Autore: bruno.cover@gmail.com

  • Documenti AgCom fotografa il mercato italiano con la prima release dell’Osservatorio trimestrale per il 2017

    DailyMedia 23/03/2017

    Le linee di rete fissa a banda larga con velocità pari o superiore ai 10 Mbit/s hanno superato nel quarto trimestre 2016 il 50% del totale, mentre gli accessi
    complessivi sfiorano i 15,6 milioni di unità, con una crescita di 570mila unità su base annua. Secondo i dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni,
    pubblicato ieri da Agcom, il secondo operatore broadband diventa Fastweb, che supera il 15% grazie in particolare ai risultati ottenuti dalla crescita delle linee FTTC (Fiber to-the-Cabinet), oggetto di rilevanti investimenti. In crescita anche Vodafone (+0,8%), mentre Telecom Italia, pur perdendo lo 0,7%, rimane ampiamente il primo operatore con il 45,9% del mercato. Inoltre, la riduzione degli accessi in tecnologia xDSL (-610mila) è più che controbilanciata dalla crescita (+1,18 milioni) dagli accessi in altre tecnologie qualitativamente superiori, che superanoi 3,3 milioni grazie, in particolare, alla crescita delle linee FTTC-FTTH (Fiber-to the-Home). Nel settore delle linee mobili, queste hanno registrato complessivamente un aumento su base annua di 1,3 milioni,
    con una crescita di 0,4 milioni da parte degli Mvno (Mobile Virtual Network Operator). Secondo l’Osservatorio, l’aumento delle linee degli operatori
    infrastrutturali è dovuto principalmente all’andamento delle sim M2M (Machine to Machine): le sim tradizionali (voce + dati), infatti, si riducono di 1,7
    milioni, mentre crescono di 3 milioni di unità quelle M2M.
    Inoltre, negli ultimi cinque anni (2012-2016), il volume complessivo delle sim M2M è più che raddoppiato, passando da 5 a 12,2 milioni di unità:
    Telecom Italia, pur registrando un arretramento dello 0,8% su base annua, si conferma leader di mercato con una quota del 30,2%, seguita da Vodafone
    (29,4%) e Wind (22,1%). Se però si considerano congiuntamente Wind e H3G, operativamente confluite in Wind Tre Spa a inizio anno, queste rappresentano
    il primo operatore italiano, raggiungendo oltre il 33% del mercato. Riguardo la rete mobile broadband, nell’ultimo trimestre 2016 le sim che
    hanno effettuato traffico dati ammontano a 53,1 milioni di unità (+5,7% su base annua): a dicembre 2016 è statainoltre registrata una crescita
    nel traffico del 46,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Prosegue, intanto, l’inesorabile arretramento degli sms inviati (22,8 miliardi nel
    2016), che si riducono del 28,5% rispetto all’anno precedente e di oltre il 76% rispetto al livello massimo raggiunto nel 2012, a tutto vantaggio delle nuove
    applicazioni di comunicazione. Nel mercato televisivo, Rai e Mediaset si confermano i due principali operatori in termini di audience, rispettivamente
    con il 36% e il 31% di quote d’ascolto, pur attestandosi su livelli di share inferiori rispetto al 2012 (- 3,8% e -2,9%) a vantaggio di Sky (8,4%; +2% dal
    2012) e, soprattutto Discovery che, grazie ad operazioni di M&A si assesta a una quota pari al 6,9% (+5,1 dal 2012). Riguardo all’audience radiofonica, il
    secondo semestre 2016 segnala dati sostanzialmente stabili, con l’emittente RTL 102.5 che mantiene la leadership. Relativamente al settore dell’editoria,
    a dicembre 2016 la vendita di quotidiani è risultata di poco superiore ai 2,5 milioni di copie, in flessione del 9,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nonostante una riduzione su base annua dello 0,9%, RCS MediaGroup resta leader nella distribuzione di copie vendute con il 21,7%, seguita dal
    Gruppo Editoriale l’Espresso che si attesta al 18,7% (+0,7%), dal Gruppo Monrif a 8,6% (+0,5%) e dal Gruppo Caltagirone Editore, che raggiunge l’8,6% delle copie vendute (+0,2%). Infine, nel settore postale, a fine 2016, i ricavi complessivi sono aumentati del 2,3%, con i servizi di corriere espresso in crescita dell’8,2% e quelli postali in flessione del 4,2% rispetto a dicembre 2015. Il volume dei servizi compresi nel servizio universale risultano in
    flessione del 15,8%, mentre gli invii di pacchi risultano in crescita del 12,4%.

  • RadioMediaset: risultato operativo di 5 mln nel 2017 e di 13 nel 2020; la raccolta si attesta a +4,3% nel trimestre

    DailyMedia 16/03/2017

    130 milioni investiti, una perdita di 6,5 milioni nel 2015 e un risultato operativo quest’anno previsto in attivo di 5 milioni. È partita dai numeri la conferenza stampa di presentazione delle novità di RadioMediaset, il polo radiofonico che riunisce le partecipazioni di Mediaset in R101, Radio 105 e Virgin Radio, oltre alla partnership con Radio Monte Carlo di Alberto Hazan. Marco Giordani, Chief Financial Officer del Gruppo, ha introdotto quella che ha definito «un’iniziativa editoriale, con risvolti economico-finanziari, in cui Mediaset ha investito 130 milioni e preso in consegna un gruppo, nel 2015, in perdita di 6,5 milioni per problemi strutturali». Il risultato operativo previsto per il 2017 è di 5 milioni, mentre l’obiettivo al 2020 è di portarlo a 13 milioni di euro, anche grazie alla trasformazione digitale che noi vediamo come un’opportunità e non come una minaccia». Gli ascolti Paolo Salvaderi, amministratore delegato di RadioMediaset, ha poi commentato gli ultimi dati Radiomonitor relativi al secondo semestre 2016. «Abbiamo la leadership assoluta nel quarto d’ora medio – ha detto – e sono di Radio 105 i tre programmi più ascoltati d’Italia». RadioMediaset si conferma primo gruppo radio nazionale, con il 16% di ascoltatori nel quarto d’ora medio dalle 6 alle 24. Il quarto d’ora medio è il primo indicatore di riferimento per il mercato pubblicitario poiché premia la qualità dei contenuti e attesta la fedeltà dell’ascolto. Proprio nel quarto d’ora medio si registra il record di Radio 105, con 712.000 ascoltatori, in crescita del 9% rispetto al secondo semestre 2015: si tratta della miglior performance di sempre dell’emittente sia rispetto al suo trend personale sia rispetto allo scenario competitivo. Radio 105 si conferma leader nel quarto d’ora medio anche nell’analisi dell’intero anno 2016 (con 685.000 ascoltatori, il +10% rispetto al 2015). Sempre nel secondo semestre 2016, R101 consolida il proprio percorso di crescita, a conferma del successo del posizionamento editoriale, con un +7% nell’AQH (134.000) e un +10% nel giorno medio ieri (1.815.000). Virgin Radio segna il proprio record assoluto, raggiungendo 213.000 ascoltatori nel quarto d’ora medio (+7% vs 2° semestre 2015) e 2.377.000 ascoltatori nel giorno medio ieri (+2.4%); e consolida la sesta posizione a esclusione delle radio di stato. Per quanto riguarda i programmi, con quasi 1,5 milioni di ascoltatori al primo posto dei programmi più ascoltati d’Italia, sempre secondo Radiomonitor, c’è “Tutto esaurito” di Marco Galli, on air dalle 7 alle 10. Segue “Lo zoo di 105” di Marco Mazzoli, dalle 14 alle 16, e new entry “105 Friends” di Tony Severo e Rosario Pellecchia, dalle 10 alle 20. Posizionamento e strategie Il piano strategico per il 2017 prevede per Radio 105: la conferma del posizionamento attuale di emittente legata ai giovani, allo stare bene e all’intrattenimento; il consolidamento della leadership nel quarto d’ora medio; l’implementazione della copertura territoriale (sono appena state acquistate 25 frequenze) per accrescere gli ascolti a livello nazionale; nuova strategia di sviluppo del digitale con il rifacimento a breve del sito di 105 e le nuove app implementate. «Il 12 luglio 2017 – prosegue Salvaderi – celebreremo i dieci anni di Virgin Radio e per l’occasione attiveremo una sinergia importante che non posso ancora anticipare. Nel frattempo, stiamo lanciando un contest per scegliere le band che apriranno i principali concerti rock in programma quest’anno in Italia. In più lanceremo, in collaborazione con Mondadori, in allegato al periodico maschile Icon, Virgin Style Rock, due numeri a giugno e dicembre per approfondire questo mondo». Quest’anno, quindi, l’emittente continuerà a lavorare al consolidamento del proprio posizionamento “Stye Rock” internazionale, al presidio di tutti i principali eventi e concerti rock, all’ingaggio della community di Virgin Radio e alle attività di cross promotion. «Su 101 abbiamo fatto un grande lavoro di riposizionamento dopo le precedenti gestioni. Tra l’altro, delle tre emittenti è l’unica ad avere un canale sul digitale terrestre. Puntiamo a passare dagli 1,8 milioni di ascoltatori attuali ai 2 entro il prossimo anno. Stiamo virando verso un pubblico femminile, rivelandoci spesso un’alternativa rispetto a emittenti concorrenti anche più grandi che hanno un palinsesto sbilanciato verso la musica italiana. Stiamo stringendo legami con case discografiche e questo ci aiuta a confermare il nostro posizionamento come emittente di musica adult contemporary presente ai migliori concerti delle grandi star internazionali». Radio Monte Carlo Stefano Bragatto, direttore di Radio Monte Carlo, ha aggiunto: «Le persone scelgono RMC per il sound inconfondibile e di buon gusto, ma anche per l’informazione italiana e internazionale». Accanto agli artisti più consolidati RMC presenta nuovi talenti che permettono di aumentare le fasce di pubblico. Punto di riferimento per il cinema e l’arte, RMC è stata per il terzo anno consecutivo radio ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia e media partner delle grandi mostre italiane. Da ottobre 2016 a oggi RMC ha attivato 79 nuove frequenze in 17 regioni, raggiungendo oltre 3 milioni di potenziali nuovi ascoltatori. Il piano strategico per il 2017 prevede la conferma del posizionamento distintivo e del target di riferimento, il continuo ampliamento della copertura territoriale, la messa in onda di nuovi programmi e nuovi talent per allargare la base degli ascoltatori e lo sviluppo del progetto RMC2, «radio unica, ribelle e internazionale pensata per un target alto e metropolitano». I numeri della pubblicità La stima della raccolta pubblicitaria per RadioMediaset è di +4,3% nel trimestre. In dettaglio ha spiegato Davide Mondo, a.d. della concessionaria Mediamond, gennaio si è chiuso a +4,3%, un po’ meglio della media di mercato a +3,9%. In febbraio, il risultato è stato del +4,7% e la stima per marzo è del +4%. Per quanto riguarda, invece, tutto il portafoglio radiofonico di Mediamond, Mondo prevede una raccolta, quest’anno, pari a 100 milioni, di cui 70 sulle RadioMediaset e 30 sulle altre tre, Radio Kiss Kiss, Radio Subasio e Radio Norba. A proposito di Radio Kiss Kiss, che per imposizione dell’Antitrust – in seguito all’acquisizione da parte di Mediaset delle radio Finelco – dovrebbe uscire dal perimetro di Mediamond alla naturale scadenza del contratto di concessione alla fine di quest’anno, Mondo ha detto: «È ancora tutto da definirsi. Da quando l’Antitrust si è pronunciata sono cambiate molte cose ed è ancora tutto in discussione». Dalla radio alla tv Salvaderi ha ribadito la forza delle sinergie all’interno del Gruppo: «Tgcom è un punto di eccellenza sia per le emittenti sia per gli ascoltatori. Già in questi mesi di lavoro siamo riusciti a stringere accordi importanti come, ad esempio, il Capodanno trasmesso su Canale 5, senza contare diversi programmi come “Grande Fratello”, L’Isola dei Famosi”, “Amici”. È una modalità operativa che ci appartiene e che ci auguriamo porti ulteriori frutti». Dal 27 marzo andrà in onda su Italia Uno il programma, ideato da Paolo Noise, “Teste di Casting” con protagonista “Lo zoo di 105”. Tavolo editori radiofonici Infine, Salvaderi ha risposto a una domanda sulla prossima rilevazione degli ascolti radio, gestita dal Ter (Tavolo editori radiofonici), che prenderà il posto di Radiomonitor. «Il passaggio da un sistema all’altro è sempre delicato. Partiamo da una serie di telefonate CATI e poi passeremo ad analizzare le nuove tecnologie a disposizione. Vorremmo evitare quello che è successo in altri Paesi, dove hanno provato il meter e poi sono stati costretti a tornare indietro. Siamo molto attenti a toccare gli item che producono il numero per non mettere a repentaglio la storicità di Radiomonitor». A proposito di Upa, che non partecipa a Ter, Salvaderi precisa: «Siamo aperti al loro ingresso ma non possiamo permettere che qualcuno detti le regole, non sono ammissibili dictat per gli editori. Abbiamo comunque una relazione fluida con il massimo livello di trasparenza».

  • Gennaio 2017

    L’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di Gennaio 2017.

    I dati evidenziano un aumento del fatturato pubblicitario della pubblicità nazionale radiofonica pari al +3,9% nel mese di Gennaio 2017 rispetto al corrispettivo 2016. Tale dato corrisponde ad un fatturato totale di € 19.986.000,00.

    Osservatorio FCP-Assoradio  – Gennaio 2017                

    Il commento del Presidente FCP-Assoradio Fausto Amorese

    “Il 2016 ha chiuso per la Radio con un incremento superiore alla media del mercato, a fronte non dimentichiamolo di una  decisa crescita registrata nell’anno precedente. Anche l’avvio del 2017 è positivo. I dati dell’Osservatorio FCP-Assoradio rilevano infatti un progresso dei fatturati del +3,9% rispetto al corrispondente mese del 2016. Segno che la strada intrapresa da Editori e Concessionarie per la valorizzazione del mezzo sta dando risultati importanti, che vanno consolidandosi nel tempo. FCP-Assoradio e Mindshare stanno inoltre lavorando alla terza edizione di RadioCompass, di cui a breve comunicheremo le date di Milano e Roma”.

    Tabelle _Assoradio_Gennaio 2017

    Tabelle _Assoradio_Gennaio 2017

    Rapporto_Assoradio_Gennaio 2017

  • Gennaio 2017

    I dati di fatturato rilevati dall’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) per il mese di Gennaio 2017, raffrontati allo stesso periodo del 2016.

    La tabella in allegato: Fatturato per mese per DEVICE/STRUMENTO, evidenzia per il mese di GENNAIO i seguenti dati:

    • Web -6,3%
    • Mobile +134,1%
    • Tablet +68,5%
    • Smart TV/Console -40,8%

    TOT. +3,6%

    Osservatorio FCP-Assointernet – Gennaio 2017

    Il commento del Presidente FCP-Assointernet Giorgio Galantis      

    “L’Osservatorio FCP-Assointernet evidenzia a gennaio un incremento del +3,6% rispetto allo scorso anno. E’ un dato che registriamo con piacere, con la consapevolezza che si tratti di una prima evidenza relativa ad un mese poco significativo in termini di rilevanza. Particolarmente positivo l’incremento della componente mobile che, con una crescita di oltre il +130%, registra una quota superiore al 15% sul totale fatturato del mese”.

    Dati_Assointernet Gennaio 2017

    Dati_Assointernet Gennaio 2017

    Tavole IX_X_Assointernet Gennaio 2017_perDichiaranti

    Rapporto_Assointernet Gennaio 2017

     

  • GoTv, 2016 in crescita del 3,4%

    ItaliaOggi 14/02/2017

    C’è un mezzo di comunicazione  che attira sempre più investimenti pubblicitari: la GoTv. La televisione che parla ai telespettatoriconsumatori in movimento
    fuori casa, infatti, archivia il 2016 con un dicembre in crescita del 34,3%, confermando una raccolta mensile che supera i 2 milioni di euro e un chiaro trend di accelerazione degli ultimi mesi del 2016 (+50% nel bimestre ottobre novembre). La GoTv supera nel 2016 la performance media dell’intero mercato pubblicitario
    italiano (attesa al +3%), segnando un +3,4% di incremento con oltre 16 milioni di investimento pubblicitario. Ma, in un periodo di contenimento generale degli
    investimenti pubblicitari, come si è imposta all’attenzione degli inserzionisti la GoTv (nata ufficialmente il 26 aprile scorso in seno a Fcp, sotto la presidenza di Angelo Sajeva, su iniziativa delle concessionarie Class Pubblicità, Grandi Stazioni Media e Vidion)? È soprattutto uno il punto di forza del mezzo di
    comunicazione: la capacità d’integrare (vedere grafico in pagina) la pianificazione sulla televisione più tradizionale, raggiungendo gli italiani
    in movimento fuori casa e dialogando nel day time con un’audience di giovani e adulti, istruiti e con una buona capacità di spesa. Il tutto grazie ai diversi format pubblicitari inseriti in veri e propri palinsesti informativi e d’intrattenimento che costituiscono il vero driver attenzionale durante i momenti di attesa. Si
    tratta, quindi, di una nuova e moderna forma di comunicazione inserita in una cornice informativa e  utile. Con più di 1.300 touchpoint all’attivo in tutta la Penisola, tra stazioni ferroviarie, aeroporti, metropolitane, autobus e autostrade, la GoTv parla a un target che più di altri è esposto alle nuove e moderne piattaforme televisive, il satellite e il digitale terrestre. «Abbiamo fatto un’analisi sull’ascolto tv del target che effettua almeno due spostamenti
    al giorno stando nove ore fuori casa, lo abbiamo chiamato il target della massima mobilità», dichiara Angelo Sajeva, presidente di Fcp Assogotv, consigliere per le strategie e lo sviluppo di Class Editori (che partecipa al capitale di questo giornale) e presidente Class Pubblicità. «Siamo rimasti sorpresi dalla
    sua numerosità: ben 10 milioni di italiani, tra i 25 e i 54 anni, che per l’85% lavora o studia e per il 60% ha un’istruzione elevata; sono light tv viewers che ogni giorno frequentano gli ambienti della GoTv, che diventa così media strategico per raggiungere q u e s t o prezioso target». Infatti, sempre più clienti pianifi cano sul mezzo e spesso aumentano il loro investimento medio, convinti che aggiungere la GoTv agli investimenti sulla tv tradizionale rafforzi la continuità della pianifi cazione e la copertura territoriale, ossia la GoTv arriva dove gli schermi di casa non possono. Se complessivamente sono stati già 400 gli investitori GoTv, attivi in tutto il 2016, crescita e turnover sono garantiti da 180 nuovi clienti. Guardando agli investitori dal punto di vista del comparto merceologico di
    provenienza, predominano i marchi del tempo libero e del turismo, dei servizi e quelli legati al largo consumo. Ma non mancano settori importanti come la fi nanza e le assicurazioni, le telecomunicazioni e ancora farmaceutici e griffe di moda. Tra i clienti emergenti invece, mentre tempo libero e turismo consolidano, hanno raddoppiato il loro peso in punti percentuali i servizi, il mondo della distribuzione e la moda. Informatica ed elettrodomestici hanno più che raddoppiato, senza dimenticare che aumenta la sua partecipazione anche l’automotive. Il living, poi, è sbarcato sul mezzo per la prima volta in modo più strutturato. Su un unico mezzo di comunicazione, i posizionamenti e le esigenze di brand differenti trovano comunque soddisfazione perché «ogni singola campagna pubblicitaria
    può essere inserita, secondo formati diversi, in un passaggio specifico del palinsesto d’informazione e intrattenimento che lo ospita, preferibilmente vicino ai
    contenuti più coerenti con la pubblicità, oppure l’inserimento avviene in momenti precisi dello spostamento del consumatore. Solo in questo modo s’instaura un rapporto sicuro e diretto tra messaggio promozionale e consumatore» conclude Sajeva. Grazie alle caratteristiche dei circuiti della GoTv, l’investitore che
    vuole spingere la comunicazione soprattutto in un’area geografica può farlo pianificando in singole città, regioni o nei principali snodi di passaggio. Ma è possibile valutare la GoTv in termini di risultati di comunicazione media? La risposta è Kubik, il software utilizzato da tutti i pianifi catori che consente di
    misurare e valutare i contributi della GoTv in termini di copertura e frequenza. Comunque, ovunque si trovi il consumatore e qualsiasi format le aziende
    scelgano, la vicinanza di stazioni, metropolitane e autobus ai principali punti vendita consente risultati significativi di call-to-action. Tradotto: guardo la pubblicità e vedo subito dopo il prodotto in negozio, pronto per essere acquistato.

  • Analisi Ad Blocking: fenomeno stabile con bassa penetrazione sul mobile in Italia

    DailyNet 08/02/2017

    Giunge alla sua seconda edizione l’indagine nata per monitorare il fenomeno dell’ad blocking nel nostro Paese: “Lo stato dell’arte dell’Ad blocking in Italia”, promossa dalle principali associazioni rappresentanti la industry: Assocom, FCP-Assointernet, Fedoweb, IAB Italia, Netcomm e UPA, coordinata da GroupM e commissionata a comScore e Human Highway. Il progetto nasce per comprendere quanto e quale valore dell’attuale modello della pubblicità digitale potrebbe essere messo a rischio o quali nuove opportunità potrebbero nascere da un’evoluzione del sistema. Realizzata nel novembre 2016, l’indagine mostra rispetto alla prima wave (maggio 2016) come l’incidenza dell’ad blocking in Italia rimanga contenuta e il fenomeno sia sostanzialmente stabile: il numero degli utenti unici che hanno installato sul proprio PC un ad blocker resta fermo al 13%, al 15% le pagine bloccate (panel meterizzato). Tre diverse fonti di dati ma un unico risultato in cui tutto il mercato si riconosce: un unicum italiano. Va ricordato che l’indagine si basa su tre diverse fonti di dati. Un unicum anche rispetto alle altre ricerche internazionali sull’ad blocking. • Panel meterizzato comScore: quantificazione di utenti unici e pagine viste con ad blocker installato su PC. • Indagine CAWI su panel Human Highway: quantificazione degli utilizzatori di ad blocker da mobile e da qualsiasi device nonché analisi dettagliata di motivazioni e modalità di utilizzo degli ad blocker. • Dati censuari forniti dagli associati FCPAssointernet per la quantificazione delle pagine con ad blocker attivo. I numeri chiave della CAWI Anche in questo caso si confermano i dati della prima wave: 22,2% è la percentuale degli utenti che hanno dichiarato di aver installato un ad blocker su almeno un dispositivo di accesso ai servizi online. Il dato va interpretato alla luce delle seguenti considerazioni: • Non tutti i dispositivi utilizzati dagli utenti sono stati dotati di un ad blocker. • Non tutti i browser installati sui device degli utenti sono dotati di ad blocker. • Non tutte le pagine web chiamate dai browser con ad blocker sono prive di pubblicità. Ne deriva che la maggior parte (65,7%) degli individui online (PC + smartphone) che utilizza un ad blocker lo fa in maniera tattica, ovvero configurando whitelist o mettendolo in pausa per accedere a pagine e siti di proprio interesse, selezionando i browser e i device su cui applicarlo. L’incidenza dell’ad blocking in Italia viene così ricondotta alla percentuale rilevata dal panel meterizzato: il 13% di utenti che utilizza sul proprio PC un ad blocker e il 15% delle pagine adblockate rappresenta la reale dimensione del fenomeno nel nostro Paese (dato confermato dalla indagine interna FCP-Assointernet, che misura un 12,5% di pagine ad-blockate da desktop sul perimetro delle concessionarie che hanno partecipato all’indagine). Tra gli utenti di smartphone l’incidenza si riduce all’8%. Profilo dell’utenza e motivazioni dell’installazione Rispetto alla prima wave si conferma il profilo degli user di ad blocker: prevalentemente maschile (65,3%), giovane (la fascia con maggiore incidenza è 25-34 anni col 25,9%), con elevato livello d’istruzione. Il fenomeno inizia a interessare le donne (34,7%). Per consentire una evoluzione del sistema e un contenimento del fenomeno l’indagine ha approfondito le ragioni per cui l’utente decide di installare un ad blocker su PC. L’ad blocker si conferma la risposta a una user experience negativa: formati giudicati troppo invasivi (50,7%) e eccessivo affollamento (47,2%) sono le due cause principali, a cui segue l’eccessiva frequenza (36,3%), il rallentamento dei tempi di caricamento dei siti (35,2%), una pubblicità non in linea con gli interessi degli utenti (23,1%). Negli smartphone la ragione principale dell’installazione è il rallentamento dei tempi di caricamento dei siti (40%), ma preoccupa anche il consumo del traffico dati (37,8%). Consapevolezza della pubblicità La seconda wave conferma come rimanga significativa la conoscenza del cosiddetto patto pubblicitario, ovvero la consapevolezza da parte dell’utente della pubblicità come fonte di finanziamento di contenuti free: 42,7% tra gli utilizzatori di ad blocker. Sale dal 50,8% al 56% la quota degli utenti “recuperabili”, cioè di coloro che avendo installato un ad blocker sarebbero disposti a rinunciarvi a fronte di un ambiente online più user friendly. Focus su utenti ecommerce Rispetto alla prima wave è stato aggiunto un focus sugli utenti ecommerce, un’utenza generalmente più matura nella fruizione di internet, su cui l’indagine ha confermato un’incidenza maggiore del fenomeno: il 27,9% degli acquirenti online utilizza un ad blocker. Tra gli utenti di smartphone l’incidenza si riduce all’8,9%. Conclusioni L’indagine inter associativa sull’ad blocking proseguirà nei prossimi mesi con successivi aggiornamenti, per monitorare il fenomeno e settare eventuali contromisure. In particolare le associazioni promotrici dell’indagine stanno lavorando su Tavoli ad hoc non solo per quantificare e comprendere il fenomeno, ma per realizzare uno sforzo comune finalizzato al miglioramento del sistema. Vale a dire recepire e soddisfare con sempre maggiore puntualità le istanze dell’utente, sensibilizzandolo nel contempo al rispetto del “patto pubblicitario” su cui la industry del web si basa. Giovanna Maggioni, UPA Dalla ricerca emerge anche che due tra le principali motivazioni per attivare l’adblocking sono il rallentamento nel caricare i siti, dovuto alla pesantezza di alcuni oggetti pubblicitari, e il consumo eccessivo di traffico dati a causa della medesima ragione. «Due indicazioni molto significative, e importanti per noi – spiega Giovanna Maggioni, direttore generale di UPA -. Questi dati confermano che il consumatore attiva l’adblocking non tanto perché infastidito dalla pubblicità, ma perché l’adv troppo pesante influisce negativamente sulla sua esperienza in internet. Questo ci permette anche di dare suggerimenti alle aziende sull’utilizzo di creatività digitali più fruibili». UPA partecipa alla ricerca per avere informazioni approfondite anche sui profili degli utenti dell’ad blocking. Infatti, una ulteriore informazione che UPA giudica fondamentale è quella relativa ai target. «I dati sui target – dice ancora Maggioni – ci consentono di capire in che modo e che tipo di penetrazione ha l’utilizzo del blocco della pubblicità sulle diverse categorie di consumatori». Daniele Sesini È soddisfatto dei risultati della ricerca Daniele Sesini, direttore generale di IAB Italia: «Siamo contenti nel commentare un fenomeno che non si sta ampliando. Non c’è incremento né nel tasso di penetrazione né in termini di fruizione. La paura, peraltro giustificata, che tutti gli operatori avevano riguardo una possibile crescita della pratica dell’ad blocking è stata in qualche modo bilanciata da risultati stabili e in linea con la maggior parte dei mercati esteri». «Un dato particolarmente positivo riguarda la consapevolezza della pubblicità come fonte di finanziamento per chi produce e veicola gratuitamente i propri contenuti, che è in aumento. Gli utenti stanno acquisendo consapevolezza del patto. E soprattutto la quota di recuperabili è in ascesa. Penso che queste due tendenze siano la conferma del lavoro che stiamo svolgendo a livello inter associativo tanto in Italia quanto a livello globale, per esempio con la Coalition for Better Ads». «I temi dell’advertising di oggi sono diversi e li stiamo trattando e approfondendo con impegno ed un elevato livello tecnico. Parliamo di trasparenza, misurazione, brand safety e viewability, tutti fenomeni che stiamo monitorando con grande attenzione. Tornando all’ad blocking voglio porre l’attenzione sul mobile: il tasso di dispositivi bloccati è molto basso e penso che questo sia un’opportunità per proseguire il lavoro svolto fino a ora ed evitare che errori commessi in passato su desktop si ripetano. In sintesi, occorre costruire ambiente pubblicitario di valore per utenti, editori e inserzionisti».

  • Dati FCP-GoTV Dicembre 2016

    I dati  elaborati dall’Osservatorio FCP-Assogotv (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) evidenziano  per il mese Dicembre 2016 un fatturato totale di  € 1.958.000,00, in incremento del +34,3% rispetto al corrispettivo 2015.

    Per il periodo Gennaio-Dicembre 2016 evidenziano un fatturato totale di  € 16.066.000,00, in incremento del +3,4 % rispetto al corrispettivo 2015.

     

    Il commento ai dati di Angelo Sajeva, Presidente FCP-Assogotv: 

    “Continua lo straordinario trend di crescita della GO TV: chiude Dicembre a doppia cifra confermando l’accelerazione dell’ultimo trimestre che segna ben il +49%, 2 mln di € aggiuntivi in tre mesi che portano la GO TV a chiudere l’anno con una percentuale di crescita superiore a quella media dell’intero mercato pubblicitario!

    Questi risultati sono di ottimo auspicio per il 2017, nel quale contiamo che la GO TV consolidi il proprio posizionamento e rappresenti una grande e più valorizzata opportunità televisiva”.

  • Dicembre 2016

    I dati di fatturato rilevati dall’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) per il mese di Dicembre 2016, raffrontati allo stesso periodo del 2015.

     

    La tabella in allegato: Fatturato per mese per DEVICE/STRUMENTO, evidenzia per il mese di DICEMBRE i seguenti dati:

    • Web -5,1%
    • Mobile +44,9%
    • Tablet +35,6%
    • Smart TV/Console -28,2%

    TOT. -1,2%

    Osservatorio FCP-Assointernet – Dicembre 2016

    Il commento del Presidente FCP-Assointernet Giorgio Galantis      

    “Nei report dell’Osservatorio FCP-Assointernet i due mesi più importanti per volume di fatturato, Novembre e Dicembre, chiudono rispettivamente a +1,0% e -1,2% verso il 2015, determinando una chiusura complessiva del 2016 a 458 milioni di euro e limitando la flessione al -2,3% rispetto all’anno precedente. A tale flessione hanno contribuito due differenti aspetti. Da un lato e in quota parte i costi tecnologici connessi alla crescita della componente programmatic direttamente “detratti alla fonte” dai fatturati delle Concessionarie, dall’altro l’impatto di eventi come Europei e Olimpiadi che hanno determinato una diversa allocazione dei budget pubblicitari. Rileviamo infine come nel 2016 il fatturato “mobile” sia raddoppiato rispetto all’anno precedente anche come quota di mercato raggiungendo un’incidenza sul totale investimenti del 10% circa, dal 4,7% al 9,6%”.

    Dati_Assointernet Dicembre 2016

    Dati_Assointernet Dicembre 2016

    Tavole IX_X_Assointernet Dicembre 2016_perDichiaranti

    Rapporto_Assointernet Dicembre 2016

  • Dicembre 2016

    I dati dell’Osservatorio Stampa FCP relativi al periodo Gennaio-Dicembre 2016 raffrontati con i corrispettivi 2015.
    Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale registra un calo del -5,7%.

    In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo sia a fatturato -6,7% che a spazio -0,2%.
    Le singole tipologie segnano rispettivamente:
    La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -8,0% a fatturato e +1,2% a spazio.
    La pubblicità Commerciale locale -3,3% a fatturato e -0,6% a spazio.
    La tipologia Legale ha segnato -6,8% a fatturato e +6,9% a spazio.
    La tipologia Finanziaria ha segnato -13,9% a fatturato e +1,8% a spazio
    La tipologia Classified ha segnato -8,7% a fatturato e -10,1% a spazio.

    I periodici segnano un calo a fatturato del -3,8% e un aumento a spazio del +2,1%.
    I Settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -4,4% e positivo a spazio +4,0%.
    I Mensili segnano -1,5% a fatturato e +1,6% a spazio.
    Le Altre Periodicità registrano -19,1% a fatturato e -11,7% a spazio.

    Tavola 1_Dicembre 2016

    Tavole quotidiani_Dicembre 2016

    Tavole periodici_Dicembre 2016

    GRUPPI PERIODICI_Dicembre 2016

    Rapporto_Dicembre 2016

  • Editoria Sport Network e NTV insieme per il nuovo magazine “Italo. I Sensi del Viaggio”

    DailyMedia 03/02/2017

    Un incontro importante segna l’inizio del 2017: Sport Network e NTV insieme per il nuovo magazine “Italo. I Sensi del Viaggio”. Contenuti di tendenza e una veste grafica completamente nuova sono i tratti distintivi della nuova rivista di Italo che ha debuttato in questi giorni a bordo treno e nelle Lounge Italo Club. Attuale, completo e ricco di approfondimenti, il nuovo magazine di Italo guiderà il viaggiatore alla scoperta delle meraviglie del nostro Paese nel campo dell’arte, della moda, del design e del gusto in un viaggio ispirato ai 5 sensi umani. Vista, udito, gusto, tatto e olfatto saranno, infatti, le bussole che orienteranno il lettore tra le pagine di questo nuovo magazine. A Sport Network saranno affidate la realizzazione dei contenuti editoriali e la raccolta pubblicitaria. Articoli, reportage, interviste saranno curati da una redazione di esperti del mondo del lifestyle. I contenuti All’interno di “Italo. I sensi del Viaggio” ampio spazio sarà dedicato, ovviamente, al viaggio e alla scoperta delle meravigliose città italiane che di mese in mese saranno raccontate dalla prospettiva di un turista curioso e attento ai dettagli. Consigli di viaggio, itinerari e appuntamenti da non perdere verranno segnalati di volta in volta per permettere al viaggiatore di vivere questi fantastici luoghi a 360 gradi. Un occhio di riguardo sarà anche riservato alla cultura enogastro- nomica del nostro Paese, apprezzata in tutto il mondo non solo per i suoi ottimi prodotti dalle innumerevoli varianti regionali ma anche per la maestria dei nostri chef stellati, veri e propri ambasciatori dell’eccellenza italiana nel mondo. E poi ancora approfondimenti sui film in programmazione al cinema, ricche selezioni sulle serie tv più seguite e sui programmi televisivi da non perdere. Ogni mese non mancheranno poi gli appuntamenti con la cultura e con i grandi eventi della musica italiana e internazionale, senza dimenticare le ultime tendenze di benessere e hi-tech. Il progetto editoriale del nuovo magazine di Italo è stato curato da Andrea Brambilla, Direttore Editoriale di Conti Editore. I commenti Il Presidente di NTV Andrea Faragalli Zenobi dichiara: “L’attenzione verso il viaggiatore e l’eccellenza del servizio sono i principi alla base della nostra filosofia aziendale e questa rivista ne vuole essere un ulteriore esempio”, e aggiunge: “la utilizzeremo per raccontarvi le nuove sfide e i nuovi obiettivi di un anno molto importante per tutti noi: azionisti dipendenti e viaggiatori. Saranno tante le novità che abbiamo in serbo per voi e che vi anticiperemo su queste pagine per garantirvi una prospettiva privilegiata”. Paolo Posteraro, Direttore di “Italo. I Sensi del Viaggio” commenta: “Con “Italo. I sensi del viaggio” accompagneremo i viaggiatori in giro per l’Italia, tenendogli compagnia quando sono sul treno e facendogli scoprire le bellezze italiane” La distribuzione “Italo. I Sensi del Viaggio” sarà disponibile, in versione cartacea, a bordo di tutti i treni Italo e nelle Lounge Italo Club di Milano Centrale, Roma Termini e Roma Tiburtina, Firenze Santa Maria Novella e Napoli Centrale, in versione digitale all’interno del portale di bordo Italolive e sul sito www.ntvspa.it