Categoria: News

  • Editoria Hearst: la raccolta 2014 a quota 70 milioni

    DailyMedia 18/12/2014

    La divisione Hearst Advertising Italia chiude il 2014 con un fatturato complessivo di circa 70 milioni di euro, in sostanziale pareggio con l’anno scorso, e registrando crescite della quota di mercato per il terzo anno consecutivo. La struttura diretta da Marco Cancelliere conferma così le previsioni sull’andamento già anticipate nei mesi scorsi. «In rapporto a tutto il mercato della periodica la nostra quota di mercato raggiunge quest’anno il 13,5% – commenta Cancelliere -, in crescita del 4% sul 2013 che a sua volta migliorava del 10% la quota 2012, grazie anche al lancio del nuovo Gioia!. Nel 2012, infine, abbiamo registrato un incremento della quota del 3% sull’anno precedente». Per quanto riguarda i singoli segmenti in cui Hearst è presente, vale a dire mensili e settimanali femminili, mensili di design e settimanali famigliari, la quota nel 2014 cresce del 7% e raggiunge il 18% complessivo. Nel 2013 è cresciuta del 5% e nel 2012 del 2%. Sui singoli brand si segnala la performance positiva di GIOIA!, pari al +30% sulla raccolta dell’anno scorso realizzata quasi esclusivamente dal settimanale cartaceo che da solo migliora del 25% , mentre il digitale appena rinnovato deve ancora sviluppare potenziale. Inoltre Gioia! registra gli andamenti migliori tra i settimanali femminili per vendite in edicola, in crescita del +15% quest’anno. I sistemi Elle e Marie Claire crescono nella raccolta pubblicitaria, grazie all’apporto del digital – mentre il supporto cartaceo è in leggero calo – e favoriti anche dai buoni trend degli investitori istituzionali nell’ambito del lusso. Bene anche le diffusioni, sempre trainate dalle copie digitali. Leggera flessione della raccolta per Cosmopolitan, dell’ordine del 2/3%, penalizzato dal rallentamento della cosmetica che ha investito meno sul target giovane, focus del mensile, e del sistema pronto moda: «La moda complessivamente cresce del 4% – spiega il direttore generale dell’adv Italia di Hearst -. L’alto di gamma va molto bene e cresce molto, il medio è in perdita. Le testate più esposte ne risentono maggiormente». Vanno invece bene le diffusioni, sia cartacee sia digitali, di Cosmopolitan. E’ positivo il bilancio del sistema arredo, con Elle Decor a +15% nella raccolta e nelle diffusioni grazie anche all’edizione digitale tradotta in inglese che rappresenta il 70% delle copie vendute all’estero. Marie Claire migliora del 10% la propria raccolta; il perimetro include anche la testata Home, chiusa durante l’anno (l’ultimo numero è in edicola in questi giorni), con un bilancio in flessione. Il 2014 è invece stato un anno di sofferenza per i famigliari, sia Gente sia Famiglia Cristiana della Periodici San Paolo. I dati a perimetro omogeneo comprendono anche Rolling Stone (uscito ad aprile) e Riders (fino a ottobre). Nel 2015 «Ripartiamo focalizzandoci sui brand centrali: in primo luogo sui sistemi Elle e Marie Claire, e il rilancio del sito di Cosmopolitan già da gennaio. Festeggeremo una serie di anniversari importanti: dai 25 anni di Elle Decor, ai 30 anni dell’internazionalizzazione di Elle, ai 10 anni di Marie Claire 2 Bellezza, che vanta il premio più autorevole assegnato al beauty. Per aprile abbiamo in serbo il rilancio di Marie Claire Maison, in concomitanza con il numero del Salone del Mobile. Stiamo inoltre preparando una serie di eventi sia legati a Expo 2015, sia di altro genere». L’area iniziative speciali, guidata da Roberta Battocchio, è composta da 15 persone organizzate per industry quali moda, design, bellezza e altri mercati, e genera il 14% del fatturato pubblicitario complessivo. L’area digital, invece, pesa per il 10% sui ricavi adv e l’obiettivo è salire a 15%: «Quota peraltro già raggiunta se si considerano i mensili, che sono più avanti sul digitale rispetto ai settimanali in portafoglio» conclude Cancelliere.

  • Stampa Il Secolo XIX: da gennaio passa a Italiana Editrice con raccolta nazionale affidata a RCS Pubblicità; da febbraio cambia formato e diventa tabloid

    DailyMedia 18/12/2014

    La prima parte dell’anno sarà densa di novità importanti per il Secolo XIX, due delle quali addirittura dal 1 gennaio, quando diventerà operativa la fusione con La Stampa sotto l’unica e nuova Italiana Editrice SpA e quando scatterà l’allineamento con il quotidiano torinese su RCS Pubblicità per la raccolta nazionale. Italiana Editrice recupera il nome di Italiana Edizioni (poi ridenominata Editrice La Stampa), in modo da mantenere la storica sigla Itedi, e sarà controllata al 77% dalla Fiat (almeno fino a quando non verrà costituita un’eventuale apposita società per le attività editoriali del Gruppo) con il restante 23% in capo alla famiglia Perrone (Carlo Perrone, che era il presidente di SEP, ne sarà v.p.), che conferisce alla nuova società anche Publirama e Radio19, mentre la prima, di cui era presidente John Elkann (che ne sarà presidente), porta in dote Publikompass, di cui è d.g. Massimo Colombo e che cura la locale del giornale diretto da Mario Calabresi. La stessa funzione per Il Secolo XIX la esercita e, come Pk, continuerà a esercitarla (almeno finchè non ci sarà un’eventuale fusione tra le due strutture), la concessionaria di cui è d.g. Maurizio Introna, che genera oltre il 70% del fatturato pubblicitario del quotidiano diretto da Alessandro Cassinis. La nazionale, come Daily- Media è in grado di anticipare, passerà invece appunto anch’essa da inizio anno alla struttura di cui è d.g. Raimondo Zanaboni, che subentra alla Manzoni. Per la cronaca, quest’ultima chiuderà con un andamento in linea con quello del comparto, che sta viaggiando al -10%, mentre la locale sta andando meglio della media del suo mercato di riferimento, con note particolarmente positive per il web, grazie alla rivisitazione del sito, che ha visto triplicare il proprio traffico. Il fatturato complessivo dovrebbe essere tra i 10 e i 12 milioni di euro, con un saldo migliore rispetto alla media del mercato. Resta ora da capire come verrà risolta la sovrapposizione tra le edizioni di Savona e Imperia dei due quotidiani, e se Publirama estenderà la raccolta anche all’edizione genovese de La Stampa. Il fatto che la responsabile di Pk per la Liguria Fabrizia Del Toro si sia dimessa alcuni mesi fa (per ricongiungersi a Maurizio Sajeva e Carlo Spallanzani come responsabile della sede di Palermo di GDS, che cura la locale di Gazzetta del Sud e il Giornale di Sicilia) autorizza però a pensare che questo possa avvenire: del resto, fu già così nel 2003-2007, quando invece, per contro, la stessa Pk prese la nazionale del Secolo XIX, poi passata a SPE e, quindi, come detto, fino a fine dicembre, alla concessionaria di Gruppo L’Espresso. Di Italiana Editrice sarà a.d. Luigi Vanetti, che attualmente svolge lo stesso ruolo in Editrice La Stampa, mentre il d.g. sarà l’attuale a.d. di SEP, Maurizio Scanavino. Le due testate resteranno separate, ma il nuovo assetto consentirà un significativo recupero di efficienza attraverso la razionalizzazione di costi e la realizzazione di economie di scala. In particolare, saranno unificate le funzioni preposte agli acquisti di tipo editoriale e non, per ottenere benefici economici, mantenendo inalterato il livello dei servizi. Non dovrebbero esserci tagli nelle redazioni, mentre Calabresi sarà il coordinatore editoriale della nuova editrice. Per consentire l’integrazione, è previsto l’utilizzo di un unico sistema editoriale integrato (Methode), il che consentirà fra l’altro la condivisione di gran parte dei contenuti sia per la parte nazionale (con personalizzazione che coinvolgerà anche il web per entrambi i quotidiani), sia per quella riguardante la Liguria di Ponente, pur mantenendo la necessaria differenziazione fra i due giornali. Dopo la Stampa (dal 10 dicembre), infine, anche Il Secolo XIX beneficerà di una revisione grafica: il quotidiano ligure (con 8 pagine in più rispetto alle attuali, divise tra nazionale, internazionale, economia e shipping) passerà dai primi di febbraio allo stesso formato tabloid 31×45 di quello torinese e potrà essere prodotto nello stabilimento di quest’ultimo in via Giordano Bruno, nel capoluogo piemontese, con relativi problemi distributivi.

  • Stampa Il Secolo XIX: da gennaio passa a Italiana Editrice con raccolta nazionale affidata a RCS Pubblicità; da febbraio cambia formato e diventa tabloid

    DailyMedia 18/12/2014

    La prima parte dell’anno sarà densa di novità importanti per il Secolo XIX, due delle quali addirittura dal 1 gennaio, quando diventerà operativa la fusione con La Stampa sotto l’unica e nuova Italiana Editrice SpA e quando scatterà l’allineamento con il quotidiano torinese su RCS Pubblicità per la raccolta nazionale. Italiana Editrice recupera il nome di Italiana Edizioni (poi ridenominata Editrice La Stampa), in modo da mantenere la storica sigla Itedi, e sarà controllata al 77% dalla Fiat (almeno fino a quando non verrà costituita un’eventuale apposita società per le attività editoriali del Gruppo) con il restante 23% in capo alla famiglia Perrone (Carlo Perrone, che era il presidente di SEP, ne sarà v.p.), che conferisce alla nuova società anche Publirama e Radio19, mentre la prima, di cui era presidente John Elkann (che ne sarà presidente), porta in dote Publikompass, di cui è d.g. Massimo Colombo e che cura la locale del giornale diretto da Mario Calabresi. La stessa funzione per Il Secolo XIX la esercita e, come Pk, continuerà a esercitarla (almeno finchè non ci sarà un’eventuale fusione tra le due strutture), la concessionaria di cui è d.g. Maurizio Introna, che genera oltre il 70% del fatturato pubblicitario del quotidiano diretto da Alessandro Cassinis. La nazionale, come Daily- Media è in grado di anticipare, passerà invece appunto anch’essa da inizio anno alla struttura di cui è d.g. Raimondo Zanaboni, che subentra alla Manzoni. Per la cronaca, quest’ultima chiuderà con un andamento in linea con quello del comparto, che sta viaggiando al -10%, mentre la locale sta andando meglio della media del suo mercato di riferimento, con note particolarmente positive per il web, grazie alla rivisitazione del sito, che ha visto triplicare il proprio traffico. Il fatturato complessivo dovrebbe essere tra i 10 e i 12 milioni di euro, con un saldo migliore rispetto alla media del mercato. Resta ora da capire come verrà risolta la sovrapposizione tra le edizioni di Savona e Imperia dei due quotidiani, e se Publirama estenderà la raccolta anche all’edizione genovese de La Stampa. Il fatto che la responsabile di Pk per la Liguria Fabrizia Del Toro si sia dimessa alcuni mesi fa (per ricongiungersi a Maurizio Sajeva e Carlo Spallanzani come responsabile della sede di Palermo di GDS, che cura la locale di Gazzetta del Sud e il Giornale di Sicilia) autorizza però a pensare che questo possa avvenire: del resto, fu già così nel 2003-2007, quando invece, per contro, la stessa Pk prese la nazionale del Secolo XIX, poi passata a SPE e, quindi, come detto, fino a fine dicembre, alla concessionaria di Gruppo L’Espresso. Di Italiana Editrice sarà a.d. Luigi Vanetti, che attualmente svolge lo stesso ruolo in Editrice La Stampa, mentre il d.g. sarà l’attuale a.d. di SEP, Maurizio Scanavino. Le due testate resteranno separate, ma il nuovo assetto consentirà un significativo recupero di efficienza attraverso la razionalizzazione di costi e la realizzazione di economie di scala. In particolare, saranno unificate le funzioni preposte agli acquisti di tipo editoriale e non, per ottenere benefici economici, mantenendo inalterato il livello dei servizi. Non dovrebbero esserci tagli nelle redazioni, mentre Calabresi sarà il coordinatore editoriale della nuova editrice. Per consentire l’integrazione, è previsto l’utilizzo di un unico sistema editoriale integrato (Methode), il che consentirà fra l’altro la condivisione di gran parte dei contenuti sia per la parte nazionale (con personalizzazione che coinvolgerà anche il web per entrambi i quotidiani), sia per quella riguardante la Liguria di Ponente, pur mantenendo la necessaria differenziazione fra i due giornali. Dopo la Stampa (dal 10 dicembre), infine, anche Il Secolo XIX beneficerà di una revisione grafica: il quotidiano ligure (con 8 pagine in più rispetto alle attuali, divise tra nazionale, internazionale, economia e shipping) passerà dai primi di febbraio allo stesso formato tabloid 31×45 di quello torinese e potrà essere prodotto nello stabilimento di quest’ultimo in via Giordano Bruno, nel capoluogo piemontese, con relativi problemi distributivi.

  • Concessionarie Arcus Multimedia acquisisce la raccolta di Kiss Kiss Italia e punta a un fatturato di 1,8 mln nel 2015

    DailyMedia 17/12/2014

    Arcus Multimedia si concentra sul mercato radiofonico e dopo l’acquisizione della raccolta di Kiss Kiss Italia crea dal 1 gennaio 2015 un nuovo circuito pubblicitario nazionale da quasi 2 milioni di ascoltatori al giorno. La concessionaria si riorganizza dopo aver ceduto l’incarico per la pubblicità locale de Il Giornale alla Visibilia di Daniela Santanchè (vedere DailyMedia del 27 novembre scorso, ndr). Il circuito, che si chiama Area News, Radio Margherita & Kiss Kiss Italia, è l’ampliamento di una attività che la Arcus, spiega il vice presidente esecutivo Andrea Favari, «conduce già da quattro anni per una ventina di emittenti distribuite sul territorio nazionale. Con Radio Margherita, leader in Sicilia e Calabria, e Kiss Kiss Italia, posizionata in Campania, diventiamo particolarmente forti nelle regioni del Sud». Arcus si occupa in particolare dei passaggi pubblicitari legati ai radiogiornali realizzati dall’agenzia Area, undici nella giornata e posizionati al cambio di ora. Naturalmente la Arcus si occupa anche della raccolta locale. Per il primo anno l’obiettivo di fatturato è di 1,8 milioni di euro, «e puntiamo ad allargare il portafoglio di partenza aggregando al circuito emittenti di qualità». Dopo la riorganizzazione, il team di Arcus Pubblicità è formato da Alessia Terzi, responsabile dei rapporti con gli editori, mentre la parte commerciale è a cura di Paolo Bonardi e Franca Favetti. Il personale operativo è composto da tre persone, gli agenti sono otto.

  • Concessionarie Arcus Multimedia acquisisce la raccolta di Kiss Kiss Italia e punta a un fatturato di 1,8 mln nel 2015

    DailyMedia 17/12/2014

    Arcus Multimedia si concentra sul mercato radiofonico e dopo l’acquisizione della raccolta di Kiss Kiss Italia crea dal 1 gennaio 2015 un nuovo circuito pubblicitario nazionale da quasi 2 milioni di ascoltatori al giorno. La concessionaria si riorganizza dopo aver ceduto l’incarico per la pubblicità locale de Il Giornale alla Visibilia di Daniela Santanchè (vedere DailyMedia del 27 novembre scorso, ndr). Il circuito, che si chiama Area News, Radio Margherita & Kiss Kiss Italia, è l’ampliamento di una attività che la Arcus, spiega il vice presidente esecutivo Andrea Favari, «conduce già da quattro anni per una ventina di emittenti distribuite sul territorio nazionale. Con Radio Margherita, leader in Sicilia e Calabria, e Kiss Kiss Italia, posizionata in Campania, diventiamo particolarmente forti nelle regioni del Sud». Arcus si occupa in particolare dei passaggi pubblicitari legati ai radiogiornali realizzati dall’agenzia Area, undici nella giornata e posizionati al cambio di ora. Naturalmente la Arcus si occupa anche della raccolta locale. Per il primo anno l’obiettivo di fatturato è di 1,8 milioni di euro, «e puntiamo ad allargare il portafoglio di partenza aggregando al circuito emittenti di qualità». Dopo la riorganizzazione, il team di Arcus Pubblicità è formato da Alessia Terzi, responsabile dei rapporti con gli editori, mentre la parte commerciale è a cura di Paolo Bonardi e Franca Favetti. Il personale operativo è composto da tre persone, gli agenti sono otto.

  • Mercato Condè Nast: raccolta a +1% nel 2014, trainata dal digitale, atteso in crescita del 40% nel 2015 grazie anche a una nuova piattaforma beauty

    DailyMedia 17/12/2014

    Il piano strategico “Reinvented Business”, lanciato nel settembre del 2012, sta dando i suoi primi frutti già nel 2014 a Condé Nast Italia e permette al gruppo che, ora, si propone come una “multimedia communication company”, di proiettare un 2015 in crescita, come hanno spiegato ieri, durante un incontro con la stampa, Giampaolo Grandi, presidente e a.d., Domenico Nocco, executive vp Finance&Operations, e Fedele Usai, deputy managing director. La “svolta” che permette al Gruppo (che genera circa il 20% del fatturato di CN International, superiore a 1 miliardo di dollari nel 2014 con margine operativo pari a circa 140 milioni di dollari) di aumentare in questi 12 mesi il proprio fatturato pubblicitario dell’1% a circa 120 milioni di euro – a perimetro omogeneo e, cioè, escludendo le testate chiuse Myself e Sposabella -, si sintetizza nell’accelerazione imposta al passaggio dal business cartaceo a quello dello “schermo”, qualunque sia il device utilizzato, che assorbe ormai l’80% delle interazioni con i media da parte dei consumatori. In ogni caso, la forza dei brand del Gruppo ha consentito alla pubblicità su stampa (105 milioni nel 2014) di chiudere con una flessione contenuta nel -1% (versus il mercato che farà almeno il -10%). Dal 2007 al 2014 Condé Nast ha inoltre raddoppiato la quota di mercato pubblicità periodici, dal 12% al 24%, anche grazie alla scelta di non agire sulla levaprezzo ma, semmai, su progetti mirati ed efficaci per i singoli clienti, sempre più spesso completati da eventi che integrano tabellare e attivazione territoriale, al punto che il giro d’affari generato è più che raddoppiato quest’anno rispetto al 2013, a circa 8 milioni di euro, grazie soprattutto a Glamour e Wired, ma per l’anno prossimo sono già state chiuse due iniziative da oltre mezzo milione di euro ciascuna anche per Vanity Fair e GQ. Il digital cresce invece del 18% (il mercato è flat) e rappresenta il 10,5% del fatturato totale pubblicità del Gruppo. Limitandosi ai soli brand che hanno una presenza digitale (Vanity Fair, GQ, Wired e Vogue) l’incidenza sale al 15%. Tra l’altro, Usai ha specificato che il programmatic viene gestito solo con deal privati e non riguarda solo l’invenduto. Il focus sul digitale ha fatto sì che da 50.000 video visti in un mese un anno fa si sia passati ora a 15 milioni, e la loro distribuzione genera il 20% delle revenue pubblicitarie. Gli utenti unici a novembre sono stati 16,2 milioni, e 180 milioni le pagine viste, con Vanity Fair a 7,2 e 110 milioni, Wired a 4,1 e 23,3 milioni, CN Live (che genera il 20% dei ricavi digitali, destinati a crescere prevedibilmente l’anno prossimo quando ai canali di Tudor e Visa si aggiungerà anche quello di Chanel, su cui pure lavorerà l’agenzia interna Factory27, rafforzata dall’arrivo di nuovi videomaker) a 1,7 e 7 milioni, Vogue a 1,9 e 27 milioni, e con un totale, per il mobile, di 8,6 e 84 milioni. E nel 2015, come è stato anticipato sempre ieri, ci sarà un’implementazione degli asset digitali per i maschili, con i contatti che, a metà del prossimo anno, dovrebbero passare da 5 a oltre 7 milioni. Nella prima parte dell’anno verrà inoltre lanciato un nuovo prodotto unico digitale per il beauty, con il coinvolgimento massiccio di blogger e influencer, e dei principali player del settore. A chiudere poi i dati 2014, ci sono 20 milioni di euro da diffusioni (in calo ma con la possibilità che non ci sia un’ulteriore contrazione nel 2015), per un totale digiro di affari della società, considerando appunto anche gli eventi, di 150 milioni di euro circa. Il parametro di valutazione della performance all’interno di CN International è rappresentato dal margine operativo (i 140 milioni di dollari di cui sopra), che non comprende le royalties sui brand e i costi dell’headquarter di Londra. L’Italia contribuisce a questo risultato con circa 13 milioni di euro. Nel 2013 il margine operativo è stato di 10 milioni, l’obiettivo è di arrivare a 17 nel 2015. Il terzo asset di sviluppo per il prossimo anno è il completamento del rilancio de La Cucina Italiana, che passerà completamente sotto il controllo del Gruppo, che rileverà a breve il 20% ancora detenuto da Quadratum. Il fatturato pubblicitario 2014 è stato di 1.2 milioni, con una crescita del 200% rispetto al 2013. La previsione è di crescere del 25% nel 2015. Il “sistema” della testata (che, comunque, resterà in capo a una srl autonoma) vedrà anche, a marzo, il lancio del nuovo sito, che farà da ponte digitale anche per le iniziative della scuola di cucina, sita in piazza Aspromonte, a Milano, che verrà a sua volta adeguatamente sviluppata. Sulla scia di tutti questi impegni, gli obiettivi per il 2015 sono di un’ulteriore crescita del 40% della raccolta sul digitale (con ricavi triplicati per CN Live) e del 3-4% per la stampa.

  • Previsioni La quantità crescente di dati disponibili influenzerà lo scenario degli investimenti pubblicitari nel 2015

    DailyNet 17/12/2014

    La tecnologia sta trasformando radicalmente l’industria pubblicitaria. Gli investimenti secondo logiche programmatiche continuano a crescere. Agenzie, brand, editori, lettori e anche qualche player televisivo cominciano a comprendere l’enorme valore dato dall’automazione. La quantità crescente di dati disponibili ha cambiato le regole del gioco, influenzando ogni aspetto della pubblicità: dal lavoro dei creativi alla modalità di servire le campagne degli inserzionisti televisivi. Alla luce di questi rapidi cambiamenti, Bob Lord, ceo Aol Platforms condivide cinque evoluzioni che prevede possano manifestarsi nel 2015.

    Creatività Data -Driven

    «Nell’advertising digitale cominciamo ad assistere al connubio tra lavoro creativo ed esecuzione strategica – non solo nell’ottenere il giusto posizionamento per un annuncio, ma facendo in modo che anche il contesto in cui l’annuncio è posto suggerisca l’uso della corretta creatività. L’obiettivo finale è quello di utilizzare la tecnologia per dare vita a storie interessanti per l’audience. I creativi di successo comprenderanno questa unica dinamica e porranno una maggiore attenzione nell’ottimizzazione dell’audience e nella pianificazione degli scenari – cominciando così a sviluppare creatività alimentate dal programmatic».

    I frutti del programmatic

    «Dopo aver acquistato sulla base della promessa del programmatic, gli inserzionisti oggi sperimentano diverse soluzioni e strategie di architettura tecnologica a supporto del proprio business. Ad esempio, i marketer stanno semplificando il processo di acquisto, passando dalla gestione di decine di sistemi tecnologici alla concentrazione in un unico o pochi sistemi. Perseguendo questa strategia, i team di marketing potranno concentrarsi, d’ora in avanti, su come massimizzare il roi. Il 2015 sarà l’anno in cui il programmatic “si rivelerà”: i risultati saranno più evidenti e in grado di mostrare la crescita del brand lift e l’effettiva influenza sulle vendite incrementali».

    Audience-Driven

    La tecnologia per prendere decisioni automatizzate basate sui dati, l’ottimizzazione delle campagne e l’attribution misurabile, funzionalità di cui gode il digital da molti anni, sono adesso disponibili per il mezzo televisivo, e le integrazioni per consentire l’automazione end-to-end sono in fase di sviluppo. «Nel 2015 vedremo emittenti, reti via cavo e MVPD cominciare ad aprire i propri sistemi, adottare la tecnologia programmatica e fare transazioni su segmenti di pubblico più precisi – oltre alla semplice età e sesso – per ampliare il valore della propria  programmazione televisiva. Questo seguirà la tendenza globale del settore pubblicitario verso un marketing datadriven che consentirà agli inserzionisti di pianificare in modo semplice, acquistare e misurare i propri investimenti su tutti gli schermi e capire ciò che sta effettivamente producendo roi – il tutto attraverso un’unica piattaforma».

    Dati proprietari

    Uno dei beni più preziosi di un marketer sono i dati. «Molti brand cominciano lentamente a capire che soggetti terzi, come ad esempio i trading desk, spesso possiedono i loro dati. Il problema, di natura legale, riguarda le clausole presenti nei contratti che l’inserzionista firma spesso in modo superficiale, cedendo, in effetti, i dati della società a terzi. Questa dinamica non consente ai brand di avere accesso ai dati critici della campagna, come ad esempio ai dati relativi a chi ha visto e/o cliccato sull’annuncio, e non consente all’azienda di sviluppare pianificazioni accurate in futuro. L’analisi dei dati è infatti un processo evolutivo grazie al quale i risultati di ogni singola campagna danno importanti informazioni per quella successiva. Ci aspettiamo che gli inserzionisti comincino quindi a fare domande difficili ai propri fornitori e, per quanto possibile, assumano la proprietà completa dei propri dati».

    Un ROI più significativo

    «Sfruttando strumenti di targeting sofisticati per identificare con maggiore precisione il segmento chiave dell’audience, gli editori saranno in grado di attirare maggiori investimenti di brand premium nei canali programmatici. Gli editori intelligenti utilizzeranno tecniche come l’estensione dell’audience e il retargeting per ampliare la propria offerta. In questo modo chi avrà pianificato in modo più attento, eseguito con precisione, analizzato e prodotto report – relativi ad audience, screen, formati pubblicitari, momenti della giornata e tipi di contenuto – vedrà crescere il proprio roi. Con le piattaforme programmatiche, alimentate da dati e da sistemi di analisi sempre più avanzati, ci si sta rapidamente muovendo verso forme evolute di advertising digitale»

  • Mercato Rai Pubblicità verso chiusura d’anno in pareggio; la raccolta a +7,5% a novembre

    DailyMedia 16/12/2014

    Novembre positivo per Rai Pubblicità. La concessionaria, fa sapere in una nota Viale Mazzini, “mette a segno un eccellente risultato, con una raccolta che ha segno positivo ed è pari al +7,5% su tutti i mezzi e con la televisione al +8%”. Sempre a novembre, le iniziative speciali aumentano a doppia cifra, il web del 10%. Sipra, spiega Fabrizio Piscopo, amministratore delegato di Rai Pubblicità, “aveva perso più di 244 milioni di euro nel 2012 e da 5 anni lasciava sul campo costantemente quote di mercato. Questa situazione stava danneggiando Rai stessa ed era determinata dalla assoluta rigidità della concessionaria che non aveva interpretato le difficoltà del mercato. Un ulteriore anno con una perdita così grave avrebbe messo in serie difficoltà l’intero gruppo. La svolta, verso una normale competizione, si era quindi rivelata indispensabile. Il risultato ottenuto a novembre – ha proseguito Piscopo – consentirà a Rai Pubblicità di raggiungere un valore positivo anche nell’anno 2014 sulla tv e un sostanziale pareggio come concessionaria. Nielsen segnala che il risultato è stato ottenuto con un decremento di prezzo medio,  bbastanza inevitabile in periodo recessivo così difficile, molto meno accentuato però rispetto al competitor (Publitalia, ndr) come si evince con semplicità dal costo per secondo di pubblicità emessa. Vanno quindi fermamente respinte le illazioni su presunte politiche di svendita del prodotto pubblicitario da parte di Rai Pubblicità. Sia il costo per grp’s sul target 25 -54 degli investimenti, dove si concentrano l’80%, sia il costo per secondo di RAI è più alto di quello del diretto competitor ( dati Nielsen). Bisogna inoltre tenere conto del fatto che Rai ha una quota pubblicitaria del 23% e un affollamento del 4%. Rai non è un leader di mercato nella pubblicità televisiva mentre lo è negli ascolti. Non essendo un leader Rai non può ‘fare il mercato’. Né per affollamento, di gran lunga inferiore al competitor, né per quote, anch’esse di molto inferiori al competitor diretto. Nel periodo 2013 – 2014 la concessionaria Rai ha guadagnato circa 1 punto di quota”. Questo risultato, spiega Rai, è stato possibile grazie a due fattori: l’innovazione delle politiche commerciali e la creazione di un gran numero di iniziative speciali nel biennio; la performance editoriale dell’offerta Rai sia nel segmento generalista sia in quello della tv specializzata con particolare riguardo alle tv per i bambini. Le fiction in autunno si sono rivelate il vero motore di RAI, sotto il profilo degli ascolti. Anche la qualità dei programmi, come ad esempio Tale e Quale, ha dato spinta alla vendita degli spot negli ultimi due mesi dell’anno 2014. Rai Pubblicità ha rafforzato la rete commerciale e sta perseverando in un lungo e costante lavoro di formazione interna: questo ha portato, solo nei primi 11 mesi del 2014, all’acquisizione di oltre 200 nuovi clienti con un ricavo aggiuntivo di 50 milioni di euro. Nel 2014 il mercato tv chiuderà con un risultato negativo intorno al -2%. Rai Pubblicità chiuderà intorno al pareggio. “Per il 2015 – conclude Piscopo – le previsioni vedono un mercato che nel migliore dei casi sarà flat e nel peggiore sarà ancora negativo di uno o due punti. Rai Pubblicità si presenterà con molte novità sia come formati e prodotti pubblicitari, sia come tecnologie applicate all’advertising”.

  • Eventi Class Editori passa dall’ecommerce all’ebusiness

    DailyNet 16/12/2014

    Una giornata milanese in compagnia di MF -Milano Finanza, ItaliaOggi e Class Editori, che per oggi hanno organizzato un convegno dedicato al tema, “Dall’ E-Commerce all’ E-Business”, presso l’Auditorium Testori, Palazzo Lombardia (Piazza Città di Lombardia, 1) a Milano. Un buon modo per ripararsi dal maltempo costante e per approfondire al caldo tematiche che non rappresentano più solo ipotesi di futuri professionali ma fotografie di un presente impegnativo e affascinante. Saranno trattati a 360° tutti gli argomenti più importanti, dal mercato al consumatore, dalle strategie alle piattaforme, dalla tecnologia alle vendite, alle azioni che devono intraprendere le aziende italiane per trarre beneficio dal canale. A condividere la loro esperienza diretta sul presente e sugli scenari evolutivi, protagonisti quali Facebook e Google, le banche e le assicurazioni e chi fornisce servizi online (tra questi Banca IntesaSanpaolo, Genialloyd, Amadeus), le società che gestiscono le infrastrutture (Telecom italia, per esempio), chi usa la rete per sviluppare moda e lusso nel mondo (Ray-Ban, Dalani), e alcune tra le principali società di ricerca che nell’occasione presenteranno le ultime ricerche sul settore (Nielsen, Audiweb, Fondazione Altagamma, Netcomm).

  • Concessionarie Sport Network: fatturato 2014 a +10%; dall’1 gennaio entrano Automobile.it e Calcioweb.eu

    DailyMedia 15/12/2014

    Sport Network si avvia a chiudere l’anno con una crescita di fatturato del 10% rispetto al 2013, al netto del nuovo business generato sia nel settore dei media tradizionali, sia in ambito digitale. La concessionaria del Gruppo Amodei ha infatti appena messo a segno l’acquisizione della raccolta pubblicitaria nazionale e locale del quotidiano romano Il Tempo (vedere Daily- Media del 2 dicembre 2014, ndr), ma ora cresce anche su internet. Dall’1 gennaio infatti la Sport Network si occuperà in esclusiva della vendita di spazi di Automobile.it, sito di eBay posizionato nel settore dell’usato sicuro, e di Calcioweb.eu, specializzato in video sul calcio. «Dopo l’acquisizione del Tempo – commenta l’amministratore delegato di Sport Network, Massimo Martellini – abbiamo continuato a lavorare. Automobile. it è un sito molto importante per la vendita dell’usato in tutta Italia, ha capillarità e grandi numeri. Stiamo studiando, per il futuro, eventuali sinergie con l’offerta editoriali di Conti Editore in tema automotive, di cui siamo leader, e con il target maschile espresso dai nostri mezzi. Per quanto riguarda calcioweb.eu, è interessante per l’offerta video e rafforza il nostro mercato specifico». Il risultato 2014 è in netta controtendenza rispetto ai settori – quotidiani e periodici – in cui si muove principalmente Sport Network: «Dobbiamo ringraziare il web, che ha fatto un +45%, ma anche la stampa, che ha tenuto con un lieve delta positivo dell’1%. Grazie alla campagna acquisti effettuata quest’anno entriamo nel 2015 con un portafoglio variegato, tra le testate sportive, il portafoglio generalista (Il Tempo, ndr), la testata di cooking (Cotto e mangiato), Il Segreto e Mistero che ci hanno permesso di lavorare sul target femminile. E adesso questi due nuove acquisizioni che rinforzano il nostro posizionamento». Intanto, la quota digital nel portafoglio di Sport Network ha raggiunto dimensioni ragguardevoli, pari al 25%. «Speriamo che questi risultati possano essere di auspicio per l’anno a venire – conclude Martellini -Abbiamo sfruttato bene l’anno dei Mondiali di calcio che ci hanno aiutato sulla stampa, di cui abbiamo rivisto le offerte commerciali, e anche sulla parte web abbiamo migliorato l’offerta video. Insomma, abbiamo lavorato su più tavoli in maniera organica».