Categoria: FCP Assoperiodici

  • Bilanci Cairo Communication: nel trimestre l’utile sale a 4,9 milioni; la raccolta dei canali La7 ad oltre il +5%

    DailyMedia del 15/05/2014

    Il gruppo Cairo Communication ha registrato nel primo trimestre del 2014 un utile di 4,9 milioni, in crescita di circa 30% rispetto ai 3,77 dello stesso periodo dello scorso anno. Da sottolineare come il conto economico del primo trimestre 2013 non includesse i risultati di La7 srl, entrata nell’area di consolidamento di Cario Communication a partire dal 1 maggio 2013. I ricavi consolidati lordi sono stati pari a 68,5 milioni, in crescita dell’1,5% rispetto ai 67,5 milioni di un anno fa.: l’acquisizione di La7, sottolinea la nota, non ha comportato una variazione significativa perché oltre il 90% dei ricavi dell’emittente è riconducibile alla raccolta pubblicitaria già prima effettuata da Cairo Communication. L’Ebit da consolidato è stabile a 5,8 milioni, l’Ebit è sceso a del 7% a 4,7 milioni. A fine marzo la posizione finanziaria netta del gruppo è positiva per 175,9 milioni (172,9 milioni al 31 dicembre 2013). Nel trimestre la gestione di La7 ha generato un margine operativo lordo positivo di 0,8 milioni, mentre l’Ebit si è attestato a 0,3 milioni. La gestione di La7, sottolinea la nota, non ha sostanzialmente assorbito cassa (114,1 milioni la posizione finanziaria netta positiva al 31 marzo). Nel primo trimestre 2013 il gruppo tv, allora in mano a Telecom Italia Media, aveva un Ebit da e un Ebit in perdita per 15,8 e 24,5 milioni. La raccolta pubblicitaria sui canali La7 e La7d, pari a 40,1 milioni, segna una crescita di oltre il 5% rispetto ai 38,1 milioni del primo trimestre del 2013. Lo share medio del canale La7 è stato pari al 3,6% nel totale giorno e al 4,21% in prime time. Lo share di La7d è cresciuto allo 0,51%. Con riferimento al settore editoriale periodici, nei tre mesi, i risultati diffusionali sono stati sostanzialmente in linea (-1,6%) con quelli realizzati nel periodo analogo dell’esercizio precedente. Con riferimento ai settimanali, il Gruppo con oltre 1,8 milioni di copie medie vendute in febbraio 2014 si conferma il primo editore per copie di settimanali vendute in edicola, con una quota di mercato di oltre il 25%. Per il resto dell’anno, salvo restando l’imprevedibile evoluzione della congiuntura economica, il gruppo “considera realizzabile l’obiettivo di continuare a conseguire risultati gestionali positivi” nei suoi tradizionali settori di attività (editoria periodica e raccolta pubblicitaria) e sulla tv punta a “consolidare i risultati degli interventi di razionalizzazione e riduzione dei costi realizzati nei primi undici mesi di attività”.

     

  • Bilanci Mondadori dimezza la perdita nel primo trimestre 2014; i ricavi a -6,5% a perimetro costante

    DailyMedia del 14/05/2014

    Nel primo trimestre dell’anno Mondadori ha registrato una perdita di 6,4 milioni, meno della metà dei 15,3 accusati nello stesso periodo del 2013. I ricavi sono a quota 268,3 milioni (-8,3% che diventa -6,5% a perimetro costante). Migliora la redditività: l’ebitda consolidato è superiore di 10,2 milioni rispetto a pari periodo del 2013 (positivo per 5,6 milioni nel 2014 rispetto ai -4,6 milioni del 2013). mentre la posizione finanziaria netta di gruppo è negativa per 396 milioni rispetto ai 363 del 31 dicembre scorso, con un impatto “significativo” delle ristrutturazioni relative all’esercizio precedente e degli investimenti nel settore educational. Il debito è in crescita a 396 milioni. Confermata la stima di un “forte miglioramento” della redditività per l’intero 2014. I dati sulla pubblicità sono disomogenei, in quanto, dall’inizio del 2014 le attività di raccolta di Mondadori Pubblicità sono state conferite in Mediamond, jointventure costituita nel 2009 con Publitalia. Il fatturato dell’attuale Mondadori Pubblicità si attesta a 3,9 milioni e, al netto delle attività conferite a Mediamond, risulta leggermente in crescita. Il margine operativo lordo, che comprende anche il risultato pro-quota di Mediamond, risulta “in deciso miglioramento” mentre il fatturato complessivo di Mediamond, società consolidata ad equity, tenuto conto della raccolta realizzata da Mondadori Pubblicità nello stesso periodo del 2013, è in crescita del 12,3%. Nello specifico, il segmento stampa e radio (ramo d’azienda conferito da Mondadori Pubblicità) ha registrato un aumento dei fatturati pari all’8,5% (-7,4% sulla stampa rispetto al -14,7% del me rcato a fine febbraio, e ricavi più che raddoppiati per la radio, anche per la forte discontinuità rispetto all’anno precedente a seguito dell’ingresso in portafoglio di nuove emittenti, tra cui Radio Italia, da metà aprile 2013, Radionorba e Radio Subasio, da fine 2013, e Radio Sportiva, da inizio 2014). La raccolta pubblicitaria sul segmento web è quindi cresciuta del 24% rispetto a un mercato in calo del 6,3% (fonte: Nielsen, febbraio). L’Area Periodici Italia ha registrato nel primo trimestre 2014 ricavi per 81,3 milioni di euro, in decremento dell’8,4% rispetto agli 88,8 milioni di euro del primo trimestre 2013. “Nonostante il difficile contesto, tutte le attività di Mondadori, in particolare i periodici in Italia, hanno presentato risultati in miglioramento rispetto a pari periodo dell’esercizio precedente, con l’unica eccezione dei libri che avranno nella seconda parte dell’anno un programma editoriale più significativo”, commenta Mondadori. “I risultati a oggi ottenuti – aggiunge il gruppo editoriale – con la sensibile riduzione dei costi operativi, con un particolare focus su quelli industriali, logistici e redazionali, consentono di stimare un miglioramento degli obiettivi di saving indicati a piano (100 milioni a fine 2015)”.

  • Aziende Visibilia: bene la raccolta dei periodici, la concessionaria punta ai 20 milioni di euro nel 2014

    DailyMedia del 13/05/2014

    In attesa di dar vita a una holding a capo delle varie attività di gruppo, Visibilia di Daniela Santanché si è fatta in tre, distinguendo e riorganizzando i business tra editoriale, concessionaria e servizi commerciali digitali. In Visibilia Editore, controllata da Visibilia srl al 100%, sono confluite le testate (già Mondadori) Villegiardini, PC Professionale e Ciak, che complessivamente valgono tra i 6,5 e i 7 milioni di euro tra raccolta, edicola e iniziative di cobranding ed eventi. Il potenziale pubblicitario si colloca tra gli 1,2 e gli 1,5 milioni di euro a testata, e l’editore conferma andamenti soddisfacenti, in linea con gli obiettivi prefissati. La stampa verticale, fa sapere, sembra tenere bene nonostante il protrarsi della crisi per il comparto. Va meno bene invece l’area quotidiani, con il Giornale che patisce un calo a due cifre, pur inferiore alla media di mercato. L’editore è al lavoro sullo sviluppo digitale dei prodotti. Per quanto riguarda Ciak, sono in preparazione i lanci di una app e di un sito dedicato, di cui lo storico mensile di cinema era privo. E’ forte invece la sua presenza su Facebook con una pagina che conta oltre 26mila fan. Anche per Villegiardini e Pc Professionale ci sono progetti relativi al rinnovo della presenza sul web e al lancio di app per il mobile. Tra i futuri progetti, una serie di iniziative editoriali nel campo dell’alimentazione, forte anche della presenza in Visibilia con una quota del 40% di Bioera, consorzio di aziende specializzate in prodotti biologici e naturali tra cui Ki Group. Le attività tradizionali relative alla raccolta pubblicitaria fanno capo alla Visibilia srl, che per quest’anno si è posta un obiettivo di 20 milioni di euro tra mezzi cartacei, il circuito radio (del valore di oltre due milioni di euro), il canale televisivo Planet Kids e Google AdWords. Di fatto, la voce di business più importante per l’azienda presieduta da Daniela Santanché è ancora il quotidiano di via Negri e gli sviluppi in campo editoriale puntano anche a far crescere una parte di fatturato indipendente da editori altri. La terza “gamba” del sistema nato con la riorganizzazione è Visibilia Digital, sempre controllata dalla srl al 100%, che si occupa di servizi di comunicazione digitale. Al suo interno vi sono due divisioni, una per la consulenza commerciale e l’altra per la parte tecnologica e creativa. Le tipologie di servizio trattate sono seo, sem, display network, YouTube, reputation, più le attività legate alla Premium Partnership con Google.

     

  • Marzo 2014 – Riunione 6 maggio 2014 Osservatorio Stampa FCP – Dati Gennaio-Marzo 2014

    BOZZA DEL VERBALE DELLA RIUNIONE DELL’OSSERVATORIO STAMPA FCP DI MARTEDÌ 6 MAGGIO 2014

    Il giorno martedì 6 Maggio 2014 alle ore 11:30, presso la sede FCP in via Petrarca 6 a Milano, si è tenuta la riunione dell’Osservatorio Stampa FCP, per la consegna dei dati del periodo Gennaio-Marzo 2014.

    Presenti:

    CAIRO PUBBLICITÀ: Anna Moro

    HEARST MAGAZINE ITALIA: Giuseppe Peracchi

    MANZONI: Giovanni Sanfilippo

    RCS: Francesca Conca

    SOLE 24 ORE: Michela Scuteri

    SPE: Emma Curcio

    SPORTNETWORK: Liliana Barina

    Assenti:

    ALTRIMEDIA: Ernesto Palmieri, Mauro Politi

    ARCUS: Francesca Di Adamo, Alessia Terzi

    CLASS PUBBLICITÀ: Piera Laurenza, Lucia Guarino, Andrea Veardo

    COMEDI: Daniela Malinverno, Paolo Pozzi

    ED. CONDE’ NAST: Simona Vercesi, Danilo Panella

    EDITORIALE DOMUS: Stefania Cappellini, Paola Caravaggio

    EMOTIONAL ADV: Andrea Salan

    MONDADORI PUBBLICITÀ: Francesco Tarallo

    NUMERICA: Rossana Di Giuseppe

    OPQ: Francesca Mezzetti, Lucia Notarrigo

    PBM: Lia Serreli

    PIEMME: Cristina Perego

    PUBLIA: Marco Aschedamini

    PUBLIADIGE: Gianluca Tinazzi

    PUBLIEDI: Carlo Donetti, Giovanna Magnani, Federico Rossi

    PUBLIKOMPASS: Carla Calò, Desirée Grunhut, Ester Introna

    PUBLIRAMA: Michele Ferrando, Rossana Guida

    SKY ITALIA: Marco Mornati

    SPM: Caterina Caliri, Clelia Fontana

    UNIVERSO: Davide Bianchini, Giancarlo Nigro

    VISIBILIA: Alessandro Rivara

     

    Partecipano ai lavori:

    REPLY: Chiara Castelli

    Daniela Peduto

    FCP: Luca Franzoni

    Donatella Sciacca

     

    All’ordine del giorno:

    1. Presentazione dei dati dell’Osservatorio Stampa FCP del periodo Gennaio-Marzo 2014

    2. Approvazione del Verbale della Riunione dell’Osservatorio Stampa FCP di giovedì 3 Aprile 2014

    3. Aggiornamento sull’Assemblea FCP-Assoperiodici di martedì 15 aprile 2014

    4. Varie ed eventuali

     

    VERBALE

    1. Presentazione dei dati dell’Osservatorio Stampa FCP del periodo Gennaio-Marzo 2014 (All. 1)

    QUOTIDIANI

    TOTALE QUOTIDIANI

    Il mezzo Quotidiani a Marzo registra una flessione del -14,0% a fatturato e del -7,1% a spazio.

    Chiara Castelli (Reply Consulting) illustra nel dettaglio il report:

    Marzo14vsMarzo13 Progressivo Marzo14vsMarzo13

    Tot. Fatturato Com. Nazionale: -19,2% -20,4%

    Tot. Spazi Com. Nazionale: -0,3% -7,5%

    Tot. Fatturato Com. Locale: -11,7% -14,8%

    Tot. Spazi Com. Locale: -9,1% -9,9%

    Tot. Fatturato Di Servizio: -3,9% -3,6%

    Tot. Spazi Di Servizio: +5,0% +1,7%

    Tot. Fatturato Rubricata: -11,9% -11,9%

    Tot. Spazi Rubricata: -13,9% -14,8%

    PERIODICI

    TOTALE PERIODICI

    Il mezzo Periodici a Marzo registra una flessione del -12,4% a fatturato.

    TABELLARE

    Il mezzo Periodici a Marzo registra una flessione del -12,2% a fatturato e del -8,4% a spazio.

    SPECIALE

    Il mezzo Periodici a Marzo registra una flessione del -16,0% a fatturato.

    Chiara Castelli illustra nel dettaglio il report:

    TOTALE PERIODICI

    Fatturato Marzo14vsMarzo13 Progressivo Marzo14vsMarzo13

    Tot. Periodici: -12,4% -13,3%

    Settimanali: -13,2% -13,5%

    Mensili: -13,6% -14,2%

    Altre Periodicità: +5,2% -4,2%

    TOTALE TABELLARE

    Marzov14sMarzo13 Progressivo Marzo14vsMarzo13

    Fatturato Spazio Fatturato Spazio

    Tot. Periodici: -12,2% -8,4% -12,5% -10,0%

    Settimanali: -13,9% -15,6% -13,9% -12,8%

    Mensili: -13,0% -15,1% -12,8% -14,6%

    Altre Periodicità: +12,6% +85,1% +5,2% +38,1%

    TOTALE SPECIALE

    MarzovsMarzo13 Progressivo MarzovsMarzo13

    Fatturato Fatturato

    Tot. Periodici: -16,0% -23,2%

    Settimanali: +1,8% -6,1%

    Mensili: -19,7% -25,8%

    Altre Periodicità: -76,0% -71,3%

    Testate nuove/chiuse

    Tanto per i QUOTIDIANI che per i PERIODICI Chiara Castelli comunica le testate nuove/chiuse nel periodo Gennaio 2013 – Marzo 2014.

    Gruppi di appartenenza delle testate

    Le tabelle non hanno subito variazioni.

    2. Approvazione del Verbale della Riunione dell’Osservatorio Stampa FCP di giovedì 3 Aprile 2014

    Non vengono richieste modifiche e il verbale è da considerarsi approvato (All.2)

    3. Aggiornamento sull’Assemblea FCP-Assoperiodici di martedì 15 aprile 2014

    Luca Franzoni aggiorna i partecipanti sull’Assemblea FCP-Assoperiodici del 15/04/’14. In particolare sulla conferma a Presidente di FCP-Assoperiodici di Marco Cancelliere; sulla proposta di spostamento di testate da un Gruppo all’altro, tutt’ora in fase di verifica; sulla richiesta a Reply di elaborare un dato che consideri il tot. fatturato di un periodo vs periodo corrispondente considerando un perimetro testate omogeneo, ovvero che non consideri le testate chiuse e nuove nel periodo considerato (richiesta tesa a verificare l’eventuale miglioramento del delta negativo della Stampa quotidiana e periodica).

    4. Varie ed eventuali

    Luca Franzoni aggiorna brevemente i presenti sull’andamento degli altri mezzi per cui è attivo l’Osservatorio FCP: Radio e Internet.

    La prossima riunione dell’Osservatorio Stampa viene fissata per giovedì 29 Maggio ore 09:30.

    Alle ore 12:30 la riunione ha termine.

    Il Responsabile Generale FCP

    Luca Franzoni

    All. 1 Presentazione dati Marzo 14

    All. 2 Verbale della Riunione Osservatorio Stampa FCP di mercoledì 05 marzo 2014

  • Ads Diffusioni digitali: a marzo Il Sole 24 Ore guida la classifica quotidiani; Io Donna primo fra i settimanali

    DailyNet del 09/05/2014

    Ads ha pubblicato i dati relativi alle diffusioni digitali dei quotidiani e dei periodici italiani relative al mese di marzo 2014 per quanto riguarda le testate quotidiane e i settimanali, e al mese di febbraio 2013 per quanto attiene ai periodici a cadenza mensile; il tutto confrontato con il mese precedente e anche con lo stesso mese dello scorso anno. Ecco, di seguito, il ranking relativo ai primi titoli in relazione alle diffusioni di carattere digitale. Le vendite digitali dei primi dieci quotidiani italiani: 1. Il Sole 24 Ore 170.334; 2. Corriere della Sera 94.856; 3. La Repubblica 60.249; 4. Italia Oggi 18.382; 5. La Gazzetta dello Sport – Lunedì 18.300; 6. La Gazzetta dello Sport 17.512; 7. La Stampa 13.290; 7. Il Fatto Quotidiano 12.588; 8. L’Unione Sarda 7.977; 10. Il Messaggero 6.408. La top ten digitale dei settimanali: 1. Io Donna 95.228; 2. D La Repubblica delle Donne 60.209; 3. Il Venerdì di Repubblica 57.797; 4. Vanity Fair 45.604; 5. Sorrisi e Canzoni Tv 31.769; 6. Milano Finanza 22.860; 7. Gioia 18.062; 8. Sport Week 17.780; 9. Gente 17.671; 10. Viversani e Belli 10.418. I primi mensili per diffusioni digitali: 1. Focus 104.569; 2. Quattroruote 53.203; 3. Focus Junior 47.462; 4. Starbene 45.332; 5. Elle 41.944; Hearst Home 39.366; Marie Claire 31.581; Cucina Moderna 25.173; 9. Sale & Pepe 25.173; 10. Insieme 20.964. La performance de Il Sole 24 Ore Il Sole 24 Ore conferma la leadership di primo quotidiano digitale italiano con 170,334 copie medie diffuse (+3.2% rispetto a febbraio 2014; +182% rispetto a marzo 2013, staccando di gran lunga il Corriere e la Repubblica, che vanno a completare il podio di questa graduatoria. Un successo che dura da più di un anno: Il Sole 24 Ore si è infatti posizionato al primo posto della classifica delle copie digitali fin dalla prima rilevazione effettuata da AD S a gennaio 2013 e ha mantenuto e accresciuto la distanza rispetto agli altri quotidiani. Grazie proprio al successo sul fronte digitale, Il Sole 24 Ore si conferma – anche a marzo 2013 con 362,377 copie medie – terzo quotidiano nazionale per livello diffusionale cartaceo+digitale, subito dopo R epubblica a quota 367,339 copie e Corriere della Sera primo con 455,254 copie. In particolare, nella diffusione totale carta+digitale I l Sole 24 Ore, in controtendenza rispetto agli altri principali quotidiani, mostra segno positivo sia nel confronto mese su mese (pari a +0,6% rispetto a febbraio 2014) sia nel confronto su base annua, dove registra un incremento del 25,2% rispetto a marzo 2013. Una performance non casuale ma figlia di una strategia ben precisa come spiega a DailyNet Anna Matteo, Direttore marketing e Product Development del Sole 24 Ore: «La chiave del nostro successo – racconta la manager – è dare al cliente/lettore la possibilità di scegliere e fruire i nostri contenuti dove vuole e quando vuole. La nostra offerta è davvero molto ampia e diversificata e sul digitale è stata organizzata in modo da raggiungere con prodotti mirati i lettori a cui da sempre ci rivolgiamo (imprenditori, manager, avvocati, commercialisti, operatori finanziari, consulenti del lavoro, ecc) con l’eccellenza dei nostri contenuti e la forza del nostro brand. Per arrivarci abbiamo studiato ogni singolo prodotto e come integrarlo in un’offerta sinergica su tutte le piattaforme, a partire dalla carta fino a tutti i device digitali. Un lavoro che ha visto importanti investimenti in tecnologia e un’evoluzione dell’organizzazione attraverso un’unica direzione editoriale, che coordina l’insieme dei prodotti giornalistici del Gruppo, un unico marketing e un’unica direzione di vendita».

     

  • Ads Diffusioni digitali: a marzo Il Sole 24 Ore guida la classifica quotidiani; Io Donna primo fra i settimanali

    DailyNet del 09/05/2014

    Ads ha pubblicato i dati relativi alle diffusioni digitali dei quotidiani e dei periodici italiani relative al mese di marzo 2014 per quanto riguarda le testate quotidiane e i settimanali, e al mese di febbraio 2013 per quanto attiene ai periodici a cadenza mensile; il tutto confrontato con il mese precedente e anche con lo stesso mese dello scorso anno. Ecco, di seguito, il ranking relativo ai primi titoli in relazione alle diffusioni di carattere digitale. Le vendite digitali dei primi dieci quotidiani italiani: 1. Il Sole 24 Ore 170.334; 2. Corriere della Sera 94.856; 3. La Repubblica 60.249; 4. Italia Oggi 18.382; 5. La Gazzetta dello Sport – Lunedì 18.300; 6. La Gazzetta dello Sport 17.512; 7. La Stampa 13.290; 7. Il Fatto Quotidiano 12.588; 8. L’Unione Sarda 7.977; 10. Il Messaggero 6.408. La top ten digitale dei settimanali: 1. Io Donna 95.228; 2. D La Repubblica delle Donne 60.209; 3. Il Venerdì di Repubblica 57.797; 4. Vanity Fair 45.604; 5. Sorrisi e Canzoni Tv 31.769; 6. Milano Finanza 22.860; 7. Gioia 18.062; 8. Sport Week 17.780; 9. Gente 17.671; 10. Viversani e Belli 10.418. I primi mensili per diffusioni digitali: 1. Focus 104.569; 2. Quattroruote 53.203; 3. Focus Junior 47.462; 4. Starbene 45.332; 5. Elle 41.944; Hearst Home 39.366; Marie Claire 31.581; Cucina Moderna 25.173; 9. Sale & Pepe 25.173; 10. Insieme 20.964. La performance de Il Sole 24 Ore Il Sole 24 Ore conferma la leadership di primo quotidiano digitale italiano con 170,334 copie medie diffuse (+3.2% rispetto a febbraio 2014; +182% rispetto a marzo 2013, staccando di gran lunga il Corriere e la Repubblica, che vanno a completare il podio di questa graduatoria. Un successo che dura da più di un anno: Il Sole 24 Ore si è infatti posizionato al primo posto della classifica delle copie digitali fin dalla prima rilevazione effettuata da AD S a gennaio 2013 e ha mantenuto e accresciuto la distanza rispetto agli altri quotidiani. Grazie proprio al successo sul fronte digitale, Il Sole 24 Ore si conferma – anche a marzo 2013 con 362,377 copie medie – terzo quotidiano nazionale per livello diffusionale cartaceo+digitale, subito dopo R epubblica a quota 367,339 copie e Corriere della Sera primo con 455,254 copie. In particolare, nella diffusione totale carta+digitale I l Sole 24 Ore, in controtendenza rispetto agli altri principali quotidiani, mostra segno positivo sia nel confronto mese su mese (pari a +0,6% rispetto a febbraio 2014) sia nel confronto su base annua, dove registra un incremento del 25,2% rispetto a marzo 2013. Una performance non casuale ma figlia di una strategia ben precisa come spiega a DailyNet Anna Matteo, Direttore marketing e Product Development del Sole 24 Ore: «La chiave del nostro successo – racconta la manager – è dare al cliente/lettore la possibilità di scegliere e fruire i nostri contenuti dove vuole e quando vuole. La nostra offerta è davvero molto ampia e diversificata e sul digitale è stata organizzata in modo da raggiungere con prodotti mirati i lettori a cui da sempre ci rivolgiamo (imprenditori, manager, avvocati, commercialisti, operatori finanziari, consulenti del lavoro, ecc) con l’eccellenza dei nostri contenuti e la forza del nostro brand. Per arrivarci abbiamo studiato ogni singolo prodotto e come integrarlo in un’offerta sinergica su tutte le piattaforme, a partire dalla carta fino a tutti i device digitali. Un lavoro che ha visto importanti investimenti in tecnologia e un’evoluzione dell’organizzazione attraverso un’unica direzione editoriale, che coordina l’insieme dei prodotti giornalistici del Gruppo, un unico marketing e un’unica direzione di vendita».

     

  • Editoria RCS MediaGroup: per l’a.d. Jovane il business cartaceo è importante, ma il futuro punta sul digitale

    DailyMedia del 09/05/2014

    L’edizione cartacea del Corriere della Sera è importante, ma il gruppo deve «guardare al futuro, che è nel digitale». Lo ha detto ieri l’amministratore delegato di RCS Media Group, Pietro Scott Jovane nel corso dell’assemblea degli azionisti, riunitasi a Milano per approvare il bilancio 2013. Il sito del quotidiano nel mese di aprile avrebbe registrato una crescita del 3% sul fronte browser e del 4% nelle pagine viste rispetto allo stesso mese l’anno scorso. Inoltre, Corriere.it avrebbe di recente registrato punte di audience che «ci hanno portato ad essere il primo sito di informazione in Italia». Dopo le proteste che hanno seguito la fase di lancio della nuova versione di Corriere.it «il sito ha recuperato i livelli della fase pre-lancio e li ha superati e in questi abbiamo superato per la prima volta nella nostra storia quello di Repubblica ». «La nostra attenzione al cartaceo è costante, come testimonia anche l’iniziativa “Italia volta pagina” che verrà presentata il 12 maggio – ha detto ancora l’a.d. -. Siamo però di fronte a un trend diffusionale di mercato che ci impone di trovare altre fonti di monetizzazione e guardare con attenzione al mondo del digitale, nonostante siamo consapevoli che la parte più importante dei nostri ricavi è nel cartaceo». Sollecitato sugli andamenti della raccolta pubblicitaria ad aprile, Jovane ha detto: «Mese pieno di ponti rispetto all’anno scorso, non può essere considerato rappresentativo. Guardiamo più a maggio e giugno». I dati sulla trimestrale sarannno resi noti mercoledì prossimo. Per quanto riguarda l’introduzione del modello pay per le news online e del formato tabloid del Corriere della Sera, i tempi non sono stati ancora stabiliti, ma entrambe le cose dovrebbero verificarsi entro l’anno. L’a.d. ha confermato l’obiettivo relativo alle cessioni fissato a 250 milioni di euro entro fino 2014, già realizzato per 154 milioni. Nel piano ci sarebbero «le radio Finelco, la parte delle tivù in Spagna e altri asset». Sollecitato da Andrea Garibaldi, membro del cdr del Corriere della Sera, sulle voci che danno il direttore Ferruccio de Bortoli in uscita l’a.d. ha poi detto: «La nomina e la revoca del direttore del Corriere della Sera sono di esclusiva competenza del CdA e tale tema non è mai stato posto in discussione nell’ambito del consiglio». E ancora, ai giornalisti che gli hanno chiesto se fosse vero che de Bortoli ha già fatto gli scatoloni, ha risposto: «Non mi risulta». «C’è ancora molto da fare, sui conti e sul business, ma esco da questa assemblea confortato. L’economia è in ripresa e questo ci conforta. Siamo in un settore complesso e in trasformazione, che però ha delle opportunità: ci auguriamo di coglierle» ha dichiarato a sua volta il presidente Angelo Provasoli a margine dell’assemblea. La principale evidenza che emerge è la trasformazione dell’azienda in una società «sempre più di mercato, e questo farà bene a tutti gli azionisti », in quanto il riassetto che prevede la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie «farà aumentare ulteriormente il flottante fino a oltre il 30%» mettendo al sicuro la quotazione rispetto al livello del flottante pari al 7% del 2013. L’assemblea ha anche approvato le modifiche alla governance effettive con il prossimo rinnovo del CdA, che prevedono l’assegnazione dei due terzi del consiglio stesso alla lista di maggioranza e un terzo alle minoranze. Gli è stato chiesto se si prospetti una lotta tra azionisti. «Non credo – ha detto -. Dipende anche dalla qualità del consiglio, ma non ci saranno lotte. Sono convinto che le liste porteranno consiglieri di qualità». L’assemblea si è svolta alla presenza, in proprio e per delega, di 60 azionisti con il 66,14% del capitale. Il bilancio 2013 è stato approvato a maggioranza, con il 59,07% del capitale a favore, contrari il 3,69%, astenuti azionisti con il 3,39%. Nella compagine societaria di RCS risulta diminuita la quota di Mediobanca, pari all’8,756% rispetto al 9,93% della precedente dichiarazione in Consob. Scesa anche Intesa Sanpaolo, al 5,12% rispetto al 6,54% al quale figurava in Consob, nonché la quota della famiglia Pesenti, tramite Efiparind, al 3,378% (era al 3,824%). Invariate le quote Fiat al 20,552% e di Diego Della Valle all’8,995%, Gruppo Unipol con il 5,651%, Pirelli con il 5,445%, Invesco al 4,515%, Cairo al 3,669% e gli eredi Rotelli al 3,37%. E’ emerso inoltre un nuovo socio rilevante, il fondo Neptune Investments, con il 2,159% del capitale. L’assemblea ha anche nominato in consiglio Teresa Cremisi e ha confermato nel board Attilio Guarneri, già cooptato in sostituzione dello scomparso Giuseppe Rotelli.

     

  • Dati Stampa Marzo 2014

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -14,4%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano -14,9% a fatturato e -9,2% a spazio.

    Le singole tipologie segnano rispettivamente:

    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -20,4% a fatturato e -7,5% a spazio.

    La pubblicità Commerciale locale -14,8% a fatturato e -9,9% a spazio.

    La tipologia Di Servizio ha segnato -3,6% a fatturato e +1,7% a spazio.

    La tipologia Rubricata ha segnato -11,9% a fatturato e -14,8% a spazio.

    I periodici segnano un calo a fatturato del -13,3% e a spazio -10,0%.

    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -13,5% e a spazio -12,8%.

    I Mensili hanno percentuali negative a fatturato del -14,2% e spazio -14,6%.

    Le Altre Periodicità registrano -4,2% a fatturato e +38,1% a spazio.

    Tavola 1 Marzo 2014

  • DN, più trasparenza farebbe bene al mercato

    ADVExpress del 7/5/2014

    Questo ciò che è emerso da un coinvolgente e partecipato confronto, in occasione del primo Benchmark Day italiano promosso da Ebiquity a Milano, su un tema noto alle aziende ma relativamente al quale preferirebbero maggiore trasparenza per la costruzione di un modello condiviso basato su comportamenti etici e virtuosi. Anche l’Italia ha avuto il suo Benchmark Day. Promosso nel nostro Paese dalla società di media auditing Ebiquity, l’evento nasce con l’obiettivo di riunire attorno allo stesso tavolo tutti gli attori del mondo dei media e farli confrontare su un argomento di stretta attualità e rilevanza. Tra i partner dell’evento Absolut, ADVexpress e Centoeventi. Parola d’ordine dell’edizione italiana: Trasparenza. “E’ inspiegabile come nonostante i fee riconosciuti dalle aziende alle agenzie media siano in costante diminuzione, i profitti di queste ultime siano in costante aumento”: l’88% del campione di investitori pubblicitari intervistati lo scorso anno dalla World Federation of Advertisers (cui anche UPA aderisce) si diceva d’accordo con tale affermazione. Ed è da questo punto che è partito Nick Manning, presidente di Ebiquity International, che ha aperto il pomeriggio di lavori facendo il punto sul tema della Trasparenza, oggi più che mai ‘scottante’ a livello mondiale. E secondo il Transparency Index elaborato proprio da Ebiquity per la WFA, quello italiano, pur non essendo uno dei peggiori (sul podio sono Cina, Messico e Brasile) è in ogni caso il mercato considerato meno trasparente fra quelli europei. “In uno scenario sempre più complesso e frammentato – ha spiegato Manning -, in cui si moltiplicano i device, i canali, i tool di ricerca e gli stessi partner di comunicazione, le aziende hanno bisogno di ritrovare il filo logico e il senso di quanto sta accadendo per riuscire a ottimizzare i propri investimenti. E oltre che le aziende, questo scenario mette sotto pressione le stesse agenzie, che devono fornire quotidianamente nuovi e più adeguati servizi”. Il passaggio che ancora va fatto, ha dichiarato Manning, è dunque che i clienti riconoscano il valore e l’impegno crescenti dei centri media, accettando di remunerarli in modo corretto. E dall’altro che i centri media diventino totalmente trasparenti nei loro rapporti con le aziende. E questo nell’interesse dell’intera industry. I Dn al centro del dibattito. All’intervento di Manning è seguita una tavola rotonda moderata dal presidente di ADC Group, Salvatore Sagone, di fronte a una platea composta dal ghota del media nazionale, cui hanno partecipato Paolo Maggi, Head of strategic media planning UniCredit Group, Marco Muraglia, Chariman Starcom Mediavest e Arcangelo Di Nieri, Ceo Ebiquity Italy. Concentrandosi sul mercato italiano, il tema della trasparenza ha immediatamente assunto le vesti dei Diritti di negoziazione (Dn). Date le premesse, non poteva che nascerne un dibattito acceso e fortemente partecipato da parte del pubblico di addetti ai lavori che ha colto la palla al balzo per affrontare l’annosa questione con la giusta vivacità perchè ne uscissero interessanti spunti di riflessione volti alla costruzione di un modello più etico e virtuoso. UniCredit ad esempio sta andando verso la direzione che, a detta dei più, sembrerebbe la più corretta. Spiega Paolo Maggi, : “L’intelligence appartiene al centro media, motivo per cui è giusto riconoscergli una fee adeguata al servizio corrisposto. Questo abbiamo definito in fase contrattuale con Mediacom, che provvederà a restituirci gli ‘sconti’ ricevuti dalle concessionarie. La nostra è una scelta di valore, più rischiosa ma etica e in grado di ridare all’industry del media il suo ruolo consulenziale.” (Guarda su ADVexpressTV la video intervista a Paolo Maggi). Per Marco Muraglia, i DN oggi non sono più un tema scottante come 10 anni fa ma “una realtà economica nota che rappresenta una conversazione a due con tre soggetti in campo. Starà poi agli accordi tra cliente e agenzia media definirne la gestione. Per me in Italia oggi è mediamente un argomento molto trasparente quello dei DN. La confusione è creata forse più dal fatto che non esistono regole condivise” “I DN esistono in molti paesi, con nomi diversi e gestioni che determinano differenti gradi di trasparenza” continua Maggi e precisa ai microfoni di ADVexpress Tv (guarda l’intervista video): “In Italia purtroppo è ancora dominante, lato aziende, il principio dell’economicità ripetto a quello del valore. Questo ha prodotto una riduzione ai minimi storici delle fee riconosciute al centro media” Il vero problema nasce proprio dall’erosione graduale della remunerazione del centro media da parte del cliente, che negli ultimi anni ha raggiunto livelli talmente bassi da non essere sostenibile per la sopravvivenza degli stessi. Ecco che a fronte di un pacchetto di servizi non adeguatamente remunerati, i DN rappresentano una forma di remunerazione aggiuntiva che rende sostenibile il modello di business del centro media che, anche in tempi di crisi, riesce così a produrre profittevoli conti economici. Da leva competitiva a elemento di remunerazione: per quali ragioni? Come sottolinea dalla platea il Direttore Generale Pubblicità di RCS MediaGroup Raimondo Zanaboni: “I DN sono nati come leva competitiva utilizzata da qualche player per emergere e percepiti come premi di volume. Con la diffusione del fenomeno oggi tutti li riconoscono ai centri media, diventando una remunerazione vera e propria. Così non è più chiaro. Quale la logica secondo la quale una concessionaria dovrebbe remunerare un centro media a fronte di nessun corrispettivo?. Sono completamente d’accordo sul fatto che il servizio offerto ai clienti dai centri media necessiti di una giusta ed equa remunerazione. Ma se questo non accade non è certo compito delle concessionarie compensare con i DN per sanare i conti economici dei centri media a scapito di quelli degli editori pesantemente gravati da questi costi.”  “Costi a volte molto diversi tra i vari mezzi e anche all’interno dello stesso mezzo tra concessionarie diverse” sottolinea Flavio Biondi, presidente IGPDecaux, e continua: “Questa diversità rischia di produrre naturali influenze sulle pianificazioni dei centri media.Ecco perchè già anni fa invocavo l’intervento del legislatore per regolamentare i DN a tutela soprattutto  di chi vende, mentre oggi credo che sia il mercato stesso a doversi autoregolamentare. Ma le regole ci devono essere.” Sulle regole concorda Marco Girelli, Ceo di Omnicom Media Group, che sposa la soluzione portata avanti da UniCredit, “remunerarci in maniera corretta rispetto al servizio offerto penso sia la via migliore per trovarci tutti d’accordo sul fatto di darci regole severe e uguali per tutti per generare un modello virtuoso e condiviso dal mercato relativamente ai DN”. D’accordo con Girelli e Muraglia, Roberto Binaghi, Chairman&Ceo di Mindshare, interviene però ricordando che al pari dei DN, molti altri ambiti devono essere ‘aggiustati’. Tra questi anche quello dei data pool degli auditor. “E’ sempre più difficile oggi che i centri media speculino sui DN. Siamo giudicati dagli auditor che verificano che compriamo al meglio per i nostri clienti.” E sul fronte delle aziende interviene Marcella Bergamini, Integrated Communications, Online & Offline Media Solutions and Buying Advisory Mellin – Danone Nutricia, con un ‘mea culpa’ anche da parte dei clienti stessi che, oltre a pretendere la giusta trasparenza dai centri media, dovrebbero imparare maggiormente a riconoscere il valore dei mezzi che comprano. Solo così si potranno portare avanti pianificazioni in coerenza con gli obiettivi fissati. Chiarita dunque la direzione migliore da intraprendere per ottenere maggiore trasparenza e una gestione più etica dei DN, per Maggi è ora il momento per concentrarsi sui Data: “Chiedo alle agenzie di aiutarmi a costruire delle esperienze sui dati generati dalle campagne. Conoscere le audience è la cosa più importante in un mercato frammentato come è quello dei mezzi oggi.”

     

     

  • FCP: a gennaio-marzo 2014 la pubblicità sulla stampa cala del 14,4%

    ADVExpress del 8/5/2014

    I quotidiani nel loro complesso registrano -14,9% a fatturato e -9,2% a spazio. I periodici segnano un calo a fatturato del -13,3% e a spazio -10,0%. I Settimanali registrano -13,5% a fatturato e -12,8% a a spazio . IMensili hanno percentuali negative a fatturato del -14,2% e spazio -14,6%.

    L’Osservatorio Stampa FCP ha reso noto i dati relativi al periodo gennaio-marzo 2014 raffrontati allo stesso periodo del 2013.

    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -14,4%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano -14,9% a fatturato e -9,2% a spazio.

    Le singole tipologie segnano rispettivamente:

    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -20,4% a fatturato e -7,5% a spazio.

    La pubblicità Commerciale locale -14,8% a fatturato e -9,9% a spazio.

    La tipologia Di Servizio ha segnato -3,6% a fatturato e +1,7% a spazio.

    La tipologia Rubricata ha segnato -11,9% a fatturato e -14,8% a spazio.

    I periodici segnano un calo a fatturato del -13,3% e a spazio -10,0%.

    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -13,5% e a spazio -12,8%.

    I Mensili hanno percentuali negative a fatturato del -14,2% e spazio -14,6%.

    Le Altre Periodicità registrano -4,2% a fatturato e +38,1% a spazio.