Blog

  • Radiocompass 2015: la radio è efficace, sull’immagine e sulle vendite

    ADVExpress 5/5/2015

    La radio ha vissuto un primo trimestre da incorniciare (+6,2% sul 2014) e sta progressivamente recuperando qualche piccolo punto di quota sul totale investimenti. Ma non basta: la seconda edizione dello studio Radiocompass, organizzata da Mindshare in collaborazione con le concessionarie aderenti a FCP-Assoradio e Gfk, intende promuovere una maggior conoscenza del mezzo, sfatandone i luoghi comuni e dimostrandone ancora una volta l’efficacia sia in termini di brand awareness che di vendite.
    La radio ha chiuso la raccolta pubblicitaria del primo trimestre a quota +6,2% sullo scorso anno (vedi news correlata), e la sua ‘salute’ è confermata dai dati di ascolto. Eppure, ‘schiacciato’ da un lato dalla forza della Tv e dall’altro dalla dirompente crescita del web, negli ultimi anni il mezzo ha raccolto sicuramente meno di quanto meritasse. Per questa ragione, già lo scorso anno Mindshare ha ideato Radiocompass, uno studio/evento mirato a dimostrare una volta per tutte l’efficacia del mezzo.

    Oggi a Milano (con replica giovedì a Roma) sono stati presentati i risultati della seconda edizione che si è avvalsa della collaborazione di FCP-Assoradio e di tutte le principali concessionarie radiofoniche: Gruppo Finelco, A.Manzoni & C., Mediamond, Openspace Pubblicità, RaiPubblicità, Rds Advertising, System 24. Radiocompass 2015 ha beneficiato inoltre del supporto di GFK Eurisko, che ha consentito di effettuare analisi uniche sul mercato grazie alla single source proprietaria, correlando l’effettivo ascolto del mezzo con una serie di azioni svolte dai consumatori in funzione della loro esposizioni agli spot radiofonici.

    Aprendo i lavori, Roberto Binaghi CEO e Chairman di Mindshare, confermando il trend positivo dell’ascolto nel quarto d’ora medio, ha illustrato alcuni aspetti poco noti al mercato ma particolarmente rilevanti per esprimere la forza del mezzo su alcuni segmenti: la reach quotidiana e il tempo speso sul mezzo, che portano la radio a essere uno dei primi mezzi sui target centrali, la sua crescente penetrazione sul totale popolazione (dal 65% all’84% fra il 2002 e il 2015, secondo il Censis), il suo ‘spostamento’ verso altri mezzi (dalla tv digitale terrestre al web e al mobile)…

    “La radio ha solidi fondamentali e tiene su tutti i target commerciali – ha osservato Binaghi -, ma la sua raccolta (406 milioni nel 2014) è pari a un nono di quella televisiva, a un terzo di quella di Google, e alla fine di quest’anno sarà pari a quella della sola Facebook… Se lo scorso anno ci siamo impegnati a sfatare 6 luoghi comuni che hanno condizionato fino ad oggi clienti, quest’anno vogliamo continuare il nostro percorso dimostrando definitivamente l’efficacia del mezzo”.

    LA FORZA DELLA RELAZIONE

    Nel corso del suo primo intervento, Silvio Siliprandi, CEO di GFK, ha sottolineato come in un mercato dei media sempre più frammentato il problema non sia più la copertura del target ma la frequenza con cui lo si raggiunge: ciò che serve ai mezzi per vincere è un legame profondo con i propri utenti, e sotto questo punto di vista la radio è vincente.

    Siliprandi ha evidenziato tre grandi aree che definiscono la relazione tra ascoltatori e radio:

    • l’accessibilità: oltre alle tradizionali modalità di ascolto si sta infatti sempre più diffondendo la fruizione su device mobili;

    • la profondità della relazione, in quanto considerata una “presenza amica” che aiuta a rilassarsi e migliora l’umore;

    • la sua credibilità e il ‘patto’ che porta gli ascoltatori a fidelizzarsi con la propria emittente di fiducia.
    Il Ceo di Gfk ha quindi spiegato che l’estensione della radio sul web (fruizione da mobile/podcast/social network) le permette di garantire agli investitori un peak time costante, anche nelle fasce durante le quali, secondo le ricerche di base che considerano solo l’ascolto tradizionale, il mezzo sarebbe meno performante.

    Infine, ulteriore punto di forza è la capacità della radio di vivere sul territorio e nel fuori casa: nel 2014 sono stati oltre 450 gli eventi (proprietari, musicali, tourneé, festival e fiere, mostre, partnership sportive e molti altri ancora) legati al mondo radiofonico. E il 13% della popolazione italiana vi ha preso parte.

    ‘ROI MENTALE’ E ‘ROI FATTUALE’: BRAND AWARENESS E VENDITE

    Sulla performance pubblicitaria del mezzo si è soffermato Marco Brusa, Head of Strategy & Research di Mindshare, che ha ripreso l’analisi dei Light Tv Viewers già esaminati lo scorso anno integrandola con i dati messi a disposizione da Gfk attraverso la banca dati STP (Total Single Source Panel).

    “Sul segmento degli Heavy Tv Viewers – nota Brusa – che trascorre 7h 29minuti al giorno di fronte allo schermo, la copertura cresce e tende a saturarsi rapidamente: sui Light Tv Viewers (1h 21m davanti al video) invece, anche ad alte soglie di pressione pubblicitaria, le coperture efficaci faticano a raggiungere livelli soddisfacenti. Per riequilibrare le coperture su questo secondo segmento gli investitori hanno quindi l’opportunità di allargare il media mix: la radio, tanto quanto il web, può soddisfare questa esigenza”.

    Citando diverse case history, Brusa ha confermato come le rilevazioni di awareness dimostrino che la radio porta incrementi significativi sui basso esposti al messaggio televisivo.

    “Attraverso la Total Single Source Panel di GFK abbiamo verificato come le persone effettivamente esposte al comunicato radio si siano attivate acquistando i prodotti sentiti in comunicazione radio.Nel caso Colussi, un planning solo radio ha mosso in modo significativo la quota di mercato sugli esposti al messaggio radio; nel caso Danacol, la radio è stata pianificata in sinergia con la Tv per correggere la comunicazione su un target secondario, più giovane rispetto al primario. Anche in questo caso i risultati sono stati positivi: gli esposti alla campagna radio hanno acquistato il prodotto incrementando la quota di mercato”.

    L’EFFICACIA DELLA RADIO NEL DIRECT

    Nell’intervento conclusivo della presentazione, Siliprandi ha mostrato alla platea le ragioni per cui la radio è un mezzo efficace per i clienti che operano nei mercati direct.

    Grazie alla rilevazione personale e passiva sia dell’ascolto radiofonico tramite People Meter GFK, sia della navigazione online tramite Web Software Tracker GFK, per la prima volta è stato misurato il ‘journey digitale’ delle persone effettivamente esposte alla comunicazione di un brand appartenente alla categoria assicurazioni dirette.
    “I risultati mostrano come tra coloro che sono stati esposti alla comunicazione radio tra le 6 e le 10 volte, la quota di visitatori al sito del brand assicurativo è risultata doppia rispetto ai non esposti (campione di controllo). Questo dato cresce più di tre volte nel caso in cui il numero di esposizioni sia almeno di 11 volte. Dalla Total Single Source Panel emerge come vi sia una spiccata propensione da parte di chi naviga su internet tutti i giorni ad abbinare la fruizione del mezzo radio (52,3%), offrendo alle aziende interessanti spunti in fase strategica e di definizione del media mix.

  • Rilevazioni Fcp-Assointernet: a marzo la pubblicità online cresce dell’1,4%

    DailyNet  5/05/2015

    Marzo positivo per la pubblicità online, che ha registrato una crescita dell’1,4% rispetto all’omologo mese del 2014. Lo evidenziano i dati di fatturato rilevati dall’Osservatorio Fcp-Assointernet secondo cui il web ha chiuso a +0,9%, il mobile a +16,7%, tablet a +74,9% e smart tv/ console -55,9%. Una performance che porta il totale dei primi tre mesi a -2,4%. Il presidente di Fcp-Assointernet Giorgio Galantis ha dichiarato: “A marzo, mese con un peso significativo sul totale anno, gli investimenti pubblicitari su internet rilevati dall’Osservatorio Fcp-Assointernet entrano in territorio positivo, facendo segnare +1,4%  sul 2014. Dopo un avvio d’anno che ha risentito delle turbolenze del mercato prosegue dunque il recupero del mezzo. Il primo trimestre si chiude con un passivo contenuto. Da sottolineare il segno positivo per il web e  la crescita nuovamente a due cifre del mobile”.

  • Luciano Fontana è il nuovo direttore del Corriere del Sera: nomina unanime dal CdA presieduto da Costa

    DailyMedia 4/05/2015

    Alla fine, è stata fatta una scelta all’insegna della continuità. Il testimone lasciato giovedì scorso da Ferruccio de Bortoli passa a Luciano Fontana, che è il nuovo direttore del Corriere della Sera. Il Consiglio di Amministrazione di RCS MediaGroup presieduto da Maurizio Costa lo ha designato all’unanimità giovedì scorso. La nomina di Fontana, già condirettore con la direzione de Bortoli, è il primo atto del nuovo CdA dopo l’elezione da parte dell’assemblea dei soci che si è tenuta giovedì 23 aprile. Il CdA ha anche espresso profonda gratitudine e grande apprezzamento a de Bortoli per l’attività svolta alla direzione del Corriere della Sera nell’arco degli ultimi sei anni, nonché durante la precedente direzione, assicurando al primo quotidiano italiano autorevolezza, indipendenza e qualità dell’informazione. In un periodo estremamente complesso a livello globale e di profonda trasformazione del mondo dell’informazione, Ferruccio de Bortoli ha garantito al Corriere identità, rilevanza e dinamismo, continuando la prestigiosa storia della testata. Il nuovo direttore Fontana dovrà presidiare il completamento della trasformazione digitale del Sistema Corriere all’insegna della sostenibilità economica coerente con le linee guida espresse dall’Editore. Tra le altre sfide, la valorizzazione del patrimonio giornalistico nonché delle professionalità, il tutto tutelando i valori di autonomia, indipendenza e autorevolezza dell’informazione, da sempre cardini fondanti della tradizione del Corriere. Il CdA ha anche costituito quattro comitati e nominato i rispettivi membri. I Comitati sono: Strategico, con Maurizio Costa, Pietro Scott Jovane, Paolo Colonna, Tom Mockridge; per le Nomine, con Maurizio Costa, Teresa Cremisi, Stefano Simontacchi; per la Remunerazione, con Gerardo Braggiotti, Teresa Cremisi, Dario Frigerio; Controllo e Rischi, con Dario Frigerio, Laura Cioli, Stefano Simontacchi.

  • Mercato La spesa sulla radio cresce del 7,7% a marzo; trimestre a +6,2%

    DailyMedia 30/04/2015

    La spesa della pubblicità  nazionale sulla radio aumenta a marzo del 7,7% rispetto allo stesso mese del 2014.

    A renderlo noto è stato ieri l’Osservatorio FCP-Assoradio. Il fatturato è stato pari a 29.155.000,00 euro. “Le rilevazioni dell’Osservatorio FCP-Assoradio del primo trimestre mostrano che gli investimenti pubblicitari sul mezzo radio crescono per il terzo mese consecutivo portando il progressivo al +6,2%”, commenta Paolo Salvaderi, presidente di FCP-Assoradio. “Questo vuol dire che la quota della radio sul totale  degli investimenti pubblicitari è aumentata. La vitalità del mezzo è anche il frutto del dinamismo delle strutture di vendita.  Con la seconda edizione di RadioCompass, presentazioni il 5 maggio a Milano e il 7 a Roma, le concessionarie FCP-Assoradio hanno nuovamente investito nella ricerca. Obiettivo fornire al mercato dati e informazioni per una pianificazione sempre più mirata”.

  • Nomine ADS Srl: Azzurra Caltagirone nuovo presidente

    DailyMedia 30/04/2015

    L’Assemblea dei soci di ADS Accertamenti Diffusione Stampa, riunitasi martedì scorso, ha eletto Azzurra Caltagirone nuovo presidente di ADS Srl, nominando il CdA per il triennio 2015/2017. Ne fanno parte: su designazione di Fieg Azzurra Caltagirone (Presidente), Francesco Dini, Giuseppe Ferrauto, Carlo Mandelli, Carlo Perrone, Luca Traverso e Donatella Treu; su designazione di FCP: Massimo Martellini; su designazione di UPA: Giovanna Maggioni, Vittorio Meloni, Andrea Imperiali e Raffaele Pastore; su designazione di AssAP Servizi: Stefano Del Frate e Vita Piccinini; su designazione di Unicom: Gianluca Bovoli.

  • Mindshare e FCP presentano Radiocompass 2015 Edition, studio sulla radio e sui benefici della sua pianificazione

    ADVExpress 28/4/2015

    La presentazione dello studio è in programma martedì 5 maggio a Milano e giovedì 7 maggio a Roma. “L’impianto di quest’anno si prefigge l’obiettivo di evidenziare i benefici che una pianificazione radiofonica è in grado di generare non solo in termini Media, ma anche e soprattutto di business che, in una situazione di mercato complessa come quella attuale, diventa un tema centrale nelle strategie delle aziende. A distanza di un anno abbiamo rifatto il check-up del mezzo constatandone l’ottimo stato di salute confermandone la capacità di aumentare l’efficacia di ogni altro mezzo all’interno della strategia di comunicazione e, infine, definendo con precisione la relazione che lega l’ascoltatore alla radio. Sono stati misurati KPI rilevanti come il ROI Mentale (capacità della Radio di lavorare su awareness e immagine del brand) e il ROI Fattuale (legato alle performance sulle vendite), per chiudere con il digital journey che vede una stretta sinergia e relazione tra audience radiofonica e navigazione sul web ” spiega Roberto Binaghi, Ceo e Chairman Mindshare.

    Nuovo appuntamento con Radiocompass: martedì 5 maggio a Milano (sede Sole 24ore, via Monterosa, ore 10.00) e giovedì 7 maggio a Roma (Forum Music Village, Piazza Euclide 34, ore 16.30) verrà presentata Radiocompass 2015, la naturale evoluzione dello studio condotto lo scorso anno che aveva sfatato alcuni dei principali luoghi comuni legati alla radio, evidenziando l’efficacia del mezzo.

    Parte degli eventi di Purple Programm – il percorso di appuntamenti ideato da Mindshare in occasione del quale condividere opinioni e punti di vista con clienti e opinion leader – l’edizione 2015 di Radiocompass vede la partecipazione di FCP Assoradio, che ha aggregato le principali emittenti radiofoniche e la presenza tra i relatori di Silvio Siliprandi, Ceo GFK Eurisko.

    Interverrà anche Giovanna Maggioni, Direttore Generale UPA, che porterà il punto di vista e le aspettative degli investitori.

    “L’impianto di quest’anno è ancora più ambizioso e si prefigge l’obiettivo di evidenziare i benefici che una pianificazione radiofonica è in grado di generare non solo in termini Media, ma anche e soprattutto di business che, in una situazione di mercato complessa come quella attuale, diventa un tema centrale nelle strategie delle aziende. A distanza di un anno abbiamo rifatto il check-up del mezzo constatandone l’ottimo stato di salute dovuto anche alla sua attitudine ad adeguarsi al mutato scenario media, confermandone la capacità di aumentare l’efficacia di ogni altro mezzo all’interno della strategia di comunicazione e, infine, definendo con precisione la relazione che lega l’ascoltatore alla radio. Sono stati misurati KPI rilevanti come il ROI Mentale (capacità della Radio di lavorare su awareness e immagine del brand) e il ROI Fattuale (legato alle performance sulle vendite), per chiudere con il digital journey che vede una stretta sinergia e relazione tra audience radiofonica e navigazione sul web ” dichiara Roberto Binaghi (nella foto 1), Ceo e Chairman Mindshare.

    “Radiocompass indaga la capacità della Radio di innovare e rinnovarsi, adattandosi ad un contesto media in rapida evoluzione. Le valenze social, la portabilità. Ne evidenzia infine la capacità di inserirsi efficacemente in qualunque media mix aumentando l’efficienza degli altri mezzi, tradizionali e digitali” dichiara Paolo Salvaderi (foto 2), Presidente FCP- Assoradio. “Lo studio di quest’anno si è svolto con il coinvolgimento di GFK Eurisko, partner che ci ha consentito di effettuare analisi uniche sul mercato grazie alla single source proprietaria.La Banca dati unica ci ha permesso di correlare l’effettivo ascolto al mezzo con una serie di azioni svolte dai consumatori in funzione della loro esposizioni agli spot radiofonici. Il successo della precedente edizione ha fatto sì che ai partner dello scorso anno se ne siano aggiunti altri, conferendo ulteriore valore e peso all’iniziativa: a tale proposito un ringraziamento particolare va ad FCP-Assoradio che ha sostenuto Radiocompass aggregando le principali emittenti radiofoniche”- conclude Binaghi.

    “Come Presidente FCP-Assoradio voglio sottolineare la volontà delle Concessionarie associate di fornire agli investitori elementi sempre nuovi di conoscenza del mezzo. La vitalità della Radio è dimostrata anche dalla vitalità delle strutture di vendita, protese all’ascolto del mercato e delle sue mutate esigenze. Quest’anno le partecipanti a RadioCompass sono sette, Gruppo Finelco, A. Manzoni & C., Mediamond, Openspace Pubblicità, Rai Pubblicità, Rds Advertising, System 24. Grazie ad esse FCP-Assoradio e
    Mindshare, con Gfk Eurisko, hanno dato vita a RadioCompass”- conclude Salvaderi.

  • Condé Nast L’offerta integrata spinge la raccolta al +3% nei primi 4 mesi, con stima del +5% nel 2015. Usai: «Premiante l’offerta da multimedia company

    Dailymedia del 28/04/2015

    Con una performance assolutamente in controtendenza rispetto all’andamento del mercato e in particolare del segmento dei periodici, in cui il Gruppo opera (-5,2% il primo, -6,2% il secondo a febbraio secondo Nielsen), Condé Nast Italia chiude il primo quadrimestre con una crescita della raccolta – che rappresenta l’85% del business dell’editore – del 3%. Ad anticipare a DailyMedia questo risultato è il deputy managing director Fedele Usai, che specifica che questa crescita è dovuta all’ulteriore, forte, spinta che viene dal digitale a fronte, comunque, di una sostanziale tenuta, della pubblicità sui periodici cartacei: anche se, giustamente, fa notare lo stesso Usai, ormai, così come avviene per quella editoriale dei ”sistemi” delle testate-brand del Gruppo, analogamente, anche l’offerta commerciale è talmente integrata, comprendendo anche brand content ed eventi, che non ha più molto senso fornire dei dati per singoli canali. Si possono, invece, fornire quelli relativi ai consumi online, che vedono il network dei siti Condé Nast raggiungere nel mese di marzo un pubblico di 20.642.979 visitatori unici (dato censuario WebTrekk, come tutti quelli di seguito indicati, ndr), in crescita di oltre il 70% anno su anno, con una social audience di 7,7 milioni di fan e follower su tutte le piattaforme, pari al +90% sullo stesso periodo dello scorso anno, che generano oltre 220 milioni di pagine viste e 12 milioni di video views. «Nel dettaglio – spiega Usai, che lavora a stretto contatto con il senior vp digital Marco Formento e il senior vp & branded solution Romano Ruosi – Vanity Fair, con quasi 9 milioni di visitatori che ogni mese si collegano al sito e 129 milioni di pagine viste, si consolida come punto di riferimento per tutte le novità non solo su celebrities, red carpet, moda e beauty ma, sempre più, anche sulle news e le personal stories. Segue Wired, che chiude marzo con il record di 6 milioni di utenti censuari, in raddoppio rispetto all’anno precedente che, sommati ai quasi 2,5 milioni di GQItalia. it, portano a un’importante audience complessiva sul target maschile. A contribuire al risultato complessivo ci sono poi il sito di Vogue, che raggiunge 2 milioni di utenti unici sempre lo scorso mese, la piattaforma video CNLive! che, oltre a garantire più di 12 milioni di video views nel network, festeggia il suo primo anno con un’audience consolidata vicina ai 2 milioni di utenti, e il rinnovato Glamour.it che, in sole due settimane dal suo go live, ha raggiunto già 1 milione di utenti e che è il primo all native, sostenuto con fee annui già da 5 aziende, Lvmh, L’Oréal, Lierac, Shiseido ed Estée Lauder, per un totale di 8 marchi, e che, proprio per questa sua caratteristica, permette di sviluppare con i clienti progetti di comunicazione decisamente più fluidi e coinvolgenti per i visitatori, tant’è che i contatti in un mese si sono moltiplicati per 6, arrivando a circa 1,2 milioni». Questa capacità di lavorare su contenuti digitali, video, storytelling e progetti di comunicazione esclusivi, integrati e su misura per ogni cliente, e che verrà probabilmente estesa anche ad altre testate, è anche il motivo del continuo rafforzamento di Studio 27, l’agenzia di marketing e comunicazione del gruppo, dove da poco è entrata anche Roberta La Selva con il ruolo di senior v.p., e che collabora anche con vari broadcaster e concessionarie esterni. «Questo, a conferma del nostro posizionamento di multimedia communication company in grado di interfacciarsi con agenzie e centri media per ottimizzare creatività e pianificazioni per le esigenze degli inserzionisti », sottolinea sempre Usai, che conferma inoltre che, a breve, il network sarà ulteriormente rafforzato, da metà maggio, dalla nuova release del sito de La Cucina Italiana, che diventerà la piattaforma dell’autenticità eno-gastronomica del nostro Paese con, tra le altre, sezioni regionali e ricette anche di grande impatto visivo. Per CNLive!, dove ci sono molte richieste di entrare, ci sarà invece un upfront a giugno per annunciarne la “next generation” con player internazionali. Su Vanity Fair il work in progress è continuo e la novità sul fronte commerciale è che l’audience verrà proposta in una modalità che integra carta, web ed engagement. E importante, come già accennato,  è anche il “blocco” dei maschili, che significa circa 8 milioni di utenti unici tra GQ, L’Uomo Vogue e Wired, che sta preparando il “Fuori Expo dell’Innovazione” con il Next Fest, che si svolgerà dal 22 al 24 maggio con un’anteprima la sera del 21. «Credo che, grazie ai suoi incredibili brand, alla strategia multimediale che abbiamo già consolidato e al contributo di altissima professionalità del management, Condé Nast Italia possa mirare a un aumento del 5% per quanto riguarda la raccolta in questi 12 mesi e a un’ulteriore crescita del proprio business anche negli anni a venire», conclude Fedele Usai che, alla domanda su quale sarà il suo prossimo futuro professionale, si limita a dichiarare: «In questo momento, quello che conta è il futuro dell’azienda. Nessun manager è insostituibile».

  • Appuntamenti Al Publisher Day si accendono prepotentemente i riflettori sulla viewability

    DailyNet 27/04/2015

    Una giornata dedicata alla formazione e allo scambio di esperienze con l’obiettivo di educare gli editori e tutta la filiera operativa nel digital advertising. Un utile confronto sulle diverse tematiche che animano il settore, con un occhio di riguardo sulla viewability, un concetto destinato a far parlare di sé e a portare dei cambiamenti al comparto. In due parole il Publisher Day. L’evento, arrivato alla quarta edizione, si è svolto presso la sede della Nazione a Firenze con la regia di Simply Adv. Ad aprire i lavori l’a.d. Roberto Barberis, che ha sottolineato come lo sviluppo tecnologico interno sia uno degli asset principali di Dada, di cui Simply Adv fa parte, da quando è nata nel 1995. «Oggi possiamo vantare un network di 12.500 publisher, costituito per il 95% da pmi editoriali. SI tratta di un dato che riflette la nostra filosofia di business. Il focus  della nostra attività è lo sviluppo di Dashboard Publisher, la nostra piattaforma, il più grande aggregatore di traffico italiano a livello nazionale, completamente automatizzata e caratterizzata da un elevato livello tecnologico, che permette agli editori di avere un grande controllo sui ricavi che generano. L’unica cosa manuale che facciamo è l’approvazione dei siti». Il Publisher Day coincide con i quattro anni di Barberis al timone di Simply Adv e rappresenta il continuum di un importante lavoro di formazione svolto in tutti questi anni, «Con l’obiettivo di offrire ai publisher il sentiment e le richieste della domanda parlando in modo diretto e affrontando tutte le evoluzioni. I publisher hanno una vasta scelta per valorizzare i propri prodotti con Simply Adv e credo che ciò abbia portato a una base publisher davvero importante, fidelizzata e in forte crescita. Siamo l’unica realtà italiana a mettere in contatto in modo sistematico domanda e offerta». Gruppo Dada entra nel capita le di 4w MarketPlace con una quota del 25% Poi Barberis ha sorpreso la platea con l’annuncio del rilevamento di una quota del 25% di 4w MarketPlace da parte di Dada. L’operazione s’inserisce nella strategia del gruppo di presenza e visibilità delle in rete delle Pmi, cuore pulsante dell’offerta del gruppo. In base all’accordo il ramo d’azienda di Dada relativo al programmatic ProAdv/Simply confluirà in 4w MarketPlace. L’ingresso avviene attraverso un aumento di capitale del 25%, pari a 2,1 milioni di euro, e farà di Dada il secondo socio dell’azienda, partecipata anche da Digital Magics, Principia Sgr e dai soci fondatori. Barberis diviene amministratore delegato mentre Gabriele Ronchini assume la carica di presidente esecutivo. A proposito dell’operazione Barberis ha dichiarato: «Grazie all’ingresso nel capitale di 4w MarketPlace diamo vita al più importante aggregatore di offerta italiano. Adesso l’offerta  potrà disporre di un unico interlocutore che lavora su un’ampia piattaforma di prodotti. Insomma adesso c’è una forza unica sul mercato, in grado di apportare traffico, tecnologia ed esperienza, sia lato publisher sia lato advertiser». Gli fa eco Gabriele Ronchini: «Il focus rimarrà sullo Stivale, perché il nostro Paese può dare tanto e unendo le forze sono sicuro che cresceremo ancora di più. Non lo nego: con Dada c’è una grande sinergia organizzativa e di business. L’operazione è nata verso la fine dell’anno scorso in modo del tutto naturale: le nostre offerte si completano. Da un lato, infatti, 4w ha sempre lavorato come network su editori premium e di stazza intermedia. Simply partiva da  quest’ultimi – ero e proprio anello di congiunzione – per arrivare alla codalunga. E poi l’integrazione  tecnologica ha rivestito un ruolo importante: noi siamo nati con formati legati al native mentre loro sono forti sul mondo display  e video. A quel punto l’unione degli editori, dei formati e delle tecnologie fanno diventare 4w MarketPlace l’ad network per definizione. La nostra idea è quella di lavorare come unica azienda. Di qui la volontà di avere Barberis come amministratore delegato. Con l’ingesso di Dada ereditiamo un’ulteriore sede, Firenze, che si va ad aggiungere a quelle di Milano, Roma e Fisciano, in provincia di Salerno. Sono convinto che il mettere insieme due realtà così eccellenti e per molti versi simili sarà un moltiplicatore di business e non una somma». Nel 2014 4w MarketPlace ha registrato ricavi per 4,4 milioni di euro. Sono stati 2,4 milioni di euro i ricavi di ProAdv/Simply nel 2014. Quando viewability e metriche in grado di validare la target audience risolvono i problemi di sostenibilità della  pubblicità branding Uno dei problemi fondamentali della pubblicità branding è la sua sostenibilità economica, perché le inventory sono illimitate. Il loro valore, dunque, tende allo zero mentre solo le risorse scarse possiedono un valore economico. È partito da questa premessa l’intervento di Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers/com- Score Italia, venerdì scorso al Publisher Day. «Per risolvere questa problematica sono stati individuati  due principi teorici: la necessità di misurare le impression visualizzate e l’esposizione reale e non le impression erogate, una filosofia che porta scarsità e quindi valore; e basare l’online advertising su metriche in grado di validare la target audience e che guidino il confronto con gli altri mezzi. Si tratta di un’evoluzione importante e pensiamo che comScore, da sempre al timone dell’innovazione, possa accompagnare il mercato in questa trasformazione, che però rischia di generare confusione. D’altra parte il mondo della pubblicità web è sempre più variegato, tecnologicamente  complesso e vasto e la qualità rappresenta il vero elemento per affermarsi all’interno di questo contesto». Alla luce di ciò il tema della misurazione delle campagne assume una grande importanza. Ma come si fa a misurare l’efficacia di una campagna? «Occorre comprendere se l’advertising è stato effettivamente visto e se è stato colpito il target giusto».

    Viewability

    Sul fronte della viewability esistono dei parametri di validazione differenti: vCE considera viste le display di cui sia stato illuminato almeno il 50% dei pixel per almeno un secondo e i video di cui sia stato illuminato almeno il 50% dei pixel per almeno due secondi. Per i Large Format, c’è viewability quando viene visualizzato il 30% dei pixel per almeno un secondo. Ci tengo a precisare che non esistono metriche per quanto riguarda il mobile ma solo un orientamento comune: per il mobile browsing si usano i medesimi parametri del desktop mentre la pubblicità in-app è considerata in-view. Una bella grana se si pensa che l’80% del traffico su smartphone e tablet è appannaggio delle applicazioni.

    E il mercato delle app è davvero molto selettivo«. Quindi Angelini ha spiegato che il 100% di viewability è un’utopia: la  reazione degli utenti è velocissima e inferiore a un secondo; e poi c’è tutto il problema del traffico umano: in questo caso devo dire che l’Italia  è messa bene perché il suo impatto è bassissimo, tra lo 0 e l’1% del totale. «Il tracciamento  del traffico non umano è uno dei cavalli di battaglia di com- Score e crediamo che questo cresca man mano che il programmatic acquisisce quote di mercato. Non è una sorpresa, infatti, che il livello di in-view delle impression in Italia si attesti attorno al 47% mentre in Uk è inferiore al 40%. Tenete presente però che questi sono livelli medi: il tasso di in-view muta notevolmente da industry a industry ». Ma quali sono i fattori che influenzano la viewability?

    «Gli editori devono porre grande attenzione alla qualità complessiva del sito e in questo senso i publisher premium sono favoriti, è inutile negarlo. E devono anche considerare che inventory limitate favoriscono la viewability. Insomma il sovraffollamento pubblicitario non è la strada da seguire. Infine bisogna stare attenti ai tassi di rimbalzo e al comportamento di chi naviga, un rischio e quindi non controllabile ».

    In-Target

    Se il 100% della viewability non è un obiettivo realistico non lo è nemmeno quello che vuole che la pubblicità sia 100% in target.

    Perché? «Sono diversi i fattori: le procedure di registrazione demografiche non sono sempre accurate; e ancora perché 1 pc su 2 è condiviso e quindi il rischio di mostrare ads alle persone sbagliate è tangibile. Inoltre, alcuni target

    sono ricostruiti inferendo le variabili socio-demo dalle tipologie di contenuti visitati ». Qualsiasi panel di validazione del target è distorto per natura ma l’unico modo per correggerlo è quello di integrare più fonti, con un modello aperto, che permette a più editori di partecipare. Qual è il livello di in-target medio in Italia? «E’ pari al 48,2% ma

    il dato dipende da come il target stesso viene definito dagli investitori». Quindi Angelini ha voluto sottolineare come comScore sia leader nella compliance agli standard e come vCE abbia il maggior livello di certificazione dai maggiori

    organismi di controllo internazionali su più parametri. «Non tutti i sistemi di misurazione sono uguali: la nostra tecnologia è supportata da investimenti veramente importanti».

    La case Simply

    Come ha spiegato in precedenza Angelini, quando si parla di viewability i publisher premium si trovano in una posizione di vantaggio. «Eppure, analizzando il network di editori Simply, è emerso che solo un terzo di questi si trova

    indietro su questo fronte mentre gli altri sono allineati alla media di mercato, con alcuni casi di eccellenza. E, comunque, con il progressivo affermarsi del programmatic, la codalunga – l’anima di Simply – potrebbe guadagnarci. E

    sempre sulla base della nostra analisi su alcune campagne sul network Simply  è emerso che la sua capacità

    di raggiungere il target corretto è al di sopra della media Emea, con livelli  talvolta superiori del 20%.E se c’è viewability, questo valore si paga». In sintesi Fabrizio Angelini non ha dubbi: «Il mercato sta cambiando e le metriche

    di post valutazione sono uno strumento fondamentale per chi opera nel mondo dell’advertising online. E saranno sempre più integrate con le metriche di pianificazione».

    Il proseguo dell’evento

    Sempre Angelini ha moderato la tavola rotonda  «La campagna perfetta» sull’importanza degli asset tecnologici a disposizione degli investitori per analizzare i nuovi trend di misurazione del successo delle campagne adv

    e quanto questi incidano sull’offerta. Nel corso del pomeriggio Umberto Basso – innovation, media and advertising H-Art – ha guidato l’intervento “Il contenuto Programmatico”, trasportando i partecipanti nel mondo dei brand

    e della loro ricerca di un posizionamento corretto all’interno di formati correlati al contesto e ai contenuti editoriali. Ha chiuso il Publisher Day la tavola rotonda “Domanda? Offerta!”, moderata da Massimo Pattano – sales & marketing

    director di Simply Adv, mettendo in luce le richieste,  i requisiti e le garanzie che gli investitori cercano nell’offerta editoriale.

  • Appuntamenti Al Publisher Day si accendono prepotentemente i riflettori sulla viewability

    DailyNet 27/04/2015

    Una giornata dedicata alla formazione e allo scambio di esperienze con l’obiettivo di educare gli editori e tutta la filiera operativa nel digital advertising. Un utile confronto sulle diverse tematiche che animano il settore, con un occhio di riguardo sulla viewability, un concetto destinato a far parlare di sé e a portare dei cambiamenti al comparto. In due parole il Publisher Day. L’evento, arrivato alla quarta edizione, si è svolto presso la sede della Nazione a Firenze con la regia di Simply Adv. Ad aprire i lavori l’a.d. Roberto Barberis, che ha sottolineato come lo sviluppo tecnologico interno sia uno degli asset principali di Dada, di cui Simply Adv fa parte, da quando è nata nel 1995. «Oggi possiamo vantare un network di 12.500 publisher, costituito per il 95% da pmi editoriali. SI tratta di un dato che riflette la nostra filosofia di business. Il focus  della nostra attività è lo sviluppo di Dashboard Publisher, la nostra piattaforma, il più grande aggregatore di traffico italiano a livello nazionale, completamente automatizzata e caratterizzata da un elevato livello tecnologico, che permette agli editori di avere un grande controllo sui ricavi che generano. L’unica cosa manuale che facciamo è l’approvazione dei siti». Il Publisher Day coincide con i quattro anni di Barberis al timone di Simply Adv e rappresenta il continuum di un importante lavoro di formazione svolto in tutti questi anni, «Con l’obiettivo di offrire ai publisher il sentiment e le richieste della domanda parlando in modo diretto e affrontando tutte le evoluzioni. I publisher hanno una vasta scelta per valorizzare i propri prodotti con Simply Adv e credo che ciò abbia portato a una base publisher davvero importante, fidelizzata e in forte crescita. Siamo l’unica realtà italiana a mettere in contatto in modo sistematico domanda e offerta». Gruppo Dada entra nel capita le di 4w MarketPlace con una quota del 25% Poi Barberis ha sorpreso la platea con l’annuncio del rilevamento di una quota del 25% di 4w MarketPlace da parte di Dada. L’operazione s’inserisce nella strategia del gruppo di presenza e visibilità delle in rete delle Pmi, cuore pulsante dell’offerta del gruppo. In base all’accordo il ramo d’azienda di Dada relativo al programmatic ProAdv/Simply confluirà in 4w MarketPlace. L’ingresso avviene attraverso un aumento di capitale del 25%, pari a 2,1 milioni di euro, e farà di Dada il secondo socio dell’azienda, partecipata anche da Digital Magics, Principia Sgr e dai soci fondatori. Barberis diviene amministratore delegato mentre Gabriele Ronchini assume la carica di presidente esecutivo. A proposito dell’operazione Barberis ha dichiarato: «Grazie all’ingresso nel capitale di 4w MarketPlace diamo vita al più importante aggregatore di offerta italiano. Adesso l’offerta  potrà disporre di un unico interlocutore che lavora su un’ampia piattaforma di prodotti. Insomma adesso c’è una forza unica sul mercato, in grado di apportare traffico, tecnologia ed esperienza, sia lato publisher sia lato advertiser». Gli fa eco Gabriele Ronchini: «Il focus rimarrà sullo Stivale, perché il nostro Paese può dare tanto e unendo le forze sono sicuro che cresceremo ancora di più. Non lo nego: con Dada c’è una grande sinergia organizzativa e di business. L’operazione è nata verso la fine dell’anno scorso in modo del tutto naturale: le nostre offerte si completano. Da un lato, infatti, 4w ha sempre lavorato come network su editori premium e di stazza intermedia. Simply partiva da  quest’ultimi – ero e proprio anello di congiunzione – per arrivare alla codalunga. E poi l’integrazione  tecnologica ha rivestito un ruolo importante: noi siamo nati con formati legati al native mentre loro sono forti sul mondo display  e video. A quel punto l’unione degli editori, dei formati e delle tecnologie fanno diventare 4w MarketPlace l’ad network per definizione. La nostra idea è quella di lavorare come unica azienda. Di qui la volontà di avere Barberis come amministratore delegato. Con l’ingesso di Dada ereditiamo un’ulteriore sede, Firenze, che si va ad aggiungere a quelle di Milano, Roma e Fisciano, in provincia di Salerno. Sono convinto che il mettere insieme due realtà così eccellenti e per molti versi simili sarà un moltiplicatore di business e non una somma». Nel 2014 4w MarketPlace ha registrato ricavi per 4,4 milioni di euro. Sono stati 2,4 milioni di euro i ricavi di ProAdv/Simply nel 2014. Quando viewability e metriche in grado di validare la target audience risolvono i problemi di sostenibilità della  pubblicità branding Uno dei problemi fondamentali della pubblicità branding è la sua sostenibilità economica, perché le inventory sono illimitate. Il loro valore, dunque, tende allo zero mentre solo le risorse scarse possiedono un valore economico. È partito da questa premessa l’intervento di Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers/com- Score Italia, venerdì scorso al Publisher Day. «Per risolvere questa problematica sono stati individuati  due principi teorici: la necessità di misurare le impression visualizzate e l’esposizione reale e non le impression erogate, una filosofia che porta scarsità e quindi valore; e basare l’online advertising su metriche in grado di validare la target audience e che guidino il confronto con gli altri mezzi. Si tratta di un’evoluzione importante e pensiamo che comScore, da sempre al timone dell’innovazione, possa accompagnare il mercato in questa trasformazione, che però rischia di generare confusione. D’altra parte il mondo della pubblicità web è sempre più variegato, tecnologicamente  complesso e vasto e la qualità rappresenta il vero elemento per affermarsi all’interno di questo contesto». Alla luce di ciò il tema della misurazione delle campagne assume una grande importanza. Ma come si fa a misurare l’efficacia di una campagna? «Occorre comprendere se l’advertising è stato effettivamente visto e se è stato colpito il target giusto».

    Viewability

    Sul fronte della viewability esistono dei parametri di validazione differenti: vCE considera viste le display di cui sia stato illuminato almeno il 50% dei pixel per almeno un secondo e i video di cui sia stato illuminato almeno il 50% dei pixel per almeno due secondi. Per i Large Format, c’è viewability quando viene visualizzato il 30% dei pixel per almeno un secondo. Ci tengo a precisare che non esistono metriche per quanto riguarda il mobile ma solo un orientamento comune: per il mobile browsing si usano i medesimi parametri del desktop mentre la pubblicità in-app è considerata in-view. Una bella grana se si pensa che l’80% del traffico su smartphone e tablet è appannaggio delle applicazioni.

    E il mercato delle app è davvero molto selettivo«. Quindi Angelini ha spiegato che il 100% di viewability è un’utopia: la  reazione degli utenti è velocissima e inferiore a un secondo; e poi c’è tutto il problema del traffico umano: in questo caso devo dire che l’Italia  è messa bene perché il suo impatto è bassissimo, tra lo 0 e l’1% del totale. «Il tracciamento  del traffico non umano è uno dei cavalli di battaglia di com- Score e crediamo che questo cresca man mano che il programmatic acquisisce quote di mercato. Non è una sorpresa, infatti, che il livello di in-view delle impression in Italia si attesti attorno al 47% mentre in Uk è inferiore al 40%. Tenete presente però che questi sono livelli medi: il tasso di in-view muta notevolmente da industry a industry ». Ma quali sono i fattori che influenzano la viewability?

    «Gli editori devono porre grande attenzione alla qualità complessiva del sito e in questo senso i publisher premium sono favoriti, è inutile negarlo. E devono anche considerare che inventory limitate favoriscono la viewability. Insomma il sovraffollamento pubblicitario non è la strada da seguire. Infine bisogna stare attenti ai tassi di rimbalzo e al comportamento di chi naviga, un rischio e quindi non controllabile ».

    In-Target

    Se il 100% della viewability non è un obiettivo realistico non lo è nemmeno quello che vuole che la pubblicità sia 100% in target.

    Perché? «Sono diversi i fattori: le procedure di registrazione demografiche non sono sempre accurate; e ancora perché 1 pc su 2 è condiviso e quindi il rischio di mostrare ads alle persone sbagliate è tangibile. Inoltre, alcuni target

    sono ricostruiti inferendo le variabili socio-demo dalle tipologie di contenuti visitati ». Qualsiasi panel di validazione del target è distorto per natura ma l’unico modo per correggerlo è quello di integrare più fonti, con un modello aperto, che permette a più editori di partecipare. Qual è il livello di in-target medio in Italia? «E’ pari al 48,2% ma

    il dato dipende da come il target stesso viene definito dagli investitori». Quindi Angelini ha voluto sottolineare come comScore sia leader nella compliance agli standard e come vCE abbia il maggior livello di certificazione dai maggiori

    organismi di controllo internazionali su più parametri. «Non tutti i sistemi di misurazione sono uguali: la nostra tecnologia è supportata da investimenti veramente importanti».

    La case Simply

    Come ha spiegato in precedenza Angelini, quando si parla di viewability i publisher premium si trovano in una posizione di vantaggio. «Eppure, analizzando il network di editori Simply, è emerso che solo un terzo di questi si trova

    indietro su questo fronte mentre gli altri sono allineati alla media di mercato, con alcuni casi di eccellenza. E, comunque, con il progressivo affermarsi del programmatic, la codalunga – l’anima di Simply – potrebbe guadagnarci. E

    sempre sulla base della nostra analisi su alcune campagne sul network Simply  è emerso che la sua capacità

    di raggiungere il target corretto è al di sopra della media Emea, con livelli  talvolta superiori del 20%.E se c’è viewability, questo valore si paga». In sintesi Fabrizio Angelini non ha dubbi: «Il mercato sta cambiando e le metriche

    di post valutazione sono uno strumento fondamentale per chi opera nel mondo dell’advertising online. E saranno sempre più integrate con le metriche di pianificazione».

    Il proseguo dell’evento

    Sempre Angelini ha moderato la tavola rotonda  «La campagna perfetta» sull’importanza degli asset tecnologici a disposizione degli investitori per analizzare i nuovi trend di misurazione del successo delle campagne adv

    e quanto questi incidano sull’offerta. Nel corso del pomeriggio Umberto Basso – innovation, media and advertising H-Art – ha guidato l’intervento “Il contenuto Programmatico”, trasportando i partecipanti nel mondo dei brand

    e della loro ricerca di un posizionamento corretto all’interno di formati correlati al contesto e ai contenuti editoriali. Ha chiuso il Publisher Day la tavola rotonda “Domanda? Offerta!”, moderata da Massimo Pattano – sales & marketing

    director di Simply Adv, mettendo in luce le richieste,  i requisiti e le garanzie che gli investitori cercano nell’offerta editoriale.

  • Stampa Il Giornale di Brescia oggi in edicola con il numero del restyling

    DailyMedia 27/04/2015

    Uscito con il primo numero il 27 aprile 1945, il Giornale di Brescia festeggia il suo 70° compleanno andando oggi in edicola con l’edizione completamente rinnovata nel progetto grafico e nella struttura di contenuti. Il restyling, che interessa anche il sito web www. giornaledibrescia.it, è frutto di un percorso, durato circa un anno, di analisi, ricerca sui consumatori potenziali e attuali, ridefinizione dell’identità visiva dei prodotti – omogenea sia nella versione cartacea che in quella digitale – e riorganizzazione dei flussi di lavoro della newsroom del quotidiano. In questo progetto il team di Editoriale Bresciana è stato affiancato da due tra i migliori studi di consulenza in ambito di design e riconversione cartaceo/digitale, Sketchin e Sol361 di Barcellona. Il rinnovamento è stato anche oggetto di una ricerca Ipsos, che ha evidenziato come l’identità del giornale acquisisca, con il nuovo design, freschezza e personalità, modernizzandosi e rendendo la fruizione più facile, orientata, piacevole e adatta alla lettura veloce. Lo studio ha inoltre confermato il fortissimo radicamento del giornale nel territorio di Brescia e provincia, una presenza identitaria, un brand che rappresenta la qualità e la completezza dell’informazione locale. Per celebrare il 70° dalla fondazione e i prodotti rinnovati, sono previste, nel corso del 2015, molte attività promozionali: un concorso per il lettori, una campagna di comunicazione teaser e poi svelata, affissioni a Brescia in metropolitana e su un circuito di 110 autobus, taxi brandizzati, attività di guerrilla marketing in tutta la provincia, una mascotte presente in molti punti di aggregazione durante i week-end e nelle trasmissioni in diretta di Teletutto, una mostra delle prime pagine storiche del giornale con attività collegate con le scuole, oltre a un evento al Teatro Grande di Brescia, per condividere il nuovo progetto con lettori, abbonati, dipendenti, istituzioni e investitori pubblicitari.