Bozza verbale Riunione Osservatorio Stampa FCP 28.10.2016
All. 1 – Presentazione dei dati del periodo Gennaio-Settembre 2016 dell’Osservatorio Stampa
All. 2 – Verbale Riunione Osservatorio Stampa FCP di mercoledì 27 Luglio 2016
L’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di Dicembre 2016.
I dati evidenziano un aumento del fatturato pubblicitario della pubblicità nazionale radiofonica pari al +15,0% nel mese di Dicembre 2016 rispetto al corrispettivo 2015. Tale dato corrisponde ad un fatturato totale di € 28.783.000,00.
Osservatorio FCP-Assoradio – Dicembre 2016
Il commento del Presidente FCP-Assoradio Fausto Amorese
“La rilevazione dell’Osservatorio FCP-Assoradio mostra a Dicembre la percentuale di crescita maggiore registrata da Gennaio ad oggi: fatturato a +15% rispetto al Dicembre dello scorso anno. Il 2016 chiude con un incremento del + 2,3% verso il 2015 e del + 11,9% verso il 2014. Particolarmente positivo il secondo semestre dell’anno, con una crescita del +4% sul 2015. La Radio si conferma così mezzo in salute e dopo il consistente incremento dell’anno passato, riesce a crescere anche nel 2016, sia nella componente tabellare che extra tabellare. I primi 5 settori che hanno contribuito a questo risultato sono stati: Automobili, Distribuzione, Media/Editoria, Alimentari e Finanza/Assicurazioni”.
Tabelle _Assoradio_Dicembre 2016
Tabelle _Assoradio_Dicembre 2016
Rapporto_Assoradio_Dicembre 2016
L’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di Dicembre 2016.
I dati evidenziano un aumento del fatturato pubblicitario della pubblicità nazionale radiofonica pari al +15,0% nel mese di Dicembre 2016 rispetto al corrispettivo 2015. Tale dato corrisponde ad un fatturato totale di € 28.783.000,00.
Osservatorio FCP-Assoradio – Dicembre 2016
Il commento del Presidente FCP-Assoradio Fausto Amorese
“La rilevazione dell’Osservatorio FCP-Assoradio mostra a Dicembre la percentuale di crescita maggiore registrata da Gennaio ad oggi: fatturato a +15% rispetto al Dicembre dello scorso anno. Il 2016 chiude con un incremento del + 2,3% verso il 2015 e del + 11,9% verso il 2014. Particolarmente positivo il secondo semestre dell’anno, con una crescita del +4% sul 2015. La Radio si conferma così mezzo in salute e dopo il consistente incremento dell’anno passato, riesce a crescere anche nel 2016, sia nella componente tabellare che extra tabellare. I primi 5 settori che hanno contribuito a questo risultato sono stati: Automobili, Distribuzione, Media/Editoria, Alimentari e Finanza/Assicurazioni”.
ADVExpress 26/01/2017
Il dato del fatturato pubblicitario radiofonico nel mese considerato corrisponde a un valore complessivo di 28.7 milioni di euro. Amorese (presidente FCP-Assoradio): “Particolarmente positivo il secondo semestre dell’anno, con una crescita del +4% sul 2015. I principali settori Automobili, Distribuzione, Media/Editoria, Alimentari e Finanza/Assicurazioni”.
L’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di Dicembre 2016.
I dati evidenziano un aumento del fatturato pubblicitario della pubblicità nazionale radiofonicapari al +15,0% nel mese di Dicembre 2016 rispetto al corrispettivo 2015. Tale dato corrisponde ad un fatturato totale di € 28.783.000,00 euro.
Il commento del Presidente FCP-Assoradio Fausto Amorese: “La rilevazione dell’Osservatorio FCP-Assoradio mostra a Dicembre la percentuale di crescita maggiore registrata da Gennaio ad oggi: fatturato a +15% rispetto al Dicembre dello scorso anno. Il 2016 chiude con un incremento del + 2,3%verso il 2015 e del + 11,9% verso il 2014. Particolarmente positivo il secondo semestre dell’anno, con una crescita del +4% sul 2015. La Radio si conferma così mezzo in salute e dopo il consistente incremento dell’anno passato, riesce a crescere anche nel 2016, sia nella componente tabellare che extra tabellare. I primi 5 settori che hanno contribuito a questo risultato sono stati: Automobili, Distribuzione, Media/Editoria, Alimentari e Finanza/Assicurazioni”.
DailyMedia 18/01/2017
I rilevamenti dell’attesa, “nuova”, ADS basata sull’altrettanto rivisto regolamento messo a punto dalla Commissione Lavori dell’organismo di cui è presidente Carlo Mandelli sulla base delle linee-guida espresse dal CdA nello scorso luglio e dell’audit effettuato da Reply, potrebbero partire fin da gennaio, consentendo così agli accertamenti delle diffusioni di essere omogenei per tutto l’anno appena iniziato. Il Consiglio che dovrebbe approvarlo è stato infatti convocato per il 3 febbraio, in modo che, entro la metà appunto del prossimo mese, se sarà approvato, tutti gli editori possano fornire i loro dati che, per quotidiani e settimanali, verranno poi resi pubblici a marzo. I mensili, come si sa, slittano di un mese, per cui, in questo caso, bisognerà aspettare aprile per avere quelli sempre di gennaio. Ovviamente, il CdA potrebbe sollevare obiezioni, ma va tenuto presente che il nuovo testo è stato messo a punto anche dopo i necessari e legittimanti confronti con le authority che erano state coinvolte quando scoppiò il caso delle copie multiple digitali dopo le prese di posizione di Condé Nast e, cioè, Antitrust e AgCom. La sostanza del nuovo regolamento – come DailyMedia è in grado di anticipare e come per altro sta nella logica delle cose – è che sarà decisamente più rigido, in modo da ridurre fortemente se non eliminare del tutto il pericolo che le copie digitali non siano state effettivamente attivate, al di là delle piattaforme attraverso le quali vengono distribuite. Il riscontro necessario e ineludibile sarà quello di una traccia tecnologica precisa, attraverso specifici codici di applicazione, dell’avvenuta, univoca e nominativa (per evitare anche interventi di robot) downlodizzazione della singola copia, che deve quindi risultare esser stata fatta da una precisa e identificabile persona (al di là del fatto che poi la legga, ma questo è un problema di Audipress). Il problema, quindi, non riguarda tanto gli abbonamenti singoli che, in quanto tali, producono automaticamente una copia diffusa al giorno ma, come era emerso quando era scoppiato il caso nello scorso marzo, gli abbonamenti multipli e le copie vendute a intermediari che, a loro volta, le distribuiscono (o, almeno, dovrebbero) attraverso le piattaforme che gestiscono. Il primo caso è quello frutto di un accordo diretto tra editore e una società o un’associazione esterne, il secondo è quello della cessione “a stock” di un certo quantitativo di copie a un “broker” che dichiara poi di metterle a disposizione di potenziali e finora non verificabili utenze. Il nodo andava risolto in entrambi i casi. Nel primo perché, comunque, l’acquisto in blocco di un certo numero di abbonamenti da parte, supponiamo, di una banca per i suoi direttori di filiale, non significava automaticamente che questi ultimi poi le attivassero; nel secondo, per analoghi motivi ancora più evidenti: il fatto che – teoricamente per altro – le copie siano a disposizione, anche in questo caso supponiamo, degli ospiti di una catena di alberghi, non vuol dire di per sé che questi ultimi le scarichino. Con il nuovo regolamento, invece, ogni singola copia digitale dovrà essere attribuita a un’altrettanto singola utenza. Questo dovrebbe cancellare anche la possibilità che a un cliente istituzionale cui l’editore vendeva già una certa quantità di abbonamenti cartacei possa essere offerto nel pacchetto, se non gratis a poco prezzo, anche un certo numero di copie digitali funzionali solo ad aumentare le copie diffuse per i fini pubblicitari dell’editore stesso. Per altro, sussistono ancora promozioni sulle copie cartacee (come ha rivelato anche, per un quantitativo pari a circa 18.000 copie quotidiane, l’auditing commissionato dal Sole 24 Ore a Protiviti), ma sembra un fenomeno in fase discendente. In ogni caso, durante l’assemblea del quotidiano confindustriale dello scorso 22 dicembre, è stato chiarito che: “per quanto riguarda i ricavi pubblicitari, la correlazione tra andamento delle copie e andamento della raccolta del giornale non è direttamente proporzionale nel caso specifico de Il Sole 24 Ore, in quanto si tratta di un quotidiano specialistico che ha il suo valore nel target di utenza raggiunta attraverso una molteplicità di prodotti e canali”. E sempre a proposito di quest’ultima testata, c’è da registrare che ADS ieri ha smentito un articolo del Fatto Quotidiano che ipotizzava che il “monitoraggio” e la “certificazione” del Sole 24 Ore stesso avrebbero potuto essere sospesi per aver “dichiarato dati falsi sulla diffusione”.
DailyMedia 17/01/2017
MovieMedia, concessionaria leader per la pubblicità al cinema, conferma il suo primato e raggiunge un altro traguardo superando per la prima volta, con l’inizio del nuovo anno, il traguardo dei 1.000 schermi. MovieMedia, infatti, continuando a investire nello sviluppo della propria offerta, da una parte conferma il suo forte presidio dei più importanti centri urbani, e, dall’altra, nella sua costante ricerca verso l’innovazione di prodotto che ne ha sempre caratterizzato la sua storia, lancia un nuovo circuito cinematografico di cinema “stagionali”, reso possibile attraverso l’acquisizione di nuove strutture accuratamente selezionate, che per l’inverno si compone di sale presenti nelle migliori località sciistiche italiane e che permette di raggiungere un target elitario anche nelle zone vacanziere maggiormente frequentate. Le opportunità per gli investitori Con questa nuova opportunità, MovieMedia offre ai principali investitori la possibilità di contattare i propri clienti potenziali anche nei luoghi di villeggiatura più amati e di culto d’Italia e proseguirà fino al termine della stagione sciistica. Alla nuova offerta, che sta raccogliendo grande interesse, ha già aderito un primario operatore di tlc, interessato all’intrattenimento, alla socializzazione e al tempo libero e che è già on air dal mese di dicembre. Partendo da questa positiva esperienza MovieMedia è già in fase di definizione anche di un nuovo circuito di “arene estive” in località selezionate, dove poter raggiungere i consumatori che sceglieranno il cinema nei luoghi abituali di svago e divertimento anche durante la stagione più calda e che verrà presentato al mercato nei prossimi mesi.