Categoria: FCP Assoperiodici

  • Gruppo 24 ORE: nasce la redazione unica integrata per i periodici di lifestyle. La guida a Nicoletta Polla Mattiot

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    ADVExpress 08/01/2018

    Un nuovo tassello nella riorganizzazione del Gruppo 24 ORE. Dopo aver ridisegnato il modello organizzativo dell’azienda per competenze, secondo la logica della specializzazione per media con gestione integrata dell’advertising (leggi news), il Gruppo 24 ORE avvia ora la riorganizzazione della struttura dei periodici del segmento lusso e lifestyle attraverso la creazione di una redazione unica integrata per i magazine How To Spend It, IL e 24 HOURS che faranno capo a un’unica direzione.
    Una scelta organizzativa che risponde alle esigenze e agli obiettivi del nuovo piano di sviluppo del Gruppo 24 ORE.
    A guidare la nuova struttura sarà Nicoletta Polla Mattiot (nella foto), già a capo fin dal primo numero dell’edizione italiana di How to Spend it, il magazine di lusso e lifestyle nato dalla partnership con Financial Times appena rinnovata.

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  • Dati Osservatorio Stampa FCP Novembre 2017

    Dati Osservatorio Stampa FCP Novembre 2017

    L’Osservatorio Stampa FCP ha raccolto i dati relativi al periodo Gennaio-Novembre 2017 raffrontati con i corrispettivi 2016.
    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -7,6%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo sia a fatturato -8,3% che a spazio -3,6%.
    Le singole tipologie segnano rispettivamente:
    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -10,1% a fatturato e -7,3% a spazio.
    La pubblicità Commerciale locale -4,6% a fatturato e -2,1% a spazio.
    La tipologia Legale ha segnato -12,1% a fatturato e -11,8% a spazio.
    La tipologia Finanziaria ha segnato -13,8% a fatturato e -11,8% a spazio
    La tipologia Classified ha segnato -5,3% a fatturato e -4,2% a spazio.

    I periodici segnano un calo sia a fatturato del -6,4% che a spazio del -3,4%.
    I Settimanali registrano un andamento negativo sia a fatturato del -4,9% che a spazio del -3,7%.
    I Mensili segnano un calo a fatturato -7,6% e a spazio -2,7%.
    Le Altre Periodicità registrano -14,5% a fatturato e -5,7% a spazio.

    FCP - icona per file EXCEL XLSXTavola 1_Novembre 2017

  • Mercato UPA rivede le stime 2017 al +1%, Sassoli anticipa un analogo trend per il 2018 e “lancia” le celebrazioni per i 70 anni dell’associazione

    DailyMedia 20/12/2017

    In dirittura d’arrivo della fine dell’anno e in base ai dati consolidati relativi ai primi 10 mesi, il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi rivede le stime di UPA sulla chiusura degli investimenti per il 2018, ritoccandole al 1+% (circa) rispetto al precedente +1,8%. E, in questa intervista esclusiva a DailyMedia, spiega questa revisione come frutto non di una causa precisa e prevalente, ma come il combinato disposto di tanti fattori che stanno generando un “momento di sospensione” che caratterizza il sistema-Paese, dalla politica al clima di fiducia, dal sentiment e relativi comportamenti d’acquisto dei consumatori a quelli delle aziende, dalle tensioni all’interno del mercato dei mezzi alle conseguenze anche concrete della non partecipazione della nostra Nazionale ai Mondiali di calcio 2018. «Con search e social – spiega Sassoli – il periodo gennaio-ottobre si è chiuso al -0,4% e al -3,1% senza le stime Nielsen relative a Google e Facebook. Novembre e dicembre evidenzieranno un risultato migliore, ma settembre e ottobre sono stati sotto le aspettative, e la survey interna che abbiamo appena concluso ci ha portati a rivedere il tasso di crescita atteso. Non ci sono motivi precisi, ma sta di fatto che, mentre crescono settori come l’auto e il farma-cura della persona, ci sono tagli, tra gli altri, da parte di alimentare – che è il comparto leader per investimenti -, grande distribuzione e tlc, queste ultime probabilmente perché le riduzioni dei margini hanno conseguenze sui budget di comunicazione. L’altra evidenza del nostro citato e consueto monitoraggio tra le aziende associate è che c’è una riduzione dei budget da parte dei big spender, con una tenuta delle medie imprese e una crescita delle piccole. Un comportamento che proseguirà anche nel 2018, per il quale pure ora stimiamo una chiusura sempre dell’1%». Attendismo degli investitori Dopo un 2017 “modesto” rispetto al 2016 (che chiuse al +3,5%), analoga prospettiva si delinea quindi anche per il prossimo anno. «Sicuramente, purtroppo, l’assioma “anno pari – anno ricco” non ci sarà e anche per UPA, come per le aziende, la “visibilità” temporale è ridottissima -continua Sassoli -. La tornata elettorale che ci attende, come da tradizione, deprime gli investimenti e, in più, c’è la prospettiva di una sostanziale incapacità o impossibilità da parte delle forze politiche di dar forma a un Governo, con il rischio che si debba anche tornare a votare pochi mesi dopo, determinando una situazione di stallo che si congiungerà con quella della mancata partecipazione dell’Italia ai campionati di Russia. Si assisterà quindi al paradosso dell’essere in presenza di un’economia che sta dando buoni risultati da una parte e di un atteggiamento attendista da parte degli investitori, con scatti e frenate dettati da umori e mode contingenti che generano un quadro instabile». Tensione nella industry Il clima di crescente tensione “politica” si sta pesantemente trasferendo anche sulla industry dei mezzi, con Mediaset che ha ripreso ad attaccare la Rai, e non solo a parole, visto che un suo esposto sulle politiche commerciali, ritenute scorrette, di quest’ultima, era all’ordine del giorno anche del Consiglio AgCom di ieri. Sassoli non entra nel merito, ma si limita a ricordare il progetto di riforma della tv pubblica già lanciato da parte di UPA che, alla base, proprio per la sua natura, quest’ultima auspica che sia sganciata dalla politica. «Il modello che ci immaginiamo – ribadisce il presidente – è quello della BBC, affidata a una Fondazione, con possibilità di ridurne l’affollamento o di eliminare del tutto la pubblicità da uno dei tre canali generalisti, a fronte dei maggiori proventi derivanti alla Rai dal canone in bolletta. Finora, delle nostre raccomandazioni, è stata accolta solo quest’ultima, ma la nostra è una proposta complessiva, mentre il focus del contendere, adesso, è solo su un aspetto. UPA, su questo, non commenta, anche perché rappresenta piccoli, medi e grandi investitori. Certo, è intuibile che un affollamento più basso, in generale, favorisca questi ultimi, ma del resto è anche vero che il contesto in cui operano gli spender è molto cambiato rispetto a quello in cui sono partite le tv commerciali, e anche piccoli investitori hanno molti più canali, non solo in senso televisivo, per le loro campagne. Quel che conta, alla fine, è il costo per grp, e ogni azienda fa le sue scelte in base agli obiettivi che si pone». Bene la fusione AssoCom-Unicom Venendo infine al mondo associativo, Sassoli conferma il progresso del lavoro in corso con AssoCom e Unicom per la stesura del “Libro Bianco” sulle gare e – sollecitato di commentare l’annunciato progetto di fusione tra queste ultime due – ne approfitta per affermare che, personalmente e come UPA, è un processo visto positivamente, come tutte le fusioni che rafforzano il mondo associativo. L’ultima “chicca” riguarda l’anticipazione del titolo del prossimo incontro dell’associazione degli utenti con il mercato, che si terrà il 4 luglio sempre al Teatro Strehler e che si intitolerà “UPA Settanta”: l’associazione venne fondata infatti nel 1948, e Sassoli vuole celebrare l’anniversario rievocando quello che è successo in questi decenni come base per guardare al futuro e alle nuove sfide che attendono l’industry della comunicazione.

  • Dati ADS: a ottobre il Corriere della Sera leader tra i quotidiani; Tv Sorrisi e Canzoni primo fra i settimanali

    DailyMedia 12/12/2017

    ADS ha reso disponibili nella giornata di ieri i nuovi dati mensili stimati dagli editori, riferiti al mese di ottobre 2017 per quotidiani e settimanali e al mese di settembre 2017 per i mensili. Sul fronte dei quotidiani, a ottobre, viene ribadita la leadership del Corriere della Sera, con poco meno di 299.000 copie diffuse tra carta e digitale, in crescita dello 0,5% rispetto a settembre 2017. Segue la Repubblica, con 211.589 copie, in calo del -4,5% sul mese precedente. La terza piazza va all’edizione del lunedì de La Gazzetta dello Sport (oltre 182.000 copie). Appena dietro Il Sole 24 Ore, con 170.700 copie e una crescita su settembre del +1,6%). Nel complesso i quotidiani di Poligrafici segnano 202.791 copie, a -3,3% nel confronto con settembre. Il primato del quotidiano di Via Solferino si mantiene anche considerando solo le vendite fronte edicola: Corriere della Sera 191.321 (-3,7% rispetto settembre), Repubblica 163.238 (-5,7%), Poligrafici a -3,5%. In ambito digitale il Corriere si attesta a 83.587 copie, in linea rispetto a settembre e in crescita di oltre il 13% rispetto a ottobre 2016, confermando lo scenario incrementale dei mesi scorsi. I settimanali Per quanto riguarda i settimanali, a ottobre il podio rimane invariato: in testa troviamo, infatti, Tv Sorrisi e Canzoni (oltre 547.000 copie), seguito da DiPiù (421.839 copie) e Telesette (369.709). Mantiene la quarta posizione Io Donna (287.376 copie), mentre rispetto a settembre Oggi (263.842) scivola dal quinto al settimo posto. Il settimanale di RCS è stato superato da Il Venerdì (285.347) e Famiglia Cristiana (265.2017). I mensili I dati dei mensili si riferiscono a settembre: al vertice troviamo Focus con 358.000 copie, seguito da Al Volante (330.000) e 50 & Più (282.611). Al quarto posto Quattroruote (254.000), mentre al quinto Elle, con oltre 212.000 copie.

  • Mercato Gruppo Sole 24 Ore: c’è soddisfazione per la ricapitalizzazione, ma l’indebitamento peggiora. Ridisegnato il modello organizzativo

    DailyMedia 05/12/2017

    Con l’aumento di capitale nel Sole 24 Ore che si è appena concluso, “sono entrati piccoli investitori non legati a grandi Gruppi industriali, per quanto ne so”. Lo ha detto ieri l’a.d. Franco Moscetti, escludendo che servano nuove manovre finanziarie al Gruppo editoriale. “Di sicuro non è entrato nessun grande Gruppo industriale – ha detto e, poi, aggiunto -: non servirà assolutamente un’altra manovra, non ne vedo la ragione, dopo quella da 50 milioni e la cessione della formazione da 40 milioni”. E ha quindi commentato: “ora dobbiamo sviluppare i ricavi e l’azienda, però rispetto a un anno fa, mi sento più sereno. Le cessioni sono anche un ragionamento in termini di opportunità, possono capitare, tra 1, 2, 5 anni non so ma, attualmente, il perimetro di riferimento è questo.Faremo tutto quello che è necessario per riportare il Sole ai vecchi splendori. È il motivo per cui sono arrivato e non ho cambiato idea e non cambio idea adesso che abbiamo risolto il problema finanziario”. 86,7 milioni dall’operazione Moscetti quindi ha ulteriormente confermato la soddisfazione del Gruppo per l’esito dell’operazione di ricapitalizzazione che, di sicuro, non ha visto investitori con quote superiori al 5% (che andrebbero rese pubbliche) ma a proposito della quale non è nemmeno dato sapere quale sia stato l’impegno complessivo del “sistema” confindustriale, oltre al già previsto stanziamento di 30 milioni di euro da parte direttamente della Federazione guidata da Vincenzo Boccia in modo da far tornare virtualmente quest’ultima, ora al 60% delle quote, a quel 67% che deteneva prima dell’offerta. L’8% di inoptato, come si sa, è stato assicurato dal Consorzio di Garanzia. Dei 50 milioni dell’aumento di capitale, quindi, 16 sono venuti dal mercato e 4 li garantiscono Banca IMI e Banca Akros. Poi ci sono i 36,7 milioni già incassati come prima tranche del corrispettivo della cessione (pari complessivamente a 40,8 milioni), del ramo Formazione a Palamon, mentre il residuo importo di 4,1 milioni sarà incassato, al più tardi, entro il 2023. In totale, quindi, al momento, le nuove risorse di cui ora dispone il Gruppo di cui è presidente Giorgio Fossa sono pari a 86,7 milioni di euro. L’indebitamento peggiora di 16 milioni nel 2017 A fronte di tutto questo, ci sta una posizione finanziaria netta, aggiornata a ottobre come da richiesta Consob, negativa per 66,7 milioni di euro, in peggioramento di 16 rispetto al 31 dicembre 2016 e di 1,8 rispetto ai primi 9 mesi. “Variazione – spiega la nota del Gruppo – riferita principalmente all’andamento del flusso dell’attività operativa e a quello dell’attività di investimento”. “La posizione finanziaria netta della capogruppo – prosegue poi il comunicato – è negativa per 64,7 milioni al 31 ottobre 2017 e si confronta con un valore al 31 dicembre 2016 negativo per 45,3 milioni, in peggioramento di 19,4 milioni, ed è riferita principalmente all’andamento dei flussi dell’attività operativa e di investimento, e alla copertura perdite delle controllate 24 ORE Cultura e Next 24, per complessivi per 4,3 milioni. Nuovo modello organizzativo per competenze Intanto, sempre ieri, è stato emesso un comunicato in cui si annuncia che Massimo Colombo, d.g. commerciale del Gruppo, ha ridisegnato completamente, insieme appunto a Moscetti, l’organizzazione dell’azienda, impostando un nuovo modello organizzativo per competenze, fondato sulla specializzazione per media con gestione integrata dell’advertising e su funzioni di sviluppo trasversali ai diversi media al servizio di tutte le aree: schema che vuol essere funzionale agli obiettivi da raggiungere nella nuova fase di sviluppo del Sole 24 Ore dopo la conclusione dell’aumento di capitale. In particolare le tre direzioni che presiedono le attività di quotidiano, radio e digital sono state ripensate nella logica di accorciare la filiera tra editore e concessionaria, per cui il responsabile del business editoriale lo è anche sotto il profilo pubblicitario. In quest’ottica, la direzione Marketing, Vendite e Pubblicità Quotidiano, affidata a Michele Filippini, sviluppa il sistema di offerta e la crescita della redditività dei prodotti e servizi informativi del quotidiano e dei prodotti collegati, inclusi gli aspetti pubblicitari. La direzione gestisce anche la diffusione, le vendite dirette degli abbonamenti e il marketing dei periodici del quotidiano. La direzione Digital Marketing & Advertising, guidata da Luca Paglicci, gestisce, sviluppa e armonizza le attività web del business editoriale e pubblicitario di Gruppo, le relative politiche commerciali pubblicitarie e le vendite e-commerce. Inoltre, contribuisce all’introduzione di nuove soluzioni digitali di business in ambito editoriale e pubblicitario. La direzione Radio Marketing & Advertising è sotto la regia di Fausto Amorese, con l’obiettivo di incrementare la crescita degli ascolti, della raccolta, della profittabilità delle iniziative on air, e di rafforzare il network radiofonico. Accanto alle tre direzioni editoriali nasce la direzione Business & Media Development, affidata a Pierfrancesco Caria, con il compito da un lato di sviluppare nuovi business promuovendo l’innovazione e la personalizzazione di prodotti e servizi editoriali e pubblicitari; dall’altro, di presiedere alla gestione e allo sviluppo, in una logica di servizio, del customer care, del “business data management” (analisi di business intelligence, analytics e service direct marketing), delle ricerche e analisi di mercato, della comunicazione di prodotto sui media e degli eventi speciali. 6 unità operative All’interno della direzione operano sei unità:  Media Factory & Brand Connect: affidata ad Alessandra Orsini, sviluppa nuove opportunità di business legate alla creazione di contenuti attraverso l’ideazione, realizzazione e gestione di format e di produzioni video che integrino prodotti e servizi editoriali del Gruppo ma, anche, progetti tailor made per i clienti.  Area24-Content Innovation Lab (sede a New York): promuove soluzioni editoriali innovative e sviluppa applicazioni e prototipi sia per innovare i processi e prodotti del Gruppo sia per venderli ad aziende e clienti. Inoltre, esplora nuovi trend e tecnologie di frontiera.  24Ore Live: realizza eventi di tipo editoriale e di prodotto capaci di generare profitti.  Analysis, Research, Innovation: sviluppa studi, analisi e ricerche per il Gruppo, le redazioni e, ora, anche per i clienti.  Business Data Management: raccoglie e analizza i big data per sviluppare analisi di business intelligence per una corretta profilazione di clienti e prospect.  Bandi, Gare e Appalti: gestisce e sviluppa il servizio clienti per fidelizzare la clientela e migliorare i prodotti-servizi offerti, e la corretta preparazione documentale alle gare con l’obiettivo di cogliere nuove opportunità di business. Le reti di vendita Sul fronte delle reti di vendita, System24, gestita in prima persona da Colombo, vede l’ingresso del nuovo direttore Vendite Italia Vittorio de Majo, che vanta una pluriennale esperienza maturata in Sipra, Publikompass e RCS, e del nuovo responsabile Operations Alessandro Lo Campo, precedentemente in Manzoni, Spe e Publikompass. A questi, si aggiungerà un nuovo Responsabile Centri Media. Marina Lemessi si occuperà di adv moda e lusso dei periodici, Renata Cavallina del marketing operativo. Accanto alla concessionaria è stata rafforzata la direzione Aziende, sotto la guida di Romeo Gnoni, con il compito di indirizzare i piani e le azioni commerciali per la vendita dei prodotti editoriali aumentando la fidelizzazione dei grandi clienti, avvalendosi di una rete di agenti dedicata. Completa la Direzione Generale Commerciale del Gruppo la direzione Mercato Professionisti, che sviluppa il sistema di offerta e crescita della redditività dei prodotti e servizi di editoria elettronica e banche dati a supporto dell’attività quotidiana dei professionisti, anch’essa dotata di una propria rete di vendita per la quale è stata da poco avviata una campagna recruiting per rinnovarla e rafforzarla e alla cui guida arriverà un nuovo direttore di rete.

  • Bilanci Mondadori: nei primi nove mesi, ricavi in lieve calo e la raccolta lorda a +13%, grazie a Banzai Media

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    DailyNet 10/11/2017

    Mondadori chiude i primi nove mesi dell’anno con un lieve calo dei ricavi, pari all’1,1%, ebitda in crescita del 12,9% e risultato netto positivo per 31,2 milioni di euro. Ieri il CdA della casa editrice di cui sono presidente Marina Berlusconi e amministratore delegato Ernesto Mauri ha approvato il bilancio al 30 settembre 2017, che tiene conto di Rizzoli Libri dal 1° gennaio 2017, non consolidata nel primo trimestre 2016, e delle attività di Banzai Media consolidate già nel giugno del 2016 con effetti contabili da inizio anno. I risultati economici Il fatturato netto consolidato nel periodo si attesta a 924,7 milioni contro i 935,3 dei primi nove mesi 2016. L’ebitda è in crescita del 12,9%, e passa dai 70,3 milioni del 30 settembre 2016 ai 79,3 dell’esercizio in corso. In crescita anche il risultato netto, per 13,3 milioni, e si attesta a quota 31,2. Nell’ipotesi del consolidamento di Rizzoli Libri e Banzai Media a partire dal 1° gennaio 2016, i ricavi pro forma sarebbero intorno a 1.280 milioni, con ebitda adjusted di circa 100 milioni. Nei primi nove mesi del 2017 il Gruppo ha confermato per il quarto esercizio consecutivo il miglioramento operativo, registrando un incremento dell’ebitda adjusted di circa il 9%. Nonostante il mercato dei periodici abbia registrato andamenti inferiori alle attese, l’efficiente gestione operativa e l’implementazione di azioni di riduzione costi ne hanno mitigato gli effetti negativi. Il calo dei fatturati è stato generato anche dalla mirata riduzione dei ricavi del prodotto consumer electronics in area retail. Nell’area libri, i ricavi sono cresciuti dell’8,4%, per la performance positiva delle aree trade ed educational, amplificata dal diverso periodo di consolidamento di Rizzoli Libri. Escludendo il primo trimestre 2017 dal consolidamento di Rizzoli, l’ebitda adjusted cresce all’8,6% (a 82,7 milioni da 76,1 del pari periodo 2016), in particolare nelle aree libri (da 58,7 a 68,1 milioni senza il primo trimestre di Rizzoli Libri) e Periodici Italia (+24%), con un’incidenza percentuale sui ricavi in crescita dall’8,1% al 9,1%. Includendo il risultato di Rizzoli Libri dal 1° gennaio, l’ebitda adjusted risulta pari a 75,2 milioni per effetto del contributo negativo nel primo trimestre, pari a -7,5, milioni, riconducibile alla stagionalità del business education che accoglie nel primo trimestre i costi dell’attività promozionale necessaria a sostenere la campagna adozionale. Il margine operativo lordo consolidato risulta in miglioramento del 12,9% (da 70,3 a 79,3 milioni), per effetto del contributo positivo di plusvalenze derivanti dalle cessioni
    Mediamond utilizzerà i prodotti audio di AdsWizz per la vendita diretta e in programmatic degli spazi pubblicitari delle web radio e dei podcast in portafoglio. Ad annunciarlo è una nota diffusa dalla concessionaria, in cui viene sottolineato come tale collaborazione apra la strada alle prime campagne audio in Italia attraverso MAX (Mediamond Audio Exchange), andando a migliorare in modo significativo la compravendita del digital audio sul nostro mercato. Secondo il Censis oggi il 37% degli italiani ascolta musica online (oltre il 50% di questi ha tra i 14 e i 29 anni). In questo contesto la radio si sta trasformando sviluppando nuovi contenuti tramite app e podcast e il digital audio diviene così un canale di comunicazione molto efficace per raggiungere l’audience di riferimento. “La scelta di della suite di AdsWizz è parte della strategia di Mediamond di sviluppare e guidare il mercato audio italiano – ha spiegato l’a.d. della concessionaria Davide Mondo in una nota -. Siamo felici di poter implementare appieno il programmatic audio per completare la nostra offerta esistente”. La suite AdsWizz Mediamond è ora operativa con i seguenti prodotti di AdsWizz:  Audioserve, la soluzione di ad serving con cui gestire e ottimizzare le campagne.  AudioMax, l’header bidder server side per connettere e gestire le fonti di domanda in programmatic.  AudioMetrix, la piattaforma di audience analytics Saas, che fornisce precise e accurate misurazioni. Inoltre, Mediamond rappresenterà nel nostro Paese l’AdWave Marketplace di AdsWizz, aprendo il suo inventario a tutte le fonti di domanda. “Siamo entusiasti di collaborare con Mediamond – ha aggiunto Alexis van de Wyer, ceo di AdsWizz -. Sono il partner ideale per lo sviluppo del digital audio market in Italia. Guardiamo avanti per lavorare insieme al fine di aumentare l’awareness con gli advertiser e dimostrare come il digital audio possa consegnare in modo efficace il giusto messaggio a consumatori ingaggiati”. di alcuni asset nel secondo trimestre dell’esercizio. Il risultato operativo consolidato al 30 settembre è pari a 55,1 milioni, in crescita del 14,9% circa rispetto al 30 settembre 2016 e include ammortamenti e svalutazioni per 24 milioni di euro, in incremento di circa 2 milioni di euro dei primi nove mesi del 2016. Il risultato consolidato prima delle imposte è positivo per 44,9 milioni e include oneri finanziari per 10,2, in contrazione rispetto all’esercizio precedente (12,7). Al 30 settembre 2017 il personale dipendente del Gruppo risulta composto da 3.053 unità, in calo dell’8,3% rispetto a settembre 2016, per effetto della cessione delle attività logistiche avvenuta a maggio, nonché della prosecuzione delle attività di ristrutturazione ed efficientamento . Le aree di business Nei primi nove mesi, il Gruppo ha confermato la propria leadership nel mercato periodici Italia, incrementando la propria quota al 31,8% in un contesto di mercato ancora in contrazione sul fronte delle diffusioni. In linea con la strategia di selettivo sviluppo del portafoglio prodotti, sono state lanciate due nuove testate, Giallo Zafferano e SPY, che continuano ad avere un positivo riscontro da parte del pubblico. Con un’audience di 15,8 milioni di utenti unici/mese, Mondadori si conferma il primo editore tradizionale italiano leader anche nel settore digitale. Nello stesso periodo di riferimento, ComScore ha rilevato un’audience per i brand del Gruppo pari a 21,9 milioni di utenti unici/mese. I ricavi dell’area si sono attestati a 216,2 milioni, in calo del 7,9% rispetto ai 234,8 del pari periodo 2016, anche per la significativa contrazione delle vendite congiunte. In particolare, i ricavi diffusionali (edicola + abbonamenti) hanno registrato un calo (-5,1%) inferiore rispetto all’andamento del mercato di riferimento (-11,9%). I ricavi pubblicitari (print + web) risultano in crescita dell’1,4%. La raccolta lorda sui brand Mondadori in Italia, che fa capo a Mediamond, per effetto del consolidamento delle attività di Banzai Media, ha registrato un incremento del 13%, portando l’incidenza dei ricavi digitali sul totale al 28%. La raccolta print in Italia, a parità di testate, evidenzia un andamento (-4,1%) migliore rispetto al relativo trend del mercato di riferimento (-7% ad agosto); la raccolta digital ha conseguito una crescita pari al 2% (su base pro-forma). I ricavi derivanti dai prodotti collaterali risultano in significativa contrazione (-29,4%), in linea con il trend del mercato. L’attività di distribuzione e ricavi verso terzi ha registrato un calo più contenuto (-2,1%) rispetto ai mercati di riferimento. L’Ebitda adjusted della Periodici Italia ha registrato un miglioramento del 23,9%, passando da 6,9 a 8,5 milioni, per effetto principalmente del contributo positivo delle attività digitali, derivante dall’integrazione dei team e dei prodotti dell’ex Banzai Media. Le attività print hanno registrato una lieve contrazione, quasi compensando il calo derivante dal trend dei mercati con continue azioni di ottimizzazione dei processi e contenimento dei costi redazionali e di struttura. Il margine operativo lordo dell’area risulta in ulteriore miglioramento, attestandosi a 8,2 milioni, in crescita rispetto ai 5,3 del 2016. Mondadori France registra un calo dell’8% nei ricavi, passando da 239,4 milioni dei primi nove mesi del 2016 ai 220,1 del 2017. In particolare, i ricavi diffusionali, circa il 75% del totale, calano del 5%, meglio del mercato di riferimento (-7%) per effetto della migliore performance del canale abbonamenti. Arriva Dr. Good! A settembre è stata lanciata la nuova rivista Dr. Good!, bimestrale di salute dedicato al mondo femminile, che ha riscontrato risultati positivi a livello pubblicitario e diffusionale (oltre 100mila copie). I ricavi derivanti dalla vendita di copie digitali hanno registrato un significativo incremento rispetto al 2016, per l’avvio di collaborazioni con alcuni operatori del settore tlc relative all’offerta alla loro base abbonati dei brand di Mondadori France. I ricavi pubblicitari hanno registrato complessivamente un calo del 18,5% rispetto al pari periodo del 2016: l’advertising print, che rappresenta più dell’85% del totale ricavi pubblicitari, è sostanzialmente in linea (-12,9%) con il mercato di riferimento (-11,4%), mentre la performance sul canale digitale è stata influenzata dall’internalizzazione delle attività di raccolta relativa al segmento mobile/ video, che ha determinato una temporanea contrazione dei ricavi (-23%) in un mercato in calo dell’8% ad agosto. Mondadori France si è confermato secondo operatore del mercato pubblicitario della stampa periodica, con una market share del 10,7%. L’audience digitale (web, mobile & tablet) di Mondadori France ha raggiunto un totale di 11,2 milioni di utenti unici, in calo del 4% circa rispetto al dato medio del medesimo periodo del 2016. Risultati del terzo trimestre Il terzo trimestre 2017 e il terzo trimestre 2016 risultano omogenei relativamente al perimetro di consolidamento della Rizzoli Libri e delle attività di Banzai Media. I ricavi consolidati si sono attestati a 371,8 milioni, sostanzialmente in linea rispetto al pari trimestre dell’esercizio precedente. Tale performance è stata conseguita prevalentemente per effetto della pubblicazione, nell’area Libri dal mese di settembre, dei best-seller di Ken Follett (“La colonna di fuoco”) e di Dan Brown (“Origin”). Anche l’area Retail ha registrato ricavi in crescita rispetto all’esercizio precedente. I ricavi dei periodici sia in Italia sia in Francia hanno proseguito il trend di contrazione dei trimestri precedenti. Il risultato netto consolidato è positivo per circa 27 milioni (+24,1%). Evoluzione della gestione Alla luce dell’andamento dei mercati e della gestione del Gruppo nei primi nove mesi, il Gruppo stima per l’esercizio 2017 – rispetto al 2016 pro-forma – ricavi in lieve contrazione, Ebitda adjusted in crescita “high-single digit”, con conseguente miglioramento della redditività percentuale, e un significativo incremento dell’utile netto, pari a circa il 30%.

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  • Editoria Negli Usa Condé Nast chiude Vogue Teen, taglia i dipendenti e riduce le uscite legate ad alcuni magazine

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    DailyMedia 6/11/2017

    Condé Nast ridimensiona la sua struttura americana. Secondo quanto ha riportato il sito Wwd.com, l’editore avrebbe in programma di ridurre del 2,5% la sua forza lavoro di 3 mila persone, tagliando 80 posizioni. Previsti anche fino al 20% in meno nei budget per le divisioni e i magazine che hanno registrato performance non brillanti. Sul fronte dei magazine, sarebbe prevista la riduzione della frequenza di uscita di alcuni periodici, e la chiusura della versione stampata di Teen Vogue. Per Vanity Fair, Vogue, Wired e il settimanale The New Yorker non sono in programma cambiamenti sul numero delle uscite, e anche Brides manterrà sei numeri l’anno. GQ, Glamour, Allure e Architectural Digest passeranno da 12 a 11 numeri; Bon Appétit da 11 a 10. Per W e Condé Nast Traveler le uscite dovrebbero passare da 10 a 8. È Vogue Teen a subire il colpo più duro: i suoi cinque numeri l’anno daranno, infatti, l’addio alle edicole, anche se, come affermato dall’editrice nella nota che annuncia la chiusura dell’edizione cartacea del magazine, resta aperta la possibilità di stampare alcune edizioni da collezione. All’attuale editorin-chief di Vogue Teen, Elaine Welteroth, dovrebbero essere assegnati altri ruoli, al momento non meglio specificati, nella casa editrice, come editor-in-chief in Glamour o in Allure, ma non sembra da escludere nemmeno la possibilità che le venga affidato lo sviluppo di un nuovo brand. Quest’ultimo giro di tagli – ricorda Wwd.com – segue una fase turbolenta in Condé Nast. L’anno era cominciato con il taglio di 100 posti e la riorganizzazione di alcune divisioni dell’editrice sotto la guida di Jim Norton, ex manager di Aol, ben presto rimpiazzato da Pamela Drucker Mann. Cambiamenti anche alla guida di diverse testate, con gli addii tra gli altri di Graydon Carter a Vanity Fair, e Cindi Leive a Glamour. La nomina dei loro successori è attesa per le vacanze del giorno del ringraziamento. Recentemente, Condè Nast ha comunicato la nascita di Them, piattaforma online dedicata alla comunità Lgbt, e la pubblicazione di Goop, trimestrale legato all’omonimo progetto online lanciato dall’attrice Gwyneth Paltrow. A questo si aggiunge lo sviluppo della native advertising unit, 23 Stories, e l’alleanza con Nbc Universal e Vox Media per dare vita a una piattaforma dedicata alla vendita di contenuti pubblicitari all’interno dei relativi canali delle tre compagnie.

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  • Dati Osservatorio Stampa FCP Settembre 2017

    Dati Osservatorio Stampa FCP Settembre 2017

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    L’Osservatorio Stampa FCP ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario Gennaio-Settembre 2017.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -8,4%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo sia a fatturato -9,7% che a spazio -4,0%.
    Le singole tipologie segnano rispettivamente:
    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -12,4% a fatturato e -8,8% a spazio.
    La pubblicità Commerciale locale -5,6% a fatturato e -2,2% a spazio.
    La tipologia Legale ha segnato -12,7% a fatturato e -12,6% a spazio.
    La tipologia Finanziaria ha segnato -15,6% a fatturato e -12,8% a spazio
    La tipologia Classified ha segnato -5,0% a fatturato e -3,3% a spazio.

    I periodici segnano un calo sia a fatturato del -6,2% che a spazio del -3,7%.
    I Settimanali registrano un andamento negativo sia a fatturato del -4,2% che a spazio del -3,3%.
    I Mensili segnano un calo a fatturato -7,9% e a spazio -4,3%.
    Le Altre Periodicità registrano -12,8% a fatturato e -4,0% a spazio.

    FCP - icona per file EXCEL XLSX Tavola 1_Settembre 2017

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  • Media Hearst Corp. compra le testate e i libri Rodale, presente in Italia con Men’s Health e Runner’s World

    DailyMedia 20/10/2017

    Varrebbe circa 225 milioni di dollari l’accordo di vendita delle edizioni Rodale alla Hearst Corp., annunciato l’altro ieri a livello internazionale. L’indiscrezione non confermata sulla cifra è del Wall Street Journal che l’avrebbe raccolta da una fonte informata sulle trattative. A seguito di questa operazione, che sarà completata all’inizio dell’anno prossimo, il portafoglio di Hearst Magazine si ritroverà arricchito sul fronte della salute, benessere e fitness. Rodale infatti è ben posizionata su questi temi con testate quali Men’s Health and Women’s Health as well as Prevention, Rodale’s Organic Life, Runner’s World and Bicycling. L’accordo riguarda tutti i contenuti e pubblicazioni tra stampa e libri. Rodale è anche editore dei portali web di servizi legati alla salute e alla messa in forma quali Rodale U, Rodale Wellness, Rodale’s. Rodale in Italia In Italia Rodale è presente con i due mensili pubblicati dalla Edisport, Runner’s World e Men’s Health, quest’ultimo acquisito nel 2013 una volta terminata la precedente partnership con Mondadori. L’accordo pluriennale con Edisport «durerà ancora a lungo, se la nuova proprietà non intaccherà lo spirito di collaborazione e di reciproco supporto alla base della nostra relazione, iniziata più di dieci anni fa » dice l’editore Piero Bacchetti. Le testate Rodale rappresentano il 18% dei ricavi dell’azienda, cui fanno capo testate primarie nel settore del tempo libero (sue anche Cyclist e Il Tennis Italiano) e in quello automotive (tra queste Automobilismo, Motociclismo e Vela e Motore). La raccolta pubblicitaria, curata dalla concessionaria interna Comedi, è in crescita a oggi del 7%, «mediamente tra tutte le testate e in controtendenza con il mercato». «Le testate Rodale rappresentano il fiore all’occhiello del nostro portafoglio wsellness – spiega Bacchetti – e il clima di moderata ripresa incoraggia nuove iniziative in questo ambito, sia con variazioni sul tema, sia allargando ulteriormente il portafoglio di testate». Il peso dei ricavi pubblicitari digitali, equamente ripartiti tra tabellare e branded content , «è sintomatico del buon lavoro portato avanti da eDigital, il laboratorio digitale interno alla casa editrice, che coordina l’intera produzione di contenuti destinati al web e ai social network». I numeri di Rodale Poiché la definizione dell’accordo a livello internazionale non è ancora stata completata, non ci sono informazioni su come Hearst Italia gestirà il nuovo portafoglio a livello locale. Tra i libri pubblicati dalla Rodale figurano anche alcuni titoli di Al Gore, tra cui “An Inconvenient Truth” e “The South Beach Diet”. Il presidente di Hearst Magazines David Carey ha sottolineato come le due aziende sia già partner in alcuni mercati, come in Inghilterra, Olanda e Giappone. Complessivamente Rodale pubblica 93 edizioni dei suoi magazine in 64 Paesi, e vanta una audience complessiva di oltre 100 milioni di persone. Secondo Alliance for Audited Media la diffusione del suo marchio più conosciuto, Men’s Health, in USA raggiunge 1,8 milioni di copie. Il portfolio di Hearst include oltre 300 tra pubblicazioni e siti web, in 31 lingue e in 77 Paesi. In Usa conta 20 pubblicazioni.

  • EditoriaHearst aumenta la frequenza di pubblicazione su Snapchat Discover

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    DailyNet 16/10/2017

    Hearst sta ampliando la sua presenza all’interno della piattaforma Snapchat Discover. A partire da questi giorni, infatti, il Gruppo editoriale aumenterà i volumi di quattro pubblicazioni: Harper’s Bazaar, Esquire, Popular Mechanics e Road & Track. Discover è l’hub dell’app del fantasmino, dove oltre settanta partner a livello globale veicolano contenuti di vario genere, da articoli a video, foto e quiz. In particolare, si legge in un articolo di Business Insider, i quattro brand proporranno nuovi contenuti due volte alla settimana, e non più una sola come accadeva in precedenza. Buone performance Un manager di Hearst ha spiegato al giornale che la decisione è figlia delle performance registrate sulla piattaforma, al di sopra delle aspettative sia sul fronte dell’audience che di quello dell’engagement. Ciascun marchio ha segnato una media di 2 milioni di accessi ogni settimana, con buona parte delle visite che sono durate oltre 10 minuti. Anche l’età dei fruitori è risultata essere molto interessante: il 75% degli accessi ha riguardato ragazzi di età compresa tra i 13 e i 24 anni. Nuovi contenuti, nuove opportunità L’obiettivo della nuova operazione di Hearst è fidelizzare ulteriormente l’utenza esistente, incrementando engagement e interazioni, andando inoltre ad attrarre nuovi segmenti di pubblico. “Abbiamo scoperto che l’audience di Snapchat ha elevati tassi di coinvolgimento”, ha dichiarato Brian Madden, vp of audience di Hearst Magazines Digital. E nuovi contenuti significano anche maggiori opportunità pubblicitarie per gli inserzionisti. Madden ha detto di voler capitalizzare l’esperienza editoriale maturata nel corso degli ultimi mesi. Hearst punta sui digital magazine La mossa di Hearst va in controtendenza rispetto alle scelte di altri publisher come CNN e Comedy Central, che hanno privilegiato la produzione di show originali in luogo dei digital magazine con cui è nata Discover. Per esempio, Cosmopolitan, sempre di proprietà di Hearst, pubblica contenuti quotidianamente da gennaio del 2015, vale a dire da quando è entrata in Discover.

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