Categoria: FCP Assoquotidiani

  • Dal 24 Dicembre on-air la campagna Laradiorende

    Dal 24 Dicembre on-air la campagna Laradiorende

    Efficaci, Interessanti, Precisi, Seguiti, Famosi, Desiderati, Vicini, Convincenti, Creativi, Efficienti.

    Ascolta i comunicati della campagna (clicca sui link): Social –Engagement – Efficacia/Mediamix – Radiotuber – Antistagionalità – Start-up – Targetability – Evocazione

    Scopri i plus del mezzo Radio su: www.laradiorende.it

  • Dati Osservatorio Stampa FCP Giugno 2018

    Dati Osservatorio Stampa FCP Giugno 2018

    L’Osservatorio Stampa FCP ha raccolto i dati relativi al periodo Gennaio-Giugno 2018 raffrontato con il corrispettivo 2017.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -7,3%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo sia a fatturato -6,9% che a spazio -0,3%.
    Le singole tipologie segnano rispettivamente:
    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -5,3% a fatturato e +6,3% a spazio.
    La pubblicità Commerciale locale -4,4% a fatturato e -0,9% a spazio.
    La tipologia Legale ha segnato -22,6% a fatturato e -11,3% a spazio.
    La tipologia Finanziaria ha segnato +0,8% a fatturato e +4,4% a spazio
    La tipologia Classified ha segnato -5,9% a fatturato e -15,9% a spazio.

    I periodici segnano un calo sia a fatturato del -8,1% che a spazio del -1,6%.
    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -7,5% e positivo a spazio del +1,8%.
    I Mensili segnano un calo a fatturato -6,8% e a spazio -4,5 %.
    Le Altre Periodicità registrano -38,1% a fatturato e -21,3% a spazio.

    FCP - icona per file EXCEL XLSX Osservatorio Stampa FCP- Giugno 2018

  • Eventi “Comunicare Domani”: consensi sulla necessità di contrastare gli effetti distorcenti delle gare media mal gestite

    DailyMedia 16/07/2018

    Dopo l’intervento del Vice Presidente di AssoCom, Marco Girelli, che ha fatto il punto sulle problematiche che affliggono le dinamiche legate ai pitch media, come la necessità di maggiore trasparenza, l’erodersi della qualità in funzione di prezzo ed efficienza, la carenza di auditor professionisti e l’enorme dispendio di risorse ed energia richiesto alle agenzie per essere competi-tive, il confronto sul tema è continuato con un di-battito a più voci. Gli effetti dei pitch media sono stati analizzati nel dettaglio nel corso di una tavola rotonda moderata da Giorgio Tettamanti, Portavoce del Media Hub dell’associazione, sui rischi che corre il mercato, alla quale hanno partecipa-no Massimo Martellini, Presidente FCP; Matteo Cardani, Presidente FCP AssoTV; Aldo Agostinelli, Vice Presidente IAB Italia; e lo stesso Girelli. Le chiavi del cambiamento «Secondo me, l’equilibrio di una gara media risiede in tre capisaldi: nell’efficienza, nell’efficacia e nell’in-novazione, dove la prima non dev’essere cercata a scapito delle altre due, altrimenti si rischia di veder-ne i risultati negativi sulle campagne. La trasparenza è un altro tema necessario per portare un nuovo livello di sostenibilità – ha spiegato Cardani, chiamato a identificare le parole chiave che dovreb-bero caratterizzare un’auspicata evoluzione positiva delle gare media -. Analizzando i numeri attuali, emerge un sistema che si regge sul filo del rasoio in termini di ricavi, viaggiando su percentuali sempre più vicine allo zero. Per cui, per stare sul merca-to, è necessario produrre investimenti e continuare a creare valore. Proprio questa tensione di sistema, infatti, mette a rischio gli investimenti, e per man-tenere la sostenibilità del settore bisogna differenziarsi, investendo sia in contenuti locali, per soste-nere la filiera di produzione, sia globali, quanto in tecnologia, soprattutto oggi che stiamo entrando nel mondo della tv aumentata; e, ancora, investire in dati e misurazioni (sottolineando che Auditel a breve rilascerà una metrica di total audience televisiva, ndr); e, infine, leggere come nuova voce d’in-vestimento anche la protezione della privacy». Il ruolo delle concessionarie Martellini è intervenuto, invece, sul tema del ruolo delle concessionarie, che ha definito «fondamentale nella creazione del valore e nella proposta ai clienti dei mezzi sui quali fare comunicazione, ma in netto scontro con le logiche dettate dall’attua-le contrazione del mercato». Il mercato della pubblicità, infatti, volgendo lo sguardo anche alle performance degli anni passati, ha perso circa il 40% del proprio valore al netto dei cambiamenti avvenuti dal 2008 a oggi. «Le richieste del mercato arrivano alle concessionarie dopo essere state create in altri ambienti e, questo, crea un problema di trasparenza nel meccanismo, con richieste non sempre facilmente re-alizzabili e la tendenza a dimentica-re attraverso quali canali si produce valore. Il ruolo delle concessionarie si sta, dunque, snaturando a segui-to dei cambiamenti sul mercato e, a mio avviso, bisogna lavorare su leve come il prezzo e la condivisione per riportare equilibrio tra i ruoli». Il sistema Paese e il dominio degli OTT Agostinelli è intervenuto sul tema nel mondo dell’online che, se vogliamo, è in una situazione ancora più delicata, per la difficoltà di tradurne le logiche in numeri e concetti. Inoltre, come ha sottolineato lo stesso Agostinelli, buona parte degli investimenti in digitale vie-ne assorbita dagli OTT, con i quali è praticamente impossibile dialoga-re, essendo attori chiusi al confronto con gli altri player. Si tratta di un problema, secondo IAB, che non riguar-da solo il settore, ma tutto il sistema-Paese, che va difeso prima ancora della gara, definita dal vp del Boureau «solo uno degli aspetti di un problema più grande». «Ad esempio – ha continuato – sarebbe utile un intervento del sistema legislativo che non si limiti a fare delle multe ai grandi del tech, ma che promuova una mobilitazione più ampia per risolvere un problema evidente e di notevole impatto e che, per il momento, non fa che dare sempre più spazio agli OTT, portando inevitabilmente alla disintermediazione tota-le dell’agenzia. Le gare sono ormai basate principalmente sulla leva del prezzo, e non c’è molta scelta se non quella di abbassarlo, ad esem-pio, nelle dinamiche di asta per ottenere gli spazi. Questo, però, è un percorso che non può continuare a lungo con le stesse logiche». Girelli, infine, ha aggiunto l’auspicio che un confronto costruttivo, come quello verificatosi sul palco di “Comunicare Domani”, possa diventare una best practice per ripartire e dare nuova linfa alla industry.

  • Dati Osservatorio Stampa FCP Maggio 2018

    L’Osservatorio Stampa FCP ha raccolto i dati relativi al periodo Gennaio-Maggio 2018 raffrontato con il corrispettivo 2017.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -8,2%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo sia a fatturato -7,9% che a spazio -1,0%.
    Le singole tipologie segnano rispettivamente:
    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -7,4% a fatturato e +4,8% a spazio.
    La pubblicità Commerciale locale -4,4% a fatturato e -1,5% a spazio.
    La tipologia Legale ha segnato -23,8% a fatturato e -11,5% a spazio.
    La tipologia Finanziaria ha segnato +1,1% a fatturato e +3,5% a spazio
    La tipologia Classified ha segnato -5,7% a fatturato e -16,5% a spazio.

    I periodici segnano un calo sia a fatturato del -8,7% che a spazio del -2,1%.
    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -7,3% e positivo a spazio del +1,6%.
    I Mensili segnano un calo a fatturato -7,8% e a spazio -4,8 %.
    Le Altre Periodicità registrano -43,0% a fatturato e -24,9% a spazio.

    FCP - icona per file EXCEL XLSX Osservatorio Stampa FCP- Maggio 2018

  • Documenti Il credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari

    DailyMedia 4/07/2018

    PREMESSA L’articolo 57-bis del D.L. 24 aprile 2017 n. 50 ha previsto il riconoscimento di un contributo, sotto forma di credito d’imposta, sugli investimenti pubblicitari incrementali programmati ed effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, cartacea ed on-line, e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale, analogiche e digitali. In estrema sintesi, il 75% dell’incremento di investimento rispetto all’anno precedente diventa un credito da utilizzare per ridurre i versamenti delle imposte dovute. Le informazioni che seguono si basano sulla normativa e sul Regolamento di attuazione (1), a cui è stato demandato il compito di disciplinare le modalità e i criteri di attuazione delle disposizioni. CHI PUO’ BENEFICIARE DEL CREDITO DI IMPOSTA Il credito spetta a questi tipi di contribuenti :  imprese (a prescindere da natura giuridica, dimensione aziendale e settore economico di operatività);  lavoratori autonomi (2);  enti non commerciali. QUALI SONO GLI INVESTIMENTI RILEVANTI  Possono beneficiare dell’agevolazione gli acquisti di spazi pubblicitari ed inserzioni commerciali effettuati: su giornali e stampa quotidiana e periodica, anche on-line, nazionali e locali;  sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali In ogni caso, gli investimenti pubblicitari devono essere effettuati su giornali ed emittenti editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il competente Tribunale ovvero presso il Registro degli operatori di comunicazione e dotate in ogni caso della figura del direttore responsabile. Le spese per l’acquisto di pubblicità possono fruire del credito d’imposta al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad esso funzionale o connesso. Viceversa, sono escluse dal credito d’imposta le spese sostenute per l’acquisto di spazi destinati a servizi particolari, quali ad esempio le televendite, i servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo. IL CREDITO D’IMPOSTA Per poter beneficiare dell’agevolazione, il valore degli investimenti pubblicitari del 2018 deve superare almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente. Per valutare la spesa incrementale, è necessario considerare che:  per “stessi mezzi di informazione” devono intendersi non le singole testate giornalistiche o radiotelevisive, ma il tipo di canale informativo, e cioè stampa ed emittenti radiofoniche e televisive;  nell’ipotesi in cui gli investimenti dovessero essere effettuati sia sulla stampa sia sulle emittenti radiofoniche e televisive, l’incremento deve essere verificato e calcolato distintamente in relazione ai due mezzi di informazione, prendendo in considerazione i rispettivi incrementi percentuali;  la separazione del calcolo non implica che si possa accedere al credito d’imposta per l’incremento effettuato (ad esempio) sulla stampa se, contestualmente, si è operata una diminuzione di spesa sul canale radiotelevisivo, tale da annullare l’incremento di spesa complessivo. In pratica, quindi, occorre che siano aumentati sia gli investimenti sulla stampa, sia quelli nei canali radiofonici e televisivi. Se si verifica questa condizione, il credito d’imposta spetta nelle seguenti misure:  75% dell’incremento degli investimenti, nel caso generale;  90% dell’incremento, nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative (3). Peraltro, nel periodo di prima applicazione, anche alle microimprese, alle piccole e medie imprese ed alle start up innovative, il credito d’imposta sarà provvisoriamente riconosciuto nella misura del 75% (in attesa di ricevere l’autorizzazione della Commissione europea alla percentuale del 90 %). Il credito di imposta non è cumulabile con altre agevolazioni previste da norme nazionali, regionali o comunitarie per le medesime voci di spesa, IL LIMITE MASSIMO Il credito d’imposta spetta, comunque, nel limite massimo complessivo di spesa stabilito a livello nazionale, e potrà essere inferiore a quello richiesto se l’ammontare complessivo dei crediti richiesti dovesse superare l’ammontare delle risorse stanziate. In tal caso, sarà prevista una ripartizione percentuale delle risorse tra tutti i richiedenti. In caso di ripartizione percentuale, saranno applicabili due limiti individuali e, pertanto, nessun contributo potrà superare:  il 5% del totale delle risorse annue destinate agli investimenti sui giornali;  il 2% delle risorse annue destinate agli investimenti sulle emittenti radiofoniche e televisive locali. Per il 2018, i due tetti ammontano, rispettivamente, a 1.500.000 € per gli investimenti sulla stampa e 250.000 € per quelli sulle emittenti radiofoniche e televisive. In presenza di investimenti effettuati su entrambi i mezzi di informazione, il richiedente potrà essere destinatario di due diversi crediti d’imposta, in percentuali differenziate a seconda delle condizioni della ripartizione su ognuna delle due platee di beneficiari, ma sempre a condizione che l’investimento complessivo superi almeno dell’1% quello effettuato nell’anno precedente. L’APPLICAZIONE PER L’ANNO 2017 In sede di prima attuazione, l’agevolazione si estende agli investimenti effettuati nel periodo 24 giugno-31 dicembre 2017, nel rispetto della soglia incrementale dell’1% riferita all’anno precedente. Tuttavia, l’estensione al secondo semestre 2017 riguarda esclusivamente gli investimenti effettuati sulla stampa, anche on line. LE CONDIZIONI PER ESSERE AMMESSI Le spese per gli investimenti si considerano sostenute secondo le regole generali in materia fiscale previste dall’art. 109 del TUIR. L’effettività del sostenimento delle spese deve risultare da un’apposita attestazione rilasciata dai soggetti che esercitano la revisione legale dei conti. Qualora il credito d’imposta richiesto dovesse essere superiore alla soglia di 150.000 € (e, di conseguenza, dovesse richiedere, ai fini della relativa liquidazione, l’accertamento preventivo di regolarità presso la Banca Dati Nazionale Antimafia del Ministero dell’Interno), il richiedente potrà beneficiare del credito richiesto a condizione che sia iscritto (o abbia inoltrato alla Prefettura competente la richiesta di iscrizione) agli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (articolo 1, comma 52, della Legge 190/2012). LA DOMANDA DA PRESENTARE Per ottenere il credito d’imposta, i soggetti interessati devono a presentare un’apposita comunicazione telematica (una “prenotazione”) su un’apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate utilizzando uno specifico modello. Per il 2018, la finestra per la prenotazione si aprirà per 30 giorni, tra il sessantesimo e il novantesimo giorno successivi alla data in cui il decreto attuativo sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. La comunicazione dovrà contenere:  i dati identificativi del soggetto richiedente;  il costo complessivo degli investimenti pubblicitari effettuati (ovvero da effettuare) nel corso dell’anno (nel caso in cui gli investimenti dovessero riguardare sia la stampa che le emittenti ra dio-televisive, i costi andranno esposti distintamente per le due tipologie di media);  il costo complessivo degli investimenti effettuati su media analoghi nell’anno precedente (4); l’indicazione dell’incremento degli investimenti in relazione a ciascuno dei due media (stampa ed emittenti radio-televisive) in percentuale ed in valore assoluto; l’ammontare del credito d’imposta richiesto per ciascuno dei due media; la dichiarazione sostitutiva di atto notorio relativa all’assenza delle condizioni ostative ed interdittive previste dalle disposizioni antimafia. Dopo avere eseguito le verifiche di competenza, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria, con proprio provvedimento (da pubblicare sul sito istituzionale) determinerà l’ammontare del credito efettivamente utilizzabile. COME UTILIZZARE IL CREDITO D’IMPOSTA Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione di debiti tributari mediante il modello F24, ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997. LA CONTABILIZZAZIONE DEL CREDITO La concessione del bonus pubblicità si traduce, come visto sopra, nel riconoscimento di in un contributo. Per quanto riguarda i comportamenti contabli, occorrerà comportarsi così: a)il contributo deve essere rilevato nella voce A5 del conto economico (“altri ricavi”); b)le spese correlate su cui è calcolato questo incentivo devono essere normalmente imputate a conto economico quali costi di periodo; Ai fini fiscali, il contributo rientra tra quelli “in conto esercizio spettanti a norma di legge”, classificabili tra i ricavi ai sensi dell’articolo 85, comma 1, lettera h) del TUIR. I CONTROLLI L’Agenzia delle Entrate e il Dipartimento per l’informazione e l’editoria effettueranno controlli sull’effettivo possesso dei requisiti che permettono l’ammissione al beneficio fiscale. Se dovesse essere accertata la carenza di taluno dei requisiti, e quindi l’indebita fruizione, totale o parziale, del beneficio, l’Amministrazione provvederà al recupero delle somme con le procedure coattive di legge. Ricordiamo, infine, che è possibile chiedere ulteriori chiarimenti in merito al credito inviando una mail al seguente indirizzo: segreteriacapodie@governo.it. NOTE 1 – Il regolamento di attuazione è stato firmato in data 16 maggio ed è attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei Conti. Successivamente sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. 2 – Il professionista può pubblicizzare i propri servizi con determinati limiti. L’art. 4 del D.P.R. 7 agosto 2012 n. 137 prevede che: “è ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente ad oggetto l’attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione, la struttura dello studio professionale e i compensi richiesti per le prestazioni. La pubblicità informativa di cui al comma 1 dev’essere funzionale all’oggetto, veritiera e corretta, non deve violare l’obbligo del segreto professionale e non dev’essere equivoca, ingannevole o denigratoria”. 3 – Per “microimprese, piccole e medie imprese” dovrebbero intendersi che hanno meno di 250 occupati, un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a a 43 milioni di euro (come da raccomandazione della Commissione UE n.2003/361/CE del 6 maggio 2003 e dal Decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005). Per “start-up innovative” dovrebbero intendersi le imprese che hanno meno di 10 occupati con un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a due milioni di euro (come da articolo 25 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179). 4 – Come già precisato nei precedenti paragrafi, per “media analoghi” si intendono la stampa, da una parte, e le emittenti radio-televisive dall’altra e non il singolo giornale oppure la singola emittente.

  • COMUNICARE DOMANI 2018 – Milano, 13 luglio 2018

    CAVALCARE LA TRASFORMAZIONE SENZA PERDERE IL VALORE

    13 LUGLIO 2018 DALLE ORE 09:00 – AULA MAGNA UNIVERSITÀ IULM

    FCP partecipa all’evento di Assocom sul tema della Gare Media. L’intervento di FCP è previsto nell’ambito della Tavola rotonda con inizio alle 11:15:

    11.15 – 11.45 Gli effetti sul mercato. Tavola rotonda moderata da Giorgio Tettamanti, Portavoce Media Hub ASSOCOM

    Partecipano:

    Massimo Martellini, Presidente FCP
    Matteo Cardani, Presidente FCP-Assotv
    Aldo Agostinelli, Vice Presidente IAB Italia
    Giuliano Cipriani, General Manager Discovery Italia
    Marco Girelli – Vice Presidente ASSOCOM

    Scarica il programma completo dell’evento:

    FCP - icona per file ACROBAT PDF Programma Comunicare Domani

  • Mercato A “Comunicare Domani”, focus e appello di ASSOCOM sulle gare media, cui potrebbe seguire un tavolo di confronto e collaborazione con UPA

    DailyMedia 29/06/2018

    Forecast, “media inflation” e gare me-dia: sono questi i tre principali temi in-torno ai quali si svilupperanno i lavori di “Comunicare Domani”, l’evento organizza-to da ASSOCOM, la cui edizione 2018 si terrà il 13 luglio allo IULM e di cui ieri è stato emesso il programma completo. Da esso si desu-me che Guido Surci, Chief Intelligence Officer di Havas Media e presidente del Centro Studi Assap Servizi, oltre alle consuete stime sull’andamento degli investimenti, presenterà per la prima volta appunto un indicatore di “media inflation”, che è la variazione media anno su anno del prezzo degli spazi dei singoli mezzi, utile alle aziende per avere un benchmark per ottenere lo stesso livello di pressione pubblicitaria rispetto a quella sviluppata nell’an-no precedente (anche se, però, questo indice può avere delle controindicazioni di statici-tà rispetto alle continue evoluzioni dell’offerta); ma, anche, per valutare implicitamente la qualità delle scelte di pianificazione consiglia-te dai loro partner media. Non a caso, anche il contributo del consigliere Davide Boscacci sarà intitolato: “L’approccio qualitativo come presupposto di valore”. In ogni caso, è un tema che interessa anche le concessionarie, che avranno modo di confrontarsi in quell’occasione con le centrali che aderiscono all’associazione di cui è presidente Emanuele Nenna, visto che loro stesse e le loro federazioni di ri-ferimento sono state invitate all’evento per discutere dell’altro tema “caldo” della giornata e cioè, come detto, quello delle gare media. Tematica che, ovviamente, sta molto a cuore delle centrali, visto che per lo più, quando si parla di gare media, si intende “gare al ribasso”, che non premiano la qualità delle proposte e dei metodi dei singoli player ma, in sostanza, la loro capacità – detto appunto in soldoni – di ottenere di più venendo pagate meno. Rischi di crisi Non a caso, la sessione si intitola: “Le gare media: come garantire la pratica di mercato senza perdere o regalare valore”, e l’introduzione di Mar-co Girelli, ceo di OMG e vice presidente di AS-SOCOM, si intitola a sua volta: “I rischi di una crisi del mercato pubblicitario. Il mercato delle gare media”. Al dibattito che ne seguirà sono stati in-vitati Giorgio Tettamanti, ceo Media Brands di Dentsu Aegis Network e portavoce del Media Hub dell’associazione; Massimo Martellini, presidente di FCP; Matteo Cardani, presidente di FCP TV; Aldo Agostinelli, vice presidente di IAB Italia; e Giuliano Cipriani, general manager di Di-scovery Media. Ma ci saranno anche i contributi di Jon Chase, head Media Council dell’EACA, sulle prospettive a livello europeo in materia, e dell’avvocato Stefano Morri, dello Studio Mor-ri & Rossetti , sugli “Aspetti giuridici rilevanti in materia di gare media”. Tra i possibili ospiti manca UPA, ma logica vuole che l’organismo guida-to da Lorenzo Sassoli de Bianchi – che aveva già dato la sua disponibilità a collaborare con AS-SOCOM (e Unicom) sul tema delle gare creative, su cui è in fase di stesura il relativo “Libro Bianco” – possa farlo anche su quelle dei pitch media. Una “chiamata” al confronto verrà, in chiusura dal consigliere Paolo Stucchi (ceo di Dentsu Aegis Network Italia), il titolo del cui intervento è di per sé chiarissimo: “Appello agli Associati, alle Associazioni, alle Aziende e alle Autorità Garanti della Concorrenza”.

  • Mercato Di Maio vuole vietare la pubblicità dei giochi; LOGiCO, che riunisce gli operatori, seleziona Leagas Delaney dopo un pitch per difendere l’online gaming

    DailyMedia 15/06/2018

    Da ministro dello Sviluppo Economico con delega alle telecomunicazioni, voglio vietare la pubblicità del gioco d’azzardo”. Così ieri, in un inter-vento a RTL 102,5, Luigi Di Maio, leader del M5S e vice-premier, ha riaperto un fronte su cui più volte si era attestato in campagna elettorale: il contrasto all’azzardo. In particolare, il divieto della pubblicità sui giochi, di cui si parla anche nel “Contratto di Governo”, è uno dei quattro punti del “Decreto Dignità”, il primo provvedimento che Di Maio in quanto ministro vuole adottare (gli altri riguardano facilitazioni per le imprese, delocalizzazioni e lotta alla precarietà). Di Maio si è detto contrario soprattutto alla pubblicità del gioco online, “perché è ancora più alienante della slot nel bar, visto che non ti devi neanche recare in una sala”. A Di Maio hanno fatto eco i parlamentari del Movimento 5 Stelle: “Il divieto totale di pubblicità sul gioco d’azzardo – hanno fatto sapere – è il primo passo per ridare dignità ai cittadini e alle famiglie”. Peraltro, i pentastellati Francesco Silvestri, Massimo Baroni, Davi-de Zanichelli, Giovanni Endrizzi e Matteo Mantero sono i primi firmatari – nei rispettivi rami del Parlamento – dei disegni di legge mirati a vietare “qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, comunicazione commerciale, sponsorizzazione o promozione di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro, offerti in reti di raccolta, sia fisiche sia online”. Mercato e limiti Sono circa 230 i milioni investi-ti dal settore giochi in un anno, secondo una stima di Agipro-news, la prima agenzia di stam-pa periodica telematica che si occupa del mondo dei giochi a pronostico e delle scommesse, su dati degli operatori dell’industria. Di questi, 80 confluisco-no nelle tv (e 50 provengono da concessionari online), men-tre gli altri 30 riguardano la pro-mozione di altri giochi e lotterie. I residui 120 milioni si dividono tra gli altri mezzi e le sponsorizzazioni. Nell’attuale normati-va, esistono già precisi limiti: la Legge di Stabilità 2016 (in vigore dal 28 dicembre 2015) e il relativo decreto del Mef (emanato il 19 luglio 2016) vietano le pubblicità sui giochi dalle 7 alle 22 di ogni giorno nelle trasmissioni televisive generaliste, vale a dire quelle in onda sui canali da 1 a 9 del telecomando. Proibite anche le trasmissioni indirizza-te prevalentemente a un pub-blico di minori. L’orario limitato non si applica ai programmi di Mediaset Premium e Sky. Esclusi anche i canali tematici a paga-mento, le tv locali e le radio, nazionali e locali. I limiti per la Rai Le limitazioni di orario si applicano alle pubblicità di tutti i giochi, con l’eccezione del-le cosiddette lotterie nazionali a estrazione differita. Questo vuol dire che la Lotteria Italia può es-sere pubblicizzata anche in ora-rio proibito. Sono permesse an-che le “forme di comunicazione indiretta derivanti dalle sponsorizzazioni”, a patto che siano le-gate ai settori della cultura, del-la ricerca e dello sport, nonché alla sanità e all’assistenza. Un esempio è rappresentato dalle pubblicità di aziende di giochi a bordo campo durante le par-tite di calcio. Anche se le gare vanno in onda prima delle 22, i messaggi pubblicitari sono per-messi. Dall’aprile del 2017, con la firma della nuova convenzione Stato-Rai per l’affidamento del servizio pubblico radiofoni-co e televisivo, è stato espressa-mente vietato ogni messaggio pubblicitario relativo al gioco d’azzardo sui canali pubblici, anche radiofonici, senza distin-zione di orari. La pubblicità sui giochi è quindi completamente bandita dalla Rai. Le strategie dei player A fronte di queste novità, giunge quanto mai tempestiva l’iniziativa di LOGiCO, l’associazione di cui è presidente Moreno Marasco che rappresenta alcuni tra i principali player del setto-re – e, cioè, bet365, betfair, bwin, Kambi, LeoVegas, SKS365, The Stars Group, Sky Bet, StarCasinò, Tombola, Unibet e William Hill – per promuovere, attra-verso una campagna che vie-ne pianificata (direttamente da LOGiCO) in occasione dei Mondiali di Calcio e che verrà presentata la prossima settimana, un’esperienza di gioco divertente e in totale sicurezza per i giocatori. L’iniziativa ha l’obiettivo anche di favorire una reale conoscenza dell’online gaming in Italia, difendendone la legittimità e la reputazione. La creatività è stata affidata a Leagas Delaney (che ha in portafoglio la citata William Hill) al termine di una consultazione.

  • Editoria Vendite in crescita del 40% dopo il lancio del nuovo Sole 24 Ore: media del +12% nei giorni successivi

    DailyMedia 12/06/2018

    L’ uscita in edicola del nuovo Sole 24 Ore, con prezzo aumentato di 50 centesimi, martedì 5 giugno ha riscosso un grande interesse conquistando nuovi lettori, che hanno incrementato le vendite nelle edicole italiane del 40% rispetto a martedì della settimana precedente. Vendite che si sono assestate su un +12% medio nei giorni successivi. “Questa settimana stiamo pianificando diverse attività volte a far provare il nuovo Sole 24 Ore e nelle prossime inizieremo a comunicare le nuove verticalità che caratterizzano il nuovo ed esclusivo palinsesto editoriale settimanale”, afferma Massimo Colombo, Direttore Generale Commerciale del Gruppo 24 Ore. Abbonamenti Ottimi risultati anche sul fronte abbonamenti, la promozione “blocca il prezzo”, a un mese dal lancio, ha generato oltre 7.000 abbonamenti singoli tra le tre formule di abbonamento carta, digitale, carta+digitale, di cui oltre 1.700 nuovi. La campagna promozionale che aveva già registrato significativi risultati nelle settimane antecedenti il lancio, tanto da far decidere per il prolungamento fino al 14 giugno, nella settimana successiva al lancio ha registrato risultati ancor più significativi. Novità “E’ risultato molto gradito il dorso unico e il giornale ricompattato su Economia&Imprese e Finanza&Mercati. Apprezzata anche la nuova formula del weekend che propone una lettura diversa fatta di analisi, curiosità e passioni con le nuove pagine lifestyle” dichiara il Direttore, Guido Gentili e aggiunge: “con l’edizione del Lunedì totalmente rinnovata, con L’esperto risponde in formato tabloid e la nuova Guida Pratica, chiudiamo il ciclo delle novità; abbiamo creato anche nuove pagine settoriali con cadenza settimanale e nuovi contenuti redazionali per continuare a stare al fianco dell’economia italiana in maniera puntuale e utile alle esigenze degli imprenditori e dei manager di oggi”.

  • Diffusioni ADS: ad aprile Corriere della Sera è in testa ai quotidiani, seguono la Repubblica, QN e Sole 24 Ore

    DailyMedia 08/06/2018

    Nel mese di aprile il Corriere della Sera è in cima alle rilevazioni ADS sulle diffusioni nazionali con 290.980 copie, seguito da la Repubblica a quota 212.042. Il terzo quotidiano nazionale per diffusioni è il QN – Quotidiano Nazionale con 208.042 copie complessive tra La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, e precede il Sole 24 Ore con 169.810 copie. La Gazzetta dello Sport si posiziona dietro al quotidiano di Confindustria con 162.956 copie, e dietro arrivano La Stampa (155.764 copie), Avvenire (112.133 copie), Il Messaggero (100.336 copie). Per quanto riguarda i settimanali, Sorrisi e Canzoni Tv è sempre il più diffuso con 532.546, seguito da Settimanale DiPiù a quota 425.831 e da Telesette, con 357.429 copie. Tra i primi dieci, Oggi si attesta al quarto posto a 285.092 copie, seguito da IO Donna a 281.047, Famiglia Cristiana a 276.231, Gente a 249.946, Vanity Fair 243.860, L’Espresso a 237.770, DiPiù Tv a 224.026 copie. Infine, i mensili: a marzo Altroconsumo, testata diffusa prevalentemente in abbonamento, è in cima al ranking con 368.179 copie, seguita da 50&Più con 285.719 copie, di cui 274.093 sono per i soci. Terza testata più diffusa è Al Volante, con 268.663 copie, quarta Focus con 249.714 e quinta è Cose di Casa con 206.006 copie. Seguono Touring con 198.152 copie, Quattroruote con 191.569 copie, Glamour con 181.127 copie, Elle con 176.300 copie e Io e il mio bambino con 157.165 copie.