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  • Nasce Player Editori Radio, le maggiori emittenti italiane riunite a sostegno degli ascolti ‘digitali’. Presidente Lorenzo Suraci

    AdvExpress 23/07/2019

    Tra i soci fondatori figurano Rai, Radio Mediaset, Gedi, Sole 24 Ore, Rtl 102.5, RDS 100% grandi successi, Radio Italia, Radio Kiss Kiss, A.c.r.c.-Radiofreccia, e le Associazioni Aeranti Corallo e FRT, che raccolgono gran parte dell’emittenza locale. Ma le adesioni sono aperte a tutte le imprese radiofoniche interessate. Grazie a un’unica app totalmente gratuita gli attuali 34 milioni di ascoltatori giornalieri della radio avranno un accesso più rapido all’universo dello streaming audio e dell’offerta on demand, ai podcast, ai contenuti off line e ai video nativi delle emittenti.
    Oggi, 23 luglio a Milano si è costituita la società Player Editori Radio, una nuova iniziativa che ha l’obiettivo di attivare l’ascolto di tutte le emittenti italiane su tutti i devices digitali: connected car, assistenti vocali, smart tv, speakers wifi, smart watches, tablet, personal computer e naturalmente lo smartphone.
    Gli attuali 34 milioni di ascoltatori giornalieri della radio avranno un accesso più rapido, semplice e innovativo all’universo dello streaming audio e dell’offerta on demand, ai podcast, ai contenuti off line, ai video nativi delle emittenti. Grazie a un’unica app totalmente gratuita.
    “E’ un progetto strategico che prepariamo da tempo – dichiara il neo presidente di PER, Lorenzo Suraci – perché siamo convinti che la Radio sia una risorsa potente ma anche un patrimonio prezioso da difendere tutti insieme. Ed è un’operazione rivolta anzitutto all’ascoltatore che ci segue ogni giorno, e che potrà accedere all’immensa varietà della nostra offerta ovunque si trovi, con ogni strumento. Senza algoritmi, senza filtri, senza intromissioni, senza abbonamenti. Puntiamo a completare la nuova piattaforma comune in tempi brevi, perché la Radio è un bene comune e come tale vive e si sviluppa”.
    Tra i soci fondatori figurano Rai, Radio Mediaset, Gedi, Sole 24 Ore, Rtl 102.5, RDS 100% grandi successi, Radio Italia, Radio Kiss Kiss, A.c.r.c.-Radiofreccia, e le Associazioni Aeranti Corallo eFRT, che raccolgono gran parte dell’emittenza locale. Ma le adesioni sono aperte a tutte le imprese radiofoniche interessate.
    Nominato oltre al Presidente, anche il Direttore di PER, Michele Gulinucci.
    “Ancora una volta il mondo radiofonico si mostra in grado di fare sistema – aggiunge Lorenzo Suraci, neo presidente di PER – e di essere all’altezza della propria storia, una storia sempre contemporanea. Il che nulla toglie alla competizione, che continuerà ad animare il lavoro di ognuno di noi. Ma da oggi vogliamo dimostrare che se il grande mercato digitale è una sfida per la Radio, è nostra intenzione affrontarla e vincerla”.
    Il Consiglio di amministrazione è così composto: presidente Lorenzo Suraci; consiglieri: Elena Capparelli, Alessia Caricato, Stefano Ciccotti, Francesco Dini, Eugenio La Teana, Alberto Mazzocco, Massimiliano Montefusco, Marco Montrone, Antonio Niespolo, Carlo Ottino, Marco Rossignoli, Pierpaolo Salvaderi, Roberto Sergio, Federico Silvestri, Pasquale Straziota, Mario Volanti e Mario Volo.

  • FCP-FEDERAZIONE CONCESSIONARIE PUBBLICITÀ: L’ASSEMBLEA GENERALE CONFERMA MASSIMO MARTELLINI ALLA PRESIDENZA DELLA FEDERAZIONE

    L’Assemblea Generale FCP si è riunita il 18 Luglio per l’elezione del Presidente della Federazione. Confermato all’unanimità Massimo Martellini, al suo quinto mandato. L’Assemblea e il Consiglio federale che l’ha preceduta sono stati momento di confronto tra gli Associati FCP sulle attività svolte nell’ultimo biennio e in particolare sui diversi progetti che si stanno sviluppando. La Federazione rappresenta tutti i principali player e media operanti sul mercato: Quotidiani, Periodici, Televisione, Radio, Internet, Cinema, GO TV. “Il mercato degli investimenti pubblicitari sta attraversando una congiuntura sicuramente non favorevole, ma l’accento va posto sui cambiamenti strutturali che interessano in misura maggiore o minore i diversi mezzi” dichiara Martellini. “Un’evoluzione che si traduce all’interno della Federazione in iniziative volte a guidare il cambiamento in alcune forme di Comunicazione dell’attività delle Concessionarie. Aziende che svolgono un ruolo fondamentale anche a livello industriale per il mantenimento della qualità dell’Informazione. Nell’ultima parte dell’anno sono molteplici i progetti che saranno portati a compimento e di cui daremo via via notizia, frutto anche della collaborazione con le altre Associazioni rappresentanti il mercato”.

  • Audimovie Ciclo Giugno: 4.670.144 gli spettatori nelle sale

    Audimovie Ciclo Giugno: 4.670.144 gli spettatori nelle sale

    Sono 4.670.144 le presenze nelle sale cinematografiche italiane nel Ciclo Giugno 2019 rilevato da Audimovie (30/05/2019-03/07/2019), 51.339.309 nel periodo cumulato Gennaio – Giugno (27/12/2018-03/07/2019). “ALADDIN” è il film più visto, seguito sul podio da “PETS 2 – VITA DA ANIMALI” e “TOY STORY 4”. Alle loro spalle, completano la top 10 “X-MEN: DARK PHOENIX”, “IL TRADITORE”, “GODZILLA 2: KING OF THE MONSTERS”, “ROCKETMAN”, “ARRIVEDERCI PROFESSORE”, “DOLOR Y GLORIA”, “LA BAMBOLA ASSASSINA”.

    FCP - icona per file EXCEL XLSX Consulta i dati completi

    www.audimovie.it

     

  • Maggio 2019 – Quotidiani e Settimanali

    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di Maggio 2019 per le testate a periodicità quotidiana e settimanale.

    FCP - icona per file EXCEL XLSX QUOTIDIANI MAGGIO 2019

    FCP - icona per file EXCEL XLSXSETTIMANALI MAGGIO 2019

  • Aprile 2019 – Mensili

    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di Aprile 2019 per le testate a periodicità mensile.

    FCP - icona per file EXCEL XLSXMENSILI APRILE 2019

  • Aprile 2019 – Quotidiani e Settimanali

    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di Aprile 2019 per le testate a periodicità quotidiana e settimanale.

    FCP - icona per file EXCEL XLSXQUOTIDIANI APRILE 2019

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  • Marzo 2019 – Mensili

    Dati mensili stimati dagli Editori riferiti al mese di Marzo 2019 per le testate a periodicità mensile.

    FCP - icona per file EXCEL XLSXMENSILI MARZO 2019

  • Dati FCP-Assogotv Maggio 2019

    Dati FCP-Assogotv Maggio 2019

    L’Osservatorio FCP-Assogotv (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mezzo GO TV, periodo Maggio 2019.

    Maggio 2019: i dati evidenziano per il mese Maggio 2019 un fatturato totale di € 2.201.000,00.
    Tale dato corrisponde ad un incremento del fatturato pubblicitario del mezzo GO TV pari a +29,9% nel mese di Maggio 2019 rispetto al corrispettivo 2018.

    Gennaio-Maggio 2019: i dati evidenziano per il periodo Gennaio-Maggio 2019 un fatturato totale di € 8.161.000,00.
    Tale dato corrisponde ad un incremento del fatturato pubblicitario del mezzo GO TV pari a +10,1% nel periodo Gennaio-Maggio 2019 rispetto al corrispettivo 2018.

  • L’intervista 4w MarketPlace: creatività e tecnologia, un’alleanza perfetta

    DailyNet 04/07/2019

    Un lungo cammino quello di 4w, alla ricerca della migliore qualità dell’azione pubblicitaria, unita alla volon-tà di assicurare agli investitori il massimo dell’efficacia e della capacità di conversione. DailyNet ha incontrato il Marketing Manager Max Pattano, e con lui, alla vigilia dell’assemblea annuale di Upa, che riunisce, come di consueto, i principali spender italiani per fare il punto sul mercato dell’advertising, ha analizzato risultati, programmi e nuovi obiettivi della società. Partendo da un punto di vista critico che riguarda proprio l’andamento attuale del mercato: la creatività. SI È DA POCO CONCLUSO IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CANNES, DOVE IL RUOLO DEL DIGITALE STA DIVENTANDO SEMPRE PIÙ IMPORTANTE. MA ANCHE IN UN APPUNTAMENTO COSÌ RILEVANTE, DI CREATIVITÀ SI È PARLATO DAVVERO POCO. COME MAI? “Non mi stupisce. Forse perché, molto semplicemente, la creatività è in crisi. La disamina di questa condizione richiederebbe parecchio tempo, mi limito a tornare con la memoria a qualche decennio fa e all’esperienza indimenticabile di Carosello. Esisteva, in quel contesto televisivo, uno storytelling molto ricco che accompagnava lo spettatore verso il messaggio commerciale, non era il messaggio commerciale stesso. Aggiungo, che anche il “posizionamento” faceva la sua parte nel successo che tutti conosciamo: era inserito in un palinsesto ben determinato, con tempi precisi e una scansione regolare. L’impianto contenutistico-creativo risultava, così, adeguato a svolgere un ruolo anche di intrattenimento, al di là della pura comunicazione. Ebbene, con l’andare del tempo tutto questo si è perso, sacrificato sull’altare del Roi. Evidentemente tutto è cambiato e non c’è nessuna malinconia in questa mia riflessione, ne faccio una questione di opportunità perdute: il mercato è cambiato, la concorrenza, la modalità di comunicazione, i media. Il punto è che la questione del ritorno immediato sull’investimento tende a catalizzare ogni sforzo a discapito di qualsiasi contributo creativo. Emozionare, intrattenere, divertire richiedono tempo e investimenti ma sono anche gli ingredienti fondamentali in grado di produrre ricordo, ovvero l’asset trasportatore dello sviluppo e dell’affermazione di un brand.” QUINDI, NOTA ANCHE LEI UN CAMBIAMENTO DEI PARADIGMI CHE REGOLANO L’ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE DI OGGI? “Certo. A partire dalla modalità di fruizione, che è diversa anche rispetto al recente passato. E le scelte avvengono anche sotto la spinta degli stessi brand. In conseguenza di questa volontà si affermano metalinguaggi più utili alla causa. Senza dimenticare che viviamo una fase storica dove proprio l’attenzione assume caratteristiche schizofreniche, davanti a un’offerta enorme, dove compiere una scelta, a volte, è davvero difficile. Questo problema riguarda da vicino anche i broadcaster, che pur disponendo di un vasto patrimonio di contenuti, sono poi in difficoltà nel trovare le modalità di contatto con i target desiderati. Ovviamente, l’avvento del digitale ha contribuito a produrre questo scenario, in cui il ruolo della tecnologia è diventato dominante e dove la rincorsa verso i numeri che corrispondono alle aspettative e agli obiettivi iniziali appare come elemento altrettanto essenziale. Dunque, come stupirsi se il discorso sulla creatività resta confinato in un angolo”? COSA DOVREBBERO FARE, DUNQUE, LE MARCHE PER RITROVARE UNO SPAZIO IN UNA SIMILE DINAMICA? “Dovrebbero tornare a pensare a strategie comunicative di più ampio respiro comprendendo chiaramente anche il digitale. Significa che le operazioni di comunicazione non dovrebbero esaurirsi, come spesso sta avvenendo, solo nel breve periodo. Del resto, è sempre una questione di obiettivi e di strategie. Potrei fare molti esempi in questo senso ma mi limito a ribadire che se l’attività di comunicazione si riduce a promuovere vantaggi possibili per i consumatori in relazione a una particolare offerta di breve periodo, è chiaro che la dimensione creativa viene penalizzata, anche dal punto di vista del linguaggio. Il contesto generale in cui le azioni comunicative si svolgono appare contrassegnato in misura evidente da necessità impellenti che si traducono nell’opportunità di aumentare velocemente il traffico, di ottenere una minima, rapida risposta, di un engagement repentino da parte dell’utente, di performance immediate”. MA QUALI SONO LE CAUSE CHE IMPONGONO QUESTO SISTEMA, QUESTA IMPRESSIONANTE VELOCITÀ CHE CARATTERIZZA TUTTO? “Posso dire che ci troviamo in una fase di cambiamento gestionale del marketing aziendale, in cui i manager che guidano le attività legate alla comunicazione non sono nativi digitali, vivono un’età di mezzo. Quindi, conoscono molto bene tutti gli elementi in campo, sanno bene quanto sia importante la gestione dei dati nella comunicazione di oggi, curano l’ottimizzazione, hanno ben presente l’importanza del ruolo giocato da tutti gli strumenti tecnologici coinvolti. E la comunicazione sul digitale viene spesso affrontata con una visione prevalentemente connessa all’aspetto tecnologico, non integrata ai numerosi mezzi a disposizione. E l’utilizzo di tecnologia fine a sé stesso non porta da nessuna parte”. QUALE CONSIGLIO SI POTREBBE DARE? “Senz’altro emerge la necessità di sperimentare di più. Di andare alla ricerca di nicchie che non si trovano analizzando audience approssimative. Così come è necessario un maggiore incrocio con l’attività dei centri media, tenendo sempre in conto tematiche altrettanto importanti in questa fase come la brand safety. Penso, sinteticamente, che non sia più sufficiente operare in chiave di planning su base dati in contesti pre-definiti”. MENTRE SUL FRONTE DELLA VOSTRA PROPOSTA, COME VI STATE MUOVENDO? “Come sempre puntando sull’innovazione. In un piano di potenziamento qualitativo dell’inventory, nell’ultimo periodo spicca senz’altro la partnership con ANSA per la quale ci occupiamo della vendita dei formati Video e Display in programmatic e programmatic guaranteed e affianchiamo la forza vendita sulle pianificazioni premium, rappresentandola presso le più grandi agenzie media. Tutto questo si concretizza in un modello fuori dagli schemi, dove, in pratica, non svolgiamo il ruolo della concessionaria né solo quello del network. Proprio questa ibridazione, con la possi-bilità di operare in esclusiva su alcuni fronti, ci dà la capacità di sfruttare al meglio una property premium, andando oltre la potenzialità di un network. Certo, lo sforzo da compiere con gli interlocutori pubblicitari è impegnativo, soprattutto per far comprendere la dualità di questo approccio e quanto possa essere profi-cuo sfruttare tutti i formati di cui disponiamo”. MA NATIVE È UNA PAROLA CHIAVE IN TUTTO QUESTO? “Indubbiamente, siamo stati tra i primi attori in Italia a puntare sul native advertising, una soluzione ottimale per rispondere alle numerose questioni che riguardano il mondo della comunicazione digitale. La nostra capacità d’innovazione in questo ambito, l’anno scorso si è tradotta nella realizzazione del formato VideoNative, che si inserisce nel naturale flusso di fruizione dei contenuti da parte dell’utente, senza creare alcuna interruzione. Ciò che lo caratterizza è la funzione di coinvolgimento dato dal video e l’utilità nel percepito dell’utente per il messaggio testuale ed il suo posizionamento. Per raggiungere l’obiettivo il messaggio deve certamente avere determinate caratteristiche: essere chiaro, seguire il look-and-feel della pagina che lo ospita, evitare qualsiasi forma di disturbo, di aggressività, di equivoco. Tutto questo crea la condizione più favorevole a intercettare l’utente nel momento e con la modalità più adatti, stimolando, così, una relazione positiva con il brand fino all’abbattimento di ogni forma di barriera razionale per entrare nella sfera dell’impulsività dell’azione”. CI SONO ALTRE INIZIATIVE DI PARTICOLARE SIGNIFICATO CHE HANNO RIGUARDATO QUESTA PRIMA PARTE DEL’ANNO IN CORSO? “Abbiamo definito un importante accordo con OPQ, concessionaria di alcune testate quotidiane nel Nord Italia, che ci ha affidato la gestione in esclusiva degli spazi di content recommendation di tutti i siti dei quotidiani lombardi: L’Eco di Bergamo, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, La Provincia di Lecco, La Provincia di Sondrio e Il Cittadino di Lodi. Si tratta di un bacino di inventory di alta qualità, specializzato nelle notizie del territorio. Questa acquisizione rappresenta, per noi, un arricchimento dell’inventory nella linea native, in particolare sul canale News. Per il progetto content recommendation di OPQ è stato appositamente realizzato un nuovo formato widget con un layout di impatto, che mantiene tutte le caratteristiche tipiche del native advertising nel rispetto dell’utente durante la fruizione del sito e con la forte capacità comunicativa del testo più immagine. Ma non è tutto sul fronte dell’inventory: a giorni saremo pronti all’annuncio di un altro ingresso eccellente”. COME SI STA SVILUPPANDO L’IMPORTANTE RAPPORTO CON GLI EDITORI, UNA FETTA PARTICOLARMENTE DELICATA DEL MERCATO? “Con gli editori del nostro network cerchiamo di stabilire sempre relazioni di partnership, mettendoci a disposizione e offrendo tutto il supporto necessario per ottenere i migliori risultati. Grazie al fatto che aggreghiamo siti altamente qualificati e disponiamo di una tecnologia avanzata ed affidabile, ne valorizziamo il traffico con la pianificazione di campagne dei migliori brand, in stretta collaborazione con le agenzie media e con gli investitori pubblicitari”. QUALI SONO, INVECE, LE PRINCIPALI DIFFICOLTÀ, OLTRE A QUANTO ABBIAMO DESCRITTO ALL’INIZIO DI QUESTA INTERVISTA, CHE SI STANNO DELINEANDO IN QUESTA FASE? “Spesso il nostro settore si concentra su determinati temi, anche importanti, ma purtroppo in maniera un po’ pretestuosa. La brand safety e l’invulnerabilità dei dati, ad esempio, sono questioni serie e di importanza fondamentale della quali si è fatto un gran parlare. Si sono impostate strategie di planning apparentemente molto stringenti ma nella realtà si è continuato a favorire sempre e comunque contesti che, proprio per la natura del modello di business, hanno dimostrato di rappresentare quanto di più insicuro e vulnerabile nell’offerta del digital advertising. E ancora, se qualche tempo fa lo user generated content non godeva di buona fama, oggi gli investitori lo considerano un veicolo indispensabile e imprescindibile delle proprie strategie di comunicazione, a dispetto di qualsiasi considerazione sensata sulla brand safety. Più in generale, riguardo al mercato direi che, al di là di quello che ci dicono i numeri, mi sembra davvero “congelato”, non sta esprimendo, certo, tutto il suo potenziale. Forse anche la fragilità politica del Paese contribuisce ad una posizione “statica ed attendista” delle aziende. Fatto sta che in un clima simile le aziende sono più propense a piccoli investimenti per qualche azione tattica, magari con gli OTT, piuttosto che all’impegno in operazioni di maggior respiro. Ora, tornando per un attimo, sull’aspetto creativo della comunicazione, resta il fatto che l’emozionalità della proposta pubblicitaria ha nel tempo assunto contorni sempre meno significativi; ci si limita a incursioni, per così dire, “quick and dirty”, ma sono davvero rari gli episodi di creatività capace di produrre quell’immaginario ricco e coinvolgente che traduce il ricordo della marca in un’esperienza. I social network rischiano di ampliare questo effetto proprio per la loro natura, dove l’ambito creativo si dimostra estremamente codificato e limitato”. PER CITARE UNA PECULIARITÀ ESSENZIALE DELLA VOSTRA PROPOSTA, QUALE SCEGLIEREBBE? “Direi la tecnologia proprietaria, affidabile, efficiente e duttile che ci permette customizzazioni molto veloci. E proprio grazie a questa estrema funzio-nalità possiamo dedicarci alla ricerca e sviluppo, andando ad indagare qualsiasi ambito per anticipare un futuro che, in pratica, è già qui. E penso alla comunicazione audio, al podcasting, alla realtà aumentata, alla blockchian, alla realtà virtuale, all’intelligenza artificiale. È chiaro che solo attraverso un meticoloso lavoro di ricerca e sperimentazione tutte queste opportunità potranno tradursi in strumenti accessibili e funzionali”. ULTIMA DOMANDA: POSSIAMO CITARE, FACENDO UN ELENCO COMUNQUE SINTETICO, TUTTI I VANTAGGI CHE UNO SPENDER, COME I TANTI CHE SARANNO PRESENTI ALL’ASSEMBLEA DI UPA, POSSONO SFRUTTARE IN UN RAPPORTO CON LA VOSTRA STRUTTURA? “Ci provo. Ci piace presentarci come partner per la gestione di tutti i formati del digital adv su un’inventory importante e di qualità, un supporto tecnologico e gestionale a cui affidare con fiducia le proprie pianificazioni. Utilizziamo una tecnologia proprietaria integrata con le migliori soluzioni tecnologiche del mercato per garantire sempre al brand il miglior risultato possibile. E tutto questo si accompagna alla capacità di assicurare un servizio di account dedicati all’analisi dei dati, all’ottimizzazione e all’armonizzazione delle pianificazioni desktop e mobile. Possiamo implementare strategie multi-piattaforma e multi-formato, in reservation come in programmatico. Per quanto riguarda l’inventory, i siti che la compongono sono attentamente selezionati secondo criteri qualitativi ben definiti ed è caratterizzata da una totale trasparenza”.

  • UPA 2019 Sassoli riduce le stime: «investimenti adv a +0,5%; stabile la tv, crescono digitale e radio, stampa continua a soffrire». Preoccupazione per il 2020, serve “shock” per rimettere in moto il Paese

    DailyMedia 04/07/2019
    Come di consueto, si è svolta ieri a Milano l’Assemblea annuale di UPA, UPA2019, che riunisce tutto il mondo della comunicazione e degli investitori pubblicitari e occasione per il mercato di fare il punto sullo stato dell’arte del settore della comunicazione e delle iniziative intraprese dall’Associazione. Un quadro ancora positivo quello dipinto dal Presidente, Lorenzo Sassoli de Bianchi, che ha condiviso i dati della survey condotta dagli associati e che anticipa le stime di chiusura dell’anno per il comparto degli investimenti pubblicitari. «Il mercato, che fino ad aprile era in pari, a fine 2019 dovrebbe chiudere a +0,5% con una variazione di tre punti percentuali rispetto al +8% dell’anno precedente. È il quinto anno di seguito con il segno positivo davanti e si tratta un tasso di crescita contenuto, ma comunque superiore a quello del Pil del Paese, che resterà invece vicino allo zero». Se la certezza del segno + per la chiusura del 2019 fa respirare il settore, Sassoli ha definito l’anno in corso, decisivo per le sorti del 2020, anno sul quale ha espresso preoccupazione, che a causa dell’incertezza generale potrebbe interrompere il trend positivo, «al governo chiediamo uno shock che rimetta in moto il Paese e comporti un cambiamento profondo e radicale», dice. L’evento si è svolto in un Teatro Strehler tutto esaurito, con oltre 800 persone fra imprenditori e dirigenti del mondo della comunicazione: imprese, centri media, agenzie, authority, associazioni, editori, giornalisti e broadcaster. La macchina scenica allestita dal Teatro Strehler stesso, che ha curato anche la regia, ha come sempre connotato l’originale taglio teatrale e performativo dato da Sassoli all’evento UPA, che quest’anno ha avuto come ospiti la cantante Laura Macrì e il pianista Andrea Dindo. Andamento dei mezzi L’assemblea, ha fornito anche un quadro aggiornato del mercato dell’advertising e uno spaccato sull’andamento dei mezzi di comunicazione. Un mercato attraversato in questi anni da un profondo cambiamento, che ne ha ridisegnato radicalmente il profilo. Una trasformazione che i dati più recenti (aprile 2019) confermano, con la tenuta del sistema televisivo, che rimane stabile sotto la soglia del 50% degli investimenti complessivi (45,4%), e l’ulteriore decrescita di quotidiani (-10.8%) e periodici (-14,2%), che hanno ormai perso, in termini di ricavi pubblicitari, oltre i due terzi del valore pre-crisi (2008). Prosegue, invece, l’ascesa del mondo Internet, le piattaforme search, social e video hanno fatto registrare l’ennesimo anno di forte crescita (+9,8%) e oggi rappresentano il secondo aggregato per raccolta pubblicitaria, dopo i broadcaster. I ricavi digitali degli editori tradizionali crescono dell’1,2%, compensando solo marginalmente la contrazione della raccolta in questo settore. Le OTT rappresentano circa il 30% del mercato, ma viaggia bene, seppur lentamente, la traformazione digitale dell’editoria, la cosiddetta “traversata nel deserto” come la definisce lo stesso Sassoli, che vede un lento e difficoltoso, seppur inesorabile, proseguire del passaggio dal cartaceo al digitale. Lo stesso vale per la trasformazione del mezzo televisivo, che torna centrale, ma sta diventando sempre più «di flusso», fruita ovunque, con pillole online, serie tv, VOD e personalizzazione. Ancora positivo, infine, l’andamento del sistema radiofonico (+2%, previsto a maggio), che con un certo dinamismo sta recuperando i valori pre-crisi. «C’è un aspetto problematico – ha commentato Sassoli – di questo mercato molto polarizzato che merita di essere sottolineato: un quarto degli investimenti sul web è tecnicamente ignoto. Mentre, ad esempio, sulle tv ogni azienda può confrontare i propri investimenti con quelli dei competitor, sulle principali piattaforme digitali non è possibile conoscere né le dimensioni degli investimenti, né la loro tipologia. Sarebbe auspicabile, finalmente, poter osservare dati reali e non semplici stime», continua. Settori trainanti I consumatori italiani stanno vivendo un momento di preoccupazione legato allo stato generale del Paese e all’incertezza politica che li spinge a ridurre i consumi e aumentare i risparmi con l’intento di proteggersi per il futuro. Una stagnazione che vede solo qualche picco stagionale, principalmente legato al tempo libero e alle vacanze, infatti, performa abbastanza bene il turismo. Il calo dei consumi è legato anche ad un fattore demografico, che vede l’età media alzarsi sempre di più (in Italia sono 130 gli anziani su 100 giovani). Tale fattore spiega il calo di settori quali l’automotive, l’immobiliare e l’abbigliamento e una risalita, invece, di quelli sanitario e assicurativo. Sul piano della demografia, Sassoli ha sottolineato anche l’importanza di uno svecchiamento della sfera dirigenziale e l’importanza che alla punta demografica del Paese (50-54 anni) vengano date, in generale, maggiori responsabilità. Diritti di negoziazione Sassoli è anche ritornato sul tema dei cosiddetti diritti di negoziazione, le modalità di remunerazione dei centri media, da sempre al centro delle proposte UPA di modernizzazione del mercato, che rimangono tuttora ferme a legislazioni lontane dalle soluzioni trovate, ad esempio in Francia, dove il sistema legislativo è riuscito a regolarizzare quella distorsione che in Italia rappresenta ancora una minaccia per il sistema competitivo dell’offerta dei mezzi. “Dovere dell’investitore è retribuire in maniera adeguata il centro media, ma il dovere del centro media – ha ribadito Sassoli – è ripagare con la stessa trasparenza chi gli affida risorse strategiche per la propria comunicazione. Mentre il nostro accordo con UNA per la regolamentazione delle gare creative è risultato soddisfacente, sulla questione dei diritti di negoziazione relativi ai centi media, c’è molto lavoro da fare e non è sufficiente la spinta di UPA, ma entrano in gioco anche i regolamenti delle autority ed è complesso stendere documenti risolutivi”. I progetti in evidenza L’evento UPA2019 è stata l’occasione per sottolineare la rilevanza delle iniziative in atto a beneficio del settore, a partire dal progetto Auditel fortemente supportato dalla stessa UPA. Dopo la realizzazione del SuperPanel, infatti, la nuova misurazione degli ascolti sui device digitali e sulla SmartTV costituisce un passo fondamentale verso l’evoluzione della misurazione delle audience su qualsiasi schermo, dai 42 milioni di tv ai 44 milioni di smartphone ai 7 milioni di tablet. Sottolineate poi durante l’evento anche le attività che la stessa UPA sta portando avanti: il data lake Nessie costituito per le aziende che investono in pubblicità e hanno la necessità e l’urgenza di migliorare la profilazione dei propri consumatori, in maniera anonima, con dati di prima parte, coerenti con le norme GDPR; la creazione di una blockchain mirata alla trasparenza della filiera, in particolare del programmatic; theKPI.pro, la guida online per le strategie di comunicazione aperta a tutte le aziende associate e agli operatori della pubblicità; la Dashboard degli investimenti pubblicitari, che raccoglie le informazioni su tutti quelli effettuati dal 1962, consultabile da tutti; il Libro bianco sulla Comunicazione digitale, già ampliato con specifiche sulla Brand Safety, e che evolverà verso gli standard della viewability, e della “targetability” e per il quale le riunioni avranno inizio già dalla prossima settimana e si prevede che si concludano entro l’anno. Infine, “Upadvertisingraffiti”, insieme all’associazione Civita, verrà creata una playlist delle migliori campagne che hanno reso centrali, attraverso la pubblicità, le dimensioni dell’arte, la cultura e il paesaggio nel nostro Paese. Novità Il Presidente dell’UPA si è pronunciato anche riguardo al tema degli influencer, salutando con favore l’adesione di molti di loro all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria. “Darsi delle regole – ha detto Sassoli – è anche nel loro interesse. Va rispettata la loro capacità di inventarsi un lavoro che prima non esisteva, oggi incarnano un nuovo modo di essere media”. Tra le novità di rilievo, Sassoli ha annunciato la prima edizione, promossa insieme a UNA, del Premio Effie Italia, destinato alle campagne che hanno registrato la migliore efficacia rispetto a ben definiti KPI. Si tratta di uno dei più importanti riconoscimenti in campo pubblicitario a livello internazionale, che finalmente approda anche nel nostro Paese. Sassoli ha anche ribadito l’impegno di UPA nella formazione delle nuove competenze della comunicazione, annunciando il prossimo master in data science, funzionale all’impegno delle aziende UPA nella gestione dei loro big data e alla loro partecipazione al progetto Nessie. “Ciò che guardi ti riguarda” Infine, Sassoli, ha illustrato il tema dell’Assemblea 2019, “Ciò che guardi ti riguarda”, concept dai molteplici significati, che vuole abbracciare il momentum della comunicazione odierna, che viaggia sempre su nuovi canali, non solo video e carta, ma anche audio, assistenti virtuali, musica e così via. «Abbiamo scelto di rappresentare lo stato dell’arte della comunicazione in modo plastico, mettendo al centro l’arte, dal manifesto dell’evento dove compare Paolini, a Cattelan, e come comunicazione e storia abbiano iniziato a convergere già a partire dalla “N” di Napoleone, che rappresenta uno dei primi esempi di brand image. Poesia e arte, del resto, rappresentano un rifugio sicuro da ogni incertezza. Al centro c’è anche la pubblicità progresso e la nuova tendenza, che vede sempre più in auge la comunicazione caratterizzata da uno scopo e da un risvolto sociale. Non possono mancare poi, come sempre, i riferimenti ai temi sempre cari al settore come innovazione, trasparenza e così via». Altri interventi Tra gli altri intervenuti sul palco di UPA 2019, Francesco Bonami, curatore d’arte che ha spiegato: “credo che oggi il centro della nostra comunicazione sia la Mixed Reality, ossia il tentativo di intrecciare le nuove tecnologie con la realtà e la condizione umana. Il processo deve essere d’inclusione e non di esclusione. Un’aquila che cattura un drone è l’immagine più significativa della sfida che arte e comunicazione si trovano davanti. Natura, umanità e tecnologia. Sfida, guerra o collaborazione?”. A seguire che è diversa anche rispetto al recente passato. E le scelte avvengono anche sotto la spinta degli stessi brand. In conseguenza di questa volontà si affermano metalinguaggi più utili alla causa. Senza dimenticare che viviamo una fase storica dove proprio l’attenzione assume caratteristiche schizofreniche, davanti a un’offerta enorme, dove compiere una scelta, a volte, è davvero difficile. Questo problema riguarda da vicino anche i broadcaster, che pur disponendo di un vasto patrimonio di contenuti, sono poi in difficoltà nel trovare le modalità di contatto con i target desiderati. Ovviamente, l’avvento del digitale ha contribuito a produrre questo scenario, in cui il ruolo della tecnologia è diventato dominante e dove la rincorsa verso i numeri che corrispondono alle aspettative e agli obiettivi iniziali appare come elemento altrettanto essenziale. Dunque, come stupirsi se il discorso sulla creatività resta confinato in un angolo”? COSA DOVREBBERO FARE, DUNQUE, LE MARCHE PER RITROVARE UNO SPAZIO IN UNA SIMILE DINAMICA? “Dovrebbero tornare a pensare a strategie comunicative di più ampio respiro comprendendo chiaramente anche il digitale. Significa che le operazioni di comunicazione non dovrebbero esaurirsi, come spesso sta avvenendo, solo nel breve periodo. Del resto, è sempre una questione di obiettivi e di strategie. Potrei fare molti esempi in questo senso ma mi limito a ribadire che se l’attività di comunicazione si riduce a promuovere vantaggi possibili per i consumatori in relazione a una particolare offerta di breve periodo, è chiaro che la dimensione creativa viene penalizzata, anche dal punto di vista del linguaggio. Il contesto generale in cui le azioni comunicative si svolgono appare contrassegnato in misura evidente da necessità impellenti che si traducono nell’opportunità di aumentare velocemente il traffico, di ottenere una minima, rapida risposta, di un engagement repentino da parte dell’utente, di performance immediate”. MA QUALI SONO LE CAUSE CHE IMPONGONO QUESTO SISTEMA, QUESTA IMPRESSIONANTE VELOCITÀ CHE CARATTERIZZA TUTTO? “Posso dire che ci troviamo in una fase di cambiamento gestionale del marketing aziendale, in cui i manager che guidano le attività legate alla comunicazione non sono nativi digitali, vivono un’età di mezzo. Quindi, conoscono molto bene tutti gli elementi in campo, sanno bene quanto sia importante la gestione dei dati nella comunicazione di oggi, curano l’ottimizzazione, hanno ben presente l’importanza del ruolo giocato da tutti gli strumenti tecnologici coinvolti. E la comunicazione sul digitale viene spesso affrontata con una visione prevalentemente connessa all’aspetto tecnologico, non integrata ai numerosi mezzi a disposizione. E l’utilizzo di tecnologia fine a sé stesso non porta da nessuna parte”. QUALE CONSIGLIO SI POTREBBE DARE? “Senz’altro emerge la necessità di sperimentare di più. Di andare alla ricerca di nicchie che non si trovano analizzando audience approssimative. Così come è necessario un maggiore incrocio con l’attività dei centri media, tenendo sempre in conto tematiche altrettanto importanti in questa fase come la brand safety. Penso, sinteticamente, che non sia più sufficiente operare in chiave di planning su base dati in contesti pre-definiti”. MENTRE SUL FRONTE DELLA VOSTRA PROPOSTA, COME VI STATE MUOVENDO? “Come sempre puntando sull’innovazione. In un piano di potenziamento qualitativo dell’inventory, nell’ultimo periodo spicca senz’altro la partnership con ANSA per la quale ci occupiamo della vendita dei formati Video e Display in programmatic e programmatic guaranteed e affianchiamo la forza vendita sulle pianificazioni premium, rappresentandola presso le più grandi agenzie media. Tutto questo si concretizza in un modello fuori dagli schemi, dove, in pratica, non svolgiamo il ruolo della concessionaria né solo quello del network. Proprio questa ibridazione, con la possibilità di operare in esclusiva su alcuni fronti, ci dà la capacità di sfruttare al meglio una property premium, andando oltre la potenzialità di un network. Certo, lo sforzo da compiere con gli interlocutori pubblicitari è impegnativo, soprattutto per far comprendere la dualità di questo approccio e quanto possa essere proficuo sfruttare tutti i formati di cui disponiamo”. MA NATIVE È UNA PAROLA CHIAVE IN TUTTO QUESTO? “Indubbiamente, siamo stati tra i primi attori in Italia a puntare sul native advertising, una soluzione ottimale per rispondere alle numerose questioni che riguardano il mondo della comunicazione digitale. La nostra capacità d’innovazione in questo ambito, l’anno scorso si è tradotta nella realizzazione del formato VideoNative, che si inserisce nel naturale flusso di fruizione dei contenuti da parte dell’utente, senza creare alcuna interruzione. Ciò che lo caratterizza è la funzione di coinvolgimento dato dal video e l’utilità nel percepito dell’utente per il messaggio testuale ed il suo posizionamento. Per raggiungere l’obiettivo il messaggio deve certamente avere determinate caratteristiche: essere chiaro, seguire il look-and-feel della pagina che lo ospita, evitare qualsiasi forma di ha parlato Bruno Bertelli, Ceo di Publicis, che ha raccontato in maniera efficace come la grande disponibilità di mezzi e device per la comunicazione comporti un’attenzione specifica per modulare efficacemente il linguaggio pubblicitario: “Oggi più che mai mezzo e messaggio sono interconnessi, e la stessa scelta del mezzo su cui comunicare richiede uno sforzo creativo insieme al come farlo. Mezzi e messaggi vanno entrambi reinventati”. Andrea Rossini, infine, direttore Business Unit Consumer di Vodafone ha aggiunto: “solo nell’ultimo anno, abbiamo registrato un aumento del traffico dati del 70% guidato in particolare dalla fruizione dei video sui social network e sulle piattaforme di contenuti. Proprio per soddisfare questa domanda crescente di dati da mobile abbiamo lanciato, primi in Italia, la Giga Network 5G in 5 città ed estenderemo la copertura ad altre 100 entro il 2021. Il 5G, oltre ad aprire la strada allo sviluppo di nuovi servizi per i cittadini in vari settori – dalla sanità all’automotive, dall’industria 4.0 fino all’intrattenimento – darà ulteriore impulso alla diffusione di servizi da mobile, come ad esempio il gaming”.