Autore: bruno.cover@gmail.com

  • Mercato Rai: tengono le share, mentre la pubblicità resta negativa nei primi 9 mesi ma può chiudere in pari grazie all’accelerazione di agosto e settembre

    DailyNet 25/09/2015

    Il CdA della Rai ha ascoltato ieri la relazione del d.g., Antonio Campo Dall’Orto, sull’avvio della stagione televisiva autunnale, che vede la Rai confermare la sua leadership, in un contesto competitivo in forte evoluzione, sia in prime time (con il 37,9 % di share, con la perdita però di circa un punto causa confronto con i Mondiali di calcio 2014)) sia nell’intera giornata (con il 36,5% di share, stabile). Inoltre, il d.g. ha illustrato l’andamento dei dati economici dell’azienda, in cui è stato evidenziato che la raccolta è in crescita. Il riferimento alla pubblicità dovrebbe essere relativo all’andamento di agosto, che pare sia stato in aumento a due cifre rispetto allo stesso mese del 2014, e a quello di settembre, per il quale se ne sta delineando uno vicino al +20%. Il saldo dei primi 9 mesi resterà ancora negativo ma, se il trend continuasse, la concessionaria guidata da Fabrizio Piscopo potrebbe arrivare a un pareggio a fine anno, recuperando la forte negatività dei primi mesi e annullando il mancato introito aggiuntivo, di circa 30 milioni di euro, generato dai citati Mondiali di calcio. A perimetro omogeneo, quindi, il saldo 2015 potrebbe anche essere positivo di alcuni punti. In merito ai canali specializzati, il d.g. ha inoltre illustrato ai consiglieri i termini dell’accordo che hanno portato Rai4 ad essere visibile sul Sky al canale 104, raddoppiando la performance di ascolti nelle famiglie abbonate alla piattaforma. Il CdA non ha poi fatto nuove nomine, se non quelle di Guido Nori (in qualità di presidente), Luca Luparia e Gianfranco Cariola (in qualità di direttore internal auditing) come componenti dell’organismo di vigilanza, che avrà il compito di controllare il funzionamento e l’osservanza del “Modello di organizzazione gestione e controllo” e di curarne l’aggiornamento.

  • Editoria RCS: raccolta meglio del mercato; si avvicina l’introduzione dei contenuti pay sul sito del Corriere

    DailyMedia 24/09/2015

    Il Corriere della Sera torna a puntare sul tema del femminile con la seconda edizione del Tempo delle Donne, evento che si terrà a Milano dall’1 al 4 ottobre 2015 presso la Triennale di Milano. L’iniziativa nasce da un’idea del blog La 27ª Ora, ed è realizzata in collaborazione con Io Donna, Fondazione Corriere e Valore D con il sostegno degli assessorati alla Cultura e allo Sport e tempo libero del Comune di Milano. Tra le aziende e i marchi partner dell’evento figurano: Cera di Cupra, legato alla Women Night Run del 2 ottobre; Poste Italiane, Vodafone, Dolce&Gabbana con una ricerca internazionale sulla famiglia, Lançome che indaga sulla felicità, Oysho, Assobirra, la new entry Phyto, e Swatch che cura i momenti di entertainment. «L’offerta di eventi sta assumendo una dimensione rilevante, e vale diversi milioni di euro – commenta Raimondo Zanaboni, Direttore Generale Communication Solutions Gruppo RCS – grazie alle iniziative che realizziamo sia in ambito sportivo con RCS Sport, sia legate ai diversi brand, e ultimamente in occasione di Expo. Per quanto riguarda il Tempo delle Donne, le aziende entrano nel progetto in modo innovativo rispetto alla tradizionale sponsorizzazione, integrandosi con i contenuti ». Sul fronte della raccolta, questo autunno si apre con «segnali di una ripresa nei consumi, per esempio nel settore auto (prima del caso Volkswagen, ndr), ma in generale nulla che faccia pensare a grandi ripartenze». Zanaboni sottolinea le performance della nuova digital edition del Corriere della Sera, che all’esordio è stata accompagnata da una robusta partnership con ING Direct. A oggi la raccolta da digital arriva a pesare per oltre il 20% del fatturato adv, mentre in area cartacea i periodici vanno meglio del mercato, e anche i quotidiani ma al netto dei grandi eventi sportivi che incidono sui risultati della Gazzetta dello Sport negli anni pari. «In generale – precisa Zanaboni – non è un mercato positivo ». Sulla digital edition torna anche Nicola Speroni, Responsabile Sistema Corriere della Sera: «Nella prima settimana abbiamo avuto un boom di abbonamenti, ma naturalmente dobbiamo attendere il dato mensile per fare una valutazione obiettiva dell’iniziativa. Certo, ci aspettiamo una crescita. La digital edition è frutto della nuova organizzazione del lavoro, che rende per esempio possibile la realizzazione della rassegna stampa, uno dei contenuti esclusivi del servizio». In ambito digitale si punta sempre di più ai prodotti premium, «e ci stiamo preparando all’introduzione di contenuti a pagamento – continua Speroni -. L’obiettivo è creare una sorta di membership sul modello “metered” del New York Times. Dovrebbero arrivare a mesi, è un processo che comporta un cambio di mentalità e durante il quale c’è stato un cambio della guardia alla direzione del Corriere». Sul fronte cartaceo, si registra un buon andamento della pubblicazione domenicale La Lettura, che dallo scorso 19 luglio è venduta in autonomia rispetto al Corriere della Sera e oggi diffonde 130mila copie tra edicola, abbonamenti e digitale.

  • Stampa Panorama lancia in edicola e online Extraurban

    DailyNet 22/09/2015

    Giovedì arriverà in edicola, in allegato gratuito con Panorama, il primo numero di Extraurban, il nuovo speciale di Panorama dedicato al mondo dei motori. Un progetto integrato carta/web che racconta le principali novità del settore partendo dalle auto per raccontare storie, personaggi e la passione per le quattro ruote. Extraurban nasce con l’intento di raccontare gli eventi nazionali e internazionali dedicati al mondo dei motori. Nuovi modelli, anteprime, interviste ai personaggi dell’automotive si uniranno alle firme del design, della moda, dello spettacolo e dello sport, per una formula che guarda ai magazine che strizzano l’occhio al lifestyle. Carta di pregio, una cover d’impatto e una grafica moderna accompagnano il lettore in un percorso di lettura da proseguire poi online su Panoramauto.it e PanoramaTV con videointerviste, gallery fotografiche e approfondimenti tematici.

  • Mercato Yahoo lancia nuovi format adv video native, video ads e app install ads

    DailyNet 17/09/2015

    A poco più di un anno dal lancio del native advertising di Yahoo, l’offerta di Yahoo si arricchisce del formato video con i video native ads e i video app install ads, offrendo al mercato della pubblicità online la possibilità di combinare le potenzialità del video con quelle del native. Con i native video ads, Yahoo unisce infatti due dei formati digitali che generano maggior interazione, in modo che il contenuto del brand abbia la stessa forza di un video e sia integrato nel modo più fluido nella homepage di Yahoo, nei suoi magazine digitali e nelle app, come accade tradizionalmente con tutto il suo native advertising. Secondo una recente case history, visualizzare un native video ad su Yahoo ha aumentato il sentiment positivo nei confronti del brand del 50% e l’intenzione di acquisto del 28%. “Gli utenti amano interagire con i video su tutti i loro dispositivi e veicolare informazioni pubblicitarie tramite video, integrandosi con il contenuto editoriale di cui sta fruendo l’utente, rappresenta per i brand un’opportunità”, ha affermato Davide Corcione head of agency Yahoo Italia. “In poco più di 12 mesi abbiamo riscontrato un crescente successo del native advertising sia come risultati sulle campagne sia come volumi di investimento da parte dei clienti, e il formato video contribuirà ad accrescere ulteriormente questo trend positivo”. Con i video app install ads, gli esperti di marketing e gli sviluppatori di app possono promuovere le loro app su Yahoo e migliaia di altre app su Yahoo Gemini. Le ricerche di Yahoo mostrano che i consumatori che scaricano le app dopo aver guardato un trailer le utilizzano con una frequenza maggiore del 40% e per un tempo superiore del 20% ogni volta, rispetto a quanto accade con le normali display install ads.

  • Mercato La stagione di Sky punta sulla multicanalità; la concessionaria diventa Sky Media e valorizza l’offerta

    DailyMedia 16/09/2015

    E’ Sky Media il nuovo nome di Sky Pubblicità. Lo ha rivelato ieri, mostrandone anche il relativo nuovo logo, il direttore della concessionaria, Daniele Ottier, durante la presentazione dei palinsesti della piattaforma satellitare. Era quindi giusta l’anticipazione di due giorni fa di DailyMedia relativa al fatto che la struttura avrebbe assunto una nuova denominazione più consona alla vocazione sempre più multimediale di Sky, tra pay tv, reti sul digitale terrestre in chiaro, il mobile con SkyGo (di cui sono stati presentati nuovi formati pubblicitari) e l’OTT di Sky Online. In particolare, ha spiegato Ottier, la concessionaria valorizzerà i risultati dello sport, dove Sky non è più nano share sui micro target ma è in grado di fare grandi audience (v. il Moto GP a Misano). L’offerta sport e calcio assicura frequenza (per il numero di eventi in settimana) e capillarità (grazie anche alla Serie B) con nuovi formati soprattutto su tablet e pc, Stesso discorso per XFactor e l’On Demand, forte di 1,7 milioni di abbonati e che genera il 10% della raccolta legata alle serie tv. Durante gli upfront che si sono tenuti al Teatro degli Arcimboldi, a Milano, sono state inoltre illustrate anche le nuove iniziative di programmazione per il canale 8, vale a dire MTV – di cui Sky Media cura la raccolta dal 13 settembre – che, dal 19 settembre, ospiterà in differita le partite della Nazionale italiana ai Mondiali di rugby. In effetti, con una stagione ricca di esclusive, prime tv e produzioni originali, il broadcaster di cui è a.d. Andrea Zappia si conferma come la prima media company in Italia, soprattutto grazie all’offerta di intrattenimento, sport e cinema. Su quest’ultimo fronte, Sky schiera 12 canali, tutti in alta definizione, oltre 2.000 film all’anno e oltre 300 prime visioni, registrando una tra le più alte percentuali di penetrazione nel parco abbonati nel panorama mondiale delle pay con oltre il 70%. Per dare la cifra dell’offerta-cinema di Sky, il 65% dei nuovi film usciti dalle sale nel 2014 è in onda solo su Sky Cinema. Il prodotto italiano continua a essere l’asse portante. Dal 2011 a oggi, inoltre, Sky Cinema ha creato ben 17 canali tematici temporanei, che ottengono ascolti di gran lunga superiori alla media dei canali, con una crescita degli ascolti fino al 500%. Altri canali arriveranno nei prossimi mesi, a partire da Sky Cinema 007 (dal 9 ottobre), il ritorno di Sky Cinema Star Wars e, a dicembre, di Sky Cinema Christmas. Non mancheranno ovviamente titoli internazionali attesi, come L’amore bugiardo – Gone Girl, Exodus – Dei e re, Selma, The Imitation Game, Whiplash e Birdman. Rappresentati anche i generi d’animazione e per la famiglia: dalla prima tv di Big Hero 6 (dal 21 settembre), a I pinguini di Madagascar, Cenerentola e Notte al museo. Il 25 del mese ci sarà I bambini sanno, di Walter Veltroni, mentre il 30 ottobre, in occasione della chiusura dell’Expo 2015 che si terrà il giorno successivo, su Sky Cinema Cult arriva Milano 2015. Lo sport offre in particolare il meglio del calcio, per un totale di oltre 2.000 partite live, di cui quasi 1.800 in esclusiva. E oltre 4.500 ore di sport mondiale, iniziando dal rugby per finire con la F1. Con l’avvio del campionato di Serie A, gli ascolti dei canali Sport e Calcio hanno registrato lo share più alto di sempre. Record per domenica 23 agosto, con il 5,7% nelle 24 ore e secondo miglior share mai registrato per domenica 30 agosto con il 5,49%, sempre nelle 24 ore. Per lo sport targato Fox, dai top player della Premier League inglese ai talenti della Bundesliga tedesca fino alla Liga spagnola. Senza dimenticare Eredivisie e FA Cup. Per quanto riguarda l’intrattenimento, Sky Uno presenta 8 produzioni originali in onda per 10 mesi. Da X Factor, la cui nuova stagione ha debuttato giovedì scorso segnando 3 record (miglior esordio di sempre con 1.525.000 spettatori medi, miglior permanenza di sempre al 78%, e traffico raddoppiato sui social media rispetto alla prima puntata del 2014) a Master Chef (con Antonino Cannavacciuolo quarto giurato), Italia’s Got Talent, E poi C’è  Cattelan e, tra le novità del 2016, Top Gear. La stagione vedrà nascere inoltre un nuovo progetto firmato Claudio Bisio, una comedy challenge che vedrà protagonisti i comici del futuro. Novità per X Factor, la conduzione di Aurora Ramazzotti per X Factor Daily, la striscia quotidiana in day time da ottobre. Italia’s Got Talent conferma la giuria, mentre in conduzione ci sarà Lodovica Comello, la star di Violetta. L’appuntamento non sarà solo più in prime time: Lucilla Agosti e Rocco Tanica condurranno infatti la nuova striscia quotidiana in day time. A condurre Top Gear saranno invece Guido Meda – a capo della redazione Motori e vice direttore di Sky Sport – e Joe Bastianich, a cui si unirà un terzo conduttore. La terza stagione di Junior Masterchef riparte con l’arrivo in giuria dello chef Gennaro Esposito. Torna anche Alessandro Borghese con 4 Ristoranti. Su Sky Atlantic, Texas Rising è già partito, mentre il 29 settembre arriva l’atteso seguito di Les Revenants, che sarà seguito da The Leftovers e Aquarius. Il 13 novembre debutta The Last Panthers e, poi, arriva anche Deutschland 83. Prima produzione originale Sky a debuttare su Sky Atlantic HD è In Treatment 2, dal 23 novembre, mentre a dicembre sarà la volta della seconda stagione di Fargo. Inaugurano il 2016 Vinyl, la nuova serie di Mick Jagger e Martin Scorsese, Corrado Guzzanti con Dov’è Mario, e Rectify. Dal 6 ottobre su FoxLife arriva Il contadino cerca moglie, presentata da Simona Ventura. Sky Arte HD con 7 Meraviglie continuerà a svelare nella nuova edizione in onda a giugno, storia e particolari inediti dei monumenti italiani più celebri. E a fine settembre arriva l’ultimo appuntamento con Ligastory – Aspettando Campovolo. Dal 29 settembre debutta la serie Muro, che accosterà a 8 città italiane l’esperienza dei più importanti artisti della Street Art. Non mancherà un grande progetto musicale in collaborazione con Sky Uno su Franco Battiato. Su Sky TG24 non mancheranno gli speciali e le cover story: oltre a tenere alta l’attenzione sui temi già trattati con i cicli d’inchiesta “Pubblico spreco”, “Dissesto doloso” e “Le mani sul Paese”, saranno affrontati nuovi argomenti come l’abusivismo e il futuro dell’euro. Parte anche “Cronache di Frontiera”, narrazione in presa diretta, senza alcuna intermediazione, della vita nel quartiere di Tor Bella Monaca. Confermata infine anche la nuova edizione de “L’Intervista” di Maria Latella.

  • Mercato Gli Hazan comprano la quota di Finelco in capo a RCS MG; nasce il polo radiofonico con Mediaset

    DailyMedia 16/09/2015

    Nasce un nuovo polo radiofonico sul mercato italiano, frutto dell’accordo tra Mediaset e la famiglia Hazan. Sotto l’ombrello della nuova società, che dovrebbe essere presto costituita, confluiranno le tre emittenti del Gruppo Finelco, Radio Montecarlo, R105 e Virgin Radio, e R101, di cui a fine mese sarà formalizzato il passaggio dell’80% del capitale da Mondadori (che manterrà il 20%) a Mediaset. A guidare il nuovo gruppo dovrebbe essere, secondo indiscrezioni, l’imprenditore Alberto Hazan. L’accelerazione al progetto di fusione è stata data ieri dal diritto di prelazione esercitato dalla famiglia Hazan per acquistare da RCS Mediagroup il 44,5% di Finelco arrivando a controllare la totalità delle quote. La mossa a sorpresa della famiglia Hazan ha ribaltato così la scelta fatta da via Solferino un mese fa di cedere la propria partecipazione alla società veicolo Blue Ocean, dietro la quale come investitore di maggior peso ci sarebbe il fondatore di “Striscia la notizia”, Antonio Ricci. L’operazione di ieri, comunicata dall’editore del Corriere della Sera, è avvenuta attraverso Unibas Sgps Lda e Marina Berrino, due soci di minoranza della Finelco che avrebbero dunque agito nell’interesse degli Hazan. Confermati i termini del preliminare siglato a luglio con la Blue Ocean, vale a dire il corrispettivo dell’operazione, incassato ieri, pari a 21 milioni di euro, a cui si aggiungerà un ulteriore milione al verificarsi di alcune condizioni entro il 31 dicembre 2015. Con questa vendita, procede dunque il piano di dismissione di partecipazioni non core da parte di RCS MediaGroup. E in effetti, sempre ieri, Mediaset ha comunicato di aver acquisito azioni con diritto di voto pari al 19% del capitale sociale di RB1 Spa, che detiene assieme ai soci fondatori il 92.8% di Gruppo Finelco S.p.A. La famiglia Hazan mantiene la maggioranza delle azioni con diritto di voto. Mediaset ha inoltre acquisito le azioni di RB1 Spa senza diritto di voto, pari al 50% del capitale sociale. Nell’ambito degli accordi è prevista la facoltà di Mediaset di incrementare la propria partecipazione, ferme restando le necessarie autorizzazioni regolamentari. “L’investimento nel primo gruppo radiofonico italiano – tre emittenti nazionali con oltre 8 milioni di ascoltatori al giorno – si inserisce nella nuova linea di sviluppo Mediaset orientata all’emittenza radio, un mezzo moderno e vivace che sta registrando audience sempre più interessanti – recita il comunicato -. L’operazione rappresenta inoltre un investimento di carattere crossmediale che assicura importanti sinergie con l’industria televisiva, sia in termini diproduzione e distribuzione di contenuti sia in termini di raccolta pubblicitaria”. A questo proposito, ci si può aspettare una possibile confluenza sotto l’ombrello di Mediamond.

  • Mercato Nielsen: nei primi sette mesi dell’anno investimenti pubblicitari in calo del 2,7% a perimetro omogeneo, parità con le stime di search e social

    DailyMedia 14/09/2015

    Ancora calo per gli investimenti pubblicitari nei primi sette mesi dell’anno. Nielsen indica che il mercato si riduce del 2,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, al netto dei dati relativi al search e al social che non vengono rilevati ufficialmente. Secondo le stime di Nielsen, infatti, includendo questi mezzi (principalmente Google e Facebook) il mercato chiuderebbe con un sostanziale pareggio. Lo ribadisce anche il presidente di UPA, Lorenzo Sassoli de Bianchi, in una nota: “I primi sette mesi dell’anno chiudono in pareggio, nonostante l’effetto dei Mondiali di calcio dello scorso anno, quindi la tenuta complessiva del mercato, che comprende tutta l’area digital, è costante negli ultimi mesi e va consolidandosi. A ciò si aggiungano i segnali positivi che arrivano dai dati sui consumi (+2,1%), sul PIL (+1,1%) e sulla fiducia degli italiani (l’indice a 109, da 106 ad agosto) e la conferma che il mercato della pubblicità possa chiudere quest’anno tra il +1% e il +2% appare più che realistica”. Sulla base del perimetro monitorato nel dettaglio, gli investimenti complessivi si attestano a quota 3.620.000 contro il 3.721.000 del 2014. Nel solo mese di luglio il calo è del 2,2%. Il tema dei Mondiali influenza ancora l’andamento del mezzo televisivo, in discesa del 5,6% a luglio e a -3,2% nei sette mesi. Lo stesso si può dire per i quotidiani, che da gennaio a luglio cedono l’8,4% dei fatturati pubblicitari. I periodici contengono le perdite al 2,8% grazie alla positiva performance di luglio che influenza anche la radio, in consolidamento con andamenti sensibilmente migliori della media di mercato in crescita del 9,1%. Il web riduce il proprio disavanzo a luglio (-0,9%), chiudendo i sette mesi in calo del 2,6%. Questo dato non tiene conto delle stime su search e social di cui sopra, incluse le quali il mezzo digitale crescerebbe dell’8% nel periodo preso in considerazione. Tra i mezzi che registrano trend positivi resta l’out of home. Trainati da Expo 2015, l’outdoor chiude a +5,8%, il transit a +17,7%, l’out of home tv a +2,6%. Il cinema resta stabile a -0,3% e il direct mail perde il 3,7%. Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano nove in crescita o intorno alla parità, con un apporto di circa 57 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nei primi 7 mesi: alla crescita di alimentari (+4%, circa 8,8 milioni) e farmaceutici (+5,9%, circa 11,5 milioni), si contrappone il calo di finanza/assicurazioni (-3,5%, circa 6,6 milioni), automotive (-3,3%, circa 11,9 milioni) e telecomunicazioni (-13,1%, circa 30,1 milioni). I maggiori apporti alla crescita arrivano dai servizi professionali (+16,7%), gestione casa (+4,8%), oggetti personali (+4,5%) ed enti/ istituzioni (+8,9%). “Una parità sui primi sette mesi, anche alla luce del fatto che ci si confronta con l’anno dei Mondiali – commenta in una nota Alberto Dal Sasso, Advertising Information Service Business Director di Nielsen – è comunque un segnale incoraggiante. I recenti dati di ripresa dei consumi a luglio e di timida crescita del PIL potrebbero lasciare intravedere una chiusura dell’anno in positivo per l’intero mercato della pubblicità, considerando l’intera fetta del web”.

  • Nielsen – Nei primi sette mesi mercato in pareggio. Il totale web adv in crescita

    DailyNet 14/09/2015

    Il mercato degli investimenti pubblicitari nei primi sette mesi dell’anno chiude con un sostanziale pareggio, considerando anche la porzione web (principalmente search e social) attualmente stimata da Nielsen. Sulla base del perimetro monitorato nel dettaglio, si registra un calo del 2,7% (pari a circa 101 milioni) rispetto agli stessi mesi del 2014 e del 2,2% per il solo luglio. Relativamente ai singoli mezzi, la tv continua a risentire maggiormente dell’assenza dei Mondiali di calcio, con un decremento del 5,6% per il singolo mese, che porta il periodo cumulato gennaio–luglio a -3,2%. Il confronto con i Mondiali condiziona anche l’andamento dei quotidiani, che chiudono i primi 7 mesi a -8,4%. Le discrete performance di periodici e radio a luglio, invece, si ripercuotono positivamente anche sul periodo cumulato, facendo registrare un calo più contenuto dei magazine rispetto al resto dell’anno (-2,8%) e una consolidata crescita della radio, che chiude a+9,1% nel periodo, rimanendo al di sopra della media del mercato. Internet riduce le perdite a luglio (-0,9%), con un decremento del 2,6% nel periodo gennaio-luglio. Sulla base delle stime di Nielsen relative al totale del web advertising, aggiungendo dunque la porzione di mercato di search e social, il digitale crescerebbe dell’8% nei sette mesi. Continua l’ottimo momento di tutto il mondo dell’out of home che, trainato da Expo, segna un mese di luglio sensibilmente positivo che permette di chiudere i primi 7 mesi in terreno decisamente positivo: +5,8% per l’outdoor, +17,7% per il transit e +2,6% per l’out of home tv. Cinema e direct mail registrano rispettivamente stabilità (-0,3%) e decrescita (-3,7%) per il periodo cumulato. Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 9 in crescita o intorno alla parità, con un apporto di circa 57 milioni di euro.

  • ProgrammaticAdv Rai, accordo con Rubicon Project per la vendita automatizzata dell’adv

    DailyNet 11/09/2015

    Una delle più antiche concessionarie nazionali ha abbracciato la tecnologia più avanzata sul mercato dell’adv. Considerata sotto questa luce, la collaborazione tra Rai e Rubicon Project ha una risonanza storica. Da ieri, gli inventari Rai di alta qualità di tutti i portali mobili Rai.tv e Rai.it, così come le offerte di app, sono a disposizione degli inserzionisti italiani tramite la piattaforma di Rubicon Project. Gli spazi adv di tutti i siti saranno assegnati attraverso l’automated advertising. Fabrizio Piscopo, amministratore delegato di Rai Pubblicità, ha dichiarato: “Crediamo fermamente nel potere dell’automazione della pubblicità e la scelta di collaborare con Rubicon Project lo dimostra chiaramente. L’automazione della pubblicità non solo rende più efficiente il processo di acquisto e vendita, ma assicura anche una maggiore efficacia. Ciò significa che il nostro pubblico in tutto il paese sarà esposto a messaggi più pertinenti basati sui suoi interessi con nuove soluzioni native. L’automazione sta liberando il comparto nel suo complesso e, ora, le agenzie di media sono in grado di offrire agli inserzionisti un livello di servizio superiore, mentre le agenzie creative stanno sviluppando contenuti più mirati. Attendiamo con ansia i risultati di questa collaborazione perché andrà a beneficio di tutti gli operatori del settore”. «Abbiamo sancito un pezzo della storia della comunicazione in Italia, perchè stiamo portando una delle più antiche concessionarie nazionali di spazi pubblicitari in programmatico, ed è soprattutto un’azienda statale. Con tutto quello che questo status comporta. In Rai hanno un approccio programmatico molto razionale, lo vivono come un ulteriore fonte di remunerazione rispetto al loro reparto vendita, con cui non entreremo in competizione. L’accordo ci impegna nella vendita degli spazi display e mobile in modalità programmatic. Per quanto riguarda il video, hanno preferito continuare a utilizzare logiche di direct sale. Questa collaborazione rafforza il nostro piazzamento premium e valorizza le sue inventory di qualità», ha commentato a DailyNet Sara Buluggiu, country manager per l’Italia e sales director per il Sud Europa di Rubicon Project. L’incontro nella sede milanese di Rubicon Project è stata un’occasione per intervistare anche Jay Stevens, general manager di Rubicon Project. Recentemente avete fondato Pangaea Alliance. L’accordo con la Rai, che mette a disposizione deivostri clienti inventory di qualità, può essere il primo passo per replicare quel modello anche nel nostro paese? Stevens: «Pangaea è una cooperazione tra editori premium. La differenza tra Pangaea e le altre cooperative è la condivisione dei dati tra i vari attori. Non dico che in Italia non sia possibile un’organizzazione del genere, ma sicuramente ci vorrà del tempo prima che i publisher abbraccino questa logica. Proprio lunedì scorso abbiamo lanciato un progetto del genere in Argentina che raccoglie Clarín, La Nación, Perfil, Infobae y Telefe, e le sue pubblicazioni associate, e Radio Mitre. Si chiama Rpa Media Place. Ma in Italia c’è già qualcosa di simile: Gold5». Negli Stati Uniti, il 42% della spesa pubblicitaria è destinata al programmatic. A che punto è l’Europa? Stevens: «L’Uk, il mercato più sviluppato del Vecchio Continente in questo settore, si sta avvicinando a quei livelli. Anche la Francia possiede una grande sensibilità verso questa tecnologia. L’Italia è maturata molto in fretta, i publisher e i buyer sono stati molto bravi a sviluppare modi di utilizzare il programmatic trading. Negli Stati Uniti il programmatic assorbe grandi fette del budget adv, ma è basato sulle performance. In Italia e Francia, invece, ho visto molti tentativi per sfruttarlo anche in altre maniere, ad esempio per le campagne branding». Rubicon Project ha da poco annunciato la crescita del programmatic direct (+160%) e del programmatic mobile (+200%). Saranno questi i trend dell’immediato futuro? Stevens: «La crescita del mobile è ormai un dato di fatto, e Orders è stato importante per lo sviluppo di questo canale. Ha aggiunto una grande efficienza al buying process. Il programmatic, con il fiore all’occhiello del mobile, confermerà la sua ascesa anche nel 2016. Ho visto degli studi che comparano la crescita mobile nel Q1 e Q2 di quest’anno: il risultato è molto positivo. Le mie previsioni sono su questa falsariga, anche perché gli utenti spendono sempre più tempo sui device mobile e i marketer hanno compreso questa tendenza e, d’accordo con questa, stanno allocando i budget sul mezzo. La settimana scorsa abbiamo abilitato la possibilità di gestire con la nostra piattaforma anche preroll e midroll. Adesso, raccogliamo la domanda di display, video e mobile su un singolo marketplace dove i publisher possono offrire le loro inventory».

  • Importanti novità in casa StickyADS.tv.

    Engage.it, 9/09/2015

    La società specializzata nel fornire soluzioni software per i private exchange nel video programmatic ha infatti annunciato la nascita di un nuovo tool per i publisher e l’arrivo, alla guida delle sedi italiana e spagnola, di Luca Morpurgo.

    Da oggi StickyADS.tv mette a disposizione dei publisher StickyDirect, un tool che utilizza il programmatic per consentire ai publisher di promuovere direttamente le proprie offerte e pacchetti e fornisce un sistema di acquisto intelligente oltre a un’interfaccia facile e performante che consente ai compratori di trovare facilmente i prodotti in offerta, evitando di dover analizzare inutilmente lunghi elenchi di URL.

    “StickyDirect – recita la nota ufficiale – può essere paragonato a un grande shopping center dove i publisher espongono i loro prodotti e i buyer possono facilmente verificarne la loro disponibilità”.

    Un prodotto che garantisce ai publisher il controllo totale della loro offerta video, consentendo di trasformare il tradizionale media kit in programmatic, mostrando così il proprio valore e contestualizzazione ai potenziali clienti e promuovendo aggiornamenti delle loro offerte in tempo reale prima che siano vendute tramite DSP.

    Il Direct Programmatic è una tipologia di compravendita automatizzata di spazi che sta registrando negli ultimi tempi un enorme successo: studi stimano che nel 2016 arriverà a rappresentare il 42% della spesa in programmatic advertising negli Stati Uniti.

    «Il direct programmatic offre il meglio dei due universi: l’efficienza del programmatic advertising combinato con il più tradizionale approccio di commercializzazione basata sulle relazioni tra il publisher e l’investitore – ha commentato Hervè Brunet, ceo e co-founder di StickyADS.tv -. Il concept di StickyDirect ha preso spunto da Upfront TV, dove i broadcasters promuovono e vendono le loro proposte per la televisione in eventi prefissati e a cadenza biennale. StickyDirect utilizza lo stesso concetto per il programmatic advertising con la differenza della disponibilità continua per tutto l’anno grazie ad un’interfaccia molto performante ed interattiva. E’ uno strumento incredibilmente potente che crediamo aiuterà ad aumentare la trasparenza e il valore del prodotto nel mercato, semplificando nello stesso tempo i processi di interscambio tra editori e investitori».

    Intanto, in casa StickyAds arriva Luca Morpurgo, fino allo scorso luglio a.d. della concessionaria Populis Engage, che opererà nella sede di Milano con il ruolo di country manager Italia e Spagna. Si arricchisce quindi il numero di italiani nel management della società, già forte del contributo di Massimo de Magistris, general manager dell’area Emea.

    Questo il primo commento rilasciato da Luca Morpurgo, che abbiamo contattato telefonicamente: «Sono molto felice di mettere la mia esperienza a servizio di un mercato come quello del programmatic video, in cui l’Italia ha iniziato adesso a muoversi con decisione, ma in cui credo ci siano grandissimi spazi di crescita. E sono felice di farlo in StickyAds, società leader assoluta in Europa, che cresce a ritmi vertiginosi grazie a prodotti di straordinaria efficacia, semplici da usare e che restituiscono ai publisher il completo controllo della propria inventory video».

    Per Luca Morpurgo, l’uscita da Populis Engage è contestuale alla riorganizzazione dell’attività del Gruppo Populis in Italia.

    Anche a seguito dell’interruzione (avvenuta alla fine dello scorso anno) della collaborazione con ilfattoquotidiano.it, di cui Populis Engage raccoglieva la pubblicità, la società ha deciso di smettere di operare come concessionaria su siti terzi e puntare a livello editoriale esclusivamente sul brand Blogo.

    A tal fine, nel mese di giugno è stato operato uno spin off da Populis Srl di Blogo, che ora opera come società editoriale autonoma (di cui a.d. è Salvatore Esposito) e gestisce internamente la raccolta attraverso una rete commerciale guidata da Alessandro Pugliese con il ruolo di sales director di Blogo.it, mentre il marchio Populis Engage ha di fatto smesso di essere utilizzato, con la forza vendita in gran parte riassorbita dalla stessa Blogo.

    Morpurgo resterà comunque legato al gruppo Populis almeno fino alla fine dell’anno, in qualità di consulente.