulgazioni dei dati di traffico: gli attuali criteri in vigore consentono infatti agli editori l’accorpamento sotto lo stesso “brand Audiweb” di siti con url e proprietari diversi in base ad accordi commerciali di cessione traffico – i cosiddetti “Tal” – che finiscono a volte per “gonfiare” in maniera considerevole i dati attribuibili a una testata online che può quindi apparire molto più grande di ciò che effettivamente è agli occhi di chi legge le classifiche e, si è sostenuto, anche di chi acquista spazi pubblicitari. L’obiettivo, ha specificato Gasperini, è quello di arrivare a formalizzare possibili decisioni in merito in tempi relativamente brevi, comunque entro quest’anno, anche se al momento non è possibile fissare date certe, anche visto l’altro grande tema in agenda per l’organismo: il lancio della nuova ricerca sulle audience mobile, i cui primi primi dati parziali potrebbero essere rilasciati già a settembre per arrivare, anche qui probabilmente entro la fine dell’anno, a una totale integrazione in Audiweb Database del mobile (smartphone e tablet). Criteri di divulgazione e nuova ricerca: c’è molta carne al fuoco nell’autunno di Audiweb, che vedrà impegnato in particolare il Comitato Tecnico dell’organismo, di cui proprio giovedì è stato designato il nuovo coordinatore: si tratta del direttore marketing di Mediamond Alberto Todeschini, che ha sostituito nel ruolo Fabio Bin, il cui incarico è decaduto in seguito al passaggio da Rcs Mediagroup, di cui era head of digital advertising mktg, in Hearst Magazines come digital business & editorial development.

  • FoxFan, l’application arriva anche nel mondo iOS

    DailyNet 29 luglio 2013

    Fox International Channels Italy presenta FoxFan, la nuova applicazione gratuita per iPhone e iPad, disponibile su iTunesStore all’indirizzo
    https://itunes.apple.com/it/app/fox-fan/ id653479112?l=en&mt=8,
    che coinvolgerà gli utenti in un’esperienza di social tv bidirezionale fra tv e social network. Scaricando l’applicazione FoxFan sul proprio device, gli utenti potranno accedere ai contenuti dei canali di intrattenimento del gruppo Fox su Sky (Fox, FoxLife, FoxCrime e FoxRetro) e condividere sui propri profili Twitter e Facebook foto, trailer, contenuti speciali ed estratti video. Attraverso l’app FoxFan sarà inoltre possibile essere sempre aggiornati in tempo reale sul palinsesto dei canali Fox grazie alla funzione “Ora In tv“ che offre inoltre la possibilità di effettuare un check-in sull’evento televisivo e di attivare alert personalizzati per non perdere le serie preferite. La scelta di Fox International Channels Italy di essere presente nel panorama Apple conferma l’impegno del gruppo di rimanere sempre in contatto con la community di fan, facendo leva sulle nuove tecnologie e portando i propri contenuti, unici e divertenti, alla portata di tutti e su ogni dispositivo. L’applicazione FoxFan è stata sviluppata dal dipartimento Digital di Fox International Channels Italy ed è disponibile anche su Lg Smart Tv, su BlackBerry 10 e su Windows 8.

  • Tv Il team di Discovery Italia continua a crescere

    DailyMedia 29 luglio 2013

    Discovery continua ad arrichire il proprio team con alcune nuove professionalità che opereranno in reporting diretto ad Andrea Castellari, SVP, Direttore Generale di Discovery Italia e Presidente di Discovery Media. Sydney Ambu è il nuovo Business and Legal Affairs Director Southern Europe e sarà responsabile della supervisione, redazione e negoziazione di tutti i contratti relativi all’acquisizione di contenuti per Discovery tra cui commission, co-produzioni, acquisizioni per il sud Europa (Italia, Spagna e Portogallo) incluse le negoziazioni con i volti di rete. Sydney oltre a fornire consulenza stategica sui temi legali, supervisionerà, inoltre, l’attività di merchandising e licensing per il gruppo e rappresenterà il punto di riferimento anche per tutte le questioni legate ai diritti di registrazione dei marchi. Questa nuova direzione si affianca a quella degli Affari Legali e Regolamentari, coordinata da Marcello Dolores, e garantisce un focus specifico sui contenuti che da sempre rappresentano un punto focale di Discovery. Stefano Tosoni entra invece in Discovery come Distribution Manager e sarà responsabile delle attività di affiliate sales. Fornirà supporto nella gestione e rinnovo dei rapporti con i principali distributori italiani (in particolare Sky e Mediaset) e contribuirà a implementare una strategia di distribuzione non lineare. Fra le sfide del nuovo incarico vi sarà l’ottimizzazione degli accordi commerciali per la distribuzione FTA e rappresenterà dunque un valido supporto per l’intero processo di distribuzione.

  • Fusione tra Omnicom e Publicis

    ADVExpress 28 luglio 2013

    La nascita di Publicis Omnicom Group può trarre origine da un mercato sempre più fondato dalla forza del media e delle ricerche. Due mondi che sembravano lontanissimi per cultura e approccio al mercato. Il primo vero e proprio simbolo della superpotenza dell’advertisng mondiale, orgogliosamente made in USA, il secondo pur caratterizzato da un’anima e una guidata profondamente francese, molto aperto ai mercati emergenti e all’approccio moderno alla pubblicità (vedere le numerose, recenti acquisizioni in ambito digital). Se guardiamo al mercato dell’advertising vediamo che la cassaforte è costituita dalle agenzie medi,  da cui transita la stragrande maggiorana degli investimenti in comunicazione, che fanno stare in piedi il sistema e dettano le regole del gioco dove le agenzie creative, secondo una opinione sempre più diffusa, offrono un prodotto percepito sempre più come una commodity. Il digitale fa registrare una crescita tumultuosa ma si passa comunque sempre dalla cassa ovvero le agenzie media. Pochi giorni prima della notizia é stata annunciata la nascita di un terzo network in casa Omnicom, che forse servirà a creare ulteriore spazio per la neonata Publicis Omnicom Group. L’anno scorso Publicis si era già portata avanti con la creazione di Spark, terza entità dopo Zenith Optimedia e Starcom Mediavest Group. Nel panorama delle grandi holding rimaneva Omnicom Media Group ad evere solo due sigle: OMD e PHD. l’ altra area di grande dinamismo del mercato, dove si indirizzano investimenti sempre più consistenti, è costituita dall’area delle ricerche. Maurice Levy, patron di Publicis lo ha detto abbastanza chiaramente durante la conferenza stampa di domenica: l’esplosione dei big data significa nuovi servizi alle aziende che devono interpretarli per essere meglio allineati con i mutati cambiamenti delle abitudini di consumo: sembra che niente sarà come prima. Questo ultimo atto apre una nuova fase. Più di dieci anni fa, si diceva che di grandi holding ne sarebbero rimaste non più di cinque. Forse il numero potrebbe ridursi a tre, se non a due. Si resta in attesa di vedere come reagirà l’ex numero uno, il colosso Wpp, scalzato nella classifica mondiale dalla nuova realtà Publicis Omicom Group che nel 2012 ha raccolto un fatturato complessivo di 22,7 miliardi di dollari (fonte: Ad Age) contro i 16,5 del gruppo guidato da Martin Sorrell. E’ proprio da Sorrell che il mercato si attende la prossima mossa. Chi lo conosce bene sa che non rimarrà con le mani in mano, sa che con il rivale d’oltre manica, Levy, c’è una competizione storica, accesissima. Sulla carta, perché in questo caso il conflitto tra clienti è notevole, per riportarsi in testa si dovrebbe comprare il network Interpublic (fino a ieri quarta holding con 7 miliardi di dollari) che da tempo veniva dato nel mirino di altri gruppi, tra i quali la stessa Publicis. In generale, è lecito pensare che IPG come Havas (sesta holding con 2,3 miliardi di dollari) non possano rimanere fuori da questa nuova era di fusioni. Come pure è da tenere sott’occhio il gigante giapponese Dentsu (quinta holding con 6,4 miliardi di dollari) che ha recentemente acquisito Aegis Media, ulteriore cartina di tornasole del nostro assunto sul driver del media in questa fase. Lo scenario che si delinea va verso una ulteriore concentrazione. E’ ncora presto per dire cosa succederà in Italia, ma se è vero che i manager locali sono stati colti quasi del tutto di sorpresa dalla notizia significa che il nostro paese, ex settima potenza mondiale dell’advertising, ha un ruolo meno rilevante nello scacchiere mondiale.