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  • RadioMonitor 1 semestre 2014. Gruppo Finelco: Radio 105, seconda radio italiana, riduce ancora le distanze dalla prima in classifica

    Mediakey 23/07/2014

    Finelco esprime soddisfazione per il quadro dell’ascolto delle proprie Radio che esce dalla rilevazione Radio Monitor relativa al primo semestre 2014. Radio 105 si conferma la seconda radio italiana come share di ascolto nel giorno medio tra le 6 e le 24, registrando un ulteriore aumento rispetto al 1 semestre 2013, sfiorando il 9% e riducendo ancora le distanze dalla prima in classifica, RTL, che, invece registra una piccola flessione e scende poco sotto il 10%. Radio 105 non solo mantiene la tradizionale prima posizione per tempo di ascolto giornaliero (TSL, Time Spent Listening), ma compie un impressionante balzo in avanti raggiungendo il record di oltre 131 minuti medi di ascolto, quasi mezz’ora in più della seconda classificata, quasi 35 minuti in più della quarta classificata RTL e quasi quaranta minuti in più dell’ottava classificata Radio Dee Jay, che oscillano tra i 92 e i 96 minuti. Il TSL è un indicatore importante dell’engagement e del gradimento dei programmi da parte degli ascoltatori di Radio 105, che già lo scorso anno piazzava due suoi programmi (Lo Zoo di 105 e Tutto Esaurito) al primo e al secondo posto tra i programmi più ascoltati della radio in Italia. I dati preliminari di share e di TSL in questo primo semestre 2014, pur in assenza del dato per programma, che sarà disponibile solo ai primi di settembre, rendono estremamente probabile che la primazìa di Tutto Esaurito e de “Lo Zoo di 105” si sia ulteriormente rafforzata a danno dei followers. Anche Virgin Radio ha ulteriormente incrementato la propria share sopra al 3% , consolidato l’ottava posizione tra tutte le radio nazionali e ha confermato un TSL di ottimo livello tra le prime 10 radio, a metà strada tra Radio Dee Jay e RDS. Radio Monte Carlo ha infine mantenuto sostanzialmente la propria share dell’1,5%, consentendo al Gruppo Finelco di raggiungere una share sul totale ascolto radiofonico del 13,4%, share nettamente superiore a quella delle tre reti Rai (11,4%), delle reti tre nazionali del gruppo Espresso-Repubblica (11,1%) e delle tre reti nazionali gestite pubblicitariamente da Mediamond (9,9%)

     

  • Verbale Assemblea FCP-Assoradio 1 Luglio 2014

    BOZZA VERBALE DELL’ASSEMBLEA FCP-ASSORADIO DI MARTEDÌ 1 LUGLIO 2014

    Il giorno martedì 1 Luglio 2014 alle ore 09.30, a seguito di regolare convocazione, si è svolta l’Assemblea FCP-Assoradio, in seconda convocazione, presso la sede FCP di via Petrarca, 6 – Milano.

    Presiede la riunione:

    Il Presidente FCP-Assoradio Paolo Salvaderi

    Presenti:

    ARCUS: Paolo Bonardi

    GRUPPO FINELCO: Marco Mordonini

    MANZONI: Antonio Graziano

    MONDADORI: Paolo Salvaderi

    OPEN SPACE: Virgilio Suraci

    RAI PUBBLICITÀ: Laura Rossetto Casel

    RDS: Alessandro Buda

    SOLE 24ORE SYSTEM: Fausto Amorese

    VISIBILIA: Riccardo Segre

    Assenti:

    FONO VI.PI: Luca Montrone

    PUBLIRAMA: Maurizio Introna

    Partecipano ai Lavori:

    FONO VI.PI: Monica Ponti

    FCP: Luca Franzoni

    Donatella Sciacca

    REPLY: Chiara Castelli

    Laura Selvaggi

     

    Ordine del Giorno:

    1. Presentazione dei dati dell’Osservatorio FCP-Assoradio periodo Gennaio – Maggio 2014

    2. Presentazione condizioni contrattuali per proseguo indagine RadioCompass

    3. Valutazione comunicazione ad AGCOM del 13/02/2012 sul testo obbligatorio negli annunci sui contratti di credito ai consumatori

    4. Approvazione testo definitivo regolamento AGCOM per “Product placement Radio”

    5. Approvazione del verbale dell’Assemblea FCP-Assoradio di mercoledì 4 Giugno 2014

    6. Varie ed eventuali

     

    VERBALE

    Il Presidente FCP-Assoradio Paolo Salvaderi, dopo aver verificato la validità dell’Assemblea costituita in seconda convocazione, apre i lavori.

    1. Presentazione dei dati dell’Osservatorio FCP-Assoradio periodo Gennaio – Maggio 2014

    Presentazione dati Chiara Castelli (Reply) presenta il documento “Presentazione dati Maggio 2014 Osservatorio FCP-Assoradio” (All. 1), che include le tabelle:

    Nazionale – Fatturato

    Nazionale – n° di Avvisi 2014

    Nazionale – n° di Secondi per intervallo di durata – Differenza % anno 2014 su anno 2013

    Il totale fatturato del mezzo fa segnare a Mag. 2014 un -5,7% vs Mag. 2013 (-0,3% il progressivo a Mag. 2014 vs anno precedente).

    Grafici Chiara Castelli presenta i grafici (Fatturato Totale):

    Trend mensile Gennaio 2007 – Maggio 2014

    Media Mobile Gennaio 2007 – Maggio 2014

    I grafici descrivono il trend del fatturato del mezzo Radio negli ultimi 7 anni.

    2. Presentazione condizioni contrattuali per proseguo indagine RadioCompass

    Paolo Salvaderi informa sull’avanzamento delle trattative con Mindshare per la ripresa della survey RadioCompass. Il deal definitivo verrà comunicato nella prossima Assemblea FCP-Assoradio.

    Salvaderi ne anticipa i contenuti: Mindshare accorda alle Concessionarie aderenti uno sconto del 10% sulla tariffa praticata con l’avvio della survey. Una ulteriore diminuzione della tariffa per Concessionaria deriverà dall’adesione di Rai Pubblicità nell’indagine.

    3. Valutazione comunicazione ad AGCOM del 13/02/2012 sul testo obbligatorio negli annunci sui contratti di credito ai consumatori

    Luca Franzoni aggiorna i presenti sulla consultazione avviata da FCP nel 2012 con AGCOM dall’allora Presidente FCP-Assoradio Alessandro Buda, col coinvolgimento del Segretario Generale Radio Nazionali Associate (RNA) Sergio Natucci. La consultazione si era arrestata ad una fase ancora interlocutoria. Buda per riprendere i contatti e successivamente Salvaderi per valutare le modalità di ripresa della consultazione con AGCOM, contatteranno Natucci nei prossimi giorni.

    I presenti concordano sul fatto che un testo sulla regolamentazione dei “codini tecnici” in relazione all’affollamento pubblicitario dovrebbe essere stilato direttamente dall’AGCOM, coadiuvata da FCP, per evitare l’eccessivo prolungarsi delle consultazioni.

    4. Approvazione testo definitivo regolamento AGCOM per “Product placement Radio”

    L’Ufficio Legale di Mondadori Pubblicità sta lavorando sulla semplificazione del testo di Rai Pubblicità (adatto ad una concessionaria multimediale). Nella prossima Assemblea FCP-Assoradio verrà presentato il testo definitivo.

    5. Approvazione del verbale dell’Assemblea FCP-Assoradio di mercoledì 4 Giugno 2014 (All. 2)

    L’Assemblea approva senza richiesta di modifiche.

    6. Varie ed eventuali

    Consegna dati Giugno dalle Concessionarie a Reply Reply chiederà la consegna dati entro il 14 Luglio (non il 18 come normalmente avviene), in modo da averli in tempo utile per la prossima Assemblea.

    Invio dati Giugno agli Associati Viene stabilito che i dati saranno inviati agli Associati prima dell’Assemblea, quando disponibili.

    Evoluzione Programmatic Buying Data la veloce evoluzione del Programmatic Buying, Paolo Salvaderi propone una riflessione in relazione al mezzo Radio. I presenti si dichiarano d’accordo con la sua proposta di invitare alla prossima Assemblea Media Consultants per un presentazione di scenario.

    Check sulle rilevazioni Nielsen Paolo Salvaderi informa i presenti di avere visionato i dati Nielsen a Spazio, periodo 1-22 Giugno. Informa sui delta verso anno precedente che per le singole emittenti risultano fortemente negativi. I dati non vengono considerati conformi al reale andamento delle emittenti nel periodo. FCP chiederà a Nielsen una ulteriore verifica sui dati in oggetto.

    La prossima Assemblea FCP-Assoradio è fissata per martedì 29 Luglio 2014, ore 9.30.

    Alle ore 10:10 circa la riunione ha termine.

    Paolo Salvaderi                                                                                                  Luca Franzoni

    Presidente FCP-Assoradio                                                                               Responsabile Generale FCP

    All. 1 Presentazione dati Maggio 2014

    All. 2 Verbale dell’Assemblea FCP-Assoradio di mercoledì 04 Giugno 2014

     

  • Verbale Assemblea FCP-Assoradio 1 Luglio 2014

    BOZZA VERBALE DELL’ASSEMBLEA FCP-ASSORADIO DI MARTEDÌ 1 LUGLIO 2014

    Il giorno martedì 1 Luglio 2014 alle ore 09.30, a seguito di regolare convocazione, si è svolta l’Assemblea FCP-Assoradio, in seconda convocazione, presso la sede FCP di via Petrarca, 6 – Milano.

    Presiede la riunione:

    Il Presidente FCP-Assoradio Paolo Salvaderi

    Presenti:

    ARCUS: Paolo Bonardi

    GRUPPO FINELCO: Marco Mordonini

    MANZONI: Antonio Graziano

    MONDADORI: Paolo Salvaderi

    OPEN SPACE: Virgilio Suraci

    RAI PUBBLICITÀ: Laura Rossetto Casel

    RDS: Alessandro Buda

    SOLE 24ORE SYSTEM: Fausto Amorese

    VISIBILIA: Riccardo Segre

    Assenti:

    FONO VI.PI: Luca Montrone

    PUBLIRAMA: Maurizio Introna

    Partecipano ai Lavori:

    FONO VI.PI: Monica Ponti

    FCP: Luca Franzoni

    Donatella Sciacca

    REPLY: Chiara Castelli

    Laura Selvaggi

     

    Ordine del Giorno:

    1. Presentazione dei dati dell’Osservatorio FCP-Assoradio periodo Gennaio – Maggio 2014

    2. Presentazione condizioni contrattuali per proseguo indagine RadioCompass

    3. Valutazione comunicazione ad AGCOM del 13/02/2012 sul testo obbligatorio negli annunci sui contratti di credito ai consumatori

    4. Approvazione testo definitivo regolamento AGCOM per “Product placement Radio”

    5. Approvazione del verbale dell’Assemblea FCP-Assoradio di mercoledì 4 Giugno 2014

    6. Varie ed eventuali

     

    VERBALE

    Il Presidente FCP-Assoradio Paolo Salvaderi, dopo aver verificato la validità dell’Assemblea costituita in seconda convocazione, apre i lavori.

    1. Presentazione dei dati dell’Osservatorio FCP-Assoradio periodo Gennaio – Maggio 2014

    Presentazione dati Chiara Castelli (Reply) presenta il documento “Presentazione dati Maggio 2014 Osservatorio FCP-Assoradio” (All. 1), che include le tabelle:

    Nazionale – Fatturato

    Nazionale – n° di Avvisi 2014

    Nazionale – n° di Secondi per intervallo di durata – Differenza % anno 2014 su anno 2013

    Il totale fatturato del mezzo fa segnare a Mag. 2014 un -5,7% vs Mag. 2013 (-0,3% il progressivo a Mag. 2014 vs anno precedente).

    Grafici Chiara Castelli presenta i grafici (Fatturato Totale):

    Trend mensile Gennaio 2007 – Maggio 2014

    Media Mobile Gennaio 2007 – Maggio 2014

    I grafici descrivono il trend del fatturato del mezzo Radio negli ultimi 7 anni.

    2. Presentazione condizioni contrattuali per proseguo indagine RadioCompass

    Paolo Salvaderi informa sull’avanzamento delle trattative con Mindshare per la ripresa della survey RadioCompass. Il deal definitivo verrà comunicato nella prossima Assemblea FCP-Assoradio.

    Salvaderi ne anticipa i contenuti: Mindshare accorda alle Concessionarie aderenti uno sconto del 10% sulla tariffa praticata con l’avvio della survey. Una ulteriore diminuzione della tariffa per Concessionaria deriverà dall’adesione di Rai Pubblicità nell’indagine.

    3. Valutazione comunicazione ad AGCOM del 13/02/2012 sul testo obbligatorio negli annunci sui contratti di credito ai consumatori

    Luca Franzoni aggiorna i presenti sulla consultazione avviata da FCP nel 2012 con AGCOM dall’allora Presidente FCP-Assoradio Alessandro Buda, col coinvolgimento del Segretario Generale Radio Nazionali Associate (RNA) Sergio Natucci. La consultazione si era arrestata ad una fase ancora interlocutoria. Buda per riprendere i contatti e successivamente Salvaderi per valutare le modalità di ripresa della consultazione con AGCOM, contatteranno Natucci nei prossimi giorni.

    I presenti concordano sul fatto che un testo sulla regolamentazione dei “codini tecnici” in relazione all’affollamento pubblicitario dovrebbe essere stilato direttamente dall’AGCOM, coadiuvata da FCP, per evitare l’eccessivo prolungarsi delle consultazioni.

    4. Approvazione testo definitivo regolamento AGCOM per “Product placement Radio”

    L’Ufficio Legale di Mondadori Pubblicità sta lavorando sulla semplificazione del testo di Rai Pubblicità (adatto ad una concessionaria multimediale). Nella prossima Assemblea FCP-Assoradio verrà presentato il testo definitivo.

    5. Approvazione del verbale dell’Assemblea FCP-Assoradio di mercoledì 4 Giugno 2014 (All. 2)

    L’Assemblea approva senza richiesta di modifiche.

    6. Varie ed eventuali

    Consegna dati Giugno dalle Concessionarie a Reply Reply chiederà la consegna dati entro il 14 Luglio (non il 18 come normalmente avviene), in modo da averli in tempo utile per la prossima Assemblea.

    Invio dati Giugno agli Associati Viene stabilito che i dati saranno inviati agli Associati prima dell’Assemblea, quando disponibili.

    Evoluzione Programmatic Buying Data la veloce evoluzione del Programmatic Buying, Paolo Salvaderi propone una riflessione in relazione al mezzo Radio. I presenti si dichiarano d’accordo con la sua proposta di invitare alla prossima Assemblea Media Consultants per un presentazione di scenario.

    Check sulle rilevazioni Nielsen Paolo Salvaderi informa i presenti di avere visionato i dati Nielsen a Spazio, periodo 1-22 Giugno. Informa sui delta verso anno precedente che per le singole emittenti risultano fortemente negativi. I dati non vengono considerati conformi al reale andamento delle emittenti nel periodo. FCP chiederà a Nielsen una ulteriore verifica sui dati in oggetto.

    La prossima Assemblea FCP-Assoradio è fissata per martedì 29 Luglio 2014, ore 9.30.

    Alle ore 10:10 circa la riunione ha termine.

    Paolo Salvaderi                                                                                                  Luca Franzoni

    Presidente FCP-Assoradio                                                                               Responsabile Generale FCP

    All. 1 Presentazione dati Maggio 2014

    All. 2 Verbale dell’Assemblea FCP-Assoradio di mercoledì 04 Giugno 2014

     

  • Condé Nast Chiude il cartaceo di Myself, al suo posto da settembre un super canale web all’interno di Vanityfair.it

    DailyMedia 22/07/2014

    A quattro anni dal lancio la Condé Nast chiude il cartaceo del mensile Myself e lo trasforma in un super canale digitale all’interno del sito di Vanityfair.it. I conti della casa editrice però sono a posto, conferma il presidente di Condé Nast Giampaolo Grandi, che non vede altre chiusure all’orizzonte della casa editrice, e la raccolta pubblicitaria del primo semestre è in linea i risultati dell’anno scorso. La factory creativa interna nel 2013 ha generato circa 4 milioni di euro di fatturato. La raccolta digitale pesa per il 12% e l’anno scorso rappresentava il 9% del totale: ecco perché la Condé Nast punta sul web per sfruttare il marchio Myself, il cui pubblico ideale consuma informazione sempre più sull’online e sempre meno sulla carta, e così gli investitori pubblicitari. Non sono quindi abbastanza le 100mila copie diffuse tra vendite in edicola (70mila) e abbonamenti (30mila), quando i presupposti per restare in gioco sul mercato pubblicitario erano stati fissati a 200mila, e per di più a differenza di altri marchi del gruppo, Myself non ha un’apprezzabile declinazione internazionale. «I consumatori si sono spostati dalla carta ai mezzi digitali – spiega Grandi – e anche i clienti si stanno orientando in questo senso, sono diventati selettivi e quindi continueranno a investire sulla stampa ma con molta meno frequenza. Ma il conto economico di un mensile come questo dipende al 70% dalla pubblicità». «Sono convinto – dice ancora Grandi – che Myself sia comunque uno dei migliori giornali che ho contribuito a realizzare, grazie anche all’eccellente lavoro svolto dalla redazione », che non verrà né licenziata né messa in solidarietà, ma con la quale sono in corso trattative per eventuali uscite consensuali. Il problema non è quindi la qualità del giornale ma il cambiamento del mercato che ha inciso profondamente sulla redditività. Del resto Myself non va bene nemmeno nelle edizioni straniere: in Germania scricchiola, la versione inglese – Easy Living – è stata chiusa l’anno scorso. Secondo i dati presentati dal coo Domenico Nocco, la raccolta pubblicitaria di Myself è inferiore del 30% rispetto al break even. Nel primo anno di vita il giornale ha fatturato 5,3 milioni in adv, ora sono 4 milioni scarsi «ma ce ne servivano 7» dice Grandi, e i presupposti per un recupero non ci sono. Il deputy general manager di Condé Nast Fedele Usai precisa che il giornale non si rivolgeva specificatamente ai 20 top client della casa editrice, ma alle multinazionali del largo consumo come Procter&Gamble «che ha appena dichiarato di investire il 70% dei budget nel programmatic». Territorio che peraltro Grandi non vuole esplorare, così come non è interessato a entrare nel progetto Gold 5 lanciato da Rcs, Banzai, Manzoni e Italiaonline: «In certi luoghi vogliamo brillare per la nostra assenza – motteggia – e per quanto riguarda la vendita della pubblicità online vogliamo creare prodotti innovativi o eventualmente un programmatic premium ». Se è vero che le “grown up multitasking women” si rivolgono di più al digitale, allora la risposta è il super canale di servizio che verrà costruito nel portale di Vanityfair.it, per beneficiare di un traffico di 6,5 milioni di utenti unici al mese. Complessivamente, il sistema di siti proprietari «puri – precisa Usai – ossia che non aggregano altri interessi» genera 13 milioni di utenti undici mensili. Vogue ne vanta 2 milioni, Wired oltre 3,5 milioni. A questa offerta si aggiungerà, sempre in autunno, una app per il mobile. I progetti digitali comunque non finiscono qui. A fine settembre per i 50 anni di Vogue sarà pubblicato l’intero archivio digitalizzato della “bibbia della moda”, un progetto che è costato un anno di lavoro e sarà in lingua inglese, dedicato sia al pubblico consumer che btob, quindi con parte dei contenuti a pagamento. A novembre ci sarà il lancio di un nuovo progetto editoriale dedicato alla bellezza, che avrà anche una declinazione sul territorio. Sempre a settembre sbarcherà su CN Live Nowness, il magazine multimediale di LVMH. La piattaforma video proprietaria di Condé Nast vanta un fatturato di 500mila euro a tre mesi dal lancio. Per quanto riguarda Vanity Fair, è in arrivo (sempre in autunno) un nuovo approccio strategico e commerciale di brand.

     

  • Condé Nast Chiude il cartaceo di Myself, al suo posto da settembre un super canale web all’interno di Vanityfair.it

    DailyMedia 22/07/2014

    A quattro anni dal lancio la Condé Nast chiude il cartaceo del mensile Myself e lo trasforma in un super canale digitale all’interno del sito di Vanityfair.it. I conti della casa editrice però sono a posto, conferma il presidente di Condé Nast Giampaolo Grandi, che non vede altre chiusure all’orizzonte della casa editrice, e la raccolta pubblicitaria del primo semestre è in linea i risultati dell’anno scorso. La factory creativa interna nel 2013 ha generato circa 4 milioni di euro di fatturato. La raccolta digitale pesa per il 12% e l’anno scorso rappresentava il 9% del totale: ecco perché la Condé Nast punta sul web per sfruttare il marchio Myself, il cui pubblico ideale consuma informazione sempre più sull’online e sempre meno sulla carta, e così gli investitori pubblicitari. Non sono quindi abbastanza le 100mila copie diffuse tra vendite in edicola (70mila) e abbonamenti (30mila), quando i presupposti per restare in gioco sul mercato pubblicitario erano stati fissati a 200mila, e per di più a differenza di altri marchi del gruppo, Myself non ha un’apprezzabile declinazione internazionale. «I consumatori si sono spostati dalla carta ai mezzi digitali – spiega Grandi – e anche i clienti si stanno orientando in questo senso, sono diventati selettivi e quindi continueranno a investire sulla stampa ma con molta meno frequenza. Ma il conto economico di un mensile come questo dipende al 70% dalla pubblicità». «Sono convinto – dice ancora Grandi – che Myself sia comunque uno dei migliori giornali che ho contribuito a realizzare, grazie anche all’eccellente lavoro svolto dalla redazione », che non verrà né licenziata né messa in solidarietà, ma con la quale sono in corso trattative per eventuali uscite consensuali. Il problema non è quindi la qualità del giornale ma il cambiamento del mercato che ha inciso profondamente sulla redditività. Del resto Myself non va bene nemmeno nelle edizioni straniere: in Germania scricchiola, la versione inglese – Easy Living – è stata chiusa l’anno scorso. Secondo i dati presentati dal coo Domenico Nocco, la raccolta pubblicitaria di Myself è inferiore del 30% rispetto al break even. Nel primo anno di vita il giornale ha fatturato 5,3 milioni in adv, ora sono 4 milioni scarsi «ma ce ne servivano 7» dice Grandi, e i presupposti per un recupero non ci sono. Il deputy general manager di Condé Nast Fedele Usai precisa che il giornale non si rivolgeva specificatamente ai 20 top client della casa editrice, ma alle multinazionali del largo consumo come Procter&Gamble «che ha appena dichiarato di investire il 70% dei budget nel programmatic». Territorio che peraltro Grandi non vuole esplorare, così come non è interessato a entrare nel progetto Gold 5 lanciato da Rcs, Banzai, Manzoni e Italiaonline: «In certi luoghi vogliamo brillare per la nostra assenza – motteggia – e per quanto riguarda la vendita della pubblicità online vogliamo creare prodotti innovativi o eventualmente un programmatic premium ». Se è vero che le “grown up multitasking women” si rivolgono di più al digitale, allora la risposta è il super canale di servizio che verrà costruito nel portale di Vanityfair.it, per beneficiare di un traffico di 6,5 milioni di utenti unici al mese. Complessivamente, il sistema di siti proprietari «puri – precisa Usai – ossia che non aggregano altri interessi» genera 13 milioni di utenti undici mensili. Vogue ne vanta 2 milioni, Wired oltre 3,5 milioni. A questa offerta si aggiungerà, sempre in autunno, una app per il mobile. I progetti digitali comunque non finiscono qui. A fine settembre per i 50 anni di Vogue sarà pubblicato l’intero archivio digitalizzato della “bibbia della moda”, un progetto che è costato un anno di lavoro e sarà in lingua inglese, dedicato sia al pubblico consumer che btob, quindi con parte dei contenuti a pagamento. A novembre ci sarà il lancio di un nuovo progetto editoriale dedicato alla bellezza, che avrà anche una declinazione sul territorio. Sempre a settembre sbarcherà su CN Live Nowness, il magazine multimediale di LVMH. La piattaforma video proprietaria di Condé Nast vanta un fatturato di 500mila euro a tre mesi dal lancio. Per quanto riguarda Vanity Fair, è in arrivo (sempre in autunno) un nuovo approccio strategico e commerciale di brand.

     

  • Mercato Nasce l’asse Berlusconi-De Benedetti, al via i lavori della neo concessionaria Gold 5

    DailyNet 21/07/2014

    Alla fine è successo: la possibile, nonché chiacchieratissima Partnership tra i due esponenti di spicco dell’imprenditoria italiana degli ultimi quarant’anni, ovvero Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti è oggi una realtà. Si chiama Gold 5, è una concessionaria con obiettivi digitali e raccoglie l’esperienza, oltre che dei due massimi protagonisti, di manager dai percorsi professionali ormai storici. La neonata struttura è specializzata nell’offerta di soluzioni di video display advertising ed è stata costituita con quote paritetiche dalle seguenti società: A. Manzoni & C S.p.A., Banzai Media Srl, italiaonline S.p.A., Mediamond S.p.A. e Rcs MediaGroup S.p.A. Gold 5 commercializzerà, in via non esclusiva, una porzione dei bacini di pubblicità digitale di ciascuno dei soci e offrirà al mercato degli investitori prodotti studiati per comunicare efficacemente ai più importanti target pubblicitari, con formati di video advertising quali Masthead e 300×250 video. Secondo una ricerca di eMarketer del marzo di quest’anno, negli Stati Uniti il mercato del video display advertising rappresenta circa il 12% del digital advertising spending complessivo, con un valore di 5,9 miliardi di dollari. Sempre secondo eMarketer, nel 2014 il valore del mercato italiano della pubblicità video online dovrebbe superare i 200 milioni di dollari, con una crescita per i prossimi anni di oltre il 20% annuo. Secondo FCP, già nel 2013, questo mercato valeva circa 90 milioni di euro, non conteggiando i player internazionali che non aderiscono alla rilevazione. L’obiettivo di Gold 5 è quello di diventare l’attore di riferimento in questo importante segmento, proponendo soluzioni pubblicitarie sull’insieme delle migliori realtà digitali italiane. Tramite Gold 5 i big spender pubblicitari potranno pianificare campagne video cross su tutti i siti degli editori aderenti, ottimizzando gli obiettivi di copertura e frequenza delle proprie campagne e raggiungendo valori di reach unici per il mercato digitale italiano su tutti i più importanti target di pianificazione. Gli investitori usufruiranno di soluzioni predefinite e ottimizzate per raggiungere i target di specifico interesse, senza scegliere i singoli siti web su cui pianificare, la cui commercializzazione rimarrà di esclusiva competenza delle concessionarie pubblicitarie dei soci. Per un’efficace commercializzazione dei propri prodotti, Gold 5 si avvarrà sia dei canali e delle modalità di vendita tradizionali, sia di una piattaforma tecnologica in grado di cogliere le rilevanti opportunità di business del “programmatic advertising”. Al pari di analoghe iniziative già lanciate da importanti editori in altri paesi europei, come La Place Media e Audience Square in Francia, AdAudience in Germania e Aunia in Spagna, Gold 5 vuole rappresentare un acceleratore della crescita del mercato digitale, aprendo e stimolando la concorrenza, confrontandosi sul campo dell’efficienza e dell’efficacia delle soluzioni offerte ai big spender pubblicitari. Il consiglio di amministrazione di Gold 5, che prevede un sistema a rotazione annuale dei vertici tra le cinque aziende che la costituiscono, è composto da Davide Mondo (presidente), Andrea Santagata (a.d.) e dagli amministratori Gabriele Comuzzo, Gabriele Mirra e Roberto Zanaboni. E’ prevista, inoltre, la costituzione di un comitato strategico, con il ruolo di advisory board per il supporto nella definizione delle linee guida di sviluppo della società, di cui faranno parte alcuni fra i più importanti nomi del mercato pubblicitario e media nazionale: Paolo Ainio (numero uno di Banzai), Antonio Converti (a.d. di Italiaonline), Massimo Ghedini (a.d. di A. Manzoni & C.), Stefano Sala (amministratore delegato di Publitalia 80), Raimondo Zanaboni (direttore generale Pubblicità di Rcs MediaGroup). E attualmente si prevede che la commercializzazione delle prime soluzioni pubblicitarie possa avvenire già entro la fine del 2014.

     

  • Piscopo (Rai Pubblicità): ‘Gold 5? Nessun contatto. Per noi tempo di nuovi progetti per l’area web, forti del ritorno sulle properties Rai dei video su youtube’

    ADVExpress 18/7/2014

    Desta sorpresa che nel ristretto club di concessionarie che hanno costituito la nuova realtà dell’adv online (leggi news) non entri la concessionaria Rai con il suo portfolio di mezzi. Contattato da ADVexpress Fabrizio Piscopo, ad Rai Pubblicità, precisa che non c’è stata alcuna richiesta di contatto da parte nella nuova società e annuncia, insieme a Francesco Barbarani, importanti progetti di sviluppo per l’area web della concessionaria, che beneficerà della raccolta relativa ai contenuti video Rai prima su youtube e ora trasmessi su rai.it. rai.tv e rainews.it.

    Di oggi l’ufficializzazione della notizia, già riportata da ADVexpress alcuni giorni fa (leggi news), della nascita di Gold 5, nuova concessionaria pubblicitaria specializzata nell’offerta di soluzioni di video display advertising costituita con quote paritetiche dalle società A. Manzoni & C, Banzai Media, Italiaonline, Mediamond e RCS MediaGroup (leggi news).

    Desta sorpresa che in questo ristretto club non entri Rai Pubblicità con il suo portfolio di mezzi. Raggiunto al telefono Fabrizio Piscopo (foto 1), ad della concessionaria, ha spiegato ad ADVexpress: “Non c’è stato alcun contatto tra la nostra concessionaria e questa nuova realtà. Credo comunque che un’iniziativa come questa, frutto di sinergie tra grandi gruppi, crei una sana competizione che fa bene al mercato. Per quanto riguarda il digitale, ora Rai Pubblicità è concentrata sullo sviluppo dell’area web al suo interno e certamente beneficerà dell’accordo chiuso con youtube che prevede il ritorno sulle piattaforme online Rai dei video in precedenza forniti a youtube”. Rai Pubblicità, dunque, gestirà ora anche la raccolta dei filmati che dal servizio video on demand tornano nel mondo Rai.

    Ricordiamo che in qualità direttore area web e radio ha recentemente fatto il suo ingresso in Rai Pubblicità Francesco Barbarani (foto 2), prima head of .fox, che ad ADVexpress anticipa brevemente le direttive di sviluppo dell’area web della concessionaria.

    “Punteremo sempre di più sulla ricchezza dei nostri contenuti e sull’offerta multipiattaforma, che si estenderà maggiormente sui device e sul mobile. Dall’autunno verranno annunciate le prime novità. La prima riguarda il ritorno sulle nostre properties, da rai.it a rai.tv e rainews.it dei contenuti video Rai prima diffusi su youtube con le dirette positive conseguenze sulla gestione della raccolta”.

     

     

     

  • Il programmatic per snellire la vendita della pubblicità

    Dailynet 21/07/2014

    La pubblicità evolve in modalità impensabili fino a solo qualche anno fa. E sul fronte internet la componente tecnologica è sempre più rilevante e centrale. Non solo: rappresenta anche un fattore abilitante, in grado di apportare sostanziali miglioramenti al settore. In questo contesto abbiamo assistito negli ultimi anni al fiorire del programmatic buying, ovvero la vendita della pubblicità web in modo automatico, senza l’intermediazione dell’uomo. Marketplace che fanno incontrare l’offerta degli editori con la domanda degli inserzionisti, mettendo in moto un circolo virtuoso che dà nuova linfa al mercato. «Sicuramente l’advertising online tende verso il programmatic – afferma Ivan Lodi, direttore marketing di Banzai -. Tuttavia non bisogna sottovalutare l’importanza della creatività e lo scopo principale della pubblicità: vendere prodotti e servizi. Solo così il programmatic può rappresentare una grande spinta al mercato».

    Programmatic: tutti ne parlano ma è davvero un’opportunità?

    «Direi proprio di sì. Sono anni ormai che sentiamo la parola programmatic e pian piano ci stiamo attrezzando anche noi italiani. Resta da capire meglio quali siano le vie migliori per gestire questa attività e comprenderne l’impatto. Per

    esempio, gli advertiser hanno adesso strumenti come i dati, che nel passato non possedevano e che possono sfruttare a loro vantaggio. Ma solo se sono capaci di interpretarli».

    Il mercato però fatica ancora ad affermarsi.

    «È vero: basta pensare che in Usa il 25- 30% dei budget online è programmatic. In Italia si scende al 2,5%. Il che può essere visto come una grande potenzialità. In ogni caso bisogna intendere il programmatic come una modalità che facilita e rende più efficiente il processo di buying».

    E il video programmatic?

    «Beh, gli italiani amano il video: siamo proporzionalmente il Paese che investe più nel video, probabilmente anche a causa del forte legame che abbiamo con il piccolo schermo. È un comparto destinato a crescere. E lo farà di pari passo con il programmatic».

    Come Banzai avete già approntato un’offerta in questo senso?

    «Sì. Banzai chiude private deal sulla propria inventory video. Una inventory che in generale non è ancora così sviluppata come quella display, ma che è molto ricercata dagli spender. E questo è uno dei suoi principali punti di forza».

    Com’è possibile migliorare l’attività di video programmatic? Quali consigli fornite ai vostri interlocutori?

    «Penso che chi opera nel settore deve avere ben chiaro che il programmatic è un processo che snellisce l’acquisizione e la vendita della pubblicità, facendo risparmiare in termini di costi e dando visibilità a chi magari non possiede una forza commerciale. Però è necessario tenere bene a mente quelli che sono gli obiettivi dell’advertising, ovvero la vendita di un prodotto o di un servizio. Per farlo occorre una creatività forte ed efficace in un contesto editoriale in cui possa essere colta».

    Una cosa ancor più vera nel caso del video.

    «Sì, i video devono stimolare la volontà di fruizione da parte degli utenti. Ed è qui che ritorna il discorso della creatività: deve essere messa al posto giusto nel momento giusto, in modo tale da rendere davvero efficiente l’acquisto in programmatic. Affinché ciò sia possibile, però, serve che tutti gli attori del comparto pubblicità online si sforzino per risolverne le criticità ed esaltarne le positività».

    Misurabilità e advertising online. Anche di questi due fattori se ne parla spesso, qual è il suo giudizio?

    «Uno dei cavalli di battaglia del mondo web è la sua facile misurabilità, specialmente se rapportato ad altri media. Un grande punto di forza che permette di capire l’impatto delle proprie attività di comunicazione per correggerle nel caso occorresse».

    Però…

    «Però anche qui non bisogna perdere di vista gli obiettivi: la misurazione è al servizio dell’advertising online, non viceversa. Vediamo di ricordarcelo».

     

  • Industry Marcella Bergamini in Class Editori con funzioni di supporto marketing, in particolare per i canali tv indoor e outdoor

    DailyMedia 18/07/2014

    Dopo essersi costruita una lunga esperienza nell’area del planning e del buying sul fronte aziendale che, per altro, continua, restando consulente per le strategie media e i progetti integrati di Mellin (mentre fino a giugno 2013 è stata per 15 anni direttore media di Gruppo Danone), Marcella Bergamini salta anche sulla barricata editoriale, diventando consulente di Class Editori, per il quale si occupa di supporto marketing alle direzioni per la proposizione e creazione di nuovi piani di comunicazione, in particolare per i canali televisivi indoor e outdoor. Collaborerà quindi anche con Class Pubblicità, di cui è presidente Angelo Sajeva (che è anche consigliere per le strategie e lo sviluppo della casa editrice), dove non opera più Domenico Ioppolo – che era cmo del gruppo e, quindi, anche della sua struttura per la raccolta – e che, invece, è diventato nelle scorse settimane coo della unit Eventi e Conferenze e del Salone dello Studente, l’evento itinerante di orientamento universitario, formativo e professionale post-diploma e postlaurea organizzato sempre dal gruppo.

     

  • Editoria How to spend it: il 12 settembre la prima uscita; di 120.000 copie la diffusione prevista; FCB Milan vince la gara per il lancio pubblicitario

    DailyMedia 18/07/2014

    Il Sole 24 Ore sta perfezionando le strategie di marketing per il lancio dell’edizione italiana di How to spend it, il supplemento del lusso del Financial Times che verrà proposto ogni primo venerdì del mese allegato al quotidiano con sovrapprezzo che, salvo cambiamenti, sarà di 50 centesimi. Il primo numero del mensile la cui curatela è stata affidata a Nicoletta Polla-Mattiot uscirà in realtà il 12 settembre, mentre il calendario delle successive pubblicazioni nell’arco del 2014 prevede le successive il 3 ottobre, il 7 novembre e il 5 dicembre: tra queste due date c’è inoltre quella del 21 novembre, con il primo degli speciali già annunciati e che verranno replicati anche nel 2015. La foliazione massima sarà di 128 pagine, e della raccolta se ne sta già occupando System, che pone in vendita gli spazi della testata ipotizzandone una diffusione media a regime di 120.000 copie. La campagna di lancio sarà multimediale e l’incarico per la creatività è stato affidato a FCB Milan al termine di una gara nella quale la sigla di cui Franco Ricchiuti è presidente e suo fratello Diego e.v.p. & chief growth officer ha superato altre due agenzie. How To Spend It intende proporsi come il piacere di scrivere la propria storia attraverso i propri gusti, raccontando quella del lusso Made in Italy, fatto di eccellenza artigianale e imprenditoriale con immagini, pezzi autoriali e il contributo di firme eccellenti del racconto fotografico e giornalistico culturale, con interventi di autori che si interrogano su come e che cosa vogliono e chiedono concretamente al loro tempo. Un “giornale-esperienza”, insomma, a partire dal grande formato e dalla carta di alta grammatura, che valorizzerà e completerà il “sistema moda” del Sole 24 Ore con un magazine patinato che integrerà contenuti originali prodotti dal Sole 24 Ore stesso per il pubblico italiano e altri tradotti dall’edizione inglese (comprese le rubriche tradizionali e le pagine di moda), proponendosi come un prodotto unico per il nostro mercato, che racconterà e selezionerà il meglio del lusso, del lifestyle e dei piaceri. La versione italiana (che arriverà a 13 uscite complessive entro l’agosto del 2015 e che verrà proposta anche nella versione digitale), viene lanciata nel momento in cui How to spend it celebra 20 anni quale standard di eccellenza globale in tema di lifestyle, anniversario che sarà caratterizzato da una serie di eventi e servizi speciali nel corso dell’anno.