Categoria: Associazioni

  • Giochi Iap: Autodisciplina pubblicitaria risorsa per consumatori, aziende e Stato

    DailyMedia 7/03/2017

    Autorità pubblica e Autodisciplina: gli strumenti di tutela nei digital media” è il titolo del seminario svoltosi a Roma nei giorni scorsi presso la sede dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, e organizzato da AGCOM e da IAP. Due i temi affrontati: le regole della pubblicità diffusa attraverso i media digitali e quelle riguardanti il gioco con vincita in denaro. Le regole della pubblicità diffusa attraverso i media digitali Le opportunità offerte dalla comunicazione digitale hanno fatto crescere di molto gli investimenti dell’advertising online, che spesso si presenta in forme innovative che richiedono un adeguamento degli strumenti di regolamentazione esistenti. È stato dato atto negli interventi che lo IAP ha saputo dare una prima risposta efficace all’esigenza di tutela degli utenti. L’obbligo di rendere sempre riconoscibile la natura pubblicitaria dei messaggi, e alcuni profili della tutela dei dati personali nella pubblicità online, ad esempio, sono due esigenze per le quali la “Digital Chart” e il “Regolamento OBA” dell’Istituto di Autodisciplina offrono validi strumenti di tutela. Il ruolo importante svolto dall’autodisciplina, peraltro incoraggiato da diverse direttive europee, è stato preso in considerazione nel corso dei lavori in termini di “co-regulation” con l’Autorità in un quadro di armonizzazione regolatoria, a tutto vantaggio di operatori e utenti, come peraltro accade da anni in Spagna. In questa Nazione, infatti, sono numerosi (oltre 20) gli accordi stipulati tra Autorità pubbliche e autodisciplina pubblicitaria in diversi ambiti di controllo, dalla pubblicità finanziaria a quella del gioco con vincita in denaro. Le regole riguardanti il gioco con vincita in denaro In relazione a quest’ultimo tema, gli interventi hanno fatto emergere come un sistema di “co-regolamentazione”, proprio sulla falsa riga del modello spagnolo, potrebbe rivelarsi opportuno e auspicabile. Poiché lo Stato italiano non ha posto un divieto assoluto per questo settore di pubblicizzare i propri prodotti ma ha optato per regolamentarne i contenuti e le modalità di diffusione, la norma IAP sul gioco e l’esperienza autodisciplinare acquisita sul campo dal 2012, rappresentano uno specifico know how di cui l’intero sistema può beneficiare. “Dal momento che all’Agcom sono stati affidati nuovi poteri sanzionatori nel settore della pubblicità sul gioco, risulta molto opportuno il supporto che l’Autodisciplina offre alle aziende nel formulare messaggi corretti mediante il rilascio di pareri preventivi su messaggi non ancora diffusi, con la ragionevole certezza di ottemperare sia ai precetti autodisciplinari che a quelli di legge”, si legge in una nota dello Iap. E l’esperienza di co-regolamentazione spagnola potrebbe fare da guida. Come ha detto il direttore generale dell’autodisciplina spagnola, José Domingo Gomez Castaldo, “Autocontrol nel 2011 ha siglato con il Ministero dell’economia spagnolo un accordo di mutua collaborazione in materia di pubblicità del gioco. All’autodisciplina spagnola viene attribuito il compito di verificare preventivamente la correttezza del messaggio. Un parere positivo dell’autodisciplina non impedisce ovviamente all’autorità statuale di intervenire successivamente ma attribuisce al messaggio approvato una sorta di presunzione di correttezza, e di attestazione della buona fede dell’azienda committente. Nella pratica questo sistema evita il nascere stesso del contenzioso ancorando i messaggi a collaudati standard di correttezza”. Il segretario generale IAP, Vincenzo Guggino, ha proseguito affermando che “l’esempio spagnolo dimostra da anni che l’Autodisciplina pubblicitaria è una risorsa per i consumatori, per le aziende e per lo Stato perché svolge un’azione deflattiva del contenzioso, ha procedure rapide ed efficaci e non costa nulla al contribuente. Gli organismi pubblici devono prendere atto che le dinamiche sociali ed economiche attuali rendono superata una visione esclusivamente statualistica del diritto accogliendo i numerosi appelli che la Comunità europea rivolge agli Stati membri nella direzione di collaborare con le autodiscipline nazionali. Lo IAP, che nel panorama delle autodiscipline europee vanta una solida tradizione e unanimi riconoscimenti, è aperto al dialogo per trovare efficaci forme di co-regolamentazione nell’interesse generale”.

  • Lettorati Audipress: con l’introduzione della total audience il Corriere della Sera sorpassa la Repubblica

    DailyMedia 30/09/2014

    Sono usciti i dati Audipress relativi al periodo 2014/I-II e per la prima volta riferiscono sulla “total audience” delle testate giornalistiche tra carta e digital replica. Il dato riporta complessivamente i lettori unici delle diverse piattaforme, sia nel caso di fruizione esclusiva da uno dei due supporti, sia nel caso di doppia fruizione. Grazie a questa nuova release è possibile ricavare i dati dei lettori digitali esclusivi ma non è possibile conoscere il dato puntuale di chi legge solo sulla carta o chi invece utilizza il doppio supporto, informazioni che probabilmente potrebbero essere ugualmente utili al mercato. La prima sorpresa che offre questa nuova rilevazione è il sorpasso, anche se di poche migliaia di lettori, da parte del Corriere della Sera nei confronti de la Repubblica, mentre la Gazzetta dello Sport resta sempre in cima alla classifica dei quotidiani più letti d’Italia. I due quotidiani di RCS MediaGroup si prendono i primi due posti, mentre la testata del Gruppo Espresso scivola al terzo dopo anni di seconde posizioni incontrastate. La differenza la fanno i lettori esclusivamente digitali, 225mila per il Corsera, e 173mila per la Repubblica. Sulla carta, o sulla doppia lettura, quest’ultima è ancora davanti al Corriere con 2.350.000 lettori contro 2.329.000. Per il resto dei quotidiani gli equilibri restano immutati, anche se confronti con la precedente indagine non sono opportuni, vista la diversa natura dei dati. Per quanto riguarda i settimanali, Sorrisi e canzoni tv è sempre il più letto, seguito da Chi e da Settimanale Di Più. E’ interessante notare come nel primo e nel terzo caso lettori cartacei e total audience siano equivalenti, mentre solo Chi vanta qualche lettore digitale, 18mila. Tra le testate più innovative su questo fronte, per la massiccia politica di sviluppo adottata in ambito digitale dall’editore Condè Nast, Vanity Fair ha una readership complessiva di 1.187.000 lettori, di cui 15mila esclusivi digitali. Nell’area dei mensili, la leadership va tradizionalmente a Focus.

     

  • Analisi Nielsen: la spesa pubblicitaria in calo del 5,5% a maggio; Mediaset a -5%, Rai a -7.2%, Sky Pubblicità a +5%

    DailyMedia 11/07/2014

    Il mercato degli investimenti pubblicitari chiude il mese di maggio con un calo del 5,5% rispetto allo stesso mese del 2013, facendo registrare una riduzione tendenziale del 3,9% nei primi cinque mesi del 2014, pari a circa 110,5 milioni di euro di raccolta in meno rispetto al periodo gennaio – maggio dello scorso anno. Il mese di aprile si era chiuso con un calo del 4,4%. “A fronte di un periodo cumulato sostanzialmente in linea col periodo precedente (il quadrimestre si era chiuso a -3,6%), il mese di maggio registra invece una performance non molto confortante, dal momento che si confronta con i primi cinque mesi del 2013 che avevano chiuso a -17,2% – commenta Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen -. Per recuperare gli oltre 110 milioni persi in questa parte dell’anno, sarebbe necessaria una crescita del 3,2% nei prossimi sette mesi visto che il periodo giugno – dicembre 2013 si era chiuso a -8,6%”. Relativamente ai singoli mezzi, la tv torna momentaneamente in “terreno negativo” a -0,7% per il periodo cumulato, dopo quattro mesi in attivo. Il singolo mese di maggio si chiude a -4,6% con andamenti assai differenti al suo interno. Secondo le elaborazioni interne di DailyMedia, nel cumulato dei cinque mesi, Mediaset perde il 3,1%, la Rai lo 0,8%, mentre Sky chiude in positivo (+11,1%), così come La7 (+1,6%), MTV (+12%) e la divisione Kids di Discovery Media (+21,6%). A maggio Sky Pubblicità ottiene ancora una performance positiva (+5%), mentre Mediaset lascia sul campo il 5%, la Rai il 7,2%, La7 il 2,9% e MTV il 16,8%. “Come avevamo già puntualizzato il mese scorso – aggiunge Dal Sasso -, maggio è stato un periodo di incertezza in attesa dell’esito delle Elezioni Europee. Nulla di inaspettato dunque per il mercato: aspettia mo il consolidamento di giugno per valutare l’apporto dei Mondiali su un’eventuale crescita”. Il mezzo stampa registra un leggero peggioramento di trend, rispetto ai cali a una cifra di aprile: i quotidiani chiudono i primi cinque mesi a -12,8% e il singolo mese a -11,1%, mentre i periodici si fermano rispettivamente a -11,6% e -11,9%. La radio conferma il cambiamento di trend, tornato in negativo già il mese scorso: per il periodo cumulato si registra un calo dello 0,3%, a fronte di un decremento del 5,7% per il solo maggio. Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato, si ferma a -2,1% nel periodo gennaio – maggio e a -0,1% sul singolo mese, raggiungendo il “terreno positivo” se si aggiungono le stime Nielsen per le categorie social e search. ancora in negativo il cinema, il direct mail e l’outdoor in generale, così come la media del mercato. Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano nove in crescita, con un apporto di circa 60 milioni di euro in più per i primi cinque mesi dell’anno. Differenti gli andamenti per i primi comparti del mercato: alla crescita degli Alimentari (+2,7%, pari a 10 milioni di euro), si contrappone un calo dell’Automotive (-3,4% , pari a circa 10 milioni) e una grande frenata delle Telecomunicazioni che con 61 milioni in meno di investimenti rispetto allo stesso periodo del 2013 registrano una performance negativa del 28,8%. Dalla Finanza (+12,7%) e dall’Industria (+29,5%) i maggiori apporti alla crescita con un incremento di 14 milioni di euro ciascuno. “I segnali che arrivano dai settori merceologici sono positivi dal momento che nel 2013 si erano registrati decrementi generalizzati senza alcuna eccezione – conclude Alberto Dal Sasso -. All’interno del mercato si alternano voci ottimistiche ad altre più pessimistiche relativamente all’avvicinarsi a quota zero, in positivo o in negativo. Alla luce di ciò, considerando l’importante apporto dei Mondiali di Calcio, il gap per raggiungere la parità si limiterebbe a poche decine di milioni di euro per la stragrande maggioranza degli operatori e dei mezzi nei restanti mesi dell’anno. In condizioni socio-economiche di normalità questo obiettivo non sarebbe irraggiungibile, anche se per trovare crescite continuative di quel tenore bisogna tornare indietro agli ultimi mesi del 2010”.

     

  • Le Interviste all’Assemblea Upa

    DailyNet 3/07/2014

    Fabio Vaccarono,

    Google: «Rai e tecnologia per far ripartire il mercato pubblicitario»

    Il mercato pubblicitario quest’anno rimarrà stabile. Né crescita né decrescita. E allora bisogna pensare a ripartire, a dare nuovo impulso a un comparto che negli ultimi anni, colpa anche delle deprimenti performance economiche, ha visto ridurre notevolmente il volume degli investimenti. «Il tanto atteso recupero del mercato ancora non c’è stato – afferma il managing director di Google Italy Fabio Vaccarono, incontrato da DailyNet in occasione dell’Assemblea Upa di ieri -. La profonda crisi dei consumi che ha colpito il nostro Paese ha fatto sì che le aziende stiano cercando un riequilibrio tra risultati e costi all’interno dei propri piani marketing. E affinché queste tornino a investire diventa fondamentale focalizzare le strategie pubblicitarie attorno al concetto di Rai, costruendo attività di comunicazione ispirate a misurabilità e performance. Le aziende, le piattaforme e le agenzie che hanno puntato in questa direzione stanno già raccogliendo risultati di crescita molto significativi, anche in un momento di apparente stagnazione». Non solo, « È necessaria una contaminazione della tecnologia, adesso perlopiù legata all’ambito digital, dal mezzo internet a tutti gli altri media, che ne devono cogliere le potenzialità. Ne conseguirebbero benefici per tutto il settore».

    Andrea Santagata,

    Banzai Media «In questi mesi cresciamo. La quotazione? Rimane un nostro obiettivo»

    C’era anche Andrea Santagata, ceo di Banzai Media, all’Assemblea Upa. E così, al termine dei lavori, DailyNet l’ha incontrato per uno scambio di riflessioni. «L’evento è stato interessante e coraggioso, specialmente quando ha cercato di denunciare alcune situazioni difficili del mercato. Tuttavia si sarebbe potuto fare maggiore chiarezza su diversi punti, approfondendoli e affrontandoli con maggiore decisione», ha dichiarato Santagata. Poi il manager ha parlato della sempre più probabile quotazione di Banzai a Piazza Affari, «È un cantiere aperto per valutare se ci sono reali possibilità. Rimane comunque un obiettivo della nostra azienda, che sta crescendo in questi primi sei mesi dell’anno, nonostante il comparto digitale versi in una situazione non facile da interpretare. In particolare – prosegue Santagata – mi preme sottolineare le performance dell’ecommerce, un’area che è arrivata al punto di svolta ». E il mobile? «È la chiave per spingere sia l’ecommerce sia il media. Ed è un settore dove, per una volta, il Paese non è fanalino di coda».

    Raimondo Zanaboni,

    Rcs: «Il digitale crea grande coinvolgimento. Ma non è la cura a tutti i mali» «Il digitale, che fino a pochi anni fa ci aveva abituato a incrementi a doppia cifra, sta conoscendo un periodo di frenata, anche se complessivamente rimane un mezzo difficile da prevedere e misurare». Queste le parole di Raimondo Zanaboni, direttore generale divisione pubblicità di Rcs MediaGroup, al termine dell’Assemblea Upa. «Tuttavia, bisogna tenere presente che il web, nonostante crei un rapporto diretto con i consumatori, non è la cura a tutti i mali: la comunicazione è un’attività articolata che deve saper integrare tutti i mezzi, sfruttandone le peculiarità – prosegue Zanaboni -. Ad esempio, per i Mondiali di Calcio abbiamo predisposto un numero molto ampio di attività, che hanno coinvolto specialmente il cartaceo, come La Gazzetta dello Sport in versione Azzurra, e il web, con numerose iniziative originali che hanno coinvolto in modo deciso i nostri lettori e gli utenti. E che hanno avuto effetti positivi sul fronte della raccolta pubblicitaria».

    Michele Marzan, zanox: «Focus sul programmatic, senza dimenticare social e mobile»

    Chiusi i primi sei mesi dell’anno è tempo di bilanci in casa zanox, agenzia di performance marketing tedesca. «Come zanox riscontriamo risultati soddisfacenti in relazione a questo primo semestre dell’anno, dove abbiamo acquisito circa 40 nuovi clienti, che si sono legati a noi anche per il futuro – ha spiegato a DailyNet Michele Marzan, regional director Southern Europe di zanox e vice presidente di Iab Italia -. Conseguentemente siamo cresciuti con performance leggermente superiori a quelle del resto del mercato del digital advertising», ha precisato il manager. E per i prossimi mesi? «Lavoreremo molto sul programmatic, rafforzando metrigo, società di cui abbiamo acquisito la maggioranza l’anno scorso. E poi punteremo forte su mobile e social crm, trend sempre più interessanti e che stanno conoscendo un grande sviluppo. Come è emerso dallo Iab Seminar di martedì, infatti, gli investimenti in mobile adv cresceranno fino a toccare quota 300 milioni. E a zanox abbiamo approntato una soluzione di mobile tracking, sia per gli m-site sia per le app, che traccia tutti i comportamenti rilevanti degli utenti in termini di sail generation».

    Massimo Martellini, Sport Network: «Crescita a due cifre su digitale, chiusura su carta prevista a +6/7%» Un piano di rilancio, quello presentato la scorsa primavera, che ha portato qualche bella notizia al Gruppo Amodei. Era aprile, si era a Milano, e Sport Network, concessionaria del gruppo, presentava i nuovi obiettivi di ampliamento dell’offerta dei mezzi e il riposizionamento della stessa struttura di cui Massimo Martellini è amministratore delegato. Un a.d. che non manca mai all’annuale kermesse dell’Upa. L’abbiamo raggiunto e trovato decisamente soddisfatto dall’andamento del primo semestre: «Sul digitale non siamo ancora in grado di dichiarare numeri precisi, probabilmente saremo pronti fra un mese; la crescita è comunque a due cifre. Un ambito sul quale ci muoviamo a meraviglia, tra video e rich media, senza dimenticare i collegamenti con la carta, per quello che noi definiamo un sistema di passione integrata. E anche l’accesso ai siti è in crescita: 250 milioni di page view mensili e 2 milioni di utenti unici ogni quattro settimane. Su carta, invece, prevediamo di chiudere l’anno a +6/7%. Tra i settori che più pianificano citerei soprattutto il betting. C’è stata una ripresa dell’automotive, mentre la telefonia è sempre presente».

     

  • UPA prevede un pareggio per la raccolta nel 2014 e si auspica il +2% nel 2015 e il +3% nel 2016

    DailyMedia 3/07/2014

    Il 2014 della spesa pubblicitaria si chiuderà in pareggio con il risultato dell’anno scorso. È la previsione di UPA, di cui ieri si è svolta l’assemblea annuale a Milano. Il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi ha anche auspicato un piccolo segno più, che nel 2015 potrebbe diventare un +2% e nel 2016 un +3%. Dopo un aprile definito pessimo, per via del ponte continuo che ha fermato gli investimenti pubblicitari, l’orizzonte si è un po’ aperto e l’emorragia si sta arrestando dopo sei anni di segni negativi. Il progressivo del primo semestre si attesta su un calo del 2%, a fronte del -14% dell’anno scorso. «Le aziende che hanno coraggio di investire può trarre vantaggio anche dalla fiducia dei consumatori che è ai massimi dal 2010. Le nostre survey interne ci dicono che arriveremo allo zero a fine anno, anche se la visibilità è scarsa». Il tema centrale dell’assemblea di quest’anno è la sperimentazione come via d’uscita per il Paese: «Rompere con il passo consueto e ricorrere al pensiero laterale» sono le parole d’ordine lanciate da Sassoli, sebbene poi i punti rilevanti sono quelli di sempre. Le riforme, di cui ha parlato poi Lorenzo Bini Smaghi; la tax credit per aiutare la ripresa dei consumi, su cui ancora non ci sono novità apprezzabili se non contatti con il Governo; la defiscalizzazione degli investimenti sull’e-commerce «su cui siamo molto indietro, va incentivato e va sbloccata l’annosa questione della banda larga, siamo l’89° Paese al mondo per velocità di connessione, l’Uruguay – per dire – è al 34°. Ma sono fiducioso: vedo che le aziende di tlc stanno puntando molto sulla comunicazione della loro capacità di copertura. Il potenziamento della banda larga è un tema cruciale anche per lo sviluppo della tv, che per esempio negli USA viene fruita in buona parte attraverso il mobile». A proposito di tv, torna prepotente il tema della riforma della Rai ipotizzata da UPA già tre anni fa, che prevede l’affidamento dell’azienda a una Fondazione che deve rappresentare chi paga il canone, l’abolizione della commissione di vigilanza per evitare influenze politiche, e un canale senza pubblicità. No alla privatizzazione totale, «rischieremmo un altro caso Alitalia, anche il Governo ha fatto un passo indietro rispetto a questa eventualità. Sono convinto che nel 2016, quando scade il contratto di servizio con lo Stato, vinceremo questa battaglia. L’abolizione del canone su un solo canale non solo favorirebbe la sperimentazione, ma permetterebbe anche il recupero sull’evasione del canone, tra l’altro in buona parte ideologica, che oggi ammonta a 600 milioni di euro, il doppio della raccolta pubblicitaria di Rai1. La Rai si deve sganciare dalla logica delle audience e dalla politica, il canone deve diventare un premio per la maggiore industria culturale italiana». Da rivedere anche la governance di Auditel, in modo che il peso del mercato sia sempre maggiore e che entrino anche i nuovi operatori come Sky e Discovery. «La battaglia commerciale deve stare fuori da Auditel, che deve essere una casa trasparente e occuparsi delle misurazioni ». Le “audi” devono essere al passo con i tempi: «Otto anni fa parlai di creare un “sacro Graal” delle ricerche, che è Eurisko Media Monitor, utilizzata da aziende, centri media e agenzie. Oggi Auditel sta sperimentando la misurazione delle audience da mobile e pc, nonché a breve implementerà il panel da 5.600 a 15.600 famiglie. AudiOutdoor ha introdotto la misurazione dei panel elettronici. Resta il “buco nero” di una Audiradio (che non c’è, ndr), che sta penalizzando gli investimenti nel settore. Bisogna ricrearla più moderna, che utilizzi strumenti contemporanei». Sassoli si è soffermato anche sul tema della creatività: «Oggi purtroppo le aziende la trattano come una commodity, pagata sempre meno. Ma la creatività deve essere al passo con i tempi». Tornando al tema degli andamenti, Sassoli segnala una ripresa degli investimenti da parte di largo consumo e finanza mentre le tlc segnano il passo. Per quanto riguarda i mezzi, la tv è sempre quello che trascina il mercato con oltre il 50% di quota, internet cresce nel display e insieme al search ha superato la stampa. Quest’ultima continua la sua “traversata del deserto” e registra ancora cali a due cifre mentre la radio mostra vitalità. Sul tema del momento, il real time bidding e il programmatic buying anche per la tv, Sassoli esprime disapprovazione, ma ammette che se effettivamente si dovesse arrivare all’utilizzo di questi strumenti anche per questo mezzo «dovremo prendere atto».

     

  • Nomine Ufficiale: Maurizio Costa alla guida di Fieg

    DailyMedia 02/07/2014

    Come anticipato da Daily Media del 13 giugno scorso, Maurizio Costa è il nuovo presidente di Fieg. L’Assemblea generale dei soci ha eletto ieri per acclamazione il vice presidente di Fininvest durante le assemblee degli organi sociali della Federazione Italiana Editori Giornali, che hanno proceduto al rinnovo delle cariche per il biennio 2014 – 2016. Costa succede a Giulio Anselmi, che aveva manifestato la propria indisponibilità al rinnovo del suo mandato. Sono stati eletti Vicepresidenti della Fieg: Azzurra Caltagirone per i quotidiani, e per i periodici, Enrico Selva. Le presidenze delle categorie sono state affidate a: Azzurra Caltagirone (Il Messaggero) per i quotidiani a diffusione nazionale; Monica Mondardini (Seta- Alto Adige), per i quotidiani a diffusione regionale; Massimo Cincera (Sesaab), per i quotidiani a diffusione provinciale. Nel settore dei periodici, la presidenza dei periodici grandi è stata affidata a Enrico Selva (Arnoldo Mondadori Editore), dei periodici medi a Giacomo Moletto (H.M.C. Italia) e quella dei periodici piccoli a Giuseppe Ferrauto (Cairo Editore). Quali Consiglieri incaricati dei diversi settori di attività della Federazione sono stati nominati: Alessandro Bompieri (Rcs Mediagroup) per i Problemi della vendita e della distribuzione; Francesco Dini (Gruppo Espresso) per i Problemi della pubblicità; Pietro Scott Jovane (Rcs Mediagroup) per il settore Multimedialità e sviluppo del prodotto; Carlo Mandelli (Arnoldo Mondadori Editore) per la Tutela del prodotto; Pierpaolo Camadini (Editoriale Bresciana) per i Problemi economici, legislativi e ufficio studi; Carlo Perrone (Il Secolo XIX) per le Relazioni internazionali; Paolo Nusiner (Avvenire) per la Formazione; Roberto Amodei (Corriere dello Sport) per l’Editoria specializzata. La Commissione Sindacale sarà guidata direttamente dal Presidente della Federazione, Maurizio Costa, coadiuvato dal Direttore generale, Fabrizio Carotti. Oltre ai Vicepresidenti della Federazione, ai Presidenti delle categorie e ai Consiglieri incaricati dei diversi settori di attività, sono entrati a far parte del Comitato di Presidenza della Fieg su proposta del Presidente: Carlo De Benedetti (Gruppo Espresso); Francesco Gaetano Caltagirone (Caltagirone Editore); Mario Ciancio Sanfilippo (Domenico Sanfilippo Editore); Benito Benedini (Il Sole 24 Ore); Angelo Provasoli (Rcs Mediagroup); Ernesto Mauri (Arnoldo Mondadori Editore); Andrea Monti Riffeser (Poligrafici Editoriale); John Elkann (La Stampa); Urbano Cairo (Cairo Editore).

  • Maurizio Costa nominato presidente FIEG

    ADVExpress 18/6/2014

    Il Comitato di Presidenza della Fieg riunitosi oggi a Roma ha preso atto della indisponibilità del Presidente, Giulio Anselmi, al rinnovo del suo mandato e, come del resto già era trapelato i giorni scorsi, ha nominato il vice presidente del gruppo Fininvest come nuovo presidente. Si è riunito a Roma il Comitato di Presidenza della Fieg che ha preso atto della indisponibilità del Presidente, Giulio Anselmi, al rinnovo del suo mandato. Il Comitato di Presidenza ha ringraziato calorosamente Giulio Anselmi per il lavoro svolto e, all’unanimità, ha deciso di indicare all’Assemblea Generale la candidatura di Maurizio Costa alla Presidenza della Fieg. E’ dunque ufficiale la notizia che già da giorni era trapelata in forma di indiscrezione sul mercato

  • Maurizio Costa nominato presidente FIEG

    ADVExpress 18/6/2014

    Il Comitato di Presidenza della Fieg riunitosi oggi a Roma ha preso atto della indisponibilità del Presidente, Giulio Anselmi, al rinnovo del suo mandato e, come del resto già era trapelato i giorni scorsi, ha nominato il vice presidente del gruppo Fininvest come nuovo presidente. Si è riunito a Roma il Comitato di Presidenza della Fieg che ha preso atto della indisponibilità del Presidente, Giulio Anselmi, al rinnovo del suo mandato. Il Comitato di Presidenza ha ringraziato calorosamente Giulio Anselmi per il lavoro svolto e, all’unanimità, ha deciso di indicare all’Assemblea Generale la candidatura di Maurizio Costa alla Presidenza della Fieg. E’ dunque ufficiale la notizia che già da giorni era trapelata in forma di indiscrezione sul mercato

  • AssoCom A “Comunicare Domani” un forecast tra il -1% e lo 0 e un focus sull’ecosistema della comunicazione

    DailyMedia 5 giugno 2014

    Si annunciano leggermente più negative – rispetto a quelle di Upa e Nielsen, che convergono nel prevedere un andamento degli investimenti tra lo 0 e il +1% – le stime dello spending pubblicitario 2014 che AssoCom annuncerà questa mattina durante il convegno “Comunicare Domani”, che si terrà a partire dalle 9.30 al Politecnico di Milano Bovisa, via Durando 10, aula Carlo de Carli. I dati puntuali del forecast verranno illustrati da Marco Girelli, ceo di OMG Italia e vicepresidente dell’associazione, ma l’aspettativa è che la chiusura prevista sia più vicina al -1% che al risultato flat rispetto al 2013. Contestualmente, verrà fornito anche un dato aggregato sugli investimenti online, che dovrebbero aggirarsi intorno all’1,5 miliardi di euro o essere comunque abbastanza allineati a quelli – 1,7 miliardi – forniti due giorni fa dal’AdEx Benchmark, il rapporto annuale di IAB Europe, per quanto riguarda il nostro Paese. Sarà l’occasione per confrontarsi anche, durante la tavola rotonda conclusiva, con i rappresentanti di due dei principali player del web, Luca Colombo, country manager di Facebook Italia, e Fabio Vaccarono, country managing director di Google Italia. Con loro, moderati da Enrico Pagliarini, giornalista di Radio 24, parleranno anche Giovanna Maggioni, d.g. di Upa; Valentino Cagnetta, ceo di Media Italia; Marco Muraglia, chairman di Starcom Mediavest Group; Giuliano Noci, professore ordinario di Marketing Politecnico di Milano e presidente di Explora; e Layla Pavone, presidente del Centro Studi AssAP. Questi ultimi due presenteranno anche i risultati della ricerca “Verso un nuovo ecosistema della comunicazione”, di cui qualche anticipazione è già stata fornita nei mesi scorsi, una fotografia quali-qualitativa di come sta evolvendo la filiera, quali attori new comer si stanno facendo largo e come le agenzie possano affrontare il cambiamento concretamente e con successo. Obiettivo della ricerca, incentrata sui nuovi pattern di consumo multicanale, multimediale e convergente, è quello di codificare i cambiamenti in corso e stimare l’impatto economico del comparto in termini di giro d’affari e risorse umane coinvolte, e capire le evoluzioni della filiera della comunicazione nei prossimi cinque anni. «La ricerca fornisce linee guida chiare sui nuovi assetti del mondo della comunicazione in una logica customer centric e fortemente orientata a nuove pratiche multicanale e convergenti per chiaramente identificare gli attori chiave che saranno i veri protagonisti del mercato dei prossimi anni» spiega Noci. «Abbiamo condotto la ricerca focalizzandoci in prima analisi su interviste in profondità con persone visionarie, volutamente lontane dagli assetti attuali del mondo della industry così come lo conosciamo: contaminazioni che aprono nuovi scenari e forniscono nuovi stimoli per servizi innovativi coerenti con le evoluzioni della comunicazione», aggiunge Andrea Boaretto, head of marketing projects della School of Management del Politecnico di Milano, che ha diretto il team di ricerca. L’introduzione dei lavori di “Attiviamoci!” è affidata naturalmente al presidente dell’associazione, Marco Testa, mentre la chiusura sarà del d.g. Stefano Del Frate. Il titolo del convegno vuol essere un’esortazione ad affrontare il cambiamento conoscendolo e governandolo. La velocità con cui i fenomeni accadono nella rete, grazie alle costanti innovazioni tecnologiche, le opportunità che i big data offrono al mondo della comunicazione, l’affermazione di nuovi modelli di business anche all’interno di questa industry sono gli aspetti più evidenti di una realtà che va affrontata con consapevolezza e dinamismo. Conoscere per pianificare. Pianificare per cambiare. Media sociali, creazione di contenuti, planning & buying online: si farà il punto della situazione sulle dinamiche degli investimenti in comunicazione, in una prospettiva più ampia rispetto all’analisi classica sui “bought media”. Infine, Domenico De Masi, docente di Sociologia del Lavoro all’Università di Roma La Sapienza, proporrà le sue riflessioni su “Mappa Mundi – Modelli di vita per una società senza orientamento”.

     

  • Ezio Lattanzio è il nuovo presidente di Confindustria Intellect

    DailyMedia 15 gennaio 2014

    Ezio Lattanzio, presidente di Confindustria Assoconsult, è stato eletto ieri presidente di Confindustria Intellect. Su proposta di quello di Assorel, Beppe Facchetti -l’unico, oltre allo stesso Lattanzio, che per lo Statuto della confederazione poteva ambire alla poltrona in quanto uscente dalla propria carica associativa entro i prossimi 6 mesi- la Giunta lo ha votato alla unanimità. Lattanzio va quindi a ricoprire -sostituendo Diego Masi, che è stato il primo dalla fondazione dell’organismo e che resterà comunque nel Comitato di Presidenza in quanto past-president- la carica di presidente della federazione confindustriale che raccoglie anche Assirm, AssoCom, Unicom, Assorel e Fedoweb oltre appunto alle associazioni delle società di consulenza e delle pubbliche relazioni, rappresentando circa 1.000 imprese, con un giro di affari intorno ai 4 miliardi di euro e quasi 25.000 dipendenti, ponendosi quindi come la più importante realtà del settore avanzato del terziario italiano. Il Comitato di Presidenza risulta ora composto quindi, oltre che da Lattanzio, Facchetti e Masi, da Donatella Consolandi, Elserino Piol, Marco Testa e Umberto Ripamonti. A Facchetti verrà disposta da Lattanzio una delega ad acta per seguire il lavoro in ambito confindustriale. Il neo presidente è partner fondatore di Lattanzio Group, una delle maggiori strutture di consulenza italiane. Lattanzio conferma infine che verranno sviluppati ulteriormente ricerche come lo “Slim factor” ed eventi, come il convegno –che lancerà Confindustria Intellect anche verso l’appuntamento con Expo 201 – che Unicom sta organizzando per fine febbraio e che sarà dedicato al “Brand Italia”.