Corriere Economia 2 aprile 2012
(Stefano Righi)
Quando nell’aprile del 2003 Murdoch rilevò con News Corp le attività e i 2,2 milioni di abbonati di Telepiù e Stream, il numero dei critici superava quello degli ottimisti. Nove anni dopo, Sky Italia conta 5 milioni di abbonati, un elevato tasso di fidelizzazione e ha investito in programmi e tecnologia -come rileva uno studio della Fondazione Rossellli- oltre 7,7 miliardi di euro e nei primi sette anni ha generato ricchezza nell’economia italiana per oltre 15,9 miliardi di euro. Tuttavia non mancano le controindicazioni, legate ad un mercato che cresce poco, alla cristi generale e alla concorrenza basata sulle iniziative Mediaset Premium e su un’offerta gratuita che non ha uguali all’estero. Ma l’offerta Sky è ampia: gusti di nicchia ammiccando al grande pubblico. La battaglia miliardaria per i diritti sportivi da riconoscere si è combattuta l’estate scorsa e ora Sky é in grado di offrire durante le Olimpiadi di Londra a luglio, per la prima volta in diretta, tutte le gare del programma olimpico e poi tutte le 128 partite della Uefa Champions Leauge della prossima stagione calcistica. Francesco Siliato, docente di Cutura dei Media al Politecnico di Milano, spiega come Sky dimostri di avere chiaro cosa vuole fare e di sapere come raggiungere i propri obiettivi e come sia riuscita a diventare la base dell’intrattenimento domestico delle famiglie al punto che l’abbonato Sky sta diminuendo il tempo che dedica alle altre reti. L’abbonato considera Sky qualcosa da cui difficilmente separarsi, anche se le crisi pesano e nel 2010 sono stati persi 63 mila abbonati, recuperati però lo scorso anno. Il cambio della guardia al vertice, quando l’anno scorso Andrea Zappia ha sostituito nel ruolo di AD Tom Mockridge, non ha spostato la vision: focalizzata su contenuti (informazione, sport, spettacolo, film e serie) e tecnologia, un punto a favore, questo, riconosciuto anche dai critici più severi.