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  • Mercato Presentato ieri il Libro Bianco sul programmatic, all’insegna della vera trasparenza dell’advertising digitale

    DailyMedia 28 giugno 2017

    UPA auspica di trovare, prima o poi, un accordo sul tema della trasparenza sugli investimenti pubblicitari con gli over the top digitali, Google e Facebook. Lo ha detto ieri il presidente dell’associazione degli utenti della pubblicità, Lorenzo Sassoli de Bianchi, presentando, a Milano, il primo Libro Bianco sulla comunicazione digitale, prodotto in collaborazione con tutte le associazioni di categoria del settore. Il Libro Bianco si occupa, soprattutto, di programmatic, delineando tutte le criticità di questo sistema di vendita di pubblicità e cercando di dare alcune linee guida per la creazione di buone pratiche nel suo utilizzo. Su molti punti c’è già un accordo di massima con i responsabili italiani delle due piattaforme, cui Sassoli de Bianchi ha già illustrato i contenuti del Libro, ma resta il nodo delle informazioni su quanto raccolgono in termini di adv, informazioni che attualmente non vengono rilasciate. «Conto, però, sul fatto che, a breve, la questione si possa risolvere – ha detto Sassoli -, è di loro interesse perché gioverebbe molto al rapporto con gli investitori pubblicitari. Ma bisogna tenere conto che noi siamo associazioni, mentre loro sono aziende». Sempre ieri, l’Antitrust europeo ha inflitto a Google una multa di 2,42 miliardi di euro per abuso di posizione dominante da parte del suo servizio di comparazione degli acquisti. «Il tema non ci riguarda nello specifico, non stiamo parlando di disparità fiscale (che, insieme alla remunerazione dei contenuti di terzi, è il tema più gettonato al momento, ndr), ma mi sembra un bel segnale il fatto che la UE si stia muovendo in modo unitario e non lasci la questione ai singoli Stati». In ogni caso, Google e Facebook sono i “convitati di pietra” a questo tavolo che tenta di mettere un po’ ordine nel “far west” della pubblicità digitale. «Grazie al Libro Bianco oggi sappiamo tutto sulla filiera del digital adv – ha sottolineato il presidente di Upa – e sui flussi finanziari che la alimentano». “Trasparenza” è la parola chiave: «Il nostro obiettivo era illuminare un territorio opaco. Questo Libro è un atto di responsabilità, oltre che un gesto concreto per fornire una mappa in costante aggiornamento destinata alla industry, anche se rimangono ancora delle questioni irrisolte come quella della viewability, sulla quale bisogna trovare accordi vantaggiosi». I contenuti del Libro Alla redazione del Libro Bianco oltre a Upa, hanno partecipato alla stesura AssoCom, Fcp, Fieg, Iab, Fedoweb, Netcomm e Unicom. Il lavoro, durato dieci mesi, parte da alcuni temi già enucleati in passato, come la viewability, che è il primo argomento trattato. Le criticità riguardano gli standard (secondaggio e pixel percentuali) e i criteri di certificazione, le regole di ingaggio e, soprattutto, la misurazione, per la quale si auspica la costituzione di un certificatore indipendente italiano o europeo. Centrale è la trasparenza della filiera, dei flussi finanziari, dei modelli di acquisto bundled e unbundled, dei rapporti tra editori e concessionarie, della reportistica. Altri temi affrontati sono quelli dell’ad fraud e della brand safety, ossia del controllo del sito di destinazione della campagna in termini di legalità e di coerenza con i valori del brand. Un altro tema centrale è quello dell’ad blocking: una ricerca prodotta da alcune delle associazioni che aderiscono al Libro evidenzia, in Italia, una penetrazione relativamente contenuta, pari al 13% degli utenti complessivi, al 15% delle pagine su pc e all’8% dell’utenza mobile. Sulla trasparenza degli investimenti adv Oggi solo le concessionarie che aderiscono a FCP-Assointernet dichiarano i propri fatturati. Dei ricavi pubblicitari degli over the top non è dato sapere. Nielsen stima che il mercato digitale valga 2,28 miliardi di euro, l’Osservatorio Internet Media di Politecnico di Milano e Iab Italia ipotizzano 2,36 miliardi di euro. Il Libro Bianco sottolinea che la trasparenza non può prescindere dalle dichiarazioni di fatturato da parte di editori, concessionarie, piattaforme e OTT. Il web rappresenta il 28% degli investimenti totali in pubblicità, ha ricordato il presidente di Fcp, Massimo Martellini, in crescita dell’8% in un mercato che otto anni fa valeva 10 miliardi di euro e oggi ne vale 6,5. Nello stesso periodo la stampa ha perso il 60% dei fatturati adv, e anche quest’anno si avvia verso un calo a doppia cifra. «Il 25% degli investimenti pubblicitari digitali vanno agli over the top» ha ricordato il presidente di Fieg, Maurizio Costa, «che godono di un vantaggio improprio quando guadagnano sui contenuti prodotti da altri, e quando si avvalgono di un bacino di conoscenze e dati raccolti grazie alla navigazione sui siti degli editori. Questi aspetti, insieme alla disparità fiscale di cui beneficiano nel nostro Paese, devono essere risolti a breve, abbiamo 6-9 mesi di tempo per aprire un dialogo con gli OTT che gli accordi tra Fieg e Google dimostrano essere possibile». La qualità deve essere remunerata Per Costa la qualità è l’elemento che fa la differenza in un contesto come quello digitale troppo spesso teatro di fake news e comunicazione ingannevole. «Nel mondo dominato dall’algoritmo si creano enormi discontinuità, la cui risposta è la qualità. E’ una sfida che l’editore deve affrontare continuamente». Ma il mercato non è disposto a remunerarla. «Gli investitori non riconoscono il valore della qualità. Ne parliamo da tanto, ma non è successo niente» ha detto Giancarlo Vergori, presidente di Fedoweb, ricordando l’appello di Carlo De Benedetti a indire gli Stati Generali dell’editoria «per portare al tavolo gli OTT e condividere i costi». Il tema della qualità riguarda anche la necessità di individuare chiaramente il messaggio pubblicitario, anche sul web. «Nel mondo digitale l’adv deve essere esplicitato anche quando indossato da qualche famoso blogger – ha detto Sassoli de Bianchi -, è una questione di responsabilità e credibilità degli investitori». IAB: investire sullo sviluppo di tecnologia Per ogni euro investito in adv online si crea un indotto di 25. Il digitale è un settore in continua crescita, sul quale lo Stato dovrebbe investire per lo sviluppo di un ecosistema tecnologico e normativo adeguato e in grado di competere con i mercati esteri attraverso sgravi fiscali e incentivi. «La guerra agli OTT, l’uso politico della Google Tax sono insensati. Si faccia loro pagare il giusto e si cerchi di creare valore per le aziende italiane» ha commentato il presidente di IAB Italia, Carlo Noseda. Proprio IAB ha anche recentemente attivato azioni di lobbying presso le istituzioni per includere le aziende digitali tra i destinatari del credito di imposta sugli investimenti incrementali che la legge appena varata riserva agli editori di carta stampata, e radio-tv locali. «Il Libro Bianco è un punto di partenza» per mettere ordine in un sistema in costante crescita, oltre sempre in evoluzione, «come una start up». La fiducia come volano dello sviluppo La trasparenza genera fiducia, e valore economico. Lo ha sottolineato Emanuele Nenna, presidente di AssoCom: «Con il Libro Bianco abbiamo voluto restituire fiducia al rapporto tra operatori e investitori: su questo punto noi delle associazioni dobbiamo lavorare alacremente». Lo stesso tema è fondamentale per l’e-commerce, che insiste su coerenza e trasparenza della comunicazione «altrimenti abbiamo un crollo di fiducia e delle vendite» ha spiegato il presidente di Netcomm, Roberto Liscia. In Italia, nel 2017, l’ecommerce vale circa 23 miliardi; gli italiani che vi fanno ricorso sono 21 milioni, «di cui il 28% usa l’ad blocking. Ecco perché la trasparenza è fondamentale». Il 35% delle vendite online transitano dal mobile, così come il 70% del traffico web: «Un tema a cui prestare molta attenzione» ha sottolineato Giorgio Galantis, presidente di FCP Assointernet, nel ricordare che quello della trasparenza sembra essere un tema relativamente nuovo: «Siamo partiti da una situazione polarizzata tra investitori, da un lato, le concessionarie, dall’altro, e le società di misurazione nel mezzo» che spesso non riescono a garantire omogeneità di risultati. Alessandro Ubertis, presidente di Unicom, ha affrontato il tema dal punto di vista della creatività: «Bisogna parlare di branding, e di rappresentazione della realtà delle aziende. La creatività ha bisogno di regole per farlo»

  • Mercato Gruppo 24 ORE, si svolge oggi l’assemblea per l’aumento di capitale: si aggiungeranno 39 milioni di euro dal 49% di “Formazione ed Eventi”

    DailyMedia 28 giugno 2017

    Sarà un’assemblea a dir poco infuocata quella di questa mattina di Gruppo 24 ORE, che dovrà varare anche il già programmato aumento di capitale, con Confindustria che concorrerà fino a 30 milioni di euro e con la copertura del consorzio di garanzia capitanato da Banca IMI (Gruppo Intesa Sanpaolo) per altri 20. Un’altra cifra arriverà dalla cessione di una quota di minoranza dell’area “Formazione ed Eventi” a Palamon Capital Partners. CdR e sindacati sono sul piede di guerra dopo il fallimento delle trattative sulla riorganizzazione, con conseguente sciopero che ha portato alla mancata uscita del Sole 24 Ore sabato scorso. Il 21 giugno, invece, il Gruppo di cui è presidente Giorgio Fossa ha “incassato” l’appoggio delle banche, che hanno sottoscritto gli accordi di proroga dello standstill con cui hanno assunto l’impegno di non esigere il rimborso delle rispettive esposizioni e mantenerne l’operatività al fine di finanziare l’attività caratteristica del Gruppo medesimo. Il 26 giugno, inoltre, su richiesta di Consob, sono state comunicate alcune rettifiche e integrazioni a dati precedentemente comunicati, con la precisazione, tra l’altro, che, al 31 marzo 2017, il Gruppo ha conseguito ricavi pari a 68,6 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto alle previsioni relative allo stesso periodo e riportate nel “budget 2017”, pur evidenziando un diverso mix e un rallentamento nel primo trimestre della raccolta pubblicitaria. Infatti, con specifico riferimento a quest’ultima, il dato al 31 marzo 2017 ha evidenziato una flessione del 14,9% rispetto allo stesso periodo del 2016, in peggioramento rispetto all’andamento del mercato di riferimento. “Tale negativo andamento – recita la nota – è ascrivibile anche ad alcuni fattori contingenti, in parte di natura non ricorrente, tra i quali: la mancanza, nel primo trimestre 2017, di operazioni finanziarie straordinarie (IPO, fusioni, aumenti di capitale), della relativa comunicazione da parte delle aziende e la comunicazione corporate a supporto, con conseguente contrazione degli investimenti pubblicitari su tutti i mezzi e, in particolare, su quelli di carattere economico-finanziario come Il Sole 24 Ore; 5 giornate di sciopero per il quotidiano in marzo con conseguente contrazione della raccolta (Il Sole 24 Ore rappresenta il 45% di quella complessiva effettuata da System); e la cessazione di alcune concessioni terze”. Ancora con riferimento alla raccolta, il Gruppo prevede “un recupero di performance nel secondo semestre 2017, in considerazione del venir meno di alcuni dei fattori contingenti che hanno determinato la riduzione osservata nella prima parte dell’anno. In particolare, con l’insediamento della nuova Direzione Generale Commerciale, e la concomitante adozione di azioni di contrasto alla flessione della raccolta, è atteso un allineamento della performance dell’area System a valori almeno in linea con il trend di mercato; tale allineamento è atteso a partire da settembre 2017. Con riferimento al ritardo accumulato nella prima parte dell’anno, esso è stato controbilanciato da azioni di contenimento dei costi che hanno consentito di assorbire l’impatto negativo del calo della raccolta sul risultato economico”. L’operazione legata a “Formazione ed Eventi” Per quanto attiene il completamento nell’offerta presentata da Palamon, la società di cui è a.d. Franco Moscetti ha precisato, poi, che l’offerta è vincolante ma, “come usuale in contesti competitivi di questa natura, soggetta al raggiungimento di un pieno accordo sul contenuto dei contratti che disciplineranno la compravendita della partecipazione e i successivi rapporti tra i soci della società oggetto dell’operazione, nonché sui termini principali di alcuni contratti intra-gruppo che saranno sottoscritti tra le due società dopo il perfezionamento del conferimento del ramo “Formazione ed Eventi”. L’offerta di Palamon è altresì condizionata al completamento di una due diligence confermatoria, prin cipalmente focalizzata su alcuni aspetti dei risultati economici dell’attività. Soltanto qualora dalla suddetta due diligence dovessero emergere fatti inaspettati, circostanze o eventi tali da incidere negativamente e in misura significativa sui beni, sulle passività o sui risultati operativi dell’area “Formazione ed Eventi”, Palamon sarà legittimata a non procedere alla sottoscrizione dei contratti definitivi. Nella propria offerta – riferisce sempre il comunicato – Palamon ha comunque confermato che allo stato attuale non sono stati identificati elementi di criticità su tali aspetti. Il gruppo ha inoltre precisato che l’offerta vincolante di Palamon è relativa all’acquisto di una quota sino al 49% dell’Area “Formazione ed Eventi” sulla base di una valorizzazione dell’enterprise value complessivo della suddetta area pari a 80 milioni. Il CdA ha accettato tale offerta, da cui è atteso un corrispettivo per il 49% del capitale della società conferitaria pari a circa 39 milioni di euro (con una plusvalenza stimabile di pari importo). Il trasferimento a Palamon Capital Partners della partecipazione avrà luogo prima del completamento dell’aumento di capitale. Le diffusioni Con riguardo al dato diffusionale del quotidiano e agli eventuali impatti, anche di natura commerciale, delle recenti vicende connesse con la comunicazione di tali dati, Gruppo 24 ORE ha invece precisato quanto segue: “(i) premesso che il contesto di mercato pubblicitario in forte calo assorbe le diverse dinamiche e le rende difficilmente quantificabili singolarmente, e che la vendita degli spazi pubblicitari si basa su contrattazioni specifiche praticamente per singolo cliente/campagna, allo stato non risulta una diretta correlazione tra le recenti vicende sui dati diffusionali e impatti di natura commerciale. D’altra parte, si rileva un danno reputazionale al Gruppo derivante dalla stessa vicenda delle copie diffusionali. (ii) relativamente agli effetti che potrebbero derivare nell’ipotesi in cui ADS adotti provvedimenti avversi, il Gruppo, premesso che allo stato ADS non ha espresso una risoluzione in tal senso, nel caso di esclusione del quotidiano Il Sole 24 Ore dalla certificazione delle diffusioni, il Gruppo stesso si vedrebbe costretto suo malgrado ad avvalersi di primaria società di certificazione indipendente, per continuare a comunicare al mercato le proprie diffusioni”. Relativamente alla quantificazione dell’impatto sul dato diffusionale in precedenza comunicato per il 2015 dei criteri di certificazione per l’accertamento delle copie vendute alla luce dei chiarimenti da ultimo forniti da ADS, è stato precisato quanto segue: “nella relazione finanziaria 2015 è stato riportato un dato diffusionale medio (carta più digitale) di 375.000 copie. Successivamente l’esperto indipendente Protiviti ha effettuato l’analisi della diffusione nei mesi di certificazione ADS aprile, settembre e novembre 2015 sulla base dei criteri sotto riportati. A seguito di tali verifiche le diffusioni dei mesi analizzati risultano diminuite di circa il 34% e portano il dato diffusionale a circa 248.000 copie. Questo dato è stato riportato nel comunicato all’assemblea del 22 dicembre 2016. I criteri adottati da Protiviti per la determinazione della diffusione del 2015 escludevano dai dati diffusionali le seguenti tipologie di vendita: – copie cartacee riconducibili ad attività promozionali (cosiddette di co-marketing) svolte tramite intermediari, per i casi in cui non è stato possibile ottenere evidenza, interna al Gruppo, dell’effettiva consegna delle copie all’utente finale; – copie digitali relative ad attività promozionali di co-marketing a marginalità negativa; – copie digitali vendute in modalità bundle con le banche-dati, senza l’esplicita indicazione in fattura del valore relativo all’abbonamento al quotidiano digitale; – copie digitali multiple, vendute a grandi clienti, per le quali non si ha evidenza dell’attivazione dell’abbonamento da parte dell’utente finale. Successivamente alla comunicazione effettuata all’assemblea del 22 dicembre 2016, ADS ha fornito diversi ulteriori chiarimenti riguardo i criteri di certificazione e i requisiti per l’accertamento delle copie digitali per il 2015. Sulla base delle indicazioni fornite da ADS, sono state escluse anche le seguenti tipologie di vendita: – copie digitali multiple, vendute a grandi clienti, a prescindere dall’evidenza dell’attivazione dell’abbonamento da parte dell’utente finale; – copie digitali abbinate alla carta, vendute a grandi clienti, per le quali non si ha evidenza dell’attivazione dell’abbonamento da parte dell’utente finale. La diffusione media annua complessiva 2015, “carta+digitale”, rideterminata sulla base dei criteri sopra descritti, è stata pari a 214 mila copie, di cui 138.000 carta e 76.000 digitale. Roberto Napoletano e Anna Matteo Con riferimento alle analisi condotte da PwC in merito alle segnalazioni del Collegio Sindacale, è stato poi fornito il seguente aggiornamento: con riferimento ai costi sostenuti a favore dell’ex direttore editoriale, Roberto Napoletano, è stato conferito a PwC l’incarico di effettuare delle procedure di verifica aventi a oggetto sia i costi da lui sostenuti e rimborsati allo stesso dal Gruppo, sia i costi sostenuti da quest’ultimo per conto del medesimo nel 2015 e 2016. Le analisi relative all’accertamento di eventuali elementi di responsabilità dell’ex direttore editoriale e/o di ulteriori soggetti interni all’organizzazione del Gruppo sono tuttora in corso e quest’ultimo, all’esito delle verifiche in parte ancora in corso, si riserva di tutelare i propri interessi nelle adeguate sedi. Infine, si segnala l’uscita dall’azienda del direttore Digital Business & Technology, Anna Matteo.

  • FIEG: Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati a partire dal 2017 su quotidiani e periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali

    Fieg 23/06/2017

    Vi informiamo che giovedì 15 giugno il Senato ha convertito in legge, con modificazioni, il Decreto legge n. 50/2017 recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo.

    Il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento (che dovrà avvenire nei prossimi giorni e, comunque, entro il 23 giugno) entreranno in vigore le disposizioni introdotte in sede di conversione del decreto legge.

    Tra queste l’articolo 57-bis che prevede incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, a partire da quelli effettuati nel 2017, dalla data di entrata in vigore del provvedimento.

    La misura era stata proposta dalla Fieg al Tavolo dell’editoria e oggetto di delega dalla legge n. 198/2016 (cd. legge editoria).

    Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali nella Legge di conversione del Decreto legge n. 50/2017

    La presente circolare si sofferma in particolare sulla disciplina relativa agli incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici.

    Nello specifico, si prevede l’attribuzione di un credito di imposta, a decorrere dal 2018, in favore di imprese e lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

    Il credito d’imposta – che è utilizzabile esclusivamente in compensazione (art. 17 del d.lgs. 241/1997), previa istanza al Dipartimento per l’informazione e l’editoria -, è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati. Il credito è aumentato al 90% nel caso di investimenti pubblicitari effettuati da piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.

    Agevolati gli investimenti pubblicitari dalla data di entrata in vigore della legge di conversione

    Il contributo previsto, sotto forma di credito d’imposta, sarà attribuito a partire dal 2018, relativamente agli investimenti effettuati a far data dall’entrata in vigore della legge di conversione (ossia dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge), incrementali rispetto a quelli di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

    La norma infatti stabilisce l’attribuzione del contributo sotto forma di credito d’imposta a partire dal 2018: pertanto a tale data (2018) dovrà essere già maturato il credito (per poterlo “attribuire”).

    Gli investimenti incrementali agevolabili sono quindi quelli effettuati nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore della disposizione e il 31 dicembre 2017 (incrementali rispetto a quelli di analoga natura effettuati nell’anno precedente): la realizzazione di tali investimenti incrementali costituisce il necessario requisito per l’attribuzione del beneficio nel corso del 2018.

    Tale interpretazione è suffragata da due considerazioni:

    1. sarebbe priva del necessario requisito della necessità ed urgenza la disposizione di un decreto legge applicabile agli investimenti pubblicitari effettuati 7 mesi dopo l’emanazione della misura incentivante;

    2. l’applicazione dell’incentivo a partire dagli investimenti effettuati nel 2018 produrrebbe l’effetto di indurre le imprese e i professionisti a rinviare gran parte degli investimenti programmati per il 2017 al 2018 (quando sarebbe disponibile l’incentivo) e, pertanto, contrasterebbe con le finalità della norma in quanto comporterebbe la conseguenza di deprimere un mercato che, invece, la misura intende sviluppare.
    Sulla questione si segnala un ordine del giorno (G/2853/218/5 a firma del senatore Lai, accolto dal Governo in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto legge n.50/2017) che impegna il Governo a chiarire che “il credito d’imposta in oggetto si attribuisce, nel 2018, relativamente agli investimenti pubblicitari effettuati a far data dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, incrementali rispetto a quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

    Tenuto conto che le spese sono riferite all’anno in corso (2017), si ritiene che i valori da porre a confronto ai fini della misura degli investimenti pubblicitari incrementali (“le spese di analoga natura sostenute nell’anno precedente”) debbano essere adeguatamente riconsiderati.

    DPCM entro 120 giorni con modalità e criteri di attuazione del credito d’imposta

    La definizione delle ulteriori modalità e criteri di attuazione del credito d’imposta è demandata ad un DPCM, da adottare, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, nel rispetto della normativa UE sugli aiuti di Stato.

    Compatibilità con la disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato

    Agli eventuali adempimenti europei, nonché a quelli relativi al Registro nazionale degli aiuti di Stato, provvede il Dipartimento per l’informazione e l’editoria.

    A tale proposito si ritiene che la misura in oggetto costituisca un aiuto non selettivo, non rilevante ai sensi del Trattato UE e, di conseguenza, al di fuori del campo di applicazione della normativa europea sugli aiuti di Stato. E’ da ritenere, infatti, che il beneficio previsto – per la parte che prevede il credito d’imposta del 75% – non sia indirizzato a favorire alcune imprese (in quanto applicabile a tutte le imprese di tutti i settori), sia esteso all’intero territorio nazionale e privo, nelle procedure di erogazione, di alcun potere discrezionale da parte dell’amministrazione pubblica: caratteristiche proprie degli aiuti non selettivi, per i quali non trova applicazione la disciplina degli aiuti di Stato.

    Qualche dubbio sussiste, invece, limitatamente alla differenza rispetto alla misura ordinaria, per l’elevazione della misura del credito d’imposta al 90%, riservata alle microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, che potrebbe non avere i necessari caratteri di non selettività. In tal caso comunque l’applicazione della regola del de minimis, relativa agli aiuti di piccola entità, potrebbe eventualmente ulteriormente ridurre la portata del problema.

    Credito d’imposta concesso nel limite massimo di spesa annualmente stabilito

    Il credito di imposta è concesso, in ogni caso, nel limite massimo di spesa stabilito annualmente con il DPCM che ripartisce le risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione fra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico (art. 1, co. 4, primo periodo, della L. 198/2016). Con il medesimo DPCM si stabiliscono, altresì, i criteri di ripartizione dell’onere a carico di ciascuna amministrazione.

    Le risorse destinate al credito di imposta sono iscritte sul pertinente capitolo dello stato di previsione del MEF e trasferite sulla contabilità speciale n. 1778 “Agenzia delle Entrate – Fondi di bilancio” per la regolazione contabile delle compensazioni.

    Nel riservarci ulteriori approfondimenti, ci è gradita l’occasione per inviare i migliori saluti.

    IL RESPONSABILE AREA RELAZIONI ESTERNE
    (Arcangelo Iannace)

  • Mercato System 24 è la nuova concessionaria adv di DigitalBees

    DailyNet 22/06/2017

    È stata confermata in questi giorni l’assegnazione a WebSystem 24 del premium video network di DigitalBees, il primo video & content facilitator in Italia: si rafforza così l’offerta video advertising della concessionaria pubblicitaria del Gruppo 24 ore, che raggiunge un inventory mensile di oltre 40 milioni. DigitalBees, startup digitale del business incubator Digital Magics, quotato su AIM Italia di Borsa Italiana, deve il forte sviluppo degli ultimi due anni alla presenza del ceo, Barbara Bontempi e del general manager, Dario Mazzocchi, entrambi con una pluriennale esperienza nel settore media-advertising. Il loro operato ha determinato un incremento in termini di fatturato a 2 cifre anno su anno e la chiusura del 2016 con EBITDA positivo. Punta di diamante è la “combined strategy” del progetto che soddisfa contemporaneamente gli investitori di pubblicità e gli editori digitali, in particolare grazie ai formati Video Native Widget sviluppati internamente dalla stessa DigitalBees. Da un lato la startup fornisce contenuti ai publisher digitali su qualsiasi piattaforma, grazie alla tecnologia proprietaria all’avanguardia, dall’altro assicura così agli inserzionisti il controllo del contesto nel quale verrà erogato il preroll. Nell’ambito della fornitura di audiovisivi il catalogo DigitalBees viene aggiornato day-by-day grazie al network di partner che collaborano con la startup: il catalogo contiene oltre 140.000 titoli e ne vengono processati circa 50 nuovi ogni giorno. Questo garantisce ai publisher digitali una library costantemente aggiornata e un bacino pubblicitario globale di circa 20 milioni di video views. Un valore aggiunto che ha portato System 24 a scegliere la startup dell’incubatore Digital Magics come nuovo partner. La divisione digital della concessionaria del Gruppo 24 ORE, WebSystem 24, grazie alla nuova acquisizione, amplia ulteriormente il proprio ruolo di polo pubblicitario dell’editoria online di qualità. Con l’acquisizione del video network di DigitalBees, la divisione digital WebSystem 24 arriva a raggiungere 515 milioni di pagine viste mese per oltre 12,5 milioni di utenti unici (41% dell’Active Reach, fonte dati Audiweb View – aprile 2017) e siinserisce con sempre maggior forza nel mercato del video advertising rafforzando il comparto broadcaster e ampliando alcuni dei cluster di pubblico che costituiscono l’ossatura dell’offerta DigitalBees: donna, entertainment, trend topic, man e tech con contenuti che spaziano dal family al lifestyle, dal cinema alla musica, dalle news allo sport. La parola ai protagonisti “In poco tempo DigitalBees ha saputo conquistare la fiducia di partner come System 24 che apprezzano la nostra capacità di mettere a punto un prodotto bivalente, competitivo e attento alle mutevoli necessità del mercato – ha affermato Barbara Bontempi, ceo e partner di DigitalBees -. Vogliamo rafforzare il percorso di crescita: l’accordo con la concessionaria del Gruppo 24 Ore è solo il primo passo, lanceremo diverse novità di prodotto e infrastrutture tra la fine di questo semestre e l’inizio del prossimo. In particolare ci concentreremo su formati Video Native Widget che garantiscono viewability senza stress, sulle soluzioni per il content marketing e sulla brand-safeness. Siamo orgogliosi che un Gruppo così importante abbia scelto di inserire nel proprio panel anche il nostro network, rappresenta la conferma che stiamo andando nella direzione giusta”. “Con l’ingresso di DigitalBees nel nostro quality network, WebSystem 24 allarga il proprio spettro d’azione, presidiando un mercato in continua evoluzione – ha commentato Luca Paglicci, direttore di Web System 24. “Contiamo di arrivare alla saturazione massima dell’inventory già nel primo anno, attraverso la capacità di armonizzare la presenza di pre-roll in contesti editoriali omogenei per tematiche e quindi di garantire il posizionamento di campagne/clienti per affinità di target e contesti editoriali”.

  • Triboo Media è sempre più social: nuovi strumenti e linguaggi per ingaggiare e fidelizzare l’utenza

    DailyNet 22/06/2017

    Le modalità di comunicazione evolvono a gran velocità, e oggi è diventato indispensabile per qualsiasi editore saper parlare al proprio pubblico anche su altre piattaforme oltre al website, sfruttandone i linguaggi e le peculiarità per instaurare e portare avanti un dialogo con lo stesso. Engagement e fidelizz a z i o n e dell’utenza sono a t t i v i t à che passano sempre più spesso dai social network: in questo contesto il Gruppo Triboo ha attivato una serie di investimenti al fine di fornire un servizio qualitativamente più elevato e al passo con le esigenze della sua audience. Dopo l’acquisizione di Roba da Donne, la più grande community femminile su Facebook, l’evoluzione del Gruppo sui social è proseguita trasversalmente in termini di brand presenti e di piattaforme coperte. Le strade percorse sono state infatti diverse: dall’introduzione dei bot su Facebook Messenger, all’uso di Facebook Live, fino all’ampliamento della presenza su YouTube. Agrodolce e Leonardo Nel campo dell’intelligenza artificiale, Triboo ha siglato una collaborazione con noiBoT – azienda specializzata nelle nuove tecnologie da affiancare alle piattaforme social – che si è concretizzata nel lancio dei Bot su Messenger per Agrodolce.it e Leonardo.it. Nel primo caso gli utenti Facebook Messenger del magazine food possono ricevere la ricetta del giorno, ma anche consigli per la costruzione di un’alimentazione sana o interazioni su come cucinare un piatto gustoso. Gli utenti di Lenoardo.it – sempre grazie a Facebook Messenger – possono ricevere l’aggiornamento sui tre principali eventi del giorno, sia sulle storie sia sulle breakingnews, a partire da criteri qualitativi che aiutano l’audience a orientarsi nel “frastuono” di notizie che circolano in rete. Se il video è ormai da tempo una soluzione privilegiata per le properties di Triboo, sia dal punto di vista editoriale sia da quello pubblicitario, alcune testate hanno cominciato a sperimentare con successo l’utilizzo di Facebook Live. A fare da apripista è stato Motori.it, una delle prime testate online a sbarcare sui live del social circa un anno fa, posizionandosi come pioniere nel comparto dell’automotive, imitato poi dal resto del mercato. I risultati ottenuti sono stati degni di nota, tanto da spingere il team media di Triboo ad ampliare il progetto e sviluppare nuovi format come “La prova su Strada” delle nuove carline proposte dalle case automobilistiche, a conferma dell’importante ruolo giocato nel processo di acquisto di un veicolo. Oppure la cronaca in diretta nei principali eventi di settore, per regalare alla propria utenza curiosità e anteprime dal mondo dei motori. Inoltre, attraverso l’uso della tecnologia broadcasting è stato possibile organizzare il live in studio di “Motori in Pole Position”, per commentare i Gran Premi di Formula 1, offrendo il giorno successivo un format con due giornalisti che discutono delle ultime tendenze della competizione sportiva. Quest’ultimo format ha avuto il vantaggio di creare uno zoccolo duro di audience intorno al settore sportivo dell’automotive, costituito da veri e propri appassionati che hanno premiato il lavoro fatto finora attraverso l’incremento della reach del +15% e dell’engagement del +13%. Studentville e PMI Oggi il Gruppo ha intensificato gli sforzi live non solo per le principali testate del Gruppo come Agrodolce e Motori, ma anche per StudentVille.it, una delle ultime realtà editoriali acquisite dal Gruppo, in fase di ulteriore rinnovo in questi mesi, da sempre sempre uno dei principali riferimenti per il target giovanile. Nel periodo DailyNet marketing in rete ANNO XV  GIOVEDÌ 22 GIUGNO 2017 # 113 caldo della Maturità e delle sessioni universitarie estive, i filmati del brand editoriale stanno riscuotendo il favore e l’engagement del pubblico. Infine anche PMI.it, la prima testata dedicata interamente alle piccole e medie imprese, ha veicolato nuove risorse sui social attraverso il format live “L’esperto Risponde”. Un format molto apprezzato dall’utenza attraverso il quale è possibile confrontarsi con un professionista del settore sulle più attuali tematiche in materia di pensioni e tutela dei lavoratori. Dato l’enorme engagement generato dai social, PMI è da poco sbarcato anche su YouTube con un canale dedicato nel quale è possibile trovare e condividere tutta l’attività video originale e le video-infografiche che attraverso una grafica accattivante e brillante arrivano in maniera diretta ed efficace all’utenza. Il sito non è nuovo ai social. Per la sua stessa natura editoriale e le tematiche trattate quotidianamente, infatti, ha costruito nel tempo una ricca e vivace community su Linkedin, la nota piattaforma dedicata alle interazioni tra professionisti. La testata business del Gruppo ha infatti creato già da tempo un gruppo, moderato dalla redazione stessa che nel tempo è cresciuto e ha dato vita a una vera e propria community che quotidianamente commenta e condivide i vari aggiornamenti. VelvetMag Emblematico è anche l’esempio rappresentato da VelvetMag, il brand proprietario dedicato all’entertaiment. Proprio il legame con tematiche di forte richiamo in ambito social, ha permesso a Velvet di massimizzare l’engagement coprendo mediaticamente i grandi eventi del cinema – Notte degli Oscar, David di Donatello, Festival di Cannes, Festival del Cinema di Venezia – della tv – Amici, Grande Fratello e Isola dei Famosi – e della musica – Mtv Awards, Radio Italia Live, Festival di Sanremo. Tutto ciò ha generato un aumento delle visite, degli utenti e dell’interazione con i lettori, garantendo credibilità, valore e visibilità al brand. Il progetto editoriale del magazine più glitterato del Gruppo è quello di essere sempre in primo piano sulle ultime news e di diventare anche sui social il riferimento in modalità live per tutti i maggiori eventi di settore. Nuovi orizzonti Il modello adottato per le testate descritte verrà esteso anche alle altre proprietà editoriali del gruppo su cui sono allo studio format ad hoc che tengano conto delle precise caratteristiche di ciascun brand editoriale con un forte focus sui contenuti video originali. In particolare è previsto il potenziamento delle pagine Facebook di GravidanzaOnline, Greenstyle, Webnews e HTML.it, degli account YouTube di DireDonna e Agrodolce per una Triboo Media sempre più social!

  • SAVE THE DATE! – RADIOCOMPASS 2017 (23 MAGGIO MILANO – 25 MAGGIO ROMA)

    FCP e Mindshare presentano Radiocompass 2017:

    Milano: martedì 23 Maggio 2017 – Ore 10:00

    Roma: giovedì 25 Maggio 2017 – Ore 10:00

    Concessionarie partner:  A. Manzoni & C. – Mediamond – Open Space Pubblicità – Rai Pubblicità – RDS Advertising – System 24 – Teamradio – Fono VI.PI.

    Per maggiori informazioni scrivere a: direzione@fcponline.it – Tel. 02 79 49 61.

  • Rai Pubblicità: a maggio raccolta a +12,5% in radio e +9% sul web. Nei primi cinque mesi web a +16% grazie al video (+27%). Barbarani: “Il mercato apprezza la qualità dei contenuti editoriali e il ridotto affollamento pubblicitario”

    AdvExpress 14/06/2017
    Nella prima parte dell’anno la raccolta della concessionaria guidata da Fabrizio Piscopo registra sui due mezzi un ottimo andamento, con il web trainato dal video che rappresenta, spiega Barbarani ad ADVexpress, l’80% del fatturato complessivo del digital .A giugno prevista una chiusura double digit in radio. Il Giro d’Italia ha ottenuto numeri importanti di fatturato, addirittura quasi raddoppiato sul web.

    Risultati molto positivi per la raccolta radio e web di Rai Pubblicità nella prima parte dell’anno.

    Come anticipa ad ADVexpress Francesco Barbarani, Direttore Radio e Web della concessionaria, a maggio il fatturato pubblicitario in radio è cresciuto  del 12,5% e quello web del 9%, mentre nei primi cinque mesi dell’anno la radio è cresciuta del 4% e il web del 16%, grazie anche al boom del video che ha segnato +27%, rappresentando l’80% del fatturato digital. E la previsione pergiugno è già double digit per la radio.

    “Il video traina la corsa del web, è molto apprezzato dal mercato e tra i formati più interessanti mi piace citare anche il Floor AD lanciato per RaiPlay” commenta Barbarani.

    “Il comparto video è guidato dai contenuti premium, che, insieme alla nostra politica commerciale garante di un basso affollamento pubblicitario – tutti i nostri break sul digitale contengono infatti un solo spot, in esclusiva e in ottima posizione – portano a kpi elevati dal punto di vista qualitativo e a fruizioni più lunghe:  a marzo il tempo speso sul formato video di RaiPlay su base mensile è di 54 minuti per persona (Fonte Audiweb)” aggiunge Barbarani. Il manager ricorda inoltre che tutti i dati di Rai Pubblicità, soprattutto in termini di viewability, sono certificati.

    Un altro esempio del valore del digitale per Rai Pubblicità sono i significativi risultati di traffico online e di raccolta ottenuti dall’esperimento di pianificazione di ‘Non uccidere’ prima su RaiPlay e poi in tv sottolinea Barbarani .

    Ottimi riscontri, infine, anche dai top event. “Il Giro d’Italia ha ottenuto numeri importanti di fatturato, addirittura quasi raddoppiato sul web rispetto all’edizione 2016, complice anche in questo caso un contenuto crossmediale di qualità che ha riscosso successo presso gli investitori” ha concluso Barbarani, rinviando al 28 giugno, quando verranno presentati i palinsesti autunnali, per le altre novità.

  • EcommerceCondé Nast chiude Style.com e si allea con Farfetch. Anche nel BelPaese

    DailyNet 14/06/2017

    Condé Nast ha ritirato dal mercato la sua piattaforma di ecommerce Style.com pochi mesi dopo il suo rilancio per collaborare invece con il retailer online di lusso Farfetch. Il nuovo accordo ha reso inutilizzabile Style.com, e prevede che Condé Nast si affidi a Farfetch per commercializzare i propri contenuti online e social. Style.com ora reindirizza alla homepage di Farfetch, che ne ha acquisito il marchio, la proprietà intellettuale e il database dei clienti. Condé Nast aveva rilanciato Style.com appena nove mesi fa. La nuova partnership con Farfetch vedrà ora la costruzione di un’esperienza di “contentto-commerce” senza soluzione di continuità per i clienti. Jonathan Newhouse, presidente e chief executive di Condé Nast International, entra nel consiglio di amministrazione di Farfetch, affiancando il fondatore di Net-A-Porter Natalie Massenet che ha preso una posizione di consiglio della società nel mese di febbraio. Proprio all’inizio di questa settimana, Farfetch ha annunciato di aver nominato John Veichmanis come chief marketing officer, illustrando i suoi progetti per sfruttare “investimenti considerevoli” nei media basati sulle performance. L’accordo vale anche per l’Italia.

  • Mercato Auditel: via libera al Superpanel, il 30 luglio la pubblicazione dei primi dati. Intanto, comScore risulta in pole per la misurazione su device mobili

    DailyMedia 13/06/2017

    Il Consiglio di Amministrazione di Auditel ha dato il via libera alla partenza del Superpanel. Dopo aver sostituito integralmente, già nel 2016, il proprio campione base di 5.700 famiglie, Auditel ha selezionato e installato altre 10.400 nuove unità familiari, dotate di set meter, già in grado di produrre i dati di ascolto. L’operazione – che non ha precedenti a livello internazionale – ha raggiunto l’obiettivo della confluenza dei due campioni, rappresentativi della popolazione italiana, in un unico imponente super-campione costituito da 16.100 famiglie (circa 41.000 individui). Mentre tutti i “JIC” Joint Industry Committee, (cioè i Comitati misti che governano le “Auditel” nei diversi Paesi) sono alla ricerca di soluzioni per estendere i panel che misurano le audience e far fronte alle nuove sfide imposte dallo sviluppo tecnologico, il campione italiano si afferma come il più solido in Europa per numerosità e il primo al mondo nel rapporto panel/popolazione. I vantaggi In questo modo, triplicando di fatto le dimensioni della base di raccolta delle informazioni sull’ascolto della televisione, Auditel assicurerà ai dati rilevati maggiore robustezza e ulteriore precisione, oltre a costituire un asset fondamentale al servizio dei futuri sviluppi della Ricerca e del mercato. I benefici del Superpanel possono essere espressi, tra gli altri, dalla riduzione del 50% dei “minuti a zero ascolto” e da una riduzione del 66% dei fattori di espansione, con un significativo miglioramento dei margini di stima statistica e dell’interpretabilità dei dati, soprattutto ai bassi livelli di granularità e per le emittenti con maggiore variabilità di audience. Lo strumento Il Superpanel rappresenta non solo lo strumento più evoluto oggi disponibile per rispondere alla frammentazione degli ascolti e garantire la misurazione dei servizi on demand, ma anche l’infrastruttura sulla quale verrà costruita, con soluzioni innovative, la rilevazione dei nuovi device digitali (Smart TV, PC, Smartphone e Tablet) sui quali, già oggi, vengono fruiti numerosi segmenti di televisione. Una svolta epocale, per i broadcaster e le imprese che investono in pubblicità, con il chiaro intento di pensare alla televisione “oltre la televisione”, e alle audience come a una somma intelligente di contenuti fruiti secondo diverse modalità di consumo, su tutte le piattaforme e tutti i device. L’implementazione Sul piano tecnico, è già stata avviata una roadmap di implementazione che comprende le attività di adeguamento dei sistemi hardware e software di tutti i soggetti chiamati ad elaborare una mole di informazioni significativamente superiore alla precedente. Appena il sistema distributivo sarà simmetricamente a regime, si potrà partire con la pubblicazione dei nuovi dati prevista a partire dal prossimo 30 luglio. Il piano di rilascio Per supportare e accompagnare il mercato nei cambiamenti introdotti da questa evoluzione, Auditel ha messo a punto anche un piano di rilascio che coinvolgerà tutti gli utilizzatori dei dati mediante “workshop” di approfondimento, attività di formazione e iniziative di “educazione” alla lettura e all’impiego delle nuove metriche. Il complessivo programma di iniziative legato alla roadmap di implementazione e al piano di rilascio dei dati è stato oggetto di un dettagliato processo di condivisione con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). La misurazione su device mobili Intanto, secondo quanto risulta a DailyMedia, sembrerebbe che sia comScore (con il sostegno di Kantar) la società con cui è stata avviata la trattativa in esclusiva per la misurazione della fruizione di contenuti televisivi su device mobili (pc, tablet e smartphone) e i servizi “on demand”. Nei mesi scorsi, infatti, Auditel aveva inviato le opportune RSI (Request Support Information) anche a Gfk e, ovviamente, alla stessa Nielsen (con cui attualmente lavora, ndr), per esaminare l’offerta internazionale in materia, tecnica ed economica.

  • Mercato AOL, è atteso per settimana prossima integrazione con Yahoo. C’è l’ok degli azionisti

    DailyNet 09/06/2017

    Si attende in questi giorni il completamento dell’acquisizione di Yahoo da parte di Verizon e la conseguente integrazione degli asset della storica società della Silicon Valley con quelli di AOL sotto l’ombrello del nuovo brand Oath. Un’operazione che va avanti da quasi un anno, vale a dire da quando Yahoo ha annunciato di aver accettato l’offerta da 4,8 miliardi di Verizon poi sensibilmente abbassata a causa degli attacchi hacker subiti dalla compagnia. Secondo ReCode, circa un migliaio di persone verranno licenziate, pari a meno del 20% della rosa di professionisti della compagnia una volta unite le squadre. Per TechCrunch le proporzioni sono inferiori ma non i numeri assoluti: oltre 2.000 tagli al personale, pari al 15% dei circa 14mila dipendenti. Sempre ReCode sottolinea come questa mossa non sia per niente inattesa: entrambe le aziende hanno varie sovrapposizioni di ruoli nel marketing, nel segmento finanziario, in quello delle risorse umane e nell’amministrazione. In ogni caso l’annuncio del completamento dell’operazione dovrebbe arrivare settimana prossima, vista l’approvazione nella serata di ieri al deal da parte degli azionisti di Yahoo. A capo della nuova realtà ci sarà Tim Armstrong, già ceo di AOL e in precedenza dirigente di Google: il suo obiettivo è rendere la compagnia che nascerà dall’integrazione con Yahoo leader nella pubblicità online, fornendo servizi a una platea di 2 miliardi di persone nel mondo, come dichiarato allo scorso DMexco. In Italia la raccolta delle properties di Yahoo è gestita da Mediaset attraverso la concessionaria Mediamond dopo la chiusura della sede locale avvenuta a febbraio dell’anno scorso. È, infine, doveroso notare che VEVO, partner di Yahoo dal 2011 al 2016, a gennaio ha deciso di affidare la raccolta ad AOL Italia.