Categoria: News

  • Appuntamenti Al Publisher Day si accendono prepotentemente i riflettori sulla viewability

    DailyNet 27/04/2015

    Una giornata dedicata alla formazione e allo scambio di esperienze con l’obiettivo di educare gli editori e tutta la filiera operativa nel digital advertising. Un utile confronto sulle diverse tematiche che animano il settore, con un occhio di riguardo sulla viewability, un concetto destinato a far parlare di sé e a portare dei cambiamenti al comparto. In due parole il Publisher Day. L’evento, arrivato alla quarta edizione, si è svolto presso la sede della Nazione a Firenze con la regia di Simply Adv. Ad aprire i lavori l’a.d. Roberto Barberis, che ha sottolineato come lo sviluppo tecnologico interno sia uno degli asset principali di Dada, di cui Simply Adv fa parte, da quando è nata nel 1995. «Oggi possiamo vantare un network di 12.500 publisher, costituito per il 95% da pmi editoriali. SI tratta di un dato che riflette la nostra filosofia di business. Il focus  della nostra attività è lo sviluppo di Dashboard Publisher, la nostra piattaforma, il più grande aggregatore di traffico italiano a livello nazionale, completamente automatizzata e caratterizzata da un elevato livello tecnologico, che permette agli editori di avere un grande controllo sui ricavi che generano. L’unica cosa manuale che facciamo è l’approvazione dei siti». Il Publisher Day coincide con i quattro anni di Barberis al timone di Simply Adv e rappresenta il continuum di un importante lavoro di formazione svolto in tutti questi anni, «Con l’obiettivo di offrire ai publisher il sentiment e le richieste della domanda parlando in modo diretto e affrontando tutte le evoluzioni. I publisher hanno una vasta scelta per valorizzare i propri prodotti con Simply Adv e credo che ciò abbia portato a una base publisher davvero importante, fidelizzata e in forte crescita. Siamo l’unica realtà italiana a mettere in contatto in modo sistematico domanda e offerta». Gruppo Dada entra nel capita le di 4w MarketPlace con una quota del 25% Poi Barberis ha sorpreso la platea con l’annuncio del rilevamento di una quota del 25% di 4w MarketPlace da parte di Dada. L’operazione s’inserisce nella strategia del gruppo di presenza e visibilità delle in rete delle Pmi, cuore pulsante dell’offerta del gruppo. In base all’accordo il ramo d’azienda di Dada relativo al programmatic ProAdv/Simply confluirà in 4w MarketPlace. L’ingresso avviene attraverso un aumento di capitale del 25%, pari a 2,1 milioni di euro, e farà di Dada il secondo socio dell’azienda, partecipata anche da Digital Magics, Principia Sgr e dai soci fondatori. Barberis diviene amministratore delegato mentre Gabriele Ronchini assume la carica di presidente esecutivo. A proposito dell’operazione Barberis ha dichiarato: «Grazie all’ingresso nel capitale di 4w MarketPlace diamo vita al più importante aggregatore di offerta italiano. Adesso l’offerta  potrà disporre di un unico interlocutore che lavora su un’ampia piattaforma di prodotti. Insomma adesso c’è una forza unica sul mercato, in grado di apportare traffico, tecnologia ed esperienza, sia lato publisher sia lato advertiser». Gli fa eco Gabriele Ronchini: «Il focus rimarrà sullo Stivale, perché il nostro Paese può dare tanto e unendo le forze sono sicuro che cresceremo ancora di più. Non lo nego: con Dada c’è una grande sinergia organizzativa e di business. L’operazione è nata verso la fine dell’anno scorso in modo del tutto naturale: le nostre offerte si completano. Da un lato, infatti, 4w ha sempre lavorato come network su editori premium e di stazza intermedia. Simply partiva da  quest’ultimi – ero e proprio anello di congiunzione – per arrivare alla codalunga. E poi l’integrazione  tecnologica ha rivestito un ruolo importante: noi siamo nati con formati legati al native mentre loro sono forti sul mondo display  e video. A quel punto l’unione degli editori, dei formati e delle tecnologie fanno diventare 4w MarketPlace l’ad network per definizione. La nostra idea è quella di lavorare come unica azienda. Di qui la volontà di avere Barberis come amministratore delegato. Con l’ingesso di Dada ereditiamo un’ulteriore sede, Firenze, che si va ad aggiungere a quelle di Milano, Roma e Fisciano, in provincia di Salerno. Sono convinto che il mettere insieme due realtà così eccellenti e per molti versi simili sarà un moltiplicatore di business e non una somma». Nel 2014 4w MarketPlace ha registrato ricavi per 4,4 milioni di euro. Sono stati 2,4 milioni di euro i ricavi di ProAdv/Simply nel 2014. Quando viewability e metriche in grado di validare la target audience risolvono i problemi di sostenibilità della  pubblicità branding Uno dei problemi fondamentali della pubblicità branding è la sua sostenibilità economica, perché le inventory sono illimitate. Il loro valore, dunque, tende allo zero mentre solo le risorse scarse possiedono un valore economico. È partito da questa premessa l’intervento di Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers/com- Score Italia, venerdì scorso al Publisher Day. «Per risolvere questa problematica sono stati individuati  due principi teorici: la necessità di misurare le impression visualizzate e l’esposizione reale e non le impression erogate, una filosofia che porta scarsità e quindi valore; e basare l’online advertising su metriche in grado di validare la target audience e che guidino il confronto con gli altri mezzi. Si tratta di un’evoluzione importante e pensiamo che comScore, da sempre al timone dell’innovazione, possa accompagnare il mercato in questa trasformazione, che però rischia di generare confusione. D’altra parte il mondo della pubblicità web è sempre più variegato, tecnologicamente  complesso e vasto e la qualità rappresenta il vero elemento per affermarsi all’interno di questo contesto». Alla luce di ciò il tema della misurazione delle campagne assume una grande importanza. Ma come si fa a misurare l’efficacia di una campagna? «Occorre comprendere se l’advertising è stato effettivamente visto e se è stato colpito il target giusto».

    Viewability

    Sul fronte della viewability esistono dei parametri di validazione differenti: vCE considera viste le display di cui sia stato illuminato almeno il 50% dei pixel per almeno un secondo e i video di cui sia stato illuminato almeno il 50% dei pixel per almeno due secondi. Per i Large Format, c’è viewability quando viene visualizzato il 30% dei pixel per almeno un secondo. Ci tengo a precisare che non esistono metriche per quanto riguarda il mobile ma solo un orientamento comune: per il mobile browsing si usano i medesimi parametri del desktop mentre la pubblicità in-app è considerata in-view. Una bella grana se si pensa che l’80% del traffico su smartphone e tablet è appannaggio delle applicazioni.

    E il mercato delle app è davvero molto selettivo«. Quindi Angelini ha spiegato che il 100% di viewability è un’utopia: la  reazione degli utenti è velocissima e inferiore a un secondo; e poi c’è tutto il problema del traffico umano: in questo caso devo dire che l’Italia  è messa bene perché il suo impatto è bassissimo, tra lo 0 e l’1% del totale. «Il tracciamento  del traffico non umano è uno dei cavalli di battaglia di com- Score e crediamo che questo cresca man mano che il programmatic acquisisce quote di mercato. Non è una sorpresa, infatti, che il livello di in-view delle impression in Italia si attesti attorno al 47% mentre in Uk è inferiore al 40%. Tenete presente però che questi sono livelli medi: il tasso di in-view muta notevolmente da industry a industry ». Ma quali sono i fattori che influenzano la viewability?

    «Gli editori devono porre grande attenzione alla qualità complessiva del sito e in questo senso i publisher premium sono favoriti, è inutile negarlo. E devono anche considerare che inventory limitate favoriscono la viewability. Insomma il sovraffollamento pubblicitario non è la strada da seguire. Infine bisogna stare attenti ai tassi di rimbalzo e al comportamento di chi naviga, un rischio e quindi non controllabile ».

    In-Target

    Se il 100% della viewability non è un obiettivo realistico non lo è nemmeno quello che vuole che la pubblicità sia 100% in target.

    Perché? «Sono diversi i fattori: le procedure di registrazione demografiche non sono sempre accurate; e ancora perché 1 pc su 2 è condiviso e quindi il rischio di mostrare ads alle persone sbagliate è tangibile. Inoltre, alcuni target

    sono ricostruiti inferendo le variabili socio-demo dalle tipologie di contenuti visitati ». Qualsiasi panel di validazione del target è distorto per natura ma l’unico modo per correggerlo è quello di integrare più fonti, con un modello aperto, che permette a più editori di partecipare. Qual è il livello di in-target medio in Italia? «E’ pari al 48,2% ma

    il dato dipende da come il target stesso viene definito dagli investitori». Quindi Angelini ha voluto sottolineare come comScore sia leader nella compliance agli standard e come vCE abbia il maggior livello di certificazione dai maggiori

    organismi di controllo internazionali su più parametri. «Non tutti i sistemi di misurazione sono uguali: la nostra tecnologia è supportata da investimenti veramente importanti».

    La case Simply

    Come ha spiegato in precedenza Angelini, quando si parla di viewability i publisher premium si trovano in una posizione di vantaggio. «Eppure, analizzando il network di editori Simply, è emerso che solo un terzo di questi si trova

    indietro su questo fronte mentre gli altri sono allineati alla media di mercato, con alcuni casi di eccellenza. E, comunque, con il progressivo affermarsi del programmatic, la codalunga – l’anima di Simply – potrebbe guadagnarci. E

    sempre sulla base della nostra analisi su alcune campagne sul network Simply  è emerso che la sua capacità

    di raggiungere il target corretto è al di sopra della media Emea, con livelli  talvolta superiori del 20%.E se c’è viewability, questo valore si paga». In sintesi Fabrizio Angelini non ha dubbi: «Il mercato sta cambiando e le metriche

    di post valutazione sono uno strumento fondamentale per chi opera nel mondo dell’advertising online. E saranno sempre più integrate con le metriche di pianificazione».

    Il proseguo dell’evento

    Sempre Angelini ha moderato la tavola rotonda  «La campagna perfetta» sull’importanza degli asset tecnologici a disposizione degli investitori per analizzare i nuovi trend di misurazione del successo delle campagne adv

    e quanto questi incidano sull’offerta. Nel corso del pomeriggio Umberto Basso – innovation, media and advertising H-Art – ha guidato l’intervento “Il contenuto Programmatico”, trasportando i partecipanti nel mondo dei brand

    e della loro ricerca di un posizionamento corretto all’interno di formati correlati al contesto e ai contenuti editoriali. Ha chiuso il Publisher Day la tavola rotonda “Domanda? Offerta!”, moderata da Massimo Pattano – sales & marketing

    director di Simply Adv, mettendo in luce le richieste,  i requisiti e le garanzie che gli investitori cercano nell’offerta editoriale.

  • Appuntamenti Al Publisher Day si accendono prepotentemente i riflettori sulla viewability

    DailyNet 27/04/2015

    Una giornata dedicata alla formazione e allo scambio di esperienze con l’obiettivo di educare gli editori e tutta la filiera operativa nel digital advertising. Un utile confronto sulle diverse tematiche che animano il settore, con un occhio di riguardo sulla viewability, un concetto destinato a far parlare di sé e a portare dei cambiamenti al comparto. In due parole il Publisher Day. L’evento, arrivato alla quarta edizione, si è svolto presso la sede della Nazione a Firenze con la regia di Simply Adv. Ad aprire i lavori l’a.d. Roberto Barberis, che ha sottolineato come lo sviluppo tecnologico interno sia uno degli asset principali di Dada, di cui Simply Adv fa parte, da quando è nata nel 1995. «Oggi possiamo vantare un network di 12.500 publisher, costituito per il 95% da pmi editoriali. SI tratta di un dato che riflette la nostra filosofia di business. Il focus  della nostra attività è lo sviluppo di Dashboard Publisher, la nostra piattaforma, il più grande aggregatore di traffico italiano a livello nazionale, completamente automatizzata e caratterizzata da un elevato livello tecnologico, che permette agli editori di avere un grande controllo sui ricavi che generano. L’unica cosa manuale che facciamo è l’approvazione dei siti». Il Publisher Day coincide con i quattro anni di Barberis al timone di Simply Adv e rappresenta il continuum di un importante lavoro di formazione svolto in tutti questi anni, «Con l’obiettivo di offrire ai publisher il sentiment e le richieste della domanda parlando in modo diretto e affrontando tutte le evoluzioni. I publisher hanno una vasta scelta per valorizzare i propri prodotti con Simply Adv e credo che ciò abbia portato a una base publisher davvero importante, fidelizzata e in forte crescita. Siamo l’unica realtà italiana a mettere in contatto in modo sistematico domanda e offerta». Gruppo Dada entra nel capita le di 4w MarketPlace con una quota del 25% Poi Barberis ha sorpreso la platea con l’annuncio del rilevamento di una quota del 25% di 4w MarketPlace da parte di Dada. L’operazione s’inserisce nella strategia del gruppo di presenza e visibilità delle in rete delle Pmi, cuore pulsante dell’offerta del gruppo. In base all’accordo il ramo d’azienda di Dada relativo al programmatic ProAdv/Simply confluirà in 4w MarketPlace. L’ingresso avviene attraverso un aumento di capitale del 25%, pari a 2,1 milioni di euro, e farà di Dada il secondo socio dell’azienda, partecipata anche da Digital Magics, Principia Sgr e dai soci fondatori. Barberis diviene amministratore delegato mentre Gabriele Ronchini assume la carica di presidente esecutivo. A proposito dell’operazione Barberis ha dichiarato: «Grazie all’ingresso nel capitale di 4w MarketPlace diamo vita al più importante aggregatore di offerta italiano. Adesso l’offerta  potrà disporre di un unico interlocutore che lavora su un’ampia piattaforma di prodotti. Insomma adesso c’è una forza unica sul mercato, in grado di apportare traffico, tecnologia ed esperienza, sia lato publisher sia lato advertiser». Gli fa eco Gabriele Ronchini: «Il focus rimarrà sullo Stivale, perché il nostro Paese può dare tanto e unendo le forze sono sicuro che cresceremo ancora di più. Non lo nego: con Dada c’è una grande sinergia organizzativa e di business. L’operazione è nata verso la fine dell’anno scorso in modo del tutto naturale: le nostre offerte si completano. Da un lato, infatti, 4w ha sempre lavorato come network su editori premium e di stazza intermedia. Simply partiva da  quest’ultimi – ero e proprio anello di congiunzione – per arrivare alla codalunga. E poi l’integrazione  tecnologica ha rivestito un ruolo importante: noi siamo nati con formati legati al native mentre loro sono forti sul mondo display  e video. A quel punto l’unione degli editori, dei formati e delle tecnologie fanno diventare 4w MarketPlace l’ad network per definizione. La nostra idea è quella di lavorare come unica azienda. Di qui la volontà di avere Barberis come amministratore delegato. Con l’ingesso di Dada ereditiamo un’ulteriore sede, Firenze, che si va ad aggiungere a quelle di Milano, Roma e Fisciano, in provincia di Salerno. Sono convinto che il mettere insieme due realtà così eccellenti e per molti versi simili sarà un moltiplicatore di business e non una somma». Nel 2014 4w MarketPlace ha registrato ricavi per 4,4 milioni di euro. Sono stati 2,4 milioni di euro i ricavi di ProAdv/Simply nel 2014. Quando viewability e metriche in grado di validare la target audience risolvono i problemi di sostenibilità della  pubblicità branding Uno dei problemi fondamentali della pubblicità branding è la sua sostenibilità economica, perché le inventory sono illimitate. Il loro valore, dunque, tende allo zero mentre solo le risorse scarse possiedono un valore economico. È partito da questa premessa l’intervento di Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers/com- Score Italia, venerdì scorso al Publisher Day. «Per risolvere questa problematica sono stati individuati  due principi teorici: la necessità di misurare le impression visualizzate e l’esposizione reale e non le impression erogate, una filosofia che porta scarsità e quindi valore; e basare l’online advertising su metriche in grado di validare la target audience e che guidino il confronto con gli altri mezzi. Si tratta di un’evoluzione importante e pensiamo che comScore, da sempre al timone dell’innovazione, possa accompagnare il mercato in questa trasformazione, che però rischia di generare confusione. D’altra parte il mondo della pubblicità web è sempre più variegato, tecnologicamente  complesso e vasto e la qualità rappresenta il vero elemento per affermarsi all’interno di questo contesto». Alla luce di ciò il tema della misurazione delle campagne assume una grande importanza. Ma come si fa a misurare l’efficacia di una campagna? «Occorre comprendere se l’advertising è stato effettivamente visto e se è stato colpito il target giusto».

    Viewability

    Sul fronte della viewability esistono dei parametri di validazione differenti: vCE considera viste le display di cui sia stato illuminato almeno il 50% dei pixel per almeno un secondo e i video di cui sia stato illuminato almeno il 50% dei pixel per almeno due secondi. Per i Large Format, c’è viewability quando viene visualizzato il 30% dei pixel per almeno un secondo. Ci tengo a precisare che non esistono metriche per quanto riguarda il mobile ma solo un orientamento comune: per il mobile browsing si usano i medesimi parametri del desktop mentre la pubblicità in-app è considerata in-view. Una bella grana se si pensa che l’80% del traffico su smartphone e tablet è appannaggio delle applicazioni.

    E il mercato delle app è davvero molto selettivo«. Quindi Angelini ha spiegato che il 100% di viewability è un’utopia: la  reazione degli utenti è velocissima e inferiore a un secondo; e poi c’è tutto il problema del traffico umano: in questo caso devo dire che l’Italia  è messa bene perché il suo impatto è bassissimo, tra lo 0 e l’1% del totale. «Il tracciamento  del traffico non umano è uno dei cavalli di battaglia di com- Score e crediamo che questo cresca man mano che il programmatic acquisisce quote di mercato. Non è una sorpresa, infatti, che il livello di in-view delle impression in Italia si attesti attorno al 47% mentre in Uk è inferiore al 40%. Tenete presente però che questi sono livelli medi: il tasso di in-view muta notevolmente da industry a industry ». Ma quali sono i fattori che influenzano la viewability?

    «Gli editori devono porre grande attenzione alla qualità complessiva del sito e in questo senso i publisher premium sono favoriti, è inutile negarlo. E devono anche considerare che inventory limitate favoriscono la viewability. Insomma il sovraffollamento pubblicitario non è la strada da seguire. Infine bisogna stare attenti ai tassi di rimbalzo e al comportamento di chi naviga, un rischio e quindi non controllabile ».

    In-Target

    Se il 100% della viewability non è un obiettivo realistico non lo è nemmeno quello che vuole che la pubblicità sia 100% in target.

    Perché? «Sono diversi i fattori: le procedure di registrazione demografiche non sono sempre accurate; e ancora perché 1 pc su 2 è condiviso e quindi il rischio di mostrare ads alle persone sbagliate è tangibile. Inoltre, alcuni target

    sono ricostruiti inferendo le variabili socio-demo dalle tipologie di contenuti visitati ». Qualsiasi panel di validazione del target è distorto per natura ma l’unico modo per correggerlo è quello di integrare più fonti, con un modello aperto, che permette a più editori di partecipare. Qual è il livello di in-target medio in Italia? «E’ pari al 48,2% ma

    il dato dipende da come il target stesso viene definito dagli investitori». Quindi Angelini ha voluto sottolineare come comScore sia leader nella compliance agli standard e come vCE abbia il maggior livello di certificazione dai maggiori

    organismi di controllo internazionali su più parametri. «Non tutti i sistemi di misurazione sono uguali: la nostra tecnologia è supportata da investimenti veramente importanti».

    La case Simply

    Come ha spiegato in precedenza Angelini, quando si parla di viewability i publisher premium si trovano in una posizione di vantaggio. «Eppure, analizzando il network di editori Simply, è emerso che solo un terzo di questi si trova

    indietro su questo fronte mentre gli altri sono allineati alla media di mercato, con alcuni casi di eccellenza. E, comunque, con il progressivo affermarsi del programmatic, la codalunga – l’anima di Simply – potrebbe guadagnarci. E

    sempre sulla base della nostra analisi su alcune campagne sul network Simply  è emerso che la sua capacità

    di raggiungere il target corretto è al di sopra della media Emea, con livelli  talvolta superiori del 20%.E se c’è viewability, questo valore si paga». In sintesi Fabrizio Angelini non ha dubbi: «Il mercato sta cambiando e le metriche

    di post valutazione sono uno strumento fondamentale per chi opera nel mondo dell’advertising online. E saranno sempre più integrate con le metriche di pianificazione».

    Il proseguo dell’evento

    Sempre Angelini ha moderato la tavola rotonda  «La campagna perfetta» sull’importanza degli asset tecnologici a disposizione degli investitori per analizzare i nuovi trend di misurazione del successo delle campagne adv

    e quanto questi incidano sull’offerta. Nel corso del pomeriggio Umberto Basso – innovation, media and advertising H-Art – ha guidato l’intervento “Il contenuto Programmatico”, trasportando i partecipanti nel mondo dei brand

    e della loro ricerca di un posizionamento corretto all’interno di formati correlati al contesto e ai contenuti editoriali. Ha chiuso il Publisher Day la tavola rotonda “Domanda? Offerta!”, moderata da Massimo Pattano – sales & marketing

    director di Simply Adv, mettendo in luce le richieste,  i requisiti e le garanzie che gli investitori cercano nell’offerta editoriale.

  • Stampa Il Giornale di Brescia oggi in edicola con il numero del restyling

    DailyMedia 27/04/2015

    Uscito con il primo numero il 27 aprile 1945, il Giornale di Brescia festeggia il suo 70° compleanno andando oggi in edicola con l’edizione completamente rinnovata nel progetto grafico e nella struttura di contenuti. Il restyling, che interessa anche il sito web www. giornaledibrescia.it, è frutto di un percorso, durato circa un anno, di analisi, ricerca sui consumatori potenziali e attuali, ridefinizione dell’identità visiva dei prodotti – omogenea sia nella versione cartacea che in quella digitale – e riorganizzazione dei flussi di lavoro della newsroom del quotidiano. In questo progetto il team di Editoriale Bresciana è stato affiancato da due tra i migliori studi di consulenza in ambito di design e riconversione cartaceo/digitale, Sketchin e Sol361 di Barcellona. Il rinnovamento è stato anche oggetto di una ricerca Ipsos, che ha evidenziato come l’identità del giornale acquisisca, con il nuovo design, freschezza e personalità, modernizzandosi e rendendo la fruizione più facile, orientata, piacevole e adatta alla lettura veloce. Lo studio ha inoltre confermato il fortissimo radicamento del giornale nel territorio di Brescia e provincia, una presenza identitaria, un brand che rappresenta la qualità e la completezza dell’informazione locale. Per celebrare il 70° dalla fondazione e i prodotti rinnovati, sono previste, nel corso del 2015, molte attività promozionali: un concorso per il lettori, una campagna di comunicazione teaser e poi svelata, affissioni a Brescia in metropolitana e su un circuito di 110 autobus, taxi brandizzati, attività di guerrilla marketing in tutta la provincia, una mascotte presente in molti punti di aggregazione durante i week-end e nelle trasmissioni in diretta di Teletutto, una mostra delle prime pagine storiche del giornale con attività collegate con le scuole, oltre a un evento al Teatro Grande di Brescia, per condividere il nuovo progetto con lettori, abbonati, dipendenti, istituzioni e investitori pubblicitari.

  • RCS MediaGroup L’assemblea riconferma l’a.d. Pietro Scott Jovane, vince la lista con Maurizio Costa presidente

    DailyMedia 24/04/2015

    L’assemblea dei soci di RCS Media- Group, riunita per l’approvazione del bilancio 2014, ha espresso ieri il nuovo consiglio di amministrazione che dovrà affrontare alcuni importanti nodi: la vendita di RCS Libri, la vendita della quota di partecipazione in Finelco (44,45%), il varo del nuovo piano industriale – con eventuali nuovi tagli paventati dai giornalisti – e naturalmente il tema centrale di questi ultimi giorni, vale a dire la nomina del direttore che prenderà il posto di Ferruccio de Bortoli, fuori dal gruppo a partire dal 1° maggio. La maggioranza del CdA va alla lista condivisa dai soci maggiori (Mediobanca, Fiat Chrysler, Diego Della Valle, Pirelli, Intesa San Paolo) cui fa capo il 38,9%, eletta con il 66,78% dei voti, che propone alla presidenza Maurizio Costa, già a.d. di Mondadori e presidente attuale Fieg, e conferma Pietro Scott Jovane come amministratore delegato. Gli altri sono: Teresa Cremisi, Laura Cioli, Tom Mockridge e Gerardo Braggiotti.

    Il 21,68% dei voti va alla lista dei fondi presentata da Anima SpA, che rappresenta il 3,25% delle quote,

    in consiglio con Dario Frigerio e Paolo Colonna, mentre con l’11,45% è stato eletto Stefano Simontacchi,

    indicato dall’azionista Urbano Cairo, titolare del 4,616%. A margine dell’assemblea Jovane e il presidente

    uscente Angelo Provasoli hanno incontrato la stampa, senza però dare risposte alle domande relative

    ai principali interrogativi che riguardano il futuro del gruppo editoriale e demandando al CdA entrante tutte

    le risposte. In primo luogo, quella relativa al nuovo direttore del Corriere della Sera. Dopo il passo indietro

    dell’attuale direttore de La Stampa Pietro Calabresi, che però resta papabile, in lizza ci sarebbero il condirettore

    del Corsera Luciano Fontana, e Carlo Verdelli. Si parla anche di Sarah Varetto, attuale direttore di

    SkyTg24, di Antonio Polito, già editorialista del quotidiano di via Solferino e attuale direttore del Corriere

    del Mezzogiorno, e di Mario Orfeo, alla guida del Tg1. Unico aggiornamento, se così si può dire, riguarda il

    dossier Finelco. Mentre la trattativa con il fondo Clessidra risulta sospesa, Jovane annuncia la presenza di

    altre manifestazioni di interesse, tutte di provenienza italiana. L’a.d. di RCS ha detto che il Corriere della Sera

    «per noi è e resta la principale testata. Continueremo a mantenere il profilo di autorevolezza e indipendenza

    ». Ha anche sottolineato che al centro del business del gruppo ci sono i contenuti, sempre all’insegna

    della qualità, e l’attenzione per le piattaforme di fruizione verso cui si orientano i lettori. L’assemblea dei soci

    è stata caratterizzata dalle forti critiche all’operato degli amministratori da parte dei giornalisti di Rcs. Domenico

    Affinito ha commentato i risultati espressi dalle numerose iniziative digitali, quali Twigis, l’ecommerce,

    YouReport, molto al di sotto delle aspettative a fronte di investimenti significativi. Ernesto Menicucci, membro

    del cdr di Roma, ha deplorato il tentativo di cambiare la natura del quotidiano, definito un “Corriere Ogm”

    e condannato l’operazione Recoletos, cui si deve una perdita di quasi 850 milioni di euro, la cui responsabilità

    ha attribuito a Braggiotti, riconfermato nel CdA. Antonella Caldirola, giornalista rappresentante delle aree

    verticali (ex periodici) ha sottolineato il depauperamento delle stesse e la necessità di effettuare nuovi

    investimenti. Infine, Massimo Alberizzi ha riportato l’attenzione su: cessione di Rcs Libri, valore del Corriere

    del Mezzogiorno, vendita della sede di via Solferino, situazione del Gruppo Sfera, risparmi per i contratti

    di solidarietà e cambio di formato del Corriere della Sera. A queste osservazioni Pietro Scotto Jovane ha risposto

    che il trasloco della Gazzetta dello Sport porta un risparmio di 6,5 milioni di euro. Nell’area periodici,

    ha sottolineato, sono state fatte innovazioni tre cui il varo di Living, il nuovo Abitare, il restyling di Oggi carta

    e web, e il prossimo rilancio di Style. Infine, ha posto l’accento sulla sospensione dei bonus dei dirigenti

    nonché la riduzione dei compensi di oltre il 10% per il management, e del 30% per il presidente.

  • Bilanci Gruppo 24 ORE: cresce del +3,5% la raccolta nel primo trimestre, con forte spinta del digitale

    DailyMedia 24/04/2015

    I primi mesi del 2015 segnano un Ebitda positivo superiore alle previsioni e una crescita della pubblicità del +3,5%, con il singolo mese di marzo che ha una buona performance su tutti i mezzi. E’ quanto anticipato dal presidente del Gruppo 24 ORE Benito Benedini a margine dell’Assemblea degli Azionisti de Il Sole 24 Ore, che si è tenuta ieri e che ha approvato il bilancio dell’esercizio 2014. “L’ebitda del Gruppo per il secondo trimestre consecutivo è positivo nonostante la stagionalità dei business del nostro Gruppo, molto articolato – ha commentato appunto Benedini

    -. La raccolta complessiva della nostra concessionaria registrerà una performance in crescita del 3,5% nel trimestre in netta controtendenza con il mercato. I ricavi da digitale del Gruppo continuano a crescere così come i ricavi del Quotidiano (carta+digital)”. “Colgo questa occasione – ha proseguito – per sottolineare il valore dell’ideazione

    e realizzazione della direzione editoriale di quello che è il primo piano di integrazione multimediale a 360 gradi di un gruppo editoriale italiano e condivido l’orgoglio con chi ha inventato un unicum creando ex novo dieci quotidiani digitali verticali che si rivolgono a una platea selezionata di lettori con una propria esclusiva offerta che va oltre

    l’assemblaggio e l’integrazione di contenuti informativi specifici, rivoluzionando altresì il modo di fare le

    banche dati. È merito anche di una redazione di assoluto valore che ha saputo seguire il Direttore in un’organizzazione

    di lavoro unica cartaweb e che rappresenta per le sue competenze il patrimonio sul quale

    intendiamo costruire un futuro solido e duraturo”. Nel 2014, il Gruppo ha conseguito ricavi consolidati pari

    a circa 310,0 milioni di euro, in au mento di 5,8 milioni di euro rispetto ai 304,2 milioni di euro del 2013, (+1,9% rispetto al 2013). Una crescita ottenuta grazie all’implementazione della strategia del Gruppo

    con l’ideazione e realizzazione di un sistema multimediale in cui tutti i contenuti sono integrati e organizzati

    in una filiera di quotidiani digitali verticali e con l’integrazione a 360 gradi dei contenuti informativi

    delle banche dati professionali con quelli del Sole 24 Ore e dei quotidiani verticali, attraverso prodotti digitali

    innovativi. Un’innovazione di prodotti e servizi focalizzati sulle esigenze del cliente e sull’integrazione

    dei contenuti che ha consentito di raggiungere importanti obiettivi in ciascuna unità di business. A cominciare

    dal primato nazionale del Sole 24 Ore che per tutto il 2014 (e fin dall’inizio della nuova rilevazione

    Ads nel 2013) è primo quotidiano digitale nazionale e dal mese di settembre stabilmente secondo quotidiano

    nazionale per diffusione carta più digitale. Ma che a inizio 2015 ha registrato performance storiche.

    Sulla base dei dati ADS di diffusione dei quotidiani italiani, a febbraio 2015 Il Sole 24 Ore si conferma nella

    diffusione totale cartacea + digitale, per il sesto mese consecutivo, secondo quotidiano nazionale con

    394.577 copie medie posizionandosi alle immediate spalle del Corriere della Sera e registrando la crescita

    sia rispetto al mese precedente (+2,5% rispetto a gennaio 2015) sia soprattutto anno su anno, in controtendenza

    rispetto al mercato, con un incremento pari a +10,3% rispetto a febbraio 2014). Il Sole 24

    Ore ha continuato inoltre ad affermare la leadership in Italia nella diffusione totale digitale aumentando

    ulteriormente il distacco rispetto ai competitor con 217.704 copie digitali registrando un incremento pari

    a +32,4% rispetto a febbraio 2014 e pari a +6,7% rispetto a gennaio 2015 e mettendo a segno un nuovo

    primato: da febbraio 2015 Il Sole 24 Ore è diventato il primo nelle copie digitali singole, pari a 65.812 (+2,8%

    vs gennaio 2015 e +33,9% vs febbraio 2014) superando Repubblica a quota 63.296 copie digitali singole.

    Un risultato storico frutto appunto della strategia multimediale del Sole 24 Ore voluta dal Direttore Roberto Napoletano: “Abbiamo inventato undici quotidiani digitali nuovi di zecca, contenuti esclusivi e nuove

    sezioni, i quesiti, le scadenze, la formazione, un timone digitale che si aggiorna in tempo reale: dieci sono

    orientati a una platea specializzata di lettori (Fisco, Diritto, Lavoro, Casa, Scuola, Sanità, Enti Locali, Finanza,

    Consulente Finanziario, Assicurazioni) e l’ultimo (Italy24) interamente in lingua inglese dedicato all’Italia, si rivolge

    alla platea mondiale degli investitori attenta alle nostre cose e si propone di raccontare, con le sue

    analisi e le sue Infodata, il Paese per quello che è nel bene e nel male”. Al successo del modello informativo

    del Gruppo 24 ORE ha contribuito anche Radio 24 che nel 2014 ha consolidato la nona posizione nella

    classifica delle emittenti nazionali più ascoltate (GFK Eurisko Radiomonitor), unica radio nazionale a incrementare

    gli ascoltatori nel secondo semestre 2014 rispetto allo stesso periodo 2013, che ha anche visto

    crescere del 12% l’ascolto del quarto d’ora medio.

  • Mercato Mondadori: raccolta dei periodici cartacei Italia a -5% circa nei primi 3 mesi; Mauri attende il deal per RCS Libri e tiene “sotto osservazione” R101

    DailyMedia 24/04/2015

    «Nel primo bimestre la raccolta per i periodici ha fatto segnare un -5% circa e il trend dovrebbe essere rimasto tale anche nel trimestre, ma mi fanno piacere le dichiarazioni dei tanti, in primo luogo di Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell’Upa, che parlano di un +1%/+2% per la pubblicità in questi 12 mesi». E’ questa

    l’anticipazione sull’andamento della raccolta tra gennaio e marzo dei periodici Mondadori Italia per quanto riguarda le sole versioni cartacee che ha fornito ieri l’a.d. del Gruppo, Ernesto Mauri, a margine dell’assemblea dei soci della

    società che ha approvato il bilancio 2014 e rinnovato il CdA, confermandolo nell’incarico al pari del presidente Marina Berlusconi. La raccolta dei periodici totale mercato evidenziata da Nielsenper questo mezzo nei primi due

    mesi, al netto, di quelli professionali, è stata in calo del 3,9%. «L’avvio dell’anno quindi non è stato brillante su questo fronte – ha aggiunto Mauri – anche se, per noi, questa voce rappresenta solo il13% del fatturato, mentre contano

    di più le diffusioni che, invece, non stanno registrando ulteriori contrazioni». Nel 2014 i ricavi pubblicitari print del Gruppo di Segrate hanno registrato un calo del 5,4% (-3,4% al netto delle testate chiuse e cedute). Dal punto

    di vista editoriale non ci sono novità in arrivo, tranne la possibilità che Icon Design, lanciato con risultati soddisfacenti come special issue di Icon in occasione del recente Salone del Mobile, non benefici di un’altra uscita in autunno.

    Del resto, l’opinione di Mauri è che sia meglio essere leader con dei brand che coprono a “sistema” delle precise aree, come avviene anche con le testate del Gruppo, che avere un po’ di tutto senza primati. Per lo stesso motivo, Mauri

    non ha nascosto che sarebbe soddisfatto se l’offerta d’acquisto (che sarebbe compresa in una forchetta tra i 120 e i 150 milioni di euro) di RCS Libri andasse a buon fine, visto che porterebbe la quota di Segrate in quest’area dal 26,5 al

    38,5% del mercato trade. «La due diligence è in corso. L’abbiamo affidata ai revisori dei conti che ci hanno chiesto sei settimane per farla e sono a metà dell’opera. Se riusciranno a chiuderla prima sarebbe meglio ma, su questa base,

    entro il 29 maggio faremo la nostra offerta», ha detto l’a.d., che ritiene core business per Segrate quest’area. Coerentemente, quindi, sempre quest’ultimo, ha ribadito che una decisione definitiva sui destini di R101, che continua ad essere in perdita, verrà presa solo in base ai risultati del piano di riorganizzazione del palinsesto varato

    a settembre, sul fronte degli ascolti e, quindi, dei ricavi. Lo stesso discorso vale per il digital, dove, comunque, il piano 2015-2017 (per il quale viene stimato un incremento medio annuo dei ricavi tra lo 0,5% e l’1,5% e un miglioramento

    più che proporzionale della redditività, tra il 10% e il 15%) si pone l’obiettivo di far crescere i relativi ricavi in modo di portali dall’attuale incidenza del 4% a una del 10%. «Anche attraverso nuove acquisizioni, ma individuando

    i settori i cui potremo essere forti nei confronti dei nuovi player, che sono diversi dagli editori tradizionali », ha concluso Mauri, che ha anche confermato per maggio la partenza su La5, di “Donna Moderna”, programma che porterà in tv i temi del settimanale. E novità non ci sono nemmeno sul fronte di Gruner+Jahr, che vorrebbe cedere

    la propria metà della joint venture con Mondadori, con Mauri che dichiara che una decisione verrà presa in base alle offerte. Il dossier Focus, per altro, è sui tavoli di Visibilia Editore e della DBInformation di Roberto Briglia e Gianni Vallardi. Il nuovo CdA risulta composto anche da: Pier Silvio Berlusconi, Oddone Maria Pozzi, Pasquale Cannatelli,

    Bruno Ermolli, Roberto Poli, Danilo Pellegrino, Alfredo Messina, Martina Forneron Mondadori, Marco Spadacini, Angelo Renoldi, Mario Resca e Cristina Rossello.

     

  • Bilanci Nel primo trimestre i ricavi di Banzai crescono del 20% a quota 49,7 milioni

    DailyNet 23/04/2015

    Il consiglio di amministrazione di Banzai ha approvato ieri i ricavi premilinari al 31 marzo 2015. Come si legge nel comunicato diramato dalla società, si nota un significativo incremento dei ricavi a quota 49,7 milioni, a +20% rispetto ai 41,3 milioni del primo trimestre del 2014.

    L’eCommerce fa la pa rte del leone ma anche la divisione Vertical Content registra un buon incremento

    A fare la parte del leone la divisione eCommerce, che ha registrato ricavi per 44,7 milioni di euro, pari al +21% rispetto ai 36,8 milioni dell’omologo quarter dell’anno scorso. Bene anche la divisione  Vertical Content, chechiude il primo trimestre a 5 milioni di euro. Un risultato in incremento del 12% sui  4,5 milioni del Q1 del 2014.Più in dettaglio la divisione eCommerce ha registrato un incremento del 27% nelle categorie  core (Elettronica, Elettrodomestici,Abbigliamento

    /altro). In particolare i ricavi della categoria “Elettronica”, pari a 19,9 milioni di euro, registrano un incremento

    del 18%, mentre i ricavi della categoria “Elettrodomestici”, pari a 9,3 milioni di euro, rilevano una crescita del 76%

    attribuibile all’ampliamento della gamma di prodotti offerti e allo sviluppo dei servizi “premium” di consegna, installazione e ritiro dell’usato, oltre allo sviluppo della rete di Pick&Pay e Lockers, che al 31 marzo 2015 sono pari rispettivamente a n.70 e n.100 (n. 66 e n. 90 al 31 dicembre  2014). In miglioramento an che i key performance  indicator della divisione: il numero complessivo di ordini si attesta a 333 mila, in crescita del 19%; il valore medio

    del singolo ordine è pari a 128 euro, in crescita del 3%; il numero degli acquirenti è pari a 220 mila, in crescita del

    19%. Anche la divisione Vertical Content ha registrato un miglioramento dei key performance indicator: secondo

    Audiweb, a febbraio 2015 l’audience dei visitatori unici mensili si attesta a 18,3 milioni, in crescita del 6% rispetto

    al febbraio 2014; il time spent per visitatore unico mensile è pari a 27 minuti, in crescita del 29% rispetto al febbraio

    2014, l’active reach si attesta al 64,5% (59,0% a febbraio  2014).

    Paolo Ainio: “A marzo cresciamo del 30% sull’omologo mese del 2014”

    Paolo Ainio, presidente e amministratore Delegato di Banzai, ha commentato: “I positivi risultati del primo

    trimestre 2015, e in particolare la crescita del 30% registrata nel mese di marzo, dimostrano l’efficacia della

    strategia di crescita annunciata in ipo. Nel 2015 le risorse derivanti dalla quotazione consentiranno di

    accelerare il processo di crescita e il raggiungimento degli obiettivi strategici: in particolare prevediamo di

    sovraperformare significativamente il mercato e di incrementare la quota di mercato sia nell’eCommerce sia

    nel digital advertising. Relativamente all’eCommerce puntiamo sullo sviluppo delle categorie di prodotti

    di riferimento a più alto “ticket” medio (elettrodomestici ed elettronica), del “3P Marketplace” (con il raggiungimento

    di 200 fornitori già nel secondo trimestre) e della rete distributiva di Pick and Pay e Lockers. Nell’ambito delle vendite

    private, al lancio di Vico42 – il sito di ecommerce dedicato all’uomo – seguirà nel secondo trimestre il nuovo

    “verticale” dedicato alla Mamma. In questo contesto, riteniamo che i risultati per il FY 2015 saranno in linea con il consensus che prevede ricavi in crescita di circa il 25%”.

     

    Fatti di rilievo del I trimestre 2015 1) Big Data Media-Commerce

    Nel marzo 2015 Banzai ha lanciato un’offerta pubblicitaria valorizzata dai big data eCommerce derivanti dalla

    navigazione degli utenti. Il progetto, realizzato in partnership con Krux, società americana con clienti

    quali NBC Universal, Financial Times e The Wall Street Journal, fa leva sugli asset strategici del gruppo, beneficiando

    di una presenza primaria sia in ambito e- Commerce che in ambito Verticali Editoriali.

    2) Lanci o di Vic o42

    Il lancio di Vico42 si inserisce all’interno della strategia di verticalizzazione dell’offerta messa in atto dal gruppo

    con l’obiettivo di raggiungere target sempre più specifici. Vico42 rappresenta una novità all’interno del panorama

    italiano delle vendite online che, fino a oggi, aveva  trascurato l’offerta dedicataal pubblico maschile,

    un target che gode certamente  di un forte potenziale. Vico42 offre una gamma attentamente selezionata

    di prodotti per l’uomo (tra cui abbigliamento e accessori, gadget e vini) a prezzi convenienti ogni settimana.

    Grazie alle competenze di Banzai nell’elaborazione dei contenuti, il sito presenta mmagini accattivanti e in

    alta definizione e dettagliate descrizioni dei prodotti per un’offerta che mira ad essere ricca, ricercata e mai

    banale.

  • Yahoo: nel primo trimestre calano display advertising (-7%) e search (-3%)

    DailyNet 23/04/2015

    Ieri sera Yahoo ha reso noti i dati relativi al primo trimestre del 2015. Sotto i riflettori le performance della display advertising,  in calo del 7% rispetto al trimestre dell’omologo periodo dell’anno scorso

    a quota 381 milioni, escluse le commissioni ai partner. Brutte notizie anche sul fronte search, sempre

    in positivo da quando Marissa Mayer è ceo della company. I ricavi di questo comparto si fermano a

    432 milioni di euro, esclusi i costi di traffico e in discesa del 3%. A mitigare questo risultato, una ricerca di

    eMarketer rilasciata martedì scorso, secondo cui in Nord America nel quarto  trimestre del 2014 ha visto le ricerche da mobile raggiungere quelle da desktop. Si tratta di un dato  importante, che conferma la grande attenzione rivolta al mobile da parte del colosso di Sunnyvale. Proprio Marissa Mayer sta cercando di spostare l’attenzione degli investitori

    verso le aree emergenti del comparto, mobile, native, video e social, in  una parola Mavens. I ricavi provenienti da quest’area hanno raggiunto i 363 milioni di dollari, a +58%, e  contano per circa un terzo del fatturato della company.

    Fatturato che scende a 1,04 miliardi come gli utili, che crollano a 21,2 milioni di dollari dai 311,6

    milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Tornando al Mavens, Mayer ha dichiarato che “la strategia

    Mavens è centrale per la nostra crescita perché contrasta il calo del nostro vecchio business”. Alcuni

    hanno avanzato dubbi sul fatto che il Mavens possa sostituire il tradizionale business desktop. A tal

    proposito Mayer ha scritto in un memo interno che il  2015 sarà l’anno in cui le revenues da display torneranno

    a vedere il segno +. In questo senso preoccupano alcune previsioni, sempre di eMarketer, secondo cui Twitter scavalcherà Yahoo per entrate da display entro la fine dell’anno. L’analisi si riferisce al perimetro nordamericano

    e indica come il social advertising stia prepotentemente guadagnando quote di mercato. Sul fronte Tumblr, Yahoo

    non ha fornito dati precisi, limitandosi a dichiarare   che per quest’anno si attende  circa 100 milioni di ricavi dal sito di blogging acquisito per 1 miliardo di dollari. Insomma la cura Mayer fatica, non sembra ancora dare i risultati sperati.

    In attesa di capire quali saranno gli effetti dello spin off delle azioni di Alibaba previsto entro la fine dell’anno. E della vendita della partecipazione in Yahoo Japan, stimata in 9 miliardi di dollari, che potrebbe portare una boccata

    d’ossigeno alle casse della compagnia.

  • Mercato Leonardo Adv e Delta Pictures annunciano una partnership commerciale

    DailyNet 23/04/2015

    Triboo Media, tramite la controllata Leonardo ADV , ha siglato una partnership commerciale con DeltaPictures, con l’obiettivo di ottimizzare l’inventory pubblicitaria dei maggiori portali editati da Delta

    Pictures, tra cui PopCorn  Tv, Auto e Lusso, Donna Glamour e Il Calcio Magazine. La collaborazione tra

    le due società, contraddistinte entrambe da forti investimenti in aspetti digitali chiave come la multimedialità,

    la tecnologia e la fruizione dei contenuti cross-device, punta a fare leva sull’appeal commerciale delle testate

    di Delta Pictures e sul know-how di Triboo Media, per raggiungere in maniera sempre più pervasiva un target adulto e

    con una capacità reddituale elevata.

    Il network Delta Pict ures ai raggi x

    Sfruttando un trend nel quale la visione lineare della tv si sta progressivamente riducendo a favore di un uso sempre più personale e personalizzato di contenuti su molteplici dispositivi, PopCorn Tv è stato ridisegnato all’insegna

    di un responsive design  video-centrico: la piattaforma video on-demand completamente gratuita,

    legale e associata Fapav, conta su una library costituita da oltre 400 film in doppia lingua, 1.800 episodi di anime-manga, più di 2.000 puntate delle fiction più famose e  circa 300 film di produzione indipendente. Il tutto si

    traduce in un bacino pubblicitario con un potenziale altissimo, soprattutto per l’erogazione dei contenuti

    pubblicitari in formato video fruibili da qualsiasi dispositivo. Dedicato al mondo dei motori, al collezionismo e, più in generale, al lusso e rivolto a un target femminile e maschile  alto spendente, è ilportale Auto e Lusso, una

    delle ultime novità editoriali della Delta Pictures, le cui caratteristiche commerciali  e contenutisti che sono state immediatamente intercettate da Leonardo ADV . A poco meno di un mese dal lancio, il sito conta già su oltre 3 milioni

    di pagine viste (fonte Google Analytics) con un  trend costante di crescita. Completano il network,Donna Glamour, magazine di lifestyle che conta sulla collaborazione con alcune  delle più influenti fashionblogger internazionali e Il

    Calcio Magazine, testata dedicata al mondo del football con un focus continuo sugli universi di Milan

    e Inter.

    Le dichiarazioni di Burgay , Delta Pict ures, e Zili, Triboo Media

    “Siamo molto soddisfatti della collaborazione con Leonardo ADV – ha dichiarato Nicola Burgay, amministratore

    unico di Delta Pictures -. Oggi è fondamentale avvalersi di partner commerciali competenti,

    che conoscano il mercato, l’universo online e siano capaci di massimizzare le potenzialità del nostro network

    e dei nostri contenuti, soprattutto quelli video”. “Poter contare su un bacino video di qualità come

    quello offerto da PopCorn Tv e su un’inventory diversificata e importante costituita dagli altri siti del

    network Delta Pictures – dichiara Alberto Zilli, amministratore delegato di Triboo Media – ci permette di rafforzare

    il nostro posizionamento su un target cruciale come quello rappresentato dagli utenti in età matura

    e con una elevata capacità di spesa. Iniziative come questa, incrementano il nostro vantaggio competitivo

    all’interno del mercato adv online e sono la dimostrazione concreta dei nostri continui investimenti volti

    a garantire al cliente lo sviluppo di campagne online sempre più efficaci e pervasive”.

  • Editoria Caltagirone Editore: nei primi quattro mesi del 2015 frena il calo dei ricavi pubblicitari, a -3%

    DailyMedia 23/04/2015

    Nei primi 4 mesi del 2015 Caltagirone Editore ha registrato un calo dei ricavi da pubblicità del 3%, un dato comunque migliorativo rispetto agli ultimi trimestri quando il calo era stato del 9% circa. Questa la stima fatta ieri dal presidente del gruppo Francesco Gaetano Caltagirone all’assemblea degli azionisti. “Non siamo ancora a zero – ha spiegato – ma c’è stato un fortissimo contenimento” del calo dei ricavi pubblicitari “e sembra, anche per il clima che c’è nel Paese, che ci sia un miglioramento”. L’assemblea – che ha dato il via libera al bilancio 2014 che si è chiuso con una perdita di 37 milioni di euro contro gli oltre 75 milioni del 2013 – ha anche provveduto a rinnovare il consiglio per il periodo 2015- 2017. Il CdA resta composto da 10 membri; tutti i componenti sono stati riconfermati, ad eccezione di Massimo Garzilli che lascia il posto a Tatiana Caltagirone, figlia del vicepresidente Gaetano, a sua volta cugino del presidente Francesco. “La situazione è difficile”, ha spiegato Caltagirone ricordando che la pubblicità continua a calare ormai da molti anni. “Noi per quello che possiamo abbiamo tagliato i costi e siamo riusciti a tagliarli più della discesa dei ricavi”. Il presidente ha quindi ribadito che “siamo riusciti a mettere in equilibrio l’azienda che perde unicamente per gli ammortamenti materiali e immateriali. Siamo riusciti ad arrivare al pareggio del Mol nonostante la pubblicità sia dimezzata negli ultimi anni” ha concluso.