Autore: bruno.cover@gmail.com

  • Dati Osservatorio Stampa FCP Gennaio 2019

    L’Osservatorio Stampa FCP ha raccolto i dati relativi al mese Gennaio 2019 raffrontati con il corrispettivo 2018.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -15,3%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo a fatturato -15,9% e a spazio -4,6%.
    Le singole tipologie segnano rispettivamente:
    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -17,9% a fatturato e -17,4 %a spazio.
    La pubblicità Commerciale locale -9,0% a fatturato e -0,2% a spazio.
    La tipologia Legale ha segnato -18,2% a fatturato e -23,6% a spazio.
    La tipologia Finanziaria ha segnato -34,8% a fatturato e -38,5% a spazio
    La tipologia Classified ha segnato -17,4% a fatturato e -4,1% a spazio.

    I periodici segnano un calo sia a fatturato del -13,0% che a spazio del -8,9%.
    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -11,9% e a spazio del -15,4%.
    I Mensili segnano un calo a fatturato -20,3% e a spazio -4,3 %.
    Le Altre Periodicità registrano un andamento positivo sia a fatturato +48,6% che a spazio +27,9%.

    FCP - icona per file ACROBAT PDF Osservatorio Stampa FCP- Gennaio 2019

  • Dati FCP-Assointernet: nel 2018 giro d’affari in crescita del 4,3% a 478,4 milioni di euro

    DailyMedia 31/01/2019

    Nel 2018 la pubblicità online ha chiuso con un progresso del 4,3% per un totale di 478,4 milioni di euro. E, forse per la prima volta, il mobile ha acquisito una quota rilevante nel settore, a oltre il 25% del totale. Cala la componente legata al desktop, in contrazione del 2,5%. Per quanto riguarda dicembre, il mese si è confermato come quello capace di generare il maggior giro d’affari, seppur in leggero decremento a 54,6 milioni (-0,3%). Giorgio Galantis, Presidente di FCP-Assointernet ha affidato a un comunicato il suo commento: “Il fatturato del web monitorato dall’Osservatorio FCP-Assointernet risulta a chiusura d’anno pari a 478,4 milioni, in crescita del +4,3%, circa 20 milioni di incremento verso il 2017. Dicembre si conferma per volume il mese più importante ed eguaglia di fatto l’anno precedente. Da sottolineare il fatturato della componente Smartphone che da un’incidenza sul totale del 20,2% nel 2017, passa al 25,3% nel 2018, superando i 121 milioni di euro. Si chiude un anno in cui le concessionarie FCP-Assointernet hanno continuato a lavorare su diverse componenti dell’offerta per garantire un prodotto sempre più rispondente ai driver qualitativi del mercato: brand safety, ad fraud e trasparenza in primis, attraverso un dialogo aperto con gli spender e le loro agenzie, così come con le associazioni aderenti al Libro Bianco, con la convinzione che l’ulteriore sviluppo del nostro mercato passi attraverso la qualità dei prodotti editoriali che le concessionarie FCP sono oggi in grado di proporre. Anche sul tema delle misurazioni, le concessionarie aderenti hanno svolto un ruolo fondamentale teso al miglioramento delle tecnologie oggi a disposizione sul mercato. Tale impegno proseguirà anche nel 2019, con l’auspicio che il perimetro di FCP-Assointernet, composto da 23 concessionarie, possa essere un riferimento ancora più rilevante per le scelte di investimento delle aziende e dei loro centri media”.

  • Settembre 2018

    L’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di Settembre 2018.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo Radio registra nel mese di Settembre 2018 un dato pari a +0,1 rispetto al corrispettivo 2017. Tale dato corrisponde ad un fatturato totale di € 28.602.000,00.

    “Osservatorio FCP-Assoradio – Settembre 2018
    Il commento del Presidente FCP-Assoradio Fausto Amorese

    “Il fatturato pubblicitario del mezzo Radio a Settembre è stabile: +0,1% verso il 2017. Risultato più che positivo se consideriamo che il 2017 era cresciuto sull’anno precedente dell’11,7%. A chiusura del terzo quarter la crescita progressiva nei primi nove mesi si mantiene di conseguenza superiore alla media del mercato, +5,5%. Possiamo dire che la Radio rende e il mercato ci crede. “La Radio rende” è anche il claim scelto per la campagna di sistema realizzata da “xG Publishing” per FCP-Assoradio, da poco terminata. Stiamo già lavorando con Mindshare alla edizione 2019 di RadioCompass che si terrà a Gennaio nelle piazze di Milano e Roma”.

    FCP - icona per file EXCEL XLSXTabelle _Assoradio_Settembre 2018

    FCP - icona per file ACROBAT PDFTabelle _Assoradio_Settembre 2018

    FCP - icona per file ACROBAT PDFRapporto_Assoradio_Settembre 2018

    FCP - icona per file POWER POINT PPTXPresentazione_AssoRadio_Settembre 2018

  • Settembre 2018

    L’Osservatorio Stampa FCP ha raccolto i dati relativi al periodo Gennaio-Settembre 2018 raffrontato con il corrispettivo 2017

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -7,4%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo a fatturato -6,3% e positivo a spazio +0,4%.
    Le singole tipologie segnano rispettivamente:
    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -4,3% a fatturato e +5,5 % a spazio.
    La pubblicità Commerciale locale -4,2% a fatturato e +0,3% a spazio.
    La tipologia Legale ha segnato -20,9% a fatturato e -12,3% a spazio.
    La tipologia Finanziaria ha segnato -2,4% a fatturato e +5,1% a spazio
    La tipologia Classified ha segnato -5,5% a fatturato e -15,2% a spazio.

    I periodici segnano un calo sia a fatturato del -9,1% che a spazio del -2,9%.
    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -7,6% e a spazio del -0,4%.
    I Mensili segnano un calo a fatturato -7,8% e a spazio -3,1 %.
    Le Altre Periodicità registrano -46,4% a fatturato e -29,7% a spazio.
    FCP - icona per file EXCEL XLSXTavola 1_Settembre 2018

    FCP - icona per file EXCEL XLSXTavole quotidiani_Settembre 2018

    FCP - icona per file EXCEL XLSXTavole periodici_Settembre 2018

    FCP - icona per file EXCEL XLSXGRUPPI PERIODICI_Settembre 2018

    FCP - icona per file ACROBAT PDFRapporto_Assoquotidiani_Assoperiodici_Settembre 2018

    FCP - icona per file POWER POINT PPTXPresentazione_AssoquotidianiAssoperiodici_Settembre 2018

  • Ottobre 2018 – Quotidiani e Settimanali

    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di Ottobre 2018 per le testate a periodicità quotidiana e settimanale.

    FCP - icona per file EXCEL XLSXQUOTIDIANI OTTOBRE 2018

    FCP - icona per file EXCEL XLSXSETTIMANALI OTTOBRE 2018

  • Settembre Mensili 2018

    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di Agosto 2018 per le testate a periodicità mensile.

    FCP - icona per file EXCEL XLSXMENSILI SETTEMBRE 2018

  • Settembre 2018 – Quotidiani e Settimanali

    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di Settembre 2018 per le testate a periodicità quotidiana e settimanale.

    FCP - icona per file EXCEL XLSXQUOTIDIANI SETTEMBRE 2018

    FCP - icona per file EXCEL XLSXSETTIMANALI SETTEMBRE 2018

     

  • Agosto Mensili 2018

    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di Agosto 2018 per le testate a periodicità mensile.

    FCP - icona per file EXCEL XLSXMENSILI AGOSTO 2018

  • Media Rai Pubblicità chiude il 2018 a 744 milioni di euro, Gian Paolo Tagliavia è il nuovo amministratore delegato

    DailyMedia 28/01/2019

    Gian Paolo Tagliavia sarà il nuovo amministratore delegato di Rai Pubblicità. L’ex direttore dell’area Digital della Rai era già stato indicato settimane fa per l’incarico (vedere DailyMedia del 28 novembre 2018, ndr) cui è stato designato giovedì scorso dal consiglio di amministrazione della Rai. Il CdA ha inoltre confermato Antonio Marano alla presidenza della concessionaria e ha nominato i nuovi consiglieri, che sono Beatrice Coletti, Giampaolo Rossi e Maria Pia Ammirati. Il 2018 di Rai Pubblicità si chiude con ricavi per 744 milioni di euro (633 milioni netti), in calo del 2,6% rispetto all’anno precedente. Gli ultimi due mesi del 2018 sono andati bene, e questo gennaio si prospetta vicino al pareggio; per febbraio si delinea una performance molto buona del Festival di Sanremo. Il Piano industriale 2019-2021 L’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini ha presentato al CdA il Piano industriale 2019-2021 ancora da approvare. Tenendo conto delle evoluzioni del settore sia a livello nazionale, sia internazionale, i palinsesti dovranno essere sempre più “cuciti su misura” dei bisogni dei consumatori e nell’ottica di migliorare l’esperienza di visione. Per questo le reti saranno coordinate da una direzione di distribuzione. I contenuti dovranno essere concepiti in ottica innovativa e di multifruizione, in linea con quanto fanno i broadcaster internazionali; nascono così le nuove direzioni Rai Format e Rai Doc “che avranno come obiettivo quello di dare impulso all’industria creativa italiana, coinvolgere e far crescere produttori indipendenti e giovani autori. Per le due direzioni si fanno rispettivamente i nomi di Andrea Fabiano (ex direttore di Rai2 e prima ancora di Rai1) e di Maria Pia Ammirati. Il Piano annuncia anche la nascita di un canale in inglese, che conterrà l’informazione in lingua e di natura istituzionale. Il Cda Rai ha anche approvato la proposta di esercitare l’opzione per l’acquisto del pacchetto collegato ai diritti tv per la Champions League 2019-2020, nonché approvato l’aggiornamento del piano anticorruzione per il triennio 2019- 2021. Il piano per l’informazione Per quanto riguarda l’area dell’informazione, il Piano di Salini prevede uno sviluppo in tre fasi. In primo luogo, il rafforzamento del polo all news con la creazione di una testata digitale che potrebbe essere affidata alla direzione di Milena Gabanelli. A questa prima fase seguirà il potenziamento della testata digitale con lo sport e l’informazione istituzionale. Successivamente sarà realizzata l’integrazione dei poli informativi in una news room di flusso mantenendo i marchi di punta dell’informazione Rai e rafforzandone la loro storica identità. In questo piano assume un ruolo centrale la piattaforma Rai Play che produrrà contenuti esclusivi e nativi digitali, di cui presumibilmente si occuperà la direzione Format in collaborazione con il CRIT (Centro ricerche e innovazione tecnologiche) di Torino. I finanziamenti del piano arriveranno dalla ottimizzazione dei costi, che non prevedono alcuna contrazione occupazionale ma una minor sovrapposizione dei palinsesti, oltre alla riduzione delle inefficienze e alla revisione dei fabbisogni del settore informazione che per la Rai resta cruciale. Le nuove nomine Cambio della guardia anche a Rai Com, dove approdano Monica Maggioni in qualità di amministratore delegato, e i nuovi consiglieri Igor De Biasio e Roberto Ferrara mentre resta confermata Silvia Calandrelli. La presidenza è stata affidata al presidente della Rai Marcello Foa che, così come i nuovi consiglieri, rinuncerà agli emolumenti relativi ai nuovi incarichi. Per quanto riguarda Rai Sport, diretta da Auro Bulbarelli, sono confermati alla vice direzione Enrico Varriale e Bruno Gentili, a cui si aggiungono Raimondo Maurizi, Alessandra de Stefano, Gianni Cerqueti e Marco Civioli che dovrebbe avere la delega per la redazione di Milano. Alla vicedirezione di Rai Parlamento, guidata da Antonio Preziosi, siedono Per Rai Parlamento i vicedirettori sono Alfonso Samengo, Fulvio Meconi, Susanna Petruni e Iman Sabbah.

  • Mercato “RadioCompass” celebra un mezzo in salute, che ha chiuso il 2018 con un progresso del 5,5%, profila nuovi consumatori e ha una forte efficacia pubblicitaria

    Daily Media 24/01/2019

    I l mercato della pubblicità in radio chiude il 2018 con una crescita del 5,5% sul 2017, contro il 3/3,5% previsto. Lo ha detto ieri il Presidente di FCP-Assoradio, Fausto Amorese, che, insieme a Massimo Martellini (Presidente di FCP), ha aperto la quarta edizione del convegno “RadioCompass”, organizzato da Mindshare con le concessionarie Manzoni, Mediamond, Openspace, Rai Pubblicità, RDS Advertising, 24 ORE System e Teamradio. Il dato è stato, poi, confermato da GroupM in base alle sue analisi. Il convegno si è tenuto a Milano, presso la sede del Sole 24 Ore e replica oggi a Roma, allo Spazio Novecento. Il comparto raggiunge, quindi, un fatturato complessivo di circa 427,5 milioni di euro, rispetto ai poco oltre 405 milioni dell’anno precedente, grazie alla spinta decisiva giunta durante la parte finale dell’anno dalle campagne legate all’introduzione della fatturazione elettronica. Ha dato un contributo anche la campagna “La radio rende”, firmata da Trip Multimedia Group, promossa dal comparto stesso e rivolta, in particolare, alle piccole e medie imprese che ancora non investono in radio o investono poco, andata in onda tra la fine dell’estate e in autunno. “La radio rende” è anche il pre secondo le analisi di GroupM, ha realizzato nel 2018 un +0,9% (+5% cumulato negli ultimi quattro anni), anche il trend della radio ha contribuito in modo importante a quello complessivamente migliorativo dello spending pubblicitario lo scorso anno. Anno che, invece, per completare il panorama, vede il Gruppo guidato da Massimo Beduschi indicare un saldo negativo per la stampa del 7,4% e del 2% per l’out of home, con il cinema al +8%. Le valutazioni per il 2019 Per quanto riguarda il 2019, per ora sempre GroupM conferma la stima del +1% già rilasciata, ma lo stesso Binaghi ha anticipato che il pur moderato ottimismo si sta ora scontrando con un trend tutt’altro che brillante – per quelle che sono le prime evidenze – della televisione a gennaio, con analoghe sensazioni per febbraio: un andamento che, a quanto ci risulta, dovrebbe essere negativo in modo importante e che, nei prossimi mesi, bisognerà vedere se sarà stato occasionale o diventerà strutturale. In quest’ultimo caso, si sta già facendo strada la convinzione tra gli operatori che potrebbe favorire un saldo in calo rispetto ai forecast lievemente positivi, se non addirittura negativo per l’intero anno. C’è anche da dire che nel 2019 non ci saranno importanti eventi sportivi e che per Mediaset varrà la regola del rimbalzo tecnico dopo i vantaggi di cui ha beneficiato nel 2018 grazie ai Mondiali di calcio. Vero che gennaio è un mese “breve” e tradizionalmente non ricco per gli investimenti ma, sempre per quanto riguarda la tv, la penalizzazione pare venire soprattutto dal ritardo del settore auto. Al contrario, proprio la radio sembra che stia soffrendo meno in questo primo bimestre, anche grazie al fatto che viene sempre più utilizzata, in logica geolocalizzata, dalla grande distribuzione. tema centrale e il titolo del convegno di ieri e oggi. In primo luogo, si è avuta la conferma che si tratta di un mezzo molto diffuso, che raggiunge il 65% degli italiani. «Un mezzo ecumenico – fa notare il Chairman e Ceo di Mindshare, Roberto Binaghi – nonché leader presso il target commerciale dai 15 ai 54 anni, con una copertura superiore al 75%». È un mezzo resiliente, che ha superato la prova del tempo e l’aggressività di altri mezzi, come la tv prima e, oggi, internet. Anzi: negli ultimi anni ha registrato la crescita dei ricavi pubblicitari più alta (+23%) tra i mezzi di comunicazione dopo il boom del digitale, che ha fatto il +43%, e distaccando di molte lunghezze la tv (+5%). A fronte di una sostanziale stabilità degli ascoltatori, 35 milioni circa nel giorno medio e poco meno di 44 milioni nei sette giorni, cresce a 3:30 ore il tempo di ascolto medio giornaliero. Le analisi condotte da Mindshare e FCP mostrano anche un 9% in più dell’attenzione prestata alla radio rispetto al 2016. Inoltre, cresce l’efficacia del mezzo come fonte di raccomandazione per un prodotto (+10%), anche per andarlo a provare (+31%). «La radio, in Italia, è passione, ma è anche il mezzo più efficiente in termini di rapporto costo-contatto, che è un terzo di quello tv» ha sottolineato sempre Binaghi. Infine, la radio convive pacificamente con internet e, anzi, trova nel digitale una sorta di “gemello diverso” con cui condivide molte caratteristiche del target. La ricerca GroupM Quest’anno Federica Setti e Antonello D’Elia, rispettivamente Chief Research Officer e Consulting Manager di GroupM, hanno indagato sulla relazione con la radio di otto tipologie di italiani, individuate grazie all’utilizzo dei dati ottenuti attraverso la piattaforma DMP proprietaria [m] Core. Oltre 50 milioni di interazioni giornaliere e di 360 categorie di interessi hanno permesso di ridefinire i confini della ricerca di base, rielaborata, poi, attraverso due analisi integrate, una fattoriale e una dei cluster, per restituire l’immagine dell’Italia di oggi e per fare un focus sui pubblici della radio. Gli italiani risultano “riclassificati” in otto categorie che offrono, ognuna in modo diverso, opportunità di business per il mercato. Ci sono le “Active Family”, 3,5 milioni di individui (10,8% popolazione), in prevalenza mamme tra i 25 e i 44 anni molto assorbite dalla famiglia. Il 65% di loro ascolta la radio tutti i giorni, in casa e in orari che gli altri media fanno fatica a raggiungere; usano bene il digitale. I “Money Seeker” sono 4,1 milioni (12,5% popolazione), uomini nella fascia 34-44 che puntano al successo personale e professionale. Il 72% ascolta la radio in ufficio per le news e le hit musicali. Si interessano di finanza, tecnologia, vita notturna, comperano beni e servizi alla moda e vicini al lusso accessibile. Gli “Small Business” sono le partite Iva: 3,6 milioni di persone (11% popolazione), di cui il 73% ascolta la radio tutti i giorni, soprattutto in auto. Conoscono molto bene palinsesti, programmi e personaggi. Per loro, la radio rappresenta un mezzo rilevante sia per la comunicazione dei servizi professionali sia per i consumi. I “World Citizen” sono oltre 4 milioni di persone (13,1% popolazione), di età giovane e centrale, con uno stile di vita dinamico e alla ricerca di esperienze di qualità. Non sono il core target della radio, ma hanno un rapporto intenso con il mondo audio, in rete e in streaming. Le “Socializer” sono 3,3 milioni (10% popolazione), prevalentemente donne tra i 18 e i 34 anni, e rappresentano una parte della popolazione che vive in simbiosi con i social. I loro interessi chiave sono lo shopping, il beauty & fashion, le celebrities e gli eventi dove possono incontrarle: per questo amano i brand radio che le portano vicino ai loro personaggi favoriti. Cinque milioni di “Nester” vivono in modo più semplice e tranquillo (16,1% popolazione), sono fedeli agli amici di sempre e hanno animali domestici. Coltivano interessi culturali di vario tipo, ascoltano la radio tutti i giorni (59%) come sottofondo mentre navigano in rete. Per questo target la radio è funzionale alla promozione di consumi legati all’intrattenimento e a mercati settoriali e tematici. L’”Open élite” è il profilo più evoluto, di oltre 2 milioni di persone (6,8% popolazione) e di età superiore ai 45 anni, sensibile all’estetica e ai temi sociali. Sono forti utenti radiofonici (66% tutti i giorni), ma anche forti consumatori di quotidiani e pay tv. Per loro, ascoltare la radio è la cosa più vicina alla lettura, quindi può essere un medium privilegiato anche per comunicare mercati di fascia alta e prodotti di qualità. Infine, i “Digital Mainstreamer”, 6,4 milioni di persone (19,7% popolazione) e rappresentano la pancia generalista della società. Sono il core target dei media di intrattenimento, social inclusi. Il 69% ascolta radio tutti i giorni e rappresentano il popolo di riferimento del mass market. L’efficacia della radio in cinque case history Il Managing Director di GroupM Consulting, Marco Brusa, e Pierluigi Pardo, giornalista sportivo con un passato da uomo di marketing come brand manager in P&G, hanno raccontato con l’ausilio delle metafore calcistiche i risultati di cinque campagne in cui la radio ha svolto un ruolo importante: Enel per il settore service, e altre quattro aziende nel campo airlines, finance, automotive e pharma. Nel primo caso, con il 12% del budget allocato su radio, i risultati del tracking Doxa su un campione rappresentativo della popolazione italiana hanno identificato il mezzo come quello con il riconoscimento più alto. Nel secondo caso, l’attività radiofonica ha portato benefici sia al traffico spontaneo sul sito sia alle transazioni, che hanno registrato, rispettivamente, +16% e +6% rispetto alle settimane precedenti alla campagna. Nel caso finance, l’obiettivo era comunicare più prodotti a parità di budget, e la radio ha garantito maggiore continuità del numero di settimane di on air, migliorando gli indicatori di business e coprendo periodi non accessibili con altri mezzi. L’azienda automotive ha registrato una crescita del 70% delle sessioni al sito in agosto, periodo in cui la campagna era on air solo in radio. Infine l’azienda pharma ha messo il 68% del budget media sulla radio per spiegare i benefici di un dispositivo medico funzionale e ha visto crescere del 127% le visite sul sito, mentre la propensione all’acquisto è salita del 15%. Il presente e il futuro Alberto Mattiello, Head of Future Thinking di Wunderman Thompson, ha delineato l’evoluzione della radio e le sfide del futuro in un contesto in evoluzione. Di ritorno dal “CES” di Las Vegas, ha sottolineato che i fattori critici di cambiamento dei prossimi anni saranno 5G e la trasformazione dei principali ambienti di fruizione come la casa e l’automobile. Le case di domani diventeranno ecosistemi connessi, e con gli smart speaker si aprono opportunità anche per la radio. La mobilità del futuro sarà sempre più all’insegna del ridesharing, l’auto diventerà un touchpoint personalizzato e l’offerta potrà diffondere nuovi contenuti. In chiusura di giornata, le testimonianze di personalità come Stefano Boeri, Enrico Mentana, lo stesso Pardo, Virginia Robatto, Fabio Rovazzi, Marina Salamon e Bobo Vieri. Oggi a Roma sono invece attesi come protagonisti Carlo Freccero, Ludovica Frasca, Edoardo Garrone, Pardo, Pif e Ivan Zazzaroni. (Le fotografie sono di Max Rinaldi).