Categoria: FCP Associnema

  • Poltrone Massimo Martellini è il nuovo Presidente eletto dal Consiglio d’Amministrazione di Audimovie

    DailyMedia 21/01/2020
    Il Consiglio di Amministrazione di Audimovie, società con funzione di rilevazione e diffusione dei dati sulle presenze nelle sale cinematografiche e sul profilo socio-demografico degli spettatori, ha nominato Massimo Martellini nuovo Presidente a far data dal 16 gennaio 2020. Martellini, già Presidente di Fcp – Federazione Concessionarie di Pubblicità e con una pluriennale esperienza ai vertici di primarie aziende editoriali e pubblicitarie, subentra a Gian Nicola Vessia, recentemente e improvvisamente scomparso. Durante il CdA di nomina è stato rivolto un sincero omaggio alla memoria di Vessia da parte di tutti i componenti di Audimovie. «Per me è un grande onore raccogliere l’eredità di Gian Nicola Vessia, di cui proseguiremo il lavoro nel solco che ha tracciato» commenta Martellini. In questo inizio di nuovo anno l’associazione e la nuova presidenza sono già al lavoro, insieme a tutti i soci, per definire i nuovi progetti di consolidamento e sviluppo della mission societaria, a beneficio di un settore di importante rilevanza nazionale come quello cinematografico: «Al centro della nostra attività – conclude Martellini – c’è la valorizzazione delle ottime audience del mezzo».

  • Analisi Andare al cinema: un “customer journey” dove anche l’adv è percepita diversamente

    DailyMedia 31/05/2019
    Audimovie, la società che rileva i dati delle presenze nelle sale cinematografiche in Italia (www.audimovie.it) ha commissionato alla società di ricerca Episteme di Monica Fabris una indagine qualitativa sull’esperienza dell’andare al cinema, sul valore che lo spettatore cinematografico gli attribuisce, sullo spessore esperienziale e motivazionale che si riflette e compenetra con la visione pubblicitaria. L’analisi porta a considerare l’atto di andare al cinema come un vero e proprio “customer journey”. Un’esperienza non riproducibile altrimenti, estremamente potente e stimolante, da cui deriva la distintività del mezzo cinema, con ripercussioni anche nel ricordo della pubblicità, la cui efficacia sul grande schermo risulta potenziata nelle sue componenti – Impatto, Memorabilità, Decodifica e Persuasione – dalla fruizione stessa e dal “viaggio” che lo spettatore compie. La metodologia Basata su una specifica metodologia d’indagine qualitativa messa a punto da Episteme (il Qualitative Hub), attraverso un campione di individui dai 15 ai 65 anni distribuiti equamente sul territorio italiano, la ricerca si pone molteplici obiettivi: ricostruire l’esperienza dell’andare al cinema nel suo complesso, includendo le fasi precedenti e successive alla visione del film; definire le peculiarità del mezzo attraverso l’analisi dei vissuti, dei significati e dei valori ad essi associati; esplorare infine il contributo del cinema alla pubblicità. Quattro tipologie di spettatore Lo studio ha individuato quattro tipologie di spettatore. Ci sono gli Spensierati per cui il cinema è momento di evasione; gli Enciclopedici per cui è strumento di scoperta e conoscenza; gli Appassionati che ne apprezzano la dimensione magica e di totale immedesimazione onirica; i Cinefili per cui è strumento critico e culturale. Per tutti, i risultati hanno dimostrato che l’andare al cinema è una “experience” totalmente diversa e più ricca della semplice fruizione di contenuti offerta oggi in alternativa da altre piattaforme video. È infatti nella sala, e in nessun altro luogo e tempo possibili della fruizione audiovisiva, che si verifica la magia del “qui e ora”. Un vero e proprio viaggio L’andare al cinema comporta un coinvolgimento prolungato nel tempo e esteso alle fasi preliminari e successive, che contiene valore in tutti i suoi passaggi. Un vero e proprio viaggio: dalla decisione di uscire di casa, alla scelta del film da vedere, del percorso da compiere per raggiungere il luogo della visione… In questo modo si esce alla fine della proiezione con una sensazione di stordimento e di reset prima di tornare nuovamente alla vita reale, trasformati, rigenerati e arricchiti dalla visione appena trascorsa e condivisa con altri. La vocazione famigliare del Cinema: nella percezione di tutta la famiglia l’andare al cinema si fa evento, diventando la “giornata cinema”, il “pomeriggio cinema”. Per gli adolescenti rappresenta una delle prime esperienze di rivendicazione del loro sentirsi cresciuti e da compiere con orgoglio in totale autonomia. Le coppie lo vivono come tassello della loro relazione. Pubblicità e fruizione cinematografica L’analisi ha riguardato anche la fruizione del messaggio pubblicitario sul grande schermo. L’efficacia pubblicitaria risulta potenziata dalla fruizione cinematografica in tutte le sue principali funzioni. Torna il concetto di “viaggio”. Quando comincia la visione degli spot lo spettatore è già all’interno della experience, in una fase di attenzione e coinvolgimento crescenti. Lo spettatore è in qualche modo predisposto, risultano bonificate le tradizionali insofferenze nei confronti degli spot. Per osmosi la pubblicità partecipa della ritualità del cinema e degli effetti discontinuità rispetto alla cosiddetta “vita ordinaria”. La pubblicità, grazie al climax emotivo e all’esperienza vissuta, risulta parte integrante della programmazione filmica. Per questa ragione gli intervistati apprezzano soprattutto la pubblicità pensata per il Cinema, considerato come un luogo a sé, dotato di regole, di una funzione e di un linguaggio distintivo (il messaggio si iscrive su un patto di fruizione stipulato all’acquisto del biglietto.

  • Concessionarie Rai Pubblicità vede incrementare di un buon 42% la raccolta nelle sale del proprio circuito cinema nei primi cinque mesi e punta sull’integrazione con gli altri mezzi di cui si occupa

    DailyMedia 31/05/2019
    Anche Rai Pubblicità sta beneficiando del momento positivo del mezzo in questa prima parte dell’anno sul fronte della pubblicità (dei cui risultati relativi a DCA abbiamo dato notizia ieri, ndr) e Francesco Barbarani, Direttore Area Radio, Digital e Cinema della concessionaria pubblica, ci informa che la raccolta generata dai 602 schermi di cui si occupa – di cui 380 multiplex – nel periodo gennaio-maggio è cresciuta del 42% circa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. «La ricerca realizzata da Episteme per Audimovie (di cui parliamo nell’apposito articolo del nostro giornale di oggi, ndr) ci impone di definire un linguaggio ad hoc per lo spettatore, che viene nelle sale con una disponibilità e un coinvolgimento esclusivi. Per questo, aderiamo e sosteniamo pienamente il progetto “Moviement” che, tra l’altro, ha un’estensione triennale. L’uscita di “Avengers” ha permesso alle sale di recuperare spettatori e incassi rispetto al trend negativo dei primi 4 mesi e di chiudere il progressivo a maggio in territorio positivo grazie ai 2 milioni di biglietti staccati per questo blockbuster, cui ne seguiranno altri nei prossimi mesi estivi, per i quali l’obiettivo è di portare più pubblico nelle sale anche nei mesi estivi. Certo non ci aspettiamo un trend analogo anche nel prossimo trimestre, ma il risultato dei primi 5 mesi conferma anche la bontà della proposta integrata che Rai Pubblicità riesce a fornire ai clienti grazie al bouquet di mezzi del nostro editore. Il cinema, poi, si conferma una “valvola di sfogo” per gli inserzionisti per proporre anche seconfaggi lunghi dei loro spot, quindi con caratteristiche emozionali maggiori, a prezzi davvero contenuti. Inoltre, sono decisamente apprezzati quei formati, come “Lezioni di etichetta”, che permettono alle aziende di raccontare meglio le loro offerte».

  • Mercato MovieMedia proietta un +20% per la raccolta nel primo semestre 2019, grazie anche alle attività btl e alle iniziative speciali

    DailyMedia 31/05/2019
    Anche MovieMedia, uno dei tre principali player, con 937 schermi, del settore, con DCA e Rai Pubblicità, beneficia del momento positivo del cinema sul fronte della raccolta, e Fabio Poli, che ne è l’A.D., ci ha anticipato ieri – in occasione dell’incontro organizzato da Audimovie – che il primo semestre consoliderà il +20% già messo a segno tra gennaio e marzo. «Maggio si sta chiudendo con un incremento del 30% degli spettatori nelle sale perché ci sono stati titoli importanti e il blockbuster “Avengers”, che ha generato finora già 30 milioni di euro di incassi – spiega -. Il progetto di destagionalizzazione “Moviement” sta già dando i primi riscontri positivi e questo ci permette di proiettare il citato andamento in crescita della pubblicità, cui contribuiscono anche altre iniziative che studiamo per i clienti. C’è da considerare anche che continua a migliorare pure l’accoglienza da parte delle sale, con fenomeni come quello di CityLife a Milano, che ha generato più di mezzo milione di presenze. Il cinema è una realtà da oltre 100 milioni di presenze e ha tutte le carte in regola per accrescere la propria quota nella “torta” complessiva degli investimenti pubblicitari. La nostra crescita beneficia anche dell’offerta integrata che abbiamo messo a punto con iniziative di product placement, floor graphics, affissioni, corner, ambient e sampling, e speciali come totem touch screen, fog screen, cinemapping, eventi, anteprime e live convention».

  • Mercato DCA: Alessandro Maggioni nuovo managing director; nei primi cinque mesi 2019 raccolta a +39%

    DailyMedia 29/05/2019
    Cambio della guardia alla guida di Digital Cinema Advertising, la concessionaria di pubblicità dei circuiti di sale cinematografiche The Space Cinema e UCI Cinemas. Dal 3 giugno il nuovo managing director sarà Alessandro Maggioni al posto di Giuseppe Oliva, che ricopriva la carica dalla fondazione di DCA, nel giugno 2017. Il 2018 si è chiuso con una crescita del 20% dei ricavi pubblicitari generati l’anno prima dai due circuiti sia separatamente, sia insieme. Secondo quanto risulta a DailyMedia, anche nei primi cinque mesi di quest’anno si verifica un incremento a doppia cifra, intorno al 39%. Gli obiettivi del nuovo manager Il compito di Maggioni, recita una nota, sarà “portare avanti il percorso di sviluppo e innovazione dichiarato fin dalla nascita della concessionaria, che in poco meno di due anni è riuscita a ritagliarsi una posizione di primo piano come realtà in grado di intercettare le esigenze dei clienti attraverso la spinta all’evoluzione tecnologica, la capacità analitica e la creatività”. Tra gli obiettivi della concessionaria nel 2019 ci sarebbe l’implementazione delle attività di engagement fuori schermo, che a inizio anno valevano tra il 15 e il 18% del fatturato complessivo, e una piattaforma CRM integrata con i due network cinematografici per una profilazione degli spettatori (vedere DailyMedia del 29 gennaio, ndr). La carriera nel marketing e nell’OOH Per Maggioni è “motivo di orgoglio entrare a far parte di una delle realtà più dinamiche del mercato media italiano. La sfida è entusiasmante e ambiziosa, ma sono certo che il lavoro in team, unito alle mie precedenti esperienze, sia in ambito nazionale che internazionale, costituiscano una solida base per la definizione delle strategie di sviluppo e per la creazione di valore aggiunto per i nostri shareholders”. Il manager proviene dalla società di marketing MediaXchange, dove è approdato dopo aver maturato la propria professionalità a livello nazionale e internazionale nel settore della pubblicità esterna presso il gruppo CBS Outdoor. Precedentemente, dopo la laurea in economia e commercio estero, ha lavorato nel marketing e comunicazione di Swarovski per poi passare in Expopage, start-up del gruppo Fiera Milano dedicata allo sviluppo dei servizi online per espositori, visitatori ed organizzatori. I commenti Innovazione, creatività, connessione con i clienti sono i temi chiave delle nuove strategie di DCA che Maggioni dovrà sviluppare nei prossimi mesi, sottolinea Toby Bradon, managing director di The Space Cinema; “Siamo convinti che (…) i nostri clienti troveranno in DCA il miglior partner per le loro soluzioni di comunicazione nei cinema italiani”, afferma Ramon Biarnes, managing director Southern Europe di Cinesa & UCI Cinemas.

  • Media FCP-Associnema indaga sul potenziale adv del mezzo, la raccolta del comparto a +10% nel 2018

    Daily Media 1/02/2019

    Il 2019 sarà un anno importante per la industry cinematografica italiana, grazie all’accordo stretto dalle associazioni di settore e i principali produttori cinematografici americani per la distribuzione in Italia di titoli di forte impatto anche nei mesi esti-vi. L’accordo, di durata triennale, mira a destagionalizzare l’andamento delle presenze nelle sale – influenzate dalla presenza o dall’assenza di “blockbuster” come Checco Zalone – , e a rendere omogeneo il flusso dei ricavi. Da fine aprile ad agosto arriveranno titoli quali “The Avengers”, “Toy Story”, “Aladdin”, “Superman”, “Re Leone”, tanto per citarne alcuni; e major come Disney, Universal, Warner, Fox sono coinvolte nell’operazione annunciata alle “Giornate professionali del cinema” di Sorrento lo scorso novembre. Il tam tam pubblicitario rivolto al pubblico del cine-ma è già partito con lo spot voluto dalle associazioni di distributori ed esercenti che rac-conta le prossime uscite, in onda nelle sale in questi giorni. «Il 2019 si preannuncia un anno di svolta per il settore cinema in Italia. L’offerta è ricca tra titoli stranieri e produzioni lo-cali che si rivolge a tutti i target» commenta Fabio Poli, presidente di FCP-Associnema, la associazione che riunisce le tre concessionarie di settore: Movie Media, Rai Cinema e DCA. Gli investimenti pubblicitari sul mezzo rappresentano solo lo 0,3% del mercato dell’advertising in Italia, nonostante presenze per oltre 86 milioni totalizzate l’anno scorso, secondo i dati circolati giorni fa. La previsione di FCP-Associnema sulla chiusura 2018 si aggira su un fatturato di 20 milioni di euro circa, con una crescita a doppia cifra intorno al 10% rispetto al 2017. Numeri piccoli, lega-ti alla stagionalità poiché circa il 35% dei ricavi sarebbe generato nel periodo delle festività natalizie. L’anno scorso, inoltre, ricavi e presenze sono stati influenzati sia dalle elezioni politiche, sia dai Mondiali, che hanno tenuto le major lontane dalla piazza italiana. «Ora hanno deciso di investire nel nostro Paese con una programmazione di tre anni», dice Poli e in una situazione così promettente le tre concessionarie vogliono rafforzare il posizionamento del mezzo cinema nelle pianificazioni pubblicitarie, soprattutto in ottica di . «Il tema è: il pubblico cinematografico quale valore ha? Secondo la nostra opinione il cinema è ancora molto sottostimato. Con questa indagine abbiamo esplorato le potenzialità del mezzo sul fronte pubblicitario, con un occhio all’Europa, e fornire al merca-to strumenti di pianificazione che ci permettano di colmare il gap con altri Paesi» afferma Poli. La prima delle iniziative rivolte al mercato da FCP-Associnema – che rappresenta la quasi totalità del mercato con 438 strutture, 2.400 sale e l’84% degli spettatori (fonte Au-dimovie) – in questo senso è la ricerca Kantar Millward Brown presentata ieri a Milano, che indaga sull’impatto esercitato sugli spettatori dalle campagne viste al cinema in termini di ricordo, rilevanza, propensione all’acquisto. «E’ una ricerca confortante – conclude Poli – perché dimostra che il cinema genera un for-te impatto, sollecita il ricordo, contribuisce a creare il valore della marca, e fa vendere». Il cinema fa vendere Kantar Millward Brown ha condotto la ricerca a partire dal proprio database cross media analizzando 347 campagne in tutta Europa, di cui il 10% realizzate in Italia. La prima evidenza riguarda la memorabilità sul singolo contatto: il cinema raggiunge una media del 2,1%, percentuale di impatto sulla singola persona contattata depurata dall’effetto copertura del canale, superiore ai mezzi offline (media 1,5%) dove la tv, con un investimento di oltre sei volte superiore, riesce a generare un impatto del 2,4%, mentre la media online è del 0,9%. Raggiunge, dunque, audience predisposte a raccogliere messaggi pubblici-tari grazie alla sua capacità di entrare in con-tatto con le persone nel momento e nell’ambiente giusto. Il secondo dato da sottolineare è la capacità nel mantenere chiaro e ben de-finito il posizionamento di marca: media cinema 1,1%; canali offline 1,0%; canali online 0,5%. Anche in questo caso, la tv genera l’1,4%. Sul fronte della rilevanza emotiva, ossia la capacità di arrivare al “cuore” delle persone il cinema raggiunge l’1,2% rispetto contro lo 0,8% dell’offline e allo 0,4% dell’on-line (0,4%). Il dato più rilevante ai fini della ricerca però è la predisposizione alla marca: il cine-ma, più di ogni altro mezzo, è infatti in grado di incrementare la propensione all’acquisto con un 3% rispetto alla media dei canali offline (1,3%) e online (0,9%), soprattutto se pianificato in un media-mix integrato con mezzi a più larga copertura. I risultati della ricerca confermano infatti una serie di tesi a favore del mezzo. Dichiara Roberto Rossi, Head of Media and Digital di Kantar Millward Brown: “Il Cinema offre alle marche la possibilità di raggiungere audience più predisposte a vive-re esperienze ed emozioni veicolate dalle sto-rie narrate nelle pubblicità. Questo rende il Cinema uno strumento assolutamente unico e particolarmente efficiente in un contesto me-dia in cui è sempre più difficile raggiungere lo spazio mentale del consumatore”.

  • Mercato DCA chiude il 2018 con i ricavi in crescita del 20%, le attività fuori schermo “volano” a +250%

    Daily Media 29/01/2019

    Crescita a doppia cifra superiore al mercato, con l’obiettivo di replicare sia nelle sale sia fuori: Digital Cinema Advertising, concessionaria di pubblicità fondata dai circuiti cinematografici The Space Cinemas e UCI Cinemas, ha chiuso il 2018 con un incremento dei ricavi da advertising pari al 20% sul 2017, contro il +13,3% registrato dal settore nei primi undici mesi dell’anno, secondo Nielsen. L’esercizio 2018 è il primo anno di gestione piena da parte di DCA, operativa sul mercato da metà 2017 sotto la guida del direttore generale Giuseppe Oliva, e si confronta con un risultato complessivo dell’anno precedente frutto della somma delle diverse performance realizzate dai circuiti separatamente e insieme. Nell’ultimo trimestre dell’anno, che da solo vale il 50% dell’esercizio, ottobre e novembre hanno fatto rispettivamente il +29% e il +64%, mentre dicembre molto lento ha pareggiato il risultato 2017. Nel 2019 la concessionaria vuole realizzare una crescita complessiva ancora a doppia cifra. Contribuisce in maniera importante anche il fatturato per le attività fuori schermo, ossia progetti di intrattenimento realizzati nei cinema in co-marketing con le aziende clienti che oggi pesano per il 15/18% sul fatturato complessivo e che nell’ultimo anno sono cresciute del 250%. Pubblico giovane e alto spendente L’offerta di DCA conta su un circuito complessivo di 86 cinema per 861 schermi, che nel 2018 hanno totalizzato 32 milioni di presenze (fonte Cinetel). «In questo primo anno completo di lavoro il mercato ha reagito molto bene, sia per la qualità sia per la quantità dell’offerta. I nostri cinema registrano una frequenza media di cinque volte al mese e una reach netta del 60%» spiega Oliva. La concessionaria ha acquisito molti nuovi clienti, sia aziende che pianificavano con altri, sia aziende che non investivano sul cinema: «Ma l’approccio al mezzo è ancora un po’ antiquato, soprattutto perché non tiene conto delle differenze tra sale, in termini di dimensioni, programmazione, target e presenze; così l’investitore rischia di sottovalutarne alcune e sovrastimarne altre, investendo in maniera non ottimale e inefficiente». Da parte sua DCA garantisce quote di pubblico elevate: 47% in Lombardia, 38% in Lazio, 43% in Emilia Romagna, 54% in Veneto, 81% in Sardegna, 51% in Campania, e un target di 18-45enni «giovane, digitalizzato, disposto a spendere per un biglietto di ingresso più costoso e che apprezza tutte le altre forme di intrattenimento che trova nel cinema. Inoltre i nostri multiplex sono luoghi ideali per la famiglia che vi trascorre più tempo». Le sale UCI o The Space richiamano un pubblico attivo, «mentre i cinema più piccoli attirano un pubblico di prossimità, più adulto, che spesso va dai 45 anni in su». Tra le carte vincenti di DCA ci sono anche la posizione “Superspot” subito prima dell’inizio del film, senza trailer in mezzo, e palinsesti pubblicitari uniformi in tutte le sale grazie al fatto che i circuiti gestiti sono solo due mentre gli altri concessionari lavorano con cinema tutti diversi. Le novità 2019 Grazie all’arrivo nelle sale di titoli importanti e di una estate senza precedenti DCA stima una rilevante crescita nelle presenze: «La nostra forza è anche poter tenere i blockbuster in programmazione più a lungo che nelle altre sale» spiega Oliva. «Stimiamo che il 2019 sia un anno molto ricco per il cinema. Avremo grandi numeri anche in estate per la prima volta visto che, grazie ad un accordo con le principali distribuzioni, tra giugno e agosto saranno lanciati molti titoli importanti». DCA sta anche lavorando allo sviluppo dell’area di EOOS (engagement out of screen) con otto progetti già in preparazione e in settori diversi come Kids, Gaming, Horror. Inoltre, è in programma lo sviluppo di una piattaforma CRM integrata con i due network cinematografici per una uteriore profilazione degli spettatori. E’ in progetto anche l’ampliamento del team con l’ingresso di nuove figure in aree sia tradizionali sia di innovation, nonché è in fase di valutazione di realizzare una commercial committee europea per sviluppare clienti e progetti di cross country adv. DCA è l’unica società italiana ad offrire tale opportunità nella industry del cinema. Sul fronte tecnologico, in arrivo un nuovo sistema di controllo dei palinsesti pubblicitari che permetterà di gestire in maniera dinamica le playlist delle campagne così da passare dalle pianificazioni settimanali a quelle giornaliere. Il che permetterà, tra l’altro, di offrire ai clienti pianificazioni molto mirate sia sui titoli, giorni della settimana e orari. Questa sistema, una volta a regime, sarà integrato con le casse dei cinema per poter incrociare dati e fare statistiche in tempo reale.

  • Media Audimovie: Media Consultants realizza il nuovo sito e il restyling del logo della società di misurazione cinema

    DailyMedia 06/09/2018

    Audimovie, società di misurazione delle presenze nelle sale cinematografiche italiane e dei profili degli spettatori cinematografici di cui è Presidente Gian Nicola Vessia, è online con un sito com-pletamente rinnovato (www.au-dimovie.it), tanto nella grafica quanto nelle modalità di fruizione. È stata privilegiata l’immediatezza, rendendo l’accesso ai dati sulle presenze al cinema più rapido e intuitivo e diminuendo il numero di passaggi che l’utente deve fare per la consultazione. Ampia visibilità è stata data alle tre concessionarie rilevate e certificate da Audimovie: Rai Pubblicità, Moviemedia, DCA-Digital Cinema Advertising. Una sezione ad hoc è dedicata ai film più visti, rilevati mensilmente da Audimovie. In via di completamento il palinsesto delle uscite previste nel corso dell’anno. Il sito è stato inoltre pensato per esse-re suscettibile di future integra-zioni, con particolare riferimento alle nuove indagini in fase di va-lutazione e all’arricchimento dei contenuti con una parte più in-formativa e redazionale riguardante il cinema in generale, volta a valorizzare gli innumerevoli plus del mezzo. Anche il logo Audimovie è stato completamente ridisegnato per renderlo più moderno, impattante, coerente con la grafica del nuovo sito. Sia il logo che il sito sono stati realizzati da Media Consultants.

  • Eventi “Comunicare Domani”: consensi sulla necessità di contrastare gli effetti distorcenti delle gare media mal gestite

    DailyMedia 16/07/2018

    Dopo l’intervento del Vice Presidente di AssoCom, Marco Girelli, che ha fatto il punto sulle problematiche che affliggono le dinamiche legate ai pitch media, come la necessità di maggiore trasparenza, l’erodersi della qualità in funzione di prezzo ed efficienza, la carenza di auditor professionisti e l’enorme dispendio di risorse ed energia richiesto alle agenzie per essere competi-tive, il confronto sul tema è continuato con un di-battito a più voci. Gli effetti dei pitch media sono stati analizzati nel dettaglio nel corso di una tavola rotonda moderata da Giorgio Tettamanti, Portavoce del Media Hub dell’associazione, sui rischi che corre il mercato, alla quale hanno partecipa-no Massimo Martellini, Presidente FCP; Matteo Cardani, Presidente FCP AssoTV; Aldo Agostinelli, Vice Presidente IAB Italia; e lo stesso Girelli. Le chiavi del cambiamento «Secondo me, l’equilibrio di una gara media risiede in tre capisaldi: nell’efficienza, nell’efficacia e nell’in-novazione, dove la prima non dev’essere cercata a scapito delle altre due, altrimenti si rischia di veder-ne i risultati negativi sulle campagne. La trasparenza è un altro tema necessario per portare un nuovo livello di sostenibilità – ha spiegato Cardani, chiamato a identificare le parole chiave che dovreb-bero caratterizzare un’auspicata evoluzione positiva delle gare media -. Analizzando i numeri attuali, emerge un sistema che si regge sul filo del rasoio in termini di ricavi, viaggiando su percentuali sempre più vicine allo zero. Per cui, per stare sul merca-to, è necessario produrre investimenti e continuare a creare valore. Proprio questa tensione di sistema, infatti, mette a rischio gli investimenti, e per man-tenere la sostenibilità del settore bisogna differenziarsi, investendo sia in contenuti locali, per soste-nere la filiera di produzione, sia globali, quanto in tecnologia, soprattutto oggi che stiamo entrando nel mondo della tv aumentata; e, ancora, investire in dati e misurazioni (sottolineando che Auditel a breve rilascerà una metrica di total audience televisiva, ndr); e, infine, leggere come nuova voce d’in-vestimento anche la protezione della privacy». Il ruolo delle concessionarie Martellini è intervenuto, invece, sul tema del ruolo delle concessionarie, che ha definito «fondamentale nella creazione del valore e nella proposta ai clienti dei mezzi sui quali fare comunicazione, ma in netto scontro con le logiche dettate dall’attua-le contrazione del mercato». Il mercato della pubblicità, infatti, volgendo lo sguardo anche alle performance degli anni passati, ha perso circa il 40% del proprio valore al netto dei cambiamenti avvenuti dal 2008 a oggi. «Le richieste del mercato arrivano alle concessionarie dopo essere state create in altri ambienti e, questo, crea un problema di trasparenza nel meccanismo, con richieste non sempre facilmente re-alizzabili e la tendenza a dimentica-re attraverso quali canali si produce valore. Il ruolo delle concessionarie si sta, dunque, snaturando a segui-to dei cambiamenti sul mercato e, a mio avviso, bisogna lavorare su leve come il prezzo e la condivisione per riportare equilibrio tra i ruoli». Il sistema Paese e il dominio degli OTT Agostinelli è intervenuto sul tema nel mondo dell’online che, se vogliamo, è in una situazione ancora più delicata, per la difficoltà di tradurne le logiche in numeri e concetti. Inoltre, come ha sottolineato lo stesso Agostinelli, buona parte degli investimenti in digitale vie-ne assorbita dagli OTT, con i quali è praticamente impossibile dialoga-re, essendo attori chiusi al confronto con gli altri player. Si tratta di un problema, secondo IAB, che non riguar-da solo il settore, ma tutto il sistema-Paese, che va difeso prima ancora della gara, definita dal vp del Boureau «solo uno degli aspetti di un problema più grande». «Ad esempio – ha continuato – sarebbe utile un intervento del sistema legislativo che non si limiti a fare delle multe ai grandi del tech, ma che promuova una mobilitazione più ampia per risolvere un problema evidente e di notevole impatto e che, per il momento, non fa che dare sempre più spazio agli OTT, portando inevitabilmente alla disintermediazione tota-le dell’agenzia. Le gare sono ormai basate principalmente sulla leva del prezzo, e non c’è molta scelta se non quella di abbassarlo, ad esem-pio, nelle dinamiche di asta per ottenere gli spazi. Questo, però, è un percorso che non può continuare a lungo con le stesse logiche». Girelli, infine, ha aggiunto l’auspicio che un confronto costruttivo, come quello verificatosi sul palco di “Comunicare Domani”, possa diventare una best practice per ripartire e dare nuova linfa alla industry.