Autore: bruno.cover@gmail.com

  • RCS rinnova il portale ‘Buon per tutti’

    AdvExpress 10 luglio 2017

    Si rinnova “Buon per tutti” (buonpertutti.corriere.it): il portale che riunisce in un’unica piattaforma online l’offerta di una vasta scelta di coupon per l’acquisto di prodotti alimentari, bevande, articoli per la cura della persona e della casa nato nel 2014 dalla partnership tra RCS MediaGroup e Valassis1, società nel settore delle promozioni con buoni sconto cartacei e digitali.

    “Buon per tutti” offre la possibilità agli utenti di visualizzare e stampare una serie di buoni sconto, messi a disposizione dalle principali aziende produttrici di beni durevoli di consumo e della grande distribuzione. I buoni, accettati in moltissimi punti vendita, garantiscono uno sconto sicuro e immediato al momento stesso dell’acquisto.

    Dal mese di maggio, il portale per la spesa intelligente si è totalmente rinnovato: nella grafica, nelle funzionalità e nei contenuti.

    Tra le principali novità del sito, un blog dedicato al risparmio e un’area dedicata ai coupon sconto del mondo eCommerce di sconti.corriere.it.

    Da un punto di vista tecnico, “Buon per tutti” garantisce alle aziende inserzioniste la massima sicurezza contro frodi, contraffazioni e utilizzo improprio dei buoni sconto, grazie alla tecnologia di stampa Print Driver System di Valassis, che garantisce la stampa sicura dei coupon.

  • Concessionarie Sport Network presenta la soluzione SOLO – 100% Viewable Masthead

    DailyNet 4 luglio 2017

    Dopo il rilancio dei posizionamenti pubblicitari sulla versione cartacea di Corriere dello Sport – Stadio e Tuttosport, Sport Network presenta un nuovo formato pubblicitario dedicato all’online che si caratterizza per elevata visibilità, esclusività, qualità. Come spiegato a DailyNet da Carlo Pasquazi, direttore digital advertising di Sport Network, la soluzione nasce dalle richieste dei clienti, sempre più interessati a soddisfare kpi relativi alla qualità, alla viewability, e al view rate per quel che riguarda i video. Con l’ingresso di nuove piattaforme tecnologiche c’è stato un prolificare di strumenti pubblicitari in pagina che hanno sicuramente portato del valore ai publisher, ma che hanno contribuito ad abbassare le redemption dei singoli formati, visto il sovraffolamento di posizioni in pagina. Sul desktop il problema è ancora più importante, perché con lo spostamento del traffico in mobilità, gli editori, per compensare i ricavi mancanti hanno aumentato pesantemente i posizionamenti sui propri siti. In questo contesto, per cercare di garantire ai propri clienti Visibilità, esclusività, qualità e performance, Sport Network lancia SOLO – 100% viewable masthead. SOLO è anche esclusività Questo tipo di dinamicità permette di ottenere risultati di viewability intorno al 100% e, per quel che riguarda il video, view rate vicini sempre al 100%. Anche il CTR, che non è sicuramente il principale KPI da cui nasce l’idea è superiore all’1%. Solo garantisce anche esclusività, perché, quando è pianificato, è l’unico formato presente in pagina e tutti gli altri formati scompaiono”. “Abbiamo posizionato il prodotto a un CPM sicuramente importante, proprio per le caratteristiche appena descritte – continua Pasquazi – e ci rendiamo conto che non è per tutti i tipi di investitori. È per quei brand che preferiscono spendere un po’ di più, quando c’è qualità e quando si vogliono raggiungere certi risultati. È stato già acquistato da importanti brand di case auto e del settore accessori/lusso e in generale sta riscuotendo un buon successo su clienti e centri media”. Meetrics certifica SOLO La soluzione SOLO è anche certificata da Meetrics. Il director of sales della struttura, Simone Fortunato, dichiara: “All’interno dell’ambiente competitivo odierno, l’attenzione alla qualità ed ai dettagli diventa fondamentale per incontrare le sempre crescenti esigenze del marketing digitale. La garanzia di essere visibili oggi è sempre meno scontata. L’ad clutter in pagina e l’attenzione ai singoli stimoli comunicativi ancora meno. Meetrics, società operante nel mercato della certificazione digitale dal 2008, sposa con grande entusiasmo il progetto SOLO poiché volto alla definizione di una qualità digitale per la quale stiamo lavorando tutti e su diversi livelli ed i risultati raggiunti dal prodotto sono assolutamente in linea con le attese”.“Attraverso la diretta elaborazione dei protocolli in pagina e l’attenta analisi dei diversi cluster di inventory – continua Fortunato -, la nostra tecnologia di misurazione si fonde con la conoscenza dell’audience delle properties editoriali, arrivando alla definizione di prodotti digitali come SOLO, la cui erogazione esclusiva in pagina con viewability certificata (questo risetto a qualsiasi definizione della stessa) non è solo supposta ma fattiva. Molto spesso ci si trova di fronte all’evidenza che diverse tecnologie di misurazione hanno a volte discrepanze numeriche di fondo, tuttavia puntando all’assoluta qualità dei risultati in ambito viewability (100%) si determina un effetto virtuoso di post-misurazione, allineando, totalmente o in parte, ciò che inizialmente risulta discordante. Il nostro obiettivo è quello di camminare assieme ad advertiser, agenzie ed editori verso la maturità del comparto digitale; in questo senso ringrazio Carlo, Sport Network e tutte le persone coinvolte nel progetto per aver dato la giusta rilevanza a questo sforzo”. DailyNet Il quotidiano del marketing in rete pagina12 ANNO XV  MARTEDÌ 04 LUGLIO 2017 # 121 SEMPLICI, FACILI, VELOCI… …soprattutto PERFORMANTI !!! …+ 50 % di Nuovi Clienti SCONTO 250 €* Vuoi Raggiungere 40.000.000 di Contatti e Generare LEAD Qualificate? www.resultsadv.it info@resultsadv.it mob.377.54.32.760 *sulla tua prima campagna a fronte di un ordine minimo di 1000€ Email Marketing SMS Marketing Social Media Programmatic & Retargeting Ufficio Stampa AdWords SEMPLICI, FACILI, VELOCI… …soprattutto PERFORMANTI !!!

  • MercatoItaliaonline lancia la sua nuova concessionaria nazionale IOL Advertising; a capo della struttura Andrea Chiapponi

    DailyNet 4 luglio 2017

    Italiaonline inaugura l’estate con il lancio della sua nuova concessionaria di pubblicità online nazionale, IOL Advertising, frutto di un’esperienza di oltre quindici anni di lavoro al fianco di aziende, agenzie e centri media. Oggi, IOL Advertising si rinnova, a partire dal posizionamento e dal modo di intendere per Italiaonline il ruolo di una concessionaria digitale che vuole mettere il cliente al centro partendo da tre punti chiave dell’evoluzione del mercato: audience, brand safety, innovazione tecnologica. L’anima di IOL Advertising IOL Advertising è una vera e propria “sales house”, che può contare sulla vasta audience delle properties Italiaonline, dai portali alla mail ai verticali: una presenza rilevante, messa quotidianamente al servizio dei clienti. Italiaonline è pertanto una porta d’accesso imprescindibile per chi voglia raggiungere ampie coperture, in un contesto di brand safety fondamentale nello scenario dell’online advertising, che Italiaonline garantisce con annunci su siti dai contenuti curati e appropriati per i brand degli inserzionisti. Il tutto con una strategia di contenuti orientati al cliente, grazie all’innovazione tecnologica assicurata dagli ingegneri di Italiaonline. Un’offerta articolata IOL Advertising è in grado di soddisfare qualsiasi cliente potendo puntare su un’offerta ad ampio ventaglio come quella Italiaonline, dal video al performance advertising, dal mobile al programmatic. Ogni cliente ha la sua soluzione: si va dalle offerte Glocal, che estendono al mercato large account i servizi di presenza digitale per le PMI (IOL Connect), fino ai progetti speciali più evoluti, realizzati da un gruppo interno in continuo interscambio con il cliente. Una nuova concessionaria per un nuovo mercato “In un mercato sempre più liquido e frammentato, con innovazioni continue e talvolta passeggere, il ruolo della concessionaria è cambiato e IOL Advertising è la nostra risposta – commenta Andrea Chiapponi, chief commercial officer Large Account di Italiaonline -. Forti della riconoscibilità e sicurezza dei nostri siti e di un’offerta competitiva su ogni settore del digitale, vogliamo portare sul mercato una leadership che conquista il cliente e lo rende attore protagonista delle campagne per le quali investe. Abbiamo un team di professionisti praparati e motivati per questa nuova missione”.

     

  • Mercato Presentato ieri il Libro Bianco sul programmatic, all’insegna della vera trasparenza dell’advertising digitale

    DailyMedia 28 giugno 2017

    UPA auspica di trovare, prima o poi, un accordo sul tema della trasparenza sugli investimenti pubblicitari con gli over the top digitali, Google e Facebook. Lo ha detto ieri il presidente dell’associazione degli utenti della pubblicità, Lorenzo Sassoli de Bianchi, presentando, a Milano, il primo Libro Bianco sulla comunicazione digitale, prodotto in collaborazione con tutte le associazioni di categoria del settore. Il Libro Bianco si occupa, soprattutto, di programmatic, delineando tutte le criticità di questo sistema di vendita di pubblicità e cercando di dare alcune linee guida per la creazione di buone pratiche nel suo utilizzo. Su molti punti c’è già un accordo di massima con i responsabili italiani delle due piattaforme, cui Sassoli de Bianchi ha già illustrato i contenuti del Libro, ma resta il nodo delle informazioni su quanto raccolgono in termini di adv, informazioni che attualmente non vengono rilasciate. «Conto, però, sul fatto che, a breve, la questione si possa risolvere – ha detto Sassoli -, è di loro interesse perché gioverebbe molto al rapporto con gli investitori pubblicitari. Ma bisogna tenere conto che noi siamo associazioni, mentre loro sono aziende». Sempre ieri, l’Antitrust europeo ha inflitto a Google una multa di 2,42 miliardi di euro per abuso di posizione dominante da parte del suo servizio di comparazione degli acquisti. «Il tema non ci riguarda nello specifico, non stiamo parlando di disparità fiscale (che, insieme alla remunerazione dei contenuti di terzi, è il tema più gettonato al momento, ndr), ma mi sembra un bel segnale il fatto che la UE si stia muovendo in modo unitario e non lasci la questione ai singoli Stati». In ogni caso, Google e Facebook sono i “convitati di pietra” a questo tavolo che tenta di mettere un po’ ordine nel “far west” della pubblicità digitale. «Grazie al Libro Bianco oggi sappiamo tutto sulla filiera del digital adv – ha sottolineato il presidente di Upa – e sui flussi finanziari che la alimentano». “Trasparenza” è la parola chiave: «Il nostro obiettivo era illuminare un territorio opaco. Questo Libro è un atto di responsabilità, oltre che un gesto concreto per fornire una mappa in costante aggiornamento destinata alla industry, anche se rimangono ancora delle questioni irrisolte come quella della viewability, sulla quale bisogna trovare accordi vantaggiosi». I contenuti del Libro Alla redazione del Libro Bianco oltre a Upa, hanno partecipato alla stesura AssoCom, Fcp, Fieg, Iab, Fedoweb, Netcomm e Unicom. Il lavoro, durato dieci mesi, parte da alcuni temi già enucleati in passato, come la viewability, che è il primo argomento trattato. Le criticità riguardano gli standard (secondaggio e pixel percentuali) e i criteri di certificazione, le regole di ingaggio e, soprattutto, la misurazione, per la quale si auspica la costituzione di un certificatore indipendente italiano o europeo. Centrale è la trasparenza della filiera, dei flussi finanziari, dei modelli di acquisto bundled e unbundled, dei rapporti tra editori e concessionarie, della reportistica. Altri temi affrontati sono quelli dell’ad fraud e della brand safety, ossia del controllo del sito di destinazione della campagna in termini di legalità e di coerenza con i valori del brand. Un altro tema centrale è quello dell’ad blocking: una ricerca prodotta da alcune delle associazioni che aderiscono al Libro evidenzia, in Italia, una penetrazione relativamente contenuta, pari al 13% degli utenti complessivi, al 15% delle pagine su pc e all’8% dell’utenza mobile. Sulla trasparenza degli investimenti adv Oggi solo le concessionarie che aderiscono a FCP-Assointernet dichiarano i propri fatturati. Dei ricavi pubblicitari degli over the top non è dato sapere. Nielsen stima che il mercato digitale valga 2,28 miliardi di euro, l’Osservatorio Internet Media di Politecnico di Milano e Iab Italia ipotizzano 2,36 miliardi di euro. Il Libro Bianco sottolinea che la trasparenza non può prescindere dalle dichiarazioni di fatturato da parte di editori, concessionarie, piattaforme e OTT. Il web rappresenta il 28% degli investimenti totali in pubblicità, ha ricordato il presidente di Fcp, Massimo Martellini, in crescita dell’8% in un mercato che otto anni fa valeva 10 miliardi di euro e oggi ne vale 6,5. Nello stesso periodo la stampa ha perso il 60% dei fatturati adv, e anche quest’anno si avvia verso un calo a doppia cifra. «Il 25% degli investimenti pubblicitari digitali vanno agli over the top» ha ricordato il presidente di Fieg, Maurizio Costa, «che godono di un vantaggio improprio quando guadagnano sui contenuti prodotti da altri, e quando si avvalgono di un bacino di conoscenze e dati raccolti grazie alla navigazione sui siti degli editori. Questi aspetti, insieme alla disparità fiscale di cui beneficiano nel nostro Paese, devono essere risolti a breve, abbiamo 6-9 mesi di tempo per aprire un dialogo con gli OTT che gli accordi tra Fieg e Google dimostrano essere possibile». La qualità deve essere remunerata Per Costa la qualità è l’elemento che fa la differenza in un contesto come quello digitale troppo spesso teatro di fake news e comunicazione ingannevole. «Nel mondo dominato dall’algoritmo si creano enormi discontinuità, la cui risposta è la qualità. E’ una sfida che l’editore deve affrontare continuamente». Ma il mercato non è disposto a remunerarla. «Gli investitori non riconoscono il valore della qualità. Ne parliamo da tanto, ma non è successo niente» ha detto Giancarlo Vergori, presidente di Fedoweb, ricordando l’appello di Carlo De Benedetti a indire gli Stati Generali dell’editoria «per portare al tavolo gli OTT e condividere i costi». Il tema della qualità riguarda anche la necessità di individuare chiaramente il messaggio pubblicitario, anche sul web. «Nel mondo digitale l’adv deve essere esplicitato anche quando indossato da qualche famoso blogger – ha detto Sassoli de Bianchi -, è una questione di responsabilità e credibilità degli investitori». IAB: investire sullo sviluppo di tecnologia Per ogni euro investito in adv online si crea un indotto di 25. Il digitale è un settore in continua crescita, sul quale lo Stato dovrebbe investire per lo sviluppo di un ecosistema tecnologico e normativo adeguato e in grado di competere con i mercati esteri attraverso sgravi fiscali e incentivi. «La guerra agli OTT, l’uso politico della Google Tax sono insensati. Si faccia loro pagare il giusto e si cerchi di creare valore per le aziende italiane» ha commentato il presidente di IAB Italia, Carlo Noseda. Proprio IAB ha anche recentemente attivato azioni di lobbying presso le istituzioni per includere le aziende digitali tra i destinatari del credito di imposta sugli investimenti incrementali che la legge appena varata riserva agli editori di carta stampata, e radio-tv locali. «Il Libro Bianco è un punto di partenza» per mettere ordine in un sistema in costante crescita, oltre sempre in evoluzione, «come una start up». La fiducia come volano dello sviluppo La trasparenza genera fiducia, e valore economico. Lo ha sottolineato Emanuele Nenna, presidente di AssoCom: «Con il Libro Bianco abbiamo voluto restituire fiducia al rapporto tra operatori e investitori: su questo punto noi delle associazioni dobbiamo lavorare alacremente». Lo stesso tema è fondamentale per l’e-commerce, che insiste su coerenza e trasparenza della comunicazione «altrimenti abbiamo un crollo di fiducia e delle vendite» ha spiegato il presidente di Netcomm, Roberto Liscia. In Italia, nel 2017, l’ecommerce vale circa 23 miliardi; gli italiani che vi fanno ricorso sono 21 milioni, «di cui il 28% usa l’ad blocking. Ecco perché la trasparenza è fondamentale». Il 35% delle vendite online transitano dal mobile, così come il 70% del traffico web: «Un tema a cui prestare molta attenzione» ha sottolineato Giorgio Galantis, presidente di FCP Assointernet, nel ricordare che quello della trasparenza sembra essere un tema relativamente nuovo: «Siamo partiti da una situazione polarizzata tra investitori, da un lato, le concessionarie, dall’altro, e le società di misurazione nel mezzo» che spesso non riescono a garantire omogeneità di risultati. Alessandro Ubertis, presidente di Unicom, ha affrontato il tema dal punto di vista della creatività: «Bisogna parlare di branding, e di rappresentazione della realtà delle aziende. La creatività ha bisogno di regole per farlo»

  • FIEG: Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati a partire dal 2017 su quotidiani e periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali

    Fieg 23/06/2017

    Vi informiamo che giovedì 15 giugno il Senato ha convertito in legge, con modificazioni, il Decreto legge n. 50/2017 recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo.

    Il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento (che dovrà avvenire nei prossimi giorni e, comunque, entro il 23 giugno) entreranno in vigore le disposizioni introdotte in sede di conversione del decreto legge.

    Tra queste l’articolo 57-bis che prevede incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, a partire da quelli effettuati nel 2017, dalla data di entrata in vigore del provvedimento.

    La misura era stata proposta dalla Fieg al Tavolo dell’editoria e oggetto di delega dalla legge n. 198/2016 (cd. legge editoria).

    Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali nella Legge di conversione del Decreto legge n. 50/2017

    La presente circolare si sofferma in particolare sulla disciplina relativa agli incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici.

    Nello specifico, si prevede l’attribuzione di un credito di imposta, a decorrere dal 2018, in favore di imprese e lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

    Il credito d’imposta – che è utilizzabile esclusivamente in compensazione (art. 17 del d.lgs. 241/1997), previa istanza al Dipartimento per l’informazione e l’editoria -, è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati. Il credito è aumentato al 90% nel caso di investimenti pubblicitari effettuati da piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.

    Agevolati gli investimenti pubblicitari dalla data di entrata in vigore della legge di conversione

    Il contributo previsto, sotto forma di credito d’imposta, sarà attribuito a partire dal 2018, relativamente agli investimenti effettuati a far data dall’entrata in vigore della legge di conversione (ossia dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge), incrementali rispetto a quelli di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

    La norma infatti stabilisce l’attribuzione del contributo sotto forma di credito d’imposta a partire dal 2018: pertanto a tale data (2018) dovrà essere già maturato il credito (per poterlo “attribuire”).

    Gli investimenti incrementali agevolabili sono quindi quelli effettuati nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore della disposizione e il 31 dicembre 2017 (incrementali rispetto a quelli di analoga natura effettuati nell’anno precedente): la realizzazione di tali investimenti incrementali costituisce il necessario requisito per l’attribuzione del beneficio nel corso del 2018.

    Tale interpretazione è suffragata da due considerazioni:

    1. sarebbe priva del necessario requisito della necessità ed urgenza la disposizione di un decreto legge applicabile agli investimenti pubblicitari effettuati 7 mesi dopo l’emanazione della misura incentivante;

    2. l’applicazione dell’incentivo a partire dagli investimenti effettuati nel 2018 produrrebbe l’effetto di indurre le imprese e i professionisti a rinviare gran parte degli investimenti programmati per il 2017 al 2018 (quando sarebbe disponibile l’incentivo) e, pertanto, contrasterebbe con le finalità della norma in quanto comporterebbe la conseguenza di deprimere un mercato che, invece, la misura intende sviluppare.
    Sulla questione si segnala un ordine del giorno (G/2853/218/5 a firma del senatore Lai, accolto dal Governo in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto legge n.50/2017) che impegna il Governo a chiarire che “il credito d’imposta in oggetto si attribuisce, nel 2018, relativamente agli investimenti pubblicitari effettuati a far data dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, incrementali rispetto a quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

    Tenuto conto che le spese sono riferite all’anno in corso (2017), si ritiene che i valori da porre a confronto ai fini della misura degli investimenti pubblicitari incrementali (“le spese di analoga natura sostenute nell’anno precedente”) debbano essere adeguatamente riconsiderati.

    DPCM entro 120 giorni con modalità e criteri di attuazione del credito d’imposta

    La definizione delle ulteriori modalità e criteri di attuazione del credito d’imposta è demandata ad un DPCM, da adottare, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, nel rispetto della normativa UE sugli aiuti di Stato.

    Compatibilità con la disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato

    Agli eventuali adempimenti europei, nonché a quelli relativi al Registro nazionale degli aiuti di Stato, provvede il Dipartimento per l’informazione e l’editoria.

    A tale proposito si ritiene che la misura in oggetto costituisca un aiuto non selettivo, non rilevante ai sensi del Trattato UE e, di conseguenza, al di fuori del campo di applicazione della normativa europea sugli aiuti di Stato. E’ da ritenere, infatti, che il beneficio previsto – per la parte che prevede il credito d’imposta del 75% – non sia indirizzato a favorire alcune imprese (in quanto applicabile a tutte le imprese di tutti i settori), sia esteso all’intero territorio nazionale e privo, nelle procedure di erogazione, di alcun potere discrezionale da parte dell’amministrazione pubblica: caratteristiche proprie degli aiuti non selettivi, per i quali non trova applicazione la disciplina degli aiuti di Stato.

    Qualche dubbio sussiste, invece, limitatamente alla differenza rispetto alla misura ordinaria, per l’elevazione della misura del credito d’imposta al 90%, riservata alle microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, che potrebbe non avere i necessari caratteri di non selettività. In tal caso comunque l’applicazione della regola del de minimis, relativa agli aiuti di piccola entità, potrebbe eventualmente ulteriormente ridurre la portata del problema.

    Credito d’imposta concesso nel limite massimo di spesa annualmente stabilito

    Il credito di imposta è concesso, in ogni caso, nel limite massimo di spesa stabilito annualmente con il DPCM che ripartisce le risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione fra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico (art. 1, co. 4, primo periodo, della L. 198/2016). Con il medesimo DPCM si stabiliscono, altresì, i criteri di ripartizione dell’onere a carico di ciascuna amministrazione.

    Le risorse destinate al credito di imposta sono iscritte sul pertinente capitolo dello stato di previsione del MEF e trasferite sulla contabilità speciale n. 1778 “Agenzia delle Entrate – Fondi di bilancio” per la regolazione contabile delle compensazioni.

    Nel riservarci ulteriori approfondimenti, ci è gradita l’occasione per inviare i migliori saluti.

    IL RESPONSABILE AREA RELAZIONI ESTERNE
    (Arcangelo Iannace)

  • Rai Pubblicità: a maggio raccolta a +12,5% in radio e +9% sul web. Nei primi cinque mesi web a +16% grazie al video (+27%). Barbarani: “Il mercato apprezza la qualità dei contenuti editoriali e il ridotto affollamento pubblicitario”

    AdvExpress 14/06/2017
    Nella prima parte dell’anno la raccolta della concessionaria guidata da Fabrizio Piscopo registra sui due mezzi un ottimo andamento, con il web trainato dal video che rappresenta, spiega Barbarani ad ADVexpress, l’80% del fatturato complessivo del digital .A giugno prevista una chiusura double digit in radio. Il Giro d’Italia ha ottenuto numeri importanti di fatturato, addirittura quasi raddoppiato sul web.

    Risultati molto positivi per la raccolta radio e web di Rai Pubblicità nella prima parte dell’anno.

    Come anticipa ad ADVexpress Francesco Barbarani, Direttore Radio e Web della concessionaria, a maggio il fatturato pubblicitario in radio è cresciuto  del 12,5% e quello web del 9%, mentre nei primi cinque mesi dell’anno la radio è cresciuta del 4% e il web del 16%, grazie anche al boom del video che ha segnato +27%, rappresentando l’80% del fatturato digital. E la previsione pergiugno è già double digit per la radio.

    “Il video traina la corsa del web, è molto apprezzato dal mercato e tra i formati più interessanti mi piace citare anche il Floor AD lanciato per RaiPlay” commenta Barbarani.

    “Il comparto video è guidato dai contenuti premium, che, insieme alla nostra politica commerciale garante di un basso affollamento pubblicitario – tutti i nostri break sul digitale contengono infatti un solo spot, in esclusiva e in ottima posizione – portano a kpi elevati dal punto di vista qualitativo e a fruizioni più lunghe:  a marzo il tempo speso sul formato video di RaiPlay su base mensile è di 54 minuti per persona (Fonte Audiweb)” aggiunge Barbarani. Il manager ricorda inoltre che tutti i dati di Rai Pubblicità, soprattutto in termini di viewability, sono certificati.

    Un altro esempio del valore del digitale per Rai Pubblicità sono i significativi risultati di traffico online e di raccolta ottenuti dall’esperimento di pianificazione di ‘Non uccidere’ prima su RaiPlay e poi in tv sottolinea Barbarani .

    Ottimi riscontri, infine, anche dai top event. “Il Giro d’Italia ha ottenuto numeri importanti di fatturato, addirittura quasi raddoppiato sul web rispetto all’edizione 2016, complice anche in questo caso un contenuto crossmediale di qualità che ha riscosso successo presso gli investitori” ha concluso Barbarani, rinviando al 28 giugno, quando verranno presentati i palinsesti autunnali, per le altre novità.

  • EcommerceCondé Nast chiude Style.com e si allea con Farfetch. Anche nel BelPaese

    DailyNet 14/06/2017

    Condé Nast ha ritirato dal mercato la sua piattaforma di ecommerce Style.com pochi mesi dopo il suo rilancio per collaborare invece con il retailer online di lusso Farfetch. Il nuovo accordo ha reso inutilizzabile Style.com, e prevede che Condé Nast si affidi a Farfetch per commercializzare i propri contenuti online e social. Style.com ora reindirizza alla homepage di Farfetch, che ne ha acquisito il marchio, la proprietà intellettuale e il database dei clienti. Condé Nast aveva rilanciato Style.com appena nove mesi fa. La nuova partnership con Farfetch vedrà ora la costruzione di un’esperienza di “contentto-commerce” senza soluzione di continuità per i clienti. Jonathan Newhouse, presidente e chief executive di Condé Nast International, entra nel consiglio di amministrazione di Farfetch, affiancando il fondatore di Net-A-Porter Natalie Massenet che ha preso una posizione di consiglio della società nel mese di febbraio. Proprio all’inizio di questa settimana, Farfetch ha annunciato di aver nominato John Veichmanis come chief marketing officer, illustrando i suoi progetti per sfruttare “investimenti considerevoli” nei media basati sulle performance. L’accordo vale anche per l’Italia.

  • Mercato Hearst Italia: calo contenuto per la raccolta nel semestre; a fine settembre la piattaforma web di Esquire

    DailyMedia 8/06/2017

    Intervistato da DailyMedia in  occasione dell’incontro organizzato da Elle Decor Italia e la Rinascente in occasione dell’iniziativa per i festeggiamenti dei 100 anni di attività degli store di piazza Duomo, Marco Cancelliere, che ne è d.g. della divisione Advertising Italia, ha fatto il punto sull’andamento della raccolta pubblicitaria di Hearst Italia nel primo semestre dell’anno. Periodo che si chiuderà con una contrazione del 5%, causata soprattutto – per quelli che sono i
    principali segmenti coperti dal Gruppo di cui è a.d. Giacomo Moletto – dal rallentamento sul fronte degli investimenti da parte della fascia media della moda, che
    rappresenta il 55% del totale delle entrate adv dell’editore. L’alto di gamma, sempre di quest’area, invece, non solo tiene, ma è addirittura
    in crescita e, questo, è ciò che fa mantenere sereno il d.g. sulle prospettive per i brand del Gruppo, Elle, Marie Claire e Cosmopolitan. In ogni caso, il saldo
    negativo della prima parte dell’anno dovrebbe essere decisamente migliore di quello dei  periodici in generale che, secondo gli ultimi dati FCP, hanno segnato
    una contrazione dell’8,1% nei primi 4 mesi, periodo nel quale, invece, la divisione Advertising  di Hearst Italia ha chiuso al -3%. Il peggioramento, per quest’ultima, sta avvenendo in quest’ultimo bimestre e, così, è pensabile che, purtroppo, avvenga anche per il comparto nel suo insieme.
    Sempre nel periodo gennaio-aprile, inoltre, gli investimenti-moda (sempre sui periodici), sono scesi del 14%, versus il -10% della struttura guidata da Cancelliere.
    Quest’ultimo giudica invece “molto buono” l’andamento sul fronte del design che, nel primo semestre – anche se pure qui si assiste a un rallentamento “poco
    significativo” nell’ultimo bimestre – non dovrebbe scostarsi molto dal +22% messo a segno nei primi 4 mesi (versus il +14% del comparto in generale). Lo stesso
    discorso di rallentamento a giugno vale anche per Gioia! che, quindi, registrerà un trend flat a fine mese dopo il +4% del primo quadrimestre, che si confrontava
    con il -6% dei femminili nel loro insieme. E «molto valida», sempre Cancelliere, giudica la performance del digitale che, con una crescita tra il +3 e il +5% attesa a fine mese, vale ormai il 15% del totale-raccolta. L’andamento è spinto soprattutto dal native – sul quale si concentra l’attenzione della
    concessionaria – mentre il display è in calo. I ricavi da iniziative speciali, progetti ed eventi sono in crescita del 10%. Del resto, Hearst Create, la struttura interna diretta da Roberta Battocchio, ha lavorato l’anno scorso su un migliaio di progetti, realizzandone ben 444. Tra quelli di particolare rilievo, è
    in preparazione, nell’ambito della “Fashion Week” di settembre, quello celebrativo dei 60 anni di Gente, degli 80 di Gioia! e dei 30 delle edizioni locali di Elle e Marie Claire. Cancelliere ha anche confermato quanto già anticipato da DailyMedia e, cioè, il lancio, tra fine settembre e i primi di ottobre,
    della piattaforma digitale (e quindi, “per ora, non cartacea”) di Esquire, altro brand iconico di Hearst e con il quale il Gruppo andrà ad aggredire un settore, quello del lifestyle maschile, nel quale sono già attivi altri competitor (i vari GQ, Icon e Style), ma dove l’editore giudica che ci siano interessanti
    opportunità di crescita, come ribadito dal forte interesse che il mercato sta già manifestando per la nuova testata in arrivo.

  • Dati FCP- GoTv Aprile 2017

    L’Osservatorio FCP-Assogotv (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mezzo GO TV, periodo Gennaio-Aprile 2017.

    Aprile 2017: i dati evidenziano  per il mese Aprile 2017 un fatturato totale di € 1.227.000,00.

    Tale dato corrisponde ad un incremento del fatturato pubblicitario del mezzo GO TV pari a +10,1% nel mese di Aprile 2017 rispetto al corrispettivo 2016.

    Gennaio-Aprile 2017: i dati evidenziano  per il periodo Gennaio-Aprile 2017 un fatturato totale di  € 4.381.000,00.

    Tale dato corrisponde ad un decremento del fatturato pubblicitario del mezzo GO TV pari a -2,4% nel periodo Gennaio-Aprile 2017 rispetto al corrispettivo 2016.

    Qui di seguito vi inviamo il commento di Angelo Sajeva, Presidente FCP-Assogotv:

    “Con Aprile si è confermato il consolidamento e l’accelerazione della crescita che diventa a doppia cifra e che ci porterà a Maggio al totale recupero del ritardo del primo bimestre. Il Turismo diventa il primo settore per investimento con nuove campagne di aziende che utilizzano questo media per rinforzi territoriali su aree strategiche nei mesi di alta stagionalità, apprezzando l’opportunità di offrire video ad alto impatto nel day time con elevata frequenza. Aumentano anche le campagne pianificate dai Centri Media con un conseguente arricchimento delle tipologie di settori rappresentati: oltre al Pharma, la Distribuzione e l’Alimentare, si affermano la Cura persona, la Tecnologia e l’Abbigliamento”.

  • Dati Osservatorio FCP-Assogotv: ad aprile il fatturato pubblicitario del mezzo Go Tv cresce del 10,1%

    DailyMedia 7/06/2017

    Osservatorio FCPAssogotv (FCPFederazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mezzo go Tv nel periodo gennaio-aprile 2017. I dati evidenziano per il mese aprile un fatturato totale di 1.227.000,00 euro. Tale dato corrisponde a un incremento del fatturato pari a +10,1% rispetto al corrispettivo 2016. I dati evidenziano per il periodo Gennaio-Aprile 2017 un fatturato totale di 4.381.000,00 euro. Tale dato corrisponde a un decremento del -2,4% rispetto al corrispettivo 2016. “Con aprile si è confermato il consolidamento e l’accelerazione della crescita che diventa a doppia cifra e che ci porterà a maggio al totale recupero del ritardo del primo bimestre. Il Turismo diventa il primo settore per investimento con nuove campagne di aziende che utilizzano questo media per rinforzi territoriali su aree strategiche nei mesi di alta stagionalità, apprezzando l’opportunità di offrire video ad alto impatto nel day time con elevata frequenza. Aumentano anche le campagne pianificate dai centri media con un conseguente arricchimento delle tipologie di settori rappresentati: oltre al Pharma, la Distribuzione e l’Alimentare, si affermano la Cura persona, la Tecnologia e l’Abbigliamento”, commenta Angelo Sajeva, Presidente FCP-Assogotv.