Categoria: News

  • Mercato Digital Cinema Network: The Space potrebbe aderire, Moviemedia chiede chiarezza

    DailyMedia 20/02/2015

    La convention di Rai Pubblicità di mercoledì ha permesso di definire meglio i connotati di Digital Cinema Network, il nascente consorzio lanciato ancora nella scorsa primavera con l’obiettivo di riunire per un’unica offerta commerciale i 4 principali player del mezzo e, cioè, oltre alla stessa concessionaria pubblica, UCI Cinemas, The Space e Moviemedia. L’a.d. Fabrizio Piscopo ha confermato quanto già anticipato da Daily- Media e, cioè, che, per ora – anzi, per l’esattezza, da marzo – partirà la vendita di un circuito comune tra le due prime strutture che, per altro, già collaborano, visto che Rai Pubblicità si occupa già di 6 strutture di UCI Cinemas (le sale di Arezzo, Pesaro, Torino Lingotto, Campi Bisenzio e RomaEst). Quando partirà, potrebbe aggiungersi anche The Space, non solo per l’interesse confermato ieri al nostro giornale dal suo a.d. Giuseppe Corrado ma, anche, perché il rapporto con PRS si è chiuso a fine 2104 e, per ora, viene rinnovato mese per mese. Anche Moviemedia mantiene il suo interesse: però, come ci ha spiegato il suo presidente Fabrizio Menichella, tutto si deciderà in questo periodo che intercorre rispetto alla nascita del consorzio, che potrebbe avere una durata anche di 2-3 mesi e che Moviemedia è intenzionata a sfruttare per avere un confronto soprattutto con Rai Pubblicità. Anche per il fatto che sono entrambe delle concessionarie e, quindi, con degli agenti da ricollocare. Ma il nodo principale, per Menichella è quello delle scelte strategiche e di efficienza, che solo se condivise porteranno a una decisione di Moviemedia di aderire al consorzio. Quest’ultima è di fatto l’unica concessionaria a operare esclusivamente sul mezzo cinema e non a caso ha chiuso il 2014 con segno positivo, mentre Rai Pubblicità è quella che ha perso di più nel corso degli ultimi anni, chiudendo gli scorsi 12 mesi a 4 milioni, contro i 3,6 di UCI Cinemas. Per il 2015, per contro, grazie anche alla nuova modalità di vendita per costo-contatto (cioè, in pratica, per biglietti staccati), l’obiettivo del circuito a due è di arrivare a 10 milioni di euro. Se The Space decidesse di entrare, probabilmente anche Moviemedia sarebbe più incentivata a farlo, Antitrust permettendo. In alternativa, quest’ultima potrebbe restare autonoma e cercare di crescere acquisendo altre sale senza concessionaria (delle 1.000 sul territorio però, quelle interessanti non sono più di 2-300), o anche proporre un’aggregazione a The Space. Dall’alleanza si passerebbe quindi a una guerra tra due super-strutture di peso più o meno equivalente, il che non si sa esattamente quanto farebbe bene al mercato. Digital Cinema Network (che si occupa solo della nazionale) tende comunque ad avere una rete appositamente costituita di una quindicina di persone, anche se, per ora, gli agenti operano con mandato di Rai Pubblicità. La quale, essendo pubblica, non può costituire una società come è avvenuto ad esempio in Inghilterra e dalla quale è stato preso il nome, ma avrà un comitato direttivo costituito da Piscopo e dall’a.d. di UCI Cinemas Andrea Stratta, e un consiglio direttivo nel quale, in prima battuta, siederanno Vittorio Perina, responsabile top events e cinema di Rai Pubblicità  che si occuperà dei clienti – e Giuseppe Rossetto, che era il coordinatore di International Cinema Media UCI, che non è più attiva – che si occuperà invece dei centri media -.

  • Mercato Digital Cinema Network: The Space potrebbe aderire, Moviemedia chiede chiarezza

    DailyMedia 20/02/2015

    La convention di Rai Pubblicità di mercoledì ha permesso di definire meglio i connotati di Digital Cinema Network, il nascente consorzio lanciato ancora nella scorsa primavera con l’obiettivo di riunire per un’unica offerta commerciale i 4 principali player del mezzo e, cioè, oltre alla stessa concessionaria pubblica, UCI Cinemas, The Space e Moviemedia. L’a.d. Fabrizio Piscopo ha confermato quanto già anticipato da Daily- Media e, cioè, che, per ora – anzi, per l’esattezza, da marzo – partirà la vendita di un circuito comune tra le due prime strutture che, per altro, già collaborano, visto che Rai Pubblicità si occupa già di 6 strutture di UCI Cinemas (le sale di Arezzo, Pesaro, Torino Lingotto, Campi Bisenzio e RomaEst). Quando partirà, potrebbe aggiungersi anche The Space, non solo per l’interesse confermato ieri al nostro giornale dal suo a.d. Giuseppe Corrado ma, anche, perché il rapporto con PRS si è chiuso a fine 2104 e, per ora, viene rinnovato mese per mese. Anche Moviemedia mantiene il suo interesse: però, come ci ha spiegato il suo presidente Fabrizio Menichella, tutto si deciderà in questo periodo che intercorre rispetto alla nascita del consorzio, che potrebbe avere una durata anche di 2-3 mesi e che Moviemedia è intenzionata a sfruttare per avere un confronto soprattutto con Rai Pubblicità. Anche per il fatto che sono entrambe delle concessionarie e, quindi, con degli agenti da ricollocare. Ma il nodo principale, per Menichella è quello delle scelte strategiche e di efficienza, che solo se condivise porteranno a una decisione di Moviemedia di aderire al consorzio. Quest’ultima è di fatto l’unica concessionaria a operare esclusivamente sul mezzo cinema e non a caso ha chiuso il 2014 con segno positivo, mentre Rai Pubblicità è quella che ha perso di più nel corso degli ultimi anni, chiudendo gli scorsi 12 mesi a 4 milioni, contro i 3,6 di UCI Cinemas. Per il 2015, per contro, grazie anche alla nuova modalità di vendita per costo-contatto (cioè, in pratica, per biglietti staccati), l’obiettivo del circuito a due è di arrivare a 10 milioni di euro. Se The Space decidesse di entrare, probabilmente anche Moviemedia sarebbe più incentivata a farlo, Antitrust permettendo. In alternativa, quest’ultima potrebbe restare autonoma e cercare di crescere acquisendo altre sale senza concessionaria (delle 1.000 sul territorio però, quelle interessanti non sono più di 2-300), o anche proporre un’aggregazione a The Space. Dall’alleanza si passerebbe quindi a una guerra tra due super-strutture di peso più o meno equivalente, il che non si sa esattamente quanto farebbe bene al mercato. Digital Cinema Network (che si occupa solo della nazionale) tende comunque ad avere una rete appositamente costituita di una quindicina di persone, anche se, per ora, gli agenti operano con mandato di Rai Pubblicità. La quale, essendo pubblica, non può costituire una società come è avvenuto ad esempio in Inghilterra e dalla quale è stato preso il nome, ma avrà un comitato direttivo costituito da Piscopo e dall’a.d. di UCI Cinemas Andrea Stratta, e un consiglio direttivo nel quale, in prima battuta, siederanno Vittorio Perina, responsabile top events e cinema di Rai Pubblicità  che si occuperà dei clienti – e Giuseppe Rossetto, che era il coordinatore di International Cinema Media UCI, che non è più attiva – che si occuperà invece dei centri media -.

  • Aziende The Space Cinema interessato ad aderire al consorzio Rai/Uci per la raccolta pubblicitaria

    DailyMedia 19/02/2015

    The Space Cinema potreb­be entrare nel consorzio formato, al momento, da Rai Pubblicità e Uci Cinemas per la raccolta pubblicitaria nel set­tore. La società guidata da Giu­seppe Corrado è stata coinvolta nell’iniziativa sin da quanto si è cominciato a parlarne, la prima­vera scorsa. «Ma non potevamo entrare subito, poiché avevamo un contratto con PRS per gestire la nostra raccolta pubblicitaria» spiega l’amministratore delegato Corrado. A fine dicembre il con­tratto è scaduto e ora il circuito di sale già Warner, che oggi da capo alla Vue Entertainment Interna­tional è libero di fare questo pas­so. Il consorzio intanto ha già un nome, Digital Cinema Network, presentato ieri a Milano duran­te un evento organizzato da Rai Pubblicità. «Ora stiamo a vedere gli sviluppi, intanto il consorzio sarà operativo tra qualche mese e per quel momento potremmo già essere pronti a entrare. Ma vogliamo capire prima quale sarà l’approccio commerciale, la divi­sione delle competenze». La va­lorizzazione dei circuiti dovrebbe essere fatta secondo il metodo più classico, i biglietti staccati. The Space nel 2014 ha raggiun­to quota 17.539.000 circa. Tra Rai e Uci si superano i 33.519.000. Il quarto operatore del mercato, la concessionaria Movie Media, ne fa 23.152.000 e da solo detie­ne il 31% del mercato, The Spa­ce il 24%, il consorzio il 45%. «Il tema ora è capire anche se tut­ti siamo disponibili a entrare, per­ché se anche solo uno decides­se di rimanere fuori si creerebbe una posizione dominante nel mercato» inaccettabile per l’Anti­trust. In un mercato che nel 2014 ha perso oltre il 18% (dati Niel­sen), l’unione tra operatori sareb­be un passo auspicabile, come già sperimentato in altri mercati come quelli tedesco e inglese. In attesa di capire meglio come do­vrebbe essere organizzata la Di­gital Cinema Network, ed even­tualmente affidarsi a questa per la raccolta pubblicitaria, The Spa­ce continua a lavorare con PRS: «E’ un rapporto che consen­sualmente si rinnova di mese in mese, e se dovessimo decidere di entrare nel consorzio si inter­romperà» dice Corrado. Nel 2014 la raccolta pubblicitaria è stata di oltre 3,6 milioni di euro, «un fat­turato che non raggiunge il mini­mo garantito, ma è perfettamen­te comprensibile in un mercato che ha sofferto tanto. Probabil­mente il minimo fissato non era coerente con i tempi che stiamo vivendo». L’acquisizione da parte di Vue lo scorso ottobre rappre­senta un’operazione di consoli­damento degli asset «all’insegna della qualità dei servizi da offrire al pubblico e nella segmentazio­ne dell’offerta. L’obiettivo è essere leader in qualità e performance delle nostre sale». Prosegue l’atti­vità di The Space come distribu­tore di film. I prossimi saranno “La prima volta di mia figlia” diretto da Riccardo Rossi, nelle sale il 19 marzo, e “Uno, anzi due” di Fran­cesco Pavolini con Maurizio Bat­tista.

  • Aziende The Space Cinema interessato ad aderire al consorzio Rai/Uci per la raccolta pubblicitaria

    DailyMedia 19/02/2015

    The Space Cinema potreb­be entrare nel consorzio formato, al momento, da Rai Pubblicità e Uci Cinemas per la raccolta pubblicitaria nel set­tore. La società guidata da Giu­seppe Corrado è stata coinvolta nell’iniziativa sin da quanto si è cominciato a parlarne, la prima­vera scorsa. «Ma non potevamo entrare subito, poiché avevamo un contratto con PRS per gestire la nostra raccolta pubblicitaria» spiega l’amministratore delegato Corrado. A fine dicembre il con­tratto è scaduto e ora il circuito di sale già Warner, che oggi da capo alla Vue Entertainment Interna­tional è libero di fare questo pas­so. Il consorzio intanto ha già un nome, Digital Cinema Network, presentato ieri a Milano duran­te un evento organizzato da Rai Pubblicità. «Ora stiamo a vedere gli sviluppi, intanto il consorzio sarà operativo tra qualche mese e per quel momento potremmo già essere pronti a entrare. Ma vogliamo capire prima quale sarà l’approccio commerciale, la divi­sione delle competenze». La va­lorizzazione dei circuiti dovrebbe essere fatta secondo il metodo più classico, i biglietti staccati. The Space nel 2014 ha raggiun­to quota 17.539.000 circa. Tra Rai e Uci si superano i 33.519.000. Il quarto operatore del mercato, la concessionaria Movie Media, ne fa 23.152.000 e da solo detie­ne il 31% del mercato, The Spa­ce il 24%, il consorzio il 45%. «Il tema ora è capire anche se tut­ti siamo disponibili a entrare, per­ché se anche solo uno decides­se di rimanere fuori si creerebbe una posizione dominante nel mercato» inaccettabile per l’Anti­trust. In un mercato che nel 2014 ha perso oltre il 18% (dati Niel­sen), l’unione tra operatori sareb­be un passo auspicabile, come già sperimentato in altri mercati come quelli tedesco e inglese. In attesa di capire meglio come do­vrebbe essere organizzata la Di­gital Cinema Network, ed even­tualmente affidarsi a questa per la raccolta pubblicitaria, The Spa­ce continua a lavorare con PRS: «E’ un rapporto che consen­sualmente si rinnova di mese in mese, e se dovessimo decidere di entrare nel consorzio si inter­romperà» dice Corrado. Nel 2014 la raccolta pubblicitaria è stata di oltre 3,6 milioni di euro, «un fat­turato che non raggiunge il mini­mo garantito, ma è perfettamen­te comprensibile in un mercato che ha sofferto tanto. Probabil­mente il minimo fissato non era coerente con i tempi che stiamo vivendo». L’acquisizione da parte di Vue lo scorso ottobre rappre­senta un’operazione di consoli­damento degli asset «all’insegna della qualità dei servizi da offrire al pubblico e nella segmentazio­ne dell’offerta. L’obiettivo è essere leader in qualità e performance delle nostre sale». Prosegue l’atti­vità di The Space come distribu­tore di film. I prossimi saranno “La prima volta di mia figlia” diretto da Riccardo Rossi, nelle sale il 19 marzo, e “Uno, anzi due” di Fran­cesco Pavolini con Maurizio Bat­tista.

  • Mercato Rai Pubblicità punta su nuovi target e lancia Digital Cinema Network

    DailyMedia 19/02/2015

    Il titolo della convention che Rai Pubblicità ha organiz­zato ieri a Milano (seguirà quella a Roma) per presentare la sua nuova offerta commer­ciale è “2015 Anno Luce”. Il titolo, come ha spiegato l’a.d. Fabrizio Piscopo, ha due possibili lettu­re: la prima è un evidente riferi­mento agli indicatori economi­ci che in primavera dovrebbero finalmente virare in positivo. La seconda è da intendersi nell’ac­cezione di “distanza siderale”: questo è un anno di grandissimi cambiamenti, una cesura net­ta in molti ambiti – dalla politica, ai media, alle abitudini di consu­mo – che proietta il mercato, ap­punto, anni luce in avanti. Fra le novità presentate e già anticipa­te da DailyMedia, il nuovo target commerciale 35-64 introdotto dal professor Alberto Mattiac­ci, ordinario di Economia e Ge­stione delle Imprese all’Universi­tà La Sapienza di Roma, e con il quale la concessionaria suggeri­sce al mercato un nuovo target commerciale di riferimento: non più 25-54 ma, appunto, quello 35-64, segmento demografico con maggiori capacità di acqui­sto e sul quale la Rai è leader con una quota del 35% (in base agli ascolti nelle 24 ore nel 2014), la nuova politica commerciale che incentiva l’uso dei formati brevi (15”) e la possibilità per i clienti di acquistare piani “valoriali”. Tra i nuovi format proposti da Air, l’agenzia creativa interna di Rai Pubblicità, c’è anche “Camaleon­te”, nel quale la stessa creatività viene declinata in diversi forme e trasformata in modo che gli spot siano affini al “linguaggio” e al target del canale di messa in onda. Ad esempio, lo stesso spot potrebbe avere un tratta­mento “news oriented” quando ha la messa in onda su Rai News 24 e, pur mantenendo alcuni elementi centrali dello spot, po­trà avere una veste “kids” quan­do va in onda su Rai Gulp. Pisco­po ha inoltre svelato il nome del costituendo consorzio per il ci­nema, che vede coinvolta per ora solo UCI e chi si chiamerà Digital Cinema Network. In at­tesa del possibile ingresso an­che di The Space (vedere anche articolo a pag. 31, ndr) e di Mo­viemedia, il nuovo circuito, che sarà venduto da una rete appo­sitamente costituita all’interno della concessionaria pubblica, si proporrà come il principale pla­yer del nostro mercato, con 938 schermi digitali, 34 milioni di spettatori in un anno e il 45% di market share. Illustrata infine an­che l’offerta per Expo 2015, che consentirà di pianificare il target GfK-Eurisko dei visitatori dell’Ex­po e l’offerta editoriale Rai de­dicata all’evento. Gli inserzioniti potranno inoltre acquistare tra­mite Rai Pubblicità su diversi im­pianti out of home, in particola­re: totem, videowall multitouch e spazi espositivi e scenografici brandizzati.

     

  • Subito.it quest’anno punta al +50% e sviluppa un’offerta glocal

    DailyNet 19/02/2015

    Tecnologia, consulenza, segmentazione. Sono le tre caratteristiche distintive dell’attività della concessionaria di Subito.it. La piattaforma digitale italiana per la compravendita dell’usato, parte della multinazionale norvegese Schibsted Media Group, ha incontrato ieri la stampa di settore per illustrare la propria offerta di servizi innovativi e personalizzati a sostegno del business delle grandi aziende e delle piccole medie imprese (Pmi) italiane. Subito.it è il sesto brand online più visitato Italia con oltre 8 milioni di utenti unici mensili e il terzo per tempo speso con una media di 3 minuti mensili e 11 minuti al giorno per persona (fonte: Audiweb Total Digital Audience 2014).

    Ogni giorno Subito.it può contare su 1.300.000 utenti unici, 30 milioni di pagine viste e oltre 110.000 nuovi annunci pubblicati. Nel 2013 Subito.it ha fatturato complessivamente 14,9 milioni di euro e la sua concessionaria negli ultimi anni tre ha registrato una crescita costante in termini di ricavi, raggiungendo le due cifre e il +50% nel 2014, con clienti triplicati grazie al boom dell’adv locale (300 clienti nazionali attivi nel 2014 e 1/2 nuovi clienti attivati al giorno a livello locale).

    Due macro-aree

    Al passo con la digital transformation italiana, la concessionaria di Subito.it ha realizzato una struttura interna di professionisti snella e flessibile, che bene si adegua ai tempi del mercato, seguendone i ritmi e anticipandone i trend in modo rapido e immediato. L’obiettivo della concessionaria per quest’anno è di mantenere il trend di crescita dell’anno scorso e i primi mesi dell’anno stanno confermando tale ambizione. Il team, che è cresciuto del 60% nell’ultimo anno, è suddiviso in due macro-aree per sviluppare al meglio un’offerta glocal della concessionaria di Subito.it: adv nazionale, guidata dall’advertising sales manager Giancarlo Mosconi, dove i key account manager gestiscono i clienti, i centri media e il programmatic. E adv locale, con a capo l’advertising sales manager Davide Castioni, che opera attraverso la forza vendita territoriale, il teleselling e il self-provisioning. Proprio per implementare quest’ultima modalità, Subito.it ha recentemente acquisito Dotadv, piattaforma di self-service advertising che consente all’azienda di automatizzare la vendita di spazi pubblicitari ai piccoli inserzionisti e alle piccole- medie imprese (Pmi) e di sviluppare la tecnologia autonomamente in base alle proprie esigenze. Nel 2014 il 20% degli investimenti di adv locale su Subito.it è passato attraverso Dotadv. La media d’investimento in quest’area è compresa tra i 500 e i mille euro.

    Progetti su misura

    «Subito.it esaudisce i desideri delle persone coltivandone le passioni. Perciò anche la concessionaria di Subito.it vuole realizzare i desideri dei propri clienti, offrendo una serie di sevizi per mettere in comunicazione le persone con le aziende», spiega Claudio Campagnoli, sales manager di Subito. it. «Grazie a innovative tecnologie, una visione consulenziale all’avanguardia e alla possibilità di mettere a disposizione del cliente una segmentazione del mercato estremamente precisa, siamo in grado di realizzare dei progetti su misura per supportare il business di qualunque attività». Tra le soluzioni offerte dalla concessionaria non poteva mancare il native advertising, adottato tra i primi da McDonald’s. Il formato per desktop e mobile si presenta graficamente come un normale annuncio della piattaforma, anche se chiaramente sponsorizzato, e viene inserito in terza posizione nella pagina di elenco annunci, in primo scroll. Questa soluzione prevede che l’annuncio sponsorizzato compaia sempre nei risultati delle ricerche per determinate keyword, in modo che il messaggio pubblicitario dell’azienda sia coerente con quello che sta cercando l’utente su Subito.it. Una volta cliccato rimanda a una pagina annuncio, anch’essa brandizzata, che punta alla landing page della campagna. Subito.it offre anche soluzioni di adv multipiattaforma, integrando formati ad alto impatto visivo: Overlayer in l’homepage; Floor Ad, nelle pagine interne di elenco annunci; Video pre-roll, sulla pagina di dettaglio annuncio; Sponsored Ad sul sito mobile m.subito.it. La media del ctr delle campagne pianificate su Subito.it è compresa tra lo 0,70% e l’1,20%, la viewability dei formati dei due principali settori, automotive e immobiliare ha una media del 70%. Subito.it ha anche una forte presenza nel mondo mobile: oggi il 50% del traffico arriva proprio dagli utenti che si collegano via smartphone. Le app per tutte le piattaforme mobile hanno superato i 3,2 milioni di download. Dal punto di vista demografico, l’utenza di Subito.it e’ composta per  il 56% uomini e 44% donne che si concentrano nelle fasce di età 35/44 e 25/34, che costituiscono rispettivamente il 29% e il 23% dell’audience complessiva. Geograficamente gli utenti di Subito.it risiedono principalmente al Sud (31%), mentre nel Nord sono attivi soprattutto nel Nordovest (24%). Subito.it offre ai propri utenti la possibilità di consultare e pubblicare annunci in 37 categorie, raggruppate in 6 macro aree merceologiche: Veicoli, Immobili, Lavoro e Servizi, Elettronica, Casa e Persona, Sport e Hobby. Attualmente sulla piattaforma sono presenti oltre 5 milioni di annunci.

  • Mercato Radiomonitor GfK/Eurisko pubblica i nuovi dati: Rtl 102.5 conferma la leadership nel 2014; segno più solo per Radio 24 nel secondo semestre

    DailyMedia 18/02/2015

    La radio archivia il 2014 con ascolti in calo rispetto al 2013 e con performance negative registrate da tutte le principali emittenti. Secondo i dati diffusi ieri da Radiomonitor GfK/Eurisko, gli ascoltatori del mezzo sono stati 34.314.000 nel giorno medio contro i 34.853.000 ascoltatori dell’anno precedente. L’andamento negativo è confermato nel secondo semestre dello scorso anno, con un dato di 33.883.000 ascoltatori sempre nel giorno medio conto i 34.416.000 della seconda parte del 2013. RTL 102.5 si conferma nel 2014 in testa tra le emittenti nazionali con 6.766.000 ascoltatori (in calo del 2,4% sul 20134) e un distacco ragguardevole dalla seconda in classifica. RTL 102.5 resta prima anche nel dato della settimana mantenendosi al primo posto con oltre 21 milioni di ascoltatori. “Siamo sempre più orgogliosi dei risultati che RTL 102.5 continua a confermare nel tempo, mantenendosi sempre prima e molto alta negli ascolti  – dichiara il presidente Lorenzo Suraci -. Questi dati premiano il nostro lavoro e le bontà delle nostre scelte, sotto tutti i punti di vista. Un grazie a tutti i nostri 250 collaboratori”. In seconda piazza rimane Radio Deejay, ma solo però nel 2014 considerato nella sua complessità, perché nel secondo semestre dell’anno l’emittente perde due posizioni: la palma d’argento spetta infatti a Radio Italia (vedere articolo a pagina 23), che guadagna due posizioni in classifica, mentre il terzo posto se lo aggiudica RDS. “Esprimo soddisfazione per i dati pubblicati da Eurisko Radiomonitor relativi all’anno 2014 che ci vedono praticamente al secondo posto a ex aequo con Radio Deejay – dichiara Eduardo Montefusco, presidente RDS -. Sono il frutto di un ottimo lavoro dedicato a valorizzare il rapporto con gli ascoltatori, rendendoli co- attori delle iniziative crossmediali ideate da RDS. La rilevazione Cati di RDS – continua Montefusco – è in tendenza con i dati Meter, che considerano anche l’analisi dei luoghi di ascolto e dei device, in cui RDS è saldamente  al secondo posto. I dati relativi all’ultimo semestre 2014 ci fanno essere ottimisti guardando la continua curva di crescita degli ascoltatori che saranno sempre più protagonisti di innovativi  format crossmediali a partire dalla seconda edizione di RDS Academy”. La quinta piazza è occupata da Radio 105, l’emittente del gruppo Finelco. L’editore sottolinea in una nota come nel secondo semestre 2014 l’emittente, per ascolto nel quarto d’ora medio, “si confermi la seconda radio italiana. 105 dimezza la distanza dalla prima radio RTL, che solo un anno fa raggiungeva i 120.000 ascoltatori (627.000 RTL contro 507.000 Radio 105) ed ora è di soli 62.000 ascoltatori (628.000 RTL, 566.000 Radio 105); dall’altro lato stacca nettamente la terza radio, Deejay, che un anno fa era a poco più di 100.000 ascoltatori di distanza ed ora si trova 176.000 ascoltatori”. Finelco (cui fanno capo anche Virgin Radio e RMC) sottolinea poi di essere nella seconda parte dell’anno “il primo gruppo radiofonico di broadcaster nazionali con una share del 13,9% in ulteriore crescita e ancor  più nettamente davanti al secondo gruppo, Rai, fermo all’11,1% e al terzo gruppo, L’Espresso, in flessione all’11%”. Nella classifica giorno medio 2014, Radio 105 precede Rai Radio, Radio 2 e Virgin Radio. In nona posizione Radio 24, l’unica a registrare il segno più nel secondo semestre 2014 in controtendenza rispetto al mercato. Oltre a crescere nell’ascolto complessivo (+0,4% con 1.965.000 ascoltatori), Radio 24, comunica Gruppo 24 ORE, “mette a segno un netto incremento anche nell’ascolto del quarto d’ora medio, pari al +12%, confermando l’aumento della durata dell’ascolto medio di ogni singolo radioascoltatore. In particolare, dal lunedì al venerdì, l’ascolto complessivo di Radio 24 è aumentato rispetto al secondo semestre 2013 raggiungendo i 2.178.000 ascoltatori”. “Il dato di crescita dell’ultimo semestre in controtendenza rispetto al mercato, e nettamente rispetto alle prime 15 radio italiane, ci conforta nella scelta operata da Radio 24 di continuare a investire sulla qualità allargando le aree di interesse secondo i canoni consueti del nostro modo di fare radio – afferma il direttore di Radio 24 Roberto Napoletano: “La crescita del 12% nel quarto d’ora medio di ascolto e l’incremento del numero di ascoltatori dal lunedì al venerdì, arrivati a quota 2.178.000, ci spingono a investire sulla stessa linea, come stiamo facendo, anche per il week end, ricco di varie nuove proposte”.

     

  • Mercato Rai Pubblicità: aumenta dell’1%, a 21 milioni, la raccolta del Festival, e presenta nuovi target e format; pronto il consorzio per il cinema con UCI

    DailyMedia 17/02/2015

    Oltre che su quello degli ascolti, il Festival di Sanremo si è chiuso in modo positivo anche sul fronte dei ricavi pubblicitari. L’edizione 2015 della kermesse musicale vinta dai Volo risulta infatti essere stata, secondo i dati Auditel, la più vista degli ultimi 10 anni, ovvero dal 2006, con una media di 10 milioni e 837mila telespettatori, e del 48.64% di share (vedere anche l’analisi di Groupm a pagina 17). Il saldo economico vede poi un attivo da 6 milioni. «Il Festival presentato da Carlo Conti – ha spiegato domenica Giancarlo Leone, direttore di Rai1, nella conferenza stampa di chiusura dell’evento – è costato 15,7 milioni di euro, mentre i ricavi pubblicitari netti sono stati pari a circa 21 milioni (ovvero, 24 circa lordi, ndr) e la vendita dei biglietti ha portato nelle casse 700mila euro. Il saldo attivo per la Rai è così di 6 milioni di euro», a fronte dei 2 dell’anno scorso e del pareggio di bilancio registrato due anni fa. L’aumento del fatturato pubblicitario è stato dell’1% rispetto all’edizione 2014. «Numeri importanti, che dimostrano come la qualità si coniughi perfettamente con un modello produttivo virtuoso – ha aggiunto Leone -. Rai1 si candida così a rete leader della primavera, dopo aver chiuso il 2014 con il 19% in prime time, senza cedere una virgola al mare dell’offerta specializzata, anzi crescendo dello 0.4%. E tra gennaio e febbraio, grazie anche al Festival, viaggia sul 20.40%, oltre mezzo punto in più rispetto al 19.70% dello stesso periodo dell’anno scorso». Oltre al ritorno di “Notti sul ghiaccio”, al via dal 21 febbraio, e di “Si può fare”, con lo stesso Conti, dalla fine di aprile, tra le novità in arrivo Leone ha ricordato “Senza parole”, emotainment con Antonella Clerici, un progetto con Alberto Angela ispirato al film “Una notte al museo” e, per la fine dell’anno, un talent per selezionare i giovani che approderanno a Sanremo 2016. I top event che caratterizzeranno la prossima offerta editoriale del Gruppo pubblico, e relative politiche tariffarie, saranno illustrati domani dall’a.d. di Rai Pubblicità, Fabrizio Piscopo, nella tappa milanese del mini road-show sulle novità della concessionaria, che si concluderà il 25 a Roma. Durante il meeting, il professor Alberto Mattiacci, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Sapienza di Roma, in base a un’analisi macroeconomica, delineerà il profilarsi di nuovi target con un focus particolare su quello nuovo “commerciale” racchiuso nella fascia 35-64 anni dotata di alto potere d’acquisto. Ancora sui target, ma questa volta clusterizzati in base ai loro valori sociali, si concentrerà l’analisi sviluppata da Marina Ceravolo, responsabile Sviluppo Ricerche e Scenari Media, sulla base della “Total Single Source” di GfK-Eurisko. In pratica, la ricerca, incrociando i valori riconosciuti ai brand e ai programmi Rai (per ora i più importanti 50, ma diventeranno 80) con quelli in cui si riconoscono i telespettatori che ne sono forti consumatori, permette alle aziende di effettuare pianificazioni più mirate ed efficaci. Piscopo, inoltre, presenterà altri nuovi format creativi al di fuori dei break (è attesa anche la nuova versione di “Carosello Reloaded” con un’inedita sit-com realizzata internamente) e ritornerà ancora sulle nuove tecnologie di fruizione degli spot, come il “second screen”. Infine, annuncerà l’accordo con UCI Cinemas per  l’imminente e già preannunciata nascita di un consorzio che effettuerà in modo congiunto la vendita degli spazi dei circuiti cinematografici delle due concessionarie (alle quali si potrebbero e dovrebbero poi aggiungere anche gli altri due principali player di questo mezzo, The Space e Moviemedia), che verrà effettuata da Rai Pubblicità con nuovi agenti e una rete dedicata. Per quanto riguarda ancora quest’ultima, infine, c’è da registrare l’uscita, avvenuta qualche giorno fa, del direttore marketing Giuseppe Oliva, dopo appena poco più di un anno dal suo ingresso nella struttura.

  • RCS: a Piemme la raccolta delle edizioni locali dei quotidiani in cinque Regioni

    ADVExpress 16/2/2015

    A partire dal primo Marzo 2015, la raccolta pubblicitaria locale su carta e digitale per Roma, Lazio, Veneto, Friuli, Campania e Calabria delle edizioni locali dei quotidiani RCS sarà gestita in esclusiva dalla concessionaria pubblicitaria del Gruppo Caltagirone Editore.
    A partire dal primo Marzo 2015, la raccolta pubblicitaria locale su carta e digitale, per Roma, Lazio, Veneto, Friuli, Campania e Calabria delle edizioni locali dei quotidiani RCS sarà gestita in esclusiva da Piemme, concessionaria pubblicitaria del Gruppo Caltagirone Editore.
    Lo riporta un comunicato nel quale si precisa che l’accordo consentirà a Piemme di rafforzare la propria leadership territoriale ampliando l’offerta pubblicitaria per il mercato locale affiancando alle testate del Gruppo (Il Messaggero, Il Mattino, Il Gazzettino, Il Nuovo Quotidiano di Puglia, Il Corriere Adriatico e Leggo) le edizioni stampa e online del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport.
    In particolare le testate del Gruppo RCS nelle aree di riferimento dell’accordo rappresentano una audience di circa 963.000 lettori (Audipress 2014 I/II carta e/o replica) e una diffusione di 126.879 copie (ADS 2012).
    “L’accordo di oggi – ha commentato l’AD di Piemme Franco Cisco – conferma che, in un mercato che sta vivendo una fase di consolidamento, la concessionaria di pubblicità del Gruppo Caltagirone Editore è in grado di fornire una piattaforma commerciale fortemente competitiva, tanto sul piano nazionale quanto e soprattutto su quello locale, sviluppando efficaci progetti di comunicazione tanto sulla stampa che sul web”.
    “L’accordo siglato con Piemme – ha commentato Raimondo Zanaboni, direttore generale Communication Solutions di RCS MediaGroup – consente alla nostra concessionaria di proseguire il proprio consolidamento sulla raccolta pubblicitaria nazionale stampa e web sia per le testate RCS che per altri primari editori italiani, nonché di confermare la propria leadership, ottimizzando le strutture commerciali sul territorio, pur mantenendo al tempo stesso una presenza diretta a Milano e Bari”.

  • Nuova struttura organizzativa per Italiaonline, che aggrega Marketing e Tecnologia. Gabriele Mirra nuovo COO

    ADVExpress 16/2/2015

    L’internet company italiana con l’obiettivo di accelerare e rendere più efficienti i processi produttivi adotta una nuova struttura che prevede il superamento della separazione tra le funzioni Marketing e Technology, che vengono unite in gruppi di lavoro specifici, focalizzati su singoli progetti. Il CFO Gianni Signa è affiancato da Marco Bozzoli in qualità di Deputy CFO, mentre Mauro Binda continua a coordinare le attività di Information Technology.

    Italiaonline, l’internet company italiana dei portali Libero.it e Virgilio.it e della Libero Mail, annuncia una nuova struttura organizzativa disegnata per assicurare una sempre più rapida ed efficace esecuzione dei piani strategici in tutte le aree chiave di business, secondo un modello innovativo di massima integrazione.

    Con l’obiettivo di accelerare e rendere più efficienti i processi produttivi, infatti, la nuova struttura prevede il superamento della separazione tra le funzioni Marketing e Technology, che vengono aggregate in gruppi di lavoro specifici, focalizzati su singoli progetti. La creazione di team al cui interno viene condiviso know-how tecnico e di marketing consente maggiore focalizzazione su prodotti e servizi, dando ancor più rilevanza ai brand Italiaonline (in particolare i portali verticali), semplificazione dei processi decisionali, aumento della capacità esecutiva, nonché un’importante occasione di ampliamento delle proprie competenze e visioni per tutti i membri del team.

    Antonio Converti (nella foto), Ceo di Italiaonline, ha commentato: “La nuova struttura è la naturale evoluzione del nostro percorso e permette di soddisfare in maniera più efficiente le esigenze del mercato, supportando i nostri clienti e rafforzando la nostra attenzione all’innovazione. L’obiettivo della riorganizzazione è mettere tutti nelle condizioni di trarre benefici e opportunità dalla condivisione delle due anime – tecnologica e di marketing – che caratterizzano Italiaonline, creando dei team di prodotto misti e completi di tutte le competenze necessarie per garantire maggiore velocità di lancio dei nostri prodotti, innovatività e un livello superiore di accountability e quindi di motivazione personale. Inoltre, andremo verso una più chiara separazione tra sviluppo e produzione con l’adozione di piattaforme open source che permettano di gestire e scalare le nostre applicazioni e i nostri siti, utilizzando anche risorse di public cloud. Sono convinto che sia la strada giusta per affrontare i sempre più rapidi cambiamenti che siamo chiamati a gestire”.

    Nella nuova struttura Gabriele Mirra, già Vice President Business Unit Portal, ricopre il ruolo di Chief Operating Officer, rispondendo direttamente al Ceo Antonio Converti, con la
    responsabilità di dirigere le attività di business garantendo la definizione della strategia, la progettazione e sviluppo dei prodotti e servizi web e advertising, l’evoluzione del business mobile, l’efficacia delle concessionarie Adv Nazionale e Locale e il raggiungimento degli obiettivi di ricavi.

    Il CFO Gianni Signa è ora affiancato da Marco Bozzoli in qualità di Deputy CFO, mentre Mauro Binda continua a coordinare le attività di Information Technology, con la
    direzione delle attività di produzione dei prodotti e servizi web e advertising, la progettazione, lo sviluppo e la produzione della piattaforma di mail, dei servizi di autenticazione e dei servizi Premium, nonché il presidio delle attività di IT Security. Completano le prime linee Alessandra Papa a capo di Legal and Corporate Affairs, Andrea Fascetti responsabile Human Resources, Organization and Facility, Marco Roncaglio responsabile Customer Operations e Giorgia Camandona per le attività di Corporate Image and Communication.