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  • Bilanci Mediaset: risultato negativo nei primi tre mesi, la raccolta pubblicitaria è in calo dell’1,8%

    DailyMedia del 14/05/2014

    Il gruppo Mediaset torna a perdere nel primo trimestre di quest’anno, che si è chiuso con un risultato netto consolidato negativo per 12,5 milioni di euro contro l’utile di 9,3 milioni dello stesso periodo 2013. Complessivamente, il gruppo ha registrato ricavi consolidati per 820,8 milioni di euro, contro gli 831,6 milioni del 2013. La redditività peggiora da 53,4 milioni a 29,6 milioni di euro ma migliora l’indebitamento finanziario netto a 1.387,7 milioni di euro da 1.584,3 milioni di euro. E’ l’Italia a soffrire di più nel periodo preso in considerazione: i ricavi netti ammontano a 620,9 milioni di euro rispetto ai 635,4 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato netto è negativo per 17,7 milioni di euro a fronte di un utile pari a 4,2 milioni di euro del primo trimestre 2013. La pubblicità perde l’1,8% dei fatturati, attestandosi sui 492,5 milioni di euro tra Publitalia e Digitalia, contro i 501,8 milioni del primo trimestre 2013. Commenta Luigi Colombo, general manager della concessionaria: «La pubblicità è in calo per via di un andamento mediocre nel mese di febbraio» mentre per quanto riguarda i mesi successivi a marzo, «aprile è partito molto bene ma poi non ha confermato gli andamenti. La situazione resta molto complicata ed è difficile fare previsioni, immagino che anche il secondo trimestre sarà duro, ma confido in un risultato in linea con quello del secondo trimestre 2013». La raccolta pubblicitaria comunque sta migliorando, tenendo conto del fatto che nel primo trimestre del 2013 era in flessione del 19,4%. Mentre alcuni settori sono in netta ripresa, quali le auto (+5,2%), i farmaceutici (+15,3%) e il retail (+25,5%), tlc, food e non food, che insieme rappresentano il 46% dei clienti della concessionaria, scendono rispettivamente del -27,7%, -12,6% e 9,2%. I dati presentati da Mediaset agli analisti finanziari evidenziano anche una crescita complessiva dello share nelle 24 ore, che raggiunge il 33,3% contro il 32,9% del primo trimestre 2013. Mediaset è leader sul target commerciale 15-54 nel giorno medio con lo share del 37,1%, nel prime time con il 36,4%, e nelle 24 ore con il 35,9%. Sempre sul target commerciale, Canale 5 è la rete più vista, sia in prima serata (17,4%) sia nelle 24 ore (17,3%). In crescita anche lo share nelle 24 ore dei canali digitali in chiaro e a pagamento sul target commerciale, che passa dal 7,1% all’8,1% nel periodo considerato. La pay tv registra un calo dei ricavi che passano da 144,5 milioni di euro a 142,8 milioni di euro rispetto ai 144,5 milioni di euro del primo trimestre 2013, a fronte di un parco abbonati rimasto sostanzialmente invariato. Per quanto riguarda l’area infrastrutture, EI Towers chiude il trimestre con ricavi per 57,9 milioni di euro, stabili rispetto ai 57,7 milioni del primo trimestre 2013. I costi operativi calano a 376,1 milioni di euro rispetto ai 379,3 milioni di euro dei primi tre mesi 2013 (-0,8%), consolidando gli obiettivi di efficienza raggiunti nell’ultimo biennio. Secondo quanto dichiarato dal cfo Marco Giordani, sono previsti ulteriori tagli tattici e non strutturali, mentre l’obiettivo fissato per l’indebitamento è di 1,1 miliardi di euro. La redditività peggiora, scendendo a 7 milioni di euro contro i 34,6 milioni del primo trimestre 2013. Sull’andamento del risultato operativo ha inciso l’incremento degli ammortamenti dei diritti televisivi pay della Serie A dovuto a un numero di partite disputate e trasmesse superiore a quello del primo trimestre 2013. Mediaset España invece registra andamenti positivi, con i ricavi netti consolidati a quota 200,4 milioni di euro rispetto ai 196,6 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. La raccolta pubblicitaria lorda si attesta a 194,6 milioni di euro rispetto ai 191,2 milioni del primo trimestre 2013. L’Ebit è pari a 22,6 milioni di euro rispetto ai 18,8 milioni del primo trimestre 2013, mentre l’utile netto ammonta a 12,8 milioni di euro rispetto ai 12,5 milioni dei primi tre mesi 2013. Le reti tv mantengono la leadership assoluta nelle 24 ore sul target commerciale con il 31,5% di share. Telecinco si conferma la rete spagnola più vista nel totale giornata (14,2%). Nei prossimi mesi, la strategia di Publitalia punta alla sostenibilità di lungo periodo attraverso la difesa della redditività e dei prezzi. L’obiettivo è consolidare la quota nel mercato della pubblicità anche a fronte di riduzioni temporanee della quota televisiva. In Spagna, dove la ripresa è avviata, si attende una crescita moderata della raccolta anche nel secondo trimestre, al termine del quale Mediaset España disporrà dell’esclusiva sulle partite della nazionale spagnola ai Mondiali di Calcio.

     

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  • Bilanci Il Sole 24 Ore dimezza le perdite e incrementa i ricavi del 4,4% nel primo trimestre dell’anno

    DailyMedia del 13/05/2014

    Il Sole 24 Ore quasi dimezza la perdita nel primo trimestre a 5,8 milioni (rispetto al rosso di 10,4 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso) e segna ricavi in crescita del 4,4% a 98,1 milioni. Il margine operativo lordo (Ebitda) si porta a 2,2 milioni (era negativo per 6 milioni). In particolare, i ricavi diffusionali aumentano del 6,4%, i ricavi pubblicitari di System aumentano dello 0,9%, i ricavi editoria elettronica dell’Area Tax&Legal dell’11,8%, i ricavi dell’Area formazione del 32,5% pari a 1,9 milioni e i ricavi dell’Area Cultura di 3,3 milioni. Tornando a System, in un contesto ancora in contrazione (il mercato pubblicitario di riferimento è in calo nel primo bimestre del 10,3%), l’andamento della raccolta online risulta in crescita del 7,2% (verso un mercato a -6,3%), quello di Radio 24 è positivo per l’8,7%, migliore del comparto radio nel suo complesso (+7,5%). Il Sole 24 ORE si conferma primo quotidiano digitale nazionale con 170 mila copie digitali a marzo 2014 (+182% verso marzo 2013). In netta controtendenza rispetto al mercato, la diffusione complessiva carta + digitale è pari a oltre 362mila copie (+25% verso marzo 2013) e conferma Il Sole 24 ORE al terzo posto tra i quotidiani nazionali. Confermate le positive dinamiche già rilevate nell’ultimo trimestre 2013: il margine operativo lordo dell’Area Editrice diventa positivo per 2,1 milioni di euro nel primo trimestre 2014, in miglioramento di 4,9 milioni di euro (+173,0% rispetto al primo trimestre 2013 pari a -2,8 milioni di euro), grazie alla scelta strategica di passaggio al digitale unitamente alle azioni di razionalizzazione dei costi. In crescita i ricavi dell’Area Cultura (+3,3 milioni di euro) rispetto al primo trimestre 2013, grazie al successo di mostre, che confermano la leadership di 24 ORE Cultura nel panorama nazionale. Idem per i ricavi e la redditività dell’Area Formazione ed Eventi, grazie all’ampliamento dell’offerta di master della Business School e all’incremento degli eventi organizzati da Newton. Il Risultato Operativo (ebit), in miglioramento di 8,5 milioni rispetto al primo trimestre 2013 (+74,1%) è negativo per 3,0 milioni di euro (-11,4 milioni di euro nel 2013). La posizione finanziaria netta è negativa per 57,8 milioni di euro (-48,6 milioni di euro al 31 dicembre 2013), avendo scontato il pagamento di oneri non ricorrenti per 8,0 milioni di euro. La posizione finanziaria netta, al netto degli oneri non ricorrenti, è sostanzialmente stabile. Nel secondo trimestre 2014 è previsto l’incasso di circa 97 milioni di euro relativo alla cessione dell’Area Software. Per l’intero anno il gruppo editoriale si aspetta un miglioramento dell’Ebitda.

     

  • Aziende Visibilia: bene la raccolta dei periodici, la concessionaria punta ai 20 milioni di euro nel 2014

    DailyMedia del 13/05/2014

    In attesa di dar vita a una holding a capo delle varie attività di gruppo, Visibilia di Daniela Santanché si è fatta in tre, distinguendo e riorganizzando i business tra editoriale, concessionaria e servizi commerciali digitali. In Visibilia Editore, controllata da Visibilia srl al 100%, sono confluite le testate (già Mondadori) Villegiardini, PC Professionale e Ciak, che complessivamente valgono tra i 6,5 e i 7 milioni di euro tra raccolta, edicola e iniziative di cobranding ed eventi. Il potenziale pubblicitario si colloca tra gli 1,2 e gli 1,5 milioni di euro a testata, e l’editore conferma andamenti soddisfacenti, in linea con gli obiettivi prefissati. La stampa verticale, fa sapere, sembra tenere bene nonostante il protrarsi della crisi per il comparto. Va meno bene invece l’area quotidiani, con il Giornale che patisce un calo a due cifre, pur inferiore alla media di mercato. L’editore è al lavoro sullo sviluppo digitale dei prodotti. Per quanto riguarda Ciak, sono in preparazione i lanci di una app e di un sito dedicato, di cui lo storico mensile di cinema era privo. E’ forte invece la sua presenza su Facebook con una pagina che conta oltre 26mila fan. Anche per Villegiardini e Pc Professionale ci sono progetti relativi al rinnovo della presenza sul web e al lancio di app per il mobile. Tra i futuri progetti, una serie di iniziative editoriali nel campo dell’alimentazione, forte anche della presenza in Visibilia con una quota del 40% di Bioera, consorzio di aziende specializzate in prodotti biologici e naturali tra cui Ki Group. Le attività tradizionali relative alla raccolta pubblicitaria fanno capo alla Visibilia srl, che per quest’anno si è posta un obiettivo di 20 milioni di euro tra mezzi cartacei, il circuito radio (del valore di oltre due milioni di euro), il canale televisivo Planet Kids e Google AdWords. Di fatto, la voce di business più importante per l’azienda presieduta da Daniela Santanché è ancora il quotidiano di via Negri e gli sviluppi in campo editoriale puntano anche a far crescere una parte di fatturato indipendente da editori altri. La terza “gamba” del sistema nato con la riorganizzazione è Visibilia Digital, sempre controllata dalla srl al 100%, che si occupa di servizi di comunicazione digitale. Al suo interno vi sono due divisioni, una per la consulenza commerciale e l’altra per la parte tecnologica e creativa. Le tipologie di servizio trattate sono seo, sem, display network, YouTube, reputation, più le attività legate alla Premium Partnership con Google.

     

  • Mercato RCS MG: il 19 maggio 20 milioni di copie gratuite per “L’Italia che ce la fa”; il 12 giugno una diffusione straordinaria della Gazzetta per i Mondiali

    DailyMedia del 13/05/2014

    Con un apposito incontro che si è tenuto ieri, Barbara Stefanelli, vicedirettore del Corriere della Sera, Nicola Speroni, responsabile Sistema del quotidiano, e Raimondo Zanaboni, d.g. della Direzione Pubblicità di RCS Media Group, hanno illustrato nei dettagli l’operazione legata al progetto #Italiavoltapagina, di cui DailyMedia ha fornito alcune anticipazioni nei giorni scorsi, in occasione dell’attivazione del relativo canale all’interno di corriere.it il 20 aprile. Si tratta, come è stato spiegato, di un’iniziativa senza precedenti nell’editoria italiana, grazie alla quale, a partire dal 19 maggio (e nei due giorni successivi), verrà recapitata da Postel a 20 milioni di famiglie italiane una copia gratuita del numero speciale “L’Italia che ce la fa”, 28 pagine con contenuti realizzati da alcune delle più importanti firme del giornale (tra i quali Dario Di Vico, Mauro Magatti, Gianna Fregonara, Giangiacomo Schiavi, Maurizio Ferrera e Gian Antonio Stella), collaboratori e blogger, e dedicate ai fondamentali della qualità della nostra vita – lavoro, famiglia, scuola, salute e ambiente – proponendo un incrocio di analisi e storie positive per raccontare un’Italia che in questi anni non si è arresa e ha continuato a investire nel futuro. “L’Italia che ce la fa”, si potrà leggere nell’editoriale del direttore Ferruccio de Bortoli, non è un progetto “artificialmente patriottico o puramente consolatorio. È il racconto di uno straordinario Paese che nonostante tutto – e l’elenco dei fardelli è sterminato – studia, lavora, produce e innova. Un Paese che a volte non sa valorizzare fino in fondo il proprio impegno e non riesce a essere orgoglioso dei propri primati; forse la materia prima che più ci manca è la fiducia: in noi stessi, nelle nostre qualità, nella possibilità di farcela, nella caparbietà di rinascere e ritagliarci un ruolo diverso nel mondo globale”. Il dorso sarà anche allegato al quotidiano (che ha una tiratura intorno alle 500.000 copie) e disponibile in edizione digitale. «Si tratta di n’operazione editoriale molto importante e impegnativa – ha spiegato Speroni -. Nessun quotidiano ha mai raggiunto gli italiani casa per casa, e il Corriere della Sera può farlo grazie alla sua leadership di pensiero e incontrastata autorevolezza. Il progetto contiene un messaggio che, siamo certi, sarà apprezzato dai lettori, come già indicano i tanti segnali di condivisione pervenuti al sito”. Barbara Stefanelli ha così illustrato il progetto: «La diffusione di questo numero speciale nelle case degli italiani sarà un passaggio fondamentale, ma non l’unico, nella costruzione di una grande inchiesta che il giornale desidera realizzare con i suoi lettori, un ritratto collettivo fatto di piccole e grandi esperienze. Su italiavoltapagina.corriere.it è possibile inviare idee, storie e video: in sintesi, le battaglie da condividere. Dal 20 maggio, inoltre, saranno raccolte le “Playlist d’Italia”: 10 ragioni, pubbliche e private, per le quali ognuno esprima il suo giudizio sul perché sia bello vivere in questo Paese. Beppe Severgnini, in parallelo, proporrà 100 motivi d’orgoglio nazionale tra i quali ciascuno potrà selezionare i suoi 10: alla fine si scopriranno le ragioni più cliccate”. L’imponente impegno produttivo e diffusionale, che il Corriere della Sera affronta con questo speciale, è reso possibile anche grazie alla partecipazione di una serie di aziende divenute partner dell’operazione come Enel, Eni, Intesa Sanpaolo, Ferrero con Nutella, Tim e Vodafone, che a loro volta proporranno il loro contributo a un’Italia che volta pagina. In collaborazione con Eni sarà realizzata una versione digitale inglese dello speciale, scaricabile gratuitamente dalla digital edition, dal sito e dagli IP stranieri sul sito Digitalians. «Questa iniziativa pone il nostro quotidiano al centro di un’audience mai vista in Italia, superiore a quella dei grandi eventi televisivi » ha aggiunto Zanaboni, ipotizzando che, a livello teorico, si potrà avere una cifra tra i 30 e i 46 milioni di contatti, ovviamente a un costo infinitamente più basso rispetto a quelli del Corriere della Sera. Anche per questo, oltre che dai citati partner, hanno acquistato spazi tabellari anche Trony, UniCredit, Ferrovie dello Stato, NTV-Italo, MTV e Samsung. In totale, quindi, l’inserito sarà di 9 intere più due mezze, con un ritorno che non è stato quantificato ma che, come ha spiegato Zanaboni, fa sì che “l’operazione si sia ripagata”. Insomma, una boccata di ossigeno dopo un primo trimestre che si annuncia ancora negativo sul fronte della raccolta (i dati di bilancio saranno resi noti domani) e un aprile che non sembra essere andato meglio anche in ragione dei molti giorni di vacanza che lo hanno caratterizzato. «#Italiavoltapagina è un progetto multimediale che parte dal valore della carta stampata ma che si sviluppa anche nel digitale, con un coinvolgimento attivo dei lettori, invitati a partecipare con le loro idee e progetti – ha concluso il d.g. -. In questi mesi in cui abbiamo presentato l’idea ai nostri clienti, abbiamo potuto confrontarci proprio sulla capacità di un powerbrand come il Corriere di farsi portavoce di un messaggio di grande positività rivolto al Paese. L’idea che sta alla base di tutta l’iniziativa è infatti che se ci crediamo – e ci crediamo in tanti, ciascuno nel proprio ruolo – ci potremo riuscire». La comunicazione a sostegno è stata ideata da TBWA\Italia, che ha realizzato una multisoggetto con il claim: “Se ci crediamo, ci riusciamo”, on air dal 20 aprile su stampa e web. A margine dell’incontro, Speroni ha confermato che il nuovo formato compatto del quotidiano, che comporterà anche una revisione sul piano grafico e di impaginazione dei contenuti, sarà lanciato dopo l’estate, mentre sono già in fase di ulteriore sviluppo i canali di e-commerce. Il dorso, comunque, ne sarà un test, visto che sarà già in formato Gazzetta. Per quanto riguarda i collaterali, dopo la partenza della collana “La biblioteca di papa Francesco” (con campagna di Studio Pym), giovedì sarà la volta di quella dedicata alla “Grande Guerra”, veicolata anche dalla Gazzetta dello Sport. Realizzata con la Rai, si articola in 20 dvd e viene sostenuta con una campagna realizzata da Pepe nymi. Ancora per quanto riguarda la rosea è stato confermato che è in preparazione un’iniziativa speciale per il primo giorno dei Mondiali di calcio e, quindi, il 12 giugno, con una diffusione straordinaria, in parte anche gratuita.

  • Mercato RCS MG: il 19 maggio 20 milioni di copie gratuite per “L’Italia che ce la fa”; il 12 giugno una diffusione straordinaria della Gazzetta per i Mondiali

    DailyMedia del 13/05/2014

    Con un apposito incontro che si è tenuto ieri, Barbara Stefanelli, vicedirettore del Corriere della Sera, Nicola Speroni, responsabile Sistema del quotidiano, e Raimondo Zanaboni, d.g. della Direzione Pubblicità di RCS Media Group, hanno illustrato nei dettagli l’operazione legata al progetto #Italiavoltapagina, di cui DailyMedia ha fornito alcune anticipazioni nei giorni scorsi, in occasione dell’attivazione del relativo canale all’interno di corriere.it il 20 aprile. Si tratta, come è stato spiegato, di un’iniziativa senza precedenti nell’editoria italiana, grazie alla quale, a partire dal 19 maggio (e nei due giorni successivi), verrà recapitata da Postel a 20 milioni di famiglie italiane una copia gratuita del numero speciale “L’Italia che ce la fa”, 28 pagine con contenuti realizzati da alcune delle più importanti firme del giornale (tra i quali Dario Di Vico, Mauro Magatti, Gianna Fregonara, Giangiacomo Schiavi, Maurizio Ferrera e Gian Antonio Stella), collaboratori e blogger, e dedicate ai fondamentali della qualità della nostra vita – lavoro, famiglia, scuola, salute e ambiente – proponendo un incrocio di analisi e storie positive per raccontare un’Italia che in questi anni non si è arresa e ha continuato a investire nel futuro. “L’Italia che ce la fa”, si potrà leggere nell’editoriale del direttore Ferruccio de Bortoli, non è un progetto “artificialmente patriottico o puramente consolatorio. È il racconto di uno straordinario Paese che nonostante tutto – e l’elenco dei fardelli è sterminato – studia, lavora, produce e innova. Un Paese che a volte non sa valorizzare fino in fondo il proprio impegno e non riesce a essere orgoglioso dei propri primati; forse la materia prima che più ci manca è la fiducia: in noi stessi, nelle nostre qualità, nella possibilità di farcela, nella caparbietà di rinascere e ritagliarci un ruolo diverso nel mondo globale”. Il dorso sarà anche allegato al quotidiano (che ha una tiratura intorno alle 500.000 copie) e disponibile in edizione digitale. «Si tratta di n’operazione editoriale molto importante e impegnativa – ha spiegato Speroni -. Nessun quotidiano ha mai raggiunto gli italiani casa per casa, e il Corriere della Sera può farlo grazie alla sua leadership di pensiero e incontrastata autorevolezza. Il progetto contiene un messaggio che, siamo certi, sarà apprezzato dai lettori, come già indicano i tanti segnali di condivisione pervenuti al sito”. Barbara Stefanelli ha così illustrato il progetto: «La diffusione di questo numero speciale nelle case degli italiani sarà un passaggio fondamentale, ma non l’unico, nella costruzione di una grande inchiesta che il giornale desidera realizzare con i suoi lettori, un ritratto collettivo fatto di piccole e grandi esperienze. Su italiavoltapagina.corriere.it è possibile inviare idee, storie e video: in sintesi, le battaglie da condividere. Dal 20 maggio, inoltre, saranno raccolte le “Playlist d’Italia”: 10 ragioni, pubbliche e private, per le quali ognuno esprima il suo giudizio sul perché sia bello vivere in questo Paese. Beppe Severgnini, in parallelo, proporrà 100 motivi d’orgoglio nazionale tra i quali ciascuno potrà selezionare i suoi 10: alla fine si scopriranno le ragioni più cliccate”. L’imponente impegno produttivo e diffusionale, che il Corriere della Sera affronta con questo speciale, è reso possibile anche grazie alla partecipazione di una serie di aziende divenute partner dell’operazione come Enel, Eni, Intesa Sanpaolo, Ferrero con Nutella, Tim e Vodafone, che a loro volta proporranno il loro contributo a un’Italia che volta pagina. In collaborazione con Eni sarà realizzata una versione digitale inglese dello speciale, scaricabile gratuitamente dalla digital edition, dal sito e dagli IP stranieri sul sito Digitalians. «Questa iniziativa pone il nostro quotidiano al centro di un’audience mai vista in Italia, superiore a quella dei grandi eventi televisivi » ha aggiunto Zanaboni, ipotizzando che, a livello teorico, si potrà avere una cifra tra i 30 e i 46 milioni di contatti, ovviamente a un costo infinitamente più basso rispetto a quelli del Corriere della Sera. Anche per questo, oltre che dai citati partner, hanno acquistato spazi tabellari anche Trony, UniCredit, Ferrovie dello Stato, NTV-Italo, MTV e Samsung. In totale, quindi, l’inserito sarà di 9 intere più due mezze, con un ritorno che non è stato quantificato ma che, come ha spiegato Zanaboni, fa sì che “l’operazione si sia ripagata”. Insomma, una boccata di ossigeno dopo un primo trimestre che si annuncia ancora negativo sul fronte della raccolta (i dati di bilancio saranno resi noti domani) e un aprile che non sembra essere andato meglio anche in ragione dei molti giorni di vacanza che lo hanno caratterizzato. «#Italiavoltapagina è un progetto multimediale che parte dal valore della carta stampata ma che si sviluppa anche nel digitale, con un coinvolgimento attivo dei lettori, invitati a partecipare con le loro idee e progetti – ha concluso il d.g. -. In questi mesi in cui abbiamo presentato l’idea ai nostri clienti, abbiamo potuto confrontarci proprio sulla capacità di un powerbrand come il Corriere di farsi portavoce di un messaggio di grande positività rivolto al Paese. L’idea che sta alla base di tutta l’iniziativa è infatti che se ci crediamo – e ci crediamo in tanti, ciascuno nel proprio ruolo – ci potremo riuscire». La comunicazione a sostegno è stata ideata da TBWA\Italia, che ha realizzato una multisoggetto con il claim: “Se ci crediamo, ci riusciamo”, on air dal 20 aprile su stampa e web. A margine dell’incontro, Speroni ha confermato che il nuovo formato compatto del quotidiano, che comporterà anche una revisione sul piano grafico e di impaginazione dei contenuti, sarà lanciato dopo l’estate, mentre sono già in fase di ulteriore sviluppo i canali di e-commerce. Il dorso, comunque, ne sarà un test, visto che sarà già in formato Gazzetta. Per quanto riguarda i collaterali, dopo la partenza della collana “La biblioteca di papa Francesco” (con campagna di Studio Pym), giovedì sarà la volta di quella dedicata alla “Grande Guerra”, veicolata anche dalla Gazzetta dello Sport. Realizzata con la Rai, si articola in 20 dvd e viene sostenuta con una campagna realizzata da Pepe nymi. Ancora per quanto riguarda la rosea è stato confermato che è in preparazione un’iniziativa speciale per il primo giorno dei Mondiali di calcio e, quindi, il 12 giugno, con una diffusione straordinaria, in parte anche gratuita.

  • Audimovie: +8,4% di presenze al cinema nel primo quadrimestre

    ADVExpress del 12/5/2014

    I biglietti staccati nelle sale rilevate sono stati 36.970.587. Di questi 29.822.521 (l’80,7%) sono di una delle Sale delle Concessionarie aderenti ad Audimovie: Rai Pubblicità, Moviemedia, International Cinemamedia UCI, PRS, e il 4,8% è relativo ad un film in 3D. In crescita gli spettatori in quasi tutti i principali centri urbani: Roma +6,6%, Milano +1,8%, Torino +4,5%, Napoli -5,4%, Firenze +6,7%. Anche la media presenze per schermo cresce del 7,9% salendo a 13.894 spettatori. Audimovie (nella foto il presidente Nicola Vestia) pubblica i dati ad Aprile 2014 sulle presenze al Cinema. I primi quattro Cicli dell’anno (02/01/2014-30/04/2014) segnano un deciso incremento dell’audience verso lo stesso quadrimestre 2013 (03/01/2013-01/05/2013): +8,4% di presenze. I biglietti staccati nelle sale rilevate sono stati 36.970.587. Di questi 29.822.521 (l’80,7%) sono di una delle Sale delle Concessionarie aderenti ad Audimovie: Rai Pubblicità, Moviemedia, International Cinemamedia UCI, PRS, e il 4,8% è relativo ad un film in 3D. Come si sono distribuiti i quasi 30 milioni di spettatori delle Concessionarie Audimovie tra le varie tipologie di struttura? I grandi multisala con 8 o più schermi hanno attratto il 63,8% delle presenze; il 13,5% quelli con 6-7 schermi; il 16,9% i 3-5 schermi; il 3,8% i 2 schermi e il 2,0% i monosala. In crescita gli spettatori in quasi tutti i principali centri urbani: Roma +6,6%, Milano +1,8%, Torino +4,5%, Napoli -5,4%, Firenze +6,7%. Anche la media presenze per schermo cresce del 7,9% salendo a 13.894 spettatori. La top ten dei film più visti del quadrimestre: sul gradino più alto si attesta “The wolf of Wall Street”, seconda e terza piazza per “Un boss in salotto” e “Sotto una buona stella”. A seguire “Tutta colpa di Freud”,“Belle & Sebastien”, “Captain America – The winter soldier”, “Frozen – Il regno di ghiaccio”, “Noha”, “Il capitale umano”, “300: l’alba di un impero”. I blockbuster del Ciclo di Aprile: “Noha”, “The amazing Spider-Man 2: il potere di Electro” e “Rio 2: missione Amazzonia”.

     

     

     

  • Dati Radio Marzo 2014

    L’Osservatorio FCP-Assoradio ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del periodo gennaio-marzo 2014.

    I dati evidenziano un aumento del fatturato pubblicitario della pubblicità nazionale radiofonica pari al +4,2% nel mese di marzo 2014 rispetto allo stesso periodo del 2013. Tale dato corrisponde ad un fatturato totale di € 27.563.000.

    Qui di seguito vi inviamo il commento di Paolo Salvaderi, Presidente FCP-Assoradio: “Il dato positivo del mese di Marzo conferma le nostre previsioni e conclude un primo trimestre molto incoraggiante per l’intero comparto. Il crescente interesse nei confronti delle potenzialità della Radio, anche da parte di clienti e settori tradizionalmente meno presenti sul mezzo, è un ottimo segnale in vista dei prossimi mesi che rappresentano un periodo di alta stagionalità per il mercato in generale e per la Radio in particolare.”