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  • Francesco Profumo su Skuola.net

    Daily Net 18 febbraio 2013

    Venerdì scorso è stata pubblicata su Skuola.net un’intervista esclusiva a Francesco Profumo, Ministro della Pubblica Istruzione uscente. In questo caso il web non è stato solo il canale di fruizione, ma anche il protagonista assoluto del prodotto editoriale: infatti i giornalisti non hanno ideato in prima persona le domande da porre al Ministro, ma si sono limitati a selezionare le migliori che sono giunte sul portale nell’ambito dell’iniziativa “Intervista tu Profumo”. In poco più di una settimana circa 1.500 utenti hanno partecipato alla costruzione della prima intervista in crowdsourcing mai realizzata ad un Ministro della Pubblica Istruzione: grazie al loro contributo è stato presentato a Profumo un fascicolo con una selezione di oltre 200 domande. La partecipazione riscontrata si è tradotta in numeri decisamente interessanti, soprattutto se relazionati ad un target che secondo i luoghi comuni sembra non interessarsi molto di politica. Inoltre si conferma una tendenza che vede il web sempre più centrale nella costruzione del dialogo tra i cittadini e la politica.

  • Iab Seminar, focus sul performance marketing

    Daily Net 18 febbraio 2013

    Sono aperte le iscrizioni alla prima edizione 2013 di Iab Seminar
    (www. iabseminar.it), che si terrà a Milano il prossimo 5 marzo presso la sede de Il Sole 24 Ore (Sala Collina – Via Monte Rosa, 91). Il primo degli appuntamenti di Iab Italia rivolti all’analisi e all’approfondimento di specifiche tematiche relative al mondo di internet e della comunicazione digitale, sarà quest’anno interamente dedicato al performance marketing, un insieme di tecniche di advertising multicanale con l’obiettivo di generare risultati di business concreti e misurabili. Durante l’appuntamento presentazioni di best practices e approfondimenti metodologici si alterneranno per evidenziare la rilevanza strategica del performance marketing all’interno di una moderna campagna di comunicazione. Sponsor di Iab Seminar 2013-Performance Marketing sono: Adobe, Clickpoint, NetBooster, PayClick, Public- Ideas, Quisma, Sems, Simple Agency, Tradedoubler, Trade- Tracker, Webperformance e Zanox.

  • Iab Seminar, focus sul performance marketing

    Daily Net 18 febbraio 2013

    Sono aperte le iscrizioni alla prima edizione 2013 di Iab Seminar
    (www. iabseminar.it), che si terrà a Milano il prossimo 5 marzo presso la sede de Il Sole 24 Ore (Sala Collina – Via Monte Rosa, 91). Il primo degli appuntamenti di Iab Italia rivolti all’analisi e all’approfondimento di specifiche tematiche relative al mondo di internet e della comunicazione digitale, sarà quest’anno interamente dedicato al performance marketing, un insieme di tecniche di advertising multicanale con l’obiettivo di generare risultati di business concreti e misurabili. Durante l’appuntamento presentazioni di best practices e approfondimenti metodologici si alterneranno per evidenziare la rilevanza strategica del performance marketing all’interno di una moderna campagna di comunicazione. Sponsor di Iab Seminar 2013-Performance Marketing sono: Adobe, Clickpoint, NetBooster, PayClick, Public- Ideas, Quisma, Sems, Simple Agency, Tradedoubler, Trade- Tracker, Webperformance e Zanox.

  • In Italia pianificato internamente il 28% della spesa adv

    AdvExpress 18 febbraio 2013

    TBS Italy, filiale di TBS Group, pubblica la sua prima ricerca sulle aziende che investono senza un centro media. Questa ricerca è realizzata tramite il suo prodotto ILFAC – Il File degli Attori della Comunicazione, dove sono state indentificate le aziende che lavorano con o senza un centro media. E’ sempre stato un luogo comune pensare che la pubblicità in Italia fosse gestita quasi esclusivamente dai centri media, senza tenere conto dell’importanza che riveste la gestione interna della pianificazione pubblicitaria. La parte gestita dai centri media rimane la più importante del mercato con più del 72%. La parte gestita internamente fa il 28% del valore totale dei volumi investiti nei media, ma diventa molto più importante su mezzi come la stampa o web. Su stampa e internet, si trovano inserzionisti che pur avendo un centro media decidono di gestire internamente alcuni mezzi: Geox lavora con GroupM per i media ad eccezione della stampa, gestita internamente. Situazione indentica per ING Direct e Direct Lines che, anche se hanno un centro media, curano internamente tutta la parte online. I settori in cui sono maggiormente presenti aziende che non hanno un centro media sono quelli di Abbigliamento e Accessori (20%), Cibo Alimentari (7%) e Arredamento (5%). Alcune sono di dimensione internazionale, e, anche se all’estero hanno un centro media, gestiscono tutto internamente in italia. Dal punto di vista di una concessionaria di pubblicità, lo sviluppo di progetti speciali a forte valore economico e il fatto di non pagare il fee del centro media dovrebbe essere un incentivo ad entrare direttamente in contatto con il cliente finale. Le agenzie e i centri media devono trovare un’offerta che convinca questi clienti ad appoggiarsi alle loro competenze ed aiutarle ad individuare, tra tutte le offerte media, la migliore possibile.

  • In Italia pianificato internamente il 28% della spesa adv

    AdvExpress 18 febbraio 2013

    TBS Italy, filiale di TBS Group, pubblica la sua prima ricerca sulle aziende che investono senza un centro media. Questa ricerca è realizzata tramite il suo prodotto ILFAC – Il File degli Attori della Comunicazione, dove sono state indentificate le aziende che lavorano con o senza un centro media. E’ sempre stato un luogo comune pensare che la pubblicità in Italia fosse gestita quasi esclusivamente dai centri media, senza tenere conto dell’importanza che riveste la gestione interna della pianificazione pubblicitaria. La parte gestita dai centri media rimane la più importante del mercato con più del 72%. La parte gestita internamente fa il 28% del valore totale dei volumi investiti nei media, ma diventa molto più importante su mezzi come la stampa o web. Su stampa e internet, si trovano inserzionisti che pur avendo un centro media decidono di gestire internamente alcuni mezzi: Geox lavora con GroupM per i media ad eccezione della stampa, gestita internamente. Situazione indentica per ING Direct e Direct Lines che, anche se hanno un centro media, curano internamente tutta la parte online. I settori in cui sono maggiormente presenti aziende che non hanno un centro media sono quelli di Abbigliamento e Accessori (20%), Cibo Alimentari (7%) e Arredamento (5%). Alcune sono di dimensione internazionale, e, anche se all’estero hanno un centro media, gestiscono tutto internamente in italia. Dal punto di vista di una concessionaria di pubblicità, lo sviluppo di progetti speciali a forte valore economico e il fatto di non pagare il fee del centro media dovrebbe essere un incentivo ad entrare direttamente in contatto con il cliente finale. Le agenzie e i centri media devono trovare un’offerta che convinca questi clienti ad appoggiarsi alle loro competenze ed aiutarle ad individuare, tra tutte le offerte media, la migliore possibile.

  • Dall’Agenda Digitale risorse pari a 70 mld di euro

    AdvExpress 18 febbraio 2013

    Per rilanciare la competitività e l’occupazione dell’Italia sono indispensabili le nuove tecnologie digitali. E l’attuazione di un’agenda digitale per il Paese può liberare risorse per oltre 70 miliardi di euro: 35 miliardi di euro dal contrasto all’evasione fiscale e dal miglioramento dell’efficienza della PA, 25 miliardi dalla semplificazione della relazione tra PA, imprese e cittadini, più ulteriori risorse per le imprese dall’aumento della produttività, dalla riduzione dei costi e dalla nascita di nuove start-up. I docenti della School of Management del Politecnico hanno messo a confronto gli impegni che le diverse coalizioni e i partiti intendono assumere per la prossima legislatura sui principali temi dell’agenda digitale, attraverso un dibattito a cui hanno partecipato Luigi Buoncristiani di Rivoluzione Civile, Mario Caputi di FARE per fermare il declino, Alex Curti del Movimento 5 Stelle, Marco Meloni del PD, Antonio Palmieri del PdL, Francesco Sacco di Scelta Civica.

  • Cardani da RCS a Publitalia

    Adv Express 15 febbraio 2013

    Matteo Cardani verso metà marzo lascerebbe Rcs per approdare in Publitalia a rafforzare la squadra di Stefano Sala. Prima che approdasse in Rcs Pubblicità in qualità di Vicedirettore Generale con deleghe al marketing strategico e multimedia advertising, Cardani era -insieme a Luca Vergani- joint c.e.o di Mec Italia, il centro media del Gruppo Wpp e controllato da Group M, di cui Sala era chairman e ceo. Nell’ottica di una maggiore integrazione tra le attività commerciali, e forte dell’esperienza maturata in Rcs, Cardani andrebbe a occuparsi del coordinamento delle strategie marketing della stessa Publitalia, di Digitalia e Mediamond. Il suo riferimento dovrebbe quindi essere Luigi Colombo, direttore generale marketing e vendite. Cardani, oltre ad aver lavorato in GroupM e Mec ha lavorato in Carat come direttore generale a Milano, e managing director di Deepblue.

  • Microsoft diventa produttore tv: entro l’anno su XBox

    DailyNet 15 febbraio 2013

    Entro la fine dell’anno Microsoft si trasformerà in “produttore” tv per realizzare programmi interattivi dedicati alla sua piattaforma XBox Live. Lo ha annunciato Nancy Tellem, presidente entertainment e digital media della casa di Redmond e il focus principale sarà la possibilità di interagire con i programmi televisivi tramite il controller Kinect. Il settore delle tv via internet è in grande espansione, con i principali big del settore, da Apple a Google, e ora anche Intel, che hanno progetti avviati o in preparazione.

  • Cairo Communication: ricavi 2012 a -1,8%; la raccolta meglio del mercato, con La7 in calo del 3,4%

    DailyMedia 15 febbraio 2013

    Cairo Communication ha chiuso il 2012 con ricavi lordi consolidati pari a circa 313,5 milioni di euro, sostanzialmente in linea (-1,8%) con il 2011 grazie ai ricavi generati dalle nuove iniziative editoriali Settimanale Nuovo (circa 13 milioni) ed F (circa 7,4 milioni). A fronte di un andamento negativo del mercato pubblicitario (rispettivamente -15,3% e -18,4% i mercati pubblicitari televisivo e dei periodici secondo i dati AC Nielsen nel 2012), il Gruppo ha contenuto la flessione dei ricavi pubblicitari, in particolare quelli televisivi, rispetto all’andamento del mercato. In particolare, la raccolta pubblicitaria sul canale La7 (161,9 milioni) è stata inferiore del 3,4% rispetto al 2011, con una performance migliore di circa 12 punti percentuali rispetto a quella del mercato pubblicitario televisivo (-15,3%). Sul fronte editoriale, con 36 milioni di euro, il calo della raccolta è stato del 10%, anche qui quindi decisamente meglio del settore periodici. La posizione finanziaria netta consolidata al 31 dicembre 2012 risulta positiva per circa 61,2 milioni (circa 54,7 milioni al 31 dicembre 2011). Alla luce dei risultati conseguiti, il CdA proporrà alla assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,27 euro per azione al lordo delle ritenute di legge. Guardando all’anno appena iniziato, Cairo Communication considera realizzabile l’obiettivo di conseguire risultati gestionali fortemente positivi. Lunedì, infine, potrebbe essere il giorno in cui Telecom Italia deciderà sulla vendita o meno di La7, a cui è interessato lo stesso Cairo.

  • Nielsen: 2012 a -14,3%, peggior risultato degli ultimi 20 anni

    DailyMedia 15 febbraio 2013

    Il mercato della pubblicità chiude il suo peggiore anno degli ultimi 20 con una performance negativa del -14,3%, scendendo per la prima volta dal 2003 (secondo il perimetro misurato da Nielsen) sotto la soglia degli 8 miliardi di euro a prezzi correnti. In termini reali vale a dire che, al netto dell’inflazione (ISTAT), si torna addirittura a livelli del 1991; questo fa quindi pensare a un cambio strutturale e non congiunturale nella sua composizione. “Si è persa la ciclicità che ha caratterizzato la situazione di mercato fino al 2009. Dal 1992 al 2009, infatti, il mercato ha vissuto due momenti di decremento, uno nel 1993/94 e uno nel 2001/2002, entrambi sempre seguiti da una risalita” ha spiegato Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen, che ha commentato ieri alla stampa i dati appena rilasciati. “Una ripresa potrà essere legata solo al maggior reddito disponibile delle famiglie e quindi a un aumento dei consumi”. Guardando all’andamento mensile degli investimenti nel 2012, si nota un peggioramento continuo e graduale da gennaio a dicembre: “Siamo partiti con un primo quarter a -7,2%, seguito da un secondo trimestre a -11,4%” ha detto Dal Sasso. “A luglio il grosso calo, nonostante eventi come le Olimpiadi: nel terzo trimestre, infatti, il decremento è stato del 20,5%, per finire con un -21,1% negli ultimi tre mesi dell’anno. Un andamento che nemmeno il mercato, sia la domanda che l’offerta, si aspettava. Solo a dicembre le cose sono leggermente migliorate con un -18%, grazie anche alla minore riduzione di alcuni mezzi “minori”, come le affissioni, che hanno beneficiato dell’inizio della campagna elettorale”. In termini di investimenti sui singoli mezzi nel 2012, a eccezione di internet, il calo è trasversale a tutti quelli rilevati da Nielsen. In netta diminuzione sono la tv (-15,3%), i quotidiani (-17,6%), i periodici (-18,4%), la radio (-10,2%), il cinema (-18,7%), l’out of home (-10,2%) e l’outdoor (-12,5%). Anche per il web, che chiude con un +5,3%, pari a 664.505 milioni di euro, l’ultimo scorcio del 2012 è stato molto difficile: questo mezzo cresce, infatti, a un ritmo più contenuto rispetto al passato (a gennaio la crescita era stata di circa il 25%), risentendo dunque della generale crisi strutturale. In termini di settori il taglio dei budget pubblicitari ha coinvolto quasi tutte le industry.