Blog

  • Hearst: al via il rollout del CMS proprietario, per scalare l’offerta native

    DailyNet 22/03/2016

    In questi giorni Hearst è giunta al roll out globale di Media OS, il suo CMS pro­prietario nuovo di zecca, svi­luppato tra le sedi di New York e Londra. «Si tratta di un CMS proprietario unico per tutte le nostre properties a li­vello globale, stiamo parlan­do di oltre 250 siti in tutto il mondo», spiega a DailyNet Biagio Stasi, chief digital offi­cer di Hearst Magazines Ita­lia. «Nel nostro Paese, la novi­tà è stata introdotta da poco tempo sul sito di Cosmopoli­tan, e da pochi giorni è parti­ta anche su Gioia. Quindi sarà la volta di Elle e delle altre te­state del gruppo». «Grazie al nuovo strumento, Media OS, sarà molto più facile gestire e controllare l’efficacia di un articolo, potendo monitorar­ne le performance attraverso confronti tra i nostri brand su scala locale e internaziona­le», prosegue Stasi. In prati­ca Media Os si trasformerà in un indicatore di gradimento indispensabile per i giornali­sti, che potranno in questo modo monitorare in manie­ra costante il consenso dei lettori. E sarà anche uno stru­mento indispensabile per gli spender. «Anche i nostri in­serzionisti possono servirse­ne a fini nativi: perché met­tiamo a loro disposizione un sistema avanzato, che per­mette un’approfondita atti­vità di analisi qualitativa del dato per conoscere la no­stra audience, legata tradi­zionalmente a temi come il fashion, il lusso, ma anche il design; insomma, un pub­blico di qualità, spesso dif­ficile da raggiungere», sot­tolinea Biagio Stasi. Il lancio di questa novità riguarda 84 mercati e alcuni test conclu­si con successo negli Sta­ti Uniti.

    Nativesemi-industrialeconil nuovoCMS

    Puntare sul native è una scel­ta abbastanza naturale per un editore come Hearst, spe­cialmente in un momento storico come quello attua­le, in cui l’industry si sta con­frontando con temi come la viewability e l’ad blocking. «In questo senso abbia­mo costruito degli ambien­ti “Shared spaces”, all’interno dei quali il contenuto si co­niuga con gli annunci degli inserzionisti. Con il nuovo CMS riusciamo a scalare la nostra proposta nativa con una soluzione semi-indu­striale, che speriamo possa portare benefici importan­ti a noi, ai clienti e ai letto­ri». Benefici che in Usa, dopo l’introduzione nel mercato di questo strumento, sono già arrivati: l’editore ha affer­mato che le revenue digitali sono aumentate del 35% e i visitatori unici di circa il 50%.Oltre al native, Hearst sta puntando molto sul pro­grammatic: «Lavoriamo con un rtb centralizzato a New York e collaboriamo con le DMP Lotame e Proximic (di proprietà di comScore, ndr)», prosegue Stasi.
    Hero Adv, il formato principe dell’offerta targata Hearst Hearst sta puntando forte su Hero Adv. «Un formato“device neutral”, che grazie alla tecnologia HTML5, non si ridimensiona a seconda del device: la soluzione presenta diversi riquadri spacchettati che si ricompongono in funzione delle esigenze del cliente. Hero Adv offre differenti opportunità: link all’ecommerce, video, social buttons, claim », spiega Stasi. Native, occorre innescare un circolo virtuoso tra i vari attori Stasi, poi, ha voluto sottolineare alcuni limiti, certamente risolvibili, del native nel nostro Paese. «Non critico il mercato, ma sul native siamo in leggero ritardo sia sul fronte consumer sia su quello produttivo. In Usa gli utenti tendono ad apprezzare maggiormente i contenuti in cui viene indicato che un articolo è sponsorizzato, perché l’intera filiera si impegna a restituire un prodotto di valore reale per il consumatore. C’è una grande attenzione alla qualità di uno sponsored post e anche sulle attività di post-analisi, che sono più ampie e articolate: perché non si fermano al mero numero di lettori colpiti, ma indagano anche sulle reazioni e i comportamenti degli stessi. Per un motivo molto semplice: perché per fare un native di qualità, è necessario uno sforzo da parte di editori, utenti e inserzionisti, che porti a un livello superiore il contenuto. In pratica, va innescato un circolo virtuoso».

    L’andamento dei primi mesi dell’anno

    Nonostante una situazione macroeconomica incerta e un mercato digitale che fatica a ritrovare la vitalità dei suoi albori Stasi conclude dicendo: «Il primo trimestre è andato molto bene. In effetti siamo in grande fermento sia per la Milano Fashion Week prima, che per il Salone del Mobile, in arrivo tra pochi giorni». A febbraio il traffico totale siti (Elle, Marie Claire, Cosmopolitan, Gioia, Elle Decor) è salito del 92% sul pari mese del 2015 (fonte Google  Analythics Premium ). Fatturato consolidato a marzo 2016 +30% vs. 2015

  • Commenti Moviemedia esprime perplessità sui dati Nielsen relativi al cinema, richiesto confronto con l’istituto di ricerca e il mercato

    DailyMedia 17/03/2016

    Moviemedia contesta i dati Nielsen. Relativa­mente agli andamenti dei fatturati pubblicitari del mese di gennaio 2016, la concessiona­ria afferma che il -8% attribuito al cinema non sia corretto. Se Mo­viemedia, che rappresenta il 40% del mercato della pubblicità al ci­nema, a gennaio cresce del 25%, «significa che qualcosa non va» afferma Fabrizio Menichella, pre­sidente della concessionaria. Per­plessità che aumenta se la con­cessionaria si confronta con i risultati del 2015, chiuso a +18% a fronte di un consuntivo Nielsen a -4%. «Noi – dice Menichella – co­munichiamo a Nielsen i nostri fat­turati. Non sappiamo cosa faccia­no le altre aziende monitorate, ci chiediamo se i dati comunicati dalle altre tre concessionarie sia­no omologhi e congruenti. Per questo vorremmo un confronto sul tema con Nielsen e con gli al­tri attori del nostro mercato». Per Moviemedia l’anomalia ci deve essere per forza, dato che le con­cessionarie monitorate da Niel­sen – Rai Pubblicità, UCI e Prs per The Space – sono le stesse che fanno parte di Audimovie, con le quali i contatti sono stretti, così come con tutta la filiera del mer­cato. Secondo quanto comunica Moviemedia in una nota, il cine­ma è in crescita continua già dal­lo scorso anno. Le presenze, nei primi 2 mesi del 2016, aumenta­no del 32%, dopo un 2015 chiuso a una media del +9%, e questo dà la spinta anche agli investimenti, in aumento a doppia cifra. «An­diamo incontro a un danno di im­magine serio sia per la nostra so­cietà, sia per il mercato» continua Menichella. A fronte dell’incer­tezza su questo punto, e in atte­sa dell’apertura del tavolo di con­fronto, la Moviemedia ha deciso di interrompere temporaneamente la fornitura di dati a Nielsen “fino a quando non verranno chiarite le modalità di analisi e reperimen­to degli stessi, nei confronti di tut­te le altre concessionarie, che evi­dentemente non sono omologhi e congruenti con il dato reale del­la raccolta pubblicitaria del setto­re”. A questo proposito, la Nielsen fa sapere di aver fissato un incon­tro con FCP che avrà luogo a bre­ve, e in quella sede verranno chia­riti e fugati eventuali dubbi.

  • Mercato Bilancio del Gruppo 24 Ore: i ricavi consolidati del 2015 si attestano a 325 milioni di euro, in aumento del 4%; e la raccolta pubblicitaria progredisce dell’11,2%

    DailyMedia 17/03/2016

    Ricavi consolidati pari a 325 milioni di euro, in crescita di 12,6 milioni di euro, per un progresso del 4%; tutto in continu­ità con la positiva dinamica iniziata nel 2014, grazie alla scelta strategica implementata di creare un sistema multimediale con una filiera di nuo­vi quotidiani digitali specializzati, pienamente integrati con il Sole 24 Ore, che determinano una cresci­ta dei ricavi da contenuti informati­vi digitali ad alta redditività. In cre­scita anche la raccolta pubblicitaria (+11,2%) e la formazione (+14,2%), mentre l’area cultura è in linea (+1,5%). Sono questi alcuni degli elementi principali che contraddi­stinguono il bilancio 2015 del Grup­po Il Sole 24 Ore, approvato ieri dal Consiglio di Amministrazione, pre­sieduto da Benito Benedini. I rica­vi digitali da contenuto informativo confermano il trend positivo degli ultimi anni e aumentano di 5,7 mi­lioni di euro, pari all’8,2% rispetto al 2014, interamente dovuto alla cre­scita del sistema multimediale del Sole e dei quotidiani verticali colle­gati. In particolare, la crescita dei ri­cavi digitali da contenuto informa­tivo del quotidiano Il Sole 24 Ore e dei quotidiani verticali è stata pari a 8,4 milioni, con un incremento del 45%. Si consolida, inoltre, il supera­mento dei ricavi digitali sui ricavi da contenuto in versione cartacea, at­testando la componente digitale al 55% del totale, rispetto al 47% del 2014. I ricavi digitali complessivi del gruppo ammontano a 106,7 milio­ni di euro e sono pari al 32,8% del totale dei ricavi (erano pari al 30,7% nel 2014) in incremento dell’11,2% rispetto al 2014.

    Primo nel digitale

    Il quotidiano Il Sole 24 Ore si confer­ma, nel 2015, il primo quotidiano di­gitale con circa 218 mila copie digitali medie (+18,5% verso il 2014) e il se­condo quotidiano nazionale per dif­fusioni complessive (carta+digitale) con un valore medio di circa 375 mila copie complessive (+2,2% vs 2014), un dato in controtendenza ri­spetto al mercato (-5,6%) che riflette il rilevante risultato delle vendite del quotidiano Il Sole 24 Ore e dei quo­tidiani verticali, e il successo conse­guente nell’attuazione della scelta editoriale di convertire gli abbona­menti domiciliati edicola in abbona­menti digitali. A completamento del sistema Sole, alle copie cartacee e di­gitali si aggiungono gli oltre 36.000 abbonamenti de IlSole24ore.com, da tre anni in paywall. Intanto, la rac­colta pubblicitaria è stata pari a 126,7 milioni di euro, in crescita dell’11,2% rispetto al 2014 e si confronta con un mercato di riferimento in calo del 2,2%, realizzando un risultato in to­tale controtendenza nel settore me­dia. L’autorevolezza del Sole 24 Ore e del brand, il miglioramento quali­tativo e quantitativo dei contenuti informativi su carta, digitale e radio hanno consentito di incrementa­re i prezzi dell’offerta pubblicitaria e hanno sostenuto il forte incremen­to dei ricavi pubblicitari, nonostante il calo del mercato. Tutti i mezzi re­alizzano risultati migliori del merca­to: Radio24 (+18,2% verso mercato +8,8%), stampa (+9,4% verso merca­to in calo del 5,7%), online (+11,2% verso -0,7% mercato). Il quotidiano Il Sole 24 Ore chiude il 2015 in crescita del 2,1%, in controtendenza rispetto al mercato dei quotidiani, in calo del 6,6% secondo i dati Nielsen del pe­riodo gennaio-dicembre 2015. Radio 24 si conferma stabilmente alla nona posizione nel ranking ascolto giorno medio, sia sull’anno che nel secondo semestre 2015 con 1.974.000 ascol­tatori nel giorno medio. Nell’ultimo trimestre 2015, gli ascoltatori dal lu­nedì al venerdì sono 2.295.000, dato più alto degli ultimi due anni, in cre­scita del 6,5% rispetto allo stesso pe­riodo del 2014. In particolare, la do­menica si è registrato un incremento del 18% rispetto al trimestre prece­dente grazie alle novità introdotte nel palinsesto, in base ai dati Radio­Monitor di GFK Eurisko. Nel 2015 Ra­dio 24 ha contribuito con un risul­tato ampiamente positivo all’ebitda ottenuto dal gruppo.

    Formazione, Eventi, Cultura

    I ricavi dell’Area Formazione ed Even­ti sono in crescita di 4,1 milioni di euro, pari al +14,2% e si attestano a 33 milioni di euro. La crescita è dovu­ta al buon andamento della Business School, che nel 2015 rileva una cre­scita sia nel numero delle iniziative realizzate che dei partecipanti, in aula e online, in particolare nei Master di specializzazione e Executive Master. In crescita anche i prodotti Annual ed Eventi, grazie all’aumento delle iniziative realizzate. L’ebitda dell’Area Formazione ed eventi aumenta da 3,2 milioni di euro del 2014 a 5,2 mi­lioni di euro nel 2015 (+61,7%). L’Area Cultura registra ricavi in crescita di 0,3 milioni di euro e si attestano a 19,8 milioni di euro, pari all’1,5% rispetto al precedente esercizio. Le costan­ti azioni di contenimento attuate su tutte le voci di costo, unitamente al progredire della migrazione di tutte le attività del gruppo al digitale, han­no consentito di ottenere significativi risparmi. In particolare, diminuiscono costi per materie prime (-13,6%), co­sti di distribuzione (-9,6%). I costi cor­porate sono in calo di 4,9 milioni di euro (-10,9%) rispetto al 2014. Le ti­pologie di costo in aumento sono di­rettamente correlate alla crescita dei ricavi (costi di vendita, competenze pubblicitarie editori terzi e costi rela­tivi all’area formazione).

    Margine operativo

    Tornando a elementi di natura finan­ziaria, il margine operativo lordo (ebi­tda) è positivo per 0,9 milioni di euro (-10,7 milioni di euro nel 2014) con un miglioramento di 11,6 milioni di euro. Un risultato ottenuto grazie alla crescita dei ricavi, alla costante atten­zione al contenimento dei costi ope­rativi delle funzioni corporate, agli ef­fetti della riorganizzazione di alcune aree di business che ha permesso di compensare l’incremento dei costi correlati alla crescita degli stessi rica­vi. Il margine operativo lordo (ebitda) dell’Editrice, positivo per 5,6 milio­ni di euro, è in miglioramento di 4,7 milioni di euro e si confronta con ri­sultato pari a 0,8 milioni di euro del 2014, confermando le dinamiche già emerse nel corso dell’esercizio, legate alle scelte editoriali innovative multi­mediali, al miglioramento qualitativo che ha anche contribuito all’ottima performance della raccolta pubbli­citaria, unitamente al contenimento dei costi e all’efficienza dei processi. Il risultato operativo (ebit), in miglio­ramento di 11,5 milioni rispetto al 2014 è negativo per 14,3 milioni di euro e si confronta con un ebit nega­tivo di 25,8 milioni di euro nel 2014 (+44,6%). Il risultato ante imposte è pari a 16 milioni di euro, in migliora­mento di 11 milioni di euro. Il risulta­to netto, pari a -24 milioni di euro, in­clude imposte sul reddito negative pari a 8,1 milioni di euro e si confron­ta con un risultato negativo di 9,8 mi­lioni di euro del 2014 che beneficiava della plusvalenza netta realizzata dal­la vendita dell’area Software, pari a 20 milioni di euro.

    La posizione finanziaria

    La posizione finanziaria netta è nega­tiva per 26,8 milioni di euro e si con­fronta con un valore di +2,2 milioni di euro al 31 dicembre 2014 (era pari a -48,6 milioni di euro al 31 dicem­bre 2013) che beneficiava dell’incas­so della cessione dell’area Software avvenuta nel maggio 2014. Il flusso di cassa dell’attività operativa miglio­ra di 14,7 milioni di euro rispetto al precedente esercizio. Incidono posi­tivamente, rispetto al 2014, il miglio­ramento della redditività e il minore assorbimento del capitale circolante netto. E proprio l’assorbimento di li­quidità è attribuibile principalmen­te agli investimenti e alle uscite per oneri non ricorrenti. Il presidente del Gruppo 24 Ore, Benito Benedini, commenta così l’esito del bilancio: “Il ritorno a un margine operativo lor­do positivo già nel 2015, e cioè con un anno di anticipo rispetto ai piani e agli impegni che ho preso quando sono diventato presidente di questo gruppo, è per me motivo di gran­de soddisfazione e orgoglio. Così come sono estremamente soddi­sfatto dell’andamento dei ricavi, dei risultati della diffusione del quotidia­no, della raccolta pubblicitaria, del­la crescita di Radio 24, del successo evidente della nostra business scho­ol. Per me – ha continuato Benedini – significa che in questi anni si è raf­forzata una squadra vitale e vincen­te che ha rimesso in moto una mac­china straordinaria caratterizzata da grandi competenze. Se guardo al 2013 non posso che congratularmi con la squadra: i ricavi sono cresciu­ti, l’indebitamento è stato abbattuto e resta agiatamente dentro i cove­nants, cosa che non tutte le socie­tà riescono a rispettare; è stato fatto un ottimo lavoro sul contenimento e la razionalizzazione dei costi. Ma so­prattutto abbiamo realizzato un si­stema multimediale che ha consen­tito al Sole 24 Ore di conseguire una crescita unica sul mercato di ricavi digitali da contenuto informativo”.

    Innovazione e verticalità

    L’analisi di Benedini affronta anche uno scenario più generale: “L’inno­vazione che abbiamo attuato con il quotidiano e la sua filiera di do­dici quotidiani digitali specializzati, unita alla scelta vincente di un sito paywall, ha determinato un raffor­zamento decisivo in termini di an­damento corrente del giornale e ha contribuito alla performance netta­mente controcorrente della raccol­ta pubblicitaria. Il successo del si­stema multimediale Sole, che ne fa il primo quotidiano digitale italia­no, e i suoi ricavi a elevata margina­lità, in netta controtendenza rispet­to al mercato, uniti all’eccezionale andamento della pubblicità e all’in­cisiva azione dell’azienda nel conte­nimento dei costi diretti e operativi, fa in modo che non si bruci più cassa come una volta. Ma, al contrario, se ne generi. Voglio dare atto del gran­de lavoro realizzato dal nostro diret­tore editoriale, Roberto Napoletano: è un direttore straordinario e infati­cabile. Ha dimostrato capacità creati­va e innovativa, ideando un sistema multimediale unico in Europa e Usa. L’altra artefice dei risultati raggiun­ti è Donatella Treu, l’amministratore delegato: grande capacità nel crea­re la squadra, si è dedicata a questo gruppo come poche persone ho vi­sto nella mia vita da imprenditore. In definitiva, sono molto soddisfatto di aver legato il mio impegno al rilancio strutturale del Gruppo 24 Ore. Siamo a tre quarti del percorso e abbiamo l’ultimo miglio da coprire, notoria­mente quello più difficile, proprio nell’anno in cui festeggiamo i nostri 150 anni. E’ necessario continuare su questa strada singolarmente e come gruppo: il brand Sole 24 Ore è fortis­simo e ha ancora tante potenzialità da esprimere”.

    Il contesto evolutivo

    Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, i vertici del gruppo tengono conto di una si­tuazione economica in lieve miglio­ramento, con un Pil 2015 in incre­mento dello 0,8% rispetto al 2014. Le attese per il 2016 prevedono per l’Italia una ripresa dell’economia, con una crescita del Pil dell’1,4%, secon­do quanto prevede il Centro Stu­di di Confindustria. Il trend del mer­cato pubblicitario, nel 2015, è stato ancora in flessione, con effetti diffe­renti sui diversi mezzi. Le previsio­ni del mercato pubblicitario per il 2016 sono, allo stato attuale, anco­ra piuttosto incerte e confermano un calo della raccolta pubblicitaria su quotidiani e periodici. L’evoluzio­ne della raccolta pubblicitaria per il gruppo, tuttavia, è stata positiva e in controtendenza rispetto al mer­cato su tutti i mezzi, stampa, radio e internet. Il primo bimestre del 2016 sembra confermare questa tenden­za. Il gruppo continua a persegui­re attività volte all’ottimizzazione dei processi e alla riduzione dei co­sti, a rafforzare e ampliare le iniziati­ve commerciali e continuerà a foca­lizzarsi su azioni volte all’incremento dei ricavi. Il settore editoriale sta re­gistrando mutamenti di carattere tecnologico e strutturale. I principa­li operatori dell’editoria stanno am­pliando l’offerta digitale, rendendo­la maggiormente fruibile.

  • Gruppo 24 ORE Nuova Direzione Generale Publishing: Lolli è vice d.g. di System e Amorese seguirà anche il quotidiano

    DailyMedia 15/03/2016

    La riorganizzazione del Gruppo 24 ORE, annun­ciata lo scorso 20 genna­io e di cui il nostro giorna­le azveva riferito il giorno successivo, aveva visto la costituzione della nuova Direzione Generale Pu­blishing, affidata a Ivan Ranza, e nella quale sono confluiti il marketing Edi­trice (Quotidiano, Moda Lusso & Lifestyle, Radio 24, Radiocor, Professioni­sti e Aziende) e le redazio­ni editoriali professionisti e aziende con le rispetti­ve reti di vendita (ovvero System 24 e la Direzione Sales), oltre al Direct Sales, il canale Edicola e la Lo­gistica. Ora, è stata adot­tata una nuova struttura organizzativa. Pier Fran­cesco Caria, già direttore marketing della conces­sionaria (ruolo che, fino a quando non verrà in­dividuato il suo sostitu­to, viene assunto ad in­terim dallo stesso Ranza), assume la guida della Di­rezione Marketing Publi­shing, a cui sono affidate le responsabilità di indiriz­zo strategico del sistema d’offerta nel perimetro Publishing e di coordina­mento delle unità di Mar­keting a supporto delle reti commerciali. Fabrizio Lolli assume l’incarico di vice direttore generale di System 24, affiancando Ranza nelle attività di indi­rizzo strategico della con­cessionaria. Lolli era diret­tore commerciale clienti Italia nonché moda-life­style ed estero della strut­tura. A Romeo Gnoni (che era responsabile del co­ordinamento vendite di pubblicità legale, finanzia­ria, immobiliare e specia­li), viene invece affidata la responsabilità della nuo­va Direzione Commercia­le Grandi Clienti, costituita con l’obiettivo di indirizza­re i piani e le azioni com­merciali per la vendita di prodotti del sistema edi­toriale di Gruppo 24 ORE (quotidiano, banche dati, servizio Radiocor Plus). Luca Paglicci resta diretto­re di Websystem, mentre Fausto Amorese aggiun­ge alla direzione della Ra­dio anche quella del quo­tidiano, prima, appunto, in carico a Lolli.

     

     
    .

     

     

     

     

     

  • Mercato Cairo Communication: bene la raccolta nel primo trimestre; le attese: +4% per la tv e +15% per i periodici

    DailyMedia 15/03/2016

    Il CdA di Cairo Communi­cation ha approvato ieri il bilancio consolidato del 2015, che conferma i dati già riportati nel resoconto interme­dio di gestione al 31 dicembre approvato il 12 febbraio scorso e di cui DailyMedia ha relaziona­to il 15 dello stesso mese. Negli scorsi dodici mesi, quindi, il grup­po guidato da Urbano Cairo ha continuato a conseguire risultati molto positivi nel settore dell’edi­toria periodica e ha perseguito il consolidamento dei risultati de­gli interventi di razionalizzazio­ne dei costi del settore editoria­le televisivo (La7), implementati nel 2013/2014: i ricavi consolida­ti lordi sono stati pari a 260 milio­ni di euro (277,6 milioni nel 2014); il margine operativo lordo (Ebit­da) e il risultato operativo (Ebit) consolidati sono stati pari a 17,6 milioni e 9,3 milioni di euro (era­no, rispettivamente, a quota 28,2 e 23 milioni nel 2014); il risulta­to netto consolidato è stato pari a 11,1 milioni di euro (23,8 nel 2014); Ebitda ed Ebit del setto­re periodici sono stati pari a 14,6 e 13,5 milioni di euro (+6,1% e +7,7% rispetto al 2014); il settore televisivo (La7) ha conseguito un Ebitda positivo di circa 1,6 milio­ni di euro. L’andamento della rac­colta nel primo trimestre 2016 è positivo: sulla base del portafo­glio ordini acquisito alla data del 14 marzo 2016, per la pubblici­tà trasmessa e da trasmettere sui canali La7 e La7d nel primo tri­mestre 2016, pari a circa 35,8 mi­lioni di euro, i ricavi conseguiti nel trimestre analogo dell’eser­cizio 2015 (35,2 milioni di euro) sono stati superati, con la previ­sione di conseguire nel trimestre una crescita di circa il 4%. Sempre nel primo trimestre 2016, inoltre, sulla base del portafoglio ordini finora acquisito, pari a 5,1 milio­ni, la raccolta sulle testate perio­diche del Gruppo mostra un an­damento molto positivo, con un incremento di circa il 15% rispet­to ai ricavi conseguiti nel trime­stre analogo dell’esercizio 2015 (4,4 milioni). Nel 2016, il Grup­po Cairo Communication con­tinuerà a perseguire lo sviluppo dei suoi tradizionali settori di at­tività, per il settore editoriale an­che continuando nella strategia di crescita con il lancio di nuove testate; “per tali settori – recita la nota emessa ieri – nonostante il contesto economico e competi­tivo, in considerazione della qua­lità delle testate edite e dei mezzi in concessione, considera realiz­zabile l’obiettivo di continuare a conseguire risultati gestionali po­sitivi”; e continuerà, inoltre, a im­pegnarsi con l’obiettivo di con­solidare i risultati degli interventi realizzati nel 2013-2015 di razio­nalizzazione e riduzione dei costi del settore editoriale televisivo, per il quale si prevede il conse­guimento, anche quest’anno, di un Ebitda positivo.

  • Editoria Caltagirone Editore, ricavi 2015a 163 milioni, margine operativo lordo positivo. Bene il digitale

    DailyMedia 14/03/2016

    Il consiglio di amministra­zione del gruppo Caltagi­rone Editore, presieduto da Francesco Gaetano Caltagiro­ne, ha esaminato e approvato ve­nerdì scorso il progetto di bilan­cio relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2015. I risultati evi­denziano un lieve miglioramen­to delle principali voci del conto economico quale conseguen­za del rallentamento della fles­sione dei ricavi, efficacemente compensata, però, dalla ridu­zione dei costi. I ricavi operati­vi si sono attestati a 163 milioni di euro, in diminuzione del 4,2% rispetto al corrispondente dato del 2014 (170,1 milioni di euro). In particolare, i ricavi diffusiona­li si sono ridotti dell’8,2%, in li­nea con il dato medio del setto­re (-8,1% secondo gli ultimi dati Ads). Le vendite di abbonamenti e copie multimediali delle testa­te del gruppo, in linea con l’anno precedente, hanno ancora un’in­cidenza marginale sui ricavi diffu­sionali complessivi e i dati relativi non risultano ancora rilevanti. Per quanto riguarda, invece, i siti web del network Caltagirone Editore hanno registrato un incremento del 35% degli utenti unici medi mensili che sono, a oggi, qua­si 36 milioni. In particolare, Leg­go ha registrato un incremento del 53%, il Corriere Adria­tico del 49%, il Messaggero del 45%, il Quotidiano di Puglia del 41%, il Mattino del 33% e il Gaz­zettino del 23%. I ricavi pubblici­tari del gruppo hanno registrato una lieve flessione, pari allo 0,3%, e beneficiano del contributo del­la raccolta pubblicitaria locale per alcune edizioni dei quotidia­ni Rcs, avviata a partire dal mese di marzo. La raccolta pubblicita­ria sui quotidiani cartacei ha re­gistrato un calo del 6,1%, legger­mente inferiore al dato medio del mercato, a quota -6,6% secondo i dati dell’Osservatorio Fcp. Conti­nua, intanto, la crescita della rac­colta pubblicitaria sui siti inter­net del gruppo che ha registrato un incremento del 9,6%, in forte controtendenza rispetto al mer­cato, attestato a -0,7% secondo i dati forniti dall’Osservatorio Fcp Assointernet).

    Contrazione dei costi

    Il margine operativo lordo è stato positivo per 3,1 milioni euro (era positivo per 76 mila euro al 31 di­cembre 2014) per effetto della contrazione dei costi. In partico­lare, il costo del lavoro, compren­sivo di oneri non strutturali pari a 2,6 milioni di euro legati ai pia­ni di riorganizzazione posti in es­sere da alcune società del grup­po, ha registrato una riduzione del 6,3% quale conseguenza del­le ristrutturazioni aziendali av­viate nei precedenti esercizi. Il risultato operativo è stato nega­tivo per 27,9 milioni di euro (era sempre negativo, per 37,2 milio­ni di euro, al 31 dicembre 2014) e comprende le svalutazioni di im­mobilizzazioni immateriali a vita indefinita per complessivi 22 mi­lioni di euro (25,5 milioni di euro nel 2014) determinate sulla base dei risultati dell’impairment test, gli ammortamenti e accantona­menti per rischi per ulteriori 7,2 milioni di euro e la svalutazio­ne di crediti per circa 1,8 milio­ni di euro. Il risultato della ge­stione finanziaria è stato positivo per 8,7 milioni di euro (positivo per 1,4 milioni di euro anche al 31 dicembre 2014) e compren­de principalmente i dividen­di ricevuti su azioni quotate e la plusvalenza registrata nella ces­sione di azioni quotate. E anco­ra, il risultato netto di gruppo è stato negativo per 20,1 milioni di euro (negativo per 37,2 milio­ni di euro anche al 31 dicembre 2014), mentre la posizione finan­ziaria netta è diminuita di 3,2 mi­lioni di euro rispetto al dato al 31 dicembre 2014 (126,2 milioni di euro) per effetto principalmen­te del fabbisogno finanziario le­gato ai piani di riorganizzazione aziendale al netto degli incassi per dividendi. Inoltre, Il patrimo­nio netto consolidato di grup­po è passato da 586,5 milioni di euro al 31 dicembre 2014 a 559,9 milioni di euro al 31 dicembre 2015; la variazione negativa è at­tribuibile alla perdita dell’eserci­zio e all’effetto della valutazione al fair value delle partecipazioni azionarie detenute dal gruppo. Infine, al 31 dicembre 2015 l’or­ganico complessivo compren­deva 801 dipendenti: erano 843 al 31 dicembre 2014, mentre lo stesso CdA ha deliberato di pro­porre all’assemblea di non pro­cedere alla distribuzione di alcun dividendo.

    Evoluzione prevedibiledella gestione

    Il settore, nella valutazione dell’organismo direttivo, resta caratterizzato da una forte incer­tezza che non permette di for­mulare previsioni puntuali per il breve periodo. Alla luce di ciò e in considerazione della signi­ficativa riduzione, nel corso de­gli anni, dei fatturati di tutte le aziende editoriali del gruppo, a seguito di un’accurata analisi or­ganizzativa svolta con l’ausilio di consulenti esterni, è emersa la necessità di ristrutturare il grup­po per aree “funzionali”, superan­do l’organizzazione per aziende strutturalmente autonome or­mai insostenibile. In tale prospet­tiva, le assemblee delle controlla­te Il Messaggero SpA, Il Mattino SpA e Il Gazzettino SpA hanno deliberato progetti di scissione per aree omogenee in specifi­che aziende. Sono attualmen­te in corso gli adempimenti pre­visti dalle norme in vigore per operazioni di questa tipologia. Ci si aspetta, dunque, che la nuova organizzazione, una volta portata a regime, possa contribuire posi­tivamente all’efficienza e all’equi­librio economico del gruppo. E quest’ultimo prosegue, inoltre, nelle iniziative di valorizzazione delle versioni multimediali e di miglioramento delle attività in­ternet e in tale contesto, nei pri­mi mesi del 2016, le testate Leg­go e Il Mattino hanno aderito alla piattaforma Instant Articles di Fa­cebook, che permette di integra­re contenuti editoriali e multime­diali sui dispositivi mobili.

  • Concessionarie La raccolta locale milanese cartacea e online di Leggo a Rcs Communication Solutions

    Dailynet 14/03/2016

    Nuove sinergie in vista tra Piemme e Rcs Com­munication Solutions: secondo quanto risulta a DailyNet, infatti, la con­cessionaria di Via Rizzo­li ha preso in gestione la raccolta locale di Milano di Leggo e del corrispet­tivo sito internet. Piem­me, la sigla di riferimen­to di Caltagirone Editore cui fa capo la testata free press, continuerà a occu­parsi della pubblicità na­zionale e locale roma­na, sia sul fronte cartaceo sia su quello online. Que­sta nuova collaborazio­ne rinsalda il legame tra le due strutture: da un anno Piemme raccoglie per Rcs il Corriere del Mezzogiorno, il Corriere Veneto e Corriere Roma. Secondo i dati Audiweb, a gennaio Leggo.it ha to­talizzato 167.877 utenti unici, con una prevalen­za di visite da desktop, per 767mila pagine viste.

  • Mercato Mondadori: raccolta sui periodici 2015 attesa intorno al -3,5%; nel 2016, focus su digitale con Mediamond, che da maggio avrà anche Yahoo

    DailyMedia 10/03/2016

    I dati ufficiali e completi sa­ranno resi noti il 17 marzo in occasione dell’approva­zione del bilancio del Grup­po di cui è a.d. Ernesto Mauri, ma alcune anticipazioni fornite ieri dal d.g. Periodici Italia, Car­lo Mandelli, e da Davide Mondo, a.d. di Mediamond, che ne se­gue la raccolta, lasciano presagi­re che il 2015 di Mondadori si sia chiuso con un risultato incorag­giante, nonostante che la metà del giro di affari della casa edi­trice sia generato ap­punto dai periodi­ci, mezzo tra i più colpiti dalla cri­si di questi anni, almeno in Italia e che anche nel 2015 ha chiuso in calo del 4,1 sul fronte della rac­colta, secondo i dati Nielsen. Quelli di Mondadori invece re­gistrano un saldo sempre ne­gativo ma più contenuto, atte­so intorno al -3,5%. E lo stesso discorso, in proporzione, si può fare anche per il primo mese del 2016, cioè con una contrazio­ne pure in questo caso meno marcata di quella realizzata dal mezzo, che, secondo i dati FCP, è stata del -14%. Per quanto ri­guarda il digital, che vale il 15% della raccolta di Mondadori, l’andamento dovrebbe essere analogo a quello anticipato da Mondo come risultato di Me­diamond sul mezzo negli scor­si 12 mesi, che è stato in linea con quello del 2014 e, quindi, anche in questo caso, legger­mente migliore di quello forni­to da Nielsen (limitatamente al perimetro rilevato da quest’ul­tima), che è stato del -0,7%. Lo stesso discorso vale – sia per la concessionaria nel suo com­plesso che per Mondadori – an­che per il primo bimestre, con un trend di aumento a due ci­fre, mentre Nielsen dovreb­be evidenziare un +0,2% per il mezzo a gennaio. Sempre in area web si giocheranno an­che altre importati novità di quest’anno per Mondado­ri, come il restyling del sito di Donna Moderna, mentre già da questo mese è par­tito anche quello di Icon De­sign, la cui testata, come riferito nei giorni scorsi da DailyMedia, ha assunto una maggior perio­dicità quest’anno con 8 uscite (con la possibilità che diventino anche di più l’anno prossimo), che vanno a rafforzare l’offer­ta del “sistema” Panorama, a fian­co di Icon e Flair. In effetti, come ha ricordato Mandelli, la testata diretta da Giorgio Mulè è il per­fetto esempio di come, ormai, a Segrate, si ragioni per brand, sotto il cui ombrello stanno an­che più periodici, i canali digi­tal e le ulteriori eventuali inizia­tive. Ad esempio, nel caso del newsmagazine, la live&media experience “Panorama d’Ita­lia”, che contribuisce all’obietti­vo di una crescita del giro d’af­fari complessivo (la cui metà è prodotta dal settimanale) tra il +5 e il +8%. Tenendo anche pre­sente che Flair (che, invece, sarà dotata di una declinazione digi­tale entro l’estate) e Icon sono bimestrali ma che, per quest’ul­timo, dovrebbe esserci un nume­ro aggiuntivo in occasione di Pit­ti Uomo, a giugno. Negli obiettivi di Mediamond, il digitale dovreb­be arrivare già quest’anno a pe­sare il 25% della raccolta, per an­dare a equilibrarsi con quella su carta nel 2017. Per la concessio­naria, inoltre, le aspettative sul di­gital sono forti anche perché da maggio si occuperà di quella di Yahoo (la cui raccolta è stimabile in una cifra tra i 15 e i 20 milioni di euro), in attesa di eventuali novi­tà sul fronte di Banzai Media, cui è interessata proprio Mondadori. Di sicuro, intanto, ci saranno an­che i rilanci del sito di TgCom24, il prossimo mese, e di quello di Sport Mediaset, con un light re­styling pronto per gli Europei di calcio. Sul fronte del mezzo radio, infine, si segnala una sostanziale tenuta nel primo bimestre, dopo un 2015 che si è chiuso con un saldo positivo.

  • Dati Internet Gennaio 2016

    I dati di fatturato rilevati dall’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) per il mese di  Gennaio 2016, raffrontati allo stesso periodo del 2015.

    La tabella in allegato: Fatturato per mese per DEVICE/STRUMENTO, evidenzia per il mese di GENNAIO i seguenti dati:

    ·         Web -4,1%

    ·         Mobile +112,3%

    ·         Tablet +55,0%

    ·         Smart TV/Console +135,2%

    TOT. +0,2%

    IL COMMENTO AI DATI DI GENNAIO 2016 DI GIORGIO GALANTIS, PRESIDENTE FCP-ASSOINTERNET:

    “A Gennaio 2016 il fatturato monitorato dall’Osservatorio FCP-Assointernet registra un leggero segno positivo rispetto al 2015, +0,2%. Confermato il trend di crescita del Mobile che beneficia dell’incremento di traffico e servizi su smartphone: nel periodo il fatturato raddoppia rispetto allo scorso anno e raggiunge un’incidenza del 6,7% sul totale, contro il 3,3% del 2015. Il contesto macroeconomico di inizio anno, associato all’onda lunga delle festività natalizie, ha invece influenzato il risultato della componente Web”.

  • Dati Radio Gennaio 2016

    L’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di Gennaio 2016.

    I dati evidenziano una diminuzione del fatturato pubblicitario della pubblicità nazionale radiofonica pari al -3,4% nel mese di Gennaio 2016 rispetto al corrispettivo 2015. Tale dato corrisponde ad un fatturato totale di  € 19.154.000,00.

    Qui di seguito vi inviamo il commento di Paolo Salvaderi, Presidente FCP-Assoradio:

    “Dopo un 2015 che ha chiuso con un incremento di fatturato pari a +8,8% la flessione di questo inizio anno  appare quasi fisiologica. Il delta percentuale a gennaio è -3,4%. Stiamo comunque parlando del mese che dopo agosto ha l’incidenza minore sul totale anno, 6,2% nel 2015. Altre variabili hanno inoltre inciso sull’andamento del mercato pubblicitario in generale. Penso alle prolungate festività di dicembre e alle turbolenze dei mercati finanziari. Nel 2016 per il mezzo l’obiettivo è consolidare l’importante risultato raggiunto lo scorso anno e il posizionamento conquistato dalla Radio nel media mix degli investitori”.