Categoria: FCP Assointernet

  • Amodei punta sui motori con il nuovo portale internet per Tuttosport e Corriere dello Sport

    DailyMedia 5 settembre 2013

    Il gruppo Amodei, e in particolare i quotidiani sportivi Tuttosport e Corriere dello Sport, puntano sull’area automotive con il lancio del nuovo portale Motori, online da qualche giorno sui siti delle testate. Il portale raccoglie il lavoro che le due redazioni dedicano al tema in oggetto, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per il mercato specifico, anche pubblicitario. Lo conferma l’amministratore della concessionaria Sport Network, Massimo Martellini: «La concentrazione su un solo portale ci offre l’opportunità di presentare al mercato un’offerta commerciale più organica sia al settore sia all’extra settore». Sul fronte dei contenuti saranno possibili anche delle sinergie con i periodici della Conti Editore, mentre sul web queste testate rimangono autonome con i propri siti. Recentemente Auto e Autosprint hanno rinnovato i propri siti, online in questi giorni. La Sport Network ha preparato per il portale un’offerta che non si limita all’adv tradizionale ma apre a iniziative speciali tra eventi, convegni, approfondimenti e via dicendo.

  • Smart Tv: più engagement con formati adv interattivi

    DailyNet 5 settembre 2013

    Smartclip, in collaborazione con Lg Electronics, presenta i risultati del primo studiopilota sull’impatto dell’advertising su Smart Tv, condotto a livello internazionale. I dati più recenti parlano di oltre 12,7 milioni di Smart Tv distribuite in tutto il mondo nel Q1 2013 e dimostrano il crescente interesse dei consumatori nei confronti di queste nuove televisioni che gli inserzionisti considerano sempre più come nuove piattaforme di investimento e di programmazione. Notizie e intrattenimento si confermano i programmi preferiti anche per gli spettatori di Smart Tv: circa la metà delle persone della ricerca ha espresso la propria preferenza verso la fruizione di questo tipo di contenuti anche di fronte alle Tv di nuova generazione. Come nel caso della Tv tradizionale, la maggior parte degli intervistati coinvolti nello studio (il 62%) guarda la Tv nella fascia serale, confermando così il ruolo predominante della pubblicità nel cosiddetto prime time anche quando si tratta di Smart Tv. Nonostante la proliferazione di diversi strumenti di comunicazione, la Tv continua a essere un mezzo di aggregazione all’interno delle famiglie. Circa l’80% degli utenti intervistati ha dichiarato di guardare i programmi sulle nuove Smart Tv con la famiglia e gli amici. Cambia però il profilo di questo pubblico che è composto da persone comprese tra i 20 e 49 anni, di istruzione superiore alla media, difficilmente raggiungibili con una normale programmazione pubblicitaria ma che vantano un alto potere d’acquisto. Sensibile all’evoluzione tecnologica, questa nuova audience promuove i device che possono connettersi alla rete: l’80% degli intervistati ha dichiarato, infatti, di usare le Smart Tv per la navigazione in internet mentre l’81% ha rivelato che la possibilità di connessione offerta dalle Smart Tv è stata la caratteristica principale che ha guidato l’acquisto verso questi nuovi modelli. Le ampie dimensioni dei nuovi schermi fanno tendenza visto che ben l’80% degli schermi delle Smart Tv in commercio vanno oltre gli 40 pollici. Lo studio rivela, infatti, che la grandezza dello schermo e i formati di pubblicità interattiva, sono gli elementi vincenti che rendono così efficaci le pubblicità sulle Smart Tv. Oltre due terzi degli utenti di Smart Tv intervistati dichiarano di fermarsi a guardare le pubblicità interattive pianificate sulla piattaforma e dimostrano una positiva predisposizione verso questa forma di adv favorita da contenuti e formati accattivanti. Metà degli utenti afferma di aver già interagito con una delle pubblicità su Smart Tv e il 31% conferma di compiere un’azione dopo la visione di una adv su Smart Tv (dal commento con gli amici, fino all’acquisto del prodotto o servizio). Il 15% di chi ha interagito con una delle adv su Smart Tv tendenzialmente conta di comprare il prodotto pubblicizzato, il 20% commenta il prodotto o il brand e il 24% cerca su internet maggiori informazioni sul brand o il prodotto reclamizzato e, infine, il 7% compie subito l’acquisto. Per emergere però le pubblicità devono essere rilevanti, utili e di facile comprensione: queste, infatti, sono le caratteristiche più citate da chi ha partecipato alla ricerca. Altro fattore che spinge gli utenti a interagire con l’advertising su Smart Tv è l’accesso a sconti e coupon.

  • Smart Tv: più engagement con formati adv interattivi

    DailyNet 5 settembre 2013

    Smartclip, in collaborazione con Lg Electronics, presenta i risultati del primo studiopilota sull’impatto dell’advertising su Smart Tv, condotto a livello internazionale. I dati più recenti parlano di oltre 12,7 milioni di Smart Tv distribuite in tutto il mondo nel Q1 2013 e dimostrano il crescente interesse dei consumatori nei confronti di queste nuove televisioni che gli inserzionisti considerano sempre più come nuove piattaforme di investimento e di programmazione. Notizie e intrattenimento si confermano i programmi preferiti anche per gli spettatori di Smart Tv: circa la metà delle persone della ricerca ha espresso la propria preferenza verso la fruizione di questo tipo di contenuti anche di fronte alle Tv di nuova generazione. Come nel caso della Tv tradizionale, la maggior parte degli intervistati coinvolti nello studio (il 62%) guarda la Tv nella fascia serale, confermando così il ruolo predominante della pubblicità nel cosiddetto prime time anche quando si tratta di Smart Tv. Nonostante la proliferazione di diversi strumenti di comunicazione, la Tv continua a essere un mezzo di aggregazione all’interno delle famiglie. Circa l’80% degli utenti intervistati ha dichiarato di guardare i programmi sulle nuove Smart Tv con la famiglia e gli amici. Cambia però il profilo di questo pubblico che è composto da persone comprese tra i 20 e 49 anni, di istruzione superiore alla media, difficilmente raggiungibili con una normale programmazione pubblicitaria ma che vantano un alto potere d’acquisto. Sensibile all’evoluzione tecnologica, questa nuova audience promuove i device che possono connettersi alla rete: l’80% degli intervistati ha dichiarato, infatti, di usare le Smart Tv per la navigazione in internet mentre l’81% ha rivelato che la possibilità di connessione offerta dalle Smart Tv è stata la caratteristica principale che ha guidato l’acquisto verso questi nuovi modelli. Le ampie dimensioni dei nuovi schermi fanno tendenza visto che ben l’80% degli schermi delle Smart Tv in commercio vanno oltre gli 40 pollici. Lo studio rivela, infatti, che la grandezza dello schermo e i formati di pubblicità interattiva, sono gli elementi vincenti che rendono così efficaci le pubblicità sulle Smart Tv. Oltre due terzi degli utenti di Smart Tv intervistati dichiarano di fermarsi a guardare le pubblicità interattive pianificate sulla piattaforma e dimostrano una positiva predisposizione verso questa forma di adv favorita da contenuti e formati accattivanti. Metà degli utenti afferma di aver già interagito con una delle pubblicità su Smart Tv e il 31% conferma di compiere un’azione dopo la visione di una adv su Smart Tv (dal commento con gli amici, fino all’acquisto del prodotto o servizio). Il 15% di chi ha interagito con una delle adv su Smart Tv tendenzialmente conta di comprare il prodotto pubblicizzato, il 20% commenta il prodotto o il brand e il 24% cerca su internet maggiori informazioni sul brand o il prodotto reclamizzato e, infine, il 7% compie subito l’acquisto. Per emergere però le pubblicità devono essere rilevanti, utili e di facile comprensione: queste, infatti, sono le caratteristiche più citate da chi ha partecipato alla ricerca. Altro fattore che spinge gli utenti a interagire con l’advertising su Smart Tv è l’accesso a sconti e coupon.

  • Microsoft compra la divisione cellulari di Nokia

    DailyNet 4 settembre 2013

    Microsoft ha siglato un accordo per acquisire la divisione cellulari di Nokia in un’operazione dal valore di 7,17 miliardi di dollari (5,44 miliardi di euro). La multinazionale non solo acquisirà la divisione Devices & Services dei finlandesi e la licenza per i brevetti e l’uso dei servizi mappe, ma assumerà anche una serie di top manager oltre a inglobare circa 32 mila dipendenti della società finlandese. In particolare, in seguito all’accordo, l’amministratore delegato di Nokia, Stephen Elop, lascia l’incarico per diventare vice presidente esecutivo della divisione Devices & Services. Al suo posto Risto Siilasmaa, che avrà l’incarico di amministratore delegato ad interim. Secondo diverse indiscrezioni, Elop sarebbe uno dei candidati più papabili alla successione del ceo Ballmer. L’intesa prevede che Microsoft paghi 3,79 miliardi di euro per acquistare la quasi totatlità della divisione Devices & Services di Nokia e 1,65 miliardi di euro per la licenza dei brevetti Nokia. Microsoft, che prevede di finanziare l’operazione con mezzi propri, e Nokia si aspettano di chiudere la transazione nei primi tre mesi del 2014, subordinatamente all’approvazione da parte degli azionisti della società finlandese e ad altre condizioni rilevanti. Attraverso questa operazione il colosso di Redmond acquisisce sia la divisione Nokia Smart Devices, incluso il marchio Lumia, sia la divisione Mobile Phones, che nel secondo trimestre 2013 ha registrato vendite per 53,7 milioni di unità. Intanto un’analisi del Wall Street Journal ha evidenziato come questa operazione potrebbe facilmente portare a complicazioni nei rapporti tra Microsoft e i suoi partner asiatici, in particolare Samsung. La potenzialità dell’azienda di Redmond di spingere le vendite dei prodotti Nokia nei canali di vendita può infatti minacciare e mettere in secondo piano altri partner come Samsung che ha basato una linea di dispositivi, la Ativ, proprio sul sistema operativo di Microsoft. Il quotidiano economico fa poi notare come Microsoft, attraverso l’acquisizione di Nokia, si stia potenziando sulla parte hardware, quella dei dispositivi. Una mossa già percorsa da Google con l’acquisizione nel 2011 di Motorola Mobility che ha poi portato al lancio dello smartphone Moto X in agosto.

  • Walt Disney Italia affida a Manzoni la raccolta pubblicitaria dei periodici e del web

    DailyMedia 4 settembre 2013

    The Walt Disney Italia punta al rafforzamento dell’area periodici e digitale grazie all’accordo siglato con la Manzoni, ufficializzato ieri, che affida alla concessionaria del Gruppo Espresso la raccolta pubblicitaria per i prodotti cartacei e dell’offerta sul web. L’accordo è effettivo dal 1° settembre, e nasce dalla necessità, espressa a livello globale dal gruppo americano, di potenziare le attività digitali. Disney.it già vanta il tempo medio di permanenza più alto tra i siiti italiani, 18 minuti (dati Audiweb), mentre ogni mese genera 20 milioni di visite e 1 milione di utenti unici. Sul fronte periodici, la Manzoni prende in carico circa quaranta testate tra settimanali, mensili e bimestrali, tra cui i classici fumetti Disney, le testate pre-school e i magazine dedicati ad un target femminile pre-teen, che vendono circa 11 milioni di copie all’anno. Una testata come Violetta ha venduto fino a 40mila copie. Il solo Topolino ha un lettorato di oltre 1,4 milioni di persone, di cui 950mila oltre i 14 anni e 480mila tra i 5 e i 13 (fonti: Audipress 2013.1, Doxa Kids & Co. 2012), e supera le 205mila copie vendute. Inoltre sarebbe il primo giornale per ragazzi venduto in edicola con il 67% delle vendite. Alla fine di luglio un accordo di sei anni con la Panini ha affidato a quest’ultima la realizzazione e la gestione delle testate cartacee. Fino a quest’estate la raccolta pubblicitaria in tutti i suoi aspetti – tv, carta e internet – era curata da Sky Pubblicità.

  • Nuovo Focus: 1,5 milioni di copie diffuse in estate, +18% a spazio

    DailyMedia 4 settembre 2013

    Oltre 1.500.000 copie diffuse in totale, con il raddoppio delle vendite in edicola rispetto al primo semestre dell’anno: i dati relativi ai tre numeri estivi di Focus, il periodico più letto d’Italia, decretano il successo della nuova formula del mensile edito da Gruner+Jahr/Mondadori, che da fine giugno si presenta ai lettori in una veste rinnovata. I mesi estivi hanno visto un forte incremento sul fronte digitale: la nuovissima app di Focus è stata scaricata da oltre 60.000 utenti e la vendita di copie digitali e abbonamenti full access è in costante crescita. Ottimo apprezzamento anche da parte del mercato pubblicitario che ha accolto il nuovo Focus molto positivamente, con una crescita della raccolta dei tre mesi estivi del 18% a spazio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

  • Hi-Media: crescono del 3% i ricavi dell’Area Pubblicità

    DailyNet 3 settembre 2013

    Hi-Media, il gruppo multimediale online, ha rilasciato i risultati del primo semestre 2013. Il Gruppo, in linea con il suo piano industriale, è riuscito a stabilizzare il fatturato consolidato rispetto al secondo semestre del 2012, raggiungendo i 93,1 milioni di euro, grazie soprattutto alla ripresa delle attività di advertising. Al 30 giugno 2013, i ricavi dell’Area Advertising ammontavano a 45 milioni di euro, in crescita del 3% rispetto al secondo semestre metà del 2012. L’Ad-Exchange (RTB), il video, il mobile e le operazioni speciali rappresentano ora il 40% delle attività di pubblicità della società rispetto al 25% di un anno fa. Il volume globale di transazioni è aumentato dell’11%, trainato dalla crescita costante delle transazioni di pagamento automatizzate tramite il portafoglio elettronico Hi- Pay (osservata solo nel profitto lordo). L’attività nell’ambito dei sistemi di pagamenti bancari del primo semestre del 2013 sembra essere cresciuta di quasi il 20% rispetto alla seconda metà del 2012. Di conseguenza, nel loro insieme, le vendite del settore Pagamenti sono in calo del 4% rispetto alla seconda metà del 2012 e l’utile lordo è in aumento del 9%. Hi-Media è riuscita ad aumentare la marginalità lorda di circa 3 milioni di euro rispetto al secondo semestre del 2012 (+9%) a 34,1 milioni. Il margine lordo consolidato (36%) è migliorato di tre punti, grazie alle due attività. L’Ebit è aumentato da 1 milione di euro (+30% vs H2 2012) a 4,4 milioni di euro, per effetto dei maggiori costi tecnici e di marketing relativi al lancio della nuova pubblicità e di pagamento prodotti. Il risultato operativo è pari a 3,7 milioni di euro rispetto agli 1,9 milioni nel secondo semestre del 2012, con una crescita di più del 90%. I dispositivi tradizionali continueranno a soffrire, mentre i nuovi segmenti di mercato continueranno a crescere. Il Gruppo, che si trova in posizione ideale per beneficiare di questa fase di cambiamento strutturale, anticipa un’ulteriore espansione delle sue attività dell’area Advertising nella seconda metà dell’anno. Dovrebbe vedersi un’incoraggiante ripresa nell’Area Payments verso la fine dell’anno, in gran parte grazie al dinamismo delle attività in ambito Banking Payments (Wallet e TPP) nonché alla stabilizzazione dell’attività di micropagamenti.

  • Bezos/Washignton Post e Publicis Omnicom Group: fine di un’epoca

    ADVExpress 2 settembre 2013

    La ‘digital economy’, sta conquistando territori importanti dell’economia e dell’informazione tradizionali. Ha fatto in questo scalpore la notizia di inizio d’agosto dell’acquisizione da parte di Jeff Bezos – inventore e patron di Amazon, leader mondiale nell’e-commerce – del leggendario Washington Post, forse il più autorevole quotidiano d’America. Per evitare eventuali problematiche di ‘trust’ e per non mettere a repentaglio l’azienda, l’acquisto, come ha tenuto a precisare il Post, è stato fatto a titolo personale per la somma di 250 milioni di dollari. L’evento ha una portata storica perché chiude un’epoca: quella della famiglia Graham, che ne ha gestito le sorti per circa 80 anni (la nascita risale al 1877), e quella in cui i giornali dettavano l’agenda per tutti gli altri media. Gli editori di tutto il mondo sono alle prese con il dilemma di come sopravvivere alla rivoluzione digitale che ha minato le fondamenta dell’informazione tradizionale, soprattutto della carta stampata, e come rendere profittevole l’informazione erogata attraverso i mezzi digitali. (Si avvererà la profezia lanciata nel 2006 dall’Economist, secondo la quale nel 2043 verrà stampata l’ultima copia cartacea?) Senza dubbio è stata imboccata una strada senza ritorno, che verrà seguita con estrema attenzione dagli editori di tutto il mondo.
    A proposito di svolte epocali il mega merger annunciato a fine luglio tra Publicis e Omnicom in Publicis Omnicom Group potrà non avere un impatto sull’intera industria dell’advertising. Il mondo dell’informazione segue con grande attenzione le mosse di Martin Sorrell: all’indomani dello storico annuncio ci si chiedeva se il numero uno di Wpp reagisse con una eventuale acquisizione di qualcuno dei network concorrenti per ristabilire il primato nel ranking mondiale dell’advertising. Sorrell ha annunciato che non soltanto non è intenzionato (almeno per il momento) a operazioni del genere ma che la sua strategia è un’altra. I mercati finanziari dopo una infiammata iniziale hanno preso in qualche modo le distanze dall’operazione col risultato che a fine agosto il valore di entrambi i titoli è stato inferiore a quello che avevano prima dell’annuncio, e i concorrenti Wpp e Interpublic hanno fatto registrare performance migliori. Sorrell procede con una strategia chiara puntando sui nuovi mercati, nuovi media, sulle ricerche e con un approccio orizzontale. Secondo quanto riportato da Advertising Age, all’indomani dell’annuncio del merging tra Publicis e Omnicom, il patron di Wpp avrebbe immediatamente dato ordine ai propri manager di bussare alla porta dei clienti sui quali si sarebbe potuto creare un conflitto con aziende simili. Con una strategia che Wpp pratica già da tempo: andare su ogni cliente con un approccio ‘orizzontale’, ossia non proponendo questa o quella agenzia ma un team dedicato prendendo le migliori professionalità da ogni sigla e costruendo un abito su misura per un singolo cliente. Ford, Mazda, Colgate, Glaxosmithkline, Bank of America, sono soltanto alcuni casi di successo in questo senso dal 2006 a oggi. I team variano in dimensioni e struttura: possono essere costruiti mettendo insieme agenzie diverse o creando staff di persone dedicate a un solo cliente. In totale sono stati creati più di trenta team. Questo sistema, per altro adottato sia pure con minore convinzione anche da Interpublic (Chevrolet, Mastercard e Cadillac) sembra essere destinato a sconvolgere il modello di agenzia così come lo abbiamo conosciuto fino a oggi con una importanza sempre più rilevante attribuita ai country manager che dovranno comporre la giusta ‘orchestra’ per convincere i grandi clienti a sposare questo modello. Il modello per team, ne sono convinti in Wpp, crea più efficienza e risparmi per i clienti.

  • «Più trasparenza per una corretta interpretazione delle audience»

    DailyNet 29 luglio 2013

    Sulla questione dei dati aggregati dei siti rilevati da Audiweb, la posizione di Upa è chiara e si può sintetizzare con “trasparenza”. Perché se pure i planner hanno a disposizione i nastri di pianificazione, in cui i dati di audience sono distinti effettivamente per singolo sito, non tutti utilizzano questo strumento per le loro scelte di planning, limitandosi a una lettura dei cosiddetti “macro-dati”, che sono appunto aggregaticin base ad accordi commerciali tra i siti.  Un’esigenza di trasparenza sollevata dal mondo degli investitori, ma che pure in Audiweb ha trovato un largo consenso. La questione è complessa e condivisa, e per questo un gruppo di lavoro del Comitato Tecnico, di cui fa parte la stessa Maggioni, è all’opera per definire un modus operandi che renda più “trasparente” il monitoraggio delle audience dei siti.

  • Il “nodo” dei dati aggregati all’esame di Audiweb

    DailyNet 29 luglio 2013

    Il tema dei criteri di esposizione e pubblicazione dei dati di traffico dei siti web è, insieme alla nuova ricerca sul mobile, il tema centrale dell’agenda di Audiweb, il cui CdA si è riunito giovedì, ma al momento nessuna decisione ufficiale a riguardo è stata presa. Non è quindi confermato quanto scritto lo scorso mercoledì da Ilfattoquotidiano.it, secondo cui nuove regole per la rilevazione dei siti web finalizzate in arrivo “a fine mese”, accompagnate dal vincolo per gli editori di mettersi in regola con le nuove disposizioni entro quattro mesi. A smentire le notizie riportate dal quotidiano diretto da Peter Gomez è il presidente di Audiweb Enrico Gasperini, che conferma comunque come il tema sia «Molto sentito » dall’organismo preposto al monitoraggio dei siti internet – partecipato da Fedoweb (50%), Upa (25%) e Assocom attraverso Assap Servizi (25%) -, che infatti da diversi mesi ha attivato un gruppo di lavoro preposto a studiare il problema, di cui fanno parte tra gli altri Simona Zanette, Giovanna Maggioni ed Elserino Piol e che proprio in occasione della riunione del CdA di giovedì ha presentato una serie di proposte a riguardo. Il tema in oggetto è quello che riguarda la “trasparenza” delle attuali divulgazioni dei dati di traffico: gli attuali criteri in vigore consentono infatti agli editori l’accorpamento sotto lo stesso “brand Audiweb” di siti con url e proprietari diversi in base ad accordi commerciali di cessione traffico – i cosiddetti “Tal” – che finiscono a volte per “gonfiare” in maniera considerevole i dati attribuibili a una testata online che può quindi apparire molto più grande di ciò che effettivamente è agli occhi di chi legge le classifiche e, si è sostenuto, anche di chi acquista spazi pubblicitari. L’obiettivo, ha specificato Gasperini, è quello di arrivare a formalizzare possibili decisioni in merito in tempi relativamente brevi, comunque entro quest’anno, anche se al momento non è possibile fissare date certe, anche visto l’altro grande tema in agenda per l’organismo: il lancio della nuova ricerca sulle audience mobile, i cui primi primi dati parziali potrebbero essere rilasciati già a settembre per arrivare, anche qui probabilmente entro la fine dell’anno, a una totale integrazione in Audiweb Database del mobile (smartphone e tablet). Criteri di divulgazione e nuova ricerca: c’è molta carne al fuoco nell’autunno di Audiweb, che vedrà impegnato in particolare il Comitato Tecnico dell’organismo, di cui proprio giovedì è stato designato il nuovo coordinatore: si tratta del direttore marketing di Mediamond Alberto Todeschini, che ha sostituito nel ruolo Fabio Bin, il cui incarico è decaduto in seguito al passaggio da Rcs Mediagroup, di cui era head of digital advertising mktg, in Hearst Magazines come digital business & editorial development.