Categoria: FCP Assointernet

  • Mercato Triboo Media: nel 2015 la pubblicità a +11,6%; ricavi a +17,5% a 33,2 milioni di euro

    DailyNet 1/04/2016

    La matricola non è più tale ma è diventata gran­de. E, infatti, nel 2015 Tri­boo Media consolida il proprio giro d’affari ar­rivando a generare rica­vi netti per 33,2 milio­ni di euro, in aumento del 17,5% sui 28,2 milio­ni dell’esercizio prece­dente. “Nel corso dell’an­no, i ricavi hanno seguito una dinamica particolar­mente favorevole gra­zie alla crescita dei risul­tati ottenuta sia a livello organico sia tramite le acquisizioni. La cresci­ta dei ricavi per vendi­ta di pubblicità è stata dell’11,6%, in un merca­to dell’advertising digita­le che in Italia, secondo le stime di FCP, è rimasto sostanzialmente costan­te rispetto all’anno scor­so (-0,7%). La crescente sinergia tra editoria, in­novazione e ricerca tec­nologica, rafforzata dal­le recenti acquisizioni, conferma la qualità delle scelte strategiche e di svi­luppo del Gruppo”, spie­ga una nota.

    Utile a 2,9 milioni ed Ebitda a 6,6 milioni di euro

    Nell’esercizio 2015, il ri­sultato netto consolidato si attesta a 2,9 milioni di euro (+50,4% rispetto ai 1,9 milioni del 2014), con una marginalità sui ricavi che sale dal 6,3% all’8,9%. Il margine operativo lor­do consolidato (EBITDA) si attesta a 6,6 milioni di euro, con un incremento del 35,9% rispetto ai 4,85 milioni di euro al 31 di­cembre 2014. La posizio­ne finanziaria netta con­solidata al 31 dicembre 2015 è positiva per 9,4 milioni di euro (12,63 mi­lioni di euro nel 2014), già al netto delle acquisizioni effettuate per 6,64 milio­ni di euro e della distribu­zione dei dividendi rela­tivi all’esercizio 2014 per 1,99 milioni di euro.

    Le acquisizioni nel corso del 2015

    Nel corso dell’esercizio 2015 Triboo Media ha proseguito il suo percor­so di crescita per linee esterne, portando a ter­mine l’acquisizione degli asset editoriali di studen­tville.it per 0,3 milioni di euro, acquisendo il 100% del capitale sociale di Brown Editore S.p.A., per un controvalore di 3,75 milioni di euro, e le attività in Italia di Prime Real Time BV, la prima piattaforma indipenden­te di real time bidding basata su audience ita­liana, per un controvalo­re di 2,7 milioni di euro.

    Rafforzamento del management

    A margine del CdA, Giu­lio Corno, fondatore e amministratore delegato del Gruppo ha dichiarato: “Il 2015 è stato un ottimo anno per Triboo Media; al di là dei risultati eco­nomici, caratterizzati da crescite double digit sia a livello di ricavi (+17%) sia di utile netto (+50%), ci siamo rafforzati a livel­lo manageriale con l’en­trata nel team di Cristina Pianura, amministratrice delegata di Prime Real Time, di Shahram Baha­dori, nuovo chief inno­vation officer e di An­drea Paleni, nuovo Chief Technical Officer dell’asa Advertising, che si uni­scono a Francesco Riz­zardi, ceo dell’asa Adver­tising ed Enrico Ballerini, ceo dell’asa Editoriale. Questo team di persone, professionale ed energe­tico, nel 2016 ci permet­terà di cogliere le oppor­tunità di mercato legate alla crescita nell’utilizzo del canale mobile, alla creatività interattiva e all’esplosione dei forma­ti native. In questo ambi­to sono in corso contatti e negoziazioni finalizza­ti alla realizzazione di ac­cordi con partner tecno­logici internazionali. Nella nostra visione – continua Corno – la pub­blicità sul web diventerà un servizio sempre più personalizzato e offrirà esperienze di fruizione sempre più coinvolgen­ti. Si tratta di un percor­so, già ampiamente in atto, in cui la sinergia tra tecnologia, creatività e capacità di raggiungere il target in modo mirato sarà una chiave di inter­pretazione irrinunciabi­le per continuare a com­petere. La nostra sfida è quella di giocare un ruo­lo di innovatori in questo scenario di riferimento in rapida evoluzione”.

    Convocazione dell’Assemblea ordinariae documentazione

    Il Consiglio di Ammini­strazione ha deliberato di convocare l’assemblea ordinaria degli azionisti per il prossimo 27 apri­le, per deliberare sull’ap­provazione del bilancio di esercizio e consolida­to al 31 dicembre 2015. Il Consiglio di Ammini­strazione ha delegato il proprio presidente per la convocazione dell’As­semblea dei Soci secon­do i termini di legge. L’avviso di convocazio­ne verrà pubblicato sul sito www.triboomedia.it e sulle testate giornalisti­che previste da Statuto.

    Dividendo

    Il Consiglio di Ammini­strazione ha, infine, de­liberato di proporre all’Assemblea la distri­buzione di un dividendo unitario ordinario, al lor­do delle ritenute di leg­ge, pari a 0,12750 euro per azione, per un totale di 2.030.628,75 di euro, con data stacco cedola il 2 maggio, data di regi­strazione (“record date”) il 3 maggio e data di pa­gamento dividendo il 4 maggio 2016.

  • Fcp-Assointernet: a febbraio pubblicità online a 36,193 milioni, +4,1%

    DailyNet 31/03/2016

    A febbraio la pubblicità online torna a crescere in modo abbastanza deciso. Lo certifica Fcp-Assointer­net, secondo cui, rispetto all’omolgo mese dell’an­no scorso, il giro d’affa­ri è aumentato del 4,1% a 36,193 milioni di euro. Nel dettaglio il Web è calato dell’1,7% a 32,493 milioni mentre il Mobile ha cono­sciuto una crescita di poco superiore al 200% a quota 2,759 milioni. Un dato sicu­ramente incoraggiante che però segnala ancora il pre­dominio dei colossi hi tech come Google e Facebook, sul fronte della raccolta mo­bile, anche se la quota del mezzo sugli investimenti online passa al 7,6%. Trend positivi anche per Tablet, +39,5% a 342mila euro, e Smart Tv/Console, +117,8% a 148mila euro. Nei due mesi la raccolta totale è ar­rivata a quota 62,391 milio­ni di euro, un risultato in in­cremento del 2,2% sul pari periodo del 2015. “Dopo il risultato sostanzialmen­te flat di gennaio, il fattura­to del mezzo internet mo­nitorato dall’Osservatorio FCP-Assointernet registra a febbraio una decisa cresci­ta facendo segnare +4,1%. Coerente con quello de­gli ultimi mesi l’andamen­to dei diversi device: fles­sione contenuta del Web e progresso consistente del Mobile che triplica il pro­prio fatturato rispetto allo scorso anno incidendo per il 7,6% sul fatturato totale del mese contro il 2,6% del 2015. Anche il dato del fat­turato progressivo è in ter­reno leggermente positi­vo a +2,2%”, ha dichiarato il presidente di Fcp-Assoin­ternet Giorgio Galantis.

  • AOL lancia due nuovi formati pubblicitari video

    DailyNet 31/03/2016

    AOL, a dimostrazione dell’interesse che ha dimostrato nei confronti del comparto video da cinque anni a questa parte investendo circa un miliar­do di dollari, ha lanciato sul mercato due nuovi formati pubblicitari video che da un lato garantiranno molta più visibilità agli inserzionisti mentre dall’altro avranno un interfaccia più user friendly a beneficio dei consuma­tori. Dunque, viewable e user friendly sono i concetti chiave che la socie­tà ha messo sul tavolo a completamento dell’offerta ONE by AOL: Publi­shers, piattaforma lanciata poco tempo fa per far sì che gli editori possano approcciarsi all’intricato mercato dei business media in modo più agevo­le e con soluzioni su misura. Il primo dei due formati, Out-stream palyer, fa si che il video parta quando almeno metà dello stesso è visibile sullo schermo e l’annuncio, che si espande durante la riproduzione, potrà es­sere messo in pausa ogni qualvolta la visibilità scenda al di sotto del 50%. SlideView, invece, è il secondo format targato AOL che permette ai video player in line degli editori di apparire al lato dello schermo in un modo che consente agli utenti di esplorare una pagina senza contenuti che intralci­no la loro experience. In questo modo AOL garantisce una visibilità di cir­ca il 90%, proprio perché i contenuti video andranno ad adattarsi automa­ticamente accanto ai contenuti.

  • Hearst: al via il rollout del CMS proprietario, per scalare l’offerta native

    DailyNet 22/03/2016

    In questi giorni Hearst è giunta al roll out globale di Media OS, il suo CMS pro­prietario nuovo di zecca, svi­luppato tra le sedi di New York e Londra. «Si tratta di un CMS proprietario unico per tutte le nostre properties a li­vello globale, stiamo parlan­do di oltre 250 siti in tutto il mondo», spiega a DailyNet Biagio Stasi, chief digital offi­cer di Hearst Magazines Ita­lia. «Nel nostro Paese, la novi­tà è stata introdotta da poco tempo sul sito di Cosmopoli­tan, e da pochi giorni è parti­ta anche su Gioia. Quindi sarà la volta di Elle e delle altre te­state del gruppo». «Grazie al nuovo strumento, Media OS, sarà molto più facile gestire e controllare l’efficacia di un articolo, potendo monitorar­ne le performance attraverso confronti tra i nostri brand su scala locale e internaziona­le», prosegue Stasi. In prati­ca Media Os si trasformerà in un indicatore di gradimento indispensabile per i giornali­sti, che potranno in questo modo monitorare in manie­ra costante il consenso dei lettori. E sarà anche uno stru­mento indispensabile per gli spender. «Anche i nostri in­serzionisti possono servirse­ne a fini nativi: perché met­tiamo a loro disposizione un sistema avanzato, che per­mette un’approfondita atti­vità di analisi qualitativa del dato per conoscere la no­stra audience, legata tradi­zionalmente a temi come il fashion, il lusso, ma anche il design; insomma, un pub­blico di qualità, spesso dif­ficile da raggiungere», sot­tolinea Biagio Stasi. Il lancio di questa novità riguarda 84 mercati e alcuni test conclu­si con successo negli Sta­ti Uniti.

    Nativesemi-industrialeconil nuovoCMS

    Puntare sul native è una scel­ta abbastanza naturale per un editore come Hearst, spe­cialmente in un momento storico come quello attua­le, in cui l’industry si sta con­frontando con temi come la viewability e l’ad blocking. «In questo senso abbia­mo costruito degli ambien­ti “Shared spaces”, all’interno dei quali il contenuto si co­niuga con gli annunci degli inserzionisti. Con il nuovo CMS riusciamo a scalare la nostra proposta nativa con una soluzione semi-indu­striale, che speriamo possa portare benefici importan­ti a noi, ai clienti e ai letto­ri». Benefici che in Usa, dopo l’introduzione nel mercato di questo strumento, sono già arrivati: l’editore ha affer­mato che le revenue digitali sono aumentate del 35% e i visitatori unici di circa il 50%.Oltre al native, Hearst sta puntando molto sul pro­grammatic: «Lavoriamo con un rtb centralizzato a New York e collaboriamo con le DMP Lotame e Proximic (di proprietà di comScore, ndr)», prosegue Stasi.
    Hero Adv, il formato principe dell’offerta targata Hearst Hearst sta puntando forte su Hero Adv. «Un formato“device neutral”, che grazie alla tecnologia HTML5, non si ridimensiona a seconda del device: la soluzione presenta diversi riquadri spacchettati che si ricompongono in funzione delle esigenze del cliente. Hero Adv offre differenti opportunità: link all’ecommerce, video, social buttons, claim », spiega Stasi. Native, occorre innescare un circolo virtuoso tra i vari attori Stasi, poi, ha voluto sottolineare alcuni limiti, certamente risolvibili, del native nel nostro Paese. «Non critico il mercato, ma sul native siamo in leggero ritardo sia sul fronte consumer sia su quello produttivo. In Usa gli utenti tendono ad apprezzare maggiormente i contenuti in cui viene indicato che un articolo è sponsorizzato, perché l’intera filiera si impegna a restituire un prodotto di valore reale per il consumatore. C’è una grande attenzione alla qualità di uno sponsored post e anche sulle attività di post-analisi, che sono più ampie e articolate: perché non si fermano al mero numero di lettori colpiti, ma indagano anche sulle reazioni e i comportamenti degli stessi. Per un motivo molto semplice: perché per fare un native di qualità, è necessario uno sforzo da parte di editori, utenti e inserzionisti, che porti a un livello superiore il contenuto. In pratica, va innescato un circolo virtuoso».

    L’andamento dei primi mesi dell’anno

    Nonostante una situazione macroeconomica incerta e un mercato digitale che fatica a ritrovare la vitalità dei suoi albori Stasi conclude dicendo: «Il primo trimestre è andato molto bene. In effetti siamo in grande fermento sia per la Milano Fashion Week prima, che per il Salone del Mobile, in arrivo tra pochi giorni». A febbraio il traffico totale siti (Elle, Marie Claire, Cosmopolitan, Gioia, Elle Decor) è salito del 92% sul pari mese del 2015 (fonte Google  Analythics Premium ). Fatturato consolidato a marzo 2016 +30% vs. 2015

  • Commenti Moviemedia esprime perplessità sui dati Nielsen relativi al cinema, richiesto confronto con l’istituto di ricerca e il mercato

    DailyMedia 17/03/2016

    Moviemedia contesta i dati Nielsen. Relativa­mente agli andamenti dei fatturati pubblicitari del mese di gennaio 2016, la concessiona­ria afferma che il -8% attribuito al cinema non sia corretto. Se Mo­viemedia, che rappresenta il 40% del mercato della pubblicità al ci­nema, a gennaio cresce del 25%, «significa che qualcosa non va» afferma Fabrizio Menichella, pre­sidente della concessionaria. Per­plessità che aumenta se la con­cessionaria si confronta con i risultati del 2015, chiuso a +18% a fronte di un consuntivo Nielsen a -4%. «Noi – dice Menichella – co­munichiamo a Nielsen i nostri fat­turati. Non sappiamo cosa faccia­no le altre aziende monitorate, ci chiediamo se i dati comunicati dalle altre tre concessionarie sia­no omologhi e congruenti. Per questo vorremmo un confronto sul tema con Nielsen e con gli al­tri attori del nostro mercato». Per Moviemedia l’anomalia ci deve essere per forza, dato che le con­cessionarie monitorate da Niel­sen – Rai Pubblicità, UCI e Prs per The Space – sono le stesse che fanno parte di Audimovie, con le quali i contatti sono stretti, così come con tutta la filiera del mer­cato. Secondo quanto comunica Moviemedia in una nota, il cine­ma è in crescita continua già dal­lo scorso anno. Le presenze, nei primi 2 mesi del 2016, aumenta­no del 32%, dopo un 2015 chiuso a una media del +9%, e questo dà la spinta anche agli investimenti, in aumento a doppia cifra. «An­diamo incontro a un danno di im­magine serio sia per la nostra so­cietà, sia per il mercato» continua Menichella. A fronte dell’incer­tezza su questo punto, e in atte­sa dell’apertura del tavolo di con­fronto, la Moviemedia ha deciso di interrompere temporaneamente la fornitura di dati a Nielsen “fino a quando non verranno chiarite le modalità di analisi e reperimen­to degli stessi, nei confronti di tut­te le altre concessionarie, che evi­dentemente non sono omologhi e congruenti con il dato reale del­la raccolta pubblicitaria del setto­re”. A questo proposito, la Nielsen fa sapere di aver fissato un incon­tro con FCP che avrà luogo a bre­ve, e in quella sede verranno chia­riti e fugati eventuali dubbi.

  • Dati Internet Gennaio 2016

    I dati di fatturato rilevati dall’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) per il mese di  Gennaio 2016, raffrontati allo stesso periodo del 2015.

    La tabella in allegato: Fatturato per mese per DEVICE/STRUMENTO, evidenzia per il mese di GENNAIO i seguenti dati:

    ·         Web -4,1%

    ·         Mobile +112,3%

    ·         Tablet +55,0%

    ·         Smart TV/Console +135,2%

    TOT. +0,2%

    IL COMMENTO AI DATI DI GENNAIO 2016 DI GIORGIO GALANTIS, PRESIDENTE FCP-ASSOINTERNET:

    “A Gennaio 2016 il fatturato monitorato dall’Osservatorio FCP-Assointernet registra un leggero segno positivo rispetto al 2015, +0,2%. Confermato il trend di crescita del Mobile che beneficia dell’incremento di traffico e servizi su smartphone: nel periodo il fatturato raddoppia rispetto allo scorso anno e raggiunge un’incidenza del 6,7% sul totale, contro il 3,3% del 2015. Il contesto macroeconomico di inizio anno, associato all’onda lunga delle festività natalizie, ha invece influenzato il risultato della componente Web”.

  • A gennaio il mercato pubblicitario online chiude a +0,2%, a 26,3 milioni di euro

    DailyNet 02/03/2016

    Segno appena positivo a gennaio per la pubblicità online, sulla spinta della raccolta mobile. È questa l’evidenza emersa dai dati Fcp-Assointernet rilasciati ieri, per il primo mese dell’anno ha chiuso a +0,2% con un giro d‘affari di 26,3 milioni di euro. A fare la parte del leone è sempre il Web, che cala  del 4,1% a 24,2 milioni di euro. Il Mobile sale del 112,3% per 1,78 milioni di euro. Trend di crescita anche per il segmento Tablet, che a gennaio fa registrare un +55% a 215mila euro; anche Smart Tv/ Console incrementa del 135,2% a 112mila euro. Bisogna sottolineare che i dati Fcp-Assointernet tengono conto della raccolta delle concessionarie  iscritte: Google e Facebook non sono conteggiate. “A gennaio 2016 il fatturato monitorato dall’Osservatorio Fcp-Assointernet  registra un leggero segno positivo rispetto al 2015, +0,2%. Confermato il trend di crescita del Mobile che beneficia dell’incremento di traffico e servizi su smartphone: nel periodo il fatturato raddoppia rispetto allo scorso anno e raggiunge un’incidenza del 6,7% sul totale, contro il 3,3% del 2015. Il contesto macroeconomico di inizio anno, associato all’onda lunga delle festività natalizie, ha invece influenzato il risultato della componente Web”.

  • Dati Internet Dicembre 2015

    I dati di fatturato sono rilevati dall’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) per il periodo Gennaio-Dicembre 2015, raffrontati allo stesso periodo del 2014.

    La tabella in allegato: Fatturato per mese per DEVICE/STRUMENTO, evidenzia per il mese di DICEMBRE i seguenti dati:

    ·         Web -3,7%

    ·         Mobile +87,6%

    ·         Tablet +36,2%

    ·         Smart TV/Console +118,6%

    TOT. +0,5%

    IL COMMENTO AI DATI DI DICEMBRE 2015 DI GIORGIO GALANTIS, PRESIDENTE FCP-ASSOINTERNET:

    “Per le Concessionarie associate FCP-Assointernet Dicembre si conferma il mese più rilevante per fatturato, con un’incidenza dell’11,5% sul totale. Il leggero incremento rispetto al 2014 rappresenta dunque un risultato positivo che porta la chiusura 2015 a -0,7%. Per il web monitorato dall’Osservatorio l’anno appena concluso è stato caratterizzato da un andamento non lineare con un progressivo recupero nel secondo semestre, che registra una crescita dell’1,4% rispetto al 2014. Molto positivo il risultato della componente “Mobile” cresciuta del 26% nell’anno, con un incremento della propria quota sul fatturato totale che raggiunge il 5,9% rispetto al 4,7% del 2014”.

     

  • Condé Nast, obiettivo 23 milioni di utenti nel 2016. Per il prossimo 22 febbraio in arrivo il nuovo sito di Vogue

    DailyNet 04/02/2016

    Condé Nast affronta il 2016 con un patrimonio di 20 mi­lioni di utenti unici, e l’obiet­tivo di crescere a 23 milio­ni entro la fine dell’anno. La convention di martedì scor­so, rivolta alla community de­gli investitori, ha offerto l’oc­casione per fare il punto sulla potenza di fuoco rappresen­tata dal gruppo guidato dal presidente e amministratore delegato Giampaolo Grandi in ambito digitale. Nel 2015 gli utenti sono cresciuti del 45% rispetto all’anno prece­dente; sui 20 milioni com­plessivi generati dal “sistema” Condé Nast, 15 milioni sono donne, così che il gruppo ha raggiunto la leadership sul target femminile. Sul fron­te delle video views la Con­dé Nast è a quota 16 milioni medi mensili, con l’obiettivo, quest’anno, di salire a 20 mi­lioni. La social audience oggi ammonta a 10 milioni di fan, la stima di crescita 2016 è 12 milioni. La prima iniziati­va editoriale in ambito web è il lancio, il prossimo 22 feb­braio, del nuovo sito di Vo­gue, che adotta il formato basato sui frame per garan­tire alta qualità sia a livello di contenuti soprattutto fo­tografici, sia a livello di na­vigazione. Ne ha parlato Fe­dele Usai, direttore generale di Condé Nast, «Inauguria­mo il primo sistema di navi­gazione qualitativa in Italia». In ambito femminili, il d.g. ha raccontato i risultati del­la piattaforma digitale di Gla­mour lanciata nel marzo del 2015, focalizzata sul mon­do del beauty, che ha ge­nerato 25mila utenti profila­ti. Usai ha anche parlato del sistema maschili: «GQ, Wi­red e Uomo Vogue genera­no oltre sei milioni di utenti unici». Wired, che dallo scor­so giugno si è trasformato in un semestrale da collezio­ne, punta sempre di più sul web. Dal prossimo maggio Wired.it accoglierà Ars Tech­nica (arstechnica.com), sorta di Bibbia della tecnologia edell’innovazione.

  • Fcp-Assointernet: investimenti online 2015 a quota 463 milioni di euro

    DailyNet 03/02/2016

    Un 2015 in chiaroscu­ro quello della pubblici­tà online che chiude con un giro d’affari di poco su­periore a 463 milioni di euro, secondo quanto in­dicano i dati Fcp-Assoin­ternet rilasciati nella gior­nata di ieri. Un risultato in contrazione dello 0,7% ri­spetto ai 466,876 milio­ni fatti segnare nel 2014 e che non tiene conto della raccolta dei colossi hi tech che sulla base delle anali­si del Politecnico rivela­te in occasione dell’ulti­mo Iab Forum di Milano, quindi condotte con me­todologie differenti, può essere stimata in una for­chetta tra 1,4 e 1,6 miliardi di euro, con Google intor­no a 1 miliardo e i vari Fa­cebook, Twitter, Microsoft (con le sue properties ora in concessione ad AOL, che aderisce a FCP) a spar­tirsi il resto della torta, con il social di Mark Zucker­berg in netto vantaggio sugli inseguitori. Dun­que, anche internet pare essersi fermato. Un feno­meno dovuto non tanto alla domanda, la cui quo­ta incrementale finisce quasi esclusivamente nel­le tasche di Google e Fa­cebook, quanto all’offerta delle concessionarie “tra­dizionali” che, oltre a sof­frire la concorrenza degli over the top, faticano non poco a individuare nuove fonti di monetizzazione e nuovi modelli per man­tenersi in contatto con i propri utenti sempre più multipiattaforma e sfug­genti. Come dimostrano i recenti esempi di AMP e Instant Articles (le piat­taforme mobile di news di Big G e Facebook): non è un caso che i publisher abbiano manifestato inte­resse per queste soluzio­ni, che vanno a semplifi­care l’esperienza utente e riescono con molta più efficienza a creare punti di contatto tra le testate e le loro audience cross-de­vice, con il mobile al cen­tro. Ed è proprio su questo fronte che si gioca la vera sfida degli editori: un set­tore che nel 2015 è valso il 21% del mercato (fonte Politecnico di Milano) ma in cui l’inerzia è, ancora una volta, tutta dalla par­te di Facebook e Google, con gli editori FCP che fa­ticano a trovare soluzioni per monetizzare oppor­tunamente gli spazi adv su questo canale che per loro vale appena il 5,9%, o poco più di 27 milioni (FCP). Una quota in cre­scita ma che appare an­cora troppo limitata guar­dando al tempo speso su questi dispositivi. Non va molto meglio sul fronte video, notevolmente sbi­lanciato in favore delle aziende californiane: Go­ogle controlla YouTube mentre dalle parti di Men­lo Park hanno appena fat­to sapere che sul social vengono visualizzate 100 milioni di ore di video al giorno a livello globale.

    Le sfidedelmercato

    Per quanto riguarda la domanda, c’è poco da dire: i prodotti di Face­book e Google sembra­no funzionare e soprat­tutto attraggono masse critiche di utenza, oltre a offrire target più profi­lati. Vale per tutti quanto dichiarato da Sir Martin Sorrel, che ha confer­mato anche per il 2016 l’intenzione da parte di Wpp, di cui è ceo, di con­tinuare ad aumentare a livello globale la spe­sa su Facebook e Goo­gle. Una scelta che non sorprende più di tanto. Gli editori italiani, com­presa la coda lunga, e le rispettive concessio­narie non sembrano, al­meno nel breve termi­ne, in grado di colmare questo gap. Tra le solu­zioni più spesso auspi­cate vi è la necessità di fare sistema, uno scena­rio che, fatti salvi pochi esperimenti rimasti più o meno tali, finora non ha mostrato di poter co­stituire una valida alter­nativa all’offerta prove­niente dai giganti Usa. E non è un problema solo italiano.

    Venendo ai dati, internet a dicembre ha segnato una leggera crescita dello 0,5%, con il Web a -3,7%, il Mobile a +87,6%, il segmento Tablet a +36,2% e Smart Tv/Console a +118,6%, a certificare lo spostamento dei budget su mobile anche sul fronte delle concessionarie FCP. “Per le concessionarie associate FCP-Assointernet dicembre si conferma il mese più rilevante per fatturato, con un’incidenza dell’11,5% sul totale. Il leggero incremento rispetto al 2014 rappresenta dunque un risultato positivo che porta la chiusura 2015 a -0,7%. Per il web monitorato dall’osservatorio l’anno appena concluso è stato caratterizzato da un andamento non lineare con un progressivo recupero nel secondo semestre, che registra una crescita dell’1,4% rispetto al 2014. Molto positivo il risultato della componente “Mobile” cresciuta del 26% nell’anno, con un incremento della propria quota sul fatturato totale che raggiunge il 5,9% rispetto al 4,7% del 2014”, sottolinea il presidente di FCP-Assointernet, Giorgio Galantis.