Autore: FCP

  • Agosto 2017 – Mensili

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    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di Agosto 2017 per le testate a mensile.

    DMS AGOSTO 2017 MENSILI

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  • Editoria Metro, un giornale più vivace nell’era dello smartphone

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    DailyMedia 6/11/2017

    Ormai è divenuto un vero e proprio classico (e qualcuno comincia persino a innervosirsi, ovviamente postando le proprie sensazioni non positive sui social): sui mezzi pubblici, metro, bus, treni, ma in pratica ovunque, anche mentre si attraversa la strada, la gente non guarda più il paesaggio, i propri simili, le mitiche vetrine. Non c’è più spazio per simili perdite di tempo, si rischia di smarrire la strada della rete, dei social, dello smartphone. E la free press, che tanto abilmente e generosamente accompagna i viaggiatori metropolitani da quasi un ventennio? Resiste, ce la mette tutta, almeno chi ha saputo difendersi dal tornado tecnologico. Per esempio Metro: oggi, alle soglie della fine del 2017, presente a Milano, Roma e Torino, ma soprattutto pronto per un nuovo restyling, che potrebbe essere visto come un contrattacco in un contesto di rinnovata fiducia per tutto il mondo editoriale: a ottobre, infatti, il Governo ha approvato una norma che riconosce un credito d’imposta al 75% per le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici, emittenti tv e radio locali. Ne abbiamo parlato con l’editore Mario Farina. Un nuovo refresh, in cosa consiste? «A quattro anni dal precedente, siamo di nuovo in ballo con una rivisitazione del nostro giornale. Abbiamo studiato in maniera molto approfondita le varie edizioni presenti nel mondo e siamo giunti a una sintesi che ci pare appropriata, che rispetta i suggerimenti provenienti dai lettori. E così il nuovo Metro è un giornale più vivace, più vivo, nella grafica, nelle immagini, nei colori, nei dettagli che magari non si notano subito, ma che alla fine si fanno sentire». Cambierà qualcosa anche sul fronte dei testi? «Assolutamente sì: abbiamo deciso di puntare molto sull’approfondimento, ci saranno, dunque, meno articoli corti, anche perché ormai se vuoi velo- «Punteremo molto sul locale, sulla cronaca a e sugli eventi delle “nostre tre città”. Sarà questo il piatto più ricco che offriremo al nostro lettorato medio di circa 750.000 utenti al giorno». Come sta andando il mercato? È ancora un’usanza quella di raccogliere il proprio free press preferito prima di iniziare il viaggio mattutino? «Tra le 6:30 e le 7:00 distribuiamo le nostre 450.000/500.000 copie giornaliere e alle dieci sono già finite. Metro è l’unica free press che continua a muoversi bene, le altre sono sparite, la concorrenza più diretta è ben lontana». E la pubblicità, invece? Risponde ancora bene? «Locale e nazionale, raccolte da Manzoni, che sta facendo un buon lavoro , sono risultate stabili nell’ultimo biennio. Stiamo soffrendo molto sull’adv legale (come tutta l’editoria su carta) per le nuove norme che ora privilegiano il web. Il valore totale della raccolta pubblicitaria nel 2016 è stata di oltre 6 milioni di euro, la foliazione media di Metro è di 24 /28 pagine». Il restyling sarà celebrato con una campagna? «Saremo on air su radio nazionali e in tv su Fox e Discovery, e non tralasceremo settimanali femminili/familiari. Questo al fine di far percepire non solo ai lettori ma anche agli investitori pubblicitari, l’importanza dell’utilizzo del nostro mezzo per comunicare al target di riferimento per i loro prodotti e servizi. La nostra campagna adv è stata curata da XG publishing in collaborazione con il nostro ufficio marketing e mira a comunicare la “BELLEZZA della STAMPA” insieme alla “Bellezza dei lettori” che ogni giorno ci scelgono». cità, immediatezza, notizie flash, puoi cliccare sullo smartphone. Metro invece si distinguerà per una scrittura più ricca». Sarà privilegiato qualche settore in particolare?

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  • Mercato Finradio vicina ad aggiudicarsi l’asta per il 25% di Via Radio, editore di Radio Italia Anni 60

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    DailyMedia 6/11/2017

    RDS continua il suo shopping radiofonico nell’ambito della strategia di sviluppo e ampliamento avviata con l’acquisizione del 10% di Radio Italia che faceva capo a Radio e Reti. Secondo quanto risulta a DailyMedia, il gruppo presieduto da Eduardo Montefusco sarebbe vicino ad aggiudicarsi la gara per il 25% di Via Radio, società editrice di Radio Italia Anni 60, sempre facente parte del patrimonio di Radio e Reti finito all’asta. L’operazione sarebbe stata condotta attraverso la Finradio, società cui fa capo l’emittente Dimensione Suono Roma, partecipata al 100% da Massimiliano Montefusco, figlio di Eduardo, che ne è anche amministratore unico. La base d’asta era fissata a 250 mila euro, e Finradio sarebbe l’unica offerente, senza che altre offerte siano arrivate nei dieci giorni successivi alla gara. In seguito all’aggiudicazione formale da parte del tribunale alla Finradio, Via Radio avrà dieci giorni per presentare un’offerta almeno equivalente o trovare un nuovo acquirente. Con il 55% del capitale sociale, Mario Volanti detiene il controllo di Via Radio, a titolo personale e senza alcun coinvolgimento di Radio Italia. Insieme a Radio e Reti, gli altri soci sono Montestella SRL (in liquidazione) e la Grattacielo SRL, entrambi al 10%. Se Finradio si aggiudicasse il 25% di Via Radio trasferisce sul terreno della radiofonia locale la dinamica che ha già coinvolto Montefusco e Volanti, con l’ingresso di RDS nel capitale sociale di Radio Italia. Dimensione Suono Roma è infatti consolidata in centro Italia, principalmente in Lazio con presenze in Toscana, Umbria, Abruzzo e Molise. Secondo la ricerca Radio Monitor 2016, gli ascolti nel giorno medio si attestano sulle 250mila persone. Il network Radio Italia Anni 60 si può ascoltare in tutta Italia grazie alla distribuzione via fm, dab, satellite e app per dispositivi mobile.

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  • Editoria Negli Usa Condé Nast chiude Vogue Teen, taglia i dipendenti e riduce le uscite legate ad alcuni magazine

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    DailyMedia 6/11/2017

    Condé Nast ridimensiona la sua struttura americana. Secondo quanto ha riportato il sito Wwd.com, l’editore avrebbe in programma di ridurre del 2,5% la sua forza lavoro di 3 mila persone, tagliando 80 posizioni. Previsti anche fino al 20% in meno nei budget per le divisioni e i magazine che hanno registrato performance non brillanti. Sul fronte dei magazine, sarebbe prevista la riduzione della frequenza di uscita di alcuni periodici, e la chiusura della versione stampata di Teen Vogue. Per Vanity Fair, Vogue, Wired e il settimanale The New Yorker non sono in programma cambiamenti sul numero delle uscite, e anche Brides manterrà sei numeri l’anno. GQ, Glamour, Allure e Architectural Digest passeranno da 12 a 11 numeri; Bon Appétit da 11 a 10. Per W e Condé Nast Traveler le uscite dovrebbero passare da 10 a 8. È Vogue Teen a subire il colpo più duro: i suoi cinque numeri l’anno daranno, infatti, l’addio alle edicole, anche se, come affermato dall’editrice nella nota che annuncia la chiusura dell’edizione cartacea del magazine, resta aperta la possibilità di stampare alcune edizioni da collezione. All’attuale editorin-chief di Vogue Teen, Elaine Welteroth, dovrebbero essere assegnati altri ruoli, al momento non meglio specificati, nella casa editrice, come editor-in-chief in Glamour o in Allure, ma non sembra da escludere nemmeno la possibilità che le venga affidato lo sviluppo di un nuovo brand. Quest’ultimo giro di tagli – ricorda Wwd.com – segue una fase turbolenta in Condé Nast. L’anno era cominciato con il taglio di 100 posti e la riorganizzazione di alcune divisioni dell’editrice sotto la guida di Jim Norton, ex manager di Aol, ben presto rimpiazzato da Pamela Drucker Mann. Cambiamenti anche alla guida di diverse testate, con gli addii tra gli altri di Graydon Carter a Vanity Fair, e Cindi Leive a Glamour. La nomina dei loro successori è attesa per le vacanze del giorno del ringraziamento. Recentemente, Condè Nast ha comunicato la nascita di Them, piattaforma online dedicata alla comunità Lgbt, e la pubblicazione di Goop, trimestrale legato all’omonimo progetto online lanciato dall’attrice Gwyneth Paltrow. A questo si aggiunge lo sviluppo della native advertising unit, 23 Stories, e l’alleanza con Nbc Universal e Vox Media per dare vita a una piattaforma dedicata alla vendita di contenuti pubblicitari all’interno dei relativi canali delle tre compagnie.

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  • Dati Ancora un forte progresso in settembre, la GO Tv italiana non vuol smettere di correre

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    DailyNet 3/11/2017

    L’ Osservatorio FCP-Assogotv (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mezzo GO Tv relativi al periodo gennaio-settembre 2017. A settembre 2017, i dati evidenziano per il mese un fatturato totale di 1.376.000 euro e tale dato corrisponde a un incremento del fatturato pubblicitario del mezzo pari al +32,4% rispetto al corrispettivo mese del 2016. Per quanto riguarda l’andamento tra gennaio e settembre 2017, i dati un fatturato totale di 12.244.000 euro e tale dato corrisponde a un incremento del fatturato pubblicitario del mezzo pari al +14,5% nel periodo considerato rispetto al corrispettivo 2016. Sei mesi di crescita “Diventano sei i mesi consecutivi di crescita della GO Tv – commenta Angelo Sajeva, Presidente FCP-Assogotv -, con una percentuale di incremento, a settembre, veramente straordinaria: +32.4%, la più alta dell’anno dopo quella del mese di luglio (+48%). Il Turismo, gli Alimentari e la Distribuzione si confermano i settori trainanti, che spiccano sia per numero di nuovi clienti sia per il numero delle settimane di programmazione. Da sottolineare – continua Sajeva – la grande performance del settore farmaceutico, che sale al terzo posto per investimenti, scalando ben sei posizioni rispetto a dodici mesi fa. Con l’autunno alle porte sono ormai molte le case farmaceutiche che hanno scelto i nostri canali per promuovere rimedi adatti ai mali di stagione come il mal di gola e le prime influenze, potendo mirare le città e le settimane più appropriate”. Back to work Con il back to work sono riprese anche le campagne dedicate a eventi e iniziative per il tempo libero, alla programmazione di attività culturali e all’offerta media in genere, come serie tv, esclusive, eventi sportivi, nuovi canali. “Questo – dice ancora Sajeva – conferma la capacità specifica della GO Tv di sostenere la comunicazione di realtà sia nazionali sia areali, che considerano le nostre tv come media e ambienti idonei per informare e divulgare i propri programmi. Evidenze che supportano un trend di crescita unico nel panorama dei media italiani, un’enorme gratificazione per tutti noi, per il lavoro fatto insieme e per quello che stiamo portando avanti per cominciare, a breve, a sviluppare nuovo fatturato in modalità digital oriented. Infatti, i player del comparto hanno ultimato le sperimentazioni per le pianificazioni con tutte la piattaforme e le tecnologie digitali – conclude Sajeva -, per consentire a clienti e centri media la massima flessibilità di pianificazione sia in reservation sia in programmatic”.

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  • Aziende Video Activation: ecco il nuovo tool di Oath che semplifica distribuzione e scalabilità dei contenuti legati ai video

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    DailyNet 20/10/2017

    La nuova soluzione Video Activation di Oath offre molteplici modi per avere successo con il formato video. Si tratta di un tool pensato per aiutare i produttori di contenuti a espandere il proprio potere di distribuzione, favorire la ricerca di contenuti premium per la syndication, affinare le capacità di puntare al giusto pubblico e ottenere buoni risultati di reach. In poche parole, racchiude i servizi e la tecnologia ideali per scalare e monetizzare le opportunità offerte dal video. Intanto, Oath nel terzo trimestre dell’anno ha registrato oltre due miliardi di fatturato, come emerso nella trimestrale rilasciata ieri da Verizon. In quest’intervista, Dave Simon, vp of video content and syndication di Oath, ha tracciato per DailyNet una dettagliata panoramica del comparto video e delle attività di Oath, spiegando come il nuovo tool Video Activation possa aiutare a migliorare l’esperienza degli utenti sia dal punto di vista del contenuto, sia dal punto di vista dell’advertising. Un progetto ambizioso e che punta molto al mercato italiano. Qual è l’andamento del business video di Oath? Da quando AOL e Yahoo si sono congiunti per formare Oath le opportunità, soprattutto riguardanti il tema del video, sono aumentate e le sfide poste da queste opportunità sono davvero entusiasmanti. Al momento, la nostra reach è di oltre un miliardo di consumatori distribuiti su tutte le nostre property e riusciamo a raggiungerli in moltissimi modi differenti. Le persone che leggono le news su Huffington Post, chi cerca informazioni finanziarie su Yahoo Finance App o legge le email su Yahoo Mail e così via. Quindi, non è solo una questione di raggiungere un certo numero di persone, ma di farlo in diverse modalità e sulla destinazione più adatta ai loro interessi. E, poiché, queste persone ci hanno invitato nelle loro vite, e il nostro brand ha una voce editoriale molto forte, attraverso il video abbiamo l’opportunità aumentare il livello dello storytelling come molte altre media company semplicemente non possono fare. Per questo, Oath sta investendo molto nella produzione di contenuti originali e, soprattutto, sulla produzione di video specializzati e nella syndication per coinvolgere anche le altre media company. Può descriverci i nuovi contenuti sui quali state lavorando? Qualche esempio? Stiamo lavorando su moltissime tipologie di contenuti video, in particolare per settori verticali come la tecnologia su Tech Crunch, il coinvolgimento di nuovi user con l’e-gaming, lo Sport su Yahoo Sports o, ad esempio, con la nostra nuova serie Build, un talk show, dove intervistiamo le celebrity ambientato in un bellissimo set che si trova al piano terra in una delle più trafficate vie di New York, dove quindi anche i passanti possono fermarsi a seguirlo. Un altro progetto per una serie originale molto interessante si chiama Listen to America e un team editoriale viaggia su un bus per gli Stati Uniti a fare video interviste alle persone. Qual è lo scopo del vostro nuovo progetto Video Activation? Una delle cose che ci preme maggiormente è che i contenuti siano creati per tutte le piattaforme e possano essere distribuiti su tutti gli schermi in qualsiasi momento. Gran parte degli investimenti, infatti, è destinata allo sviluppo della tecnologia e alla costruzione di una nostra infrastruttura che ci permetta di servire i contenuti in modo sempre più efficiente al gigantesco ecosistema dei connected screeen. Compresi quelli che presto trasformeranno anche le nostre case in veri e propri media, ad esempio, il nuovo frigorifero di Samsung è dotato di uno schermo, e faranno nascere inedite opportunità per le media company. Video Activation mira anche a questo, e a fornire la giusta tecnologia per trarre il massimo beneficio da queste opportunità per noi e per le altre media company che vorranno aderire come in una grande tela alla quale tutti gli stroryteller possano connettersi. Cosa distingue l’approccio di Oath dai competitor? Altre piattaforme come Google, Facebook, Snapchat e persino Twitter, sono focalizzate sullo spingere gli utenti nel loro environment chiuso e consumare i contenuti in un certo modo e non mi riferisco solo ai modelli di advertising, ai walled garden ma proprio al modello di consumo dei contenuti. Per produrre contenuti destinati a queste piattaforme sono necessari interi team ad hoc per ognuno, è davvero troppo complicato e non affatto conveniente per le media company fare questo tipo di investimenti. Noi preferiamo un approccio non radicale e penso che sia una delle cose principali che distingue Oath dalle altre piattaforme. Per questo, abbiamo scelto di scommettere sulla syndacation e sull’apertura verso le altre media company e verso tutto ciò che esiste e prolifica al di fuori dei walled garden. Vogliamo essere sicuri di aiutare i produttori di contenuti a trovare le proprie audience anche attraverso i nostri migliori contenuti. Quali sono le novità in tema di advertising? E, nello specifico, in tema di programmatic? Al momento stiamo testando moltissimi nuovi ad format che sono live ma che consideriamo in fase sperimentale e lo scopo di ognuno di questi è rendere la pubblicità idonea per l’esperienza utente dal punto di vista del contesto, dal punto di vista del contenuto e dal punto di vista della tecnologia, con una particolare attenzione al comparto mobile. Il programmatic è una tecnologia sensazionale che permette di ottenere moltissimi benefici e che creerà senza dubbio nuove opportunità, ma ancora non valorizza efficacemente contesto e contenuto. La sfida del digitale è proprio questa, capire come vendere anche contesto e contenuto e non solo in programmatic, che rimarrà senza dubbio un assetto strategico, ma anche a base diretta, creando le giuste partnership affinché si aiutino le media company a ritrovare quello che un po’ si è perso, contesto e contenuto, appunto. Comevi approcciate al problema del domain spoofing? Il domain spoofing è una grossa sfida ma noi dedichiamo davvero moltissimo tempo, energia e risorse per cercare di bloccare le frodi, lavorare solo con partner premium e tutto il resto, ma la verità è che di player fraudolenti ce ne sono ancora troppi per essere controllati, soprattutto all’interno di un ecosistema che cresce e cambia velocemente come il nostro. La chiave per noi è questa: quando si presentano dei problemi bisogna rispondere e agire il più velocemente possibile e investire in tecnologia e partnership strategiche. Come ha risposto il mercato italiano alla nuova soluzione che proponete? Abbiamo avuto una risposta entusiastica dai player del mercato italiano e abbiamo già moltissimi clienti che lo utilizzano. Questo, è molto importante per noi che non abbiamo mai avuto una presenza molto forte in questo Paese. Ma, ora stiamo investendo molto su property in market qui perché è davvero un mercato molto interessante e ci stiamo approcciando ad esso come non abbiamo mai fatto prima. Abbiamo finalmente l’opportunità di utilizzare le nostre property per favorire la distribuzione di contenuti anche qui. Inoltre, abbiamo dei partner di distribuzione che hanno una reach molto ampia in Italia ma non hanno le risorse necessarie per produrre contenuti di alta qualità per i propri pubblici. Anche lato contenuti però, ci sono dei partner davvero incredibili con i quali lavorare e siamo davvero entusiasti di poter aiutare a distribuire il loro fantastico lavoro. Inoltre, l’Italia è estremamente guidata dal mobile ed è una grossa opportunità per noi per dare forma al contesto della mobile video consumpion dove l’advertising non è ancora abbastanza preminente o servito nel modo sbagliato. Pensiamo che il nostro tool possa risolvere questo problema per offrire migliori content e advertising experience agli utenti italiani.

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  • Mercato RDS entra nel capitale di Radio Italia, si aggiudica l’asta per rilevare la quota del 10% in capo a Radio e Reti

    DailyMedia 17/10/2017

    A pochi giorni dall’ingresso del Gruppo GEDI nel capitale sociale di Radio Italia, anche RDS annuncia di aver acquisito una quota dell’emittente radiofonica presieduta da Mario Volanti. La partecipazione ammonta al 10%, che la radio di Eduardo Montefusco si è aggiudicata per un valore di 6,5 milioni di euro, nell’ambito della procedura di fallimento della concessionaria Radio e Reti di Renzo Campione. L’assegnazione a RDS è stata effettuata il 10 ottobre scorso, due giorni prima dell’ufficializzazione dell’accordo intercorso tra Radio Italia e GEDI, per una analoga quota del 10% di azioni proprie dell’emittente di Volanti. Alla base dell’intesa con il Gruppo editoriale presieduto da Marco De Benedetti, oltre alla collaborazione con la concessionaria Manzoni ripresa all’inizio di quest’anno, c’è la condivisione di future sinergie industriali e di marketing. Per quanto riguarda, invece, l’ingresso di questo terzo attore, anch’esso editore radiofonico, e gli eventuali sviluppi connessi bisogna attendere la prossima settimana quando, secondo quanto risulta a DailyMedia, dovrebbe avvenire un incontro tra Volanti e Montefusco. Il presidente di RDS ha dichiarato in una nota: “Sono fiducioso che due pionieri puri della radiofonia nazionale possano, insieme, condividere piani di sviluppo in un settore, come quello radiofonico, che è il solo a crescere nel panorama dei media”. Tra i due editori sono peraltro già in atto sinergie che riguardano le edizioni musicali. L’acquisizione della quota di Radio Italia rientra in una strategia di sviluppo perseguita da RDS che aveva visto, in un primo tempo, il tentativo di creare una joint venture con Radio 24, progetto che non aveva trovato una sponda presso Confindustria. Intanto, tra Radio Italia, Gruppo Gedi e RDS si crea un inedito agglomerato nel mercato radiofonico il cui equilibrio è tutto da costruire. GEDI, cui fanno capo Radio Deejay, Radio Capital e m2o, attraverso la propria concessionaria Manzoni raccoglie la pubblicità anche per la radio di Volanti. Con RDS, che gestisce autonomamente la propria raccolta attraverso la RDS Advertising, Radio Italia è impegnata in uno storico testa a testa sugli ascolti nel giorno medio. Entrambe le emittenti, inoltre, hanno un passato con Radio e Reti che ne ha gestito la raccolta pubblicitaria e di Radio Italia, appunto, deteneva il 10% andato all’asta.

  • Oath Italia amplia la propria offerta grazie a un accordo esclusivo con adMingle per campagne di Influencer Marketing

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    MediaKey Tv 17/10/2017

    Oath, annuncia una nuova partnership esclusiva con Social-Internet, aka adMingle, che arricchirà ulteriormente la propria offerta grazie ad una soluzione molto ampia di Influencer Marketing. L’obiettivo è dare la possibilità ai clienti di raggiungere la propria target audience distribuendo contenuti sui principali social network (tra cui Facebook, Instagram e WhatsApp), attraverso una rete di influencer e ambassador in Italia e all’estero, offrendo così agli advertiser una flessibilità e una reach ancora più ampia per le campagne di branding con Oath.

    Grazie a questa soluzione i publisher attivi sulla piattaforma di performance influencer, distribuiscono i contenuti in base allo stile del proprio blog e delle piattaforme social – mantenendo così il loro standard editoriale – e i clienti potranno raggiungere i propri consumatori in modo autentico veicolando il brand nelle conversazioni sui social media.

    “La nuova partnership siglata con adMingle ci consente di mettere a disposizione dei nostri clienti uno strumento unico di viralizzazione e condivisione dei contenuti, apprezzato per la performance dimostrata in un ambito che sta a metà strada tra il native e il passaparola digitale”, ha affermato Christina Lundari, General Manager di Oath Italia.

    “Viviamo un periodo storico in cui Internet e, soprattutto, i social media aiutano a rendere democratiche le opinioni dei singoli, aumentando la rilevanza di ciascun parere. Questo importante accordo dimostra le capacità pionieristiche di Social-internet nell’Influencer Marketing grazie all’innovazione che apporta al settore. Inoltre dimostra la visione di Oath, che sostiene il nostro impegno e le nostre potenzialità tecnologiche. Caratteristiche che ci consentono di creare e amplificare contenuti brand-safe su larga scala”, ha dichiarato Shlomi Selim Benbasat, Founder di Social-Internet.

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  • Norme Approvato il decreto per gli incentivi sugli investimenti adv

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    DailyMedia 16/10/2017

    “Grande soddisfazione per una misura anticiclica, positiva per l’economia in ripresa e a lungo attesa da imprese, investitori e operatori dell’informazione”. Così il Presidente della Fieg, Maurizio Costa, ha commentato l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto fiscale che stanzia le risorse dedicate al finanziamento dell’incentivo fiscale riservato agli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa, effettuati a partire dal 24 giugno di quest’anno. “Una misura – ha aggiunto Maurizio Costa – che riconosce il valore della stampa e che porta a conclusione gli interventi di riforma del settore avviati dal Ministro Luca Lotti con il Tavolo per l‘editoria”. L’incentivo in questione è stato oggetto di una campagna informativa, tuttora in corso su gran parte della stampa quotidiana e periodica, tesa a sottolineare l’importanza che la misura riveste per le aziende editoriali e per l’economia generale. L’importo del credito d’imposta potrà arrivare fino al 75% del valore incrementale degli investimenti, e fino al 90% nel caso di microimprese, pmi e start up innovative, nel rispetto del tetto di spesa che sarà stabilito annualmente dal decreto di ripartizione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.

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  • EditoriaHearst aumenta la frequenza di pubblicazione su Snapchat Discover

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    DailyNet 16/10/2017

    Hearst sta ampliando la sua presenza all’interno della piattaforma Snapchat Discover. A partire da questi giorni, infatti, il Gruppo editoriale aumenterà i volumi di quattro pubblicazioni: Harper’s Bazaar, Esquire, Popular Mechanics e Road & Track. Discover è l’hub dell’app del fantasmino, dove oltre settanta partner a livello globale veicolano contenuti di vario genere, da articoli a video, foto e quiz. In particolare, si legge in un articolo di Business Insider, i quattro brand proporranno nuovi contenuti due volte alla settimana, e non più una sola come accadeva in precedenza. Buone performance Un manager di Hearst ha spiegato al giornale che la decisione è figlia delle performance registrate sulla piattaforma, al di sopra delle aspettative sia sul fronte dell’audience che di quello dell’engagement. Ciascun marchio ha segnato una media di 2 milioni di accessi ogni settimana, con buona parte delle visite che sono durate oltre 10 minuti. Anche l’età dei fruitori è risultata essere molto interessante: il 75% degli accessi ha riguardato ragazzi di età compresa tra i 13 e i 24 anni. Nuovi contenuti, nuove opportunità L’obiettivo della nuova operazione di Hearst è fidelizzare ulteriormente l’utenza esistente, incrementando engagement e interazioni, andando inoltre ad attrarre nuovi segmenti di pubblico. “Abbiamo scoperto che l’audience di Snapchat ha elevati tassi di coinvolgimento”, ha dichiarato Brian Madden, vp of audience di Hearst Magazines Digital. E nuovi contenuti significano anche maggiori opportunità pubblicitarie per gli inserzionisti. Madden ha detto di voler capitalizzare l’esperienza editoriale maturata nel corso degli ultimi mesi. Hearst punta sui digital magazine La mossa di Hearst va in controtendenza rispetto alle scelte di altri publisher come CNN e Comedy Central, che hanno privilegiato la produzione di show originali in luogo dei digital magazine con cui è nata Discover. Per esempio, Cosmopolitan, sempre di proprietà di Hearst, pubblica contenuti quotidianamente da gennaio del 2015, vale a dire da quando è entrata in Discover.

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