Autore: FCP

  • Ricerche Con Radiocompass, Mindshare spiega il potenziale del mezzo, efficace ma ancora non del tutto valorizzato

    DailyMedia  6/05/2015

    La radio italiana è un mezzo pieno di prerogative, ma ancora non riesce a esprimere tutto il suo potenziale. Colpa di un mercato pubblicitario che ancora non la valorizza abbastanza: per questo Mindshare ribadisce il proprio sforzo a sostegno del mezzo con la seconda edizione di Radiocompass, la ricerca sull’efficacia della radio che è stata presentata ieri a Milano nell’ambito del ciclo di conferenze Purple Program. Quest’anno c’è una doppia novità: la partecipazione di Fcp-Assoradio, che ha coinvolto i concessionari di pubblicità radiofonica; e la collaborazione di GfK che ha messo a disposizione la propria indagine Sinottica Total Single Source panel 2014 per effettuare analisi incrociate di vario genere, tra cui valutare i comportamenti dei consumatori esposti agli spot radiofonici. La partecipazione di Fcp è, come ha spiegato il presidente Massimo Martellini, coerente con la strategia di essere presente su molti tavoli, e nella componente radiofonica, rappresentata  da Paolo Salvaderi, testimonial’impegno del comparto a sostegno dell’iniziativa. Nello specifico, le concessionarie che aderiscono sono: Gruppo Finelco, A.Manzoni & C., Mediamond, Openspace Pubblicità, Rai Pubblicità, Rds Advertising, System 24. Il ceo di Mindshare Roberto Binaghi ha aperto i lavori ricordando alcuni dati. Negli ultimi due anni la radio è il mezzo  che è cresciuto di più, sviluppando una reach sempre oltre il 70% sulle fasce d’età dai 18 ai 44 anni, e tenendo sulle fasce più mature. Ciononostante, gli investimenti sul mezzo gravitano sempre intorno ai 400 milioni di euro, un terzo del fatturato stimato di Google, nonché il più basso ricavo pubblicitario tra i big five europei (Germania, Francia, UK, Spagna, Italia) e il più basso investimento pro capite, sette euro. Per non parlare della quota di mercato, scesa di un punto percentuale dal 2007 a oggi, passando dal 6,6% al 5,6%. «Abbiamo del lavoro da fare – commenta il presidente di Fcp-Assoradio Salvaderi – per valorizzare il mercato, e non puntare sempre e solo a una politica dei prezzi. E’ un impegno che ci dovremmo prendere tutti, concessionarie e clienti». A Silvio Siliprandi, ceo di GfK, il compito di far emergere il carattere relazionale del mezzo radiofonico: più di altri media, e in particolare quasi sempre più del web, la radio è capace di mettere di buon umore, di essere degna di fiducia e di Silvia Antonini infine di essere fruibile   ovunque (cresce l’ascolto mobile e da pc dal 2012 a oggi). La radio crea con il proprio ascoltatore un forte legame e genera sentimenti molto positivi. Inoltre, l’estensione della radio sul web ha fatto sì che la curva d’ascolto si omogeneizzasse in un peak time costante, mentre fino a poco tempo fa i due momenti topici erano la mattina e all’uscita dal lavoro. Per quanto riguarda le pianificazioni, la radio risulta particolarmente efficace per colpire il target dei light tv viewers, persone che guardano la tv circa 1 ora e 21 minuti, che però sono buoni ascoltatori della radio, come hanno dimostrato le case history presentate da Marco Brusa, head of strategy & research di Mindshare, dedicate all’uso della radio in alcune campagne pubblicitarie, tra cui Danacol. Tra l’altro, questi ascoltatori della radio sono anche buoni utenti del web: il 53,4% dei navigatori incalliti ascoltano, ma “solo” il 40% guarda la tv e il 38,7% legge i giornali. Sempre secondo i dati GfK, al crescere dell’esposizione alla campagna radio cresce la reach del brand direct. Tra coloro che sono stati esposti alla comunicazione radio tra le 6-10 volte la quota di visitatori al sito del brand assicurativo risulti essere doppia rispetto a coloro che non sono stati esposti (campione di controllo). Questo dato cresce più di tre  volte nel caso in cui il numero di esposizioni sia almeno di 11 volte. Ciò si è reso possibile grazie alla rilevazione personale e passiva dell’ascolto radiofonico tramite People Meter GFK e della navigazione online tramite Web Software Tracker GfK.

  • Radiocompass 2015: la radio è efficace, sull’immagine e sulle vendite

    ADVExpress 5/5/2015

    La radio ha vissuto un primo trimestre da incorniciare (+6,2% sul 2014) e sta progressivamente recuperando qualche piccolo punto di quota sul totale investimenti. Ma non basta: la seconda edizione dello studio Radiocompass, organizzata da Mindshare in collaborazione con le concessionarie aderenti a FCP-Assoradio e Gfk, intende promuovere una maggior conoscenza del mezzo, sfatandone i luoghi comuni e dimostrandone ancora una volta l’efficacia sia in termini di brand awareness che di vendite.
    La radio ha chiuso la raccolta pubblicitaria del primo trimestre a quota +6,2% sullo scorso anno (vedi news correlata), e la sua ‘salute’ è confermata dai dati di ascolto. Eppure, ‘schiacciato’ da un lato dalla forza della Tv e dall’altro dalla dirompente crescita del web, negli ultimi anni il mezzo ha raccolto sicuramente meno di quanto meritasse. Per questa ragione, già lo scorso anno Mindshare ha ideato Radiocompass, uno studio/evento mirato a dimostrare una volta per tutte l’efficacia del mezzo.

    Oggi a Milano (con replica giovedì a Roma) sono stati presentati i risultati della seconda edizione che si è avvalsa della collaborazione di FCP-Assoradio e di tutte le principali concessionarie radiofoniche: Gruppo Finelco, A.Manzoni & C., Mediamond, Openspace Pubblicità, RaiPubblicità, Rds Advertising, System 24. Radiocompass 2015 ha beneficiato inoltre del supporto di GFK Eurisko, che ha consentito di effettuare analisi uniche sul mercato grazie alla single source proprietaria, correlando l’effettivo ascolto del mezzo con una serie di azioni svolte dai consumatori in funzione della loro esposizioni agli spot radiofonici.

    Aprendo i lavori, Roberto Binaghi CEO e Chairman di Mindshare, confermando il trend positivo dell’ascolto nel quarto d’ora medio, ha illustrato alcuni aspetti poco noti al mercato ma particolarmente rilevanti per esprimere la forza del mezzo su alcuni segmenti: la reach quotidiana e il tempo speso sul mezzo, che portano la radio a essere uno dei primi mezzi sui target centrali, la sua crescente penetrazione sul totale popolazione (dal 65% all’84% fra il 2002 e il 2015, secondo il Censis), il suo ‘spostamento’ verso altri mezzi (dalla tv digitale terrestre al web e al mobile)…

    “La radio ha solidi fondamentali e tiene su tutti i target commerciali – ha osservato Binaghi -, ma la sua raccolta (406 milioni nel 2014) è pari a un nono di quella televisiva, a un terzo di quella di Google, e alla fine di quest’anno sarà pari a quella della sola Facebook… Se lo scorso anno ci siamo impegnati a sfatare 6 luoghi comuni che hanno condizionato fino ad oggi clienti, quest’anno vogliamo continuare il nostro percorso dimostrando definitivamente l’efficacia del mezzo”.

    LA FORZA DELLA RELAZIONE

    Nel corso del suo primo intervento, Silvio Siliprandi, CEO di GFK, ha sottolineato come in un mercato dei media sempre più frammentato il problema non sia più la copertura del target ma la frequenza con cui lo si raggiunge: ciò che serve ai mezzi per vincere è un legame profondo con i propri utenti, e sotto questo punto di vista la radio è vincente.

    Siliprandi ha evidenziato tre grandi aree che definiscono la relazione tra ascoltatori e radio:

    • l’accessibilità: oltre alle tradizionali modalità di ascolto si sta infatti sempre più diffondendo la fruizione su device mobili;

    • la profondità della relazione, in quanto considerata una “presenza amica” che aiuta a rilassarsi e migliora l’umore;

    • la sua credibilità e il ‘patto’ che porta gli ascoltatori a fidelizzarsi con la propria emittente di fiducia.
    Il Ceo di Gfk ha quindi spiegato che l’estensione della radio sul web (fruizione da mobile/podcast/social network) le permette di garantire agli investitori un peak time costante, anche nelle fasce durante le quali, secondo le ricerche di base che considerano solo l’ascolto tradizionale, il mezzo sarebbe meno performante.

    Infine, ulteriore punto di forza è la capacità della radio di vivere sul territorio e nel fuori casa: nel 2014 sono stati oltre 450 gli eventi (proprietari, musicali, tourneé, festival e fiere, mostre, partnership sportive e molti altri ancora) legati al mondo radiofonico. E il 13% della popolazione italiana vi ha preso parte.

    ‘ROI MENTALE’ E ‘ROI FATTUALE’: BRAND AWARENESS E VENDITE

    Sulla performance pubblicitaria del mezzo si è soffermato Marco Brusa, Head of Strategy & Research di Mindshare, che ha ripreso l’analisi dei Light Tv Viewers già esaminati lo scorso anno integrandola con i dati messi a disposizione da Gfk attraverso la banca dati STP (Total Single Source Panel).

    “Sul segmento degli Heavy Tv Viewers – nota Brusa – che trascorre 7h 29minuti al giorno di fronte allo schermo, la copertura cresce e tende a saturarsi rapidamente: sui Light Tv Viewers (1h 21m davanti al video) invece, anche ad alte soglie di pressione pubblicitaria, le coperture efficaci faticano a raggiungere livelli soddisfacenti. Per riequilibrare le coperture su questo secondo segmento gli investitori hanno quindi l’opportunità di allargare il media mix: la radio, tanto quanto il web, può soddisfare questa esigenza”.

    Citando diverse case history, Brusa ha confermato come le rilevazioni di awareness dimostrino che la radio porta incrementi significativi sui basso esposti al messaggio televisivo.

    “Attraverso la Total Single Source Panel di GFK abbiamo verificato come le persone effettivamente esposte al comunicato radio si siano attivate acquistando i prodotti sentiti in comunicazione radio.Nel caso Colussi, un planning solo radio ha mosso in modo significativo la quota di mercato sugli esposti al messaggio radio; nel caso Danacol, la radio è stata pianificata in sinergia con la Tv per correggere la comunicazione su un target secondario, più giovane rispetto al primario. Anche in questo caso i risultati sono stati positivi: gli esposti alla campagna radio hanno acquistato il prodotto incrementando la quota di mercato”.

    L’EFFICACIA DELLA RADIO NEL DIRECT

    Nell’intervento conclusivo della presentazione, Siliprandi ha mostrato alla platea le ragioni per cui la radio è un mezzo efficace per i clienti che operano nei mercati direct.

    Grazie alla rilevazione personale e passiva sia dell’ascolto radiofonico tramite People Meter GFK, sia della navigazione online tramite Web Software Tracker GFK, per la prima volta è stato misurato il ‘journey digitale’ delle persone effettivamente esposte alla comunicazione di un brand appartenente alla categoria assicurazioni dirette.
    “I risultati mostrano come tra coloro che sono stati esposti alla comunicazione radio tra le 6 e le 10 volte, la quota di visitatori al sito del brand assicurativo è risultata doppia rispetto ai non esposti (campione di controllo). Questo dato cresce più di tre volte nel caso in cui il numero di esposizioni sia almeno di 11 volte. Dalla Total Single Source Panel emerge come vi sia una spiccata propensione da parte di chi naviga su internet tutti i giorni ad abbinare la fruizione del mezzo radio (52,3%), offrendo alle aziende interessanti spunti in fase strategica e di definizione del media mix.

  • Mercato La spesa sulla radio cresce del 7,7% a marzo; trimestre a +6,2%

    DailyMedia 30/04/2015

    La spesa della pubblicità  nazionale sulla radio aumenta a marzo del 7,7% rispetto allo stesso mese del 2014.

    A renderlo noto è stato ieri l’Osservatorio FCP-Assoradio. Il fatturato è stato pari a 29.155.000,00 euro. “Le rilevazioni dell’Osservatorio FCP-Assoradio del primo trimestre mostrano che gli investimenti pubblicitari sul mezzo radio crescono per il terzo mese consecutivo portando il progressivo al +6,2%”, commenta Paolo Salvaderi, presidente di FCP-Assoradio. “Questo vuol dire che la quota della radio sul totale  degli investimenti pubblicitari è aumentata. La vitalità del mezzo è anche il frutto del dinamismo delle strutture di vendita.  Con la seconda edizione di RadioCompass, presentazioni il 5 maggio a Milano e il 7 a Roma, le concessionarie FCP-Assoradio hanno nuovamente investito nella ricerca. Obiettivo fornire al mercato dati e informazioni per una pianificazione sempre più mirata”.

  • Nomine ADS Srl: Azzurra Caltagirone nuovo presidente

    DailyMedia 30/04/2015

    L’Assemblea dei soci di ADS Accertamenti Diffusione Stampa, riunitasi martedì scorso, ha eletto Azzurra Caltagirone nuovo presidente di ADS Srl, nominando il CdA per il triennio 2015/2017. Ne fanno parte: su designazione di Fieg Azzurra Caltagirone (Presidente), Francesco Dini, Giuseppe Ferrauto, Carlo Mandelli, Carlo Perrone, Luca Traverso e Donatella Treu; su designazione di FCP: Massimo Martellini; su designazione di UPA: Giovanna Maggioni, Vittorio Meloni, Andrea Imperiali e Raffaele Pastore; su designazione di AssAP Servizi: Stefano Del Frate e Vita Piccinini; su designazione di Unicom: Gianluca Bovoli.

  • Mindshare e FCP presentano Radiocompass 2015 Edition, studio sulla radio e sui benefici della sua pianificazione

    ADVExpress 28/4/2015

    La presentazione dello studio è in programma martedì 5 maggio a Milano e giovedì 7 maggio a Roma. “L’impianto di quest’anno si prefigge l’obiettivo di evidenziare i benefici che una pianificazione radiofonica è in grado di generare non solo in termini Media, ma anche e soprattutto di business che, in una situazione di mercato complessa come quella attuale, diventa un tema centrale nelle strategie delle aziende. A distanza di un anno abbiamo rifatto il check-up del mezzo constatandone l’ottimo stato di salute confermandone la capacità di aumentare l’efficacia di ogni altro mezzo all’interno della strategia di comunicazione e, infine, definendo con precisione la relazione che lega l’ascoltatore alla radio. Sono stati misurati KPI rilevanti come il ROI Mentale (capacità della Radio di lavorare su awareness e immagine del brand) e il ROI Fattuale (legato alle performance sulle vendite), per chiudere con il digital journey che vede una stretta sinergia e relazione tra audience radiofonica e navigazione sul web ” spiega Roberto Binaghi, Ceo e Chairman Mindshare.

    Nuovo appuntamento con Radiocompass: martedì 5 maggio a Milano (sede Sole 24ore, via Monterosa, ore 10.00) e giovedì 7 maggio a Roma (Forum Music Village, Piazza Euclide 34, ore 16.30) verrà presentata Radiocompass 2015, la naturale evoluzione dello studio condotto lo scorso anno che aveva sfatato alcuni dei principali luoghi comuni legati alla radio, evidenziando l’efficacia del mezzo.

    Parte degli eventi di Purple Programm – il percorso di appuntamenti ideato da Mindshare in occasione del quale condividere opinioni e punti di vista con clienti e opinion leader – l’edizione 2015 di Radiocompass vede la partecipazione di FCP Assoradio, che ha aggregato le principali emittenti radiofoniche e la presenza tra i relatori di Silvio Siliprandi, Ceo GFK Eurisko.

    Interverrà anche Giovanna Maggioni, Direttore Generale UPA, che porterà il punto di vista e le aspettative degli investitori.

    “L’impianto di quest’anno è ancora più ambizioso e si prefigge l’obiettivo di evidenziare i benefici che una pianificazione radiofonica è in grado di generare non solo in termini Media, ma anche e soprattutto di business che, in una situazione di mercato complessa come quella attuale, diventa un tema centrale nelle strategie delle aziende. A distanza di un anno abbiamo rifatto il check-up del mezzo constatandone l’ottimo stato di salute dovuto anche alla sua attitudine ad adeguarsi al mutato scenario media, confermandone la capacità di aumentare l’efficacia di ogni altro mezzo all’interno della strategia di comunicazione e, infine, definendo con precisione la relazione che lega l’ascoltatore alla radio. Sono stati misurati KPI rilevanti come il ROI Mentale (capacità della Radio di lavorare su awareness e immagine del brand) e il ROI Fattuale (legato alle performance sulle vendite), per chiudere con il digital journey che vede una stretta sinergia e relazione tra audience radiofonica e navigazione sul web ” dichiara Roberto Binaghi (nella foto 1), Ceo e Chairman Mindshare.

    “Radiocompass indaga la capacità della Radio di innovare e rinnovarsi, adattandosi ad un contesto media in rapida evoluzione. Le valenze social, la portabilità. Ne evidenzia infine la capacità di inserirsi efficacemente in qualunque media mix aumentando l’efficienza degli altri mezzi, tradizionali e digitali” dichiara Paolo Salvaderi (foto 2), Presidente FCP- Assoradio. “Lo studio di quest’anno si è svolto con il coinvolgimento di GFK Eurisko, partner che ci ha consentito di effettuare analisi uniche sul mercato grazie alla single source proprietaria.La Banca dati unica ci ha permesso di correlare l’effettivo ascolto al mezzo con una serie di azioni svolte dai consumatori in funzione della loro esposizioni agli spot radiofonici. Il successo della precedente edizione ha fatto sì che ai partner dello scorso anno se ne siano aggiunti altri, conferendo ulteriore valore e peso all’iniziativa: a tale proposito un ringraziamento particolare va ad FCP-Assoradio che ha sostenuto Radiocompass aggregando le principali emittenti radiofoniche”- conclude Binaghi.

    “Come Presidente FCP-Assoradio voglio sottolineare la volontà delle Concessionarie associate di fornire agli investitori elementi sempre nuovi di conoscenza del mezzo. La vitalità della Radio è dimostrata anche dalla vitalità delle strutture di vendita, protese all’ascolto del mercato e delle sue mutate esigenze. Quest’anno le partecipanti a RadioCompass sono sette, Gruppo Finelco, A. Manzoni & C., Mediamond, Openspace Pubblicità, Rai Pubblicità, Rds Advertising, System 24. Grazie ad esse FCP-Assoradio e
    Mindshare, con Gfk Eurisko, hanno dato vita a RadioCompass”- conclude Salvaderi.

  • Appuntamenti Al Publisher Day si accendono prepotentemente i riflettori sulla viewability

    DailyNet 27/04/2015

    Una giornata dedicata alla formazione e allo scambio di esperienze con l’obiettivo di educare gli editori e tutta la filiera operativa nel digital advertising. Un utile confronto sulle diverse tematiche che animano il settore, con un occhio di riguardo sulla viewability, un concetto destinato a far parlare di sé e a portare dei cambiamenti al comparto. In due parole il Publisher Day. L’evento, arrivato alla quarta edizione, si è svolto presso la sede della Nazione a Firenze con la regia di Simply Adv. Ad aprire i lavori l’a.d. Roberto Barberis, che ha sottolineato come lo sviluppo tecnologico interno sia uno degli asset principali di Dada, di cui Simply Adv fa parte, da quando è nata nel 1995. «Oggi possiamo vantare un network di 12.500 publisher, costituito per il 95% da pmi editoriali. SI tratta di un dato che riflette la nostra filosofia di business. Il focus  della nostra attività è lo sviluppo di Dashboard Publisher, la nostra piattaforma, il più grande aggregatore di traffico italiano a livello nazionale, completamente automatizzata e caratterizzata da un elevato livello tecnologico, che permette agli editori di avere un grande controllo sui ricavi che generano. L’unica cosa manuale che facciamo è l’approvazione dei siti». Il Publisher Day coincide con i quattro anni di Barberis al timone di Simply Adv e rappresenta il continuum di un importante lavoro di formazione svolto in tutti questi anni, «Con l’obiettivo di offrire ai publisher il sentiment e le richieste della domanda parlando in modo diretto e affrontando tutte le evoluzioni. I publisher hanno una vasta scelta per valorizzare i propri prodotti con Simply Adv e credo che ciò abbia portato a una base publisher davvero importante, fidelizzata e in forte crescita. Siamo l’unica realtà italiana a mettere in contatto in modo sistematico domanda e offerta». Gruppo Dada entra nel capita le di 4w MarketPlace con una quota del 25% Poi Barberis ha sorpreso la platea con l’annuncio del rilevamento di una quota del 25% di 4w MarketPlace da parte di Dada. L’operazione s’inserisce nella strategia del gruppo di presenza e visibilità delle in rete delle Pmi, cuore pulsante dell’offerta del gruppo. In base all’accordo il ramo d’azienda di Dada relativo al programmatic ProAdv/Simply confluirà in 4w MarketPlace. L’ingresso avviene attraverso un aumento di capitale del 25%, pari a 2,1 milioni di euro, e farà di Dada il secondo socio dell’azienda, partecipata anche da Digital Magics, Principia Sgr e dai soci fondatori. Barberis diviene amministratore delegato mentre Gabriele Ronchini assume la carica di presidente esecutivo. A proposito dell’operazione Barberis ha dichiarato: «Grazie all’ingresso nel capitale di 4w MarketPlace diamo vita al più importante aggregatore di offerta italiano. Adesso l’offerta  potrà disporre di un unico interlocutore che lavora su un’ampia piattaforma di prodotti. Insomma adesso c’è una forza unica sul mercato, in grado di apportare traffico, tecnologia ed esperienza, sia lato publisher sia lato advertiser». Gli fa eco Gabriele Ronchini: «Il focus rimarrà sullo Stivale, perché il nostro Paese può dare tanto e unendo le forze sono sicuro che cresceremo ancora di più. Non lo nego: con Dada c’è una grande sinergia organizzativa e di business. L’operazione è nata verso la fine dell’anno scorso in modo del tutto naturale: le nostre offerte si completano. Da un lato, infatti, 4w ha sempre lavorato come network su editori premium e di stazza intermedia. Simply partiva da  quest’ultimi – ero e proprio anello di congiunzione – per arrivare alla codalunga. E poi l’integrazione  tecnologica ha rivestito un ruolo importante: noi siamo nati con formati legati al native mentre loro sono forti sul mondo display  e video. A quel punto l’unione degli editori, dei formati e delle tecnologie fanno diventare 4w MarketPlace l’ad network per definizione. La nostra idea è quella di lavorare come unica azienda. Di qui la volontà di avere Barberis come amministratore delegato. Con l’ingesso di Dada ereditiamo un’ulteriore sede, Firenze, che si va ad aggiungere a quelle di Milano, Roma e Fisciano, in provincia di Salerno. Sono convinto che il mettere insieme due realtà così eccellenti e per molti versi simili sarà un moltiplicatore di business e non una somma». Nel 2014 4w MarketPlace ha registrato ricavi per 4,4 milioni di euro. Sono stati 2,4 milioni di euro i ricavi di ProAdv/Simply nel 2014. Quando viewability e metriche in grado di validare la target audience risolvono i problemi di sostenibilità della  pubblicità branding Uno dei problemi fondamentali della pubblicità branding è la sua sostenibilità economica, perché le inventory sono illimitate. Il loro valore, dunque, tende allo zero mentre solo le risorse scarse possiedono un valore economico. È partito da questa premessa l’intervento di Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers/com- Score Italia, venerdì scorso al Publisher Day. «Per risolvere questa problematica sono stati individuati  due principi teorici: la necessità di misurare le impression visualizzate e l’esposizione reale e non le impression erogate, una filosofia che porta scarsità e quindi valore; e basare l’online advertising su metriche in grado di validare la target audience e che guidino il confronto con gli altri mezzi. Si tratta di un’evoluzione importante e pensiamo che comScore, da sempre al timone dell’innovazione, possa accompagnare il mercato in questa trasformazione, che però rischia di generare confusione. D’altra parte il mondo della pubblicità web è sempre più variegato, tecnologicamente  complesso e vasto e la qualità rappresenta il vero elemento per affermarsi all’interno di questo contesto». Alla luce di ciò il tema della misurazione delle campagne assume una grande importanza. Ma come si fa a misurare l’efficacia di una campagna? «Occorre comprendere se l’advertising è stato effettivamente visto e se è stato colpito il target giusto».

    Viewability

    Sul fronte della viewability esistono dei parametri di validazione differenti: vCE considera viste le display di cui sia stato illuminato almeno il 50% dei pixel per almeno un secondo e i video di cui sia stato illuminato almeno il 50% dei pixel per almeno due secondi. Per i Large Format, c’è viewability quando viene visualizzato il 30% dei pixel per almeno un secondo. Ci tengo a precisare che non esistono metriche per quanto riguarda il mobile ma solo un orientamento comune: per il mobile browsing si usano i medesimi parametri del desktop mentre la pubblicità in-app è considerata in-view. Una bella grana se si pensa che l’80% del traffico su smartphone e tablet è appannaggio delle applicazioni.

    E il mercato delle app è davvero molto selettivo«. Quindi Angelini ha spiegato che il 100% di viewability è un’utopia: la  reazione degli utenti è velocissima e inferiore a un secondo; e poi c’è tutto il problema del traffico umano: in questo caso devo dire che l’Italia  è messa bene perché il suo impatto è bassissimo, tra lo 0 e l’1% del totale. «Il tracciamento  del traffico non umano è uno dei cavalli di battaglia di com- Score e crediamo che questo cresca man mano che il programmatic acquisisce quote di mercato. Non è una sorpresa, infatti, che il livello di in-view delle impression in Italia si attesti attorno al 47% mentre in Uk è inferiore al 40%. Tenete presente però che questi sono livelli medi: il tasso di in-view muta notevolmente da industry a industry ». Ma quali sono i fattori che influenzano la viewability?

    «Gli editori devono porre grande attenzione alla qualità complessiva del sito e in questo senso i publisher premium sono favoriti, è inutile negarlo. E devono anche considerare che inventory limitate favoriscono la viewability. Insomma il sovraffollamento pubblicitario non è la strada da seguire. Infine bisogna stare attenti ai tassi di rimbalzo e al comportamento di chi naviga, un rischio e quindi non controllabile ».

    In-Target

    Se il 100% della viewability non è un obiettivo realistico non lo è nemmeno quello che vuole che la pubblicità sia 100% in target.

    Perché? «Sono diversi i fattori: le procedure di registrazione demografiche non sono sempre accurate; e ancora perché 1 pc su 2 è condiviso e quindi il rischio di mostrare ads alle persone sbagliate è tangibile. Inoltre, alcuni target

    sono ricostruiti inferendo le variabili socio-demo dalle tipologie di contenuti visitati ». Qualsiasi panel di validazione del target è distorto per natura ma l’unico modo per correggerlo è quello di integrare più fonti, con un modello aperto, che permette a più editori di partecipare. Qual è il livello di in-target medio in Italia? «E’ pari al 48,2% ma

    il dato dipende da come il target stesso viene definito dagli investitori». Quindi Angelini ha voluto sottolineare come comScore sia leader nella compliance agli standard e come vCE abbia il maggior livello di certificazione dai maggiori

    organismi di controllo internazionali su più parametri. «Non tutti i sistemi di misurazione sono uguali: la nostra tecnologia è supportata da investimenti veramente importanti».

    La case Simply

    Come ha spiegato in precedenza Angelini, quando si parla di viewability i publisher premium si trovano in una posizione di vantaggio. «Eppure, analizzando il network di editori Simply, è emerso che solo un terzo di questi si trova

    indietro su questo fronte mentre gli altri sono allineati alla media di mercato, con alcuni casi di eccellenza. E, comunque, con il progressivo affermarsi del programmatic, la codalunga – l’anima di Simply – potrebbe guadagnarci. E

    sempre sulla base della nostra analisi su alcune campagne sul network Simply  è emerso che la sua capacità

    di raggiungere il target corretto è al di sopra della media Emea, con livelli  talvolta superiori del 20%.E se c’è viewability, questo valore si paga». In sintesi Fabrizio Angelini non ha dubbi: «Il mercato sta cambiando e le metriche

    di post valutazione sono uno strumento fondamentale per chi opera nel mondo dell’advertising online. E saranno sempre più integrate con le metriche di pianificazione».

    Il proseguo dell’evento

    Sempre Angelini ha moderato la tavola rotonda  «La campagna perfetta» sull’importanza degli asset tecnologici a disposizione degli investitori per analizzare i nuovi trend di misurazione del successo delle campagne adv

    e quanto questi incidano sull’offerta. Nel corso del pomeriggio Umberto Basso – innovation, media and advertising H-Art – ha guidato l’intervento “Il contenuto Programmatico”, trasportando i partecipanti nel mondo dei brand

    e della loro ricerca di un posizionamento corretto all’interno di formati correlati al contesto e ai contenuti editoriali. Ha chiuso il Publisher Day la tavola rotonda “Domanda? Offerta!”, moderata da Massimo Pattano – sales & marketing

    director di Simply Adv, mettendo in luce le richieste,  i requisiti e le garanzie che gli investitori cercano nell’offerta editoriale.

  • Stampa Il Giornale di Brescia oggi in edicola con il numero del restyling

    DailyMedia 27/04/2015

    Uscito con il primo numero il 27 aprile 1945, il Giornale di Brescia festeggia il suo 70° compleanno andando oggi in edicola con l’edizione completamente rinnovata nel progetto grafico e nella struttura di contenuti. Il restyling, che interessa anche il sito web www. giornaledibrescia.it, è frutto di un percorso, durato circa un anno, di analisi, ricerca sui consumatori potenziali e attuali, ridefinizione dell’identità visiva dei prodotti – omogenea sia nella versione cartacea che in quella digitale – e riorganizzazione dei flussi di lavoro della newsroom del quotidiano. In questo progetto il team di Editoriale Bresciana è stato affiancato da due tra i migliori studi di consulenza in ambito di design e riconversione cartaceo/digitale, Sketchin e Sol361 di Barcellona. Il rinnovamento è stato anche oggetto di una ricerca Ipsos, che ha evidenziato come l’identità del giornale acquisisca, con il nuovo design, freschezza e personalità, modernizzandosi e rendendo la fruizione più facile, orientata, piacevole e adatta alla lettura veloce. Lo studio ha inoltre confermato il fortissimo radicamento del giornale nel territorio di Brescia e provincia, una presenza identitaria, un brand che rappresenta la qualità e la completezza dell’informazione locale. Per celebrare il 70° dalla fondazione e i prodotti rinnovati, sono previste, nel corso del 2015, molte attività promozionali: un concorso per il lettori, una campagna di comunicazione teaser e poi svelata, affissioni a Brescia in metropolitana e su un circuito di 110 autobus, taxi brandizzati, attività di guerrilla marketing in tutta la provincia, una mascotte presente in molti punti di aggregazione durante i week-end e nelle trasmissioni in diretta di Teletutto, una mostra delle prime pagine storiche del giornale con attività collegate con le scuole, oltre a un evento al Teatro Grande di Brescia, per condividere il nuovo progetto con lettori, abbonati, dipendenti, istituzioni e investitori pubblicitari.

  • RCS MediaGroup L’assemblea riconferma l’a.d. Pietro Scott Jovane, vince la lista con Maurizio Costa presidente

    DailyMedia 24/04/2015

    L’assemblea dei soci di RCS Media- Group, riunita per l’approvazione del bilancio 2014, ha espresso ieri il nuovo consiglio di amministrazione che dovrà affrontare alcuni importanti nodi: la vendita di RCS Libri, la vendita della quota di partecipazione in Finelco (44,45%), il varo del nuovo piano industriale – con eventuali nuovi tagli paventati dai giornalisti – e naturalmente il tema centrale di questi ultimi giorni, vale a dire la nomina del direttore che prenderà il posto di Ferruccio de Bortoli, fuori dal gruppo a partire dal 1° maggio. La maggioranza del CdA va alla lista condivisa dai soci maggiori (Mediobanca, Fiat Chrysler, Diego Della Valle, Pirelli, Intesa San Paolo) cui fa capo il 38,9%, eletta con il 66,78% dei voti, che propone alla presidenza Maurizio Costa, già a.d. di Mondadori e presidente attuale Fieg, e conferma Pietro Scott Jovane come amministratore delegato. Gli altri sono: Teresa Cremisi, Laura Cioli, Tom Mockridge e Gerardo Braggiotti.

    Il 21,68% dei voti va alla lista dei fondi presentata da Anima SpA, che rappresenta il 3,25% delle quote,

    in consiglio con Dario Frigerio e Paolo Colonna, mentre con l’11,45% è stato eletto Stefano Simontacchi,

    indicato dall’azionista Urbano Cairo, titolare del 4,616%. A margine dell’assemblea Jovane e il presidente

    uscente Angelo Provasoli hanno incontrato la stampa, senza però dare risposte alle domande relative

    ai principali interrogativi che riguardano il futuro del gruppo editoriale e demandando al CdA entrante tutte

    le risposte. In primo luogo, quella relativa al nuovo direttore del Corriere della Sera. Dopo il passo indietro

    dell’attuale direttore de La Stampa Pietro Calabresi, che però resta papabile, in lizza ci sarebbero il condirettore

    del Corsera Luciano Fontana, e Carlo Verdelli. Si parla anche di Sarah Varetto, attuale direttore di

    SkyTg24, di Antonio Polito, già editorialista del quotidiano di via Solferino e attuale direttore del Corriere

    del Mezzogiorno, e di Mario Orfeo, alla guida del Tg1. Unico aggiornamento, se così si può dire, riguarda il

    dossier Finelco. Mentre la trattativa con il fondo Clessidra risulta sospesa, Jovane annuncia la presenza di

    altre manifestazioni di interesse, tutte di provenienza italiana. L’a.d. di RCS ha detto che il Corriere della Sera

    «per noi è e resta la principale testata. Continueremo a mantenere il profilo di autorevolezza e indipendenza

    ». Ha anche sottolineato che al centro del business del gruppo ci sono i contenuti, sempre all’insegna

    della qualità, e l’attenzione per le piattaforme di fruizione verso cui si orientano i lettori. L’assemblea dei soci

    è stata caratterizzata dalle forti critiche all’operato degli amministratori da parte dei giornalisti di Rcs. Domenico

    Affinito ha commentato i risultati espressi dalle numerose iniziative digitali, quali Twigis, l’ecommerce,

    YouReport, molto al di sotto delle aspettative a fronte di investimenti significativi. Ernesto Menicucci, membro

    del cdr di Roma, ha deplorato il tentativo di cambiare la natura del quotidiano, definito un “Corriere Ogm”

    e condannato l’operazione Recoletos, cui si deve una perdita di quasi 850 milioni di euro, la cui responsabilità

    ha attribuito a Braggiotti, riconfermato nel CdA. Antonella Caldirola, giornalista rappresentante delle aree

    verticali (ex periodici) ha sottolineato il depauperamento delle stesse e la necessità di effettuare nuovi

    investimenti. Infine, Massimo Alberizzi ha riportato l’attenzione su: cessione di Rcs Libri, valore del Corriere

    del Mezzogiorno, vendita della sede di via Solferino, situazione del Gruppo Sfera, risparmi per i contratti

    di solidarietà e cambio di formato del Corriere della Sera. A queste osservazioni Pietro Scotto Jovane ha risposto

    che il trasloco della Gazzetta dello Sport porta un risparmio di 6,5 milioni di euro. Nell’area periodici,

    ha sottolineato, sono state fatte innovazioni tre cui il varo di Living, il nuovo Abitare, il restyling di Oggi carta

    e web, e il prossimo rilancio di Style. Infine, ha posto l’accento sulla sospensione dei bonus dei dirigenti

    nonché la riduzione dei compensi di oltre il 10% per il management, e del 30% per il presidente.

  • Mercato Mondadori: raccolta dei periodici cartacei Italia a -5% circa nei primi 3 mesi; Mauri attende il deal per RCS Libri e tiene “sotto osservazione” R101

    DailyMedia 24/04/2015

    «Nel primo bimestre la raccolta per i periodici ha fatto segnare un -5% circa e il trend dovrebbe essere rimasto tale anche nel trimestre, ma mi fanno piacere le dichiarazioni dei tanti, in primo luogo di Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell’Upa, che parlano di un +1%/+2% per la pubblicità in questi 12 mesi». E’ questa

    l’anticipazione sull’andamento della raccolta tra gennaio e marzo dei periodici Mondadori Italia per quanto riguarda le sole versioni cartacee che ha fornito ieri l’a.d. del Gruppo, Ernesto Mauri, a margine dell’assemblea dei soci della

    società che ha approvato il bilancio 2014 e rinnovato il CdA, confermandolo nell’incarico al pari del presidente Marina Berlusconi. La raccolta dei periodici totale mercato evidenziata da Nielsenper questo mezzo nei primi due

    mesi, al netto, di quelli professionali, è stata in calo del 3,9%. «L’avvio dell’anno quindi non è stato brillante su questo fronte – ha aggiunto Mauri – anche se, per noi, questa voce rappresenta solo il13% del fatturato, mentre contano

    di più le diffusioni che, invece, non stanno registrando ulteriori contrazioni». Nel 2014 i ricavi pubblicitari print del Gruppo di Segrate hanno registrato un calo del 5,4% (-3,4% al netto delle testate chiuse e cedute). Dal punto

    di vista editoriale non ci sono novità in arrivo, tranne la possibilità che Icon Design, lanciato con risultati soddisfacenti come special issue di Icon in occasione del recente Salone del Mobile, non benefici di un’altra uscita in autunno.

    Del resto, l’opinione di Mauri è che sia meglio essere leader con dei brand che coprono a “sistema” delle precise aree, come avviene anche con le testate del Gruppo, che avere un po’ di tutto senza primati. Per lo stesso motivo, Mauri

    non ha nascosto che sarebbe soddisfatto se l’offerta d’acquisto (che sarebbe compresa in una forchetta tra i 120 e i 150 milioni di euro) di RCS Libri andasse a buon fine, visto che porterebbe la quota di Segrate in quest’area dal 26,5 al

    38,5% del mercato trade. «La due diligence è in corso. L’abbiamo affidata ai revisori dei conti che ci hanno chiesto sei settimane per farla e sono a metà dell’opera. Se riusciranno a chiuderla prima sarebbe meglio ma, su questa base,

    entro il 29 maggio faremo la nostra offerta», ha detto l’a.d., che ritiene core business per Segrate quest’area. Coerentemente, quindi, sempre quest’ultimo, ha ribadito che una decisione definitiva sui destini di R101, che continua ad essere in perdita, verrà presa solo in base ai risultati del piano di riorganizzazione del palinsesto varato

    a settembre, sul fronte degli ascolti e, quindi, dei ricavi. Lo stesso discorso vale per il digital, dove, comunque, il piano 2015-2017 (per il quale viene stimato un incremento medio annuo dei ricavi tra lo 0,5% e l’1,5% e un miglioramento

    più che proporzionale della redditività, tra il 10% e il 15%) si pone l’obiettivo di far crescere i relativi ricavi in modo di portali dall’attuale incidenza del 4% a una del 10%. «Anche attraverso nuove acquisizioni, ma individuando

    i settori i cui potremo essere forti nei confronti dei nuovi player, che sono diversi dagli editori tradizionali », ha concluso Mauri, che ha anche confermato per maggio la partenza su La5, di “Donna Moderna”, programma che porterà in tv i temi del settimanale. E novità non ci sono nemmeno sul fronte di Gruner+Jahr, che vorrebbe cedere

    la propria metà della joint venture con Mondadori, con Mauri che dichiara che una decisione verrà presa in base alle offerte. Il dossier Focus, per altro, è sui tavoli di Visibilia Editore e della DBInformation di Roberto Briglia e Gianni Vallardi. Il nuovo CdA risulta composto anche da: Pier Silvio Berlusconi, Oddone Maria Pozzi, Pasquale Cannatelli,

    Bruno Ermolli, Roberto Poli, Danilo Pellegrino, Alfredo Messina, Martina Forneron Mondadori, Marco Spadacini, Angelo Renoldi, Mario Resca e Cristina Rossello.

     

  • Bilanci Nel primo trimestre i ricavi di Banzai crescono del 20% a quota 49,7 milioni

    DailyNet 23/04/2015

    Il consiglio di amministrazione di Banzai ha approvato ieri i ricavi premilinari al 31 marzo 2015. Come si legge nel comunicato diramato dalla società, si nota un significativo incremento dei ricavi a quota 49,7 milioni, a +20% rispetto ai 41,3 milioni del primo trimestre del 2014.

    L’eCommerce fa la pa rte del leone ma anche la divisione Vertical Content registra un buon incremento

    A fare la parte del leone la divisione eCommerce, che ha registrato ricavi per 44,7 milioni di euro, pari al +21% rispetto ai 36,8 milioni dell’omologo quarter dell’anno scorso. Bene anche la divisione  Vertical Content, chechiude il primo trimestre a 5 milioni di euro. Un risultato in incremento del 12% sui  4,5 milioni del Q1 del 2014.Più in dettaglio la divisione eCommerce ha registrato un incremento del 27% nelle categorie  core (Elettronica, Elettrodomestici,Abbigliamento

    /altro). In particolare i ricavi della categoria “Elettronica”, pari a 19,9 milioni di euro, registrano un incremento

    del 18%, mentre i ricavi della categoria “Elettrodomestici”, pari a 9,3 milioni di euro, rilevano una crescita del 76%

    attribuibile all’ampliamento della gamma di prodotti offerti e allo sviluppo dei servizi “premium” di consegna, installazione e ritiro dell’usato, oltre allo sviluppo della rete di Pick&Pay e Lockers, che al 31 marzo 2015 sono pari rispettivamente a n.70 e n.100 (n. 66 e n. 90 al 31 dicembre  2014). In miglioramento an che i key performance  indicator della divisione: il numero complessivo di ordini si attesta a 333 mila, in crescita del 19%; il valore medio

    del singolo ordine è pari a 128 euro, in crescita del 3%; il numero degli acquirenti è pari a 220 mila, in crescita del

    19%. Anche la divisione Vertical Content ha registrato un miglioramento dei key performance indicator: secondo

    Audiweb, a febbraio 2015 l’audience dei visitatori unici mensili si attesta a 18,3 milioni, in crescita del 6% rispetto

    al febbraio 2014; il time spent per visitatore unico mensile è pari a 27 minuti, in crescita del 29% rispetto al febbraio

    2014, l’active reach si attesta al 64,5% (59,0% a febbraio  2014).

    Paolo Ainio: “A marzo cresciamo del 30% sull’omologo mese del 2014”

    Paolo Ainio, presidente e amministratore Delegato di Banzai, ha commentato: “I positivi risultati del primo

    trimestre 2015, e in particolare la crescita del 30% registrata nel mese di marzo, dimostrano l’efficacia della

    strategia di crescita annunciata in ipo. Nel 2015 le risorse derivanti dalla quotazione consentiranno di

    accelerare il processo di crescita e il raggiungimento degli obiettivi strategici: in particolare prevediamo di

    sovraperformare significativamente il mercato e di incrementare la quota di mercato sia nell’eCommerce sia

    nel digital advertising. Relativamente all’eCommerce puntiamo sullo sviluppo delle categorie di prodotti

    di riferimento a più alto “ticket” medio (elettrodomestici ed elettronica), del “3P Marketplace” (con il raggiungimento

    di 200 fornitori già nel secondo trimestre) e della rete distributiva di Pick and Pay e Lockers. Nell’ambito delle vendite

    private, al lancio di Vico42 – il sito di ecommerce dedicato all’uomo – seguirà nel secondo trimestre il nuovo

    “verticale” dedicato alla Mamma. In questo contesto, riteniamo che i risultati per il FY 2015 saranno in linea con il consensus che prevede ricavi in crescita di circa il 25%”.

     

    Fatti di rilievo del I trimestre 2015 1) Big Data Media-Commerce

    Nel marzo 2015 Banzai ha lanciato un’offerta pubblicitaria valorizzata dai big data eCommerce derivanti dalla

    navigazione degli utenti. Il progetto, realizzato in partnership con Krux, società americana con clienti

    quali NBC Universal, Financial Times e The Wall Street Journal, fa leva sugli asset strategici del gruppo, beneficiando

    di una presenza primaria sia in ambito e- Commerce che in ambito Verticali Editoriali.

    2) Lanci o di Vic o42

    Il lancio di Vico42 si inserisce all’interno della strategia di verticalizzazione dell’offerta messa in atto dal gruppo

    con l’obiettivo di raggiungere target sempre più specifici. Vico42 rappresenta una novità all’interno del panorama

    italiano delle vendite online che, fino a oggi, aveva  trascurato l’offerta dedicataal pubblico maschile,

    un target che gode certamente  di un forte potenziale. Vico42 offre una gamma attentamente selezionata

    di prodotti per l’uomo (tra cui abbigliamento e accessori, gadget e vini) a prezzi convenienti ogni settimana.

    Grazie alle competenze di Banzai nell’elaborazione dei contenuti, il sito presenta mmagini accattivanti e in

    alta definizione e dettagliate descrizioni dei prodotti per un’offerta che mira ad essere ricca, ricercata e mai

    banale.